OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

QUANTO E' BELLA GIOVINEZZA
CHE SI FUGGE, TUTTAVIA
CHI VUOL ESSER LIETO SIA
DI DOMAN NON V'è CERTEZZA

SEZIONE DEDICATA AL MIO DIARIO, SE VUOI CONSULTARLA CLICCA SU:

il mio diario ( PENSIERI IN LIBERTA' )

SE VUOI ASCOLTARE LE CANZONI E LE ROMANZE DI UNA VOLTA CLICCA SU

mercoledì 31 ottobre 2018

MINESTRA DI CAVOLFIORE E TRIPPA

 “ DANIELE “





INGREDIENTI: TRIPPA:650 GR. – CAVOLFIORE: 1 KGR. – SEDANO, CAROTA E CIPOLLA: 250 GR. CAD. – PASTA TIPO CAVATELLI SECCHI:150 GR. – OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO – PREZZEMOLO: UN CUCCHIAIO TRITATO AL MOMENTO – FORMAGGIO GRANA O PARMIGIANO: 100 GR. – POLPA DI POMODORO: UNA SCATOLA DA 400 GR. – SALE E PEPE: QB. -  BASILICO: UN CIUFFETTO

TEMPO: 90 MINUTI  -  DIFFICOLTA’ – FACILE – DOSI PER 6/7 PERSONE

Con metà degli odori fare un brodo vegetale ed appena giunge a bollore versarvi la trippa ridotta a listarelle evitando la qualità “ foiolo”. Cuocere per circa mezz’ora per togliere odori particolari.
In una padella anti aderente versare le cimette di cavolfiore e soffriggere nell’olio evo per venti minuti a fuoco moderato e rimestando spesso. Fare un tritato con gli odori residui e tenerlo da parte. Aggiungere sale e pepe. Quando le cimette saranno soffritte aggiungere tre bicchieri di acqua calda e continuare la cottura. Prima che l’acqua asciughi aggiungere metà trito di odori, rimestare e continuare la cottura sempre a fuoco moderato. Dopo una decina di minuti aggiungere la polpa di pomodoro. Nel frattempo in una padella anti aderente si saranno versati un filo di olio e gli odori soffriggendoli per cinque o sei minuti dopo di che si sarà aggiunta la trippa scolata dal brodo vegetale.






Ritornando alla padella con il cavolo verificare che non si sia asciugato troppo il prodotto, se mai aggiungere un bicchiere di acqua calda e successivamente la trippa. Altra operazione è quella di procurarsi dei cavatelli cotti in acqua normalmente salata per aggiungerli alla minestra in cottura. 


CAVATELLI

Aggiungere un ciuffo di basilico. Regolare di sale e pepe. Togliere dal fuoco e versarvi il parmigiano grattugiato.





Sarebbe stato opportuno aggiungere all’inizio del peperoncino piccante, ma non tutti i commensali l’avrebbero gradito cosicché un filo di olio….santo potrà essere versato direttamente nei piatti in tavola.

lunedì 29 ottobre 2018

COMBATTENTI, REDUCI........ED IMBECILLI

Da che mondo è mondo vi sono sempre  “ combattenti e reduci “ che si riuniscono per ricordare gli anniversari delle vittorie e delle sconfitte ritenute ingiuste e consumate con atrocità commesse  sia da vincitori che le dimenticano sia da vinti che le ricorderanno per sempre. Recentemente la RAI ha trasmesso un documentario molto bello ed interessante su Vienna e gli Asburgo ed ho visto gli onori riservati all’ultima imperatrice Zita  di Borbone-Parma con grande partecipazione di “ combattenti e reduci “.Non parliamo poi della triste fine di Francesco II delle Due Sicilie e ancora di più quella della regina Maria Sofia di Wittelsbach, sua consorte che tra l’altro era sorella della più nota Sissy moglie di Francesco Giuseppe imperatore di Austria ed Ungheria ecc. ecc.. Non parliamo poi dei " combattenti e reduci" che si riuniscono, ancora oggi, per ricordare il generalissimo Josif Stalin che certo non era iscritto all'Azione Cattolica. Nel bene e nel male questi personaggi hanno lasciato dietro di loro una scia di meriti e demeriti dando origine a manifestazioni di rimpianto sempre più diluite nel tempo, ma pur sempre presenti come fiammelle votive a ricordo.
Detto questo non voglio in nessun caso togliere la patina sentimentale alle riunioni commemorative, ma ieri, 28 ottobre 2018, novantesimo anniversario della marcia su Roma a Predappio è andata in scena l’idiozia, l’imbecillità la turpe negazione dell’olocausto consumato ad Auschwitz, negazione che a mio avviso è ancor più grave rispetto alle atrocità inaudite a suo tempo commesse. Una persona, forse è meglio definire solo “ un essere vivente “ indossava una maglietta nera con l’immagine bianca dell’entrata al campo di sterminio di Auschwitz con la dicitura: “Auschwitzland”. 




