OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

QUANTO E' BELLA GIOVINEZZA
CHE SI FUGGE, TUTTAVIA
CHI VUOL ESSER LIETO SIA
DI DOMAN NON V'è CERTEZZA

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il mio diario ( PENSIERI IN LIBERTA' )

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giovedì 23 maggio 2019

ELEZIONI EUROPEE

Domenica si vota per il parlamento europeo che, a detta dei candidati di ogni schieramento, deve cambiare. Non si vuole abbandonare l’Europa, ma questa deve cambiare. Non c’è uno solo schieramento politico che dica il contrario.
Questa Europa è nata male nonostante i buoni propositi. Si pensava agli Stati Uniti d’Europa ed invece è nata una specie di confederazione dove tutti fanno ciò che vogliono e mi dicono che lo fanno per il mio bene!!
Il primo provvedimento da prendere deve essere quello della univocità fiscale che deve essere simile in ogni paese, mentre oggi vi sono disparità abissali e coloro che praticano imposizioni ad una sola cifra, rimpinguando oltre ogni immaginazione le proprie casse, non accetteranno mai di uniformare le aliquote! Basterebbe emanare una legge che obblighi le imprese a pagare le tasse laddove ci sono gli stabilimenti di produzione. Come è stato possibile produrre a Maranello ( dico per dire ) e pagare le tasse in Olanda? Alla fine della fiera ci guadagna l’impresa, l’Olanda a scapito dell’Italia !! E lo fanno per il mio bene!
Ogni Stato ha il suo esercito e l’organizza come crede. E lo fanno per il mio bene !
La politica estera è affidata ad un evanescente Alto Commissario per la politica estera affidata alla nostra Federica Mogherini della quale non ricordo alcun intervento di “ alta rilevanza “ La politica estera non sortisce effetto alcuno tanto da aver consentito alla Francia di scatenare una guerra in Libia “ ad usum delphini “ giustappunto per sottrarre al nostro Paese tutto quello che era nella mani dell’ENI.
Arrivano migranti ai quali per legge legale e morale si deve dare accoglienza assicurando loro una casa ed un lavoro, e vi sono migranti così detti economici ai quali dovrebbe essere vietato l’ingresso provvedendo, con il concorso di tutta l’Europa, a creare le condizioni per evitare che lascino il loro paese. Grazie all’insipienza dei nostri governanti ed ai vari trattati firmati in cambio di autorizzazioni a sforamenti vari, i migranti si vorrebbe che restino da noi che geograficamente offriamo il primo attracco, mentre paesi lontani dal mare “ nostrum “ non ne vogliono sapere di accogliere questa gente in fuga! E lo fanno per il mio bene!
Per votare una determinata compagine politica si dovrebbe sapere esattamente come e cosa cambiare in Europa, ma nessuno ne parla se non genericamente senza assumersi alcuna responsabilità. Perché mai dovrei dare il voto a chi non mi fa capire cosa e come cambiare le cose?
Dare carta bianca a chi ci ha solo evitato guerre come la prima e seconda mondiale è assolutamente inutile! Coloro che affermano questo “ beneficio “ dovrebbero essere denunziati per millantato credito!
Taccio poi del demenziale euro che mi ha impoverito “  a mia insaputa “. Questa mattina facevo due conti.  Il mio stipendio di lire 3.000.000 al cambio demenziale di lire 1937,27 si è trasformato in euro 1.549.
Il pane che costava 2.500 lire al chilo passava poi  a 2,50 euro vale a dire 4.840 delle vecchie gloriosissime lire. Esattamente il doppio al contrario del mio stipendio rimasto tale e quale! Ed anche questo è stato fatto per il mio bene !
Volevo suggerire ai vari Cirenei di evitare di fare tante cose per il mio bene, lasciatemi morire in pace e conservate le vostre energie per fare un po’ di bene anche agli altri !

martedì 21 maggio 2019


ARROSTO IN TEGAME DI 
SOVRACOSCE DI TACCHINO




INGREDIENTI: SOVRACOSCIA DI TACCHINO: 1 KGR. – BRODO DI CARNE: 1 LT – OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO – AGLIO: DUE SPICCHI – MARSALA: MEZZO BICCHIERE – SALVIA: TRE FOGLIOLINE – SEMI DI ANICE: LA PICCOLISSIMA PUNTA DI UN CUCCHIAINO – BUCCIA DI LIMONE, SALE E PEPE: QB. -  STRUTTO: MEZZO CUCHIAIO

TEMPO: 150 MINUTI -  DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER 5 PERSONE

Per questa preparazione ho usato una sola sovracoscia di tacchino di circa un chilo e non due o tre più piccole perché a fine cottura preferirei avere fette abbastanza grandi e di bell’aspetto.
Eliminare la pelle della sovracoscia, disossarla senza dividerla per il verso della lunghezza. In una padella anti aderente versare l’olio, lo strutto,uno dei due spicchi di aglio e portare a temperatura. Aggiungere la sovracoscia, delicatamente salata e pepata adagiandola con la parte interna rivolta in basso. Rosolare per bene da tutte e due le parti. Aggiungere il marsala e sfumare, unire poi la salvia e continuare la cottura per una decina di minuti. Aggiungere i semi di anice. Nel frattempo portare ad ebollizione il brodo di carne (che potrebbe essere quello in commercio) e versarlo bollente sul tacchino cuocendo poi a fuoco moderatissimo per un paio di ore rigirando la carne di tanto in tanto. Ridurre in microscopici pezzi l’altro spicchio di aglio ed aggiungerlo alla carne. Con l’apposito attrezzo togliere molto superficialmente la parte gialla del limone ed aggiungerlo alla carne. Quando il sugo si sarà ridotto a due decimi, spegnere e lasciar riposare. A questo punto si potrebbe dividere la sovracoscia in due.Quando l’arrosto sarà freddo affettarlo e deporlo in una casseruola di porcellana. Passare il sugo attraverso un colino a maglie strette ed aggiungervi un addensante tipo amido di mais. Ricoprire la carne con il sugo e servire se mai riscaldando brevemente al micro onde o per pochissimi minuti in forno ventilato a 120 gradi. Servire se mai con un purè di patate. Il tempo di preparazione è breve, mentre la cottura a fuoco moderatissimo è abbastanza lunga, ma vi assicuro che ne varrà la pena. Provare per credere!

