OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

QUANTO E' BELLA GIOVINEZZA
CHE SI FUGGE, TUTTAVIA
CHI VUOL ESSER LIETO SIA
DI DOMAN NON V'è CERTEZZA

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il mio diario ( PENSIERI IN LIBERTA' )

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domenica 22 febbraio 2015

INVOLTINI DI POLLO

INGREDIENTI: MEZZO PETTO DI POLLO - PRUGNE SECCHE: SETTE - MORTADELLA : 50 GR.  - FORMAGGIO PECORINO: UN PAIO DI CUCCHIAI - PINOLI: 10 GR. - CIPOLLA: UNA MEDIO-GRANDE - PANNA: UN CUCCHIAIO - SALE E PEPE: QB. -  FARINA: QB. -  OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO - DADO DA BRODO: UNO NORMALE - VINO BIANCO SECCO: MEZZO BICCHIERE DA VINO - TIMO E SALVIA: QUALCHE FOGLIOLINA.

DIFFICOLTA’: FACILE          TEMPO: 90 MIN.        DOSI PER 4 PERSONE

Dal petto di pollo ricavare quattro fettine e batterle col batticarne dopo averle coperte con  un foglio di pellicola. Stenderle su un tagliere, salarle e peparle. Coprirle col formaggio pecorino grattugiato, aggiungere qualche listarella di prugna ricoprendo con   una fettina di mortadella.  Aggiungere i pinoli e formare un involtino legandolo con dello spago da cucina.
Infarinare per bene gli involtini e adagiarli in una padella anti aderente nella quale si sarà versato l'olio. Rosolare da tutte le parti. Sfumare col vino bianco e subito dopo aggiungere un pò di acqua  ed il dado spezzettato. Nel frattempo, utilizzando il forno a microonde cuocere con un pò di olio la cipolla affettata finemente  in un recipiente adatto ricoprendolo con un  foglio di pellicola per 10 minuti a 900 w . Aggiungere le erbe aromatiche e cuocere a fuoco moderato ancora per trenta minuti. Aggiungere infine la cipolla, rimestare e dopo qualche minuto aggiungere il cucchiaio di panna. Ancora 10 minuti di cottura  con coperchio ed il piatto è pronto
ALTRO ORRORE IN ARRIVO




 

Siamo credo alla vigilia di altro orrore, se non è già stato compiuto.
I tagliagole nero vestiti hanno esibito una decina o forse più di  Peshmerga (combattenti curdi iracheni - letteralmente coloro che affrontano la morte ) vestiti con la poco rassicurante tuta arancione, ingabbiati ed inseriti in una tragica processione. Credo che nessuno di noi possa consapevolmente scommettere soltanto un soldo bucato sulla loro sorte alla quale non potranno sfuggire. Il solo dubbio riguarderà la maniera con la quale saranno assassinati: fuoco o decapitazione. Vorrei proporre che le milizie che si oppongono all’ISIS fossero fornite di una pilloletta al cianuro da masticare al momento opportuno allo scopo di evitare la fine terribile che si prospetta loro inevitabilmente.
Mi rendo conto che attaccarli massicciamente in Libia sarebbe molto difficile perché non si sa chi appoggiare, ma altrettanto difficile è il trattare. Con chi?
Nel frattempo la situazione peggiora a vista d’occhio e le notizie che provengono dalla città di Sirte sono assolutamente confuse. Una volta si dice che i tagliagole sono poche centinaia, un’altra volta che la città è stata liberata ed infine che la città è ancora saldamente nelle mani dei nero vestiti che addirittura hanno decretato il coprifuoco. Noi siamo nel loro mirino e come prima conseguenza si preparerà una invasione  massiccia di migranti usati come bomba umana. Noi dobbiamo salvarli in mare e poi pregare, si solo pregare che tra di loro non si nascondano jihadisti pronti a farsi esplodere facendo una carneficina.
L’ONU ha scelto la via della diplomazia, ha scelto di procrastinare un’ altra soluzione, insomma ha preso ed ha perso tempo. Nel frattempo i tagliagole non possono fare altro che commettere atrocità inenarrabili pur di conquistare uno spazio mediatico sia per terrorizzare le popolazioni assoggettate sia per incentivare il proselitismo di vecchi e nuovi convertiti all’Islam che non vedono l’ora di esercitarsi al taglio delle teste.

