OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

Cicerone:
(106 a.C. 43 a.C. )

"Le finanze pubbliche devono essere solide, il bilancio deve essere equilibrato, il debito pubblico deve essere ridotto, l'arroganza dell'amministrazione deve essere combattuta e controllata, e gli aiuti ai paesi stranieri devono essere ridotti affinché Roma non fallisca. Le persone devono ancora imparare a lavorare invece di vivere con l'assistenza pubblica. »


IL MEGLIO E' NEMICO DEL BENE!!

CHI STA AL POTERE PRENDE I GERMI DEL POTERE ( Massimo Giletti )

QUANTO E’ BELLA GIOVINEZZA CHE SI FUGGE, TUTTAVIA CHI VUOL ESSER LIETO SIA DI DOMAN NON V’è CERTEZZA

Donne e giovinetti amanti, viva Bacco e viva Amore! Ciascun suoni, balli e canti! Arda di dolcezza il core! Non fatica, non dolore!

Due strofe dal " trionfo di bacco ed arianna" di LORENZO de' medici


SE VUOI ASCOLTARE LE CANZONI E LE ROMANZE DI UNA VOLTA CLICCA SU



PROPOSTE DI CUCINA DAL WEB ( per conoscerle cliccaci su )


venerdì 20 dicembre 2019


IL DISSACRATORE DISSACRATO!
Vauro, all'anagrafe Vauro Senesi, vignettista comunista, dissacratore di professione, crede di essere simpatico andando in giro per i talk show confondendo il dileggio con la satira. Si diceva una volta: scherza coi fanti e lascia stare i santi!
Ieri sera nella trasmissione Dritto e Rovescio di Del Debbio su Rete 4 il nostro dissacratore con un sorriso beffardo ha preso in giro la Sacra Famiglia e dato che c’era  ha dato  del pedofilo a Babbo Natale, che più che essere una persona bonacciona dispensatrice di regali per grandi e soprattutto per piccoli, rappresenta un simbolo di un momento delizioso.
Un bambolotto nero, raffigurante Gesù Bambino nel presepe della scuola dell'infanzia ad Azzano Decimo (Pordenone) ha fatto storcere il naso a molti, me compreso. Se si voleva mandare un messaggio di partecipazione divina e di accoglienza – sempre per non disturbare o violentare i sentimenti degli extra comunitari di fede religiosa diversa – non era necessario allestire un atipico presepe che nulla aveva a che fare con la nostra storia e le nostre tradizioni. In casa nostra il presepe ha come nucleo centrale ed indiscutibile San Giuseppe, la Madonna, Gesù Bambino, bello e biondo, il bue e l’asinello. Ogni altra rappresentazione non può in nessun caso denominarsi “ presepe “. Gesù Bambino isolato e nero poteva benissimo esser posto nella bacheca di un partito politico o di un’associazione leggermente atea!
Nella trasmissione di ieri Mario Adinolfi sottolineava che la tradizionale composizione di San Giuseppe, la Madona e Gesù bambino rappresentava la famiglia con un papà, una mamma ed un figlio. Il vignettista comunista non si è lasciata sfuggire l’occasione per insinuare la presenza dell’ “” altro “” cioè dello Spirito Santo che secondo lui ha avuto parte determinante e fisica nella realizzazione del “ terzetto”. Un po’ di blasfemia gratuita? L’intuizione geniale di un Vauro? Lui ha sottolineato qualcosa che non mi ha fatto ridere, mentre lui rideva col viso furbetto dello scopritore di intrallazzi !
Si è parlato poi di Babbo Natale ed il nostro eroe vignettista comunista lo ha relegato al ruolo di un ciccione vestito di rosso con la barba bianca e fin qui nulla di strano, ma accostare la sua figura bonacciona ad un pedofilo rappresenta l’esercizio scarsamente intellettuale di una persona con seri problemi psicologici a causa di un’infanzia poco felice. Mi ricorda tanto una maestra che dava ai suoi bimbi la notizia dell’inesistenza di Babbo Natale, notizia gratuita ed inutile.
In tutto questo bailamme la responsabilità non è del vignettista comunista ma degli autori della trasmissione che invitano un tale personaggio conoscendo le sue caratteristiche di dissacratore di professione specialmente in una trasmissione in cui si conoscono in partenza i temi. Se si parla di Giggino è facile ipotizzare una vignetta dissacrante ed accettabile, ma se si parla di presepe e di Gesù sarebbe stato meglio, molto meglio non invitare il personaggio in questione.
Sullo Spirito Santo ci possono essere tante storielle da recitare, ma mai in un cointesto di una trasmissione che affronta temi religiosi come il presepe!
Purtroppo in molte trasmissioni si invitano personaggi arrabbiati, scurrili, dissacranti giusto per aumentare gli ascolti a danno delle belle e fruttuose discussioni.