lunedì 13 maggio 2019


RAGU’ MARE MONTI

INGREDIENTI: TOTANI:TRE MEDIO GRANDI – ZUCCHINE: DUE MEDIE – SALSICCIA: 350 GR. – SEDANO,CAROTA E CIPOLLA TRITATI: 200 GR. – CONCENTRATO DI POMODORO: UN CUCCHIAIO – POLPA DI POMODORO: 400 GR. -  PASSATA DI POMODORO: 750 GR. -  FUNGHI CARDARELLI ( O ORECCHIETTE ) 300 GR. – OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO – VINO ROSSO: MEZZO BICCHIERE DA VINO – SALE E PEPE: QB. – SEMI DI ANICE: LA PUNTINA DI UN CUCCHIAINO – CIPOLLOTTO: 100 GR. – UOVO: UNO – PANGRATTATO: UN CUCCHIAIO – PREZZEMOLO TRITATO : UN CUCCHIAIO

Gli ingredienti sono tanti, ma questo ritengo sia il mio secondo miglior ragù della mia vita ( fino ad oggi!!!!! – Leggermente megalomane!!!!! )
Grattugiare le zucchine ed affettare sottilmente il cipollotto. In una padellina versare un filo di olio e la cipolla tritata. Appena imbiondisce aggiungere le zucchine, salare delicatamente e cuocere a fuoco moderato fin quando le zucchine cominceranno ad appassire. Aggiungere il prezzemolo, l’uovo e rimestare. Unire anche il pangrattato e dopo un  paio di minuti togliere dal fuoco.
In un tegame anti aderente versare l’olio e subito dopo la salsiccia stemperata con i rebbi della forchetta. Appena la salsiccia comincerà a rosolare aggiungere i tentacoli del totano e dopo una quindicina di minuti il trito delle verdure. Rimestare per bene. Sfumare con il vino e dopo poco aggiungere i funghi. Cuocere a fuoco delicato per una decina di minuti a fuoco vivace. Unire le sacche del totano ripiene del composto di zucchine e chiuse con uno stuzzicadenti. Cuocere per quindici minuti. Aggiungere il concentrato di pomodoro e rimestare per bene, dopo di che la polpa di pomodoro e dopo una decina di minuti la passata di pomodoro. Regolare di sale e pepe. Cuocere a fuoco delicatissimo per un paio di ore. Le sacche del totano non devono essere riempite fino ai bordi altrimenti in cottura si romperanno. A metà cottura estrarre le sacche e deporle in un piatto per essere poi rimesse nel ragù a cottura ultimata.
Utilizzare questo ragù per condire pasta alla chitarra o corta di grandi dimensioni ad esempio paccheri o grossi rigatoni.
Il procedimento è laborioso, ma il risultato è spettacolare( almeno per me ) !

venerdì 10 maggio 2019


DUE SCIMPANZE’ ED UN IMBECILLE !


Danny Baker, presentatore della BBC, ha twittato  la notizia “ the royal baby lascia l’ospedale “ con una foto di una coppia che esce dalla clinica tenendo per mano uno scimpanzé vestito da piccolo ometto! Una vera cretineria anche di cattivo gusto. Ovviamente è stato licenziato in tronco! Il meschino si è giustificato dicendo che voleva combattere i privilegi, ma dico io se non si vogliono accettare i privilegi per la famiglia reale a chi si devono riconoscere? Ecco la foto incriminata!





Parlando di scimpanzé ricordo un primo trapianto sperimentale di rene prelevato da uno scimpanzé ad un uomo credo effettuato nel 1966 da Paride Stefanini celeberrimo chirurgo. La Gazzetta del Mezzogiorno celebrò l’evento pubblicando in bella mostra un articolo accompagnandolo dalla doppia foto dello scimpanzé e del chirurgo. Sotto la doppia foto vi era la didascalia “ il professor Paride Stefanini a destra nella telefoto “ Incredibile errore! Ero al banco di Napoli a Foggia e girai tutta la banca con la copia del giornale per scompisciarci dalle risate !

( RICOSTRUITA A MEMORIA )



lunedì 6 maggio 2019

RAGU' DI MOSCARDINI

INGREDIENTI: MOSCARDINI 750 GR. - CIPOLLA: UNA MEDIA - AGLIO: DUE SPICCHI - POMODORI PELATI: UNA SCATOLA DA 400 GR. - CONCENTRATO DI POMODORO: UN CUCCHIAIO - PASSATA DI POMODORO:UNA BOTTIGLIA DA 750 ML -  SALE, PEPE E PREZZEMOLO: QB.
OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO - VINO BIANCO SECCO: MEZZO BICCHIERE DA VINO.


TEMPO: TRE ORE -  DIFFICOLTA': FACILE -  DOSI PER DIVERSE PERSONE







In una padella anti aderente versare l'olio,la cipolla finemente tritata e gli spicchi di aglio lasciando appassire a fuoco moderato.
Si saranno puliti i moscardini eliminando le interiora, il becco e gli occhi e se facile da togliere anche un pò di pelle delle sacche.
Aggiungere i moscardini separando i tentacoli dalle sacche continuando la cottura sempre a fuoco moderato.
Quando i moscardini saranno lievemente asciugati sfumare con il vino bianco secco dopo di che aggiungere nell'ordine il concentrato di pomodoro, i pelati ed infine la passata di pomodoro eseguendo queste operazioni a distanza di una decina di minuti l'una dall'altra.
Regolare di sale e pepe. Continuare la cottura con coperchio, a fuoco basso fin quando il tutto risulterà bene amalgamato.A fuoco spento aggiungere il prezzemolo tritato.
LA FESTA DELLA MAMMA - 12 MAGGIO 2019

Non è politica e non è nemmeno culinaria. E’ un flash nostalgico per tutte le mamme del mondo!