Se rispondesse al vero che i tagliagole avrebbero crocifisso, squartati e sepolti vivi alcuni bambini iracheni allora dovremmo un po’ tutti vergognarci della nostra ignavia e codardia. A volte la dignità di essere umani liberi dovrebbe far aggio sui pericoli di escalation di un conflitto e correre in soccorso di uomini, donne e bambini innocenti e sfortunati trattati peggio delle bestie.

lunedì 16 febbraio 2015

ANCORA SULLA LIBIA


La strategia del sedicente Stato Islamico è semplice ed efficace.
Il terrore elevato alla massima potenza spaventa chi pensa di contrastare l’ ISIS e contemporaneamente nelle retrovie si instaura una specie di legalità jihadista accettata dalla naggior parte della popolazione abituata alla legge coranica.
E’ di queste ore la notizia che il califfo Abu Bakr al-Baghdadi ha dato vita ad una banca islamica a Mossul che consente il finanziamento per l’acquisto di beni da utilizzare per le imprese commerciali e perfino per acquisto  di automobili  e quant’altro a tasso zero. Secondo il principio  aristotelico del “Primum Vivere, Deinde Philosophari la popolazione scampata al terrore  ed in preda alla sindrome di Stoccolma, non farà fatica ad approvare il nuovo corso.
Occorre per quel che ci riguarda analizzare bene l’avanzata dei tagliagole. Una ventina di decapitazioni orribili, un rogo in gabbia del povero pilota giordano Maaz al Kassasbeh, la minaccia agli Stati avversari, la pax jihadista instaurata nei territori occupati sono da logico supporto alla strategia di progressiva espansione.
Fin quando l’avanzata del califfato si limitava ad occupare un territorio  limitrofo al luogo di partenza la cosa interessava fino ad un certo punto e solo per la compassione per le povere vittime. Quando invece le minacce proferite si concretizzano con l’occupazione dei luoghi a pochissimi chilometri da casa nostra allora si rende necessaria una compatta strategia di contrasto sotto l’egida di chicchessia, meglio se sarà quella dell’ONU.
A tal riguardo vi è il problema russo. L’Europa è corsa a dar man forte all’Ucraina dapprima con aiuti finanziari diretti poi con le sanzioni alla Russia di Putin che, tra l’altro, ha dovuto subire i danni per la  caduta verticale del prezzo del petrolio concomitante a quella del rublo. Penso che nei pensieri dello zar russo ci sia la voglia di danneggiare  per ritorsione l’occidente e quale migliore occasione sarà quella di opporre l’anacronistico veto sulle decisioni di intervento in Libia da parte del Consiglio di Sicurezza dell’ONU?
In casa nostra Gentiloni, ministro degli esteri, e la Pinotti, ministro della difesa, sembrano convinti interventisti, mentre l’ondivago Renzi annacqua gli ardori dei suoi ministri proponendo la strada dell’intervento politico. Mi chiedo con chi? Un’oculata politica estera avrebbe dovuto prevedere una tale situazione e, utilizzando i servizi segreti, avrebbe dovuto mettere le numerose tribù libiche le une contro le altre raggruppate in un paio di coalizioni aiutando la più valida a conquistare il potere in modo da avere poi un validissimo interlocutore col quale instaurare un dialogo per la soluzione dei più importanti problemi.
Purtroppo come al solito noi italiani siamo discretamente bravi a risolvere  solo le situazioni di emergenza improvvisa. Speriamo in bene !

domenica 15 febbraio 2015

LASAGNE BIANCHE

INGREDIENTI: LASAGNE PRECOTTE:250 GR. – BESCIAMELLA: UN LT. – SEDANO, CAROTE E CIPOLLE: 300 GR. CAD. – ZUCCHINE: UNA MEDIO GRANDE – PATATE LESSATE: 400 GR. – GRANA PADANO: 200 GR. – PAN GRATTATO: DUE O TRE CUCCHIAI – BURRO: 50 GR. – OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA ACQUA – CUORE DI BRODO KNOR: UNO – VINO BIANCO SECCO: UN BICCHIERE DA VINO – MASCARPONE: UN PAIO DI CUCCHIAI.

