OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

Cicerone:
(106 a.C. 43 a.C. )

"Le finanze pubbliche devono essere solide, il bilancio deve essere equilibrato, il debito pubblico deve essere ridotto, l'arroganza dell'amministrazione deve essere combattuta e controllata, e gli aiuti ai paesi stranieri devono essere ridotti affinché Roma non fallisca. Le persone devono ancora imparare a lavorare invece di vivere con l'assistenza pubblica. »


QUANTO E’ BELLA GIOVINEZZA CHE SI FUGGE, TUTTAVIA CHI VUOL ESSER LIETO SIA DI DOMAN NON V’è CERTEZZA

Donne e giovinetti amanti, viva Bacco e viva Amore! Ciascun suoni, balli e canti! Arda di dolcezza il core! Non fatica, non dolore!

Due strofe dal " trionfo di bacco ed arianna" di LORENZO de' medici



IL ""MIO DIARIO"" SI E' TRASFERITO ALTROVE

SE VUOI ASCOLTARE LE CANZONI E LE ROMANZE DI UNA VOLTA CLICCA SU

venerdì 20 dicembre 2019


IL DISSACRATORE DISSACRATO!
Vauro, all'anagrafe Vauro Senesi, vignettista comunista, dissacratore di professione, crede di essere simpatico andando in giro per i talk show confondendo il dileggio con la satira. Si diceva una volta: scherza coi fanti e lascia stare i santi!
Ieri sera nella trasmissione Dritto e Rovescio di Del Debbio su Rete 4 il nostro dissacratore con un sorriso beffardo ha preso in giro la Sacra Famiglia e dato che c’era  ha dato  del pedofilo a Babbo Natale, che più che essere una persona bonacciona dispensatrice di regali per grandi e soprattutto per piccoli, rappresenta un simbolo di un momento delizioso.
Un bambolotto nero, raffigurante Gesù Bambino nel presepe della scuola dell'infanzia ad Azzano Decimo (Pordenone) ha fatto storcere il naso a molti, me compreso. Se si voleva mandare un messaggio di partecipazione divina e di accoglienza – sempre per non disturbare o violentare i sentimenti degli extra comunitari di fede religiosa diversa – non era necessario allestire un atipico presepe che nulla aveva a che fare con la nostra storia e le nostre tradizioni. In casa nostra il presepe ha come nucleo centrale ed indiscutibile San Giuseppe, la Madonna, Gesù Bambino, bello e biondo, il bue e l’asinello. Ogni altra rappresentazione non può in nessun caso denominarsi “ presepe “. Gesù Bambino isolato e nero poteva benissimo esser posto nella bacheca di un partito politico o di un’associazione leggermente atea!
Nella trasmissione di ieri Mario Adinolfi sottolineava che la tradizionale composizione di San Giuseppe, la Madona e Gesù bambino rappresentava la famiglia con un papà, una mamma ed un figlio. Il vignettista comunista non si è lasciata sfuggire l’occasione per insinuare la presenza dell’ “” altro “” cioè dello Spirito Santo che secondo lui ha avuto parte determinante e fisica nella realizzazione del “ terzetto”. Un po’ di blasfemia gratuita? L’intuizione geniale di un Vauro? Lui ha sottolineato qualcosa che non mi ha fatto ridere, mentre lui rideva col viso furbetto dello scopritore di intrallazzi !
Si è parlato poi di Babbo Natale ed il nostro eroe vignettista comunista lo ha relegato al ruolo di un ciccione vestito di rosso con la barba bianca e fin qui nulla di strano, ma accostare la sua figura bonacciona ad un pedofilo rappresenta l’esercizio scarsamente intellettuale di una persona con seri problemi psicologici a causa di un’infanzia poco felice. Mi ricorda tanto una maestra che dava ai suoi bimbi la notizia dell’inesistenza di Babbo Natale, notizia gratuita ed inutile.
In tutto questo bailamme la responsabilità non è del vignettista comunista ma degli autori della trasmissione che invitano un tale personaggio conoscendo le sue caratteristiche di dissacratore di professione specialmente in una trasmissione in cui si conoscono in partenza i temi. Se si parla di Giggino è facile ipotizzare una vignetta dissacrante ed accettabile, ma se si parla di presepe e di Gesù sarebbe stato meglio, molto meglio non invitare il personaggio in questione.
Sullo Spirito Santo ci possono essere tante storielle da recitare, ma mai in un cointesto di una trasmissione che affronta temi religiosi come il presepe!
Purtroppo in molte trasmissioni si invitano personaggi arrabbiati, scurrili, dissacranti giusto per aumentare gli ascolti a danno delle belle e fruttuose discussioni.

martedì 17 dicembre 2019


LE BLASFEMIE!

Credo si sia intrapresa la strada che porta ineludibilmente al ridimensionamento del numero dei credenti praticanti  anche in considerazione del momento di sfiducia generalizzata. Le stelle diventano meteore, personaggi nascono, crescono, vivacchiano e muoiono anzitempo. Non si fa in tempo a seguire un capo o un’idea che questi si dileguano inabissandosi! I cambiamenti sono necessari, sono la linfa di ogni vitalità, ma a volte arrivano inopportuni ed inaspettati. Gli ultimi papi partono da PIO XI per arrivare gradatamente a FRANCESCO passando per PIO XII, GIOVANNI XXIII, PAOLO VI, GIOVANNI PAOLO I. Sono arrivati i papi…stranieri come GIOVANNI PAOLO II, BENEDETTO XVI ed infine FRANCESCO. Credo che i credenti italiani abbiano fatto fatica a seguire “coloro che vengono da lontano” e sono rimasti delusi dalla mancata elezione di SCOLA o RAVASI e pian pianino si sono abituati al cambiamento di rotta. La società odierna si è secolarizzata, non è stata aiutata a causa degli scandali che hanno colpito la Chiesa. Oltre agli scandali finanziari ci sono stati e forse ancora ci sono quelli più deturpanti come gli scandali di pedofilia in ogni dove. Si fa strada il bisogno di incontrare Iddio per conto proprio: io e Dio senza intermediari. Chi come me ha tanti anni nello zaino che porta faticosamente sulle spalle, non può non ricordare le belle e toccanti funzioni religiose, le omelie tenute da sacerdoti che ispiravano bontà e paternità. Ora si assiste a celebrazioni domenicali in cui al posto di ascoltare l’ Ave Verum Corpus di Mozart si subisce la violenza del canto di Bella Ciao intonato e diretto dal solito sacerdote progressista ed anti Salvini. Il barone Scarpia nella Tosca direbbe: “ un tal baccano in chiesa ? bel rispetto che avete"!! Come faccio a raccogliermi in preghiera? Al Macro di Roma – Museo di Arte Contemporanea – si espone un manifesto con Gesù in preda ad una visibile “erezione” mentre appoggia la sua mano sulla testolina di un bimbo davanti a lui inginocchiato. Dall’ HOMO RECTUS” a “HOMO ERECTUS” la blasfemia è servita! Chi ha permesso una simile bestemmia? L’autore è colpevole di oltraggio al comune sentire, ma non è che il manifesto l’abbia affisso lui di notte ! Ci sarà stato pure un deficiente che ha autorizzato una simile porcata? Chi si è indignato? In prima battuta troviamo Giorgia Meloni e poi i suoi seguaci. Il resto? E che volete fa? Un manifesto esposto nel museo di arte contemporanea, l’arte è l’arte e vassi rispettata!!
Ho tanta nostalgia per una Chiesa pulita, che parli al cuore della gente, che faccia meditare sul sacrificio di Cristo il “Giusto crocifisso”, che dica ai fedeli di compiere un’opera di carità di tanto in tanto, che trovi un momento di silenzio e di riflessione nel corso della giornata. Oggi questo è difficile se non impossibile. Non si può non pensare che mentre voglio raccogliermi in preghiera alcuni cardinali o prelati stanno acquistando, pagandolo con l’obolo di San Pietro per la carità, un intero palazzo a Londra ad un prezzo di gran lunga superiore a quello di mercato.
Di questo passo quando starò per morire mi darò l’estrema unzione da solo, per conto mio, avrò le mani pulite non contaminate da corruzione e falsità!
“ Iddio che atterra e suscita, che affanna e che consola, sulla deserta coltrice, accanto a lui posò”
Come per ribadire : “ io e Dio “!!