Il 12 maggio prossimo ricorre la festa della mamma. Sarebbe meglio dire la festa delle mamme, quelle  che sono accanto a noi e quelle che sono già volate in cielo per intercedere ancora una volta per noi! Chi ha avuto la sventura di perderle le ama ancora di più, le sente vicine come non mai, quasi a ripercorrere la strada inversa da quella che partiva allorquando si era nel loro grembo! Le  anime sono e resteranno abbracciate per sempre!
Chi ha ancora la gioia di averle accanto forse non le ama come dovrebbe forse perché averle è del tutto naturale, tutto scontato, tutto vissuto come un eterno progetto che escluda la fine!
Ricordo che lungo un viale del cimitero di Foggia, prima di arrivare allo spazio destinato alle sepolture, campeggiava una lapide con questa epigrafe: A TUTTE LE MAMME DEL MONDO DA UN FIGLIO CHE NON HA CONOSCIUTO LA SUA. Immagino il dolore di questo figlio e nel contempo penso a quanti figli che non amano le madri, che le maltrattano e che perfino le uccidono in modo estremamente violento!
Sono sicuro che queste vittime supplicheranno Iddio affinchè perdoni il carnefice per il quale tuttavia sapranno trovare anche assurde giustificazioni! Come si dice: cuore di mamma!
Io ho perso la mia mamma quando non aveva ancora 60 anni, se ne è andata tra mille sofferenze accarezzandomi con il suo ultimo respiro che, dopo quasi 50 anni, sento ancora in me! L’ultimo regalo della mia mamma!
Un dolcissimo augurio a tutte le mamme in vita e un buon riposo a quelle che eternamente si sono addormentate!

sabato 4 maggio 2019

LA SATIRA CHE DEVE FAR RIDERE

Ieri sera ho visto la prima parte di Fratelli di Crozza sul canale 9 e devo dire che, pur essendo un fan del comico genovese, non mi è piaciuta per niente. Siamo alle solite ! La satira deve far ridere, si deve prendere in giro qualche personaggio pubblico sia per quello che dice che per il suo modo di porsi. Crozza prende in giro il governatore della Campania  Vincenzo De Luca giusto appunto per quello che dice e per come lo dice, prende in giro Vittorio Feltri con le sue esternazioni sopra le righe e ci fa divertire parecchio. Quando la satira, diventa invece un comizio elettorale e che suscita sentimenti di disappunto nei confronti di una formazione o pseudo formazione politica allora non vi è molto da ridere, bensì da…piangere! Ieri Crozza ha stigmatizzato lungamente i….camerati di Casa Pound, sulle loro adunate commemorative, sui saluti romani, sugli appelli conclusi con il grido di “ presente “. C’è da ridere? No, ci sarebbe da piangere! Sarebbe stato ridicolo il racconto, assistito da qualche foto, di un….camerata con i pantaloni alla zuava e stivali in pelle nera che sfilando fosse rimasto in mutande per via del suo passo romano; sarebbe stato comico raccontare sempre assistito da qualche foto di un gagliardetto bene sollevato che una folata di vento avesse poi separato dalla sua asta ecc. ecc.
Vi è poi da considerare che questi comizi elettorali possono dar vita a delle prese di posizione pro e contro che potrebbero assumere proporzioni assai diverse da quelle effettive prima del comizio !
I " camerati " di Casa Pound ad occhio e croce potrebbero essere qualche migliaio, mentre coloro che non hanno apprezzato questo modo di fare satira potrebbero essere un milioncino. Ed allora?
Se non si è d’accordo sulla performance del comico genovese implicitamente si propende per i vilipesi in profondo contrasto con le proprie idee decisamente avverse a queste nostalgie! Caro Crozza facci ridere che a farci pensare ci stanno già pensando altri !

sabato 20 aprile 2019


LA VIA CRUCIS DEL 19 APRILE 2019

Ieri sera ho seguito la Via Crucis dal Colosseo in Roma, Colosseo che vide moltissimi martiri cristiani  sbranati dalle belve tenute a digiuno, pur di non rinnegare la fede nella quale avevano creduto.
Ho sentito le riflessioni di suor Eugenia Benetti scritte su incarico probabilmente del Santo Padre;  il grido di dolore della Chiesa al cospetto di tante brutalità, sofferenze e morte. Chi mai potrebbe non provare lo sdegno e la vergogna di fronte a tanto dolore!
Le riflessioni tuttavia sono risultate parziali e non hanno coinvolto minimamente i consacrati che hanno fatto scempio di piccole ed innocenti vite.
La croce suor Benedetta l’ha caricata sulle nostre spalle: noi insensibili al grido di dolore, alla cecità gradita pur dir non vedere uomini, donne e bambini dapprima bruciati dal sole del deserto africano e poi annaspanti tra i flutti prima di soccombere inghiottiti dalle fredde acque del “ mare nostrum “.
Vi è sempre l’altra faccia della medaglia che cinicamente ci dice che è impossibile fisicamente accogliere tutti coloro che per diversi motivi pensano di venire in Europa per la giusta e condivisibile motivazione alla ricerca di diverse condizioni di vita.
Per dimostrare la verità di ogni teorema occorre portare i termini al parossismo: possiamo noi accogliere milioni di migranti non solo dall’Africa, ma da tutte le parti del mondo sottosviluppate, governate da dittature o in preda a guerre pluriennali? La risposta è semplicemente: NO!
Più che parlare di accoglienza negata si dovrebbe parlare di incapacità di creare nei luoghi di “ partenza “ le condizioni affinchè non si scelga di partire affrontando disagi estremi ed anche la morte!
Suor Benedetta avrebbe dovuto inserire una riflessione tipo questa: Signore fa che i governanti dei popoli benestanti e tranquilli spendano un po’ dei loro soldini per portare benessere a casa delle povere genti costrette alla migrazione, fa che tutti i popoli benestanti rinuncino a qualche  “ superfluo “ per creare i fondi necessari da destinare ai nostri fratelli bisognosi!
In tal guisa mi sentirei meno responsabile di tante tragedie umane!
Il grido di dolore delle genti difronte alle tragedie è vecchio ed era già  stato lanciato durante la rivoluzione francese e “ cantato “ dal mio concittadino Umberto Giordano nell’Andrea Chenier quando Gerard grida “

La coscienza nei cuor
ridestar delle genti,
raccogliere le lagrime
dei vinti e sofferenti,
fare del mondo un Pantheon,
gli uomini in dii mutare
e in un sol bacio,
e in un sol bacio e abbraccio
tutte le genti amar! (etc.)





Tanto tempo è passato e da allora la terra continua ad essere intrisa dal sangue di innocenti e purtroppo sempre lo sarà !
Homo homini lupus!

venerdì 19 aprile 2019


FRITTELLE DI ZUCCHINE



INGREDIENTI: ZUCCHINE: TRE MEDIO GRANDI – UOVA: 5 – FORMAGGIO GRANA O PARMIGIANO: 100 GR. – FARINA 00 – QB. – SALE E PEPE: Q  B. – PREZZEMOLO E BASILICO UN  CIUFFETTO. – OLIO DI GIRASOLE: 750 ML.