L’inferno di Auschwitz è diventato per questa ameba un parco dei divertimenti! Mi piacerebbe che un magistrato la incriminasse per concorso  morale in strage. Auguro a questa bipede vivente di udire senza fine e sempre più alte le grida ed i pianti di uomini donne e bambini torturati da altri esseri spregevoli, fino a farla impazzire. E poi finalmente potrò ridere anche io!

domenica 28 ottobre 2018

LONZA RIPIENA AL FORNO

INGREDIENTI: LONZA DI MAIALE: 1 KGR. - SPINACI IN FOGLIA SURGELATI: 300 GR - MORTADELLA: 3 FETTE - FRITTATA: 100 GR. - SALSICCIA: DUE CAPI - FORMAGGIO GRANA: 70 GR. - PISTACCHIO IN POLVERE: UN CUCCHIAINO -  SALE E PEPE: QB. - OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO - VINO ROSATO: MEZZO BICCHIERE ABBONDANTE - ROSMARINO : UN RAMETTO.


TEMPO: 30 MINUTI PER LA PREPARAZIONE E DUE ORE PER LA COTTURA - DIFFICOLTA': MEDIA -   DOSI PER 7 PERSONE

Porre la lonza su di un tagliere ed eliminare le parti grasse evidenti dopo di che aprirla delicatamente formando una specie di panno sul quale deporre il sale, il pepe e la polvere di pistacchio.



Sulla lonza così stesa deporre le fette di mortadella, la frittata e gli spinaci precedentemente scottati.



Aggiungere il formaggio grattugiato ed i due capi di salsiccia deponendoli all'inizio della lonza.



Arrotolare la lonza evitando che il ripieno fuoriesca e legarla per bene come si vede nella foto.



A questo punto porre al fuoco una padella anti aderente senza aggiungere altro in modo che i pori della lonza si sigillino. Dopo una decina di minuti di cottura a fuoco vivace sfumare con metà vino.

In una pirofila da forno versare l'olio ed il vino residui, il rosmarino e cuocere per venti minuti a 220 gradi rivoltando la lonza dopo dieci minuti.Abbassare i gradi del forno a 120 e cuocere per 90 minuti.

A fine cottura avvolgere la lonza in carta stagnola e lasciarla riposare poco più di mezz'ora per ottenere la distribuzione dei liquidi e renderla così morbida.


Risultato finale chiuso.
Risultato finale aperto.



venerdì 26 ottobre 2018


PASTA CON I CAVOLFIORI N……


INGREDIENTI: CAVOLFIORE: 750 GR. – OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO – PASTA TIPO CAPUNTI ( VEDI FOTO )250 GR. – POLPA DI POMODORO: UNA SCATOLA DA 400 GR. – PEPERONCINO PICCANTE: AD LIBITUM – AGLIO UNO SPICCHIO SIGNIFICATIVO – FORMAGGIO GRANA O PARMIGIANO: 100 GR. – BASILICO: UN CIUFFO – SALE E PEPE: QB.

TEMPO 50 MINUTI – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER 5 PERSONE




CAPUNTI



Nettare per bene il cavolo riducendolo in cimette. In un tegame anti aderente versare l’olio e l’aglio sminuzzato. Al profumo aggiungere le cimette di cavolfiore e cuocere a fuoco moderato. Dopo una decina di minuti coprire e continuare la cottura. Quando le cimette saranno disfatte ( non sfatte ) versare un paio di bicchieri di acqua calda, salare e pepare. Ancora dopo una decina di minuti aggiungere la polpa di pomodoro, una paio di bicchieri di acqua calda, il basilico spezzato con le mani ed il peperoncino tagliato in due o tre parti. Continuare la cottura per dieci minuti ancora. Nel frattempo si sarà portata l’acqua in ebollizione normalmente salata in cui mettere la pasta portandola a metà cottura. Nel tegame del cavolfiore aggiungere ancora un p0’ò di acqua calda se necessario e versarvi la pasta continuando la cottura fin quando non sarà cotta. Togliere dal fuoco, lasciar intiepidire il prodotto ed aggiungere il formaggio grana rimestando pere bene.