venerdì 13 dicembre 2019

RE BORIS

Boris Johnson ha stravinto, ha avuto la maggioranza del parlamento inglese e si appresta ad uscire dalla Unione Europea! Si può dire quello che si vuole, ma il vento dell’est ha smesso di soffiare impetuoso trasformandosi in un leggero venticello! Quando la sinistra nazionale ed internazionale fa gli interessi delle banche e dei capitalisti allora non vedo la ragione per cui gli elettori non debbano scegliere gli “ originali “ e non le copie ! La gran Bretagna si riappropria della sua sovranità, deciderà cosa fare e cosa dire se mai stabilendo solo rapporti commerciali e di difesa militare con il resto dell’Europa o con i singoli Stati! Del resto i primi vagiti europeistici furono emessi dalla CECA – Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio e mai e poi mai si pensò di determinare “motu proprio” la lunghezza dei cetrioli o le dimensioni delle vongole della laguna! Da tantissimo tempo sentiamo dire: sì restiamo in Europa, ma dobbiamo cambiarla ! Anche un minus pensante ha capito che le cose non vanno bene, che in Europa si devono avere uguali diritti e doveri, che, come in una famiglia per bene e nascente, tutto deve essere messo in comune altrimenti la sorte bacerà solo i più furbi. Noi si vive sotto la minaccia continua di sanzioni di mamma Europa, tutto si fa sperando che la “ mamma “ sia buona e non si arrabbi troppo, ci siamo messi tutti dietro la lavagna pensando di essere asini e meritevoli di punizioni perché, colpevoli  per avere il debito pubblico monstre che abbiamo grazie anche alle firme sulle leggi senza copertura poste dai vari Capi di Stato, sempre di sinistra ! Ora si combattono Salvini e la Meloni ( Silvio si è già combattuto da se ) giusto per non avere alle prossime elezioni presidenziali un Presidente della Repubblica di destra o semidestra ! La Gran Bretagna, é piena di se, democratica al punto giusto per identificare il bene supremo della nazione in  barba alle opinioni di chi vuole uniti ciò che non si può! Se i risultati della brexit saranno positivi, come credo saranno, allora sarà piantato nel campi europei un seme che porterà alla nascita di una lussureggiante foresta. Mi piacerebbe vederla e fare il poco signorile, ma efficace  gesto dell’ombrello ai menagramo di casa nostra che ci vogliono vedere affondare grazie ai MES ed alle scelte altrui che poco hanno a che vedere con il nostro benessere. Prima ci ammazzano e sulle macerie costruiranno qualcosa di meglio – rispetto solo alle macerie – per la quale dovremo ringraziare ed osannare i nostri domatori! La Gran Bretagna uscirà dalla UE solo ed esclusivamente per fare i propri interessi. Noi dovremmo prendere esempio!

martedì 10 dicembre 2019


Esorcizzare la depressione!

Tutti noi paragoniamo l’atmosfera delle feste di fine anno della nostra infanzia e gioventù con quella che si vive adesso, la gioia e la speranza del passato con il vuoto del presente che si vuole riempire con il consumismo ripetitivo inebriante ed infine inutile. Le strade di un tempo abbellite con archi di luminarie che meravigliavano per la loro bellezza variopinta, la felicità del vestito nuovo, la voglia di fare i dolci tradizionali come se dovessero essere regalati al Bimbo divino o a quello secolare del nuovo anno, l’orgoglio compiaciuto di vivere un momento unico di speranza che annegava nel brindisi le difficoltà del domani. Insomma un’atmosfera di gioia e di speranza. I figli crescevano regalando gioie alternate purtroppo a qualche preoccupazione. Un crescita felice della società. Il poco che si disponeva sembrava il tanto messo in raffronto con il periodo bellico che tanto dolore e distruzione aveva arrecato.
E’ passato del tempo, e tanto ne passerà! Pánta rheî!!
“Tout casse, tout passe, tout lasse, il n'est rien, et tout se remplace". "Tutto si rompe, tutto passa, tutto si lascia. Non è niente, e tutto si rimpiazza".
Si rimpiazza con che cosa? I ricordi si affievoliscono e la voglia di fare si…addormenta! La famiglia si trasforma, i figli sono diventati adulti ed i nipoti sono immersi nei computer e nei telefonini.
Le canzoni di Natale sono sempre le stesse, nessuna moderna ne ha preso il posto, le dolci melodie ci portano indietro nel tempo regalandoci squarci irripetibili. E’ come il ricordare il gusto di un ottimo cibo che per diversi motivi non si può più mangiare!
Tra meno di quindici giorni sarà Natale; la televisione ci inonderà di ricette gastronomiche difficili da realizzare, si annunciano concerti natalizi e del capodanno mentre io provo un certo disinteresse e ripenso a chi mi diceva tempo fa di odiare le feste reputando tale affermazione di cattivo gusto. Ora mi domando come mai ho smesso di meravigliarmi, di godere la forzata atmosfera festiva, di pensare quasi esclusivamente alla tranquillità del dopo feste? Non so se questo capiti solo a me perché comincio a sentirmi vecchio oppure anche a qualcun altro che vecchio non è ancora. Il Natale sarebbe meglio celebrarlo in un sol giorno dedicato alla spiritualità, al raccoglimento, e dopo queste ventiquattro ore di meditazione dare un nome diverso ai giorni seguenti per celebrare la festa pagana Dies Natalis Solis Invicti, la festa dedicata alla nascita del Sole (Mitra), introdotta a Roma da Eliogabalo, ed in questa festa immergersi nelle regole del consumismo sfrenato tra canti, abbuffate e libagioni sostituendo le vecchie e care poesie del Natale con quella più laica di Lorenzo il Magnifico che recita tra l’altro:
Quanta è bella giovinezza
che si fugge, tuttavia
chi vuol esser lieto sia
di doman non v‘è certezza!
Però,quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare! Quindi bando alla tristezza! Voltiamoci indietro e vediamo quante persone arrancano tra le vere difficoltà quelle che sognano un tetto, un pasto caldo ed una parola di conforto!

domenica 8 dicembre 2019




RAVIOLI DI RICOTTA E PESTO ALLA GENOVESE SU VELLUTATA 

DI PATATE E ZUCCHINE

INGREDIENTI: RICOTTA DI PECORA 400 GR. – PESTO ALLA GENOVESE: UNA VASCHETTA DA 150 GR. – CIPOLLA: UNA MEDIA BIANCA – PATATE 250.GR. – ZUCCHINE: DUE MEDIO GRANDI – FARINA 00: 350 GR. – UOVA: QUATTRO – OLIO EVO: SEI CUCCHIAI – BURRO. 25 GR. – FORMAGGIO GRANA: 200 GR.
TEMPO: 120 MIN – DIFFICOLTA’ :MEDIA – DOSI PER 6 o 7 PERSONE

In una pentolino versare l’olio, la cipolla affettata anche grossolanamente, le zucchine e le patate ridotte in pezzetti, regolare di sale e cominciare la cottura, aggiungendo un po’ di acqua all’occorrenza. Versare anche un cucchiaio di pesto. Quando il tutto sarà cotto, frullarlo e passarlo al setaccio in modo di avere una gradevolissima vellutata. Prima di utilizzarla aggiungere un pezzetto di burro.
Nel frattempo mettere sulla spianatoia la farina, farne una fontanella, aggiungere un pizzico di sale e le uova impastando il tutto fino a ricavare una pasta morbida e compatta. Aiutandosi anche con la macchinetta per fare la pasta in casa ricavare delle lasagne e col coppapasta ricavare delle rotelle sulle quali poggiare un cucchiaino dell’impasto seguente, sovrapponendo i bordi e formare delle regolari mezzelune, cioè ravioli. Per fare il ripieno mettere in una zuppiera la ricotta, il pesto ed il formaggio grana e amalgamare il tutto. Regolare di sale.
Cuocere i ravioli in abbondante acqua normalmente salata ed a fuoco moderato in modo da evitare la rottura dei ravioli.
Una volta cotti impiattare seguendo questo procedimento: in un piatto fondo versare un mestolino abbondante di vellutata stemperandola sul fondo ed adagiarvi sette o otto ravioli, ricoprendoli con una spolverata di grana. Servire immediatamente.