martedì 17 dicembre 2019


LE BLASFEMIE!

Credo si sia intrapresa la strada che porta ineludibilmente al ridimensionamento del numero dei credenti praticanti  anche in considerazione del momento di sfiducia generalizzata. Le stelle diventano meteore, personaggi nascono, crescono, vivacchiano e muoiono anzitempo. Non si fa in tempo a seguire un capo o un’idea che questi si dileguano inabissandosi! I cambiamenti sono necessari, sono la linfa di ogni vitalità, ma a volte arrivano inopportuni ed inaspettati. Gli ultimi papi partono da PIO XI per arrivare gradatamente a FRANCESCO passando per PIO XII, GIOVANNI XXIII, PAOLO VI, GIOVANNI PAOLO I. Sono arrivati i papi…stranieri come GIOVANNI PAOLO II, BENEDETTO XVI ed infine FRANCESCO. Credo che i credenti italiani abbiano fatto fatica a seguire “coloro che vengono da lontano” e sono rimasti delusi dalla mancata elezione di SCOLA o RAVASI e pian pianino si sono abituati al cambiamento di rotta. La società odierna si è secolarizzata, non è stata aiutata a causa degli scandali che hanno colpito la Chiesa. Oltre agli scandali finanziari ci sono stati e forse ancora ci sono quelli più deturpanti come gli scandali di pedofilia in ogni dove. Si fa strada il bisogno di incontrare Iddio per conto proprio: io e Dio senza intermediari. Chi come me ha tanti anni nello zaino che porta faticosamente sulle spalle, non può non ricordare le belle e toccanti funzioni religiose, le omelie tenute da sacerdoti che ispiravano bontà e paternità. Ora si assiste a celebrazioni domenicali in cui al posto di ascoltare l’ Ave Verum Corpus di Mozart si subisce la violenza del canto di Bella Ciao intonato e diretto dal solito sacerdote progressista ed anti Salvini. Il barone Scarpia nella Tosca direbbe: “ un tal baccano in chiesa ? bel rispetto che avete"!! Come faccio a raccogliermi in preghiera? Al Macro di Roma – Museo di Arte Contemporanea – si espone un manifesto con Gesù in preda ad una visibile “erezione” mentre appoggia la sua mano sulla testolina di un bimbo davanti a lui inginocchiato. Dall’ HOMO RECTUS” a “HOMO ERECTUS” la blasfemia è servita! Chi ha permesso una simile bestemmia? L’autore è colpevole di oltraggio al comune sentire, ma non è che il manifesto l’abbia affisso lui di notte ! Ci sarà stato pure un deficiente che ha autorizzato una simile porcata? Chi si è indignato? In prima battuta troviamo Giorgia Meloni e poi i suoi seguaci. Il resto? E che volete fa? Un manifesto esposto nel museo di arte contemporanea, l’arte è l’arte e vassi rispettata!!
Ho tanta nostalgia per una Chiesa pulita, che parli al cuore della gente, che faccia meditare sul sacrificio di Cristo il “Giusto crocifisso”, che dica ai fedeli di compiere un’opera di carità di tanto in tanto, che trovi un momento di silenzio e di riflessione nel corso della giornata. Oggi questo è difficile se non impossibile. Non si può non pensare che mentre voglio raccogliermi in preghiera alcuni cardinali o prelati stanno acquistando, pagandolo con l’obolo di San Pietro per la carità, un intero palazzo a Londra ad un prezzo di gran lunga superiore a quello di mercato.
Di questo passo quando starò per morire mi darò l’estrema unzione da solo, per conto mio, avrò le mani pulite non contaminate da corruzione e falsità!
“ Iddio che atterra e suscita, che affanna e che consola, sulla deserta coltrice, accanto a lui posò”
Come per ribadire : “ io e Dio “!!

