OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

Cicerone:
(106 a.C. 43 a.C. )

"LE FINANZE PUBBLICHE DEVONO ESSERE SOLIDE, IL BILANCIO DEVE ESSERE EQUILIBRATO, IL DEBITO PUBBLICO DEVE ESSERE RIDOTTO, L'ARROGANZA DELL'AMMINISTRAZIONE DEVE ESSERE COMBATTUTA E CONTROLLATA, E GLI AIUTI AI PAESI STRANIERI DEVONO ESSERE RIDOTTI AFFINCHÉ ROMA NON FALLISCA. LE PERSONE DEVONO ANCORA IMPARARE A LAVORARE INVECE DI VIVERE CON L'ASSISTENZA PUBBLICA.

La dittatura perfetta avrà sembianza di democrazia. Una Prigione senza muri nella quale i prigionieri non sogneranno di fuggire. Un sistema di schiavitù dove, grazie al consumo e al divertimento, gli schiavi ameranno la loro schiavitù. Aldous Huxley


IL MEGLIO E' NEMICO DEL BENE!!

CONTRA FACTUM NON VALET ARGUMENTUM !!!


QUANTO E’ BELLA GIOVINEZZA CHE SI FUGGE, TUTTAVIA CHI VUOL ESSER LIETO SIA DI DOMAN NON V’è CERTEZZA



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lunedì 29 giugno 2020

UNA MERDA UMANA ( parlandone da vivo )


Ho sempre avuto un grandissimo rispetto per gli sconfitti dalla vita che è una lotta immane e perenne dalla quale si può uscire vincitori o vinti. Molte volte ai vinti non viene neanche riconosciuto l’onore delle armi!!Questo non è il caso di un bastardo ( parlandone da vivo ) che per vendicare il comportamento di sua moglie, della qual cosa non mi sono informato e che tuttavia per il mio modo di pensare è ininfluente, ha messo in atto la più crudele ed inumana delle vendette. Ti tolgo i tuoi figli e per questo tu semplicemente impazzirai di dolore! Non conosco il modo in cui quell’essere spregevole ( parlandone sempre da vivo ) ha tolto la vita ai suoi due figlioletti spegnendone in un solo istante sorriso ed avvenire. Posso immaginare il modo veramente aberrante e crudele. La morte per soffocamento non è istantanea e gli spasimi sono lunghi e dolorosi, ci si dibatte ed infine ci si arrende!


Sarebbe stato meglio per la belva umana ( parlandone sempre da vivo ) usare un bel colpo di pistola alla tempia se mai usando il silenziatore per non svegliare il fratellino, se non si possiede un arma si può pensare ad una lunghissima e profondissima sedazione, ma il soffocamento è terribile, inaudito. Ha fatto bene il mostro ( parlandone sempre da vivo ) a togliersi la vita, ma ha scelto per lui la soluzione più facile eliminando dalla sua mente il peso di un rimorso sia pure tardivo. Come ha fatto quell’escremento umano ( parlandone sempre da vivo ) a spegnere il luminoso sorriso dei suoi bimbi? Se proprio avesse voluto punire qualcuno avrebbe potuto uccidere sua moglie che accusava di avergli rovinato la vita; forse eliminandola le avrebbe procurato minor danno rispetto a quello che la perseguirà per tutta la vita. Se io fossi in lei pregherei il buon Dio di chiamarla a se, dove certamente troverà i suoi bimbi trasformati in angioletti. Certamente non troverà quel mostro ( parlandone sempre da vivo )di suo marito carnefice dei suoi bimbi e della loro mamma condannata ad un pena decisamente maggiore di quella che avrebbe causata la morte. Ai bimbi una preghiera. Forse il buon Dio aveva necessità di infoltire la schiera degli angioletti svolazzanti attorno al suo capo! Signore, Dio onnipotente accoglili e custodiscili e………se ti avanza tempo aiuta la povera mamma a non impazzire!

sabato 27 giugno 2020

TORI E TORERI. BASTA!!!
Manuel Rodríguez Sánchez, noto come Manolete morto a las cinco de la tarde a Linares mentre si celebrava la Feria de San Agustín. Aveva trenta anni . Federico García Lorca dedicò una sublime poesia al grande matador intitolata ‘Alle cinque della sera’ Lamento per Ignacio Sánchez Mejías,

Alle cinque della sera.

Eran le cinque in punto della sera.

Un bambino portò il lenzuolo bianco

alle cinque della sera.

Una sporta di calce già pronta

alle cinque della sera.

Il resto era morte e solo morte

alle cinque della sera……….

(letta da Arnoldo Foa’ )

https://www.youtube.com/watch?v=y59I1Xja18E

(ALCUNE IMMAGINI NON ADATTE 

AD UN PUBBLICO IMPRESSIONABILE)