BALCONI E CAVALLI



Spunta il sole, canta il gallo, Mussolini è già a cavallo!!!


Così si diceva una volta. Culto della personalità !

Oggi? Beh cambia poco. Mai mi sarei aspettato dapprima una vittoria schiacciante della Lega di Salvini in territori “ sacri alla Patria “ e men che meno una foto a cavallo del più combattivo dei Vice Ministri del governo in carica. 

Discorsi al balcone, foto a cavallo ricordano anche se meno “ sfavillanti” momenti storici di grande eccitazione e tanta voglia di cambiamento. Non tutti sono consapevoli che i “ nuovi arrivati “ di ieri e di oggi, siano saliti in sella grazie alle incapacità dei disarcionati. Il futuro di una volta  è stato già giudicato dalla storia e quello attuale lo sarà a sua volta quando si…sparecchierà!
Siamo in Europa madre e matrigna ed i suoi figli non tutti sono a lei grati per i risultati evidenti; si  pensi al Regno Unito che si defila addirittura dall’ Unione Europea, pensiamo allo scontento generalizzato in tutti gli Stati, perfino nella testa di serie Germania che per motivazioni diverse pensano, come minimo, che le regole ed i progetti debbano cambiare altrimenti……. E qui che casca l’asino ! Tornare indietro è difficile dal momento che i “ saggi “ non hanno illustrato adeguatamente e verosimilmente tutte le conseguenze, mentre andare avanti in queste condizioni comporterà il rafforzamento politico nazionale ed internazionale dei sovranisti che altro non chiedono che di tornare ad essere padroni in casa propria concedendo agli organi sovra nazionali il minimo possibile giusto per dire che si vive in una grande, incredibile famiglia.
Una famiglia sotto una bella bandiera con le stelle sfolgoranti che sembrano andare ognuna verso una direzione diversa, così come gli Stati: “ ognun per se e Dio per tutti “!!!



venerdì 19 ottobre 2018


SI STAVA MEGLIO……..


Luogo comune ? sì, ma forse rispecchia la nostra situazione attuale. Si stava meglio quando si stava peggio? Forse è più appropriato dire semplicemente si stava meglio tornando indietro fino ad Adamo ed Eva nell’Eden. Però sin da allora il domani non fu così promettente !. Per una mela ( altro che una mela al giorno leva il medico di torno!!), una semplice mela – non so se Melinda, Fuji o Golden Delicius – la punizione fu sproporzionata. Lavoro con sudore per l’uomo e parto con dolore per la donna ! Mi domando cosa sarebbe successo se Adamo ed Eva avessero mangiato un cestino del frutto prelibato. Absit iniuria verbis!
E torniamo a noi. Il governo grigio verde, scusatemi volevo dire giallo verde comincia a deludermi un pò. Mi sembrano tutti dilettanti allo sbaraglio, topolini che fanno la voce grossa al gatto che già affila le unghie. Dopo qualche mese di interregno i due vice primo ministro non se le mandano a dire, sembra che recitino il rosario. Il primo recita la prima parte dell’Ave Maria e l’altro risponde con la seconda parte. A volte mi chiedo se sono veramente alleati. Tutti e due mostrano la.....tartaruga lessicale..... alla matrigna Europa che traballa da tutte le parti. L’Inghilterra se ne è andata e vedremo poi tra un paio di anni se ha fatto un affare….isolandoci ( come dicono loro: nebbia sulla Manica, isolata l’Europa ), il nostro Primo Ministro tentenna non sapendo scegliere se fare la voce grossa verso i suoi due vice oppure pensare di ritornare a fare il professore universitario e l’avvocato  credo civilista ! Il nostro vero nemico è l’immenso debito pubblico che i nostri recenti avi ci hanno lasciato. Enti sovranazionali, mercati ed agenzie di rating ci vogliono mettere nell’angolo e chi con una scusa chi con un’altra vogliono indirizzare o meglio imporre le scelte economiche e politiche. Professori che bacchettano! Siamo schiavi in casa nostra checché se ne dica. Vasi di coccio tra quelli di ferro! Facciamo una previsione: Salvini – forte del suo favorevole trend nei sondaggi – litiga con Di Maio – penalizzato dai sondaggi e dal nervosismo della sua gente – Conte che ne avrà piene le scatole, lo spread che toccherà 500 punti, elezioni anticipate e grande e continua incertezza. Spread che ridiscende facendoci capire cosa e quando dobbiamo fare. I democratici di sinistra che non riescono a liberarsi del Granduca di Toscana che scimmiotta Tony Blair, i reduci di Forza Italia che non riescono a liberarsi di Berlusconi, gli altri che vanno in ordine sparso senza sapere dove andare, tutti ci porteranno a sbattere.
Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello!

