OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

Cicerone:
(106 a.C. 43 a.C. )

"Le finanze pubbliche devono essere solide, il bilancio deve essere equilibrato, il debito pubblico deve essere ridotto, l'arroganza dell'amministrazione deve essere combattuta e controllata, e gli aiuti ai paesi stranieri devono essere ridotti affinché Roma non fallisca. Le persone devono ancora imparare a lavorare invece di vivere con l'assistenza pubblica. »


QUANTO E’ BELLA GIOVINEZZA CHE SI FUGGE, TUTTAVIA CHI VUOL ESSER LIETO SIA DI DOMAN NON V’è CERTEZZA

Donne e giovinetti amanti, viva Bacco e viva Amore! Ciascun suoni, balli e canti! Arda di dolcezza il core! Non fatica, non dolore!

Due strofe dal " trionfo di bacco ed arianna" di LORENZO de' medici



IL ""MIO DIARIO"" SI E' TRASFERITO ALTROVE

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mercoledì 19 febbraio 2020

POLPETTE DI BROCCOLI AL FORNO



INGREDIENTI: BROCCOLI 500 GR. – RICOTTA DI PECORA: 200 GR. – UOVA: DUE – FORMAGGIO PECORINO: 100 GR. – PANGRATTATO: QB – OLIO EVO: QB – SALE: QB

TEMPO: 60 MINUTI – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI: LIBERE

Lessare i broccoli e metterli su un tagliere e con un coltello affilato tritarli per bene. Mettere in una zuppiera i broccoli, la ricotta, le uova ( una intera ed un tuorlo ), il formaggio pecorino grattugiato, poco sale tanto pangrattato quanto basta per ottenere un impasto lavorabile.Fare le polpette e rigirarle in altro pangrattato in modo che aderisca per bene. Deporre le polpette su una teglia da forno e spennellarle con l’olio evo. Infornare a 200 gradi in forno ventilato per una ventina di minuti. Sfornare e consumarle tiepide


PESTO DI BROCCOLI A MODO MIO


INGREDIENTI: BROCCOLI LESSATI: 400 GR. – RICOTTA DI PECORA: 100 GR. – FORMAGGIO PECORINO: 50 GR. – OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO. – BASILICO: UNA FOGLIA.

TEMPO: 20 MINUTI – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI: LIBERE

In un robot da cucina mettere i broccoli lessati e tolti al dente, la ricotta di pecora, il formaggio pecorino grattugiato e la foglia di basilico. Frullare per bene. Versare il pesto in una zuppiera, regolare di sale ed aggiungere l’olio rimestando fino a farlo scomparire.
Condire pasta secca o fatta in casa nella forma che più si preferisce aggiungendo un pizzichino di pepe!

martedì 18 febbraio 2020


POLPETTE DI MELANZANE AL FORNO
Prima di infornarle

INGREDIENTI: MELANZANE: 500 GR. – PANE RAFFERMO: 300 GR. – UOVA: DUE – PECORINO GRATTUGIATO: 100 GR. – PREZZEMOLO: UN CIUFFETTO – AGLIO: UNO SPICCHIO – SALE: QB.- PANGRATTATO: 200 GR. – OLIO EVO: QB

TEMPO: 60 MINUTI – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER 7 PERSONE

Ridurre le melanzane a tocchetti. In una padella anti aderenti versare un filo di olio evo, porre a fuoco moderato e subito dopo aggiungere le melanzane.  Salare e cuocere per una ventina di minuti a fuoco moderato aggiungendo pochissima acqua. Quando le melanzane saranno cotte toglierle dal fuoco e metterle in un piatto piano per raffreddarle, dopo di che con i rebbi di una forchetta stemperarle. Se dovessero persistere pezzetti non disfatti versare il tutto su un tagliere e col coltello affilato ridurre il tutto in una polpa omogenea. Nel frattempo si sarà ammollato in acqua il pane raffermo e strizzato per bene. Tritare finemente il prezzemolo spremendo su di esso lo spicchio di aglio. In una zuppiera versare la polpa di melanzane, il pane strizzato, il prezzemolo col suo aglio, le due uova ( uno intero ed un tuorlo ) ed il formaggio pecorino. Impastare per bene e se non dovesse risultare piuttosto consistente aggiungere il pangrattato in modo da avere un composto facilmente lavorabile. In una zuppiera ancora versare il pangrattato, formare delle polpette con il composto, tuffarlo nel pangrattato facendo in modo che attecchisca. Deporre queste polpette su una teglia da forno,spennellare con un po’ di olio  ed infornarle per 30 minuti in forno ventilato a 200 gradi. 

