OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

mercoledì 4 febbraio 2015

ORRORE SENZA FINE



Ho visto questa mattina le foto dell’assassinio del pilota giordano Muad Kasasbeah probabilmente ucciso in maniera atroce  ai primi di gennaio di quest’anno.
Il lato più doloroso di questi assassinii risiede nella procedura che precede la morte dell’ ostaggio. Muad Kasasbeah ha indossato la tuta arancione imbevuta di benzina, è stato fatto entrare in una gabbia, è stata incendiato un rivolo di benzina che entrava nella gabbia stessa ed il povero pilota è stato trasformato in una torcia umana. Non da meno sono atroci le morti per decapitazione . Indossate le tute arancioni, le mani legate dietro la schiena, inginocchiati in attesa delle farneticanti motivazioni, il boia con la mano destra afferra la testa dell’ostaggio spostandola verso destra e con la sinistra dapprima sgozza e poi  stacca la testa depositandola sul suo petto,  inviando poi il video e le foto alle solite agenzie.
Sappiamo che ogni ostaggio farà la stessa fine, bruciato vivo o decapitato.
Di fronte a questo orrore cosa fanno i cosiddetti popoli civili? Poco o nulla.
D’altro canto, come vado ripetendo da tempo, nessuna guerra ha mai avuto ragione delle guerriglie. Questi assassini disprezzano la vita altrui e la propria e quindi non è possibile sconfiggerli con i mezzi di normale combattimento.
Occorrerebbe che tutti i paesi “ normali “ si alleassero seriamente per cancellare dalla faccia della terra queste belve feroci ed assatanate. Come? E qui dovrebbe farsi un serio approfondimento. Gli aerei che distruggono un camion in movimento con la paura di essere abbattuti,  gli equipaggi se scampati a morte catturati e  bruciati vivi, i droni che bombardano non so con quale precisione oggetti o uomini in movimento non bastano. Ci vorrebbero stormi di trecento aerei pronti a sferrare un attacco micidiale in contemporanea in modo da far scomparire interi agglomerati di assassini. Ma dove si possono formare tali stormi? Le truppe di terra non vengono impiegate per ovvi motivi. Il teatro medio orientale e  africano ( vedi Libia e Nigeria ) è in mano ad assassini  feroci che fanno della violenza estrema il passaporto per la conquista del potere assoluto basato appunto sul terrore. Altro aspetto è che questi assassini vivono oramai in città abitate anche da sottomesse popolazioni civili e quindi ogni sommario intervento è sconsigliabile.
Purtroppo credo che il satollo mondo occidentale più che abbaiare non voglia o non possa far nulla per evitare questo novello genocidio, anche perché qualora si decidesse di fare qualcosa di serio  Putin e soci, pronti al veto in sede ONU, si metterebbero di traverso prospettando serie conseguenze oltre a quelle che già si intravedono per la crisi in Ucraina.
La mia domanda è questa: si stanno preparando i prodromi per la terza grande guerra mondiale?
Il dilemma occidentale resta questo: attaccare l’ISIS con energica determinazione o affidare allo scrivano di turno l’estensione del telegramma da inviare ai parenti dei poveri morti ed ai governi di appartenenza? Telegramma che potrebbe essere ciclostilato lasciando solo vuoti gli spazi per indicare il nome dell’assassinato!
Ogni giorno che passa gli errori del passato per esportare le democrazie occidentali in paesi che solo la dittatura poteva governare, appaiono sempre più gravi. Tutto pare  sia sfuggito di nano e non si sa con chi dialogare. Certamente non è possibile dialogare con i tagliagola, mentre le istituzioni sono debolissime o in fuga. Caos quindi completo. Ci vorrebbe qualcosa come quella che sconfisse il nazismo nella seconda guerra mondiale. Ed anche il quella occasione il mondo “ democratico “ fece orecchie da mercanti al grido di dolore di intere popolazioni avviate al martirio.
Forse per iniziare la risalita occorre toccare il fondo e credo che oramai ci siamo !

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