OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

La moralità non è propriamente la dottrina del come renderci felici, ma di come dovremo diventare degni di possedere la felicità. (Immanuel Kant )


Cicerone:
(106 a.C. 43 a.C. )

"LE FINANZE PUBBLICHE DEVONO ESSERE SOLIDE, IL BILANCIO DEVE ESSERE EQUILIBRATO, IL DEBITO PUBBLICO DEVE ESSERE RIDOTTO, L'ARROGANZA DELL'AMMINISTRAZIONE DEVE ESSERE COMBATTUTA E CONTROLLATA, E GLI AIUTI AI PAESI STRANIERI DEVONO ESSERE RIDOTTI AFFINCHÉ ROMA NON FALLISCA. LE PERSONE DEVONO ANCORA IMPARARE A LAVORARE INVECE DI VIVERE CON L'ASSISTENZA PUBBLICA.


La dittatura perfetta avrà sembianza di democrazia. Una Prigione senza muri nella quale i prigionieri non sogneranno di fuggire. Un sistema di schiavitù dove, grazie al consumo e al divertimento, gli schiavi ameranno la loro schiavitù. Aldous Huxley

Le regole di maggioranza funzionano solo se si considerano anche i diritti individuali: non si possono avere cinque lupi e una pecora che votano su cosa cucinare per cena. (Larry Flynt)

NON E' UNA COLPA DESIDERARE UN ATTIMO DI PACE ALMENO AL TRAMONTO DELLA VITA. ( JOHN LE CARRE' )

Quando a causa degli anni

non potrai correre, cammina veloce.

Quando non potrai camminare veloce, cammina.

Quando non potrai camminare, usa il bastone.

IL MEGLIO E' NEMICO DEL BENE!!

CONTRA FACTUM NON VALET ARGUMENTUM !!!