venerdì 13 dicembre 2019

RE BORIS

Boris Johnson ha stravinto, ha avuto la maggioranza del parlamento inglese e si appresta ad uscire dalla Unione Europea! Si può dire quello che si vuole, ma il vento dell’est ha smesso di soffiare impetuoso trasformandosi in un leggero venticello! Quando la sinistra nazionale ed internazionale fa gli interessi delle banche e dei capitalisti allora non vedo la ragione per cui gli elettori non debbano scegliere gli “ originali “ e non le copie ! La gran Bretagna si riappropria della sua sovranità, deciderà cosa fare e cosa dire se mai stabilendo solo rapporti commerciali e di difesa militare con il resto dell’Europa o con i singoli Stati! Del resto i primi vagiti europeistici furono emessi dalla CECA – Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio e mai e poi mai si pensò di determinare “motu proprio” la lunghezza dei cetrioli o le dimensioni delle vongole della laguna! Da tantissimo tempo sentiamo dire: sì restiamo in Europa, ma dobbiamo cambiarla ! Anche un minus pensante ha capito che le cose non vanno bene, che in Europa si devono avere uguali diritti e doveri, che, come in una famiglia per bene e nascente, tutto deve essere messo in comune altrimenti la sorte bacerà solo i più furbi. Noi si vive sotto la minaccia continua di sanzioni di mamma Europa, tutto si fa sperando che la “ mamma “ sia buona e non si arrabbi troppo, ci siamo messi tutti dietro la lavagna pensando di essere asini e meritevoli di punizioni perché, colpevoli  per avere il debito pubblico monstre che abbiamo grazie anche alle firme sulle leggi senza copertura poste dai vari Capi di Stato, sempre di sinistra ! Ora si combattono Salvini e la Meloni ( Silvio si è già combattuto da se ) giusto per non avere alle prossime elezioni presidenziali un Presidente della Repubblica di destra o semidestra ! La Gran Bretagna, é piena di se, democratica al punto giusto per identificare il bene supremo della nazione in  barba alle opinioni di chi vuole uniti ciò che non si può! Se i risultati della brexit saranno positivi, come credo saranno, allora sarà piantato nel campi europei un seme che porterà alla nascita di una lussureggiante foresta. Mi piacerebbe vederla e fare il poco signorile, ma efficace  gesto dell’ombrello ai menagramo di casa nostra che ci vogliono vedere affondare grazie ai MES ed alle scelte altrui che poco hanno a che vedere con il nostro benessere. Prima ci ammazzano e sulle macerie costruiranno qualcosa di meglio – rispetto solo alle macerie – per la quale dovremo ringraziare ed osannare i nostri domatori! La Gran Bretagna uscirà dalla UE solo ed esclusivamente per fare i propri interessi. Noi dovremmo prendere esempio!

martedì 10 dicembre 2019


Esorcizzare la depressione!