Ah, Italia asservita agli interessi di signori arbitrari, luogo di sofferenza, priva di un governo autorevole e in balia degli eventi, non più padrona di ampi territori, ma postribolo!
Siamo nel 1200 oppure nei giorni nostri?
Speriamo nel nostro atavico stellone, ma la vedo assai brutta !

giovedì 18 ottobre 2018


Nel 1800, anno più anno meno, il poeta ravennate Olindo Guerrini (14 ottobre 1845, Forlì -  21 ottobre 1916, Bologna) scrisse un libro intitolato “ L'arte di utilizzare gli avanzi della mensa" Partendo dalla necessità di non sprecare nulla illustrando tantissime ricette allo scopo di dare al cibo avanzato una seconda chance. Oggi non mi sarei mai aspettato di dare ad un cibo avanzato in casa mia non una seconda, bensì una terza chance.
Avevo cotto delle puntine di maiale con patate e funghi cardarelli, famosi nella mia terra natia. Il giorno successivo avevo avanzate delle puntine con ancora buona parte della carne disponibile e con questa tritata finemente, unita alla trita di vitellone, pane ammollato in acqua, uovo, prezzemolo e parmigiano ho fatto delle polpette molto gustose. Ancora il giorno seguente ho voluto…risvegliare le polpette immergendole in una zuppa di fagioli cannellini con una spolverata di prezzemolo tritato fresco. Una delizia ! Ma le polpette non volevano proprio morire e mi guardavano supplici chiedendo una nuova vita. E perchè no? Allora ho dato vita alla seguente ricetta:


POLPETTE RIGENERATE PER LA TERZA 

VOLTA !

INGREDIENTI: FUNGHI ORECCHIETTE: 450 GR. – CIPOLLA BIANCA: UNA MEDIO-PICCOLA – CONCENTRATO DI POMODORO: UN CUCCHIAIO – OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO – SALE E PEPE:QB. –PREZZEMOLO: UN CUCCHIAIO - PATATA:UNA GRANDE - POLPETTE DI CUI SOPRA: QUELLE CHE HANNO RESISTITO AGLI EVENTI !

TEMPO 40 MINUTI  -  DIFFICOLTA’: FACILE  - DOSI PER 4 o 5 PERSONE

In una padella anti aderente versare l’olio e subito dopo i funghi tagliati grossolanamente. Rimestare. Cuocere a fuoco moderato. Dopo una decina di minuti aggiungere la cipolla bianca affettata finemente. Procedere nella cottura a fuoco moderato per una decina di minuti ancora. Regolare di sale e pepe. Nel caso aggiungere di tanto in tanto una tazzina da caffè di acqua calda. Quando il tutto sarà bene amalgamato e abbastanza brodoso aggiungere il concentrato di pomodoro, un pò di acqua calda per stemperarlo e la patata ridotta in cubetti. Continuare la cottura per una decina di minuti ed infine aggiungere le polpette prelevate dalla loro custodia con chicchi di fagioli ancora ben presenti. Cuocere sempre a fuoco moderato per 15 minuti rimestando delicatamente e spesso. Aggiungere un po’ di acqua calda in modo da avere un sughetto piuttosto liquido, ma non molto. Su tutto una spolverata di prezzemolo tritato finemente.

