OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

QUANTO E' BELLA GIOVINEZZA
CHE SI FUGGE, TUTTAVIA
CHI VUOL ESSER LIETO SIA
DI DOMAN NON V'è CERTEZZA

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il mio diario ( PENSIERI IN LIBERTA' )

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martedì 16 dicembre 2014

ORECCHIETTE IN SALSA VEGETALE

INGREDIENTI: ORECCHIETTE: 400 GR. - ZUCCHINE: 400 GR. - CAROTE: 400 GR. - CIPOLLE: 200 GR . GRANA PADANO: 150 GR. - PEPERONCINO FRESCO:15 GR. - OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO - SALE E PEPE: QB.

Preparazione: FACILE - Tempo: 45 Minuti - DOSI per 4 persone

Affettare sottilmente alla stessa maniera le verdure servendosi se mai di un robot in modo che le fettine abbiano la stessa altezza.
In una capace padella anti aderente versare l'olio, il peperoncino e le verdure cominciando la cottura a fuoco moderato. Cuocere fin quando le verdure saranno leggermente appassite. Aggiungere all'occorrenza un pò di acqua calda allo scopo di non restringere troppo la salsa. Regolare di sale e pepe. Dopo una decina di minuti aggiungere 100 gr di grana padano evitando di rimestare. Abbassare la fiamma.
Nel frattempo si saranno cotte in acqua moderatamente salata le orecchiette, scolarle al dente e versarle nella  salsa.
Rimestare, aggiungere un mestolino di acqua di cottura se necessario. Prima di servire aggiungere a fuoco spento il restante grana, mantecare e servire caldo.
Al posto delle orecchiette si potrebbe usare altra pasta fresca corta. Se proprio non se ne dispone allora i rigatoni vanno anche bene

lunedì 8 dicembre 2014

7 DICEMBRE 2014 - LA PRIMA ALLA SCALA CON IL FIDELIO DI BEETHOVEN


Una piccola eccezione in merito agli argomenti trattati nel mio blog. La prima al Teatro Alla Scala di Milano il giorno di Sant’Ambrogio.
Le rappresentazioni operistiche in teatro devono assolutamente rispettare tre caratteristiche fondamentali: le scene, i costumi ed il movimento degli attori sul palcoscenico. Ovviamente la musica ed i suoi interpreti a parte.
Ieri all’aprirsi del sipario mi è parso di stare in un campo Rom, mentre in prima battuta sono apparsi lo spacciatore ed il cliente per l’acquisto di una bustina di neve. I poveri ed immortali resti del Genio musicale che riposano nel Zentralfriedhof, ovvero il cimitero centrale, di Vienna, avranno sobbalzato!
Alcuni attori sventolavano drappi rossi aggrappati ai lampadari, altri si dimenavano senza sosta, mentre le note solenni dell’opera inondavano il teatro.
Ho dato uno sguardo agli orchestrali che mi sono apparsi in linea con gli abitanti dei suburbi di Quarto Oggiaro! ( senza offesa ) Gli abiti erano scuri solo per il colore, tutti diversi gli uni dagli altri, le camice di varia foggia e le cravatte tutte diverse. Alcune rosse, altre rosa, altre colorate a pois. Nemmeno se avessero raccolto gli abiti presso una sezione della Caritas. Un orchestrale aveva i jeans ed una giacca scura, nulla di più. Questo alla prima, probabilmente alla quinta replica arriveranno in pigiama e pantofole !
E’ vero che siamo sull’orlo dell’abisso, ma un po’ di decenza non guasterebbe! Cosa costava dire ai professori d’orchestra di indossare lo smoking ed una cravatta d’ordinanza? Non percepiscono una indennità “ vestiario”? Una volta mi pareva di si. Forse gli illustri musici volevano anche loro protestare?
Come bene ha detto il critico d'arte Philippe Daverio la rappresentazione di ieri era adattissima solo per la radio e non certo per il teatro stesso o per la televisione. Opera da ascoltare per radio o per vederla…..ad occhi chiusi!


Mi piacerebbe indagare  su chi ha proposto prima ed accettato poi una simile regia. La prossima volta qualche regista di avanguardia, con molte spiegazioni ambienterà una simile opera in una fogna cittadina inondando anche il teatro con appropriati effluvi giusto per rendere più reale e….moderna la scena.

In poche parole, cari melomani,statevene a casa,accendete la radio , godetevi la musica risparmiando nel contempo anche un sacco di soldi!

domenica 7 dicembre 2014


All'Italia
O patria mia, vedo le mura e gli archi
E le colonne e i simulacri e l'erme 
Torri degli avi nostri, 
Ma la la gloria non vedo, 
Non vedo il lauro e il ferro ond'eran carchi 
I nostri padri antichi. Or fatta inerme 
Nuda la fronte e nudo il petto mostri, 
Oimè quante ferite, 
Che lívidor, che sangue! oh qual ti veggio, 
Formesissima donna! 
Io chiedo al cielo e al mondo: dite dite; 
Chi la ridusse a tale? E questo è peggio, 
Che di catene ha carche ambe le braccia, 
Sì che sparte le chiome e senza velo 
Siede in terra negletta e sconsolata, 
Nascondendo la faccia
Tra le ginocchia, e piange.



La storia millenaria, le bellezze artistiche e paesaggistiche, ogni forma di arte di musica e letteratura, la patria del diritto, culla della civiltà erano elementi identificativi dell’Italia nel mondo.
Oggi siamo identificati come patria della corruzione, del malaffare, del pressapochismo e del permessivismo. Abbiamo il codice civile e penale più nutrito al mondo eppure  ogni articolo che prevede e punisce un reato conserva il modo per sottrarsi ad ogni conseguenza. (a Roma ci sono più avvocati che nell'intera Francia )
Non appena i pubblici amministratori decidono di dar corso ad un’opera immediatamente si appalesa l’esercito dei faccendieri, degli amici degli amici che si ingegnano per utilizzare ogni opportunità, lecita o illecita, per trarre ogni sorta di beneficio ( RUBERIA ) per se e per la consorteria. Nessuna opera pubblica è esente da queste procedure.
Il mare “ mostrum “ della corruzione oggi è sommerso dal mare delle parole che hanno come leitmotiv “ siamo garantisti, lasciamo che la magistratura faccia il suo corso, non generalizziamo, non siamo tutti corrotti, io non sapevo nulla ( del resto anche a “ sua insaputa “ qualcuno ha comperato una casetta con vista sul Colosseo ).
Vi è poi qualche “elefantino” che giudica questo maleodorante affare come una cosuccia da nulla, una Corleone di cravattari! Il nostro elefante non si è mai chiesto perché la Procura della capitale veniva chiamata il” porto delle nebbie “ perché tutto veniva nascosto dalla nebbia del “ lassa fa “ “tira a campà” “ nun se po’ fa “. Ci voleva un magistrato venuto “ da lontano “, dal solatio Sud per scoperchiare e perseguire un mondo di truffatori infiltrati dappertutto e supportati dalla criminalità organizzata anche violenta.
Una volta si diceva “ dimmi con chi vai e ti dirò chi sei “ Oggi non più. L’aspirante politico ha bisogno di voti e di consenso per accedere laddove si spendono denari pubblici e si affida ai reclutatori di voti che sin da subito indicano poi il modo per sdebitarsi. Persone da nulla affrontano campagne elettorali molto costose senza il becco di un quattrino. Non è forse utile chiedersi perché e come? A loro insaputa si va avanti così.
Non è una questione da poco caro elefante. La corruzione continua a colpire l’Italia dalle Alpi alla Sicilia procurando al Paese danni incalcolabili di ordine finanziario e di immagine. Come è possibile pensare che gli investitori esteri si astengano dal venire in Italia a causa dell’articolo 18 e non a causa della corruzione dilagante e dalla magistratura lentissima e spesso disattenta?
E’ stata promulgata ( penso ) una legge per l’autoriciclaggio che credo sia stata ispirata dal Drive In. Nell'emendamento si legge che ""l'autoriciclaggio non viene punito "quando il denaro, i beni o le altre utilità vengono destinate alla utilizzazione o al godimento personale"".
In poche parole chi porta il denaro all’estero e per il suo godimento personale compera una villa a tre piani con parco secolare annesso e l’adibisce a residenza estiva per se e per i suoi discendenti, ascendenti, collaterali ed affini non viene punito. Chi invece costituisce questi beni per destinarli ad una organizzazione umanitaria che prevede l’assistenza ai tossicodipendenti o ai figli dei carcerati, allora  va in galera!