QUANTO E’ BELLA GIOVINEZZA CHE SI FUGGE, TUTTAVIA CHI VUOL ESSER LIETO SIA DI DOMAN NON V’è CERTEZZA



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sabato 7 dicembre 2019

VISSI D'ARTE IN UNA AUTORIMESSA !!
Riprendo! La Tosca di ieri è stata un’opera da ascoltare. Le scene erano orribili. Nel preambolo la RAI ci ha fatto vedere gli interni della Basilica di Sant'Andrea della Valle., stupendi da ogni punto di vista. Navate, opere d’arte, luci, dipinti, sembrava che da un momento all’altro arrivasse la Madonna per convertire qualche miscredente. Inizia l’opera e mi trovo in un’autorimessa con ponteggi, colonne che continuano a muoversi così come si muoveva la gigantografia della Madonna che Cavaradossi non avrebbe mai potuto dipingere data la distanza chilometrica tra lui ed il quadro. Nell’autorimessa non si vedeva nessun carrello sollevatore, ragion per cui Mario avrebbe dovuto applicare il pennello su di un lunga asta!. L’immagine sacra appariva e scompariva, si macchiava e si ripuliva automaticamente, mi sembrava di essere nel bel mezzo di un terremoto Quando si è deciso di celebrare l’assunzione della Vergine spedendo in alto la sua effige il pittore è rimasto sulla scala simile a quella posta ai piedi di un aereo che si apprestava all’imbarco dei passeggeri.
In questa chiesa autorimessa appaiono alcune suore, una sulla sinistra che prega ed un terzetto sulla destra che fa altrettanto, poi come se fossero state prese da uno spirito maligno cominciano a spostare le colonnine con le candele poste presumibilmente davanti a qualche sacra icona. Nonostante io fossi cattolico, credente e praticante non ho mai visto una scena del genere. Quando le sorelle hanno deciso spontaneamente di andar via lo hanno fatto speditamente percorrendo più volte una virtuale rotatoria. Mi sembrava di assistere alle prove di una gara podistica. Gli abiti delle consorelle mi portavano ad una confraternita delle Pie Sorelle dei Fantasmi. Arriva Floria Tosca giunta da una serata celebrativa del Milan Football Club in perfetta mise rosso nera! Cominciano i dialoghi tra  Mario Cavaradossi e Floria Tosca che paiono due ciechi che si cercano, si guardano pochissimo negli occhi , cantano quasi sempre di spalle tranne qualche volta che, accorgendosi di essere in due, si avvicinano per poi riprendere la posizione abituale, quella di spalle o lontani tra di loro.
Floria non vuole baciare ed abbracciare Mario se non dopo aver pregato ed infiorato la Madonna. Cosa fa la tapina? Si guarda intorno, vede qualche fiore  davanti a San Pietro li sottrae e li porta alla Madonna che resta secondo me un po’ attapirata, pensava di ricevere fiori freschi e si deve accontentare di quelli di seconda mano ! Mi ricordo una scena di Amici Miei II quando gli amici vanno al cimitero a trovare il loro amico defunto ed il conte Macetti sempre senza soldi, ruba fiori da un tomba vicina e li mette davanti a quella del suo amico!
Floria prima di uscire dalla chiesa, abituata al furto floreale, sottrae un ulteriore fiore e lo porta con sé!
Arriva Angelotti che cerca rifugio nella chiesa dove sua sorella, la marchesa Attavanti, ha nascosto chiavi e vesti femminili. La meschina si è dimenticata di dire a suo fratello fuggitivo dove ha messo la chiave della cappella gentilizia e questi deve sdraiarsi per terra per trovarla. Molto realista la scena, ma poco accorta la marchesa o smemorato il fuggitivo.  Angelotti vede una botola e senza sapere né leggere e né scrivere si fionda dentro. E se vi era una fogna o un ossario? Poco importa si fugge e basta ! Mario al vedere l’Angelotti resta perplesso non riconoscendolo, ma una volta che il fuggitivo ha presentato le credenziali lo ha abbracciato  e poi in ginocchio entrambi hanno fatto il piano per sottrarre l’amico al barone Scarpia. Una posizione più comoda non era facile da trovare ?
Sul più bello mentre si festeggia la sconfitta di Napoleone in chiesa, tutti quanti, chierici, fanciulli cattolici, aspiranti, suore ( della stessa congrega di poco fa ) e sacrestano vengono zittiti e redarguiti dal Barone Scarpia che chiede spiegazione del baccano. Il povero sacrestano avrebbe potuto avvalersi della facoltà di non rispondere, ma uno sgherro gli mette una pistola alla tempia cosicché il poveretto continua il racconto spontaneo, ma sempre sotto la minaccia dell’inutile pistola. Fatto questo si appronta per il Te Deum ispirato a Maranello casa della Ferrari. Ovviamente il rosso si spreca e i salmodianti iniziano a ripercorrere una rotatoria senza fine. Nemmeno in una visione onirica dopo una cena a base di peperoni fritti ed arrostiti ben oliati e pieni di aglio !
Si passa poi in casa del Barone Scarpia, stanza tetra ed illuminata solo dal chiaro di luna  ( forse il regista si è confuso con la Bohème ), il soffitto è istoriato con quadri di ispirazione biblica purtroppo anche essi terremotati. Non ho mai visto quadri  con personaggi semoventi.
Scarpia non si è rivolto ad un apprezzato sarto dello Stato Pontificio perché la sua palandrana scopava abbondantemente il pavimento. Quando ha voluto violentare Floria l’ha spinta a terra e le ha messo le mani tra le gambe. Dato che c’era poteva anche andare oltre tra gli applausi dei presenti!
Il barone si toglie la palandrana e si trova in divisa fascista della marcia su Roma!!  Credevo che da un momento all'altro potessero apparire i quadrumviri  del regime fascista: Italo Balbo, Michele Bianchi, Emilio De Bono, e Cesare Maria De Vecchi. Mai una camicia bianca! Poi la sventurata, mentre pensava di iscriversi al movimento Me Too, ha adocchiato un coltello sulla tavola del barone e nonostante fosse senza punta l’ha usato per infliggergli ben tre coltellate e, visto che il barone non ne voleva sapere di defungere nonostante i lunghi contorcimenti lo ha strozzato con le sue “ dolci mani, mansuete e pure “!!!.
Ovviamente la logica avrebbe voluto che l’assassina dopo il fattaccio raggiungesse l’uscita più velocemente possibile giusto per non farsi trovare dalle guardie che potevano giungere alle grida dello sventurato agonizzante. L’obnubilata  rimane  però sulla scena del delitto in attesa del generale Luciano Garofano o del R.I.S. di Parma per le rilevazioni del caso !
E veniamo al finale! Mario è stato appena fucilato e le guardie si sono accorte dell’assassinio del barone Scarpia e corrono sugli spalti presumibilmente dopo aver passato al setaccio tutte le stanze baronali. Arrivano sugli spalti, Tosca é lì che si dispera e le guardie passano davanti a lei senza vederla e  corrono verso  direzioni opposte. Mi torna in mente l’ordine impartito nella regia marina borbonica che partiva col grido  “ facite ammuina “”«: tutti chilli che stanno a prora vann’ a poppa e chilli che stann’ a poppa vann’ a prora: chilli che stann’ a dritta vann’ a sinistra e chilli che stanno a sinistra vann’ a dritta: tutti chilli che stanno abbascio vann’ ncoppa e chilli che stanno ncoppa vann’ bascio passann’ tutti p’o stesso pertuso: chi nun tene nient’ a ffà, s’ aremeni a ‘cca e a ‘ll à”. Non credo occorra la traduzione !
Mentre Tosca vuole gettarsi dagli spalti del castello, arrivano vicino a lei le guardie che propendono le braccia per afferrarla inutilmente;le braccia la indicano ,ma non l'afferrano!. Floria si tuffa sconfiggendo la legge di gravità  tanto che anziché schiantarsi al suolo, aziona i motori e vola verso l’alto come una novella madonna!
Una volta capitò che una Floria si tuffò dagli spalti, cadde sul materasso gonfiato posto appena sotto gli spalti, ma invisibile agli spettatori,e  riapparve miracolosamente. Nel  nostro finale si vede addirittura Tosca librarsi nell’aere e senza neppure toccare terra  rimbalzare!
Il tutto sembra una enorme barzelletta accolta dagli applausi di una platea assatanata dalle psichedeliche modifiche colpendo al cuore il povero Puccini che sta ancora ringraziando Iddio  per averlo chiamato a se prima di assistere a questo scempio.

Questo è il mio pensiero, non so se sto diventando sempre più vecchio ed insofferente, ma credo che paragonare le scene viste e quelle storiche più che una cosa insensata sia proprio una vera bestemmia !
Non vado oltre, mi basta questo. Una bellissima opera da ascoltare!
Anna Netrebko (Floria Tosca), ottima; il tenore Francesco Meli (Mario Cavaradossi) buono e il baritono Luca Salsi (il barone Scarpia) Ottimo.

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