OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

QUANTO E' BELLA GIOVINEZZA
CHE SI FUGGE, TUTTAVIA
CHI VUOL ESSER LIETO SIA
DI DOMAN NON V'è CERTEZZA

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sabato 20 aprile 2019


LA VIA CRUCIS DEL 19 APRILE 2019

Ieri sera ho seguito la Via Crucis dal Colosseo in Roma, Colosseo che vide moltissimi martiri cristiani  sbranati dalle belve tenute a digiuno, pur di non rinnegare la fede nella quale avevano creduto.
Ho sentito le riflessioni di suor Eugenia Benetti scritte su incarico probabilmente del Santo Padre;  il grido di dolore della Chiesa al cospetto di tante brutalità, sofferenze e morte. Chi mai potrebbe non provare lo sdegno e la vergogna di fronte a tanto dolore!
Le riflessioni tuttavia sono risultate parziali e non hanno coinvolto minimamente i consacrati che hanno fatto scempio di piccole ed innocenti vite.
La croce suor Benedetta l’ha caricata sulle nostre spalle: noi insensibili al grido di dolore, alla cecità gradita pur dir non vedere uomini, donne e bambini dapprima bruciati dal sole del deserto africano e poi annaspanti tra i flutti prima di soccombere inghiottiti dalle fredde acque del “ mare nostrum “.
Vi è sempre l’altra faccia della medaglia che cinicamente ci dice che è impossibile fisicamente accogliere tutti coloro che per diversi motivi pensano di venire in Europa per la giusta e condivisibile motivazione alla ricerca di diverse condizioni di vita.
Per dimostrare la verità di ogni teorema occorre portare i termini al parossismo: possiamo noi accogliere milioni di migranti non solo dall’Africa, ma da tutte le parti del mondo sottosviluppate, governate da dittature o in preda a guerre pluriennali? La risposta è semplicemente: NO!
Più che parlare di accoglienza negata si dovrebbe parlare di incapacità di creare nei luoghi di “ partenza “ le condizioni affinchè non si scelga di partire affrontando disagi estremi ed anche la morte!
Suor Benedetta avrebbe dovuto inserire una riflessione tipo questa: Signore fa che i governanti dei popoli benestanti e tranquilli spendano un po’ dei loro soldini per portare benessere a casa delle povere genti costrette alla migrazione, fa che tutti i popoli benestanti rinuncino a qualche  “ superfluo “ per creare i fondi necessari da destinare ai nostri fratelli bisognosi!
In tal guisa mi sentirei meno responsabile di tante tragedie umane!
Il grido di dolore delle genti difronte alle tragedie è vecchio ed era già  stato lanciato durante la rivoluzione francese e “ cantato “ dal mio concittadino Umberto Giordano nell’Andrea Chenier quando Gerard grida “

La coscienza nei cuor
ridestar delle genti,
raccogliere le lagrime
dei vinti e sofferenti,
fare del mondo un Pantheon,
gli uomini in dii mutare
e in un sol bacio,
e in un sol bacio e abbraccio
tutte le genti amar! (etc.)





Tanto tempo è passato e da allora la terra continua ad essere intrisa dal sangue di innocenti e purtroppo sempre lo sarà !
Homo homini lupus!

venerdì 19 aprile 2019


FRITTELLE DI ZUCCHINE



INGREDIENTI: ZUCCHINE: TRE MEDIO GRANDI – UOVA: 5 – FORMAGGIO GRANA O PARMIGIANO: 100 GR. – FARINA 00 – QB. – SALE E PEPE: Q  B. – PREZZEMOLO E BASILICO UN  CIUFFETTO. – OLIO DI GIRASOLE: 750 ML.

TEMPO 60 MIN. -   DIFFICOLTA’ : FACILE -  DOSI PER 6 – 7 PERSONE

Grattugiare le zucchine e deporle in un colapasta, salarle e lasciare che perdano la loro acqua per una decina di minuti, dopo di che strizzarle per bene. In una zuppiera versare le uova, salarle e cominciare a sbatterle e subito dopo aggiungere il formaggio grattugiato, continuare la procedura per cinque minuti. Inserire ora nella zuppiera le zucchine, regolare di sale, pepare e rimestare. Unire il prezzemolo ed il basilico tritati. Rimestare ancora dopo di che aggiungere la farina un cucchiaio alla volta facendola incorporare fin quando si otterrà un prodotto abbastanza denso tanto da essere preso con un cucchiaio senza che debordi facilmente.
Porre al fuoco una padella versandovi l’olio di girasole portandolo alla giusta temperatura tale che debba friggere ma non bruciare subito le frittelle. Con un cucchiaio raccogliere il prodotto e versarlo volta per volta nell'olio, rigirando spesso le frittelle e togliendole quando avranno raggiunto un bel color nocciola.
Se risulteranno poco salate si può versar sopra un po’ di sale fino!

NB. questa ricetta non è mia, ma la inserisco nel mio blog perché l'ho leggermente modificata!

sabato 13 aprile 2019

DUE PAPI FUORI TEMA !