sabato 7 dicembre 2019

VISSI D'ARTE IN UNA AUTORIMESSA !!
Riprendo! La Tosca di ieri è stata un’opera da ascoltare. Le scene erano orribili. Nel preambolo la RAI ci ha fatto vedere gli interni della Basilica di Sant'Andrea della Valle., stupendi da ogni punto di vista. Navate, opere d’arte, luci, dipinti, sembrava che da un momento all’altro arrivasse la Madonna per convertire qualche miscredente. Inizia l’opera e mi trovo in un’autorimessa con ponteggi, colonne che continuano a muoversi così come si muoveva la gigantografia della Madonna che Cavaradossi non avrebbe mai potuto dipingere data la distanza chilometrica tra lui ed il quadro. Nell’autorimessa non si vedeva nessun carrello sollevatore, ragion per cui Mario avrebbe dovuto applicare il pennello su di un lunga asta!. L’immagine sacra appariva e scompariva, si macchiava e si ripuliva automaticamente, mi sembrava di essere nel bel mezzo di un terremoto Quando si è deciso di celebrare l’assunzione della Vergine spedendo in alto la sua effige il pittore è rimasto sulla scala simile a quella posta ai piedi di un aereo che si apprestava all’imbarco dei passeggeri.
In questa chiesa autorimessa appaiono alcune suore, una sulla sinistra che prega ed un terzetto sulla destra che fa altrettanto, poi come se fossero state prese da uno spirito maligno cominciano a spostare le colonnine con le candele poste presumibilmente davanti a qualche sacra icona. Nonostante io fossi cattolico, credente e praticante non ho mai visto una scena del genere. Quando le sorelle hanno deciso spontaneamente di andar via lo hanno fatto speditamente percorrendo più volte una virtuale rotatoria. Mi sembrava di assistere alle prove di una gara podistica. Gli abiti delle consorelle mi portavano ad una confraternita delle Pie Sorelle dei Fantasmi. Arriva Floria Tosca giunta da una serata celebrativa del Milan Football Club in perfetta mise rosso nera! Cominciano i dialoghi tra  Mario Cavaradossi e Floria Tosca che paiono due ciechi che si cercano, si guardano pochissimo negli occhi , cantano quasi sempre di spalle tranne qualche volta che, accorgendosi di essere in due, si avvicinano per poi riprendere la posizione abituale, quella di spalle o lontani tra di loro.
Floria non vuole baciare ed abbracciare Mario se non dopo aver pregato ed infiorato la Madonna. Cosa fa la tapina? Si guarda intorno, vede qualche fiore  davanti a San Pietro li sottrae e li porta alla Madonna che resta secondo me un po’ attapirata, pensava di ricevere fiori freschi e si deve accontentare di quelli di seconda mano ! Mi ricordo una scena di Amici Miei II quando gli amici vanno al cimitero a trovare il loro amico defunto ed il conte Macetti sempre senza soldi, ruba fiori da un tomba vicina e li mette davanti a quella del suo amico!
Floria prima di uscire dalla chiesa, abituata al furto floreale, sottrae un ulteriore fiore e lo porta con sé!
Arriva Angelotti che cerca rifugio nella chiesa dove sua sorella, la marchesa Attavanti, ha nascosto chiavi e vesti femminili. La meschina si è dimenticata di dire a suo fratello fuggitivo dove ha messo la chiave della cappella gentilizia e questi deve sdraiarsi per terra per trovarla. Molto realista la scena, ma poco accorta la marchesa o smemorato il fuggitivo.  Angelotti vede una botola e senza sapere né leggere e né scrivere si fionda dentro. E se vi era una fogna o un ossario? Poco importa si fugge e basta ! Mario al vedere l’Angelotti resta perplesso non riconoscendolo, ma una volta che il fuggitivo ha presentato le credenziali lo ha abbracciato  e poi in ginocchio entrambi hanno fatto il piano per sottrarre l’amico al barone Scarpia. Una posizione più comoda non era facile da trovare ?
Sul più bello mentre si festeggia la sconfitta di Napoleone in chiesa, tutti quanti, chierici, fanciulli cattolici, aspiranti, suore ( della stessa congrega di poco fa ) e sacrestano vengono zittiti e redarguiti dal Barone Scarpia che chiede spiegazione del baccano. Il povero sacrestano avrebbe potuto avvalersi della facoltà di non rispondere, ma uno sgherro gli mette una pistola alla tempia cosicché il poveretto continua il racconto spontaneo, ma sempre sotto la minaccia dell’inutile pistola. Fatto questo si appronta per il Te Deum ispirato a Maranello casa della Ferrari. Ovviamente il rosso si spreca e i salmodianti iniziano a ripercorrere una rotatoria senza fine. Nemmeno in una visione onirica dopo una cena a base di peperoni fritti ed arrostiti ben oliati e pieni di aglio !
Si passa poi in casa del Barone Scarpia, stanza tetra ed illuminata solo dal chiaro di luna  ( forse il regista si è confuso con la Bohème ), il soffitto è istoriato con quadri di ispirazione biblica purtroppo anche essi terremotati. Non ho mai visto quadri  con personaggi semoventi.
Scarpia non si è rivolto ad un apprezzato sarto dello Stato Pontificio perché la sua palandrana scopava abbondantemente il pavimento. Quando ha voluto violentare Floria l’ha spinta a terra e le ha messo le mani tra le gambe. Dato che c’era poteva anche andare oltre tra gli applausi dei presenti!
Il barone si toglie la palandrana e si trova in divisa fascista della marcia su Roma!!  Credevo che da un momento all'altro potessero apparire i quadrumviri  del regime fascista: Italo Balbo, Michele Bianchi, Emilio De Bono, e Cesare Maria De Vecchi. Mai una camicia bianca! Poi la sventurata, mentre pensava di iscriversi al movimento Me Too, ha adocchiato un coltello sulla tavola del barone e nonostante fosse senza punta l’ha usato per infliggergli ben tre coltellate e, visto che il barone non ne voleva sapere di defungere nonostante i lunghi contorcimenti lo ha strozzato con le sue “ dolci mani, mansuete e pure “!!!.
Ovviamente la logica avrebbe voluto che l’assassina dopo il fattaccio raggiungesse l’uscita più velocemente possibile giusto per non farsi trovare dalle guardie che potevano giungere alle grida dello sventurato agonizzante. L’obnubilata  rimane  però sulla scena del delitto in attesa del generale Luciano Garofano o del R.I.S. di Parma per le rilevazioni del caso !
E veniamo al finale! Mario è stato appena fucilato e le guardie si sono accorte dell’assassinio del barone Scarpia e corrono sugli spalti presumibilmente dopo aver passato al setaccio tutte le stanze baronali. Arrivano sugli spalti, Tosca é lì che si dispera e le guardie passano davanti a lei senza vederla e  corrono verso  direzioni opposte. Mi torna in mente l’ordine impartito nella regia marina borbonica che partiva col grido  “ facite ammuina “”«: tutti chilli che stanno a prora vann’ a poppa e chilli che stann’ a poppa vann’ a prora: chilli che stann’ a dritta vann’ a sinistra e chilli che stanno a sinistra vann’ a dritta: tutti chilli che stanno abbascio vann’ ncoppa e chilli che stanno ncoppa vann’ bascio passann’ tutti p’o stesso pertuso: chi nun tene nient’ a ffà, s’ aremeni a ‘cca e a ‘ll à”. Non credo occorra la traduzione !
Mentre Tosca vuole gettarsi dagli spalti del castello, arrivano vicino a lei le guardie che propendono le braccia per afferrarla inutilmente;le braccia la indicano ,ma non l'afferrano!. Floria si tuffa sconfiggendo la legge di gravità  tanto che anziché schiantarsi al suolo, aziona i motori e vola verso l’alto come una novella madonna!
Una volta capitò che una Floria si tuffò dagli spalti, cadde sul materasso gonfiato posto appena sotto gli spalti, ma invisibile agli spettatori,e  riapparve miracolosamente. Nel  nostro finale si vede addirittura Tosca librarsi nell’aere e senza neppure toccare terra  rimbalzare!
Il tutto sembra una enorme barzelletta accolta dagli applausi di una platea assatanata dalle psichedeliche modifiche colpendo al cuore il povero Puccini che sta ancora ringraziando Iddio  per averlo chiamato a se prima di assistere a questo scempio.

Questo è il mio pensiero, non so se sto diventando sempre più vecchio ed insofferente, ma credo che paragonare le scene viste e quelle storiche più che una cosa insensata sia proprio una vera bestemmia !
Non vado oltre, mi basta questo. Una bellissima opera da ascoltare!
Anna Netrebko (Floria Tosca), ottima; il tenore Francesco Meli (Mario Cavaradossi) buono e il baritono Luca Salsi (il barone Scarpia) Ottimo.

giovedì 5 dicembre 2019


70.000 euro in cerca di casa !

Da giorni continuo a verificare i movimenti del mio conto corrente, ad osservare il fondo del  carrello che uso per fare la spesa  (non posso fare sforzi sgraditissimi alla mia spina dorsale ), a guardare nella cassetta della posta in portineria sperando, sì sperando ardentemente, di trovare 70.000 euro come è capitato alla bellissima Anastasiya Kylemnyk forse inconsapevole amica del mago Casanova. Al posto delle banconote non disdegnerei trovare un contratto di acquisto di un appartamento con vista sull’Arco della Pace come capitò a Claudio Scajola che a sua insaputa divenne proprietario di un appartamento con vista sul Colosseo! Io, fiducioso, appena ieri ho fatto una ulteriore ricerca nel mio carrello della spesa, ma al posto delle sospirate banconote ho trovato una busta dell’Enel contenente una bolletta di ben 116 euro, busta che mi era caduta nel carrello quando mi venne consegnata dalla portinaia mentre uscivo a fare la spesa! Come fa Anastasiya a dichiarare che nel suo zaino avevano preso posto ben 70.000 euro in banconote ben arrotolate a sua insaputa? Ha forse lasciato lo zaino incustodito alla stazione o al bar per consumare un cornetto e cappuccino? Le fortune, come i miracoli capitano sempre agli altri. Indagando e sperando a me è capitata soltanto una sgualcita bolletta dell’Enel! Pazienza. Domani, imperterrito, riprenderò a controllare conti e luoghi in cui possano apparire banconote a corso legale. Allo stato, carissimo benefattore, mi accontenterei anche e  soltanto dei 116 euro, giusto per pagare la bolletta della luce. Spes ultima dea! Domani andrò a pagare la bolletta perché non vorrei che mi staccassero la luce ed al buio sarebbe poi difficile trovare i rotolini delle graditissime banconote. Ma il destino cinico e baro mi toglierà questa soddisfazione anche alla luce del giorno! Pazienza, nulla manca a chi si contenta di poco!!!
PS. Due “ stranezze “ da segnalare. Luca Sacchi non era, non è coinvolto nella faccenda che ha causato la sua morte ed io ci credo. Vorrei però che qualcuno mi spiegasse come mai lui e la sua faccia d’angelo Anastasiya usassero un programma chiamato Signal che assicura la cancellazione automatica dei messaggi. Ça va sans dire che se non si vogliono fare leggere i messaggi, questi debbano contenere cose che è meglio non propagare! Altra stranezza la rilevo nelle dichiarazioni dell’assassino Valerio Del Grosso che ha distrutto la pistola dell’omicidio pensate un pò? Mettendola in un frollino!! Io ero convinto che il frollino servisse solo per fare la maionese!!

sabato 30 novembre 2019

GIUSEPPI E ROCCO, UNA BELLA COPPIA
Giuseppe Conte, sesto premier non parlamentare, Rocco Casalino assistente al soglio e burattinaio.


