OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

Cicerone:
(106 a.C. 43 a.C. )

"Le finanze pubbliche devono essere solide, il bilancio deve essere equilibrato, il debito pubblico deve essere ridotto, l'arroganza dell'amministrazione deve essere combattuta e controllata, e gli aiuti ai paesi stranieri devono essere ridotti affinché Roma non fallisca. Le persone devono ancora imparare a lavorare invece di vivere con l'assistenza pubblica. »


IL MEGLIO E' NEMICO DEL BENE!!

CONTRA FACTUM NON VALET ARGUMENTUM !!!

CHI STA AL POTERE PRENDE I GERMI DEL POTERE ( Massimo Giletti )

QUANTO E’ BELLA GIOVINEZZA CHE SI FUGGE, TUTTAVIA CHI VUOL ESSER LIETO SIA DI DOMAN NON V’è CERTEZZA

Donne e giovinetti amanti, viva Bacco e viva Amore! Ciascun suoni, balli e canti! Arda di dolcezza il core! Non fatica, non dolore!

Due strofe dal " trionfo di bacco ed arianna" di LORENZO de' medici


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martedì 22 settembre 2020

NESSUN VINCITORE..TUTTI VINCITORI!!!!   (come al solito)

Non vedevo proprio l’ora di ascoltare le prime dichiarazioni degli esponenti politici di primo piano al termine della conta dei voti. Devo dire che le dichiarazioni sono simili da oltre un trentennio e che iniziano con il ringraziamento agli elettori che hanno sfidato la pioggia, la tegola malandrina che si stacca dal tetto mentre ci si avvicinava al seggio e qualche incidente stradale. Dopo i ringraziamenti si pronuncia la solita frase profferita da tutti i segretari politici: abbiamo vinto dappertutto e proprio dove non sia possibile dar vita a questa affermazione ci si rifugia nel pur sempre “ corner” vale a dire: non siamo stati i primi ma abbiamo migliorato le posizioni rispetto alle precedenti elezioni. Mai che ci sia stata prima una dettagliata programmazione per facilitare il voto convinto, si è sempre fatta la guerra alle persone sia appartenenti alla categoria dei capi sia  a quella degli elettori sporchi, brutti e cattivi che hanno seguito il maldestro! In queste elezioni si è preferito “ l’usato sicuro “ tanto che Zaia in Veneto e De Luca in Campania hanno vinto personalmente le elezioni con un vero e proprio plebiscito! I segretari politici hanno spesso affidato le sorti dei competitor ai sorrisi smaglianti stampati sulle labbra delle femminucce e dei maschietti. Mai nessun competitor con la faccia preoccupata, solo facce sorridenti ed accattivanti come se dovessero vendere dentifrici! Ve lo immaginate voi un luminare della chirurgia che si appresta ad un difficile intervento sghignazzando e sorridendo? Il popolo sovrano non ha minimamente pensato alla scarsa rappresentazione degli elettori votando la riduzione dei deputati e senatori. Credo che riducendone il numero i votanti per il “SI’” si siano accontentati di una loro parziale eliminazione non potendo pretendere di mandarli tutti a casa considerando la loro attività ed i loro stipendi. Suggerirei di scrivere a caratteri cubitali sia a Montecitorio che a Palazzo Madama la seguente frase di Alcide De Gasperi: Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione. E di statisti dalle nostre parti non ve ne sono e purtroppo non se ne vedono neppue all’orizzonte ! Se per caso vi sia uno statista che guarda alla prossima generazione è perché la vuole affogare nei debiti!

La vittoria dei SI’ è stata presentata come la vittoria dei 5 Stelle come se il 70% dei voti fossero stati dati  tutti a loro, come dire che i 5 Stelle hanno avuto il 70% dei votanti. Scusate se è poco!

La competizione regionale si è conclusa con un salomonico pareggio 3-3 eppure c’è che afferma di aver vinto. Ho anche sentito dire da un segretario politico che la vittoria non si deve alle sue doti taumaturgiche, bensì all’arroganza dell’avversario bacia rosari. Non si è persa l’abitudine di offendere e denigrare. La Lega, purtroppo o per fortuna, era e resta il primo partito in Italia. La destra governa 15 regioni contro le 5 della sinistra eppure i “ sinistri “ sono contenti. I governatori pare che siano stati tutti confermati ad eccezione di quello che governava le Marche passate alla destra di Giorgia Meloni.