Allora ero appassionato di corride anche perchè i toreri dell’epoca si chiamavano Manolete, Luis Miguel Dominguín che avevano un gran rispetto per il toro che poteva essere sacrificato nell’arena al pari dei suoi…confratelli nei macelli. I primi avrebbero anche potuto vincere il duello mortale col matador e, se particolarmente valorosi, avrebbero potuto aver salva la vita e finire i loro giorni in un meraviglioso harem taurino, i secondi non avevano scampo trasformandosi presto in succose  bistecche!
Devo dire che dopo Manolete e Dominguin facevo il tifo per i tori!
Il toro quando entra nell’arena è simile ad una gigantesca locomotiva, una forza impressionante. Viene affidato ai banderilleros  che infilzano le banderilles nel collo e nella schiena dell’animale che in quelle zone ha tantissimo grasso e quindi non riceve grandi danni o sofferenze. Successivamente arrivano i picadores a cavallo che infilzano la punta delle loro lance nella schiena dell’animale che in men che non si dica diventa visibilmente debole. I matador sventolano il panno rosso davanti al toro che carica senza possibilità di colpire, almeno nella stragrande maggioranza dei casi.
Manolete voleva che le punte delle picche (picca lunga 2 metri e 80 centimetri ) avesse una punta di pochissimi centimetri in modo da non indebolire il toro ottenendo una lotta quasi pari. I toreri compiono le loro figure per notare da quale parte il toro carica, a destra piuttosto che a sinistra, in modo da toreare dalla parte meno pericolosa. Manolete, che danzava addirittura nell’arena, ebbe in sorte un toro ambio destro, infilò la spada fino a raggiungere il cuore del toro, ma questi prima di cadere dette una cornata  micidiale e toro e torero morirono nello stesso istante; forse Manolete qualche minuto dopo perché ebbe l’arteria femorale recisa.
Oggi i toreri sono semplicemente temerari. Che significa inginocchiarsi davanti al toro e prendere in bocca la punta di un corno. E se il toro fa uno starnuto?
Un altro torero, grazie a Dio defunto, in attesa dell’entrata del toro in arena si mise in ginocchio sulla traiettoria di marcia della….locomotiva che non gli parve vero spedirlo al creatore.
Questo commento è fatto per condividere gli articoli che leggo su alcuni giornali in merito alle sevizie ed alle torture che le povere bestie devono sopportare prima di morire e questo mi indigna veramente e non vedo il perché la Comunità Europea che si divertiva a misurare la curva della banane e delle zucchine non vieti questa barbarie. Se proprio gli spagnoli non possono fare a meno della corrida la facciano come in Portogallo che non prevede l’uccisione del toro nell’arena, ma successivamente come, purtroppo, in tutti i macelli del mondo.
Io direi solo: spagnola o portoghese e perché no francese le corride devono assolutamente essere vietate. Viva i tori e abbasso i toreri!

mercoledì 24 giugno 2020


DUE RICETTE IN UNA
PESTO DI PEPERONI  e PATATE CIPOLLE e PESTO DI PEPERONI ( scarto )

INGREDIENTI: PEPERONI: UNO ROSSO ED UNO GIALLO PIUTTOSTO GRANDI – PANNA DA CUCINA: 200ML – OLIO EVO: UN BICCHIERE DA ACQUA – MAIZENA ( addensante, oppure uno simile )TRE CUCCHIAI – PATATE: 700 GR. – CIPOLLE:400 GR. – ORIGANO, SALE:QB –

TEMPO: 10 MIN PER IL PESTO – 45 MIN PER LE PATATE – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI:LIBERE PER IL PESTO E TRE PERSONE PER LE PATATE.

PESTO:
Lavare i peperoni, eliminare il cappello, tutti i semi ed i filamenti interni, ridurlo in pezzi non molto piccoli e metterli in un frullatore robot. Frullarli per bene aggiungendo di tanto in tanto un po’ di olio fino a ricavare un bel pesto omogeneo. Regolare di sale.
Passare il pesto attraverso un colino metallico e conservare tutti i residui delle passate. Nella parte raccolta in una ciotola versare la panna e mescolare per bene facendola assorbire dalla salsa. Porre a fuoco moderatissimo questa preparazione aggiungendovi la maizena disciolta in pochissima acqua. Dopo due minuti togliere dal fuoco e farla raffreddare.
Utilizzerei il pesto per condire un risotto bianco fatto normalmente ed a tre o quattro minuti dalla fine della cottura aggiungere qualche cucchiaiata del pesto e, tolto dal fuoco, mettere una noce di burro e due o tre cucchiai di grana padano per mantecare. Altro modo di utilizzare il pesto è condire un piatto di penne rigate tolte al dente aggiungendo qualche fogliolina di basilico spezzettata con le mani. Alla vostra fantasia e gusto ogni altro modo di utilizzo.



PATATE AL FORNO,CIPOLLE E RESIDUO DEL PESTO

In una teglia rettangolare e non molto ampia fare uno strato di cipolla affettata sottilmente, salarla, aggiungere un pizzico di origano ed un filo di olio. Aggiungere poi uno strato di patate affettate con uno spessore di mezzo centimetro, salarle delicatamente e cospargerle con i residui del pesto aiutandovi con un pennellino o con un cucchiaio. I residui del pesto devono essere messi a macchia di leopardo, quindi non per ricoprire eccessivamente. Rifare uno strato di cipolle ed un altro di patate usando lo stesso procedimento. Alla fine la teglia deve essere coperta con le patate, salate, stavo per dire “ origanate “ e ricoperte con tutto il residuo del pesto, questa volta senza eccedere, ma con maggiore quantità. Un filo di olio per concludere infornando poi per 40 minuti a 180 gradi. Consumare tiepido, va benissimo anche freddo.

domenica 21 giugno 2020

QUANTO E' BELLA LA MIA CITTA'

In una chat dedicata alla squadra di calcio del Foggia Giovanni Cataleta ha scritto l’articolo seguente che mi ha commosso moltissimo risvegliando una delle più crudeli nostalgie. Non tutti conoscono Foggia ed è per questo che inserisco nel mio blog il suo articolo a perenne memoria almeno finché sarò vivo. Ora lo leggo e lo rileggo giusto per alimentare la parte migliore del cuore umano: il sentimento.