Tutti noi paragoniamo l’atmosfera delle feste di fine anno della nostra infanzia e gioventù con quella che si vive adesso, la gioia e la speranza del passato con il vuoto del presente che si vuole riempire con il consumismo ripetitivo inebriante ed infine inutile. Le strade di un tempo abbellite con archi di luminarie che meravigliavano per la loro bellezza variopinta, la felicità del vestito nuovo, la voglia di fare i dolci tradizionali come se dovessero essere regalati al Bimbo divino o a quello secolare del nuovo anno, l’orgoglio compiaciuto di vivere un momento unico di speranza che annegava nel brindisi le difficoltà del domani. Insomma un’atmosfera di gioia e di speranza. I figli crescevano regalando gioie alternate purtroppo a qualche preoccupazione. Un crescita felice della società. Il poco che si disponeva sembrava il tanto messo in raffronto con il periodo bellico che tanto dolore e distruzione aveva arrecato.
E’ passato del tempo, e tanto ne passerà! Pánta rheî!!
“Tout casse, tout passe, tout lasse, il n'est rien, et tout se remplace". "Tutto si rompe, tutto passa, tutto si lascia. Non è niente, e tutto si rimpiazza".
Si rimpiazza con che cosa? I ricordi si affievoliscono e la voglia di fare si…addormenta! La famiglia si trasforma, i figli sono diventati adulti ed i nipoti sono immersi nei computer e nei telefonini.
Le canzoni di Natale sono sempre le stesse, nessuna moderna ne ha preso il posto, le dolci melodie ci portano indietro nel tempo regalandoci squarci irripetibili. E’ come il ricordare il gusto di un ottimo cibo che per diversi motivi non si può più mangiare!
Tra meno di quindici giorni sarà Natale; la televisione ci inonderà di ricette gastronomiche difficili da realizzare, si annunciano concerti natalizi e del capodanno mentre io provo un certo disinteresse e ripenso a chi mi diceva tempo fa di odiare le feste reputando tale affermazione di cattivo gusto. Ora mi domando come mai ho smesso di meravigliarmi, di godere la forzata atmosfera festiva, di pensare quasi esclusivamente alla tranquillità del dopo feste? Non so se questo capiti solo a me perché comincio a sentirmi vecchio oppure anche a qualcun altro che vecchio non è ancora. Il Natale sarebbe meglio celebrarlo in un sol giorno dedicato alla spiritualità, al raccoglimento, e dopo queste ventiquattro ore di meditazione dare un nome diverso ai giorni seguenti per celebrare la festa pagana Dies Natalis Solis Invicti, la festa dedicata alla nascita del Sole (Mitra), introdotta a Roma da Eliogabalo, ed in questa festa immergersi nelle regole del consumismo sfrenato tra canti, abbuffate e libagioni sostituendo le vecchie e care poesie del Natale con quella più laica di Lorenzo il Magnifico che recita tra l’altro:
Quanta è bella giovinezza
che si fugge, tuttavia
chi vuol esser lieto sia
di doman non v‘è certezza!
Però,quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare! Quindi bando alla tristezza! Voltiamoci indietro e vediamo quante persone arrancano tra le vere difficoltà quelle che sognano un tetto, un pasto caldo ed una parola di conforto!

domenica 8 dicembre 2019




RAVIOLI DI RICOTTA E PESTO ALLA GENOVESE SU VELLUTATA 

DI PATATE E ZUCCHINE

INGREDIENTI: RICOTTA DI PECORA 400 GR. – PESTO ALLA GENOVESE: UNA VASCHETTA DA 150 GR. – CIPOLLA: UNA MEDIA BIANCA – PATATE 250.GR. – ZUCCHINE: DUE MEDIO GRANDI – FARINA 00: 350 GR. – UOVA: QUATTRO – OLIO EVO: SEI CUCCHIAI – BURRO. 25 GR. – FORMAGGIO GRANA: 200 GR.
TEMPO: 120 MIN – DIFFICOLTA’ :MEDIA – DOSI PER 6 o 7 PERSONE

In una pentolino versare l’olio, la cipolla affettata anche grossolanamente, le zucchine e le patate ridotte in pezzetti, regolare di sale e cominciare la cottura, aggiungendo un po’ di acqua all’occorrenza. Versare anche un cucchiaio di pesto. Quando il tutto sarà cotto, frullarlo e passarlo al setaccio in modo di avere una gradevolissima vellutata. Prima di utilizzarla aggiungere un pezzetto di burro.
Nel frattempo mettere sulla spianatoia la farina, farne una fontanella, aggiungere un pizzico di sale e le uova impastando il tutto fino a ricavare una pasta morbida e compatta. Aiutandosi anche con la macchinetta per fare la pasta in casa ricavare delle lasagne e col coppapasta ricavare delle rotelle sulle quali poggiare un cucchiaino dell’impasto seguente, sovrapponendo i bordi e formare delle regolari mezzelune, cioè ravioli. Per fare il ripieno mettere in una zuppiera la ricotta, il pesto ed il formaggio grana e amalgamare il tutto. Regolare di sale.
Cuocere i ravioli in abbondante acqua normalmente salata ed a fuoco moderato in modo da evitare la rottura dei ravioli.
Una volta cotti impiattare seguendo questo procedimento: in un piatto fondo versare un mestolino abbondante di vellutata stemperandola sul fondo ed adagiarvi sette o otto ravioli, ricoprendoli con una spolverata di grana. Servire immediatamente.