NB. Dopo aver gustato qualche polpetta ho visto che molte di loro si nascondevano alla vista per non essere riciclate per la quarta volta. La maggior parte di loro si sono poi lanciate tra le braccia di mia figlia che mi è venuta a trovare scegliendo ….l’esilio al disonore !!!

lunedì 15 ottobre 2018


PASTA E CAVOLFIORE GRATINATA


INGREDIENTI: CAVOLFIORE: 750 GR. – PASTA MISTA CORTA: 200 GR. – FORMAGGIO FONTAL: 150 GR. – PREZZEMOLO: UN CUCCHIAIO COLMO – OLIO EVO: ¼ DI BICCHIERE DA VINO – FORMAGGIO PECORINO: 125 GR. PANGRATTATO: QB.- AGLIO: TRE SPICCHI – SALE E PEPE: QB.

TEMPO:  60 MIN   DIFFICOLTA': FACILE   -  DOSI PER  PERSONE 4 PERSONE


Ricavare piccole cimette dal cavolfiore. In una padella anti aderente versare l’olio evo, gli spicchi di aglio e  soffriggere per brevissimo tempo.
Appena si avverte il profumo dell’aglio versare il cavolfiore e soffriggerlo fino a quando assumerà un lievissimo color giallognolo. Nel frattempo cuocere la pasta scolandola al dente. Quando il cavolfiore sarà quasi pronto aggiungere tre o quattro bicchieri di acqua calda e lasciar cuocere per una decina di minuti. Eliminare l’aglio. Regolare di sale e pepe.  A questo punto unire la pasta e rimestare per bene. Se il prodotto dovesse asciugarsi troppo aggiungere un po’ di acqua sempre calda. Quando tutto sarà bene amalgamato togliere dal fuoco, aggiungere il prezzemolo tritato fresco ed una prima decisa spolverata di pecorino.
In una pirofila da forno versare un filo di olio e una buona parte della pasta con cavolfiore, aggiungendo poi  un bel po’ di pecorino ed il formaggio fontal ridotto in fette non molto sottili. Aggiungere la restante pasta e su tutto il pecorino residuo ed una spolverata di pangrattato. Un filo di olio completerà la preparazione. Infornare a 200 gradi in forno possibilmente ventilato fin quando non si sarà formata in superficie una deliziosa crosticina. Oltre alla bontà di questa ricetta vi è anche la non trascurabile assenza del tipico….odore di cavolfiore in cottura.


lunedì 8 ottobre 2018


SPAGHETTTI ALLA PUTTANESCA !!!









INGREDIENTI: SPAGHETTI N.5: 200 GRAMMI – AGLIO CINQUE SPICCHI – ALICI SOTT’OLIO: OTTO META’ – CAPPERI DISSALATI: UN CUCCHIAIO COLMO – OLIO EVO PICCANTE: SEI CUCCHIAI -  OLIO EVO NORMALE: UN FILO – POMODORI PERINI FRESCHI: 250 GR. – PREZZEMOLO: UN CUCCHIAIO. - OLIVE NERE: UNA DECINA SE SI PREFERISCONO.

TEMPO: 30 MINUTI -  DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI: PER 2 o 3 PERSONE

E’ una ricetta classica che inserisco tra le mie grazie ad una modifica apportata. Spellare gli agli, dividerli a metà per il senso della lunghezza e togliere la parte centrale. In una padella anti aderente versare l’olio piccante ( in un litro o poco meno di olio evo mettere cinque o sei peperoncini rossi  piccanti in pezzi e dopo una settimana l’olio è pronto ), i capperi e le alici. Soffriggere delicatamente. Dopo una decina di minuti aggiungere i pomodori spellati ( o con la buccia se lo si preferisce ) e ridotti in piccoli pezzi e cuocere a fuoco moderato per una ventina di minuti giusto il tempo perché la pasta cuocia.
Togliere la pasta al dente e versarla nella padella. Versare un filo di olio evo normale e dare un breve rimestata. Aggiungere il prezzemolo tritato fresco direttamente sui piatti da portare a tavola!
Volendo si possono aggiungere olive nere denocciolate lasciandole insaporire prima dei pomodori. 