IL mio blog ha questo sottotitolo:


OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.

 ( IMMANUEL KANT )

Vox clamantis in deserto, aggiungo io !


Ricordo che ogni organizzazione politica prevedeva l’istituzione dei “ probi viri “ che avevano il compito di identificare, isolare ed eliminare le mele marce che si annidavano nell’organizzazione. I partiti hanno ancora questi funzionari e se li hanno sono stati scelti tra gli incapaci o tra i conniventi?
Alemanno dice che ha sbagliato a scegliere la squadra! Non è che tra tante persone oneste  si è sbagliato scegliendone un paio disoneste, ha semplicemente sbagliato in toto. Vi è poi la questione delle Fondazioni, altro modo di drenare risorse. I bilanci di queste Fondazioni sono depositati in Prefettura e non sono consultabili. Il politico che istituisce  una fondazione è onestissimo, però ogni forma di contribuzione lecita ed il più delle volte illecita viene indirizzata nelle casse della fondazione stessa e li si perde. Non sarebbe opportuno che il legislatore renda pubblici i bilanci in modo che si possa controllare il flusso di denaro che è pur sempre lo sterco del demonio?
I politici dicono che è la società che è marcia e che la politica esprime l’essenza stessa della società. E allora? Saremo sempre condannati in eterno a percorrere verso il basso più profondo la classifica del paese più corrotto al mondo?
Ma il legislatore è o ci fa ? Vuol proteggere qualche sodale o cosa altro?
Italia
Io chiedo al cielo e al mondo: dite dite; 
Chi la ridusse a tale? E questo è peggio, 
Che di catene ha carche ambe le braccia, 
Sì che sparte le chiome e senza velo 
Siede in terra negletta e sconsolata, 
Nascondendo la faccia
Tra le ginocchia, e piange.

Parziale di Giacomo Leopardi

giovedì 4 dicembre 2014

Ho appena comperato dalla Germania ( roba buona e prezzi eccezionali ) ben 500 grammi di curry della qualità Madras che mi dicono essere molto buona, se non la  migliore. Ora devo cominciare ad elaborare qualche ricetta per utilizzare questo prodotto. Ho dato inizio all'opera con questa ricetta che ho trovato molto interessante.

STRACCETTI DI POLLO  E  MAIALE AL CURRY

TEMPO: 60 MIN – PREPARAZIONE: FACILE – DOSE PER 6/7 PERSONE

INGREDIENTI: PETTO DI POLLO : 300 GR. – LONZA DI MAIALE :300 GR.-CAROTA: 200 GR. – CIPOLLA: 200 GR. – LATTE: 300 ML – AMIDO DI MAIS: UN CUCCHIAIO -  CURRY: DUE CUCCHIAI – OLIO EVO: QUATTRO CUCCHIAI -  SALE E PEPE Q.B. – MANDORLE: UNA DECINA

Tagliare a strisce larghe un paio di cm e lunghe una decina  ( misure indicative ) deporle in una ciotola, aggiungere un cucchiaio di curry e 100 ml di latte. Rimestare per bene e lasciar riposare  per circa 40 minuti.
Affettare sottilmente sia la carota che la cipolla e soffriggerle delicatamente in una padella anti aderente con quattro cucchiai di olio evo. Aggiungere gli straccetti senza il liquido che si era formato nella ciotola. Cuocere per una decina di minuti a fuoco moderato.

Aggiungere il latte restante e continuare la cottura delicatamente. Dopo una decina di minuti unire l’amido di mais rimestando per bene per non formare grumi, aggiungere infine l’altro cucchiaio di curry e continuare  a cuocere ancora per una decina di minuti rimestando spessissimo.  Aggiungere le mandorle, regolare di sale e pepe e servire caldo.

mercoledì 3 dicembre 2014



      FRANCO BATTIATO - POVERA PATRIA



Impossibile est ut non veniant scandala; vae autem illi per quem veniant. In parole povere: è impossibile che non avvengano scandali, ma guai a colui che li produce.Luca 17.1

E ci risiamo con il nuovo, sicuramente non ultimo, scandalo della corruzione politico-mafiosa che sta liquefacendo il nostro paese. Il Fatto Quotidiano pubblica:

L’Italia è prima per corruzione tra i paesi dell’Ue. Lo scrive nero su bianco l’ultima classifica della corruzione percepita, il Corruption Perception Index 2014 di Transparency International, che riporta le valutazioni degli osservatori internazionali sul livello di corruzione di 175 paesi del mondo. L’indice 2014 colloca il nostro Paese al 69esimo posto della classifica generale: peggio di tutti in Europa e ci piazziamo tra Sudafrica e Kuwait.

