OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

lunedì 3 novembre 2014

La lezione di due ragazze esemplari

In questi ultimi giorni abbiamo assistito all’addio di due donne eccezionali. Reyhaneh Jabbari che è stata obbligata a lasciare questo mondo, mentre Brittany Maynard ha deliberatamente scelto di andarsene. Le due  ragazze non erano ancora trentenni ed entrambe hanno dimostrato una dignità incredibile.
La prima ci fa riflettere sulle terrificanti ingiustizie che le donne mediorientali sono costrette a subire, la seconda ci induce a  fare qualche riflessione sull’eutanasia.
Sul problema dell’eutanasia vi sono due aspetti: uno civile ed un altro religioso, entrambi meritevoli di considerazioni e riflessioni.
Premetto che sono cattolico, mediamente osservante e credo che oltre la morte esista la vita eterna al cospetto di Dio con l’abbraccio ai nostri congiunti che ci hanno preceduto.
Non si ha diritto al suicidio assistito perché la religione insegna che la vita non ci appartiene, essa è un dono di Dio e che a Lui deve essere riconsegnata per il giudizio supremo. E qui i credenti sono perfettamente d’accordo.
Coloro che credenti non sono pensano che la vita deve essere vissuta fin quando sia compatibile con la dignità che ogni uomo deve conservare fino al momento estremo della sua dipartita. Credo che credenti e no possano convenire che non sia accettabile che le sofferenze estreme possano colpire le persone nelle loro principali esigenze di vita. Controllare il proprio corpo, permetterne il nutrimento, riconoscere parenti ed amici e goderne il contatto fisico e spirituale sono prerogative inalienabili.
La Chiesa afferma che si possa o meglio si debba evitare l’accanimento terapeutico, ma in quale momento della vita bisogna intervenire? Quando il solo aiuto al paziente risiede nell’uso di potenti sedativi che inducono all’ obnubilamento della coscienza o quando si intraprende la strada dell’inevitabile? San Giovanni Paolo II in prossimità della sua morte disse: “basta, lasciatemi andare alla casa del Padre” Eutanasia? Fine dell’accanimento terapeutico? Scegliete voi.
L’eutanasia dovrebbe essere normata indicando con estrema precisione le condizioni necessarie per la sua attuazione. Non deve essere assolutamente chiesta da persone diverse dall’ammalato, l’esito infausto deve essere accertato scrupolosamente evidenziando le pesanti sofferenze presenti o future e l’assoluta inefficacia di farmaci che possano eliminare il dolore fisico.
L’ammalato deve essere esaminato da tre medici di cui uno psicologo che collegialmente devono esprimere il parere favorevole o meno all’eutanasia.
Se è vero che resistenze all’emanazione di una legge che preveda e disciplini l’eutanasia possa incontrare l’ostacolo da parte di politici di fede cattolica è pur vero che non si deve condannare alla sofferenza ed alla perdita della dignità persone che credenti non sono.
Da lungo tempo non vi è più la “ Religione di Stato “ quindi lo Stato laico deve considerare la necessità e l’urgenza di una tale legiferazione. In ogni caso non si deve essere ipocriti. Ogni anno molti cittadini italiani benestanti si recano nella vicina Svizzera per essere aiutati a compiere consapevolmente e serenamente il passo estremo pagando qualche migliaio di euro.
Lo Stato credo debba legiferare sull’eutanasia lasciando poi alle coscienze ed alle credenze religiose la scelta se attuarla o meno.
L’eutanasia prevede una morte dignitosa, sofferenze nulle ed il sereno addio ai parenti stretti ed agli amici cari in un ambiente confortevole.
Brittany Maynard ha lasciato questo mondo serenamente tenendo stretta la mano del marito e della mamma, ascoltando la musica che lei amava. Più che  di una morte si è trattato della conquista di un sonno liberatore, sereno ed eterno. Spero che Iddio l’abbia accolta e perdonata! In ogni caso REST IN PEACE MAYNARD !



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