OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

Cicerone:
(106 a.C. 43 a.C. )

"Le finanze pubbliche devono essere solide, il bilancio deve essere equilibrato, il debito pubblico deve essere ridotto, l'arroganza dell'amministrazione deve essere combattuta e controllata, e gli aiuti ai paesi stranieri devono essere ridotti affinché Roma non fallisca. Le persone devono ancora imparare a lavorare invece di vivere con l'assistenza pubblica. »


QUANTO E’ BELLA GIOVINEZZA CHE SI FUGGE, TUTTAVIA CHI VUOL ESSER LIETO SIA DI DOMAN NON V’è CERTEZZA

Donne e giovinetti amanti, viva Bacco e viva Amore! Ciascun suoni, balli e canti! Arda di dolcezza il core! Non fatica, non dolore!

Due strofe dal " trionfo di bacco ed arianna" di LORENZO de' medici



IL ""MIO DIARIO"" SI E' TRASFERITO ALTROVE

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mercoledì 5 febbraio 2020

LE VERITA' NASCOSTE
Si sa che in tema di processo penale ci sono due verità: una reale ed una processuale. L’optimum sarebbe che le due verità coincidessero, ma non sempre è così! Ieri vedendo il programma OMNIBUS su LA7 ho ascoltato Antonio di Pietro e mi sono convinto che esiste una terza verità: quella dello Stato, quella che si trova nascosta negli archivi segreti e che probabilmente verrebbe fuori tra cinquanta anni o più e qualche volta mai!
Di Pietro - che si è rivalutato sensibilmente ai miei occhi – nel suo intervento nel su citato programma ha proferito una frase sconvolgente sull’assassinio di Falcone prima e di Borsellino dopo, cioè “ i due magistrati sono stati assassinati non per quello che avevano fatto fino ad allora, ma per quello che si accingevano a fare.



Specialmente Borsellino stava seguendo una pista che avrebbe interessato chissà quale personaggio mafioso e/o politico, aveva sempre con se un’agendina con copertina rossa dalla quale non si separava mai eppure quando è stato estratto esanime dalla sua macchina distrutta qualcuno – e non certo uno di noi – ha sottratto quella miniera di appunti o strategie che il magistrato stava organizzando.
Di Pietro ha fatto anche un excursus su mani pulite, sulla tangente madre di tutte le tangenti, quella dell’ENIMONT  che si indirizzò sui fratelli Lima ( leggi Andreotti ) e sul Partito Comunista al quale Primo Greganti in arte  “ compagno G “ consegnò una valigetta di banconote e che in carcere mai e poi mai confessò al contrario di altri che per tornare in famiglia ammisero le loro responsabilità.
Ho avuto la sensazione che Di Pietro combatté contro i mulini a vento e  che si scontrò con i governanti dell’epoca che insabbiarono l’insabbiabile per non essere coinvolti in un giro di mazzette che “ Craxi docet “ ce ne erano per tutti ed in quantità industriale.
Se dovessi  fare un appunto a Di Pietro lo farei per il suo assioma: Craxi non poteva non sapere e Berlinguer o chi per lui poteva non sapere. Sembrava che Di Pietro avesse voluto salvare il PCI, ma se sono vere le sue ultime dichiarazioni, egli avvisò il COPASIR di ciò che aveva scoperto, informazioni non utilizzate al momento ma consegnate al governo successivo che si dimenticò di utilizzare.
Un’altra dichiarazione di Di Pietro è sintomatica della corruzione che il magistrato voleva colpire. Quello che Di Pietro aveva scoperto nel 1993 era già noto nel 1991 attraverso un rapporto del ROS di ben 890 pagine. “Intelligenti pauca” “A chi capisce, poche parole” ed ancora “ A buon intenditor poche parole “

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