Una pletora di arrivisti corrotti e corruttori si avventa sulle istituzioni e ne fa scempio. La volontà di conservare o acquisire il consenso elettorale fa sì che i politici in  pectore o stanziali stringano sodalizi con i mafiosi arricchendosi a vicenda in un abbraccio mortale per il nostro paese.
La mafia e le altre organizzazioni mafiose nate nel martoriato Sud hanno lasciato questi lidi inariditi e si sono trasferite più a Nord laddove il fiume di denaro scorre con una certa facilità. Dove i soldi scorrono la corruzione si annida e la magistratura interviene a delitti commessi ( non potrebbe fare nulla di altro ), ma che poi per un serie di ragioni più o meno plausibili lascia che i processi ( i pochi che arrivano in aula ) finiscano con il nulla a procedere per sopravvenuta prescrizione. Chi può permettersi avvocati di grido ed influenti sa già che nulla può capitargli per via della prescrizione. L’istituto della prescrizione nasce per evitare che l’imputato non possa restare sotto la spada di Damocle per un periodo lungo, ma che viene utilizzato da tempo per assicurare l’impunità ai sicuri colpevoli. La presunzione di innocenza fino al terzo grado è un principio di civiltà che è un bene  se applicata al comune cittadino, ma che deve essere cancellata per il politico gregario oppur capitano. In questi casi deve intervenire il concetto di etica e morale e quindi al comparire delle prime ombre il malcapitato deve fare un passo indietro ed aspettare il giudizio della magistratura serenamente. Si fa sempre riferimento alla Germania ed è bene ricordare che il presidente della Repubblica tedesca Christian Wulff si dimise per un’accusa di interesse privato in ufficio. Un finanziamento a tasso agevolato da un imprenditore amico e qualche notte di vacanza pagata da altri. Per non parlare poi di altri politici esteri tipo:
La leader dei socialdemocratici svedesi, Mona Sahlin , nel 1995, si dimise per il cosiddetto affare Toblerone, perché due confezioni del celebre cioccolato svizzero apparivano nella lista di acquisti fatti impropriamente dall’allora vicepremier di Stoccolma con la carta di credito riservata alle spese di servizio.
Il canone tv non pagato e la tata in nero. Sempre in Svezia, ma questa volta nel centrodestra, si sono verificati più recentemente altri due casi. Nominata il 6 ottobre 2006 ministro dei Trasporti nel governo di Frederik Reinfeldt, la conservatrice Maria Borelius il 14 ottobre si era già dimessa. Infatti in pochi giorni si erano scoperti vari suoi “crimini”: babysitter senza contributi, canone tv non pagato e un marito proprietario di una casa di vacanze intestata a una società con sede nell’isola di Jersey, paradiso dell’esentasse.
E potrei continuare all’infinito, come all’infinito potrei continuare ad elencare i casi di corruzione ai danni dei cittadini spennacchiati dal fisco!
Non vedo come non ci si possa non lamentare dell’alta percentuale di astensione alle votazioni. I cittadini non ne possono più ed hanno perso ogni speranza. La crisi economica che ci riguarda da vicino e le regole demenziali dell’austerità fin qui imposteci non ci lasciano alcuna via di  scampo.
Il Movimento Cinque Stelle si sta sgonfiando e presto assisteremo alla transumanza di buona parte dei suoi deputati, Renzi che assomiglia sempre più ad un fanfarone nasconde la realtà rimandando al prossimo anno i tristi accadimenti che molti prevedono, Berlusconi torna in campo promettendo dentiere agli sdentati, operazioni gratuite per la rimozione della cataratta ai semi ciechi, le protesi audio ai non udenti e sconti per gli acquisti delle scatolette per gli alimenti dei cani e gatti. Questi elementi mi convincono sempre di più che la  scelta fatta due o tre anni fa di astenermi dal voto sia stata la cosa più giusta fatta. Dare il  voto a chi? Ai soliti noti? Agli emergenti? A coloro che raggiungono alla prima occasione il 25% dei consensi e poi in parlamento si lasciano andare a rappresentazioni circensi rinunciando ad utilizzare i media per raccontare invece le cose che grazie al loro impegno sono state portare a compimento?

Insomma temo che quando ancor più profondamente metteranno mani alle nostre pensioni o stipendi ( per i fortunati che ancora conserveranno il posto di lavoro ) la piazza farà sentire la sua voce e certamente non sarà per cantare una romanza sentimentale.

giovedì 20 novembre 2014

LE CASTE ITALICHE E GLI SPRECHI EUROPEI
E BOTTA E RISPOSTA TRA PAPA FRANCESCO E CARD. BAGNASCO

Da sempre si alzano voci più o meno autorevoli, più o meno scalmanate che denunziano gli sprechi e gli scandali nazionali e molte volte il grido di dolore non viene ascoltato come si conviene e la gravità stessa delle denunzia si percepisce come vera in relazione alla diversa considerazione che si ha nei confronti del denunciante.
Recentemente  nel programma UNO MATTINA in onda su RAI 1 Franco Di Mare si è fatto portavoce di alcuni macroscopici ed incredibilissimi scandali che si verificano nei posti in cui sarebbe logico ed auspicabile che nulla fosse attaccabile.
Non voglio aggiungere altro e inserisco un video della denunzia del giornalista di RAI1 andata in onda il 14 novembre 2014.
Aggiungerò poi un'altra denuncia questa volta relativa agli scandali nei centri nevralgici del potere in Europa che chiede mortali sacrifici a tutti noi, mentre gozzoviglia allegramente ed abbondantemente con i nostri scarsi soldini.
Cominciamo partendo da casa nostra:






Passiamo a gli sprechi europei da quei luoghi da dove arrivano bacchettate continue sulle nostre teste ( alcune veramente meritate )


Quello che sto per raccontare non ha niente a che vedere con gli sprechi su esposti, ma ad un costume riprovevole appena denunciato dal Papa Francesco: il tariffario per la concessione dei sacramenti. Il Pontefice ha detto che la Chiesa non deve richiedere danaro per la somministrazione dei sacramenti perchè la salvezza cristiana è gratuita. Gli ha fatto eco il capo dei vescovi cattolici, il Cardinale Bagnasco probabilmente momentaneamente con le meningi leggermente inumidite a causa degli agenti atmosferici genovesi ( absit iniura verbis ). Egli ha parlato di offerte libere che i fedeli spontaneamente rilasciano in occasione di battesimi, cresime prime comunioni, matrimonio e funerali, purtroppo queste cosiddette offerte sono perfettamente evidenziate voci per voci e decisamente richieste. Ho tre episodi da raccontare.
Il primo!
Quando mi sono sposato ( il secolo scorso! ) la mia futura moglie risiedeva nel territorio affidato ad una parrocchia.Io in un altro da noi prescelto per la celebrazione del matrimonio.
La parrocchia di mia moglie per rilasciare il nulla osta per la celebrazione in un altra parrocchia ha preteso un compenso come se il matrimonio fosse stato celebrato nei propri confini. Che si fosse trattato di un passaporto? Chi lo sa!
Quando sono arrivato nella mia parrocchia ho dovuto pagare un conto che prevedeva diverse voci tra le quali l'accensione di lampadari settore per settore con diverse tariffe. Sono queste le libere offerte tanto care al cardinale Bagnasco ?
Il secondo!
Un giorno a Milano volli far celebrare alcune Messe in suffragio dei miei cari e  mi recai in Duomo. Dopo un pò di anticamera arrivò un sacerdote al quale esposi la mia richiesta. Ero convinto che in quel tempo l'offerta "libera " per una Messa fosse 10.000 lire, ma il reverendo me ne chiese 30.000. Rimasi stupito e feci notare la differenza. Cominciammo allora una trattativa per portare la libera offerta a 20.000, trattativa che comportò la rinuncia alla celebrazione in Duomo senza per altro che mi fosse indicato  il luogo scelto per il rito sacro!
Al mercato con i marocchini fruttivendoli sarebbe andata meglio.
Il terzo !
In occasione della morte di mia cognata, dopo aver portato il feretro in chiesa mio fratello chiese al parroco quanto doveva.......per il disturbo. La risposta fu, "non si preoccupi ci vediamo dopo il funerale".
Quando mio fratello si recò in chiesa mise nelle mani del richiedente offerta libera una busta con 60 euro pensando di pagare solo la Messa funebre. Il reverendo apri la busta, ci rimase male e chiese il doppio, regolarmente versato!
Mi sembrava di assistere ad una richiesta di un imbianchino che alle rimostranze del conto eccessivo enunciava che aveva dapprima grattato il muro, poi che lo aveva poi stuccato, infine atteso qualche ora per l'asciugatura, poi per aver diluito la pittura nell'apposito secchio ed infine per aver sparso il prodotto diluito sulle pareti !
Io vorrei suggerire ai parroci di attenersi alle esortazioni papali, di approntare fuori dall'ufficio parrocchiale una cassetta per le offerte invitando i fedeli gioiosi oppure dolenti a depositare un obolo infilandolo anonimamente nell'apposita fessura. Se i fedeli avranno il braccino corto oppure cortissimo nelle omelie domenicali il reverendo potrebbe far presente il problema invitando i fedeli ad innalzare una preghiera all'Altissimo affinché sciolga i cuori aridi ed allunghi i braccini! 
Sono sicuro che le offerte saranno adeguate.