Ora la battaglia si sposta sulla legalità dell’attuale Parlamento grandemente ridimensionato, l’emanazione della legge elettorale che deve tener conto della rappresentanza delle popolazioni con la determinazione delle circoscrizioni e soprattutto accapigliarsi senza esclusione di colpi per la prossima elezione del Capo dello Stato. Sono sicuro che Enrico Mentana stia già programmando ed organizzando la prossima Maratona Mentana che si protrarrà per qualche settimana senza interruzione!

 


domenica 20 settembre 2020

 

20 SETTEMBRE………….

20 settembre 1870,l’esercito piemontese conquistava lo Stato Pontificio senza aver presentato la benché minima dichiarazione di guerra. Del resto la stessa cosa venne perpetrata contro il prosperosissimo Regno delle Due Sicilie che presto divenne indigente e privato di tutte le sue ricchezze a partire dai cospicui tesori del Banco di Napoli e del banco di Sicilia che guarda caso andarono a rifornire le esangui casse piemontesi. Del resto non ci può meravigliare di nulla; noi proveniamo dal primo orrendo crimine di Caino contro Abele!! ( non so come sia stata possibile la futura procreazione da parte di due maschietti )!!

Ma torniamo al 20 settembre 1870. Mentre la resistenza cessava a Porta Pia, la bandiera bianca fu issata lungo tutta la linea delle mura. I Generali Ferrero e Angioletti la rispettarono, invece Bixio continuò il bombardamento per circa mezz’ora». Del resto questo gentiluomo si macchiò anche della strage di Bronte ed in quella occasione per ingraziarsi gli inglesi veri artefici della cacciata dei Borboni ( altro che Garibaldi con i suoi 850 bergamaschi !) fece fucilare cinque innocenti! Mezz’ora di inutili bombardamenti, forse aveva un contratto per utilizzare la polvere da sparo fino all’ultima oncia! Papa PIO IX aveva dato ordine ai suoi zuavi di sparare in aria    al solo scopo di dimostrare alle potenze europee che si stava difendendo da una vera e propria aggressione. Poi è andata come è andata e l’Italia venne riunificata!

Altra data che mi viene alla mente è quella del 20 settembre 1958 allorquando vennero chiusi in Italia i postriboli grazie alla senatrice Merlin che intendeva, ben seguita ed appoggiata dai suoi amici di partito, sconfiggere la prostituzione. Forse la senatrice non aveva fatto mente locale che la prostituzione era, è e sarà il più antico e redditizio mestiere del mondo, violenze a parte! A Foggia – ridente cittadina della Daunia – vi era una strada, della quale non ricordo il nome, che aveva ben tre case chiuse, due delle quali molto eleganti e costose; ricordo ancora adesso i loro nomi: Pensione Marcella e Pensione Cesarina nomi che erano obliquamente incisi sulle vetrate delle porte di ingresso che avevano maniglie di ottone lunghissime e lucidissime. Un mio aneddoto: Avevo poco più di dodici anni ed incontro un mio cugino trentenne nella piazza davanti a casa mia che era per altro vicina alla strada delle suddette “case”.

-       Ciao Aldo, che fai da queste parti?

-       E lui: abito da queste parti.

In effetti non sapevo dove abitasse anche perché era appena arrivato a Foggia.

- Dove abiti?

- Lì, in fondo a destra, vi è la via tal dei tali, abito in una pensione, sulla porta è scritto “ Pensione  Marcella “

- Bene vuol dire che verrò a trovarti uno di questi giorni. Ciao.

- Ciao

Dopo un paio di settimane mi venne in mente di andare a trovare questo mio deficiente cugino. Raggiungo la Pensione Marcella e mi accorgo che di fronte ve ne era un’altra che si chiamava Pensione Cesarina. Ho pensato: questa è una strada di alberghi utili per dare ospitalità a questo deficiente di cugino appena venuto dalla Calabria.

Mi avvicino alla porta della Pensione Marcella che da fuori sembrava veramente una pensione abitativa dal momento che non vi era traffico….umano. Non vi era campanello e la porta si apriva facilmente. Entro e vedo qualche arredamento strano ed una “signora “ alla reception che mi guarda minacciosa. Chiedo di parlare con mio cugino Aldo  al che ricevo una serie di insulti urlati e presto inseguito da un inserviente con una scopa. Riesco a guadagnare l’uscita ansimando e meravigliato dell’accoglienza riservata a me ed a quel deficiente di mio cugino. Pensai che il deficiente era in arretrato con il conto della pensione tanto che la cassiera non solo si arrabbiò al solo nominare mio cugino, ma ne ebbe anche con il suo parentado. Dopo un altro po’ di tempo realizzai l’attività della “pensione” ed ebbi conferma della cretineria gratuita del mio parente. Forse fu anche per vendicare l’offesa da me ricevuta che la senatrice decise di chiudere la “Pensione Marcella “ e tutta la catena alberghiera esercente la medesima attività!