Appena sfornate! Ne manca una? Chi lo sa il perché, ma era buonissima !!!!

Consumare queste polpette tiepide.

sabato 15 febbraio 2020


RISOTTO AI TRIPLICI GUSTI

INGREDIENTI: RISO CARNAROLI: TRE TAZZINE DA CAFFE’ RICOLME – CARCIOFI: TRE – FUNGHI CARDONCELLI: DUE GRANDI o TRE MEDI – ZUCCHINA: UNA MEDIA – CIPOLLA BIANCA TRITATISSIMA: UN CUCCHIAIO COLMO – BURRO: UNA NOCE – OLIO EVO: SEI CUCCHIAI – BRODO DI CARNE: DUE MESTOLI -  SALE E PEPE: QB.- PREZZEMOLO: UN CIUFFETTO TRITATO.

TEMPO 40 MINUTI -  DIFFICOLTA’ : FACILE – DOSI PER 3 PERSONE.

Nettare per bene i carciofi eliminando tante foglie fino a raggiungere quelle gialle all’interno, eliminare altresì la parte alta del carciofo avvicinandosi quanto più possibile al cuore ( senza esagerare ). Affettare finemente il carciofo e mettere le lamelle in acqua fredda.
In una larga padella anti aderente versare l’olio, la cipolla e cominciare a soffriggere delicatamente. Quasi subito aggiungere i carciofi continuando la cottura a fuoco moderato. Togliere la parte verde esterna della zucchina e ridurla in piccoli pezzi che saranno aggiunti al soffritto .Aggiungere ora i funghi cardoncelli anche essi ridotti in piccoli pezzi. Nel frattempo approntare il brodo portandolo ad ebollizione. ( io ho utilizzato due mestoli abbondanti il brodo di manzo Star diluiti con altrettanta acqua lievemente salata. Se il brodo è insufficiente si possono usare tre mestoli sia di brodo che di acqua ).Unire metà prezzemolo tritato.
Nel soffritto ora aggiungere il riso carnaroli nella misura di una tazzina da caffè ricolma a persona e cominciare a cucinare il risotto normalmente aggiungendo di tanto in tanto un mestolo di brodo. Regolare di sale e pepe se vi piace.
A fine cottura togliere dal fuoco, aggiungere la noce di burro, rimestare ed infine aggiungere il restante prezzemolo.

lunedì 10 febbraio 2020


10 febbraio - GIORNO DELLA  MEMORIA   

                                                                     

Ancora oggi vi sono molte persone che si macchiano degli stessi delitti commessi a suo tempo da feroci assassini. Mi spiego meglio: si tratta dei così detti negazionisti: negano la shoah, le foibe ed altri la sfericità del globo terracqueo affermando che il nostro pianeta sia piatto, i così detti terrapiattisti! Queste deliranti affermazioni sono smentite non solo dalla storia raccontata, ma anche dalle foto e filmati dell’epoca.
Il generale Dwight D. Eisenhower quando arrivò con i propri uomini presso i campi di concentramento ordinò il maggior numero di foto e filmati molto crudi perché diceva " arriverà un giorno in cui qualche idiota si alzerà e dirà che tutto questo non è mai successo”


Alla fine della seconda guerra mondiale la Jugoslavia in un primo momento non avanzò nulla per i danni di guerra patiti per colpa nostra, ma poi a causa della lungaggine per la sistemazione dei nuovi confini  Alcide Degasperi nel tergiversare per salvare il Sud Tirolo ( era nato da quelle parti ) consentì a Tito di richiedere ed impadronirsi dell’Istria italianissima.
Il maresciallo avrebbe potuto consentire un ordinato esodo dei nostri connazionali invece decise di fare una approfondita pulizia etnica infoibando un incredibile ed impressionante numero di nostri connazionali. Il loro numero è solo approssimativo dal momento che le persone sono state contate non già singolarmente, ma per i metri cubi di riempimento delle foibe stesse.