venerdì 14 novembre 2014

SPEZZATINO DI AGNELLO E TACCHINO

INGREDIENTI: SOPRACOSCIA DI TACCHINO: 700 GR. - AGNELLO:400 GR. - VINO ROSSO: DUE BICCHIERI DA VINO - CONCENTRATO DI POMODORO: UN CUCCHIAIO - POLPA DI POMODORO: UNA SCATOLA DA 400 GR. - OLIO: UN BICCHIERE DA VINO SCARSO - AGLIO: DUE SPICCHI - ROSMARINO: UNA CIMETTA - SALVIA: TRE O QUATTRO FOGLIE PIUTTOSTO GRANDI - CAROTA,CIPOLLA E SEDANO TRITATI: DUE CUCCHIAI CAD. - BRODO VEGETALE: DUE O TRE MESTOLI

TEMPO 180 MINUTI -       DIFFICOLTA’ : FACILE -      DOSI PER 7 PERSONE      


Eliminare la pelle ed il grasso evidente del tacchino. Usare la parte terminale delle cosce dell'agnello. Ridurre in pezzi molto grossolani il tacchino eliminando il femore. In un capace tegame anti aderente versare le carni e porre a fuoco vivace senza aggiungere grassi di sorta. Dopo una decina di minuti versare il vino e lasciar ridurre. Togliere le carni dal fuoco e deporle in un piatto. Eliminare tutto il sugo che si è formato nel tegame, versare l'olio e gli spicchi di aglio e riporre al fuoco  moderato iniziando una lunga cottura. Aggiungere il rosmarino e la salvia al centro del tegame in modo che non brucino. Dopo trenta minuti all'incirca  aggiungere il concentrato di pomodoro e dopo altri dieci minuti la polpa di pomodoro. Dopo cinque minuti versare due mestoli di brodo e continuare la cottura a fuoco moderatissimo fin quando le carni risulteranno morbide. Consumare lo spezzatino accompagnandolo con una bella polenta o con il puré di patate. Dal momento che la cottura sarà molto lunga il fuoco deve essere assolutamente al minimo pur consentendo la bollitura.

domenica 9 novembre 2014

Dopo due commenti dedicati a due donne super e sfortunate propongo una ricetta tratta da Alice TV – Masseria Sciarra ( che invito a frequentare ) e  che ho lievemente modificata nella quantità e qualità del formaggio utilizzato.


MEZZEMANICHE CON CAVOLFIORI AL FORNO


INGREDIENTI: MEZZEMANICHE: 400 GR. – CAVOLFIORI: 500 GR. – FILETTI DI ALICI DISSALATE: QUATTRO – MANDOLRLE PELATE: DUE CUCCHIAI COLMI – PREZZEMOLO: UN CUCCHIAIO – FORMAGGIO ASIAGO: 300 GR. – OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO – PAN GRATTATO: SEI CUCCHIAI – AGLIO: DUE SPICCHI – FORMAGGIO PARMIGIANO GRATTUGIATO: SEI CUCCHIAI

TEMPO OCCORRENTE: 30 MINUTI PER LA PREPARAZIONE ED ALTRI TRENTA PER IL FORNO -                         RICETTA FACILE   -                       DOSI PER 5 PERSONE.


Pulire per bene il cavolfiore eliminando le foglie esterne e ricavare tante piccole roselline che andranno cotte in acqua bollente leggermente salata.
Nel frattempo cuocere anche la pasta scolandola al dente perché poi completerà la cottura in forno.
Tritare  grossolanamente le mandorle e riporle in una tazza. Fare la stessa cosa con il prezzemolo. Ricavare tanti dadolini con il formaggio Asiago e riporlo a parte.
In una capace padella anti aderente versare l’olio, l’aglio ed appena sfrigola aggiungere i filetti di alici stemperandoli per bene.
In una padellina versare un po’ di olio e porla al fuoco moderato aggiungendo il pangrattato lasciandolo soffriggere fin quando avrà preso un bel colore marroncino.
Dalla padella con i filetti di alici togliere l’aglio e versarvi i cavolfiori scolati anch’essi al dente.
Rimestare per bene saltando il tutto. Dopo una decina di minuti aggiungere la pasta, le mandorle e parte del prezzemolo rimestando per bene per amalgamare il tutto. 
Ungere una pirofila da forno e versarvi una metà della pasta condita, aggiungere qualche fogliolina di prezzemolo, un pizzico di pangrattato e i dadolini di formaggio Asiago. Versare l’altra metà della pasta. Su tutto aggiungere il pan grattato, un po’ di prezzemolo ed il formaggio parmigiano.
Cuocere a 180 gradi per una ventina di minuti fin quando si sarà formata una deliziosa crosticina.


martedì 4 novembre 2014


ANCORA SULLA MORTE DELLA POVERA BRITTANY MAYNARD


Il «ministro» vaticano della bioetica monsignor CARRASCO DE PAULA ha detto  tra l’altro a proposito del suicidio assistito di Brittany Maynard :
Ma riflettiamo - ha aggiunto - sul fatto che se un giorno si portasse a termine il progetto per cui tutti i malati si tolgono la vita, questi sarebbero abbandonati completamente: il pericolo è incombente perché la società non vuole pagare i costi della malattia e questa rischia di divenire la soluzione».

Il prelato credo abbia confuso……la storia con la geografia !!!

Dice che  se tutti i malati si tolgono la vita ecc. ecc. A quali malati si riferiva? A coloro che soffrono di un mal di gola? Hanno la stipsi ? E navigando tra le parti basse, hanno le emorroidi?
Si tratta di ammalati che non rispondono più al benchè minimo stimolo vitale, che non si alimentano, che respirano attaccati ad una serie di tubi e tubicini, che hanno soltanto il controllo degli occhi, che non sono in grado di urinare  e non  mi fate approfondire il resto ! Questi sono gli ammalati che possono scegliere fin quando lo possono di interrompere una vita che è fatta solo di un respiro a volte anche problematico !
Dice ancora il prelato: il pericolo è incombente perché la società non vuole pagare i costi della malattia e questa rischia di divenire la soluzione». Cosa pensa che il sindaco di un paese possa imporre il suicidio assistito ad un ammalato giusto appunto per non spendere altri soldi specie in un periodo di crisi? Se non lo fa il sindaco è pensabile che parta una circolare dal Ministero della Salute?
Il prelato aggiunge: «Suicidarsi è dire no alla propria vita»«Questa donna - lo ha fatto pensando di morire dignitosamente, ma è qui l’errore, suicidarsi non è una cosa buona, è una cosa cattiva perché è dire no alla propria vita e a tutto ciò che significa rispetto alla nostra missione nel mondo e verso le persone che si hanno vicino».

