OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

QUANTO E' BELLA GIOVINEZZA
CHE SI FUGGE, TUTTAVIA
CHI VUOL ESSER LIETO SIA
DI DOMAN NON V'è CERTEZZA

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mercoledì 20 dicembre 2017

FILETTI DI ORATA E GAMBERONI AL FORNO


INGREDIENTI: ORATE: 4 MEDIO-GRANDI – GAMBERONI ARGENTINI: 12 – PANGRATTATO: 250 GR. – PREZZEMOLO 50 GR. - AGHI DI ROSMARINO: 10 GR. -  AGLIO: UNO SPICCHIETTO– OLIO EVO: UN BICCHIERE DA VINO SCARSO – SALE E PEPE: QB – ACETO: TRE O QUATTRO CUCCHIAI.

TEMPO: 30 MINUTI ESCLUSA LA PULIZIA DEL PESCE – RICETTA FACILISSIMA – DOSI PER 4 PERSONE


Squamare e sfilettare le orate. Sgusciare i gamberoni lasciando la testa, ma eliminando le antennine. In una zuppiera versare il pangrattato, il prezzemolo tritato finemente assieme agli aghi di rosmarino ed all’aglio se lo si vuole usare ( non è indispensabile ), mezzo bicchiere di olio evo e l’aceto. Aggiungere un pizzico di sale ed uno più piccolo di pepe. Rimestare per bene. Rivestire una teglia con carta da forno. Immergere dapprima i filetti di orata facendo aderire il pangrattato al pesce e deporlo nella teglia. Fare la stessa cosa con i gamberoni. Una volta deposti i pesci nella teglia ricoprirli con altro pangrattato e su questo versare il restante olio. Infornare per 10 minuti in forno ventilato preriscaldato a 200 / 220 gradi. Servire appena sfornato. Ovviamente durante e dopo la consumazione un ottimo vino bianco secco e fresco è di prammatica! Ho usato i gamberoni argentini decongelati ( ottimi )per ridurre al mino sindacale il costo della ricetta.

domenica 17 dicembre 2017

PARCE  SEPULTIS

Santuario di Vicoforte Mondovì nel Cuneese 

Santuario di Vicoforte Mondovì nel Cuneese 
Le tombe

Inaspettatamente abbiamo saputo del rientro in Italia delle spoglie mortali della Regina Elena e successivamente quelle del penultimo Re d’Italia Vittorio Emanuele III e devo dire che è stato un gesto di civiltà. Ho anche apprezzato la sobrietà del rientro, quasi in sordina. I regnanti fanno parte della storia degli Stati e la storia  li giudicherà. Come in tutte le umane vicende vi sono decisioni e comportamenti positivi ed altri negativi, tutti però sollecitati dalle circostanze. Benedetto Croce affermava che la storia non è vendicatrice e giustiziera, essa è giustificatrice.
I giudizi storici sulla Casa Savoia sono già stati scritti, a lei si deve la prima costituzione ( Albertina ) e l’unificazione dell’Italia, ma anche gravissime decisioni prese o subite. Sappiamo che tra il 6 maggio e il 9 maggio 1898,mentre Milano veniva scossa dalla "protesta degli stomaci", moti popolari contro l'aumento del grano, il re Umberto I mandò a domare la rivolta il vecchio generale piemontese Bava Beccaris che usò l'artiglieria, uccidendo almeno 300 persone. Due anni dopo il sovrano fu assassinato a Monza ...
Altri aspetti negativi furono la firma sulle leggi razziali volute dal fascismo e la resa a Mussolini che poi fece arrestare e spedire sul Gran Sasso!
Non voglio fare paragoni impossibili ma anche Napoleone Bonaparte esiliato per ben due volte e morto a Sant’Elena, sorvegliato dagli inglesi, ora riposa in una tomba sontuosa nella chiesa di Saint-Louis des Invalides a Parigi.
Ora che il Re Vittorio Emanuele III e la Regina Elena riposeranno nel Santuario di Vicoforte Mondovì nel Cuneese mi aspetto che anche quelle di Umberto II il “ Re di maggio “e della sua consorte Maria Josè rientrino in Italia dall’ Abbazia di Altacomba, Saint-Pierre-de-Curtille, Francia dove sono sepolti. Non credo che Umberto II abbia avuto colpe particolari anzi credo che avesse qualche merito nell’aver voluto partecipare, non accettato, alla Resistenza. La sua decisione venne forse sollecitata  dalla consorte Maria Josè – che odiava il Duce. Altro indiscutibile merito è stato quello di aver sciolto dalla promessa di fedeltà alla Corona i carabinieri che avrebbero dovuto difenderlo dalle decisioni repubblicane e dall’esilio. La sua scelta ebbe come giustificazione l’aver voluto evitare altro doloroso spargimento di sangue.
La democrazia è realmente forte quando accetta il ricongiungimento in terra di coloro che nel bene e nel male hanno contribuito a scrivere le pagine delle vicende nazionali. Parce sepultis!