DIFFICOLTA’: FACILE          TEMPO: 90 MIN.        DOSI PER 8 PERSONE






Tra le tante ricette di lasagne bianche o rosse questa credo sia la più semplice e meno costosa di tutte le altre.
Tritare finemente gli odori se mai servendosi di un robot di cucina. In una padella anti aderente versare l’olio e quando sarà giunto a temperatura versarvi le verdure e cominciare la cottura a fuoco moderato. Salare e pepare. Sfumare col vino bianco ed all’occorrenza aggiungere un po’ di acqua calda affinché le verdure risultino ben cotte. Aggiungere infine il cuore di brodo ed il mascarpone. Rimestare.
Nel frattempo affettare sottilmente la zucchina e friggerla in poco olio evo. Prima che le fettine rosolino toglierle dal fuoco e deporle in un piatto.
Affettare le patate lesse ottenendo  fettine alte due o tre mm.
Per la besciamella si possono usare le confezioni da litro già in commercio oppure si può farla in casa utilizzando:
un litro di latte fresco, intero - 70 g di burro - 70 g di farina tipo 0 - sale fino q.b. - pepe bianco - noce moscata q.b.
Sciogliere quindi il burro, aggiungere la farina mescolando per bene per non avere dei grumi. Unire poi la noce moscata, il sale ed il pepe ed infine il latte freddo. Rimestare e cuocere per una ventina di minuti fin quando si otterrà una crema.
Ora in un pirofila stendere uno strato di verdurine e una paio di mestolini di besciamella ed infine le lasagne. Spolverare con formaggio. Ricoprire con altre lasagne ed un po’ di besciamella. Aggiungere le zucchine, il grana padano e le verdurine. Ricoprire con lasagne, aggiungere sempre un po’ di besciamella e poi le patate affettate regolate di sale e pepe. Andare avanti a strati fin quando le lasagne copriranno il tutto.
Sulla preparazione stendere le rimanenti verdurine e tutta la besciamella avanzata ( la maggior parte ). Su tutto versare il grana padano e poi un po’ di pangrattato. Qualche fiocchetto di burro su tutto ed informare a 180 gradi in forno già caldo per circa 30 minuti fin quando si otterrà una piacevolissima crosticina.

sabato 14 febbraio 2015

TRIPOLI, BEL SUOL D'AMORE!


Gentiloni nostro ministro degli esteri, persona garbata e posata ha fatto una dichiarazione a dir poco sconvolgente. Se l’ONU non riesce a riportare la calma in Libia, e dir questo significa estromettere i tagliagole dell’ISIS che, tra una lettura coranica e l’altra, staccano la testa ad una ventina di cristiani copto egiziani, l’Italia scende in guerra autonomamente sia pure con un certificato di garanzia della NATO.
La Libia confina al nord con l’Italia e certamente non è salutare avere i tagliagole alle porte di casa che potrebbero essere violate da qualche missile scud di fabbricazione sovietica, cosa che già avvenne tragicomicamente il 15 aprile 198 allorquando due missili, come balene, si spiaggiarono sul bagnasciuga di Lampedusa. I tempi son cambiati ed i missili si sono aggiornati!
Ora se il pericolo è reale, come mai gli occidentali tutti non riuniscono gli sforzi e senza preavviso entrano in Libia e sospingono in mare i neri tagliagola per  far compagnia ai poveri morti annegati nel mare nostrum che sarebbe meglio ridefinire mar mortum?
Sarkozy, Obama e Cameron con l’amichevole partecipazione di Berlusconi, che mise a disposizione le basi italiane, defenestrarono ed uccisero Gheddafi giustappunto per esportare un po’ di democrazia ed invece ottennero l’inferno. Probabilmente, anzi quasi certamente al tempo di Gheddafi non mancavano delitti e torture, ma mai e poi mai si sarebbe vista la processione dei poveri egiziani accompagnati dai neri tagliagole a tingere di rosso le acque del mare!
Perché allora America, Francia ed Inghilterra non intervengono ancora per liberare il popolo libico, tralasciando l’imposizione della democrazia che per sua propria natura non può essere giammai imposta, ma conquistata?
Vuoi vedere che inaspettatamente e per evitare un pericolo reale ed imminente dovremo indossare l’elmo di Scipio, mettere un po’ di carburante nelle navi e nei tornado e riconquistare la Libia per mettere in fuga i tagliagola?
L’Europa ci farà sapere che il problema è nostro perché i confini a sud non sono dell’Europa in quanto tale ma dell’Italia e quindi non potrà fare altro che concedere un’attenuazione delle misure di austerità e nulla più. D’altro canto la NATO interviene solo se uno Stato membro venga attaccato, mentre noi non potremo fare altro che partire per primi per la nostra guerra santa.
Vuoi vedere che all’alba di qualche giorno tra Lampedusa e Tripoli si senta cantare:
Se tu dall'altipiano guardi il mare,
Moretta che sei schiava fra gli schiavi,
Vedrai come in un sogno tante navi
E un tricolore sventolar per te.