Caro Ministro della bioetica vaticana ha mai visto morire una persona malata di SLA? Io si! Paralizzata completamente, poteva solo parlare, ma aveva necessità di farsi infilare una cannula nei polmoni per svuotarli dai liquidi che ne occupavano la base. Aveva bisogno di scacciare una mosca fastidiosa che si poggiava sul naso e tentava di entrare nelle narici, aveva bisogno di grattarsi la schiena, aveva un buco nella pancia per permettere  la nutrizione enterale. Gridava col poco fiato che aveva in gola di voler morire, piangeva e pregava.
Caro prelato è questa la dignità che vuole riservare al malato terminale?
Non ha fatto meglio Brittany Maynard a lasciare questo mondo serenamente tra le mura domestiche, con l’affetto dei suoi cari che le hanno chiuso gli occhi che non si spensero sbarrati tra atroci sofferenze?
Poi mi potrà dire che la povera Maynard avendo posto fine alla sua esistenza non potrà essere accolta nell’eterna pace, che non potrà essere posta al cospetto di Dio e che vagherà nei gironi infernali. Può anche starci. Sono però convinto che l’Onnipotente possa avere misericordia verso una creatura che non ha saputo affrontare fino in fondo l’atroce esperienza che la malattia certamente le avrebbe assegnato.

Lei caro ministro della bioetica vaticana non avrebbe mai dovuto parlare dell’indegnità della morte della povera Maynard.

lunedì 3 novembre 2014

La lezione di due ragazze esemplari

In questi ultimi giorni abbiamo assistito all’addio di due donne eccezionali. Reyhaneh Jabbari che è stata obbligata a lasciare questo mondo, mentre Brittany Maynard ha deliberatamente scelto di andarsene. Le due  ragazze non erano ancora trentenni ed entrambe hanno dimostrato una dignità incredibile.
La prima ci fa riflettere sulle terrificanti ingiustizie che le donne mediorientali sono costrette a subire, la seconda ci induce a  fare qualche riflessione sull’eutanasia.
Sul problema dell’eutanasia vi sono due aspetti: uno civile ed un altro religioso, entrambi meritevoli di considerazioni e riflessioni.
Premetto che sono cattolico, mediamente osservante e credo che oltre la morte esista la vita eterna al cospetto di Dio con l’abbraccio ai nostri congiunti che ci hanno preceduto.
Non si ha diritto al suicidio assistito perché la religione insegna che la vita non ci appartiene, essa è un dono di Dio e che a Lui deve essere riconsegnata per il giudizio supremo. E qui i credenti sono perfettamente d’accordo.
Coloro che credenti non sono pensano che la vita deve essere vissuta fin quando sia compatibile con la dignità che ogni uomo deve conservare fino al momento estremo della sua dipartita. Credo che credenti e no possano convenire che non sia accettabile che le sofferenze estreme possano colpire le persone nelle loro principali esigenze di vita. Controllare il proprio corpo, permetterne il nutrimento, riconoscere parenti ed amici e goderne il contatto fisico e spirituale sono prerogative inalienabili.
La Chiesa afferma che si possa o meglio si debba evitare l’accanimento terapeutico, ma in quale momento della vita bisogna intervenire? Quando il solo aiuto al paziente risiede nell’uso di potenti sedativi che inducono all’ obnubilamento della coscienza o quando si intraprende la strada dell’inevitabile? San Giovanni Paolo II in prossimità della sua morte disse: “basta, lasciatemi andare alla casa del Padre” Eutanasia? Fine dell’accanimento terapeutico? Scegliete voi.
L’eutanasia dovrebbe essere normata indicando con estrema precisione le condizioni necessarie per la sua attuazione. Non deve essere assolutamente chiesta da persone diverse dall’ammalato, l’esito infausto deve essere accertato scrupolosamente evidenziando le pesanti sofferenze presenti o future e l’assoluta inefficacia di farmaci che possano eliminare il dolore fisico.
L’ammalato deve essere esaminato da tre medici di cui uno psicologo che collegialmente devono esprimere il parere favorevole o meno all’eutanasia.
Se è vero che resistenze all’emanazione di una legge che preveda e disciplini l’eutanasia possa incontrare l’ostacolo da parte di politici di fede cattolica è pur vero che non si deve condannare alla sofferenza ed alla perdita della dignità persone che credenti non sono.
Da lungo tempo non vi è più la “ Religione di Stato “ quindi lo Stato laico deve considerare la necessità e l’urgenza di una tale legiferazione. In ogni caso non si deve essere ipocriti. Ogni anno molti cittadini italiani benestanti si recano nella vicina Svizzera per essere aiutati a compiere consapevolmente e serenamente il passo estremo pagando qualche migliaio di euro.
Lo Stato credo debba legiferare sull’eutanasia lasciando poi alle coscienze ed alle credenze religiose la scelta se attuarla o meno.
L’eutanasia prevede una morte dignitosa, sofferenze nulle ed il sereno addio ai parenti stretti ed agli amici cari in un ambiente confortevole.
Brittany Maynard ha lasciato questo mondo serenamente tenendo stretta la mano del marito e della mamma, ascoltando la musica che lei amava. Più che  di una morte si è trattato della conquista di un sonno liberatore, sereno ed eterno. Spero che Iddio l’abbia accolta e perdonata! In ogni caso REST IN PEACE MAYNARD !



mercoledì 29 ottobre 2014

Passiamo ad altro argomento. Propongo una ricetta appena ideata.

RAGU' DI CONIGLIO E POLLO

INGREDIENTI: SEDANO: TRE GAMBI - CAROTA: UNA GROSSA - CIPOLLA: UNA MEDIA - CONIGLIO 600 GR. - POLLO: 300' GR. - ALLORO: UNA FOGLIA - POLPA DI POMODORO: UNO SCATOLO DA GR: 400 - PASSATA DI POMODORO: UNA BOTTIGLIA DA 75O GR. - OLIO EVO: 3/4 DI UN BICCHIERE DA VINO - VINO BIANCO SECCO: UN BICCHIERE DA VINO - SALE E PEPE: QB -  FINOCCHIETTO: UN CUCCHIAINO SCARSO DI SEMI

TEMPO 150MINUTI -       DIFFICOLTA’ : FACILE -      DOSI PER 5 PERSONE     

In un tegame anti aderente versare l'olio, la carota ed il sedano ridotti in piccoli cubetti. Cominciare la cottura a fuoco vivace. Dopo una decina di minuti aggiungere la cipolla ridotta alla stessa maniera. Quando le verdurine saranno leggermente appassite ( non molto ) aggiungere il coniglio ed il pollo.
Del coniglio ho usato le zampe anteriori più la gabbia toracica di un coniglio oltre alla metà di queste parti ovviamente prelevate da un altro coniglio. Del pollo ho usato un' aletta ed una sopra coscia. Cuocere a fuoco moderato dapprima con la padella coperta e successivamente senza il coperchio. Quando le carni saranno rosolate sfumare con il vino bianco unendo subito dopo la foglia di alloro. Regolare di sale e pepe ed aggiungere la polpa di pomodoro. Rimestare e cuocere per una decina di minuti, dopo di che aggiungere la passata di pomodoro e  la quantità di acqua contenuta nella mezza bottiglia della passata. Dopo cinque minuti aggiungere i semi di finocchietto e continuare la cottura per circa due ore rimestando spesso.