venerdì 8 dicembre 2017

Il pelo nell’uovo!


La prima dell’Andrea Chénier alla Scala è stato un successo sottolineato da undici minuti di applausi però a mio modestissimo avviso ci sono state alcune sbavature e forzature. Nulla da eccepire sull’orchestra e sulla magistrale direzione del maestro Riccardo Chailly. Qualche perplessità l’ho avuta per la regia di Mario Martone. All’alzarsi del sipario mi è sembrato di essere alla rappresentazione della Bella Addormentata nel Bosco ( Bosco non Boschi Maria Elena ovunque presente ma entrata dalla porta di servizio ). Una scena surreale che voleva significare che……… Ok, ma si dà il caso che nel libretto la scena inziale è descritta nei minimi particolari che non richiedono modifiche…oniriche!

E qui addirittura Gerard fa cappottare il nobile ingessato come una statua!
Gerard è ancora al servizio della Contessa de Coigny e non può prendersi questa libertà!
Le scene che sembravano eccezionali si sono rivelate modeste e l’enorme quantità di comparse le ha ridimensionate vieppiù. Gli specchi molto grandi riflettevano le immagini della sala, ma anche le figure dei poveracci che fuori dalla residenza nobiliare deridevano i nobili danzanti. Specchi double face!
Mentre le folle si radunano sullo sfondo si notava una processione di….. vigili urbani ( absit iniura verbis ) recanti bene in vista le teste mozzate dei  ghigliottinati. A che pro? I condannati venivano legati ad un asse di legno che veniva poi fatta slittare portando il capo del morituro nell’apposita feritoia in attesa della lama che quando scendeva faceva cadere la testa nella cesta adatta alla bisogna. Si può immaginare un ravanare nel cestone per prendere il capo del ghigliottinato e portarlo in processione?


Quando la scena prevede l’arrivo delle masse rivoluzionarie si notano in primo piano giovanetti danzanti e bambinetti che giocano molto bene alla morra. Tutto questo in un clima di terrore.!!??

Mi sembra una scena adatta ad una visita alla trattoria sotto casa !

I costumi sono stati sontuosi e veritieri, costumi da dieci e lode!

I protagonisti Yusif Eyvazov e Anna Netrebk  sono stati all’altezza della loro fama specialmente il soprano. Il protagonista, anche marito della protagonista, non è stato il signor Netrebk e si è esibito con onore anche se devo sinceramente dire che negli acuti dà il meglio di sé, negli altri registri ho avuto qualche perplessità. Ho notato anche la sua unica espressione del volto ed il camicione viola indossato prima di essere decapitato me lo ha fatto somigliare più a Canio dei Pagliacci ( altra opera del verismo ).Nulla da dire sull’interpretazione di Luca Salsi – Gerard.
Ricorro all’aritmetica per dire che la votazione che assegno all’opera di Giordano ( ricordiamo che venne scritta dal foggiano  quando era un giovanotto di 29 anni!) è di 8,30! Se vi è qualche…..dissenziente vorrei tanto che ascoltasse la stessa opera interpretata da Franco Corelli, Piero Cappuccilli, Celestina Casapietra, Orchestra della RAI direttore Bruno Bartoletti edizione del 1973.
Comunque Viva Milano ora e sempre !