TEMPO 60 MIN. -   DIFFICOLTA’ : FACILE -  DOSI PER 6 – 7 PERSONE

Grattugiare le zucchine e deporle in un colapasta, salarle e lasciare che perdano la loro acqua per una decina di minuti, dopo di che strizzarle per bene. In una zuppiera versare le uova, salarle e cominciare a sbatterle e subito dopo aggiungere il formaggio grattugiato, continuare la procedura per cinque minuti. Inserire ora nella zuppiera le zucchine, regolare di sale, pepare e rimestare. Unire il prezzemolo ed il basilico tritati. Rimestare ancora dopo di che aggiungere la farina un cucchiaio alla volta facendola incorporare fin quando si otterrà un prodotto abbastanza denso tanto da essere preso con un cucchiaio senza che debordi facilmente.
Porre al fuoco una padella versandovi l’olio di girasole portandolo alla giusta temperatura tale che debba friggere ma non bruciare subito le frittelle. Con un cucchiaio raccogliere il prodotto e versarlo volta per volta nell'olio, rigirando spesso le frittelle e togliendole quando avranno raggiunto un bel color nocciola.
Se risulteranno poco salate si può versar sopra un po’ di sale fino!

NB. questa ricetta non è mia, ma la inserisco nel mio blog perché l'ho leggermente modificata!

sabato 13 aprile 2019

DUE PAPI FUORI TEMA !


La settimana prossima sarà la settimana “ santa “ che celebra la passione, la morte e la resurrezione di Cristo! Purtroppo non sarà così per la chiesa cattolica che sta percorrendo una strada a dir poco accidentata e piena di insidie. Sono abbastanza avanti negli anni e posso ben dire che il ricordo di una chiesa vicina alla gente e per la gente, coincide con la fine della seconda guerra mondiale allorquando in chiesa si respirava il sacro, quando i bimbi facevano la Prima Comunione in una atmosfera di grande raccoglimento pensando appunto che si attuava il primo incontro con Gesù. Alla mia Prima Comunione mi si disse che incontrando Gesù avrei potuto chiedergli una grazia per i miei genitori, per la mia famiglia, di farmi crescere bravo, buono, ubbidiente e studioso. ( forse un po’ troppo anche per Gesù). Mi è capitato – qualche tempo fa – di entrare in chiesa alla così detta Messa dei fanciulli ed ho assistito a veri e propri momenti ginnici: battimani ritmici, braccia svolazzanti e grida tipo hip hip urrà ! Guardando bene, il crocifisso sull’altare mi era parso che si fosse girato dall’altra parte!
Per respirare il sacro, per gustare la presenza di Dio, bisognerebbe entrare in una chiesa semi vuota con le luci soffuse con un suono di organo in sottofondo!
Due giorni fa papa emerito Ratzinger si è lasciato andare in un’analisi anche dettagliata non sui mali della chiesa in generale – e Dio sa quanti ne abbia – bensì su un aspetto reale ed inquietante: la pedofilia nella chiesa in ogni ordine e grado.
In ogni ambiente denso di abitanti giovanissimi, giovani, adulti ed attempati vi è sempre stato il fenomeno della omosessualità che al suo apparire poteva essere contrastato più o meno efficacemente e, se proprio fosse stato impossibile debellare, lo si tollerava in silenzio se mai attuando una serie di contromisure perché episodi simili fossero se mai ridotti al minimo sindacale.
Quello che ci ha detto Benedetto XVI sconvolgente:

«fisionomia della Rivoluzione del 1968» della quale farebbe parte «anche il fatto che la pedofilia sia stata diagnosticata come permessa e conveniente».
Nella sua analisi racconta come in quel periodo si radicò l’idea che non esistesse più il bene, «ma solo ciò che sul momento e a seconda delle circostanze è relativamente meglio».
Parla di «club omosessuali» che si formarono in molti seminari; di vescovi che rifiutavano la tradizione cattolica,

Un sacerdote che avesse abusato di un bambino avrebbe dovuto essere ridotto immediatamente allo stato laicale e buttato fuori dalla chiesa a calci nel sedere invece lo si trasferiva ad altra diocesi, ad altro convento molto frequentato da giovani seminaristi prossime vittime del pedofilo intonacato!
Un teologo ieri ha affermato che ha fatto bene Benedetto XVI a mettere in risalto questa situazione diabolica nella chiesa, situazione che non si è esaurita un decennio fa, ma che è tuttora ben presente sia come delinquenti che come loro  protettori a tutti i livelli! Si parla appunto di cardinali ! Io credo invece che Benedetto XVI avrebbe dovuto tacere, parlarne a quattr’occhi con Papa Francesco. Pubblicando i suoi appunti ci ha semplicemente ricordato l’esistenza di tali aberranti delitti!
Ecco perché io prevedo che, col passar degli anni, i credenti instaureranno un rapporto diretto con il Padre Eterno eliminando ogni forma di intermediazione assolutamente poco credibile.
Papa Francesco ieri in Sudan ha baciato addirittura i piedi ai leader di quel paese dimenticando di essere il rappresentante di Cristo in terra e che mai e poi mai avrebbe dovuto inchinarsi ai politici o meglio prostrarsi loro.
Credo di ricordare che un giorno Paolo VI disse che satana era entrato nella chiesa cercando di distruggerla e credo anche che pian piano ci stia riuscendo!

Sic transit gloria mundi!



mercoledì 3 aprile 2019


GULASH DI POLLO



INGREDIENTI: DUE PETTI DI POLLO INTERI – PATATE: 500 GR. – PEPERONE : 150 GR. – FUNGHI CHAMPIGNON: 200 GR. – CIPOLLA: 500 GR. – BRODO VEGETALE: 1 LT. – OLIO EVO: UN BICCHIERE DA VINO – PAPRICA DOLCE: UN CUCCHIAIO COLMO – PAPRICA PICCANTE: UN CUCCHIAINO COLMO – CUMINO: UN CUCCHIAINO – SALE E PEPE: QB. – VINO ROSSO CORPOSO: UN BICCHIERE.

