OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

QUANTO E' BELLA GIOVINEZZA
CHE SI FUGGE, TUTTAVIA
CHI VUOL ESSER LIETO SIA
DI DOMAN NON V'è CERTEZZA

SEZIONE DEDICATA AL MIO DIARIO, SE VUOI CONSULTARLA CLICCA SU:

il mio diario ( PENSIERI IN LIBERTA' )

SE VUOI ASCOLTARE LE CANZONI E LE ROMANZE DI UNA VOLTA CLICCA SU

giovedì 20 novembre 2014

LE CASTE ITALICHE E GLI SPRECHI EUROPEI
E BOTTA E RISPOSTA TRA PAPA FRANCESCO E CARD. BAGNASCO

Da sempre si alzano voci più o meno autorevoli, più o meno scalmanate che denunziano gli sprechi e gli scandali nazionali e molte volte il grido di dolore non viene ascoltato come si conviene e la gravità stessa delle denunzia si percepisce come vera in relazione alla diversa considerazione che si ha nei confronti del denunciante.
Recentemente  nel programma UNO MATTINA in onda su RAI 1 Franco Di Mare si è fatto portavoce di alcuni macroscopici ed incredibilissimi scandali che si verificano nei posti in cui sarebbe logico ed auspicabile che nulla fosse attaccabile.
Non voglio aggiungere altro e inserisco un video della denunzia del giornalista di RAI1 andata in onda il 14 novembre 2014.
Aggiungerò poi un'altra denuncia questa volta relativa agli scandali nei centri nevralgici del potere in Europa che chiede mortali sacrifici a tutti noi, mentre gozzoviglia allegramente ed abbondantemente con i nostri scarsi soldini.
Cominciamo partendo da casa nostra:






Passiamo a gli sprechi europei da quei luoghi da dove arrivano bacchettate continue sulle nostre teste ( alcune veramente meritate )


Quello che sto per raccontare non ha niente a che vedere con gli sprechi su esposti, ma ad un costume riprovevole appena denunciato dal Papa Francesco: il tariffario per la concessione dei sacramenti. Il Pontefice ha detto che la Chiesa non deve richiedere danaro per la somministrazione dei sacramenti perchè la salvezza cristiana è gratuita. Gli ha fatto eco il capo dei vescovi cattolici, il Cardinale Bagnasco probabilmente momentaneamente con le meningi leggermente inumidite a causa degli agenti atmosferici genovesi ( absit iniura verbis ). Egli ha parlato di offerte libere che i fedeli spontaneamente rilasciano in occasione di battesimi, cresime prime comunioni, matrimonio e funerali, purtroppo queste cosiddette offerte sono perfettamente evidenziate voci per voci e decisamente richieste. Ho tre episodi da raccontare.
Il primo!
Quando mi sono sposato ( il secolo scorso! ) la mia futura moglie risiedeva nel territorio affidato ad una parrocchia.Io in un altro da noi prescelto per la celebrazione del matrimonio.
La parrocchia di mia moglie per rilasciare il nulla osta per la celebrazione in un altra parrocchia ha preteso un compenso come se il matrimonio fosse stato celebrato nei propri confini. Che si fosse trattato di un passaporto? Chi lo sa!
Quando sono arrivato nella mia parrocchia ho dovuto pagare un conto che prevedeva diverse voci tra le quali l'accensione di lampadari settore per settore con diverse tariffe. Sono queste le libere offerte tanto care al cardinale Bagnasco ?
Il secondo!
Un giorno a Milano volli far celebrare alcune Messe in suffragio dei miei cari e  mi recai in Duomo. Dopo un pò di anticamera arrivò un sacerdote al quale esposi la mia richiesta. Ero convinto che in quel tempo l'offerta "libera " per una Messa fosse 10.000 lire, ma il reverendo me ne chiese 30.000. Rimasi stupito e feci notare la differenza. Cominciammo allora una trattativa per portare la libera offerta a 20.000, trattativa che comportò la rinuncia alla celebrazione in Duomo senza per altro che mi fosse indicato  il luogo scelto per il rito sacro!
Al mercato con i marocchini fruttivendoli sarebbe andata meglio.
Il terzo !
In occasione della morte di mia cognata, dopo aver portato il feretro in chiesa mio fratello chiese al parroco quanto doveva.......per il disturbo. La risposta fu, "non si preoccupi ci vediamo dopo il funerale".
Quando mio fratello si recò in chiesa mise nelle mani del richiedente offerta libera una busta con 60 euro pensando di pagare solo la Messa funebre. Il reverendo apri la busta, ci rimase male e chiese il doppio, regolarmente versato!
Mi sembrava di assistere ad una richiesta di un imbianchino che alle rimostranze del conto eccessivo enunciava che aveva dapprima grattato il muro, poi che lo aveva poi stuccato, infine atteso qualche ora per l'asciugatura, poi per aver diluito la pittura nell'apposito secchio ed infine per aver sparso il prodotto diluito sulle pareti !
Io vorrei suggerire ai parroci di attenersi alle esortazioni papali, di approntare fuori dall'ufficio parrocchiale una cassetta per le offerte invitando i fedeli gioiosi oppure dolenti a depositare un obolo infilandolo anonimamente nell'apposita fessura. Se i fedeli avranno il braccino corto oppure cortissimo nelle omelie domenicali il reverendo potrebbe far presente il problema invitando i fedeli ad innalzare una preghiera all'Altissimo affinché sciolga i cuori aridi ed allunghi i braccini! 
Sono sicuro che le offerte saranno adeguate.