PEPPINI, VAI PIANO

Giuseppi si fa dirigere da Rocco, parla il suo linguaggio, come dire “ il braccio e la mente “!! Rocco, spin doctor di Giuseppi, Rocco organizzatore di viaggi strategici del premier come ad esempio in quel di Taranto nei giorni cruciali della crisi dell’ex ILVA, insomma l’ombra grigia dell’avvocato del popolo. A tal proposito Giuseppi portò conforto ai lavoratori in agitazione, disse loro di non avere soluzioni. E ci voleva un viaggio in Puglia per dare questa bella notizia ?
Se osserviamo il cursus honorum di Rocco vediamo che parte dalla partecipazione al grande fratello del 2000,


entra nella scuderia di Lele Mora, partecipa a movimentati battibecchi televisivi durante i quali gli si chiede se fosse mai omosessuale fornendo a tal riguardo una risposta pilatesca: sono bisex, giusto per non dispiacere nessuno. Ora però il nostro Rocco convive col suo compagno cubano, mentre non si  ha notizia di una sua compagna italiana!!
Non che le inclinazioni sessuali abbiano importanza, ma sono indicative del mondo variopinto in cui Rocco si muove. Detto questo Rocco entra nella cerchia dei 5 Stelle che grazie alla sua esperienza televisiva, giornalistica e no, lo inquadrano nel reparto “ buone notizie e suggerimenti vari”. Da ricordare il disappunto di Enrico Mentana allorquando seppe del divieto rocchiano alla partecipazione ai talk  show televisivi dei parlamentari pentastellati. Insomma piccoli duci crescono.
L’ombra di Giuseppi prende un lauto stipendio per il suo daffare. Facciamo un po’ di conti ed ecco cosa viene fuori: nel dettaglio lo stipendio di base è pari a 91.696,86 euro, a cui poi si vanno ad aggiungere 59.500 euro di emolumenti accessori e 18.360 euro di indennità. Se confrontiamo queste cifre con quanto guadagnano i parlamentari, Casalino ogni anno per il suo lavoro incassa più di deputati, senatori e dello stesso premier. ( Money.it ) Sono comunque notizie di dominio pubblico in quanto gli stipendi dei parlamentari sono consultabili.
Non vi è dubbio che Rocco ci sa fare ed a ben guardare la prima foto si vede bene che ha “le physique du rôle” che secondo il Garzanti indica un aspetto fisico adatto a un ruolo teatrale o cinematografico; predisposizione fisica a svolgere un compito ecc. ecc. In poche parole Rocco interpreta benissimo il personaggio.
Io lo vedo come il killer politico di Giuseppi, infatti ha dichiarato al Corriere della Sera di non escludere una sua candidatura prossima futura. Benissimo, ce lo vedremo presidente del consiglio dei ministri, robusto quanto basta, sguardo fiero ed altero, ben vestito, deciso e determinato, conoscitore di almeno tre lingue: nato in Germania, studi in America (Master in business administration (MBA) che sarebbe stato conseguito nel 2000  presso la Shenandoah University a Winchester, nello stato della Virginia, negli Stati Uniti d'America titolo poi smentito dalla stessa università), quindi tedesco, inglese ed ovviamente italiano con tutti i suoi congiuntivi!!!
In poche parole Rocco ha tutte le caratteristiche per far parte del movimento Cinque Stelle nel quale personaggi strani trovano cittadinanza, come ad esempio il nostro Ministro degli Esteri Giggino!
Mi domando sempre come mai nella politica non entrano personaggi di elevata caratura, di spiccata moralità e senso di giustizia capaci di trasferire al parlamento le loro competenze? Forse queste personalità non vogliono far parte di un mondo di “ nani e ballerine “ che pensano principalmente al bene personale in primis e poi – se resta tempo -  a quello del paese. E’ tuttavia vero che i nostri politici rappresentano il sentire comune del nostro popolo, essi sono i nostri figli ai quali non sono stati impartiti l’educazione civica, il senso del dovere, l’abnegazione e  l’idea del servizio alla comunità !
Forse è meglio stendere un velo pietoso e pensare alla prossime festività: un cenone, un panettone ed un bicchiere di spumante italiano!
O quam cito transit gloria mundi"("Oh, quanto rapidamente passa la gloria di questo mondo")


mercoledì 27 novembre 2019

LA DECISIONE
Il Tribunale dei ministri scagiona Salvini:
«Le Ong sbarchino i migranti nei loro Paesi»

Carissima Carola Rackete ed estimatori vari, il Tribunale dei Ministri  - che non è quello formato dai ministri -  ma quello in cui giudici normali sono chiamati a giudicare i ministri per reati da loro commessi quando erano ministri - ha scagionato il “ male assoluto “ Matteo Salvini perchè si era opposto allo sbarco dei clandestini in quanto lo Stato di primo contatto è quello della nave battente bandiera straniera. In poche parole se una nave norvegese prende a bordo clandestini questi devono essere portati in Norvegia. Questo non toglie che persone IN PROCINTO DI ANNEGARE debbano essere salvate con qualsiasi mezzo. Sembrava una enorme stranezza che una nave in navigazione tra la Libia, Tunisia o Marocco  e le nostre lunghissime coste prendesse a bordo persone per scaricarle poi da noi, prendendosi i meriti “del buon samaritano” lasciando a noi tutto il resto tra accudimento e contrasto all’inevitabile malavita che i “ salvati “ devono intraprendere per ripagare il costo del “ viaggio per non mettere in pericolo di morte i loro congiunti rimasti sulla terra ferma!
Quanto stabilito dal Tribunale dei Ministri mi trova perfettamente d’accordo ed è quello che sostenevo da oltre un decennio. Diverso tempo fa, se un bimbo nasceva su di un transatlantico con bandiera italiana, in navigazione se mai tra Italia e Stati Uniti, oppure su un aeromobile della nostra compagnia di bandiera, era considerato  come nato in Italia, punto e basta.

Per analogia se un clandestino grande o piccolo viene salvato dalla “ Norvegia “ – cioè  da una nave battente bandiera norvegese -  deve restare laddove è stato salvato. ça va sans dire che se una nave italiana salva un clandestino questi deve essere portato in Italia e, qualora l’Italia avesse già raggiunto il numero dei clandestini da accogliere, subito dopo deve essere trasferito in uno dei paesi europei che hanno accettato una equa ripartizione di queste povere persone. 

giovedì 21 novembre 2019


PASTA MISTA E CAVOLFIORE AL FORNO

INGREDIENTI: CAVOLFIORE 500 GR. – PASTA MISTA TIPO PENNETTE E FUSILLI: 150 GR. -  MORTADELLA: DUE FETTE NORNALI – PROVOLONE: 100 GR. – SOTTILETTE: DUE – BESCIAMELLA: 250 ML – FORMAGGIO GRANA PADANO: 100 GR. – PANGRATTATO: QB – AGLIO: UN PICCOLISSIMO SPICCHIO – OLIO EVO: ¼ DI UN BICCHIERE DA VINO – PREZZEMOLO: UN CIUFFETTO TRITATO

TEMPO: 60 MIN – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER 4 o 5 PERSONE

Ricavare dal cavolfiore solo le piccole cimette. In una casseruola anti aderente versare l’olio e lo spicchio di aglio tritatissimo. Fare soffriggere brevemente e prima ancora che l’aglio imbiondisca aggiungere le cimette del cavolfiore. Cuocere a fuoco moderato, rimestare spesso e dopo quindici minuti più o meno aggiungere pochissima acqua. Continuare la cottura regolando di sale fin quando le cimette risulteranno poco cotte, ma assolutamente non disfatte. Nel frattempo si sarà cotta la pasta e ritirata al dente. In una zuppiera mettere il cavolfiore, aggiungere il prezzemolo tritato ed una spolverata di grana padano. Unirvi poi la pasta, rimestare per bene ed aggiungere la mortadella tritata. Per facilitare il mescolamento si può aggiungere un filo di olio.
In una pirofila da forno mettere un po’ di besciamella stendendola per bene su tutto il fondo, aggiungere un primo strato di pasta e cavolfiore, qualche cucchiaiata di besciamella da spalmare delicatamente, un po’ di grana padano e qualche fettina sottilissima di provolone. Ricoprire il tutto con la pasta residua, ancora un po’ di grana padano e su tutto la besciamella. Infine in superficie mettere a rombo le due sottilette, ancora un po’ di grana padano ed una spolverata di pangrattato. Infornare in forno ventilato a 200 gradi per una ventina di minuti per ottenere una deliziosa crosticina.RACCOMANDATISSIMA!!!!