Mia cara Foggia, spesso mi capita di pensarti e di essere risucchiato in un vortice di forti emozioni altalenanti. Ci sono i giorni in cui ti penso con amore, altri con nostalgia, alle volte mi capita persino di pensarti con rabbia. Ma ultimamente ho iniziato a guardarti con nuovo punto di vista. Da un po’ di tempo, quando ti penso, sono pervaso da un senso di dispiacere, un sentimento nato da una crescente consapevolezza di quanto tu sia l’esempio emblematico di  quell’atteggiamento feroce e spietato quale il pregiudizio. Mi pare di vederti come vittima discriminata da parte di gente che, senza neanche conoscerti, continua ad offenderti e definirti città brutta, senza alcuna attrattiva e senza storia.
Poco importa se in verità nei tuoi oltre 1000 anni di vita hai avuto la forza di crearti una fiera identità. Magari chi ti definisce brutta non ti ha mai visitata, non può sapere che tu custodisci ben sette opere di Francesco De Mura, un Ecce Homo attribuito a Guido Reni, l’altare della chiesa madre ad opera di Sanmartino, la Ballerina di Botero, la Genesi di Deredia.
Questa gente probabilmente nemmeno è a conoscenza del titolo di merito dell’Unesco di cui si fregia Palazzo Dogana, né tanto meno sa che possiedi edifici dei più grandi architetti del razionalismo italiano: Petrucci, Brasini, Piacentini. Ma certo, si omette pure che tu abbia avuto la collaborazione di Vanvitelli nel tuo palazzo Dogana o ancora si ignorano le grandi opere dell’Ing. Oberty ed i suoi giardini pubblici.
Chi ti disprezza non ha nemmeno idea di quanto sia prezioso il patrimonio delle tue borgate di fondazione del ventennio come Incoronata e Segezia, dei veri e propri esperimenti sociali oltre che d’urbanistica.
Naturalmente si ignora pure la tua biblioteca provinciale, tra le più grandi del meridione per patrimonio librario, custode di un manoscritto autentico del Boccaccio, dei lavori dell'autore del dizionario Zingarelli, delle lettere firmate di Carducci, Croce, Leopardi.
Chi ti offende nemmeno sa che all’interno del territorio comunale foggiano ci sia addirittura un area boschiva protetta di 1000 ettari.
Ma tutto ciò non conta, la gente ha deciso: tu sei brutta e non hai niente di bello da mostrare. Sei brutta soprattutto agli occhi di chi non ti conosce ma ti giudica per sentito dire, magari da miei concittadini che per un non so quale senso di autolesionismo ti disprezzano.
Eppure tu sei una grande, sei riuscita a difendere parte del tuo patrimonio malgrado i terremoti e le guerre, nonostante il grande sacrificio materiale ed umano che hai dovuto pagare soprattutto durante i bombardamenti del 1943 e per i quali hai ricevuto le medaglie al valor civile e militare.
Ma stai tranquilla, falli parlare, chi ti conosce veramente sa quanto vali e quanto tu sia bella . Lasciali sguazzare nella loro ignoranza, tu per me resti sempre, come ti definì Federico II, “urbs regalis et inclita Sedes imperialis”.


sabato 20 giugno 2020


ANTEFATTO: per fare spazio nel mio freezer stracolmo nonostante il distanziamento per il covid-19 ho tirato fuori un involucro anonimo. Al suo interno ho trovato due seppie intere che hanno preso a ringraziarmi per averle liberate. Non sapevano le tapine che erano cadute dalla padella nella brace!La ricetta che propongo non è esattamente mia, ma avendola modificata la inserisco nelle mie. Diciamo che potrei essere  in questo caso un autore – ricercatore.

SEPPIE CON PISELLI E PATATE

INGREDIENTI: SEPPIE:1.500GR. – PREZZEMOLO: UN CIUFFO ABBONDANTISSIMO – CIPOLLA BIANCA: UNA MEDIO GRANDE – VINO BIANCO SECCO: MEZZO BICCHIERE – OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO – PISELLI SURGELATI: 350 GR. – PATATE LESSATE:500GR.
Pulire per bene le seppie eliminando osso ed interiora. Separare le teste dalle sacche. Eliminare anche la pelle. Tagliare le teste in tre parti nel senso della lunghezza e le sacche in pezzi regolari non piccoli.
In una casseruola versare l’olio in modo che ricopra tutto il fondo se mai aggiungendone anche un altro poco. Porre al fuoco la casseruola e quando l’olio sarà caldo versare il prezzemolo tritato finemente. Dopo un paio di minuti sfumare col vino bianco e quando sarà evaporato aggiungere la cipolla anch’essa tritata finemente. Cuocere a fuoco moderatissimo per una decina di minuti, dopo di che aggiungere le teste, i tentacoli e le alette cuocendo il tutto per una trentina di minuti a fuoco, ripeto, dolcissimo in modo che si formi una specie di cremina. Regolare di sale.
In una padella anti aderente versare solo le sacche delle seppie e prima di accendere il fuoco aggiungervi l’intingolo. Cuocere per una trentina di minuti a fuoco moderatissimo. Porre al fuoco un pentolino di acqua e quando bolle aggiungere i piselli ed un paio di cucchiaini di zucchero Quando i piselli verranno a galla estrarli ed immergerli in un recipiente di acqua fredda.
Trascorsi trenta minuti dalla cottura delle seppie aggiungere i piselli e cuocere per altri quindici minuti. Pelare le patate, ridurle in pezzi non piccoli ed aggiungerli alle seppie, rimestare per bene, e cuocere ancora per una decina di minuti. Spegnere il fuoco, cospargere con prezzemolo tritato freschissimo e servire……con inni e canti di gioia !

venerdì 19 giugno 2020

SIMPATICI ED ANTIPATICI !
Ci sono personaggi simpatici ed altri veramente …indigesti. Mi riferisco a Paolo Bonolis, il logorroico conduttore di alcune trasmissioni Mediaset. Nella trasmissione Avanti un Altro sbeffeggia continuamente povere persone di scarsissima presenza e men che meno discernimento. Non capisco come una persona trovi difficile se non impossibile aprire un contenitore e portare il suo coperchio in un determinato posto della sala, non capisco come la stessa persona al suono di una trombetta non riesca a pronunciare “ pubblicità”. Vuol dire che molto probabilmente al poveretto non gli si dice cosa e come fare giusto appunto per destare una perfida risata! Bonolis è sempre un fiume in piena conosce il 101% ( non è un refuso ) del lessico italiano, sembra una persona colta ed il popolo è contento. Io molto meno. Non è bello prendersi gioco di persone che non sono in perfetta sintonia mente-corpo! Bonolis è intriso di doppi sensi che lo fanno sembrare arguto. Insomma come avete capito non è che io sia un suo fan! Se poi guardiamo al suo cachet multimilionario  mi sento io stesso in imbarazzo. Lui assolutamente no! Meno di lui si sente in imbarazzo la sua gentilissima consorte Sonia Bruganelli la quale esibisce gioiosa e fiera di se stessa una sfacciata ricchezza sbattuta in faccia alla povera gente. La gente la insulta ed io non sono d’accordo con queste esternazioni. Cosa dovrebbe fare la fanciulla con i suoi….spiccioli? Entrare in un ristorante dalla porta posteriore se mai intabarrata per non farsi riconoscere? Scegliere portate semi plebee tipo polenta uncia, carne alla pizzaiola e frutta di stagione saltando il contorno per non dare nell’occhio? Dovrebbe la “ graziata “ comperare le sue vesti in un mercato rionale nella bancarella di Mustafà Addulllah a dieci euro al pezzo? La “graziata “ dovrebbe prima di tutto ringraziare mamma e papà per il suo aspetto, della sua intelligenza dovrebbe ringraziare se stessa e per tutto il resto il suo Paolo che l’ha scelta rosa tra le rose dal mazzo in visione ! Detto questo per gli odiatori devo anche aggiungere che la “graziata” non deve in alcun modo girare spingendo un carrello della spesa sul quale in bella vista mettere tutti gli oggetti di grandissimo valore, borse, scarpe, orologi, bracciali e braccialetti e meno che mai il biglietto aereo in super classe se mai accanto al pilota o la fattura per il noleggio del suo aereo privato che la porti da casa sua al più vicino supermercato. C’è chi nasce  e c’è chi pasce. Signori ( o signore ) si nasce e difficilmente lo si diventa!