venerdì 14 novembre 2014

SPEZZATINO DI AGNELLO E TACCHINO

INGREDIENTI: SOPRACOSCIA DI TACCHINO: 700 GR. - AGNELLO:400 GR. - VINO ROSSO: DUE BICCHIERI DA VINO - CONCENTRATO DI POMODORO: UN CUCCHIAIO - POLPA DI POMODORO: UNA SCATOLA DA 400 GR. - OLIO: UN BICCHIERE DA VINO SCARSO - AGLIO: DUE SPICCHI - ROSMARINO: UNA CIMETTA - SALVIA: TRE O QUATTRO FOGLIE PIUTTOSTO GRANDI - CAROTA,CIPOLLA E SEDANO TRITATI: DUE CUCCHIAI CAD. - BRODO VEGETALE: DUE O TRE MESTOLI

TEMPO 180 MINUTI -       DIFFICOLTA’ : FACILE -      DOSI PER 7 PERSONE      


Eliminare la pelle ed il grasso evidente del tacchino. Usare la parte terminale delle cosce dell'agnello. Ridurre in pezzi molto grossolani il tacchino eliminando il femore. In un capace tegame anti aderente versare le carni e porre a fuoco vivace senza aggiungere grassi di sorta. Dopo una decina di minuti versare il vino e lasciar ridurre. Togliere le carni dal fuoco e deporle in un piatto. Eliminare tutto il sugo che si è formato nel tegame, versare l'olio e gli spicchi di aglio e riporre al fuoco  moderato iniziando una lunga cottura. Aggiungere il rosmarino e la salvia al centro del tegame in modo che non brucino. Dopo trenta minuti all'incirca  aggiungere il concentrato di pomodoro e dopo altri dieci minuti la polpa di pomodoro. Dopo cinque minuti versare due mestoli di brodo e continuare la cottura a fuoco moderatissimo fin quando le carni risulteranno morbide. Consumare lo spezzatino accompagnandolo con una bella polenta o con il puré di patate. Dal momento che la cottura sarà molto lunga il fuoco deve essere assolutamente al minimo pur consentendo la bollitura.

domenica 9 novembre 2014

Dopo due commenti dedicati a due donne super e sfortunate propongo una ricetta tratta da Alice TV – Masseria Sciarra ( che invito a frequentare ) e  che ho lievemente modificata nella quantità e qualità del formaggio utilizzato.


MEZZEMANICHE CON CAVOLFIORI AL FORNO


INGREDIENTI: MEZZEMANICHE: 400 GR. – CAVOLFIORI: 500 GR. – FILETTI DI ALICI DISSALATE: QUATTRO – MANDOLRLE PELATE: DUE CUCCHIAI COLMI – PREZZEMOLO: UN CUCCHIAIO – FORMAGGIO ASIAGO: 300 GR. – OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO – PAN GRATTATO: SEI CUCCHIAI – AGLIO: DUE SPICCHI – FORMAGGIO PARMIGIANO GRATTUGIATO: SEI CUCCHIAI

TEMPO OCCORRENTE: 30 MINUTI PER LA PREPARAZIONE ED ALTRI TRENTA PER IL FORNO -                         RICETTA FACILE   -                       DOSI PER 5 PERSONE.