La settimana prossima sarà la settimana “ santa “ che celebra la passione, la morte e la resurrezione di Cristo! Purtroppo non sarà così per la chiesa cattolica che sta percorrendo una strada a dir poco accidentata e piena di insidie. Sono abbastanza avanti negli anni e posso ben dire che il ricordo di una chiesa vicina alla gente e per la gente, coincide con la fine della seconda guerra mondiale allorquando in chiesa si respirava il sacro, quando i bimbi facevano la Prima Comunione in una atmosfera di grande raccoglimento pensando appunto che si attuava il primo incontro con Gesù. Alla mia Prima Comunione mi si disse che incontrando Gesù avrei potuto chiedergli una grazia per i miei genitori, per la mia famiglia, di farmi crescere bravo, buono, ubbidiente e studioso. ( forse un po’ troppo anche per Gesù). Mi è capitato – qualche tempo fa – di entrare in chiesa alla così detta Messa dei fanciulli ed ho assistito a veri e propri momenti ginnici: battimani ritmici, braccia svolazzanti e grida tipo hip hip urrà ! Guardando bene, il crocifisso sull’altare mi era parso che si fosse girato dall’altra parte!
Per respirare il sacro, per gustare la presenza di Dio, bisognerebbe entrare in una chiesa semi vuota con le luci soffuse con un suono di organo in sottofondo!
Due giorni fa papa emerito Ratzinger si è lasciato andare in un’analisi anche dettagliata non sui mali della chiesa in generale – e Dio sa quanti ne abbia – bensì su un aspetto reale ed inquietante: la pedofilia nella chiesa in ogni ordine e grado.
In ogni ambiente denso di abitanti giovanissimi, giovani, adulti ed attempati vi è sempre stato il fenomeno della omosessualità che al suo apparire poteva essere contrastato più o meno efficacemente e, se proprio fosse stato impossibile debellare, lo si tollerava in silenzio se mai attuando una serie di contromisure perché episodi simili fossero se mai ridotti al minimo sindacale.
Quello che ci ha detto Benedetto XVI sconvolgente:

«fisionomia della Rivoluzione del 1968» della quale farebbe parte «anche il fatto che la pedofilia sia stata diagnosticata come permessa e conveniente».
Nella sua analisi racconta come in quel periodo si radicò l’idea che non esistesse più il bene, «ma solo ciò che sul momento e a seconda delle circostanze è relativamente meglio».
Parla di «club omosessuali» che si formarono in molti seminari; di vescovi che rifiutavano la tradizione cattolica,

Un sacerdote che avesse abusato di un bambino avrebbe dovuto essere ridotto immediatamente allo stato laicale e buttato fuori dalla chiesa a calci nel sedere invece lo si trasferiva ad altra diocesi, ad altro convento molto frequentato da giovani seminaristi prossime vittime del pedofilo intonacato!
Un teologo ieri ha affermato che ha fatto bene Benedetto XVI a mettere in risalto questa situazione diabolica nella chiesa, situazione che non si è esaurita un decennio fa, ma che è tuttora ben presente sia come delinquenti che come loro  protettori a tutti i livelli! Si parla appunto di cardinali ! Io credo invece che Benedetto XVI avrebbe dovuto tacere, parlarne a quattr’occhi con Papa Francesco. Pubblicando i suoi appunti ci ha semplicemente ricordato l’esistenza di tali aberranti delitti!
Ecco perché io prevedo che, col passar degli anni, i credenti instaureranno un rapporto diretto con il Padre Eterno eliminando ogni forma di intermediazione assolutamente poco credibile.
Papa Francesco ieri in Sudan ha baciato addirittura i piedi ai leader di quel paese dimenticando di essere il rappresentante di Cristo in terra e che mai e poi mai avrebbe dovuto inchinarsi ai politici o meglio prostrarsi loro.
Credo di ricordare che un giorno Paolo VI disse che satana era entrato nella chiesa cercando di distruggerla e credo anche che pian piano ci stia riuscendo!

Sic transit gloria mundi!



mercoledì 3 aprile 2019


GULASH DI POLLO



INGREDIENTI: DUE PETTI DI POLLO INTERI – PATATE: 500 GR. – PEPERONE : 150 GR. – FUNGHI CHAMPIGNON: 200 GR. – CIPOLLA: 500 GR. – BRODO VEGETALE: 1 LT. – OLIO EVO: UN BICCHIERE DA VINO – PAPRICA DOLCE: UN CUCCHIAIO COLMO – PAPRICA PICCANTE: UN CUCCHIAINO COLMO – CUMINO: UN CUCCHIAINO – SALE E PEPE: QB. – VINO ROSSO CORPOSO: UN BICCHIERE.

TEMPO: 90 MINUTI PER LA COTTURA -  DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER 5 PERSONE

In una padella anti aderente e con bordi alti versare l’olio e la cipolla finemente affettata e rosolarla delicatamente facendo attenzione che non bruci e per evitarlo aggiungere poco brodo vegetale ( in dado o in polvere ) che nel frattempo sarà stato portato ad ebollizione.
La sera precedente il petto di pollo è stato ridotto in pezzi regolari  non troppo piccoli e nemmeno troppo grandi, messo in un recipiente, cosparso con le spezie, un filo di olio e messo a macerare in frigorifero.
Unire alla cipolla il pollo e cuocere a fuoco moderato fin quando il pollo non cambierà colore diventando chiaro. Sfumare con il vino ed aggiungere il peperone affettato. Cuocere ancora una quindicina di minuti. Coprire la carne con il brodo vegetale continuando la cottura per altri quindici minuti. Cuocere alternando l’uso del coperchio alla cottura senza  in modo che non si riduca il brodo che servirà per la cottura delle patate. Regolare di sale.
Aggiungere quindi le patate ridotte in pezzi non proprio piccoli, altrimenti si sfalderanno, e quando saranno quasi cotte aggiungere i funghi ben puliti e tagliati in due nel senso della lunghezza.
Dopo una decina di minuti la pietanza è pronta. Lasciar riposare prima di consumarla.
Come si vede nella foto ho servito il gulash su un piatto steso sul quale ho messo un fondo di riso scondito. Volendo si può usare anche della polenta. Si tratta pur sempre di un piatto unico!