giovedì 18 giugno 2020


PEPERONI RIPIENI
IN PREPARAZIONE

PRONTI PER ANDARE IN TAVOLA
     
                                                     
INGREDIENTI:PEPERONI ROSSI E GIALLI: 1 KGR. – ALICI DISSALATE: 30 GR. ( quattro filetti )- CAPPERI DISSALATI: UN CUCCHIAIO – MELANZANA: UNA MEDIO GRANDE – UOVO:UNO – AGLIO: UNO SPICCHIO – PANE RAFFERMO AMMOLLATO IN ACQUA: 350 GR.  ( da asciutto )- PAN GRATTATO: QB – PREZZEMOLO: UN CIUFFETTO – FORMAGGIO PECORINO:35 GR. -  SALE E PEPE: QB. – OLIO DI GIRASOLE PER FRIGGERE: QB. – OLIO EVO: SEI CUCCHIAI.

Ricavare minuscoli dadi dalla melanzana e friggerla in olio di girasole ed appena cambiano colore scolarli e metterli in una ciotola. Aggiungere le alici spezzettate, i capperi dissalati, lo spicchio di aglio spremuto con l’apposito strumento. In una zuppiera versare il contenuto della ciotola, il pane ammollato e ben strizzato, l’uovo, il prezzemolo tritato, il formaggio pecorino e tanto pan grattato da ottenere un composto lievemente compatto, un pizzico di sale ed uno di pepe. Rimestare per bene per tre o quattro minuti.
Tagliare la parte superiore dei peperoni e conservare il coperchio, eliminare i filamenti bianchi al loro interno e riempirli con il composto premendo delicatamente verso il fondo. Appoggiare sui singoli peperoni il loro coperchio e fissarlo con degli stuzzicadenti.
Portare a temperatura il forno ventilato a 180 gradi e cuocerli per 30 o 40 minuti fin quando non appariranno morbidi. Nella teglia aggiungere l’olio evo ed un goccio di acqua. Consumare freddi o a temperatura ambiente.


GIUSTIZIA DA RIFORMARE E DA VELOCIZZARE

In Italia ho l’impressione che sia più facile uscire che entrare in carcere! Covid o non covid un certo numero di carcerati hanno lasciato le celle per essere….ricoverati nelle loro abitazioni! Un paio di detenuti hanno lasciato il carcere addirittura segando le sbarre della loro cella e calandosi con una corda fatta con strisce di lenzuola. Come ai tempi de “ I Miserabili”.
Scadono i termini di custodia cautelare e tornano in libertà undici detenuti pluriomicidi condannati in primo grado all'ergastolo per numerosi delitti. Carminati, l’ultimo” graziato “ ha raggiunto il suo paese e la sua abitazione perché La Cassazione, che ha escluso l’aggravante mafiosa, dopo otto mesi non ha depositato le motivazioni della sentenza. Forse non trovava carta ed inchiostro!!!!!!
Medici ed altri liberi professionisti se sbagliano e provocano danni sono chiamati a risarcimenti, mentre i magistrati forse e ripeto forse sono sottoposti alle stesse misure solo in caso di dolo o di colpa grave e, non vorrei sbagliare, i risarcimenti sono a carico dello Stato.
Si parla di riforma della giustizia e sia, ma intanto sarebbe opportuno fornire un bel computer con un bel foglio excel in cui indicare nella prima colonna la data di presa in carico, nella seconda il nome del carcerato, nella terza il delitto di cui è accusato, nella quarta la data della prima condanna, nella quinta la scadenza dei termini di custodia, e nella sesta il nome del magistrato che deve effettuare il monitoraggio.
Un fanciullo alla prime armi di informatica potrebbe applicare al foglio excel un programma di rilevazione anche sonora dei dati avvisando appunto che i termini di custodia cautelare si stanno avvicinando pericolosamente e quindi approntare i possibili e legali provvedimenti affinchè pericolosissimi delinquenti non possano uscir di galera se mai inseguendo e colpendo gli avversari o i testimoni che l’avrebbero inchiodato.
Se vogliono mi offro come programmatore di tale supporto. Nel mio piccolo ho redatto un foglio excel con le date degli onomastici, compleanni ed anniversari di matrimonio con l’automatica evidenziazione dei giorni che man mano mancano alla festività: mancano tre giorni, mancano due giorni, manca un giorno!
Il fatto è che in Italia prima di risolvere i problemi si pensa ad essere “ formalmente in regola”.
Una volta in un’amministrazione comunale si autorizzò a comperare una scala a libro pagandola molto più del suo prezzo di mercato. La domanda rivolta al responsabile dell’acquisto fu: lei avrebbe acquistato la scala a quel prezzo se l’avesse dovuto fare per la sua famiglia? La risposta fu “no”. Ed allora? Allora io avevo tutta la documentazione prescritta, preventivi ad hoc, firme e contro firme quindi ero perfettamente in regola!
Ecco come funzionano le cose in Italia! So che sto facendo una cosa sbagliata, ma a me basta avere un certificato che mi sollevi da ogni responsabilità e vado avanti a prescindere.