FESTE E COMPLEANNI

Il mese di novembre è denso di compleanni per i più piccoli e per i più grandi della mia famiglia. L’augurio di “ buon compleanno “ non è fine a se stesso, in genere si associa alla buona salute in primis, poi alla serenità ed infine alla realizzazione dei progetti. Ed è proprio quest’ultimo augurio che induce a qualche considerazione. I progetti? Quali progetti! Nell’Ecclesiaste 3 della Bibbia si legge: “””Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.  C'è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.””””
La vita è una ruota che gira, gli auguri ed i progetti sono diversi a seconda dell’età del “ festeggiato “.Al fanciullo si augura un percorso di studi premianti, così come al giovane che deve scegliere la strada per giungere al diploma o alla laurea. Quando si è appena adulti l’augurio ricorrente è quello della conquista di un lavoro appagante e poi alla posa della prima pietra per farsi una famiglia alla quale ovviamente si augura tutta la felicità del mondo. Lavoro, moglie, figli, soddisfazioni, consolidamento del benessere materiale se mai acquistando una casa principale ed una per le vacanze. Figli che a loro volta ripercorrono la stessa strada dei genitori sia pure con risultati diversi o migliori. Si lavora alacremente tra fatiche e soddisfazioni e così via fino alla pensione. E poi? Poi non si deve pensare ad altro perché tutti i pensieri portano alla normale usuale conclusione: si parte per una meta certa per il corpo, incerta, auspicata  e desiderata per l’anima!
Buon compleanno! Buon consuntivo! In principio poteva essere “ Buon preventivo. “ Sostituirei questi auguri con un generico “ Buona festa “
Buona festa particolare e Buone feste in generale. Sta arrivando il Natale e poi, dopo una settimana, il Capodanno. Fino a poco tempo fa vivevo la frenesia del momento, non veniva sprecato un solo minuto, tutto era destinato alla realizzazione della festa tradizionale, presepe, albero di Natale, cenone della vigilia e pranzo di Natale, ricchi premi e cotillon!!! Poi il 31 dicembre si aspettava la mezzanotte per brindare all’anno nuovo raffigurato da un neonato paffutello che non si accorgeva nemmeno dei botti e dei fuochi di artificio che scuotevano la notte dal sapore di zolfo! Per la raffigurazione dell’incedere del nuovo anno non si ha traccia, mentre per la sua conclusione vi é quella del vecchio curvo e malfermo! Si torna alla “ ruota “!
Più che fare qualcosa scelgo di ricordare qualcosa, del resto è molto più facile e meno faticoso, la gioiosa confusione di un tempo ha perso l’aggettivo, è solo confusione!
Pazienza !  Come disse Rossella O’Hara nel film Via col Vento “ Dopotutto, domani è un altro giorno, ricevendo da Rhett Butler la celebre risposta: “ Francamente me ne infischio “

lunedì 18 novembre 2019


GNOCCHI DI PATATE AL PESTO
 DI BROCCOLI

INGREDIENTI: BROCCOLI: UN KGR. – ALICI SOTT’OLIO: QUATTRO META' -GRANA PADANO: 100 GR. – OLIO DI MAIS: 3/4 DI UN BICCHIERE DA VINO – AGLIO ( facoltativo ): UN PICCOLO SPICCHIO -  GNOCCHI DI PATATE: 500 GR. – SALE E PEPE: Q B. -  BURRO: UNA NOCE

TEMPO: 40 MIN  -  DIFFICOLTA': FACILISSIMA - DOSI PER 3 PERSONE

Lessare i broccoli in acqua moderatamente salata e ritirarli piuttosto al dente. In un frullatore mettere i broccoli intiepiditi, pochissimo aglio tritato, le alici e frullare per bene. Unire poi l’olio di semi di mais ( se si dispone di olio evo che non abbia un retrogusto amarognolo -  che detesto -  é preferibile usarlo in sostituzione di quello di mais ) ed infine il grana padano grattugiato. Regolare di sale. Nel frattempo portare ad ebollizione l’acqua moderatamente salata – si può riutilizzare quella in cui si erano stati lessati i broccoli -  cuocere a fuoco vivo gli gnocchi, scolarli e ritirarli appena vengono a galla. In una zuppiera mettere tre o quattro cucchiai di pesto, una noce di burro e gli gnocchi. Rimestare delicatamente e condire con una spolverata di grana padano ed un pizzico di pepe.
PS. Gli gnocchi in commercio sono “ di patate “ e “ con patate “. Io preferisco di gran lunga i primi e di quelli che hanno il logo del supermercato in cui si acquistano!!
Inoltre, il pesto che non si utilizza per la ricetta si può conservare in una vaschetta chiusa in frigo per una settimana più o meno.

venerdì 15 novembre 2019


RISOTTO CON CARCIOFI E FUNGHI


INGREDIENTI: CARCIOFI: 3 GRANDICELLI E TENERI – FUNGHI CARDONCELLI: 200 GR. – CIPOLLA BIANCA: 100 GR. – PREZZEMOLO: UN CIUFFETTO TRITATO FINEMENTE – AGLIO: UN PICCOLO SPICCHIO – BURRO: 25 GR. – OLIO EVO: SEI CUCCHIAI – DADO DA BRODO VEGETALE: UNO – SALE E PEPE: QB. – RISO CARNAROLI: TRE TAZZINE DA CAFFE’ ABBONDANTI – LIMONE: UNO

TEMPO: 40 MINUTI – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER 3 o 4 PERSONE

Preparare un brodo vegetale col dado in un litro e mezzo di acqua. Regolare di sale. Pulire per bene i carciofi raggiungendone il cuore giallo, separare il fiore dal gambo. Tagliare il fiore al di sotto della sua metà, eliminare il gambo e pelarlo per bene. Tagliare dapprima in due il carciofo eliminando la barba. Mettere il carciofo in un recipiente di acqua acidulata al limone. Dalle metà del carciofo ricavarne piccole lamelle assai prossime alla base. Nel frattempo pulire per bene i funghi eliminando eventuali parti terrose ed affettarli più o meno grossolanamente.
In una padella versare l’olio, il burro, subito dopo la cipolla affettata sottilmente e l’aglio tritato. Appena la cipolla sarà lievemente appassita aggiungere le lamelle dei carciofi ed i loro gambi ridotti in piccolissime rotelline. Lasciar cuocere a fuoco moderato aggiungendo di tanto in tanto qualche cucchiaiata di brodo vegetale bollente. Quando i carciofi saranno cotti aggiungere i funghi, coprire e lasciar cuocere per una ventina di minuti, rimestando spesso ed aggiungendo di tanto in tanto pochissimo brodo. Aggiungere un po’ di prezzemolo tritato e portare a cottura. A questo punto aggiungere il riso e cuocerlo come un risotto aggiungendo di tanto in tanto un mestolo di brodo ed un po’ di prezzemolo. Quando il riso sarà cotto, toglierlo dal fuoco ed aggiungere l’ultimo prezzemolo fresco. Questa è la mia personalissima ricetta, quello che non posso descrivere è il profumo che emana la padella, non vi dico poi il sapore. Provare per credere!


IL NATALE QUESTO SCONOSCIUTO!


Sul Corriere della Sera di oggi vi è questo articolo che mi ha indotto a fare alcune considerazioni!
E ci risiamo ! Alcuni di noi pensano che lo Stato sia e debba essere laico e, più realisti del re, pensano che sia meglio ed opportuno mandare in soffitta ogni segno religioso da tutti gli uffici pubblici scuole ed ospedali compresi. Questo atteggiamento, per me assolutamente demenziale, posso anche capirlo e giammai giustificarlo, ma fare tutto ciò per non urtare la suscettibilità di Azyz Ben Kakaf è un’aberrazione che confligge con ogni sorta di pensiero anche di origine o natura liberale!
Siamo circa 60 milioni di persone che hanno accolto qualche milione di stranieri di tutte le fedi religiose, stranieri che figliano come conigli e che dovranno mandare a scuola i loro pargoli. Quindi per non disturbare le menti di questi bimbi, noi italiani a maggioranza di fede cristiana, sia pur non praticata, dovremmo modificare tutte le nostre sacrosante, ataviche abitudini. Arriva il magistrato che siede in tribunale e vuole staccare dalla parete alle sua spalle il crocifisso forse perché teme che gli caschi sulla pelata provandogli una contusione lacero contusa che lo spedisca al nosocomio interrompendo così la sua meritevole opera di giustizia. Arriva il preside, ovviamente di sinistra e di provata fede marxista, e decide che le feste  di Natale non siano teatro di rimembranze cristiane con canti di Natale, che tra l’altro hanno commosso tutti noi quando eravamo tutti italiani di nascita e di abitudini, e di costruzioni di presepi con statuette di pastori e pecorelle oppure con bimbi in carne ed ossa che riprendano gioiosi i racconti della nascita di Gesù Bambino. Ma si sa com’è Azyz Ben Kakaf si incazza ( scusate il francesismo ), torna a casa tutto disturbato, il papà Ben Kulof chiede spiegazioni ed ottenutele si fionda dal preside e pretende – despota in casa nostra -  di eliminare la causa del disturbo!
Noi ci vergogniamo delle nostre origine cristiane, mentre gli altri professano la loro ( e ci mancherebbe altro ), vengono a casa nostra, non vogliono integrarsi e pretendono di modificare le nostre abitudini e molte volte a causa di qualche imbecille ci riescono!
Non si vuole obbligare nessuno ad accettare le nostre abitudini, ma nemmeno essere costretti a modificare le nostre per scelta altrui.
Quando, per ovvi motivi ,gli abitanti di questa penisola saranno tutti africani o provenienti dal Bangladesh, si reputerà opportuno modificare ab ovo le nostre ricorrenze cambiando se mai la festa del Santo Natale con quella del “ Sole Invictus “ sostituendo il celeberrimo “ Tu scendi dalle stelle “ con l’altrettanto ex celebre “ Inno a Roma – Sole che sorgi libero e giocondo sui colli nostri i tuoi cavalli doma, tu non vedrai nessuna cosa al mondo, maggior di Roma, maggior di Roma “”Ovviamente nessun riferimento politico, sia ben chiaro !
Si va beh! Allora non c’erano le buche, l’immondizia, i topi ed i cinghiali che scorazzavano tra le strade della città eterna !!