TEMPO: 90 MINUTI PER LA COTTURA -  DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER 5 PERSONE

In una padella anti aderente e con bordi alti versare l’olio e la cipolla finemente affettata e rosolarla delicatamente facendo attenzione che non bruci e per evitarlo aggiungere poco brodo vegetale ( in dado o in polvere ) che nel frattempo sarà stato portato ad ebollizione.
La sera precedente il petto di pollo è stato ridotto in pezzi regolari  non troppo piccoli e nemmeno troppo grandi, messo in un recipiente, cosparso con le spezie, un filo di olio e messo a macerare in frigorifero.
Unire alla cipolla il pollo e cuocere a fuoco moderato fin quando il pollo non cambierà colore diventando chiaro. Sfumare con il vino ed aggiungere il peperone affettato. Cuocere ancora una quindicina di minuti. Coprire la carne con il brodo vegetale continuando la cottura per altri quindici minuti. Cuocere alternando l’uso del coperchio alla cottura senza  in modo che non si riduca il brodo che servirà per la cottura delle patate. Regolare di sale.
Aggiungere quindi le patate ridotte in pezzi non proprio piccoli, altrimenti si sfalderanno, e quando saranno quasi cotte aggiungere i funghi ben puliti e tagliati in due nel senso della lunghezza.
Dopo una decina di minuti la pietanza è pronta. Lasciar riposare prima di consumarla.
Come si vede nella foto ho servito il gulash su un piatto steso sul quale ho messo un fondo di riso scondito. Volendo si può usare anche della polenta. Si tratta pur sempre di un piatto unico!

lunedì 25 marzo 2019


RAVIOLI DI RICOTTA E MELANZANA






INGREDIENTI: FARINA 00 : 100 GR. -   SEMOLA RIMACINATA: 50 GR. – FARINA DI FARRO: 25 GR. – UOVA UNO INTERO ED UN ROSSO – MELANZANA: 300 GR. – RICOTTA: 250 GR. – PASSATA CIRIO 700 GR. – UNA – AGLIO: UNO SPICCHIO – QUATTRO  FOGLIE DI BASILICO ED UN CIUFFETTO DI PREZZEMOLO. – OLIO: MEZZO BICCHIERE DA VINO – SALE: QB. – GRANA PADANO: 100 GR.


TEMPO: 90 MINUTI -  DIFFICOLTA’:FACILE – DOSI PER 4 PERSONE


PER IL RIPIENO:

Frullare a crudo la melanzana se si possiede un robot da cucina, altrimenti tritarla finemente. In una padella anti aderente versare sei cucchiai di olio e le melanzane frullate. Aggiungere un pizzico di sale  e soffriggere a fuoco moderato  aggiungendo un goccio di acqua se necessario. Fare in modo che le melanzane diventino una crema piuttosto compatta. Dopo una decina di minuti togliere dal fuoco aggiungere il prezzemolo ed un paio di foglie di basilico finemente tritati. Appena il composto sarà diventato tiepido aggiungere ¾ di ricotta, metà grana grattugiato; mescolare per bene regolando di sale. Trattenerne un po’ da utilizzare  nella salsa.


PER LA SFOGLIA:

Disporre a fontana le farine bene mescolate, aggiungere l’uovo intero ed il tuorlo, le due foglie di basilico finemente tritate ed un pizzico di sale. Impastare per bene ricavando un panetto soffice, se necessario aggiungere pochissima acqua calda. Dopo aver fatto riposare la pasta ricavare delle strisce lunghe e larghe deponendo a distanza di tre centimetri l’impasto. Portare la parte superiore della striscia sulla parte inferiore, pressare per bene attorno al ripieno e con la rotella dentata formare i ravioli.


PER LA SALSA:

In una casseruola anti aderente versare l’olio evo ed uno spicchio di aglio in camicia e soffriggere brevemente, dopo di che versare la passata di pomodoro ed un bicchiere di acqua con la quale si è pulita la bottiglia. Cuocere a fuoco moderato. Aggiungere mezzo cucchiaino di zucchero. Regolare di sale. Dopo una decina di minuti aggiungere il ripieno  e la ricotta tenuti da parte. Rimestare per bene e cuocere per altri 15 minuti.

COTTURA
Porre al fuoco una pentola di acqua da portare ad ebollizione. Salarla con moderazione e versarvi i ravioli delicatamente cuocendoli a fuoco moderato.
In una zuppiera versare parte della salsa e subito dopo i ravioli tirati su con una ramina. Aggiungere il grana grattugiato e delicatamente rimestarli. Per un po’ di “ scena” versare i ravioli in un piatto lungo da portata , cospargerli con parte della salsa ed una generosa spolverata di grana.


giovedì 14 marzo 2019


PADELLA DI PESCE PERSICO DEL NILO



INGREDIENTI: PESCE PERSICO DEL NILO: 700 GR. – PATATE: 500 GR. – PEPERONI GIALLI E ROSSI: 400 GR. – CIPOLLA: 300 GR. – OLIVE NERE DENOCCIOLATE: 50 GR. – POMODORINI: 100 GR. – OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO – PREZZEMOLO, SALE: QB.- VINO BIANCO SECCO: 1/4 DI BICCHIERE

TEMPO: 90 MINUTI  - DIFFICOLTA’: FACILE  - DOSI PER 5 PERSONE

Tagliare il pesce persico in parti non troppo grandi, infarinarlo e soffriggerlo da ambo le parti in una padella dove si sarà messo poco olio, alla fine spruzzare col vino bianco. Salare. Nel frattempo pelare le patate e ridurle in pezzetti né troppo piccoli e nemmeno troppo grandi e metterle da parte in un recipiente con acqua fredda. Ridurre in pezzetti anche i peperoni e le cipolle unendoli alle patate. In una capace padella versare l’olio rimasto e dopo un minuto aggiungere il contenuto del recipiente scolandolo per bene. Unire anche le olive nere e con coperchio iniziare la cottura a fuoco medio. Di tanto in tanto aggiungere se necessario un goccio di acqua. Quando le patate saranno cotte per otto decimi aggiungere i pomodorini ridotti a cubetti. Dopo una decina di minuti togliere dal fuoco. La preparazione deve avere pochissimo sugo. Riaccendere il fuoco sotto la padella con il pesce soffritto e aiutandosi con un cucchiaio coprirlo con le patate cipolle e peperoni. Cuocere ancora per pochissimi minuti prestando attenzione a che il pesce ricoperto non bruci. Se si ha questa preoccupazione allora nella composizione finale metterei il pesce tra un primo ed un secondo strato del composto. A fine cottura ed a fuoco spento aggiungere il prezzemolo tritato.

domenica 24 febbraio 2019


SFORMATO DI CAVOLFIORE E PATATE




INGREDIENTI: CAVOLFIORE: 500 GR. – PATATE: 500 GR. -  FORMAGGIO GRANA: 100 GR . – BESCIAMELLA: 750 ML. – PREZZEMOLO:UN CUCCHIAIO TRITATO FINEMENTE -  PANGRATTATO: QB. – OLIO EVO: SEI CUCCHIAI – SALE E PEPE: QB. – PEPERONCINO PICCANTE: LA PUNTA DI UN CUCCHIAINO - NOCE MOSCATA: UN PIZZICO