mercoledì 17 giugno 2020

STULTORUM NEMERUS EST INFINITUS
Infinita è la schiera degli stolti ( Petrarca - Trionfo dei tempi )


Nell’Impero bizantino, nel sec. 8° e 9°, si avversò il culto religioso e l’uso delle immagini sacre che in notevole quantità vennero distrutte.
Nei giorni nostri alcuni imbecilli si scagliano contro le statue di personaggi famosissimi che hanno scritto e fatta la storia. Negli Stati Uniti si è decapitata una statua di Cristoforo Colombo e un’altra tutta intera è stata gettata in un lago ( gli imbecilli volevano forse affogare il genovese?), si è abbattuta anche quella di Jefferson. Da noi è stata imbrattata con vernice rossa e dedica ingiuriosa la statua di Indro Montanelli che viene ricordato non come un grande giornalista e scrittore, ma come fascista colonizzatore sposo di una dodicenne così come l’usanza dei luoghi consentiva. Vogliamo parlare poi di un altro illustrissimo e veneratissimo personaggio che sposò una simile bambina? Alla luce dei nostri giorni il fatto é addirittura un reato a suo tempo leggermente inaccettabile dal momento che in quei luoghi non mancavano certamente donne belle e maggiorenni. In Belgio si sono ricordati di Giulio Cesare il conquistatore ed hanno deturpato la sua statua sostituendo il nome con “ feccia “. Insomma stiamo partendo a tutta velocità verso una novella iconoclastia. Nel Regno Unito anche la statua di Winston Churchill non sembra restare ancora tanto in equilibrio sul suo piedistallo!
Resiste a questa iconoclastia la statua di don Giuseppe Garibaldi, sempre a cavallo, che tanto fece per distruggere il Regno delle Due Sicilie sottraendo gli ingentissimi quantitativi di oro e monete indirizzandoli verso il regno sabaudo che tanto aveva bisogno di sostentamento!
Coloro che distruggono o imbrattano le statue dovrebbero sapere che la storia è scritta con caratteri indelebili e nel bene  nel male abbattere o imbrattare le statue non fa altro che porre all’attenzione fatti e personaggi che loro vorrebbero cancellare.

lunedì 15 giugno 2020

UN PO' DI ME !


Quante cose devo fare! Oggi? Domani?
No, le farò quando sarò vecchio!
Su Amazon kindle ho comperato tantissimi libri.
Quando li leggerò? Quando sarò vecchio!
Vorrei sprofondare in una poltrona di vera pelle.
Quando mi sprofonderò?
Ovviamente, quando sarò vecchio!
Vorrei fumare, o far finta di farlo, un profumatissimo sigaro.
Quando lo accenderò? Sempre quando sarò vecchio!
Vorrei sedermi in riva al lago e guardare le barche a vela.
Quando potrò farlo? ovviamente, quando sarò vecchio!
Vorrei mettere in pausa la mia mente sottraendola alle fatiche del presente.
Quando potrò farlo? Ovviamente quando sarò vecchio!
Vorrei ascoltare la musica che mi piace.
Quando potrò ascoltarla senza interruzioni?
Ovviamente quando sarò vecchio!
Quante cose avrò da fare quando sarò vecchio? Forse non mi conviene diventarlo. Purtroppo il solo modo di evitarlo è……… morire….giovane!
Mi guardo allo specchio e non mi riconosco. Chi è quel signore dal capello bianchiccio e dai contorni cadenti? Sono io! Sono già diventato vecchio e devo fare tutte le cose che ho rinviato? Mi sento già stanco e non ho voglia di far niente. Ed allora? Spengo la luce e vado a dormire, Chissà che Orfeo non mi porti un bel sogno. Poi ve lo racconterò ovviamente se non parla di quando sarò vecchio. Ne ho abbastanza da sveglio !

venerdì 12 giugno 2020



ALETTE DI POLLO FRITTE


INGRDIENTI: ALETTE DI POLLO: SEI INTERE – OLIO DI GIRASOLE: 750 ML – FARINA 00: QB – FARINA DI MAIS: DUE CUCCHIAI – SALE,PEPE E SUCCO DI LIMONE ( facoltativo ) QB.

Alla mia venerabile età ( 84 anni in corso ) non ho mai mangiato delle alette fritte buone come quelle che propongo. Fiammeggiare le alette, deporle in una zuppiera, cospargerle con curry, paprica dolce e succo di mezzo limone, sale e pepe. Rimestare per bene e lasciar riposare per una trentina di minuti.
In una  media casseruola dai bordi alti versare tutto l’olio di semi, porlo al fuoco a lasciar prendere la giusta temperatura, diciamo 160 – 170 gradi. Nel frattempo mettere le farine in una zuppiera e rotolarvi sopra le alette alle quali saranno state tolte le punte. Quando l’olio avrà raggiunta la temperatura, ( io ho messo dentro uno stuzzicadenti fin quando sono apparse lungo il suo perimetro alcune microscopiche bollicine),immergere le alette che devono essere immerse completamente nell'olio. Friggere dapprima alla massima temperatura e dopo cinque minuti ridurre la fiamma e friggere per altri dieci minuti. Toglierle dall'olio e deporle  su carta assorbente, salarle e peparle con parsimonia e servitele....con canti ed inni di gioia  !