giovedì 14 novembre 2019

EVASIONE E CORRUZIONE

Da sempre si parla degli evasori e delle soluzioni “ finali “ per debellare l’atavico problema. Mi sembra una manovra diversiva: si puntano i cannoni ad est e si consente ogni immunità silente ad ovest.
La corruzione è il male assoluto mondiale. Non vi sono governi, entità politiche e perfino organizzazioni non governative ONG che non siano infestate dal virus invincibile della corruzione. Perfino tra le mura leonine la corruzione è incredibilmente presente. Chi dovrebbe combatterla accanitamente è il primo corrotto. Ovviamente ci sono le dovute eccezioni, tante eccezioni, ma alla base vi è una melma difficile da eliminare. Ci sono casi di personalità antimafia che erano colluse con i mafiosi. Del resto molto prosaicamente si diceva, si dice e forse si dirà sempre : “pecunia non olet” -"il danaro non ha odore ". il cui corollario è “ con Franza o Spagna purché se magna” ! Scomodando i padri latini segnalo un altro motto: “ do ut des “ che sinteticamente significa: «io do affinché tu dia» e senso traslato «scambiamoci queste cose in maniera ben definita».  L’assegnazione di progetti sembra essere fatta su di un treno ad alta velocità: andata e ritorno nello stesso giorno! L’opera costosissima, molto più costosa di altre validissime, viene deliberata ed assegnata stabilendo in partenza come “ conditio sine qua non “ un ritorno di contributi meglio definiti come tangenti per se, per la famiglia, per il partito, per le associazioni collaterali. Democraticamente una bella distribuzione di grazia di Dio! Il Parlamento, se volesse seriamente debellare la corruzione, dovrebbe licenziare una legge assai stringata nell’ enunciazione, ma terribile nelle conseguenze, vale a dire: coloro che commettono un reato di corruzione attiva o passiva vengono condannati ed associati alle patrie galere non senza essere prima INTERDETTI A VITA ogni attività nel pubblico impiego e con diverse limitazioni nel privato.

Leggo oggi che faccia d’angelo, Lara Comi, ex deputata europea in quota Forza Italia è stata arrestata e mandata ai domiciliari per una serie di reati commessi con i suoi colleghi di partito. Ovviamente queste sono le motivazioni del pm poi vedremo cosa accadrà nei tre gradi di giudizio a meno che non intervenga una graditissima prescrizione!
Leggo del Mose a Venezia che ha sottratto tutte le risorse destinate per le spese di manutenzione millenaria alla pubblica amministrazione ed ai privati. Il Mose costato fino ad oggi oltre sei miliardi di euro, data inizio lavori 2003 fine lavori 2021 é fermo al palo, mangiatoia pubblica e privata che ha interessato la magistratura che applica le leggi a prescindere dalla necessità di preservare Venezia dai disastri annunciati!
Più schifo di così?
Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei! Vorrei andare in galera perché lì troverei un sacco di belle persone che hanno dedicato la propria vita al benessere della nazione e soprattutto e prima di tutto al proprio ed a quello della loro consorteria!
Purtroppo siamo nelle mani di governi allestiti alla men peggio, che sono incapaci di portare in porto  un qualsivoglia progetto, vedere ad esempio la faccenda dell’ILVA di Taranto quando l’allora Ministro dell’Economia Giggino annunciò al mondo incredulo che aveva risolto il problema con ArcelorMittal mentre quest’ultima stava già preparando il ricorso al Tribunale di Milano per recedere dal contratto. Per i giacimenti di gas naturale in Italia c’è una dorsale del petrolio e del gas che parte da Novara e poi si distende lungo l’Appennino fino in fondo alla Calabria e prosegue in Sicilia e che noi trascuriamo per motivi ambientali mentre il resto del paese si sgretola. Nel mare che separa la puglia dalla Grecia vi è un “ mare “ di gas naturale che per utilizzarlo si dovrebbe autorizzare la trivellazione. Noi non l’autorizziamo, mentre la Grecia la sta approntando, ragion per cui gli ellenici succhieranno anche il nostro gas per poi rivendercelo. La stessa cosa accade al nord con la Croazia. Insomma abbiamo tutti i disagi di un possibile inquinamento e sopporteremo i costi per l’importazione energetica dai perforatori!! Se non siamo intelligenti!!!!! La stessa cosa accade con l’immondizia che spediamo a nostre spese ( e che spese ) in Germania pagando il servizio ai furbi e preparati teutonici perché accettino le nostre scorie. La Germania inserisce la nostra immondizia nei loro termovalorizzatori, produce energia elettrica che vende pensate anche a chi? A noi !
Se non siamo furbi?
Ed i politici che fanno? Si dividono in correnti e sotto correnti, pensano alle prossime elezioni, se mai ce ne saranno ancora, si insultano a vicenda, si fanno intervistare in televisione fornendo uno spettacolo indecoroso a volte per il politico di turno ed a volte per il conduttore o  la conduttrice intervistanti, come ad esempio Lilli la rossa versus Giorgia Meloni o Matteo Salvini comunque verso qualcuno che non la pensa come lei !
Dirò: io speriamo che me la cavo! ( ma sarà difficile, molto difficile )!

lunedì 11 novembre 2019

MI AVVALGO DELLA FACOLTA' DI ....................ESSERE 
IL MIGLIOR AMICO POSSIBILE !



Nel 1994 votai per Silvio Berlusconi forse perché sbandierava ai quattro venti il suo anticomunismo viscerale e le promesse di una robusta diminuzione delle tasse. Dopo……….poche ore mi pentii amaramente. La mummia di Arcore venne travolto da una tempesta di ordine morale,  che evidenziava l'inopportunità a presiedere nemmeno un’assemblea condominiale, le cene eleganti dove di elegante c’erano solo gli abiti succinti delle invitate. Marcello Dell’Utri l’amico di una vita professionale e politica, condannato a 12 anni di carcere nel processo di primo grado sulla trattativa Stato-mafia per essere stato il tramite delle minacce di Cosa nostra al governo guidato a Berlusconi, ha chiesto una testimonianza senz’altro in suo favore ( sarebbe stato incredibile la richiesta di una testimonianza “ contro “ ) e cosa ha fatto il sonnambulo di Forza Italia? E’ arrivato al palazzo di giustizia preceduto e seguito da due gazzelle dei carabinieri con lampeggianti ed a sirene spiegate , lui in una macchinona centrale con i vetri oscurati, è entrato in aula ed ha chiesto, ottenendolo, di non essere ripreso in volto. ( aveva forse dimenticato il cerone per il viso o la pomata al catrame per il cranio ) Il cameraman infatti gli ha ripreso soltanto le babbucce, i calzoni a livello degli esangui polpacci. E salito sullo scranno davanti al presidente del tribunale e alla domanda se avesse voluto rendere testimonianza il nostro eroe, incapace di prendere una qualsiasi decisione ha detto: “ su consiglio dei miei avvocati mi avvalgo della facoltà di non rispondere “ Marcello Dell’Utri ha pensato bene di mandarlo dove generalmente si mandano gli str..zi!| Bell’amico! Silvio deve gran parte della sua fortuna proprio a Dell’Utri con Publitalia, cassaforte delle ricchezze berlusconiane!
Proprio oggi leggo che,in occasione del processo “Ruby nipote di Mubarak “ ossia Ruby ter, è venuto fuori che molto, ma molto probabilmente la bimba ha fatto una vacanza alle Maldive finanziata – secondo i pm - con ben 50.000 euro in contanti da parte di Silvio , cosi come affermano la titolare di un’agenzia viaggi e una ristoratrice, testimoni nel processo di Milano.
Io spero ardentemente che arrivi finalmente una punizione giudiziaria per l’assonnato brianzolo anche se data la sua venerabile età ( purtroppo anche la mia ) non sarebbe mai associato alle patri galere, ma mandato ancora una volta ai servizi sociali per accudire i vecchietti ai quali potrebbe facilitare la dipartita raccontando loro una  delle sue terribili barzellette!