TEMPO 60 MINUTI -  DIFFICOLTA’ SEMPLICE -  DOSI PER 6 PERSONE

Ridurre in piccole cime il cavolfiore ed in cubetti altrettanto piccoli le patate. In una padella anti aderente versare l’olio e dopo un paio di minuti il cavolfiore,le patate ed il prezzemolo e la noce moscata. Rimestare e dopo una decina di minuti coprire e cuocere sempre a fuoco moderato. Salare, pepare ed aggiungere il peperoncino. Quando tutto sarà cotto al dente togliere dal fuoco e versarlo in una pirofila da forno. Aggiungere il formaggio grattugiato. Rimestare. Sulla preparazione versare la besciamella in modo uniforme e col cucchiaio farla aderire alla superficie. Spolverizzare col formaggio grattugiato e su tutto versare il pangrattato. Infornare per 30 minuti a 200 gradi in forno areato.

martedì 19 febbraio 2019


IL COMMISSARIO MONTALBANO, ULTIMO ATTO?



Si vede che lo scrittore Camilleri ha imboccato il viale del tramonto o addirittura della notte. Qualche considerazione sull’episodio di ieri improntato all’inverosimile. Il medico legale Pasquano muore ( anche nella vita vera ) e la stazione di polizia di Vigata si svuota del tutto tranne che per il commissario che grida i nomi dei suoi collaboratori e Catarrella che piange disperatamente la morte del medico. Se ciò fosse vero Catarrella dovrebbe essere sottoposto ad un TSO! Continuo a sostenere che un simile personaggio getta discredito sulla Polizia di Stato. Si sa che circolano tante barzellette sui carabinieri, come sugli scozzesi loro omologhi, ma inserire carabinieri sciocchi in episodi polizieschi non dovrebbe essere permesso per una serie infinita di motivi, non fosse altro per la gratitudine a queste forze dell’ordine!

La logica vorrebbe che morendo il dott.Pasquano nella stazione di polizia di Vigata, ancora presidiata, qualcuno dicesse al commissario: 

-       Commissario la sa la notizia?
-       Quale?
-       E’ morto il dott. Pasquano.
-        Quando?
-        Questa mattina presto verso le cinque.
-        Mi dispiace tanto, era una brava persona.
-        Quando ci saranno i funerali?
-         Non lo so, ora chiedo e le faccio sapere.
-     Grazie! Tra un’oretta vado a casa del dottore per porgere le condoglianze alla vedova. 

Dopo il funerale assai realistico, sia in casa del dipartito che al cimitero, Montalbano convoca rudemente nel suo ufficio due poliziotti in divisa, mai visti prima, e  i collaboratori Mimì e Fazio  facendoci credere di enunciare chissà quale azione da intraprendere per assicurare alla giustizia gli assassini di Angelino Todaro. La convocazione invece era solo per ricordare la fama del dott. Pasquano incredibile divoratore di cannoli alla siciliana. I tipici dolci sono stati prelevati  dal vassoio dagli astanti con una notevole partecipazione “ religiosa “ tanto che mi aspettavo che facessero il segno della croce nel portare le delizie alla bocca. Nessuna parola  di circostanza proferita per ricordare il  povero defunto. Non parliamo poi dei pianti inverosimili della cameriera di Angelino Todaro. Taccio infine dei personaggi e delle vicende collaterali inutili e prolissi infilati nella storia che poteva benissimo riferirsi soltanto alla vendetta per la morte dei genitori dell’assassino ultranovantenne avvenuta molti decenni prima. Insomma Camilleri avrebbe potuto inserire  anche molti personaggi tratti dalla Bibbia per allungare il brodo senza discostarsi dal  suo ultimo modo di raccontare le storie!! Camilleri e Montalbano basta! Game over !! Non ci fate dimenticare le prime serie del “ Commissario Montalbano.“ Zingaretti, Bocci e Mazzotta sono molto bravi nell’interpretare i ruoli  loro assegnati. Il resto è da cestinare ! Non so se il voto negativo sia da assegnare a Camilleri o allo sceneggiatore, ma credo che un ex aequo sia la soluzione migliore. Ottima invece la fotografia e stupendi i luoghi!

sabato 16 febbraio 2019


ORECCHIETTE CON POLPETTE CON ZUCCHINE

INGREDIENTI: ZUCCHINE: 500 GR. – CARNE TRITA: 600 GR. – UOVA: DUE – PREZZEMOLO: DUE CUCCHIAI – FORMAGGIO PARMIGIANO:40 GR. – PASSATA DI POMODORO: UNA BOTTIGLIA DA 750 ML. -  OLIO EVO: SEI CUCCHIAI – PANGRATTATO: Q.B. – CIPOLLA: UNA MEDIA – AGLIO: UNO SPICCHIO - ORECHIETTE: 500 GR.

DIFFICOLTA’: FACILE – TEMPO: 90 MIN. – DOSI PER 6 PERSONE

La prima cosa da fare è lavare per bene le zucchine e sbucciarle ricavando striscioline alte un millimetro. La polpa va frullata nel frullatore. Non privarsi delle bucce.
In una zuppiera versare la polpa di zucchine, la carne trita, il formaggio grattugiato, le due uova intere, il prezzemolo tritato finemente, il sale. Impastare per ben  aggiungendo di tanto in tanto il pangrattato fino ad ottenere una consistenza che si presta a farne delle polpette abbastanza compatte.
La peculiarità di questa ricetta è che la polpa delle zucchine non va cotta preliminarmente.
Mentre si fanno le polpette porre al fuoco un largo tegame anti aderente con l’olio e la cipolla tritata. Le bucce delle zucchine vanno tagliate a piccolissime julienne ed aggiunte alla cipolla. Lasciar soffriggere il tutto a fuoco moderato aggiungendo anche l’aglio in camicia. Appena il soffritto è pronto aggiungere la passata di pomodoro diluendola con tre quarti della bottiglia di acqua calda. Cuocere per circa trenta minuti dopo di che aggiungere le polpette e cuocere a fuoco delicatissimo fin quando le polpette non saranno cotte. Non rimestarle subito perchè le polpette potrebbero rompersi; se necessario smuovere la padella nel senso rotatorio.
Quando la preparazione sarà pronta, versare in una zuppiera le polpette che si vogliono usare, parte adeguata del sugo e le orecchiette spolverando il tutto con parmigiano o grana !

martedì 12 febbraio 2019

FESTIVAL E  COMMISARIO MONTALBANO

Parte della storia della conzone italiana nei precedenti festival!