In guerra ci sono atrocità commesse da tutte le parti belligeranti ma c’è modo e modo di dare la morte. Schierate le povere vittime faccia al muro e facendo partire una nutrita mitragliata la morte non credo faccia tanto male. Nelle foibe i comunisti titini  mettevano in fila indiana le persone da infoibare, le legavano tra di loro formando una catena, posizionavano il primo sul limitare della foiba gli si sparava un colpo alla nuca. Il poveretto cadeva nel fosso trascinando con sé le altre persone legate. L’agonia poteva durare anche un paio di giorni e molti addirittura trovarono la morte soffocati dal peso dei compagni caduti su di loro.
Gli istriani fortunati che riuscirono a varcare il nuovo confine e raggiungere la parte italiana liberata non trovarono la giusta accoglienza, non venne loro assegnata una casa, un lavoro e forse nemmeno una coperta. Scappati dall’Istria perché considerati “ fascisti “ dai titini assassini, entrati in Italia libera i comunisti nostrani li tacciarono di ingratitudine perché non apprezzarono il regime dei loro fratelli comunisti. Una tragedia nella tragedia!
Non parliamo poi che nei libri di scuola dal dopoguerra sino a poco tempo fa delle foibe non si ebbe alcuna notizia, cosa che grida vendetta, come voler coprire o giustificare tali atrocità. Il vecchio ritornello: nazifascisti mostri e comunisti benefattori dell’umanità!
Non parliamo poi del ristoro negato agli istriani dei danni subiti per la perdita di ogni loro avere, delle case, del lavoro e dei beni materiali. I nostri governi vecchi, nuovi e di là da venire dovrebbero pretendere questi ristori prima che i nuovi Stati pensino di entrare nella Comunità Europea.
Un plauso al nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per aver ricordato una simile tragedia nazionale!

domenica 9 febbraio 2020

IL FESTIVAL  " MODERNO " DELLA CANZONE...........ITALIANA


Ok, ha vinto Diodato mai sentito, un carneade almeno per me! A “ soldi, soldi, soldi Diodato ha sostituito “ fai rumore, fai rumore e fai rumore”! Il mio commento è inappropriato perché si riferisce a qualcosa che non ho visto e che è arrivato alla mia attenzione solo attraverso la superficiale lettura dei titoli dei giornali. Vado quindi con l’immaginazione. Una kermesse logorante sia per la incredibile durata ( cinque giorni e…..cinque notti )sia per la partecipazione di alcuni personaggi che nulla hanno a che vedere con la canzone, invitati solo per fare da sopra mobili  giusto per suscitare l’attenzione popolare che alla fine fa audience!  Come dice il grande Antonio Di Pietro che c’azzeccano Giorgina moglie di Cristiano Ronaldo e la giornalista Rula Jebreal con la canzone italiana? Per quello che ne sappia tutti i personaggi sopra le righe, finti battibecchi, fine liti ( non tutte perché Morgan spettinato ha morso Bugo che a sua volta lo ha inondato di saliva – leggi sputacchiata ). Fiorello che si offende perché Tiziano Ferro ha annunciato un hashtag #fiorellostattezitto che lo ha gettato nello sconforto! Tiziano ha pronunciato una frase ridendo e Fiorello ancora un po’ si suicidava! Il festival della canzone “ italiana “, ma quale canzone italiana tuttalpiù “ della canzone “ in genere. Il selezionatore ha voluto accontentare tutti, infanti, giovanetti, adolescenti, adulti, attempati, vecchi e moribondi allestendo per loro tutti i generi musicali in linea coi tempi, ma di canzone italiana con questo aggettivo che racconta di uno stile ben preciso non c’è proprio nulla. Luci, addobbi, abiti, personaggi e la canzone solo per contorno. Conservo questo commento per il prossimo anno e, se sarò vivo, lo pubblicherò ancora così come è scritto nel mio blog, tanto lo scenario canoro e del suo allestimento non subirà modifiche.
Ecco l’emblema del festival 2020:



Achille Lauro bacia il suo chitarrista sul palco dell’Ariston

giovedì 6 febbraio 2020


RIGATONI ALLA CREMA DI PESCE E CARCIOFI



INGREDIENTI: UNA CIPOLLA BIANCA – UN CARCIOFO MEDIO-GRANDE – CEFALO:400 GR. – GALLINELLA: 200 GR. – CICALE ( CANOCCHIE ): 350 GR. - POLPA DI POMODORO: UNA SCATOLA DA 450 GR. – CONCENTRATO DI POMODORO: UN CUCCHIAIO – PREZZEMOLO: UN CIUFFETTO – AGLIO: UNO SPICCHIO – OLIO EVO: SEI CUCCHIAI – RIGATONI GAROFALO: 350 GR. – SALE E PEPE:QB. – FORMAGGIO GRANA: QB. – VINO BIANCO SECCO: MEZZO BICCHIERE – MAIZENA : UN CUCCHIAIO.