Condire con questo ragù pasta corta tipo rigatoni, penne o mezze maniche spolverizzando il tutto con formaggio pecorino ed un pizzico di peperoncino.
La carne ovviamente sarà un sontuoso secondo piatto.

domenica 26 ottobre 2014



Ieri all’alba Reyhaneh Jabbari è stata impiccata. Aveva 26 anni ed era accusata di aver ucciso il suo stupratore che l’aveva invitata a casa sua con la promessa di un posto di lavoro, ma con l’intenzione di violentarla. E lei aveva solo 17 anni !
Le suppliche mondiali non hanno fatto breccia tra i barbuti islamici, inflessibili e bene organizzati. Pensate che in Iran vi è il Ministero Per La Diffusione Della Virtù e quello per la Repressione Del Vizio.
Un paese che commina la pena di morte con lapidazione e con impiccagione è un paese civile?
In Pakistan un’altra giovane cristiana Asia Bibi è stata condannata a morte, condanna che molto probabilmente sarà eseguita tra qualche giorno. La sua unica ‘colpa’  è aver difeso il suo credo e, secondo alcune donne musulmane – operaie agricole come lei che la discriminavano e maltrattavano per la sua fede – aver offeso il profeta islamico Maometto durante una discussione.
Le donne in questi paesi civili sono considerate peggio delle bestie. Per un nonnulla vengono frustate a sangue tra la soddisfazione e l’ilarità degli astanti.
In Siria una donna adultera è stata condannata alla lapidazione e l’addetto al cerimoniale ha dato il via all’operazione alla quale ha partecipato anche il padre della sventurata al quale la poveretta aveva inutilmente implorato il perdono. Gli spettatori hanno gioito pensando all’esempio per le altre giovani donne che probabilmente avrebbero evitato di commettere adulteri.
La ragazza prima di morire è stata autorizzata a pronunciare alcune parole ( pensate neanche di fronte alla morte si può dire l’ultima parola se non dietro autorizzazione del cerimoniere ) che ha rivolto al padre, anzi a tutti i padri presenti per godersi lo spettacolo. Ha supplicato gli amorevoli genitori di vegliare sulle figlie e controllare le loro frequentazioni!!
Ho visto in un telegiornale per caso ( per me i video delle esecuzioni, lapidazioni e tagli delle teste non dovrebbero mai e poi mai essere trasmessi. Ma si sa l’audience! ) il video dell’ultimo incontro tra Reyhaneh Jabbari  e sua madre. Un incontro straziante oltre ogni limite.  Reyhaneh Jabbari  era vestita con un abito funereo ed era seduta, mentre la madre, similmente vestita, le era davanti inginocchiata e piangendo sconsolata le abbracciava le gambe. La figlia serena la consolava.
Reyhaneh Jabbari  è stata una persona eccezionale. Per salvarsi poteva dire che lo stupro non c’era stato, così come pretendeva il figlio dello stupratore. Avrebbe ottenuta salva la vita. Ha preferito morire. E’ stato proprio il figlio dello stupratore a dare il calcio alla sedia su cui la vittima sacrificale era stata fatta salire giusto per provocarne la morte. Alla sciagurata cerimonia purtroppo erano anche presenti – non so se dietro loro richiesta – i genitori di Reyhaneh e non posso immaginare lo strazio nell’assistere al calcio alla sedia ed al penzolamento del povero corpo!
In questi paesi civili la donna violentata ha pochissimo scampo. Se sopravvive alla violenza viene frustata per essersi congiunta a uomini, se reagisce uccidendo l’aggressore viene impiccata.
E poi vi è da noi chi si straccia le vesti se sente dire che la nostra civiltà è senza alcun dubbio migliore di quelle a grande predominanza islamica.
Reyhaneh Jabbari hai concluso la tua giovane vita con eroismo e dignità ora


Riposa in pace
rest in peace
بقیه در صلح

Il 27 ottobre 2014 è stata pubblicata la lettera di addio di  Reyhaneh Jabbari alla madre. Questa lettera consegna alla storia la grandezza di una sventurata giovane travolta da un destino terribile e  che ha voluto chiudere la sua esistenza terrena a testa alta, guardando in faccia al nemico chiedendo di lasciare in dono le ultime cose che aveva: le membra del suo corpo. Questa sua ultima richiesta le è stata negata, così come le sono stati negati  i  funerali. Da quella fossa si alza una luce vivissima che mai si spegnerà a dispetto dei suoi carnefici.

Ecco la lettera di addio:


"Cara Shole, oggi ho appreso che è arrivato il mio turno di affrontare la Qisas (la legge del taglione del regime ndr). Mi sento ferita, perché non mi avevi detto che sono arrivata all’ultima pagina del libro della mia vita. Non pensi che dovrei saperlo? Non sai quanto mi vergogno per la tua tristezza. Perché non mi hai dato la possibilità di baciare la tua mano e quella di papà?

Il mondo mi ha permesso di vivere fino a 19 anni. Quella notte fatale avrei dovuto essere uccisa. Il mio corpo sarebbe stato gettato in un qualche angolo della città e, dopo qualche giorno, la polizia ti avrebbe portata all’obitorio per identificare il mio cadavere, e avresti appreso anche che ero stata stuprata. L’assassino non sarebbe mai stato trovato poiché noi non godiamo della loro ricchezza e del loro potere. E poi avresti continuato la tua vita nel dolore e nella vergogna, e un paio di anni dopo saresti morta per questa sofferenza, e sarebbe finita così.

Ma a causa di quel colpo maledetto la storia è cambiata. Il mio corpo non è stato gettato via, ma nella fossa della prigione di Evin e nelle sue celle di isolamento e ora in questo carcere-tomba di Shahr-e Ray. Ma non vacillare di fronte al destino e non ti lamentare. Sai bene che la morte non è la fine della vita.

Mi hai insegnato che veniamo al mondo per fare esperienza e per imparare una lezione, e che ogni nascita porta con sé una responsabilità. Ho imparato che a volte bisogna combattere. Mi ricordo quando mi dicesti che l’uomo che conduceva la vettura aveva protestato contro l’uomo che mi stava frustando, ma quest’ultimo ha colpito l’altro con la frusta sulla testa e sul volto, causandone alla fine la morte. Sei stata tu a insegnarmi che bisogna perseverare, anche fino alla morte, per i valori.

Ci hai insegnato andando a scuola ad essere delle signore di fronte alle liti e alle lamentele. Ti ricordi quanto hai influenzato il modo in cui ci comportiamo? La tua esperienza però è sbagliata. Quando l’incidente è avvenuto, le cose che avevo imparato non mi sono servite. Quando sono apparsa in corte, agli occhi della gente sembravo una assassina a sangue freddo e una criminale senza scrupoli. Non ho versato lacrime, non ho supplicato nessuno.  Non ho cercato di piangere fino a perdere la testa, perché confidavo nella legge.