sabato 7 dicembre 2019

VISSI D'ARTE IN UNA AUTORIMESSA !!
Riprendo! La Tosca di ieri è stata un’opera da ascoltare. Le scene erano orribili. Nel preambolo la RAI ci ha fatto vedere gli interni della Basilica di Sant'Andrea della Valle., stupendi da ogni punto di vista. Navate, opere d’arte, luci, dipinti, sembrava che da un momento all’altro arrivasse la Madonna per convertire qualche miscredente. Inizia l’opera e mi trovo in un’autorimessa con ponteggi, colonne che continuano a muoversi così come si muoveva la gigantografia della Madonna che Cavaradossi non avrebbe mai potuto dipingere data la distanza chilometrica tra lui ed il quadro. Nell’autorimessa non si vedeva nessun carrello sollevatore, ragion per cui Mario avrebbe dovuto applicare il pennello su di un lunga asta!. L’immagine sacra appariva e scompariva, si macchiava e si ripuliva automaticamente, mi sembrava di essere nel bel mezzo di un terremoto Quando si è deciso di celebrare l’assunzione della Vergine spedendo in alto la sua effige il pittore è rimasto sulla scala simile a quella posta ai piedi di un aereo che si apprestava all’imbarco dei passeggeri.
In questa chiesa autorimessa appaiono alcune suore, una sulla sinistra che prega ed un terzetto sulla destra che fa altrettanto, poi come se fossero state prese da uno spirito maligno cominciano a spostare le colonnine con le candele poste presumibilmente davanti a qualche sacra icona. Nonostante io fossi cattolico, credente e praticante non ho mai visto una scena del genere. Quando le sorelle hanno deciso spontaneamente di andar via lo hanno fatto speditamente percorrendo più volte una virtuale rotatoria. Mi sembrava di assistere alle prove di una gara podistica. Gli abiti delle consorelle mi portavano ad una confraternita delle Pie Sorelle dei Fantasmi. Arriva Floria Tosca giunta da una serata celebrativa del Milan Football Club in perfetta mise rosso nera! Cominciano i dialoghi tra  Mario Cavaradossi e Floria Tosca che paiono due ciechi che si cercano, si guardano pochissimo negli occhi , cantano quasi sempre di spalle tranne qualche volta che, accorgendosi di essere in due, si avvicinano per poi riprendere la posizione abituale, quella di spalle o lontani tra di loro.
Floria non vuole baciare ed abbracciare Mario se non dopo aver pregato ed infiorato la Madonna. Cosa fa la tapina? Si guarda intorno, vede qualche fiore  davanti a San Pietro li sottrae e li porta alla Madonna che resta secondo me un po’ attapirata, pensava di ricevere fiori freschi e si deve accontentare di quelli di seconda mano ! Mi ricordo una scena di Amici Miei II quando gli amici vanno al cimitero a trovare il loro amico defunto ed il conte Macetti sempre senza soldi, ruba fiori da un tomba vicina e li mette davanti a quella del suo amico!
Floria prima di uscire dalla chiesa, abituata al furto floreale, sottrae un ulteriore fiore e lo porta con sé!
Arriva Angelotti che cerca rifugio nella chiesa dove sua sorella, la marchesa Attavanti, ha nascosto chiavi e vesti femminili. La meschina si è dimenticata di dire a suo fratello fuggitivo dove ha messo la chiave della cappella gentilizia e questi deve sdraiarsi per terra per trovarla. Molto realista la scena, ma poco accorta la marchesa o smemorato il fuggitivo.  Angelotti vede una botola e senza sapere né leggere e né scrivere si fionda dentro. E se vi era una fogna o un ossario? Poco importa si fugge e basta ! Mario al vedere l’Angelotti resta perplesso non riconoscendolo, ma una volta che il fuggitivo ha presentato le credenziali lo ha abbracciato  e poi in ginocchio entrambi hanno fatto il piano per sottrarre l’amico al barone Scarpia. Una posizione più comoda non era facile da trovare ?