giovedì 11 giugno 2020

UN PO' DI FILOSOFIA SPICCIOLA

L’errore più comune è credere che Dio sia il nostro bancomat! Mi serve e ti chiedo! Se ricevo sei buono ed io meritevole di gratificazione; inascoltato, allora o sei in altre faccende affaccendato o meglio non esisti proprio!
Blaise Pascal disse che “Dio ha messo nel mondo abbastanza luce per chi vuole credere, ma ha anche lasciato abbastanza ombre per chi non vuole credere”. Quindi noi siamo qui, su questa terra, con abbastanza Luce per vedere e sufficiente buio per dubitare.
Nella bisettrice di questo ragionamento potremmo trovare spazio per vivere nel limbo della ragione, del non approfondimento. Sì, ok, ci sei e nel dubbio “ spero che Tu ci sia “! Ma non risolviamo nulla. Se ci mettiamo a pensare alle luci ed alle ombre allora il dubbio ci sovrasta e torniamo al punto di partenza. Perenne ed eterno gioco dell’oca!!
Le opere di Dio? Il creato nella sua competa accezione! Il bene? La felicità! Il male? La disperazione! Nel bene si benedice il Signore, ringraziandolo del dono e quando ci capita la sventura come facciamo a parlarGli? Cosa Gli diciamo? Grazie, e di che? Il bimbo che ti sorride agitando le manine in cerca delle tue è felicità allo stato puro e il tuo cuore grida, grazie Dio, mica al sole, alla luna. Quando un bimbo si agita nello spasimo del dolore innocente cosa diciamo al Signore? Una imprecazione tentennante perché si teme il peggio ( se mai ce ne fosse ).Nel migliore dei casi proprio nulla perché Lui nell’ora buia è distratto o mai esistito!
Poi ci sono i miracoli e le allucinazioni, fatti inspiegabili alla luce delle conoscenze scientifiche del momento e che risultano indecifrabili anche nei secoli futuri! Vedere senza avere le pupille? Una ferita profonda che mette in luce addirittura le budella e che nello spazio di una notte si rimargina senza lasciare la benché minima traccia? Difficilissimo attribuire questi fenomeni alle qualità taumaturgiche umane.
Allora? Pernottare nello spazio segnato dalla bisettrice tra Luce ed Ombra e fare un atto di fede per il credente o non approfondire nulla per chi non lo sia. Per questi motivi non sono d’accordo con i “ sicurissimi “, sono dalla parte di coloro che si lacerano nel dubbio ed invidio coloro che pur dubbiosi si affidano alla misericordia ed alla clemenza di Dio!

mercoledì 10 giugno 2020


PEPERONI IN AGRODOLCE ALLA SICILIANA


INGREDIENTI: UN PEPERONE GIALLO ED UNO ROSSO MEDIO GRANDI: 750 GR. – CIPOLLA BIANCA:750 GR. – OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO – ACETO DI MELE: UN BICCHIERE DA VINO SCARSO – QUALCHE FOGLIOLINA DI MENTA E ALTRETTANTO DI BASILICO – PAN GRATTATO: 100 GR. – SALE: UN CUCCHIAIO COLMO – ZUCCHERO: DUE CUCCHIAI – MANDORLE SGUSCIATE: 25

Affettare la cipolla per il verso della larghezza. In una capace casseruola versare l’olio e subito dopo la cipolla e cominciare a rosolarla a fuoco moderato. Nel frattempo eliminare la testa, i semi ed i filamenti interni dei peperoni. Ricavarne i quarti e ridurli in striscioline da aggiungere alle cipolle che si stanno cuocendo. Rimestare spesso ed aggiungere mezzo bicchiere di acqua. Nel frattempo tostare brevemente le mandorle ed aggiungerle ai peperoni. Come dicono in Toscana: tappare la casseruola!! Cuocere sempre a fuoco moderato. Dopo quindici minuti aggiungere il sale e dopo altri dieci il bicchiere di aceto. Appena l’aceto sarà evaporato aggiungere lo zucchero. Non perdetevi d’animo e continuata a cuocere! A questo punto scoperchiate definitivamente in modo da far rassodare la preparazione. Aggiungere le foglioline di menta ed il basilico rotto con le mani e non con il coltello. Raggiunta la consistenza desiderata spegnere il fuoco e versare sui peperoni un pò del pangrattato a pioggia. Lasciare intiepidire. Nel frattempo tostare in un padellino con un filo di olio il residuo pangrattato.
Versare i peperoni in un recipiente pareggiandoli e cospargendoli con il pangrattato tostato.
Io li mangerei anche appena sveglio!!


martedì 9 giugno 2020


TRENETTE AL TONNO


INGREDIENTI: TRENETTE: 300 GR. – TONNO (meglio quello fatto in casa)150 GR. – POMODORINI: 200 GR. – CIPOLLOTTO: 50 GR. – CAPPERI DISSALATI: DUE CUCCHIAI – PREZZEMOLO: UN CUCCHIAIO – OLIO EVO: SEI CUCCHIAI 

Tritare finemente il cipollotto e metterlo in una padella anti aderente in cui si sarà già versato l’olio e lasciar soffriggere brevemente. Aggiungere il tonno sminuzzato con i rebbi di una forchetta, rimestare e dopo un paio di minuti aggiungere i pomodorini tagliati in quattro. Cuocere a fuoco moderato per cinque o sei minuti dopo di che unire i capperi dissalati. Continuare la cottura per altri cinque o sei minuti in modo che i pomodorini si disfino un pochino. Aggiungere alla fine il prezzemolo finemente tritato. Nel frattempo portare a bollore l’acqua normalmente salata per cuocere le trenette. Scolare la pasta al dente e versarla nella padella con la salsa che nel frattempo avrà ripreso calore, aggiungere se mai un paio di cucchiai di acqua di cottura della pasta, rimestare movimentando le posate in tutte le direzioni, servire coprendo la pasta con la restante salsa. Volendo si può aggiungere del peperoncino in polvere.

lunedì 8 giugno 2020

LA RADIO ED I SUOI DISCENDENTI!

Come sono cambiati i tempi! Ricordo che una volta, quando ancora non c’era la televisione in Italia, si ascoltava la radio che il più delle volte era molto appariscente. Vi era una display non digitale, era un vetro opaco sul quale vi erano dei piccoli rettangolini con l’indicazione della stazione radio che aveva il nome della città dalla quale partivano i programmi.
Bisognava centrare la stazione in modo da avere un suono non disturbato e per raggiungere l’obiettivo le radio di un certo valore avevano i bella vista il così detto” occhio magico “ che era formato appunto da un piccolo oblò nel quale confluivano due segnali luminosi e verdi che, grazie alla movimentazione della manopola di ricerca della stazione, convergevano verso il centro dando la visione ottica della perfetta sintonizzazione.

Tralascio di parlare dei televisori che avevano la forma di un armadio con un di dietro monumentale.


Non tutte le persone possedevano un tale strumento e quindi nei condomini ci si riuniva presso i più fortunati per seguire le vicende del glorioso “ Lascia o Raddoppia ” di Mike Bongiorno appena arrivato dagli Stai Uniti per trovare da noi la sua America!!!