Ma sono stata incriminata per indifferenza di fronte ad un crimine. Vedi, non ho ucciso mai nemmeno le zanzare e gettavo fuori gli scarafaggi prendendoli per le antenne. Ora sono colpevole di omicidio premeditato. Il mio trattamento degli animali e’ stato interpretato come un comportamento da ragazzo e il giudice non si e’ nemmeno preoccupato di considerate il fatto che, al tempo dell’incidente, avevo le unghie lunghe e laccate.

Quanto ero ottimista ad aspettarmi giustizia dai giudici! Il giudice non ha mai nemmeno menzionato che le mie mani non sono dure come quelle di un atleta o un pugile. E questo paese che tu mi hai insegnata ad amare non mi ha mai voluta, e nessuno mi ha appoggiata anche sotto i colpi dell’uomo che mi interrogava e piangevo e sentivo le parole più volgari. Quando ho rimosso da me stessa l’ultimo segno di bellezza, rasandomi i capelli, sono stata premiata con 11 giorni di isolamento.

Cara Shole, non piangere per quello che senti. Il primo giorno che nell’ufficio della polizia un agente anziano e non sposato mi ha colpita per via delle mie unghie, ho capito che la bellezza non e’ fatta per questi tempi.  La bellezza dell’aspetto, la bellezza dei pensieri e dei desideri, la bella calligafria, la bellezza degli occhi e di una visione, e persino la bellezza di una voce piacevole.

Mia cara madre, il mio modo di pensare e cambiato e tu non sei responsabile. Le mie parole sono senza fine e le darò a qualcuno in modo che quando sarò impiccata senza la tua presenza e senza che io lo sappia, ti verranno consegnate. Ti lascio queste parole come eredità.

Comunque, prima della mia morte, voglio qualcosa da te e ti chiedo di realizzare questa richiesta con tutte le tue forze e tutti i tuoi mezzi. Infatti, e’ la sola cosa che voglio dal mondo, da questo paese e da te. So che hai bisogno di tempo per questo. Per questo ti dirò questa parte del mio testamento per prima. Per favore non piangere e ascolta. Voglio che tu vada in tribunale e presenti la mia richiesta. Non posso scrivere questa lettera dall’interno della prigione con l’approvazione delle autorità, perciò ancora una volta dovrai soffrire per causa mia.  E’ la sola cosa per cui, anche se tu dovessi supplicarli, non mi arrabbierei – anche se ti ho detto molte volte di non supplicarli per salvarmi dalla forca.

Mia buona madre, cara Shole, più cara a me della mia stessa vita, non voglio marcire sottoterra. Non voglio che i miei occhi o il mio cuore giovane diventino polvere. Supplicali perché subito dopo la mia impiccagione, il mio cuore, i reni, gli occhi, le ossa e qualunque altra cosa possa essere trapiantata venga sottratta al mio corpo e donata a qualcuno che ne ha bisogno. Non voglio che sappiano il mio nome, che mi comprino un bouquet di fiori e nemmeno che preghino per me. Ti dico dal profondo del cuore che non voglio che ci sia una tomba dove tu andrai a piangere e soffrire.  Non voglio che tu indossi abiti scuri per me. Fai del tuo meglio per dimenticare i miei giorni difficili. Lascia che il vento mi porti via.

Il mondo non ci ama. Non voleva il mio destino. E adesso sto cedendo e sto abbracciando la morte. Perché nel tribunale di Dio incriminerò gli ispettori, l’ispettore Shamlou, il giudice, i giudici della Corte suprema che mi hanno colpita quando ero sveglia e non hanno smesso di abusare di me. Nel tribunale del creatore accuserò il dottor  Farvandi, e Qassem Shabani e tutti coloro che per ignoranza o menzogna mi hanno tradita e hanno calpestato i miei diritti.

Cara Shole dal cuore d’oro, nell’altro mondo siamo io e te gli accusatori e loro sono gli imputati. Vediamo quel che vuole Dio. Io avrei voluto abbracciarti fino alla morte. Ti voglio bene".

Reyhaneh







domenica 12 ottobre 2014

AUTORICICLAGGIO

Giovedì 9 ottobre 2014 ho sentito e visto l'intervento di Marco Travaglio sul reato di autoriciclaggio i cui articoli di legge che dovrebbero delinearlo e punirlo tentano tra innumerevoli ostacoli di vedere la luce. Si può essere d'accordo o meno con Marco Travaglio, ma se le cose che dice fossero vere allora non abbiamo alcuna speranza per il nostro avvenire. Chi ci comanda è d'accordo con coloro che delinquono ed allora alle persone oneste non resta che raccogliersi in preghiera!
Ecco l'intervento di Marco Travaglio !






STRACCETTI DI POLLO AI FUNGHI


INGREDIENTI: PETTO DI POLLO: 600 R. - CIPOLLA: UNA MEDIA - CAROTA: UNA MEDIA - SEDANO: UN GAMBO GRANDE OPPURE DUE MEDI  - FUNGHI SECCHI: 50 GR. - FUNGHI FRESCHI: 200 GR. - CONCENTRATO DI POMODORO: UN CUCCHIAIO - VINO BIANCO SECCO: MEZZO BICCHIERE DA ACQUA - PREZZEMOLO: UN CIUFFETTO - SALE E PEPE: QB. -  OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA ACQUA -  ALLORO: DUE FOGLIE


TEMPO 90 MINUTI -       DIFFICOLTA’ : FACILE -      DOSI PER 5 PERSONE     

Affettare gli odori non finemente. In una padella anti aderente versare l'olio e gli odori e cominciare la cottura a fuoco moderato. Utilizzare prevalentemente i lembi interni del petto di pollo schiacciandoli con il batticarne dopo averli coperti con un foglio di pellicola. Se si dispone di diversi petti di pollo si utilizzano solo  i lembi per la ricetta, mentre con i petti propriamente detti si possono ricavare delle fettine da utilizzare per cotolette. Ovviamente se i petti di pollo sono uno o due allora occorre ricavare da essi delle fettine sottili e non molto grandi. Durante la cottura degli odori aggiungere le foglie di alloro ed i funghi secchi precedentemente ammollati nell'acqua calda. Regolare di sale e pepe e rimestare spesso. Dopo una ventina di minuti sfumare con il vino bianco e poi aggiungere gli straccetti di pollo a copertura dell'intingolo. Eliminare le foglie di alloro.  Dopo una decina di minuti voltare gli straccetti e dopo altri dieci minuti aggiungere i funghi freschi (  mix di champignon e porcini ) rimestando più volte. Continuare la cottura per altri quindici minuti. In ultimo aggiungere il concentrato di pomodoro e prima di spegnere il fuoco aggiungere il prezzemolo tritato. La cottura va fatta sempre a fuoco moderato.

giovedì 2 ottobre 2014

SALSA CON MELANZANA E PESCE SPADA

INGREDIENTI: PESCE SPADA: 400 GR. - MELANZANA VIOLA: UNA MEDIO GRANDE - CIPOLLA: UNA MEDIO GRANDE - PASSATA DI POMODORO: 500 GR. - OLIO EVO: UN BICCHIERE DA ACQUA - SALE E PEPE: QB. - VINO BIANCO SECCO: UN BICCHIERE DA ACQUA. - AGLIO: UNO SPICCHIO IN CAMICIA - PREZZEMOLO: UNA MANCIATINA -  BASILICO: UN CIUFFETTO