mercoledì 11 febbraio 2015

Le strane sentenze

Ieri la Suprema Corte di Cassazione ha confermato la condanna a Salvatore Parolisi riconoscendolo colpevole dell’omicidio della sua giovane moglie Melania Rea. Condanna che in primo grado venne stabilita nell’ergastolo, in secondo grado in trenta anni ed ora sarà ridotta allorquando la Corte di Appello di Perugia celebrerà un nuovo processo proprio per ricalcolare la pena da infliggere all’ex caporalmaggiore.
La Suprema Corte ha escluso l’aggravante della crudeltà che consentì l’erogazione della pena di trenta anni.
La mia domanda è questa: cosa bisogna fare per il riconoscimento dell’aggravante della crudeltà? Occorre scuoiare la vittima, tagliuzzarla lentamente o cosa altro?
Il Parolisi ha inferto ben 35 coltellate alla povera Melania in condizione di minorata difesa lasciandola morire dissanguata. Trentacinque volte il coltello ha attinto il povero corpo e non è bastato per consentire il riconoscimento dell’aggravante della crudeltà?
L’articolo 61 del codice penale ai comma 4  e  5 recita:
4) l'avere adoperato sevizie, o l'aver agito con crudeltà verso le persone;
5) l’avere profittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa;
Ed allora carissima Corte di Cassazione come la mettiamo?
Ora il Parolisi sarà condannato a meno di anni 21 di reclusione beneficiando di una riduzione della pena di giorni 45 per ogni anno, pari quindi a circa tre anni. Dopo aver scontato almeno metà della pena o nei peggiori casi due terzi della stessa si può ottenere la semilibertà provvisoria che consiste nel lasciare il carcere per tutta la giornata espletando un lavoro e far ritorno nella cella per il riposo notturno.
Si può quindi immaginare il Parolisi semi libero tra una decina di anni.
Mi viene in mente un episodio vero per il quale al momento non riesco a dare nome e cognome ai protagonisti.
Un marito accecato dalla gelosia assesta un solo colpo di mattarello in testa alla moglie che decede sul colpo. Chiama il 118 e corre a costituirsi sciogliendosi in lacrime ( di coccodrillo?).
Il tribunale considerando che l’omicida era incensurato, che non ce l’aveva con il genere umano , ma solo con sua moglie e quindi non poteva reiterare il reato dal momento che la poverina era definitivamente deceduta, che si era costituito, che aveva agito accecato dall’ira e dalla gelosia, che si procedeva con  il rito abbreviato lo condannava a sei o sette anni di carcere tanto che lo sfortunato omicida dopo solo quattro anni già circolava in semilibertà anche perché aveva preventivamente trovato un lavoro offerto dalle solite e benemerite cooperative!
Chi muore giace e chi vive si dà pace!