domenica 7 ottobre 2018


LESSO DI VITELLONE AI FUNGHI


INGREDIENTI: CARNE LESSA: 400 GR. – FUNGHI CHAMPIGNON: 250 GR. – CIPOLLA DORATA: 250 GR. -  CONCENTRATO DI POMODORO: UN CUCCHIAIO – OLIO EVO: SEI CUCCHIAI – BURRO: 50 GR . - MANDORLE SGUSCIATE: 20 – SALE E PEPE: QB – PREZZEMOLO: UN CUCCHIAIO

TEMPO: 60 MINUTI   -  DIFFICOLTA’ : FACILE – DOSI PER 5 PERSONE

Il solito problema con la carne residua di un buon brodo che non sempre risulta tenera. In una padella anti aderente versare l’olio e la cipolla finemente affettata servendosi della mandolina. Cuocere a fuoco moderato fin quando la cipolla comincerà ad appassire. Unire il burro e dopo pochissimi minuti i funghi champignon che saranno stati privati dell’eventuale terriccio e della pellicina della cappella e che saranno affettati grossolanamente. Continuare ancora la cottura a fuoco moderato. Dopo una decina di minuti aggiungere il concentrato di pomodoro con un po’ di acqua e le mandorle. Quando tutto sarà bene amalgamato aggiungere la carne lessa ridotta in piccoli cubetti. Regolare di sale e pepe. Continuare la cottura per 30 minuti rimestando spesso. Appena spento il fuoco aggiungere il prezzemolo. La carne risulterà tenera e molto gustosa.





PARMIGIANA DI MELANZANE 

CON…..QUEL CHE C’E’

INGREDIENTI: MELANZANE: 1 KGR. – SALSA DI POMODORO FRESCO E BASILICO: 1 KGR. – MOZZARELLA: 350 GR. – PARMIGIANO: 200 GR. – FRITTATA CON ZUCCHINE: 300 GR. – SALE E PEPE: QB. - OLIO EVO:QB.

TEMPO: 90 MIN. – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER 6 PERSONE

Il titolo della ricetta la dice tutta! Avevo in casa della frittata con zucchine che era lì che mi aspettava e l’ho utilizzata con grande soddisfazione. Questa parmigiana è stata fatta con le melanzane cotte al forno prima di essere utilizzate per la preparazione della parmigiana. Cominciamo dal principio ! Affettare le melanzane per il lungo ricavando fette alte un paio di millimetri, cospargerle con pochissimo olio quasi a spennellarle, metterle su una teglia da forno e sulla carta da forno. Infornarle a 180 gradi per 20 o 30 minuti a seconda della potenza del forno. Non devono abbrustolire, devono soltanto cedere. La preparazione richiede 90 minuti partendo però dalla disponibilità della salsa di pomodoro. In una pirofila da forno versare un po’ di salsa spargendola su tutto il fondo e cominciare a fare uno strato di melanzane coprendole leggermente con salsa e con le fette di mozzarella ed infine  con un’apprezzabile quantità di parmigiano. Un altro strato di melanzane, la frittata, altra mozzarella, parmigiano e via discorrendo fin quando non si saranno esauriti gli ingredienti. Su tutta la parmigiana versare abbondante salsa di pomodoro e su tutto altro parmigiano. Infornare a 200 gradi a forno ventilato per una trentina di minuti fin quando in superficie non si sarà formata un’appetitosa crosticina. Questa è la mia preparazione odierna, ma credo che sia meglio usare la scamorza e non la mozzarella per via del latticello che la mozzarella rilascerà durante la cottura. Una siffatta parmigiana risulterà per nulla oleosa e molto, ma moto delicata. Se non si dispone della frittata con le zucchine si può optare con una semplice frittata. Scoprendo le melanzane al forno e non fritte ritengo che questa sarà la ricetta che utilizzerò per il tratto a venire. Buon appetito!

lunedì 1 ottobre 2018


RISOTTO CON ZUCCA E ZUCCHINI

INGREDIENTI: ZUCCA: 500 GR. – ZUCCHINA: 500 GR. – PANCETTA DOLCE: 150 GR. – OLIO EVO: SEI CUCCHIAI – CIPOLLA: 150 GR. – ROSMARINO: 3 GOCCE DI OLIO ESSENZIALE – BRODO VEGETALE: 1 LT. – SALE PEPE: QB. –  BURRO: 50 GR. – FORMAGGIO PARMIGIANO O GRANA: 100 GR. - RISO CARNAROLI: TRE TAZZE DA CAFFE’ –( Una per ogni commensale )