sabato 9 novembre 2019


PENA RIEDUCATIVA E AFFLITTIVA


Tra la notte del 4 e 5 novembre un assassino della specie più infame ha tolto la vita a tre persone, tre vigili del fuoco che erano per altro andati in suo soccorso. Dopo la tragedia si è lasciato intervistare e le sue dichiarazioni sembravano pure come l’acqua di fonte, piangeva ( o faceva finta ) e si disperava per la morte di tre persone ed il ferimento di un altro paio. Successivamente aveva anche passato al magistrato inquirente ed ai carabinieri i nomi di persone che secondo lui avevano motivo di astio e rancore. Al delitto si aggiunge anche la calunnia! Quale è stata la motivazione di tale tragedia? Incassare l’assicurazione da lui costituita sulla cascina. Quindi tentata truffa! Premeditazione per cui si aggiunge anche un’aggravante. La belva ha 55 anni o poco più e grazie a Dio se li porta malissimo!!
Questo è il preambolo.
La Costituzione italiana sancisce all’art. 27 co. 3 che “le pene devono tendere alla rieducazione del condannato”.
La nostra costituzione, come alcuni definiscono la più bella del mondo, ha diverse lacune.
L’articolo 27 dovrebbe indicare la gravità del delitto per usufruire della rieducazione; e non lo fa. Per la nostra costituzione sparare un solo colpo di pistola in un delitto d’impeto equivale all’assassinio efferato di una decina di persone. Anche ad una persona di men che mediocre intelligenza sembrerebbe una emerita……… scusate stavo per dire “ cazzata “!
Vi è poi il problema della rieducazione che certamente non si estrinseca nell’insegnare al derelitto il bon ton, le buone maniere, quelle indicate nell’ottimo e trascurato libro “ Il Monsignor della casa”, ma fornirgli tutti gli elementi perché possa essere inserito al termine della pena nella società se mai trovandogli a prescindere un’occupazione adeguata. Ebbene come può mai essere rieducato un assassino di 55 anni e passa? Se gli andrà bene ( e forse gli andrà bene perché gli si concederanno le attenuanti generiche tipo l’essere incensurato ed il non aver voluto né desiderato la morte dei vigili del fuoco, l’essere assillato dai debiti ecc. ecc. ) si farà una decina di anni di carcere e quando uscirà rieducato a 65 anni e passa cosa andrà a fare? Come utilizzerà i principi che in carcere rieducativo gli saranno stati inculcati? Tempo perduto per lui, per noi, per le povere vittime e per i famigliari affranti che soffriranno per un tempo superiore a quello che l’assassino trascorrerà nelle patrie galere con il televisore, il riscaldamento e qualche “ radicale o simil politico che gli faranno visita per assicurarsi che l’assassino goda di tutti i benefici che il nostro ordinamento gli concede!
Nei casi del genere i cittadini deboli di cuore vorrebbero l’ergastolo, la chiusura in cella e la distruzione della chiave; quelli di cuore leggermente duro vorrebbero la reintroduzione della pena di morte sic et simpliciter!
So bene che non si può chiedere tanto, ma concedere benefici di legge interpretando il codice penale è una aberrazione tanto quanto la condanna a morte!
Ieri la Corte Suprema di Cassazione ha annullato la sentenza di appello che aveva concesso le attenuanti ad uno strangolatore condannato in primo grado a 30 anni ed in appello appunto a 16 anni perché? udite udite e raccontatelo: aveva agito sotto l’effetto di una tempesta emotiva!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
La pena massima verrebbe quindi erogata soltanto ad un potenziale assassino che seduto al bar chiacchiera con un paio di amici quando improvvisamente  si accommiata da loro dicendo: scusate, torno subito, vado a strangolare mia moglie, aspettatemi per l’ happy hour!! Assenza quindi di ogni tempesta emotiva !!!
Diceva il grande Totò: ma mi faccia il piacere !!!

PS. Il titolo di oggi 10 novembre 2019 del Corriere della Sera:
Milano, Antonio Cianci killer in permesso premio accoltella un anziano in ospedale. Quei  carabinieri assassinati quarant’anni fa!
L’autore del gesto è Antonio Cianci, che nel 1979 aveva ucciso tre carabinieri a Melzo. L’aggressione nel seminterrato del San Raffaele: il ferito, un ricoverato di 89 anni, c’era finito perché si era perso. È grave ma non in pericolo di vita.
Ora mi sembra rieducato abbastanza e mi piacerebbe che si presentasse alle prossime elezioni tra le fila dei....." sinistri " che credono nel recupero di questi assassini la cui professione credo sia iscritta nel loro DNA.
Domanda al giudice di sorveglianza: a quando il prossimo permesso premio perchè dovrei fare analisi per la mia prostata al San Raffaele e non vorrei prendere un paio di coltellate infertemi  giusto per.....farmi fare  l'analisi del sangue alla ricerca del PSA?????!!!!!!!!



mercoledì 6 novembre 2019


RAGU’ DEL RINGRAZIAMENTO !!!

INGREDIENTI: LONZA DI MAIALE: 350 GR. – POLPA DI VITELLONE: 350 GR. – CONCENTRATO DI POMODORO MUTTI: UN TUBETTO – PASSATA DI POMODORO MUTTI: DUE BOTTIGLIE DA 750 GR – CIPOLLA: UNA MEDIA – AGLIO: UNO SPICCHIO DI QUALITA’ ROSSA – FUNGHI CARDOCELLI: 300 GR. – VINO BIANCO SECCO: UN BICCHIERE – SEMI DI ANICE: UN PIZZICO – SEMI DI FINOCCHIETTO: UN PIZZICO- FORMAGGIO PECORINO: 30 GR. – PANCETTA FRESCA: QUATTRO STRISCE DA 25 GR. CAD.- PAPRICA PICCANTE: UN PIZZICO – OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO – PEPERONCINO PICCANTE: UNO.

TEMPO: 150 MIN.  -  DIFFICOLTA’: FACILE -  DOSI: IMPRECISATE

PREAMBOLO: il 28 novembre si celebra il Thanksgiving Day negli USA e nel Canada. Noi siamo in Italia e non rendiamo grazie. Questo in genere, ma io ho ben donde per ringraziare. Devo ringraziare Daniele che mi ha portato dal solatio Abruzzo una fiammante chitarra per spaghetti appunto “ alla chitarra “ e per la quale non ha voluto essere rimborsato.Ho pensato che il modo migliore per rendergli grazie sarebbe stato quello di utilizzare lo strumento senza frapporre indugi. Ho realizzato un ragù proprio per solennizzare l’evento. Ecco la ricetta!
Tagliare i pezzi interi di carne con un apposito coltello da est ad ovest senza separarle e successivamente da nord a sud in modo da ottenere una fetta di carne piuttosto larga. ( cosa questa che non si può ottenere utilizzando le fette di lonza già pronte , mentre è possibile con quelle di vitellone o manzo ). Porre le fette su un tagliere, salarle, aggiungere un pizzico di paprica piccante, una spolverata di pecorino, qualche pezzetto di aglio, adagiarvi una o due strisce di pancetta fresca ed il prezzemolo non tritato. Avvolgere l’involtino su se stesso e fermarlo con dello spago da cucina.
In una padella anti aderente mettere l’olio, la cipolla tritata, lo spicchio di aglio, due strisce di pancetta fresca ed il peperoncino cominciando la cottura a fuoco moderato. Quando la cipolla sarà leggermente appassita aggiungere gli involtini continuando la cottura a fuoco leggermente più alto. Quando gli involtini saranno rosolati sfumare con vino bianco, aggiungere i funghi cardoncelli ed il pizzico di semi di anice e finocchietto. Successivamente aggiungere il concentrato di pomodoro. Dopo tre o quattro minuti versare la passata di pomodoro diluita con l’acqua utilizzata per pulire le bottiglie. ( mezza bottiglia di acqua calda ). Salare moderatamente.
Continuare la cottura per un paio di ore ancora a fuoco moderatissimo e con coperchio rimestando spesso.
Con questa salsa si condiscono spaghetti alla chitarra, orecchiette bucatini al ferro, tutti di pasta fresca!.