mercoledì 4 febbraio 2015

ORRORE SENZA FINE



Ho visto questa mattina le foto dell’assassinio del pilota giordano Muad Kasasbeah probabilmente ucciso in maniera atroce  ai primi di gennaio di quest’anno.
Il lato più doloroso di questi assassinii risiede nella procedura che precede la morte dell’ ostaggio. Muad Kasasbeah ha indossato la tuta arancione imbevuta di benzina, è stato fatto entrare in una gabbia, è stata incendiato un rivolo di benzina che entrava nella gabbia stessa ed il povero pilota è stato trasformato in una torcia umana. Non da meno sono atroci le morti per decapitazione . Indossate le tute arancioni, le mani legate dietro la schiena, inginocchiati in attesa delle farneticanti motivazioni, il boia con la mano destra afferra la testa dell’ostaggio spostandola verso destra e con la sinistra dapprima sgozza e poi  stacca la testa depositandola sul suo petto,  inviando poi il video e le foto alle solite agenzie.
Sappiamo che ogni ostaggio farà la stessa fine, bruciato vivo o decapitato.
Di fronte a questo orrore cosa fanno i cosiddetti popoli civili? Poco o nulla.
D’altro canto, come vado ripetendo da tempo, nessuna guerra ha mai avuto ragione delle guerriglie. Questi assassini disprezzano la vita altrui e la propria e quindi non è possibile sconfiggerli con i mezzi di normale combattimento.
Occorrerebbe che tutti i paesi “ normali “ si alleassero seriamente per cancellare dalla faccia della terra queste belve feroci ed assatanate. Come? E qui dovrebbe farsi un serio approfondimento. Gli aerei che distruggono un camion in movimento con la paura di essere abbattuti,  gli equipaggi se scampati a morte catturati e  bruciati vivi, i droni che bombardano non so con quale precisione oggetti o uomini in movimento non bastano. Ci vorrebbero stormi di trecento aerei pronti a sferrare un attacco micidiale in contemporanea in modo da far scomparire interi agglomerati di assassini. Ma dove si possono formare tali stormi? Le truppe di terra non vengono impiegate per ovvi motivi. Il teatro medio orientale e  africano ( vedi Libia e Nigeria ) è in mano ad assassini  feroci che fanno della violenza estrema il passaporto per la conquista del potere assoluto basato appunto sul terrore. Altro aspetto è che questi assassini vivono oramai in città abitate anche da sottomesse popolazioni civili e quindi ogni sommario intervento è sconsigliabile.
Purtroppo credo che il satollo mondo occidentale più che abbaiare non voglia o non possa far nulla per evitare questo novello genocidio, anche perché qualora si decidesse di fare qualcosa di serio  Putin e soci, pronti al veto in sede ONU, si metterebbero di traverso prospettando serie conseguenze oltre a quelle che già si intravedono per la crisi in Ucraina.
La mia domanda è questa: si stanno preparando i prodromi per la terza grande guerra mondiale?
Il dilemma occidentale resta questo: attaccare l’ISIS con energica determinazione o affidare allo scrivano di turno l’estensione del telegramma da inviare ai parenti dei poveri morti ed ai governi di appartenenza? Telegramma che potrebbe essere ciclostilato lasciando solo vuoti gli spazi per indicare il nome dell’assassinato!
Ogni giorno che passa gli errori del passato per esportare le democrazie occidentali in paesi che solo la dittatura poteva governare, appaiono sempre più gravi. Tutto pare  sia sfuggito di nano e non si sa con chi dialogare. Certamente non è possibile dialogare con i tagliagola, mentre le istituzioni sono debolissime o in fuga. Caos quindi completo. Ci vorrebbe qualcosa come quella che sconfisse il nazismo nella seconda guerra mondiale. Ed anche il quella occasione il mondo “ democratico “ fece orecchie da mercanti al grido di dolore di intere popolazioni avviate al martirio.
Forse per iniziare la risalita occorre toccare il fondo e credo che oramai ci siamo !