Sul più bello mentre si festeggia la sconfitta di Napoleone in chiesa, tutti quanti, chierici, fanciulli cattolici, aspiranti, suore ( della stessa congrega di poco fa ) e sacrestano vengono zittiti e redarguiti dal Barone Scarpia che chiede spiegazione del baccano. Il povero sacrestano avrebbe potuto avvalersi della facoltà di non rispondere, ma uno sgherro gli mette una pistola alla tempia cosicché il poveretto continua il racconto spontaneo, ma sempre sotto la minaccia dell’inutile pistola. Fatto questo si appronta per il Te Deum ispirato a Maranello casa della Ferrari. Ovviamente il rosso si spreca e i salmodianti iniziano a ripercorrere una rotatoria senza fine. Nemmeno in una visione onirica dopo una cena a base di peperoni fritti ed arrostiti ben oliati e pieni di aglio !
Si passa poi in casa del Barone Scarpia, stanza tetra ed illuminata solo dal chiaro di luna  ( forse il regista si è confuso con la Bohème ), il soffitto è istoriato con quadri di ispirazione biblica purtroppo anche essi terremotati. Non ho mai visto quadri  con personaggi semoventi.
Scarpia non si è rivolto ad un apprezzato sarto dello Stato Pontificio perché la sua palandrana scopava abbondantemente il pavimento. Quando ha voluto violentare Floria l’ha spinta a terra e le ha messo le mani tra le gambe. Dato che c’era poteva anche andare oltre tra gli applausi dei presenti!
Il barone si toglie la palandrana e si trova in divisa fascista della marcia su Roma!!  Credevo che da un momento all'altro potessero apparire i quadrumviri  del regime fascista: Italo Balbo, Michele Bianchi, Emilio De Bono, e Cesare Maria De Vecchi. Mai una camicia bianca! Poi la sventurata, mentre pensava di iscriversi al movimento Me Too, ha adocchiato un coltello sulla tavola del barone e nonostante fosse senza punta l’ha usato per infliggergli ben tre coltellate e, visto che il barone non ne voleva sapere di defungere nonostante i lunghi contorcimenti lo ha strozzato con le sue “ dolci mani, mansuete e pure “!!!.
Ovviamente la logica avrebbe voluto che l’assassina dopo il fattaccio raggiungesse l’uscita più velocemente possibile giusto per non farsi trovare dalle guardie che potevano giungere alle grida dello sventurato agonizzante. L’obnubilata  rimane  però sulla scena del delitto in attesa del generale Luciano Garofano o del R.I.S. di Parma per le rilevazioni del caso !
E veniamo al finale! Mario è stato appena fucilato e le guardie si sono accorte dell’assassinio del barone Scarpia e corrono sugli spalti presumibilmente dopo aver passato al setaccio tutte le stanze baronali. Arrivano sugli spalti, Tosca é lì che si dispera e le guardie passano davanti a lei senza vederla e  corrono verso  direzioni opposte. Mi torna in mente l’ordine impartito nella regia marina borbonica che partiva col grido  “ facite ammuina “”«: tutti chilli che stanno a prora vann’ a poppa e chilli che stann’ a poppa vann’ a prora: chilli che stann’ a dritta vann’ a sinistra e chilli che stanno a sinistra vann’ a dritta: tutti chilli che stanno abbascio vann’ ncoppa e chilli che stanno ncoppa vann’ bascio passann’ tutti p’o stesso pertuso: chi nun tene nient’ a ffà, s’ aremeni a ‘cca e a ‘ll à”. Non credo occorra la traduzione !
Mentre Tosca vuole gettarsi dagli spalti del castello, arrivano vicino a lei le guardie che propendono le braccia per afferrarla inutilmente;le braccia la indicano ,ma non l'afferrano!. Floria si tuffa sconfiggendo la legge di gravità  tanto che anziché schiantarsi al suolo, aziona i motori e vola verso l’alto come una novella madonna!
Una volta capitò che una Floria si tuffò dagli spalti, cadde sul materasso gonfiato posto appena sotto gli spalti, ma invisibile agli spettatori,e  riapparve miracolosamente. Nel  nostro finale si vede addirittura Tosca librarsi nell’aere e senza neppure toccare terra  rimbalzare!
Il tutto sembra una enorme barzelletta accolta dagli applausi di una platea assatanata dalle psichedeliche modifiche colpendo al cuore il povero Puccini che sta ancora ringraziando Iddio  per averlo chiamato a se prima di assistere a questo scempio.