TEMPO 40 MINUTI -    DIFFICOLTA’ : FACILE - DOSE PER 5 PERSONE      

Affettare finemente la cipolla e cuocerla a fuoco moderato in una padella anti aderente fin quando appassirà. Nel frattempo tagliare a tocchetti la melanzana, salarla con sale grosso in modo che possa perdere un pò del suo liquido amaro. Dopo una ventina di minuti,lavarle e strizzarle.
Quando la cipolla sarà appassita, sfumare con il vino e subito dopo aggiungere le melanzane continuando la cottura a fuoco moderato rimestando spesso. Aggiungere la passata di pomodoro e dopo una decina di minuti unirvi il pesce spada tagliato a tocchetti, dopo averlo saltato con poco olio in una padella anti aderente per una decina di minuti e dopo averlo sfumato con il vino bianco.
Dopo una decina di minuti aggiungere il basilico. Regolare di sale e pepe. Prima di spegnere il fuoco aggiungere il prezzemolo tritato al momento.
Con questa salsa ho condito gnocchi di patate fatti in casa. In mancanza si possono usare penne, rigatoni o fusilli col buco. Ovviamente sono consigli, poi ognuno farà come meglio ritiene!
VIVA LA FRANCIA - 


Il ministro delle Finanze francese, Michel Sapin ha detto”BASTA “!
Finalmente qualcuno  capisce qualcosa. Non si può morire guariti! Il primo obiettivo comune deve essere la crescita e questa non si può fare strozzando i paesi membri con regole assurde e contraddittorie. Se si pensasse solo al pareggio di bilancio ed alla riduzione sensibile del debito senza accrescere le entrate ci sacrificheremmo tutti inutilmente ed alla fine non ci sarebbe che desolazione e la tenuta del tessuto produttivo e sociale risulterebbe a rischio. Come mai questi concetti così semplici non vengono capiti? O forse vengono capiti molto bene dalla Germania che pare abbia in mente il detto latino “ mors tua vita mea “ !
Non mi piace neanche un poco la “ maestrina dalla penna rossa “ che bacchetta tutti “ gli alunni dal profitto scarso “ e che invece di aiutarli a migliorare li spinge……… ad abbandonare gli studi e starsene a casa !
La Francia vuole sottrarsi alla tagliola dell’austerità pensando dapprima a ristabilirsi e poi a far quadrare i conti e la maestrina si indispettisce e si infuria addirittura. Noi sappiamo che siamo stati indisciplinati, che abbiamo sperperato ricchezze e tempo, ma quando siamo entrati nell’euro non pensavamo mica di perdere tutta la nostra sovranità e diventare un land tedesco. Ora non siamo sovrani e nemmeno parte integrale della Germania, cioè non siamo né carne né pesce. Fortunatamente Mario Draghi – osteggiato decisamente dal governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, dal ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schauble e dalla stessa Angelina Merkel – ha intrapreso una strada importante, quella dell’indebolimento dell’euro e della riduzione del suo tasso di interesse vicinissimo ad un valore negativo. Le merci dell’antico continente, dovrebbero essere più a buon mercato consentendo quindi alle economie degli Stati membri di  migliorare grazie all’incremento delle esportazioni.
Tutto ciò in generale. In particolare la situazione italiana è diversa e sensibilmente più critica. Il problema italiano è la caduta della produzione. Non si produce per mancanza di finanziamenti e di idee, non si produce soprattutto perché non vi è chi compra i prodotti che appesantiscono gli scaffali. Gli italiani hanno paura dell’incerto futuro e non spendono. Poi ci si mette anche il nostro ministro dell’economia Pier Carlo Padoan che annuncia al popolo che la crisi attuale è peggiore di quella americana del 1929 aumentando così lo sconforto.
Io spero che la Francia – nostra storica cugina – diventi capo di una formazione di Stati in difficoltà, ma desiderosi a fatti e non a parole, di intraprendere le giuste iniziative per uscire dalla crisi in tempi ragionevoli costringendo la teutonica Angela a capire che la Comunità Europea non è territorio tedesco e che tutti assieme si deve lavorare per il bene comune e non solo per difendere il benessere tedesco. Nell’ultima crisi le  banche tedesche erano creditrici di quasi mille miliardi di dollari nei confronti di Spagna ed Irlanda ( per non parlare delle Grecia ) ed il 70% di questo ammontare è stato saldato con i Fondi Salva Stati ai quali pesantemente ha contribuito anche il nostro paese. Vogliamo pensare  solo per un attimo cosa sarebbe successo alle banche tedesche se non si fosse intervenuto come si è fatto? Le banche di  Angelina sarebbero state salvate solo con i fondi tedeschi gettando nel baratro la pur brava Germania che ha fatto per bene i compiti a casa, ma che non le sarebbero stati sufficienti per continuare ad essere la sedicente prima della classe di….somari!
Angelina, basta!  Cominci a stufarci ed il sentimento anti tedesco comincia a serpeggiare sempre più insistentemente!
Viva l’Italia e soprattutto ora, Viva la Francia!


domenica 28 settembre 2014

PARLIAMO DI COSE....SERIE!

Dopo aver ...consigliato il governo ad incrementare i proventi illeciti ho pensato che sarebbe stato meglio parlare di cose piacevoli come ad esempio una nuova ricetta a base di funghi porcini, dal momento che questo è anche il periodo giusto per la fortunata raccolta!

INGREDIENTI:

Ricetta facile, preparazione in 60 minuti, dosi per 5 persone

CIPOLLA: UNA MEDIO GRANDE - MELANZANA: UNA MEDIA - FUNGHI PORCINI: 100 GR. - PISELLI SURGELATI FINDUS: 50 GR. - POMODORI: UNA SCATOLA DI POLPA - AGLIO: UNO SPICCHIO - VINO BIANCO SECCO: MEZZO BICCHIERE - SALE E PEPE: QB - BURRO: UNA NOCE - FORMAGGIO PARMIGIANO: 50 GR. - RICOTTA SALATA: 25 GR.

In una padella anti aderente versare l'olio ed il burro ed appena questo comincia a sciogliersi aggiungere la cipolla affettata finemente e lo spicchio di aglio.
Cuocere a fuoco moderato fin quando la cipolla risulterà appassita. A questo punto aggiungere la melanzana privata della buccia e ridotta a julienne sottili. Continuare la cottura sempre a fuoco moderato.Sfumare con il vino bianco. Dopo una decina di minuti aggiungere i funghi porcini tagliati a tocchetti e dopo cinque minuti aggiungere i pomodori in polpa, regolare di sale e pepe e cuocere per altri 30 minuti rimestando spesso. 
Nel frattempo portare ad ebollizione un pò di acqua leggermente salata e lessarvi i piselli per cinque minuti.
Quando la salsa sarà bene amalgamata aggiungere i piselli e dopo cinque minuti togliere dal fuoco.

Se si dispone di orecchiette fatte a mano,versare parte della salsa il una padella anti aderente e saltarvele.Condire con il formaggio parmigiano. Dopo aver impiattato grattugiarvi sopra la ricotta salata grossolanamente.