Le radio intese come apparecchi hanno via via modificato le misure e le caratteristiche tecniche, si sono abbandonate le valvole termoioniche per i transistor. Sono poi diventate digitali ed è appunto ad una di queste che ho fatto ricorso per evitare di girare e rigirare le manopoline per sintonizzarmi sulla stazione prescelta. Ogni stazione aveva il suo numero cliccando il quale ascoltavo quello che volevo. Questo è il passato. Il moderno è semplicemente strabiliante. I miei famigliari, tempo fa, mi hanno regalato Echo Dot (3rd Gen) - Smart speaker with Alexa – un vero portento.

Un micro oggetto che parla e ti risponde conoscendo alla perfezione la tua lingua ed i tuoi voleri. Utilizzando un’apposita lampadina entri nella stanza e pronunci “ Alexa buongiorno “ e la luce si accende, dici poi “ Alexa buonanotte “ e la luce si spegne. Chiedi di collegarti a tutte le stazioni radio e lo fa, chiedi di ascoltare la discografia di un cantante e lei lo permette, sembra proprio un essere vivente. Ovviamene occorre avere un account Amazon. Sono meravigliato e continuo ad essere entusiasta! Altro che manopole ed occhi magici !!!
Ovviamente vi è anche il comando per inserire la sveglia  e quello di indicare un orario di spegnimento delle trasmissioni!
Non so cosa il futuro ci regalerà, credo poco visto dove siamo arrivati, ma vedendo il cammino fatto fin qui e in così poco tempo credo che ne vedremo delle belle, forse io no ma i miei nipoti ed i loro figli certamente sì! Guglielmo Marconi è universalmente riconosciuto come il "papà" della radio, brevettata il 2 giugno 1896 e che nel 1931 si affermò solennemente.Meno di cento anni fa....e fra cento anni? probabilmente la radio farà anche il caffè del mattino!!!

domenica 7 giugno 2020

SIMIL TONNO SOTT'OLIO
Più che una ricetta questo è un consiglio....da amico!

INGREDIENTI: UNO O DUE TOMBARELLI - OLIO DI GIRASOLE: QB. - SEDANO: UNA COSTA - CIPOLLA: UNA MEDIO GRANDE - SALE QB.


Tombarello. Il tombarello è un pesce che viene molto utilizzato in cucina in quanto presenta della caratteristiche molto simili a quelle dello sgombro e del tonno.

Ecco il procedimento per ottenere un gustoso e a buon mercato un tonno sott'olio.
Dividere in tre o quattro parti longitudinali il tombarello a seconda della lunghezza. Immergere le parti in una pentola capiente di acqua fredda per tre o quattro ore fin quando l'acqua - che va cambiata spesso - non diventi chiara facendo in modo che il sangue ancora presente nelle carni fuori esca.
Porre al fuoco una pentola di acqua fredda, immergere il pesce,una cipolla, una costa di sedano e due o tre foglie di alloro,una manciata di sale e portare ad ebollizione. Raggiunta l'ebollizione ridurre la fiamma facendo sobbollire per un paio di ore scarse. Trascorso questo tempo spegnere il fuoco e lasciare intiepidire.
Procurarsi un recipiente nel quale versare l'olio di girasole in modo che copra il fondo.Separare la carne dalla lisca e dalle spine adiacenti. Eliminare la carne rossa e stopposa dopo di che deporre i pezzi di tonno nel recipiente,regolare di sale a fare tanti strati fin alla sommità.Il pesce deve restare sempre coperto dall'olio. Decorare con le sole foglie di alloro preferibilmente fresco e già dal giorno successivo è proto il gustosissimo, genuino e soprattutto a buon mercato!
E questo è il mio risultato!


sabato 6 giugno 2020

GRIGLIATA, AMORE MIO!!

L’essere entusiasta comporta una vera e propria dipendenza. Apprezzare, volere, regalare essere e fare felice gli altri. Tutte doti positive che si sposano benissimo con l’ottimismo. Tutta questa tiritera per dire che mi sono…imbattuto… in una piastra elettrica che ho comperato per me e per le mie figlie. Una piastra che permette di grigliare anche sulla tavola imbandita e che promette sviluppi culinari inimmaginabili fino a poco tempo fa.
Passo quindi alla semplice ricetta!

FILETTI DI SGOMBRO E CALAMARI GRIGLIATI


INGREDIENTI: SGOMBRO:1 KGR. – CALAMARI: DUE MEDIO GRANDI – PANGRATTATO, PREZZEMOLO, AGLIETTO, OLIO EVO, SALE E PEPE: QB

Pulire per bene lo sgombro e cercare di sfilettarlo ricavando due metà eliminando non solo la spina centrale, ma anche le spine laterali evidenti. Se risulta difficile ricavare due metà allora si possono ricavare quattro quarti e forse è anche meglio in quanto si eliminano le spinette che si trovano al centro delle metà. Cospargere le parti con succo di limone e tenerle da parte per una trentina di minuti. Pulire poi i calamari eliminando tutte le interiora e le pinnette laterali. In una ciotola versare il pangrattato, il ciuffo di prezzemolo tritato, lo spicchio di aglio spremuto con l’apposito utensile e l’olio necessario per formare una pappetta non molto densa ed un pizzico di sale.
Porre i filetti di sgombro sulla “ pappetta “ dalla parte della carne ed allinearli momentaneamente su un vassoio. Compiere la stessa operazione con le sacche del calamaio e dei suoi tentacoli. Settare la piastra sulla massima temperatura per due o tre minuti e poi scegliere quella stabilita per la cottura, temperatura che non deve essere inferiore del livello quattro su cinque. I filetti devono essere posati sulla piastra dalla parte della pelle e non devono essere girati se non quasi alla fine della grigliata; la stessa cose deve avvenire per i calamari. A un paio di minuti dalla fine girare i filetti utilizzando una paletta di plastica allo scopo di non danneggiare il piano di cottura.
Provare per credere, ovviamente dovete comperare la piastra.