TEMPO: 60 MIMUTI -  DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER TRE - QUATTRO PERSONE






Ridurre in piccoli dadi 150 grammi di zucca. In una padella anti aderente mettere la pancetta a lasciarla sfrigolare senza aggiunta di altri grassi. Appena rosolata la pancetta aggiungere i cubetti di zucca e lasciar cuocere a fuoco moderato, aggiungendo pochissimo brodo per facilitare la cottura. Dopo una decina di minuti e quando la zucca risulta ben cotta togliere pancetta e zucca e deporli in un piatto a disposizione.
Nel fondo rimasto in padella versare se occorre un pò di olio, dopo di che  la cipolla tritata finemente e dopo cinque minuti l’altra zucca ridotta in lamelle sottili. Aggiungere un po’ di brodo per facilitare la cottura e dopo una decina di minuti la zucchina ridotta in piccoli cubetti. Cuocere a fuoco moderato. Quando tutto sarà amalgamato aggiungere il riso e cuocere normalmente aggiungendo di tanto in tanto un mestolo di brodo. Aggiungere due o tre gocce di olio essenziale di rosmarino. A cottura ultimata mantecare con burro e formaggio grattugiato. Unire ora la zucca e la pancetta tenute da parte all’inizio e servire.


IL FASCINO DEI BALCONI


Il balcone! Ricordo che ero appena un giovincello e simpatizzante del Movimento Sociale Italiano forse perché era l’unico partito che allora, a torto o a ragione parlava di bandiera, di Patria e di onore. Quando veniva a Foggia Almirante radunava una folla immensa ed il palco  dell’oratore era enorme con una gigantesca fiamma tricolore. Un giorno il segretario della sezione MSI di Foggia mi chiese di tenere un comizio a Lesina, ridente località garganica. Io ho sempre accettato ogni sfida, non mi sono mai tirato indietro ed accettai. Partimmo in cinque o sei con una macchina sgangherata alla volta di Lesina. Non vidi alcun palco e chiesi al mio capo dove e quando dovessi parlare. La risposta fu: affacciato a quel balcone ! Vi era un microfono anni 40 in bella mostra. Ci avvicinammo al segretario MSI di Lesina per sentirci dire: “ dove sta l’oratore”? Mi indicarono! L’interlocutore mi guardò dall’alto in basso come dire: “ tutto qua “! Ebbene sì! Chiesi all’incredulo quali argomenti avrebbe voluto che trattassi. La risposta fu disarmante: nessun argomento nazionale che a lui ed ai suoi concittadini non interessava affatto; nessun argomento locale perché il solo argomento sempre trattato era l’acquisto di una draga per dragare appunto il fondo del lago e quando qualcuno cominciava a parlarne  si scatenava una lunga risata. Bene allora pensai di scappare e tornarmene a casa anche a piedi. Mentre facevo questi pensieri mi spinsero sulle scale per portarmi sul fatidico balcone. Salendo il segretario MSI di Lesina mi disse: “e poi non ci faccia caso, qui nessuno applaude”! La ciliegina sulla torta !

Sfido chiunque a dare inizio al discorso. Potevo raccontare la favola del lupo e l’agnello, ma non mi parve opportuno. Dissi qualche frase, breve succinta e compendiosa, invitando la popolazione in ascolto ( 25 persone ) a votare, a votare bene perché – concludendo  - così facendo sarete degne di “ Roma imperiale, di Roma fascista” !!!!  Saluto romano di prammatica ! A questo punto inavvertitamente avvicinai le labbra umide al microfono e parti una apprezzabile scarica elettrica che mi fece dare un grido amplificato. A questo punto “ uno della folla “ rispose con un applauso, non so perché. I miei amici sul balcone mi spinsero velocemente giù per le scale, infilandomi in macchina che sgommando parti alla volta di Foggia, giusto per evitare che la Digos mi arrestasse per apologia di fascismo !

Morale: i balconi sono da evitare. La storia del passato e quella recente lo confermano! Mi sono spiegato Luigino?