TEMPO: 90 MINUTI  -  DIFFICOLTA': MEDIA   -  DOSI PER 3 o 4 PERSONE

Affettare finemente la cipolla e metterla in una padella anti aderente unitamente all’olio e cominciare ad appassirla. Nel frattempo pulire il pesce conservando anche la testa ed unirlo in pezzi alla cipolla continuando la cottura a fuoco moderato. Aggiungere un po’ di acqua. Dopo una ventina di minuti sfumare con il vino bianco, salare ed aggiungere la polpa di pomodoro. Aggiungere le cicale pulite e tagliate in due. Dopo una decina di minuti aggiungere acqua calda tanta da coprire il pesce di almeno quattro dita di liquido. Continuare la cottura a fuoco moderato per trenta o quaranta minuti. Aggiungere infine il concentrato di pomodoro. Togliere dal fuoco e passare il tutto attraverso il passapomodori ottenendo un sugo piuttosto denso. Se fosse piuttosto liquido allora aggiungere mezzo bicchiere di acqua calda in cui si sarà disciolto un cucchiaio scarso di maizena.



In un'altra padella anti aderente porre un po’ di olio, uno spicchio di aglio tritatissimo, un pizzico di prezzemolo e subito dopo il carciofo ridotto a sottilissime lamelle. Aggiungere nel caso pochissima acqua, regolare di sale e pepe ed alla fine unirvi un paio di mestoli del sugo di pesce. Cuocere a fuoco moderato. Se l’intingolo si mostrasse leggermente….pallido aggiungere un cucchiaio raso di concentrato di pomodoro diluito in mezzo bicchiere di acqua calda. A fine cottura unire il restante prezzemolo
Cuocere regolarmente i rigatoni e tuffarli nel sugo ai carciofi rimestando per bene. Servire ben caldo spolverando il tutto con pochissimo grana padano.
Volendo, per i buongustai, aggiungere un pizzico di peperoncino in polvere o liquido di quello fatto in casa denominato…..olio santo!

mercoledì 5 febbraio 2020

LE VERITA' NASCOSTE
Si sa che in tema di processo penale ci sono due verità: una reale ed una processuale. L’optimum sarebbe che le due verità coincidessero, ma non sempre è così! Ieri vedendo il programma OMNIBUS su LA7 ho ascoltato Antonio di Pietro e mi sono convinto che esiste una terza verità: quella dello Stato, quella che si trova nascosta negli archivi segreti e che probabilmente verrebbe fuori tra cinquanta anni o più e qualche volta mai!
Di Pietro - che si è rivalutato sensibilmente ai miei occhi – nel suo intervento nel su citato programma ha proferito una frase sconvolgente sull’assassinio di Falcone prima e di Borsellino dopo, cioè “ i due magistrati sono stati assassinati non per quello che avevano fatto fino ad allora, ma per quello che si accingevano a fare.



Specialmente Borsellino stava seguendo una pista che avrebbe interessato chissà quale personaggio mafioso e/o politico, aveva sempre con se un’agendina con copertina rossa dalla quale non si separava mai eppure quando è stato estratto esanime dalla sua macchina distrutta qualcuno – e non certo uno di noi – ha sottratto quella miniera di appunti o strategie che il magistrato stava organizzando.
Di Pietro ha fatto anche un excursus su mani pulite, sulla tangente madre di tutte le tangenti, quella dell’ENIMONT  che si indirizzò sui fratelli Lima ( leggi Andreotti ) e sul Partito Comunista al quale Primo Greganti in arte  “ compagno G “ consegnò una valigetta di banconote e che in carcere mai e poi mai confessò al contrario di altri che per tornare in famiglia ammisero le loro responsabilità.
Ho avuto la sensazione che Di Pietro combatté contro i mulini a vento e  che si scontrò con i governanti dell’epoca che insabbiarono l’insabbiabile per non essere coinvolti in un giro di mazzette che “ Craxi docet “ ce ne erano per tutti ed in quantità industriale.
Se dovessi  fare un appunto a Di Pietro lo farei per il suo assioma: Craxi non poteva non sapere e Berlinguer o chi per lui poteva non sapere. Sembrava che Di Pietro avesse voluto salvare il PCI, ma se sono vere le sue ultime dichiarazioni, egli avvisò il COPASIR di ciò che aveva scoperto, informazioni non utilizzate al momento ma consegnate al governo successivo che si dimenticò di utilizzare.
Un’altra dichiarazione di Di Pietro è sintomatica della corruzione che il magistrato voleva colpire. Quello che Di Pietro aveva scoperto nel 1993 era già noto nel 1991 attraverso un rapporto del ROS di ben 890 pagine. “Intelligenti pauca” “A chi capisce, poche parole” ed ancora “ A buon intenditor poche parole “