Non vorrei fare pubblicità, ma la piastra si chiama Tristar e fin quando funziona le dò 10 e lode !

giovedì 4 giugno 2020

CONTE, CASALINO E &

Comincio con una precisazione: Giuseppi non è di Foggia, mia stupenda città natale, ma di Volturara Appula (fino al 1862 chiamata Volturara) che è un comune italiano di 410 abitanti della provincia di Foggia in Puglia. Quindi ognuno si tenga il suo !!
Mi sembra che questo governo sia una congrega di “ nani e ballerine “ ( absit iniura verbis ) e gli “ azionisti “ cominciano a brontolare e prendere le distanze.
Giuseppi continua imperterrito a indicare la via maestra per riprenderci, a promettere elargizioni prima ancora che i soldi arrivino e mentre la  nuvola degli euro è ancora al di là delle alpi non si capisce bene se la tanto sospirata pioggia sia a fondo perduto oppure sia ancora un ennesimo prestito da restituire sia pure con un bassissimo interesse. Ringraziando Iddio in questo marasma politico il covid-19 sembra ritirarsi in buon ordine lasciando intravvedere un lento ma progressivo miglioramento. Un’ottima notizia in un momento difficile.
I fatti sono fatti e le percezioni sono quelle che viaggiano sulla nostra pelle ed è difficile separarle dai fatti. Se la temperatura effettiva è di 30 gradi, ma io ne avverto 35 non  posso non sentirne il disagio pensando che la il termometro segna 30 gradi. Questa similitudine mi porta a dire che anche se Giuseppi fa o ha fatto tutto quello che era possibile fare ciò non toglie che mi sembra leggermente inadeguato per il suo non facile compito. Chi mettere al suo posto? Non lo so. Non sono partigiano di nessuno. Non penso sia facile trovare un politico uomo di Stato dapprima in pectore e poi consacrato tale.
Oggi penso che Conte sia succube di Casalino e che sia vittima delle decisioni del suo addetto stampa che normalmente dovrebbe essere alle dipendenze del suo capo. Così non è. Casalino anziché riferire il superiore pensiero ne dispone i termini ed i tempi dell’esternazione. Dichiarazioni all’ora del sonno, a reti unificate oppure su face book, con o senza pochette insomma non so chi sia il burattino o il burattinaio. 

Ieri si è consumata la solita pagliacciata. Parla il Presidente del Consiglio dei Ministri e sarebbe stato logico che le telecamere fossero dirette esclusivamente sull’oratore, mentre l’inquadratura è stata sproporzionatamente allargata fino ad inquadrare anche Rocco Casalino in arte Armand-Jean du Plessis de Richelieu!!
Molti si saranno domandati “ chi è quel signore leggermente in carne, di blu vestito che regge un copione e che probabilmente segna il tempo dell’opera in programmazione?  E se Giuseppi è nelle mani di Rocco ecco che la percezione mi fa sentire spettatore di una rappresentazione allucinante senza storia e senza domani!
Un Giuseppi che si rispetti avrebbe dovuto scegliere un addetto stampa tra i giornalisti noti per la loro storia e cultura e non un onesto ex gieffino, ingegnere elettronico dalla sfacciata fortuna. Si pensi che percepisce uno stipendio maggiore del suo “ datore di lavoro “: 170.000 euro lordi all’anno contro un misero 114.000 euro del povero Giuseppi!!! Tu che hai la bontà di leggermi potresti mai ricordare una tale stravaganza?  Quando vorrei sapere veramente cosa c’è sotto e certamente qualcosa di anormale sotto c’è veramente! Cherche la femme! Coime disse Alessandro Dumas padre: Il y a une femme dans toute les affaires!!! Intelligenti pauca !!

lunedì 1 giugno 2020

VIRUS SANITARIO ED ECONOMICO

Il prof. Zangrillo del San Raffaele ci ha dato la bella notizia della morte del Covid-19, forse non della sua definitiva morte ma probabilmente della sua inevitabile fine prossima, assai prossima. Credo che abbia ragione. La medicina è un insieme di statistiche e la statistica ci ricorda che gli altri terribili virus che hanno sterminato un po’ di persone si sono a loro volta estinti dopo aver fatto un’abbuffata di innocenti. Il virus non è un’idea, è un vivente assai minuscolo. I virioni – singole particelle virali – di coronavirus sono particelle sferiche con un diametro medio di circa 100 nm (0.10 micron). Le più piccole, infatti, misurano 0.06 micron e le più grandi 0.14 micron. Sono esseri viventi ed a meno che non si pensi che abbiano il dono dell’immortalità si deve convenire che presto o tardi, come tutti, se ne devono andare all’altro mondo. Ovviamente prima di andare  in pensione o al cimitero si devono approntare tutte le difese per non essere colpiti ed affondati e qui casca l’asino. Le misure di profilassi o quelle relative al contenimento dei danni devono essere emanate da esperti riconosciuti dal mondo scientifico e non dai conduttori televisivi. Se scienza e politica si incontrano all’osteria allora  come si dice in a Venezia: pezo el tacón del buso (peggio la pezza del buco)!!
L’emergenza sanitaria sicuramente sta per finire e purtroppo ci si deve preparare ad affrontare quella economica i cui prodromi sono terrificanti. Questa emergenza non si combatte con promesse di spese senza soldi, con provvedimenti estemporanei di assistenza e beneficenza, i provvedimenti devono essere sostanziosi e partire con leggi, non DPCM acronimo –Devo Proprio Capire Meglio – che permettano la sburocratizzazione profonda dell’economia. Occorre abolire o ridurre al minimo sindacale la pressione fiscale  e non rimandarla di qualche mese alla fine dei quali la situazione resta come prima. Dire alla gente, fate quello che volete, intraprendete, autocertificate le vostre azioni che saranno controllate – se necessario – a posteriori se mai inasprendo le pene per i furbetti del quartiere. L’Europa ci promette, ci dà i soldi  sempre che l’olandese volante Rutte e la sua compagnia di guitti lo consenta, ci dice e come e cosa farne, ma in nessun caso ci proibirebbe una profonda sburocratizzazione. Quindi carissimo Conte Casalino prima di andare in pensione provvedete a tanto per lo meno sarete ricordati per la sola cosa positiva che avete fatto. Ed è già tanto !