giovedì 31 ottobre 2019


L'ASSASSINIO DI LUCA SACCHI A ROMA



Luca Sacchi e Anastasiya Kylemnyk erano una coppia bellissima e felice poi…… è scoppiato il temporale con tuoni fulmini e saette.
Ci sono tantissime cose da chiarire e questo sarà compito della magistratura dapprima inquirente e successivamente giudicante; quello che mi ha colpito e che per me incomprensibili sono alcuni fatti che vorrei analizzare.
Come fa una ragazza, ripeto molto bella e con un faccino angelico, che fa la babysitter, frequenta palestra e raramente sfila ad avere uno zainetto zeppo di banconote arrotolate da 20 e 50 euro? C’è qualcuno di noi che va in giro munito di tanti soldini? Questo denaro serviva per comperare droga e non certo caramelle e forse, dico forse era già frutto di vecchie compravendite di sostanze. Sorvoliamo sul rito dello scambio denaro-droga degno di già vissute procedure !
La ragazza sul momento racconta di essere stata colpita da una mazza di baseball, di essere svenuta ed al suo risveglio – senza aver potuto assistere ad ogni altra scena – ha visto il suo Luca a terra in un lago di sangue. Il fatto stranissimo è che le impronte delle mazzate erano sul capo e sulle braccia di Luca e non sulla nuca e sulle braccia di Anastasiya.
Per ora tutto lo scenario è assolutamente nebuloso e non vedo l’ora che si alzi il sipario per assegnare ad ogni attore la sua vera parte in commedia. E non manca molto!
Un altro episodio che mi ha colpito è stato quello della conferenza stampa di Alfonso, padre di Luca che l’ ha convocata presso il salone dell’Appia Park Hotel, conferenza alla quale avrebbe dovuto prender parte anche la madre del povero Luca.
A che pro questa conferenza? Le conferenze stampa si fanno per chiarire progetti, soluzioni ed ogni genere di attività. Mai e poi mai si è assistito ad una conferenza stampa per comunicare il proprio immenso dolore per la tragica morte di un figlio tanto caro e bravo.
Ho pensato a come mi sarei comportato io se questa tragedia fosse capitata ad una mia figlia. Mi sarei chiuso in un dolore sordo ad ogni manifestazione di vicinanza, chiuso in una stanza rifiutando anche il cibo al quale mi sarei accostato soltanto dopo un paio di giorni. Il lutto va metabolizzato e men che mai esibito in una estemporanea conferenza stampa. Non so se questa conferenza sia stata scelta per inviare messaggi subliminali a chi deve intendere, io non l’ho seguita se non per piccolissimi flash.
Ho sempre “ odiato “ le domande fatte da cronisti a sopravvissuti alla morte tragica di un figlio tipo: quando ha sentito suo figlio l’ultima volta? Che ragazzo era suo figlio? Cosa ricorda di lui? Può perdonare il suo assassino?
Le risposte sarebbero state tutte a monosillabi e non enunciate con lunghissimi e dolorosissimi particolari. Almeno io mi sarei comportato così! Nessunissima conferenza stampa anche perché, con tutto il rispetto, Alfonso Sacchi padre di Luca, non era un personaggio pubblico la cui conferenza stampa sarebbe stata comprensibile per raccontare un accadimento nel quale sono presenti più ombre che luci.

mercoledì 30 ottobre 2019


POLPETTE DI CARNE LESSA



INGREDIENTI: CARNE UTILIZZATA PER BRODO: 500 GR. – PANCARRE’: 5 FETTE – PREZZEMOLO: UN CIUFFETTO – AGLIO: UNO SPICCHIO PICCOLO – UOVO: UNO – GRANA PADANO: 50 GR. – SALE E PEPE:QB.- OLIO DI GIRASOLE E PANGRATTATO:QB.
PER LA SALSA DI CIPOLLE: CIPOLLA BIANCA: UN CHILO – OLIO EVO: SEI CUCCHIAI.

TEMPO: 40 MIN -  DIFFICOLTA’: FACILE  -  DOSI PER 4 PERSONE

Utilizzare adeguatamente il lesso non è facile a meno che non lo si consumi immediatamente condito semplicemente con sale ed olio evo di ottima qualità o con una salsa a base di cipolle, peperoni e capperi.
Questa ricetta si inserisce ottimamente tra le suddette due opzioni.
Ho utilizzato reale di vitello per il brodo e poi per le polpette, ovviamente togliendo prima di frullarla grasso e cartilagini.
In un robot da cucina inserire la carne tagliata a pezzi grossolani, le fette di pancarrè tagliate in quattro parti e non ammollate in acqua o latte, il prezzemolo, l’aglio, l’uovo ed il grana padano, insomma tutti gli ingredienti in un’unica soluzione. Frullare il tutto ottenendo un composto non eccessivamente cremoso.
Regolare di sale e pepe. Formare delle piccole polpette, passarle nel pangrattato e friggerle in abbondate olio di girasole.
Queste polpette possono essere consumate appena fritte oppure condite con una salsa di cipolle bianche realizzata in questo modo.
Affettare un chilo di cipolle bianche e soffriggerle lentamente a fuoco bassissimo fin quando non saranno cremose. Regolare di sale. In mezzo bicchiere di acqua versare un cucchiaino colmo di amido di mais, rimestare bene ed aggiungerlo alle cipolle ancora in cottura a fuoco moderato. Quando la salsa sarà bene amalgamata toglierla da fuoco e lasciarla intiepidire. In due o tre ciotoline versare un po’ della salsa per intingervi una alla volta le polpette tiepide e…buon appetito!!!


RISOTTO AI BROCCOLI

INGREDIENTI: BROCCOLI 700 GR. – RISO CARNAROLI O ARBORIO: QUATTRO TAZZINE DA CAFFE’ - BRODO VEGETALE: UN LITRO ABBONDANTE – ALICI SOTT’OLIO: UN PAIO CON DUE O TRE CUCCHIAINI DEL LORO OLIO – FORMAGGIO ASIAGO: 75 GR. – GRANA PADANO: 30 GR. – SALE E PEPE: QB.

TEMPO: 30 MIN. ( disponendo già del brodo ) – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER 4 PERSONE

Ho tratto spunto da una ricetta vista in televisione, ma l’ho modificata e quini posso metterla tra le mie.
Mettere in un pentola tutti gli ingredienti per un brodo vegetale tipico utilizzando sedano, carota, cipolla, finocchio, zucchina, un rametto di prezzemolo ed un paio di pomodori, aggiungere tanta acqua normalmente salata e cuocere per circa un’ora. Cuocere per non più di dieci minuti, anche meno, le cimette dei broccoli e metterli nel robot da cucina per essere frullati utilizzando anche un mestolo abbondante di brodo vegetale ottenendo così una densa crema verde di broccoli.
In una padella mettere i due filetti di alici salate e poi messe sott’olio con un paio di cucchiaini del loro olio. Cominciare la cottura a fuoco moderato. ( senza aggiungere  olio o burro nonché cipolla )Appena la padella sarà calda aggiungere il riso, rimestare e dopo un paio di minuti al massimo aggiungere tre o quattro mestoli di brodo, ma uno alla volta appena il risotto tenderà ad asciugarsi. Aggiungere poi di tanto in tanto un mestolo di crema di broccoli adoperandola come per fare un risotto classico. Se necessario aggiungere anche un mestolino di brodo vegetale. Quasi a fine cottura aggiungere il formaggio asiago ridotto in piccoli dadi. Rimestare per scioglierlo, regolare di sale e pepe e togliere dal fuoco. Versare l'ultima parte di crema di broccoli in modo da dare al piatto un delizioso color verde brillante. Aggiungere a questo punto il grana padano e mantecare brevemente.

lunedì 28 ottobre 2019


RISOTTO DELL’ORTOLANO CON 

SALSICCIA


INGREDIENTI: SCALOGNO: UN CUCCHIAIO RASO – ZUCCHINA: UNA MEDIO GRANDE – MELANZANA: UNA FETTA ALTA UN CMT – PEPERONE CORNETTO ROSSO: UNA META’ – SALSICCIA DI MAIALE: 150 GR. – BRODO VEGETALE DI DADO: UN LITRO O POCO PIU’ – RISO CARNAROLI: QUATTRO TAZZINE DA CAFFE’ – PREZZEMOLO: UN CUCCHIAIO COLMO – SALE E PEPE: QB. – OLIO EVO: SEI CUCCHIAI.

TEMPO: 90 MINUTI – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER 4 PERSONE

Porre al fuoco una pentolina di acqua ed al bollore aggiungere un misurino di brodo vegetale in polvere. Regolare di sale.
Nel frattempo in una padella versare cinque o sei cucchiai di olio evo, porre al fuoco moderato e subito dopo aggiungere lo scalogno tritato. Aggiungere la salsiccia ridotta in rotelline e cominciare la cottura a fuoco moderato. Ridurre in tocchetti la zucchina e la melanzana aggiungendole al soffritto. Cuocere delicatamente fin quando le verdure saranno ben cotte. Aggiungere il peperone ridotto in quadratini e continuare la cottura utilizzando anche un po’ di brodo. Quando il tutto sarà bene amalgamato aggiungere il riso, farlo asciugare un poco per incorporare tutti i sapori, dopo di che cominciare la cottura come un normale risotto, aggiungendo di tanto in tanto un mestolo di brodo badando bene a che il risotto non si asciughi troppo e si attacchi al fondo della padella. A metà cottura aggiungere metà prezzemolo tritato. Continuare a cuocere a fuoco moderato.
Regolare di sale, aggiungere un pizzico di pepe ed il restante prezzemolo. Togliere dal fuoco e dopo un paio di minuti servire ben caldo. Se si preferisce aggiungere ancora una piccolissima presa di pepe.
A seconda dei gusti si possono raddoppiare le dosi del prezzemolo!