1951 Nilla Pizzi “Grazie dei fiori” - 1954 Giorgio Consolini, Gino Latilla “Tutte le mamme” - 1955 Claudio Villa, Tullio Pane, “Buongiorno tristezza“1958 Domenico Modugno, Johnny Dorelli “Nel blu dipinto di blu“ - 1959 Domenico Modugno, Johnny Dorelli “Piove (Ciao ciao bambina)“ 1964 Gigliola Cinquetti, Patricia Carli “Non ho l’età (Per amarti)“ - 1970 Adriano Celentano, Claudia Mori “Chi non lavora non fa l’amore“- 1977 Homo Sapiens “Bella da morire“ - 1988 Massimo Ranieri “Perdere l’amore“ - 1989 Anna Oxa, Fausto Leali “Ti lascerò“ - 2006 Povia “Vorrei avere il becco“ - 2007 Simone Cristicchi “Ti regalerò una rosa“2011 Roberto Vecchioni “Chiamami ancora amore“ - - 2017 Francesco Gabbani "Occidentali's Karma" - 2018 Ermal Meta e Fabrizio Moro "Non mi avete fatto niente" - 2019 Mahmood "Soldi"

Si è da poco concluso ( e meno male )il Festival di Sanremo, il così detto Festival della canzone italiana che a mio modesto avviso si dovrebbe chiamare il Festival della canzone in Italia dal momento che di italiano ha solo l’intrigo, il sotterfugio e le così dette pastette. ( vedere i servizi di Striscia la notizia ) Ho voluto fare una specie di flashback relativo alle canzoni vincitrici del festival dalla data del suo inizio fino ai giorni nostri. Il mio giudizio è che dopo un periodo di normalità, con canzoni che rispecchiavano lo stile e la tradizione del canto italiano si è inevitabilmente caduti nella smania del cambiamento, nella deliberata opera di disconoscimento dei caratteri fondamentali della nostra storia canora. Nelle canzoni che ho indicato, saltandone molte per ovvi motivi di spazio, ve ne sono alcune che sono addirittura monumenti al bel canto, alla interpretazione ed ai testi che esprimono sensazioni e sentimenti eccelsi. Dopo le canzoni di Nilla Pizzi, Giorgio Consolini, Claudio Villa e soprattutto Domenico Modugno, che interruppe il percorso melodico con la sua celeberrima “ Nel blu dipinto di blu”, arriva il molleggiato che ci fa sapere che se non si lavora è meglio non andare a rifugiarsi sotto le coltri per fare all’amore. Un inno per combattere la disoccupazione. Da allora in poi la maggior parte degli italiani abili ed arruolati si misero in cerca di un posto fisso!! Trovato il posto di lavoro ci si poté dedicare ad altro riscoprendo la bellezza di lei, la sofferenza di perderla e la  volontà di lasciarle come  ricordo una canzone! Infine, con un po’ di nostalgia, arriva Roberto Vecchioni che ci canta “ Chiamami ancora amore”. Insomma un gradevolissimo pentolone di ottimi ed italici sentimenti.
Sul più bello chi ti arriva ? 2017 FRANCESCO GABBANI "OCCIDENTALI'S KARMA" credo in compagnia di uno scimpanzè danzante, - 2018 ERMAL META E FABRIZIO MORO con  "NON MI AVETE FATTO NIENTE" e ci informano che non hanno subito danni di sorta - ed ultimo il nostro Mustafà, scusate volevo dire Mahmood con SOLDI che  inserisce nel testo qualcosa in arabo “Waladi waladi habibi ta'aleena “ Il prossimo anno ci sarà una canzone che nel testo inserirà una piccola frase in cinese antico tipo我愛你我的朋友 che verrà tradotto con “ ti voglio bene amico mio “ che celebrerà un delicato amore omosessuale. ( absit iniura verbis )….La canzone italiana !!!!
Non posso lasciarvi senza dedicare …qualche …..verso al comandante Achille Lauro, scusate non volevo dire comandante. Un elemento pittoresco, tatuato fino nelle palpebre, gracilino, con un paio di occhialini tipo “  2 novembre “ ( chissà come sarà brutto da morto ) con una voce fastidiosa che ha presentato una canzone a dir poco a doppio senso. Per me  il senso era ben preciso: inno alla droga! Roll Royce , pasticca di ecstasy rosa;  ferrai bianca: pillole di MDMA che imitano i marchi delle Case automobilistiche ne esistono diverse e sono tutte potenzialmente letali.




    

FERRAI BIANCA


ROLL ROYCE
Tutti i  personaggi citati nel testo sono passati a miglior vita tra un buco e l’altro e rappresentano il sogno di Achille di finire come loro: occhi sbarrati e schiuma dalla bocca ! Vorrei sapere se chi ha mandato a Sanremo questo personaggio con la sua canzone inno era sobrio oppure in preda a qualche beveraggio super alcoolico !!! Povera canzone italiana!
Un altro “ prodotto televisivo “ che mi ha lasciato semi esterrefatto ( non fatto!) è stato il primo episodio del Commissario Montalbano dell’inarrestabile Camilleri: L’altro capo del filo! Io ero un fan accanito del commissario, ma ieri non ho potuto apprezzare nulla, proprio nulla del primo episodio.  Credo che la nuova serie si basi su due episodi, ma se il prossimo sarà uguale al primo il povero commissario deve andare in pensione se mai approfittando della “ quota cento “.
Ebbene ieri sera il primo episodio della nuova serie del Commissario Montalbano ha avuto secondo il mio modestissimo parere un voto livellato: DUE e facendo uno sforzo TRE.
Un quarto dell’episodio dedicato alla povera gente emigrante, alla loro sofferenza e già questo porta lo spettatore fuori tema perché loro sono ai margini del racconto slegati dagli episodi principali. Improponibile o irreale il suonatore di flauto traverso, musicista del Maggio Fiorentino che una volta toccato il suolo italico pensa bene di scappare e non si sa dove.
Catarrella è un vero clown il cui comportamento bene si addice ad una gag in un circo. Piagnucolone eccessivo. Recupera il gattino della vittima e riporta  graffi al viso che nemmeno un vera tigre del Bengala avrebbe  potuto fargli.
Mimì e Fazio assolutamente marginali. L’ex marito di Elena viene trovato annegato e con le mani legate sul davanti ed il tutto viene riportato come suicidio!!!
Alla fine una signora che Montalbano vuole intervistare senza nutrire per lei il benché minimo sospetto, non si presenta all’appuntamento e lascia una lettera con una dettagliata confessione. Deus ex machina !!
Una vera delusione. Inutile e dannoso il pistolotto iniziale di Camilleri che facendoci passare per scemi, illustrava la complessità della trama dell’episodio. Bellissimo invece lo squarcio della stupenda Sicilia!
Vorrei infine fare un appello al Ministro dell’Interno Matteo Salvini per vietare di rappresentare negli episodi di Camilleri il personaggio Catarrella che ci induce a pensare non certo positivamente nelle forze dell’ordine anni luce lontani dalla rappresentazione clownesca del personaggio stupido e ripetitivo.