Questo è il mio pensiero, non so se sto diventando sempre più vecchio ed insofferente, ma credo che paragonare le scene viste e quelle storiche più che una cosa insensata sia proprio una vera bestemmia !
Non vado oltre, mi basta questo. Una bellissima opera da ascoltare!
Anna Netrebko (Floria Tosca), ottima; il tenore Francesco Meli (Mario Cavaradossi) buono e il baritono Luca Salsi (il barone Scarpia) Ottimo.

giovedì 5 dicembre 2019


70.000 euro in cerca di casa !

Da giorni continuo a verificare i movimenti del mio conto corrente, ad osservare il fondo del  carrello che uso per fare la spesa  (non posso fare sforzi sgraditissimi alla mia spina dorsale ), a guardare nella cassetta della posta in portineria sperando, sì sperando ardentemente, di trovare 70.000 euro come è capitato alla bellissima Anastasiya Kylemnyk forse inconsapevole amica del mago Casanova. Al posto delle banconote non disdegnerei trovare un contratto di acquisto di un appartamento con vista sull’Arco della Pace come capitò a Claudio Scajola che a sua insaputa divenne proprietario di un appartamento con vista sul Colosseo! Io, fiducioso, appena ieri ho fatto una ulteriore ricerca nel mio carrello della spesa, ma al posto delle sospirate banconote ho trovato una busta dell’Enel contenente una bolletta di ben 116 euro, busta che mi era caduta nel carrello quando mi venne consegnata dalla portinaia mentre uscivo a fare la spesa! Come fa Anastasiya a dichiarare che nel suo zaino avevano preso posto ben 70.000 euro in banconote ben arrotolate a sua insaputa? Ha forse lasciato lo zaino incustodito alla stazione o al bar per consumare un cornetto e cappuccino? Le fortune, come i miracoli capitano sempre agli altri. Indagando e sperando a me è capitata soltanto una sgualcita bolletta dell’Enel! Pazienza. Domani, imperterrito, riprenderò a controllare conti e luoghi in cui possano apparire banconote a corso legale. Allo stato, carissimo benefattore, mi accontenterei anche e  soltanto dei 116 euro, giusto per pagare la bolletta della luce. Spes ultima dea! Domani andrò a pagare la bolletta perché non vorrei che mi staccassero la luce ed al buio sarebbe poi difficile trovare i rotolini delle graditissime banconote. Ma il destino cinico e baro mi toglierà questa soddisfazione anche alla luce del giorno! Pazienza, nulla manca a chi si contenta di poco!!!
PS. Due “ stranezze “ da segnalare. Luca Sacchi non era, non è coinvolto nella faccenda che ha causato la sua morte ed io ci credo. Vorrei però che qualcuno mi spiegasse come mai lui e la sua faccia d’angelo Anastasiya usassero un programma chiamato Signal che assicura la cancellazione automatica dei messaggi. Ça va sans dire che se non si vogliono fare leggere i messaggi, questi debbano contenere cose che è meglio non propagare! Altra stranezza la rilevo nelle dichiarazioni dell’assassino Valerio Del Grosso che ha distrutto la pistola dell’omicidio pensate un pò? Mettendola in un frollino!! Io ero convinto che il frollino servisse solo per fare la maionese!!