Pulire per bene il cavolfiore eliminando le foglie esterne e ricavare tante piccole roselline che andranno cotte in acqua bollente leggermente salata.
Nel frattempo cuocere anche la pasta scolandola al dente perché poi completerà la cottura in forno.
Tritare  grossolanamente le mandorle e riporle in una tazza. Fare la stessa cosa con il prezzemolo. Ricavare tanti dadolini con il formaggio Asiago e riporlo a parte.
In una capace padella anti aderente versare l’olio, l’aglio ed appena sfrigola aggiungere i filetti di alici stemperandoli per bene.
In una padellina versare un po’ di olio e porla al fuoco moderato aggiungendo il pangrattato lasciandolo soffriggere fin quando avrà preso un bel colore marroncino.
Dalla padella con i filetti di alici togliere l’aglio e versarvi i cavolfiori scolati anch’essi al dente.
Rimestare per bene saltando il tutto. Dopo una decina di minuti aggiungere la pasta, le mandorle e parte del prezzemolo rimestando per bene per amalgamare il tutto. 
Ungere una pirofila da forno e versarvi una metà della pasta condita, aggiungere qualche fogliolina di prezzemolo, un pizzico di pangrattato e i dadolini di formaggio Asiago. Versare l’altra metà della pasta. Su tutto aggiungere il pan grattato, un po’ di prezzemolo ed il formaggio parmigiano.
Cuocere a 180 gradi per una ventina di minuti fin quando si sarà formata una deliziosa crosticina.


martedì 4 novembre 2014


ANCORA SULLA MORTE DELLA POVERA BRITTANY MAYNARD


Il «ministro» vaticano della bioetica monsignor CARRASCO DE PAULA ha detto  tra l’altro a proposito del suicidio assistito di Brittany Maynard :
Ma riflettiamo - ha aggiunto - sul fatto che se un giorno si portasse a termine il progetto per cui tutti i malati si tolgono la vita, questi sarebbero abbandonati completamente: il pericolo è incombente perché la società non vuole pagare i costi della malattia e questa rischia di divenire la soluzione».

Il prelato credo abbia confuso……la storia con la geografia !!!

Dice che  se tutti i malati si tolgono la vita ecc. ecc. A quali malati si riferiva? A coloro che soffrono di un mal di gola? Hanno la stipsi ? E navigando tra le parti basse, hanno le emorroidi?
Si tratta di ammalati che non rispondono più al benchè minimo stimolo vitale, che non si alimentano, che respirano attaccati ad una serie di tubi e tubicini, che hanno soltanto il controllo degli occhi, che non sono in grado di urinare  e non  mi fate approfondire il resto ! Questi sono gli ammalati che possono scegliere fin quando lo possono di interrompere una vita che è fatta solo di un respiro a volte anche problematico !
Dice ancora il prelato: il pericolo è incombente perché la società non vuole pagare i costi della malattia e questa rischia di divenire la soluzione». Cosa pensa che il sindaco di un paese possa imporre il suicidio assistito ad un ammalato giusto appunto per non spendere altri soldi specie in un periodo di crisi? Se non lo fa il sindaco è pensabile che parta una circolare dal Ministero della Salute?
Il prelato aggiunge: «Suicidarsi è dire no alla propria vita»«Questa donna - lo ha fatto pensando di morire dignitosamente, ma è qui l’errore, suicidarsi non è una cosa buona, è una cosa cattiva perché è dire no alla propria vita e a tutto ciò che significa rispetto alla nostra missione nel mondo e verso le persone che si hanno vicino».

Caro Ministro della bioetica vaticana ha mai visto morire una persona malata di SLA? Io si! Paralizzata completamente, poteva solo parlare, ma aveva necessità di farsi infilare una cannula nei polmoni per svuotarli dai liquidi che ne occupavano la base. Aveva bisogno di scacciare una mosca fastidiosa che si poggiava sul naso e tentava di entrare nelle narici, aveva bisogno di grattarsi la schiena, aveva un buco nella pancia per permettere  la nutrizione enterale. Gridava col poco fiato che aveva in gola di voler morire, piangeva e pregava.
Caro prelato è questa la dignità che vuole riservare al malato terminale?
Non ha fatto meglio Brittany Maynard a lasciare questo mondo serenamente tra le mura domestiche, con l’affetto dei suoi cari che le hanno chiuso gli occhi che non si spensero sbarrati tra atroci sofferenze?
Poi mi potrà dire che la povera Maynard avendo posto fine alla sua esistenza non potrà essere accolta nell’eterna pace, che non potrà essere posta al cospetto di Dio e che vagherà nei gironi infernali. Può anche starci. Sono però convinto che l’Onnipotente possa avere misericordia verso una creatura che non ha saputo affrontare fino in fondo l’atroce esperienza che la malattia certamente le avrebbe assegnato.