mercoledì 6 febbraio 2019


BARCHETTE DI MELANZANE




INGREDIENTI: QUATTRO MELANZANE – UOVA: UN TUORLO – PANE AMMOLLATO IN ACQUA: 300 GR. – PREZZEMOLO LIQUIDO: SEI CUCCHIAI – GRANA PADANO; 50 GR. – POMODORINI: 150 GR. – MOZZARELLA: 125 GR. – MORTADELLA: 50 GR. – OLIO EVO: 50 GR.  – SALE: QB. AGLIO: UNO SPICCHIO

TEMPO: 60 MIN. – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER 4 PERSONE

Dopo aver lavato per bene le melanzane tagliarle in due nel senso della lunghezza. Con uno scavino estrarre la polpa  delle melanzane formando barchette, salarle delicatamente, aggiungere una lacrima di olio e metterle nel microonde alla potenza massima per due minuti con la buccia rivolta verso l'alto.
In una padella versare sei cucchiai di olio, un piccolo spicchio di aglio tritato e privato della sua anima, tre o quattro cucchiai di prezzemolo liquido ( versare in un frullatore un certa quantità di prezzemolo, mezza tazzina di acqua e frullare. Dopo un minuto o due aggiungere mezza tazzina di olio e continuare a frullare. Versare il contenuto in un colino a maglie piccole e pigiando ricavare il succo. Volendo si può versare il succo in una bottiglietta e conservare in frigo.) e soffriggere fin quando la polpa non sia ben amalgamata. Mettere il pane ammollato e ben strizzato in una zuppiera, aggiungere un pizzico di sale, la polpa delle melanzane disfatta con i rebbi di una forchetta, il tuorlo di uovo, i pomodorini , la mortadella e la mozzarella ridotti in piccoli cubetti ed infine il formaggio grana grattugiato. Impastare per bene. Estrarre le melanzane dal microonde e con uno scottex asciugare il loro interno, versarvi un filino di olio ( pochissimo ) e riempirle con il composto pressandolo lievemente. Disporre le melanzane su una teglia da forno, irrorarle con pochissimo olio in superficie ed infornare a fuoco già caldo a 200 gradi per dieci o quindici minuti fin quando la superficie delle melanzane non avrà acquistato un color nocciola carico. Si possono mangiare sia tiepide che a temperatura ambiente.

martedì 5 febbraio 2019

IL COMPLEANNO DEI MORTI

Qualche volta in televisione o sui giornali si ricorda qualcuno che nel giorno in questione avrebbe compiuto gli anni se non fosse passato prima  a miglior vita.. Certamente è stato bello ricordare ad esempio Fabrizio De André, deceduto il giorno 11 gennaio del 1999, nel suo ventennale della morte; era un grande artista e le sue canzoni saranno immortali. Ho assistito ad un’ovazione sulla TV di Stato, mentre si parlava del palloso Festival di San Remo ( i cui artisti cantanti hanno ricevuto un ottimo viatico con la pubblicazione delle pagelle, ricordo ad esempio IL VOLO premiato con 4,5 ) si è voluto celebrare il 61° compleanno di Fabrizio Frizzi che, se non vado errato altro non era che una brava persona ed un bravo presentatore ! In genere per i dipartiti si ricorda la data della…partenza non quella dell’arrivo. Partenza, mesta ricorrenza che prevede un minuto di raccoglimento col sottofondo di applausi alla memoria. Si sa anche che la vita media masculina è di circa 75 anni ( le donne almeno cinque anni di più perché più resistenti alle rotture dei co…….. cosa che il debole sesso forte non riesce a sopportare preferendo……… spegnere la luce e salutare i superstiti ) il che significa che per altri 14 anni, nel giorno della dipartita di Frizzi gli spettatori di RAI 1, raccolti in venerazione per il festival e dei suoi chiacchierati protagonisti, si alzeranno in piedi applaudendo il dipartito.Sarebbe auspicabile  che il 26 marzo , ricorrenza della morte di Frizzi, il programma pomeridiano “ LA VITA IN DIRETTA “ dedicasse all’evento un breve, scarno commento: oggi 26  marzo 2019-20-21-22 ecc-. ecc. l’indimenticabile Fabrizio Frizzi ci ha lasciati. Un abbraccio alla sua consorte ed alla sua adorata figlia ! Amen !

lunedì 4 febbraio 2019


RISOTTO ALL’ORTOLANA….CENTRIFUGATA


( non è stato utilizzato lo zafferano )


INGREDIENTI: CIPOLLA, SEDANO E CAROTA CENTRIGUGATI: QB – BURRO: 25 GR. – GRANA PADANO: 50 GR. – BRODO VEGETALE: 1 LT. – RISO CARNAROLI: TRE TAZZINE DA CAFFE’ – OLIO EVO: QUATTRO CUCCHIAI.

TEMPO: 30 MIN ( DA QUANDO SI DISPONE DEI SUCCHI CENTRIFUGATI ) – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER 3 PERSONE

In una casseruola versare l’olio ed un paio di cucchiai di succo di cipolla. Cominciare a cuocere a fuoco moderato. Dopo un paio di minuti aggiungere due cucchiai di succo di sedano e due cucchiai di succo di carota. Appena si saranno leggermente addensati versare il riso e cominciare la cottura a fuoco non molto vivace aggiungendo di tanto in tanto un mestolino di brodo caldo. A metà cottura aggiungere due cucchiai di succo di sedano e due di cucchiai. A tre quarti di cottura ripetere la stessa operazione e a fine cottura aggiungere solo due cucchiai di succo di carota. Rimestare per bene. Mantecare col burro – ovviamente a fuoco spento – aggiungere il grana padano e servire ben caldo.