Lei caro ministro della bioetica vaticana non avrebbe mai dovuto parlare dell’indegnità della morte della povera Maynard.

lunedì 3 novembre 2014

La lezione di due ragazze esemplari

In questi ultimi giorni abbiamo assistito all’addio di due donne eccezionali. Reyhaneh Jabbari che è stata obbligata a lasciare questo mondo, mentre Brittany Maynard ha deliberatamente scelto di andarsene. Le due  ragazze non erano ancora trentenni ed entrambe hanno dimostrato una dignità incredibile.
La prima ci fa riflettere sulle terrificanti ingiustizie che le donne mediorientali sono costrette a subire, la seconda ci induce a  fare qualche riflessione sull’eutanasia.
Sul problema dell’eutanasia vi sono due aspetti: uno civile ed un altro religioso, entrambi meritevoli di considerazioni e riflessioni.
Premetto che sono cattolico, mediamente osservante e credo che oltre la morte esista la vita eterna al cospetto di Dio con l’abbraccio ai nostri congiunti che ci hanno preceduto.
Non si ha diritto al suicidio assistito perché la religione insegna che la vita non ci appartiene, essa è un dono di Dio e che a Lui deve essere riconsegnata per il giudizio supremo. E qui i credenti sono perfettamente d’accordo.
Coloro che credenti non sono pensano che la vita deve essere vissuta fin quando sia compatibile con la dignità che ogni uomo deve conservare fino al momento estremo della sua dipartita. Credo che credenti e no possano convenire che non sia accettabile che le sofferenze estreme possano colpire le persone nelle loro principali esigenze di vita. Controllare il proprio corpo, permetterne il nutrimento, riconoscere parenti ed amici e goderne il contatto fisico e spirituale sono prerogative inalienabili.
La Chiesa afferma che si possa o meglio si debba evitare l’accanimento terapeutico, ma in quale momento della vita bisogna intervenire? Quando il solo aiuto al paziente risiede nell’uso di potenti sedativi che inducono all’ obnubilamento della coscienza o quando si intraprende la strada dell’inevitabile? San Giovanni Paolo II in prossimità della sua morte disse: “basta, lasciatemi andare alla casa del Padre” Eutanasia? Fine dell’accanimento terapeutico? Scegliete voi.
L’eutanasia dovrebbe essere normata indicando con estrema precisione le condizioni necessarie per la sua attuazione. Non deve essere assolutamente chiesta da persone diverse dall’ammalato, l’esito infausto deve essere accertato scrupolosamente evidenziando le pesanti sofferenze presenti o future e l’assoluta inefficacia di farmaci che possano eliminare il dolore fisico.
L’ammalato deve essere esaminato da tre medici di cui uno psicologo che collegialmente devono esprimere il parere favorevole o meno all’eutanasia.
Se è vero che resistenze all’emanazione di una legge che preveda e disciplini l’eutanasia possa incontrare l’ostacolo da parte di politici di fede cattolica è pur vero che non si deve condannare alla sofferenza ed alla perdita della dignità persone che credenti non sono.
Da lungo tempo non vi è più la “ Religione di Stato “ quindi lo Stato laico deve considerare la necessità e l’urgenza di una tale legiferazione. In ogni caso non si deve essere ipocriti. Ogni anno molti cittadini italiani benestanti si recano nella vicina Svizzera per essere aiutati a compiere consapevolmente e serenamente il passo estremo pagando qualche migliaio di euro.
Lo Stato credo debba legiferare sull’eutanasia lasciando poi alle coscienze ed alle credenze religiose la scelta se attuarla o meno.
L’eutanasia prevede una morte dignitosa, sofferenze nulle ed il sereno addio ai parenti stretti ed agli amici cari in un ambiente confortevole.
Brittany Maynard ha lasciato questo mondo serenamente tenendo stretta la mano del marito e della mamma, ascoltando la musica che lei amava. Più che  di una morte si è trattato della conquista di un sonno liberatore, sereno ed eterno. Spero che Iddio l’abbia accolta e perdonata! In ogni caso REST IN PEACE MAYNARD !