Oggi il 20 settembre è ricordato come la vigilia dell’entrata dell’autunno con i suoi colori, profumi e fresco!

sabato 19 settembre 2020

 

DONNE E MINIGONNE

Una premessa prima di inoltrarmi su un terreno che potrebbe essere minato. Non sono un maschilista e sono per tutte le libertà sempre che queste ultime non possano essere usate senza senso e irrispettose delle libertà altrui. Vi è un limite all’esercizio della libertà. “La mia libertà finisce dove inizia quella dell'altro”

Detto questo vorrei toccare due argomenti che hanno poco o nulla a che fare tra di loro.

Prima argomento: le dichiarazioni tardive di donne che denunciano una molestia sessuale subita guarda caso da personaggi famosissimi e tantissimi anni prima. Cosa significa ad esempio denunciare la violenza sessuale perpetrata da Placido Domingo su una cantante venti anni prima della denunzia? I puristi hanno cancellato i contratti che legavano il tenore a diversi teatri mondiali. L’accusatrice ha avuto l’agognato momento di gloria, di comprensione o commiserazione. Dopo di che? Domingo resta uno dei più celebrati tenori che presto o tardi firmerà nuovi contratti da tenore o da direttore d’orchestra e della sua accusatrice nessuno mai si ricorderà. Io so solo che era donna e non un uomo! Si considera violenza sessuale qualsiasi atto che, pur in assenza di un contatto fisico diretto con la vittima, coinvolga oggettivamente la corporeità sessuale. Se si dovesse rispettare alla lettera questa enunciazione della Corte di Cassazione dovremmo prestare attenzione a non sfiorare una donna nemmeno col pensiero che potrebbe essere leggermente biricchino.

A scanzo di equivoci voglio solennemente affermare che i reati di violenza sessuale con congiungimenti carnali dovrebbero essere puniti con estremo rigore senza concessione di ogni attenuante. Anche le persone di men che mediocre intelligenza però comprendono benissimo la differenza che passa tra uno stupro, un pizzicotto o una proposta oscena per ottenere se mai un posto di lavoro.

Concludo l’argomento affermando che una dichiarazione per violenza sessuale tipica e atipica dopo 30 anni sa tanto di ricerca di visibilità se mai dopo qualche anno di dimenticatoio.

Altro argomento: come vestirsi in particolari luoghi. In linea di principio sono d’accordo che le fanciulle possano vestirsi come meglio loro aggrada. Il problema sta nell’opportunità di utilizzare abiti molto succinti in luoghi che meriterebbero un certo rispetto. Da sempre al sorgere del sole estivo le belle fanciulle dalle belle gambe vestono minigonne ascellari che suscitano l’altrui attenzione non fosse altro per ringraziare il buon Dio della bella…giornata !

Può una deliziosa fanciulla dalle lunghe gambe e dalla corta gonna entrare in chiesa? Certamente no! Perché il luogo è sacro e merita un certo rispetto, si va in chiesa per pregare e non per osservare le belle gambe.

Può una deliziosa fanciulla dalle lunghe gambe e dalla corta gonna entrare in un casa di correzione allorquando i ristretti siedono ai tavoli per consumare il pranzo o la cena? Certamente no! Perché la polizia penitenziaria non farebbe in tempo a sottrarre la derelitta dalle grinfie dei detenuti. Quindi per prudenza non si entra in un carcere scarsamente vestite. E’ una questione di normalissima prudenza!

Vi è una recente disposizione di una vice preside del liceo Socrate di Roma che invitava le fanciulle a non frequentare le lezioni vestendo la minigonna ascellare dal momento che il professore ( e di questi tempi anche le professoresse ) potrebbero avere gli occhiali appannati da tanta celestiale visione. Vi sono in estate le camice bagnate a bella posta per fare vedere e non vedere le grazie sottostanti. E se parlassimo in scuola di una tale visione situata molto più in basso delle grazie apparse sotto la camicia bagnata? Ora io non dico che il vedente debba necessariamente scendere precipitosamente dalla cattedra ed afferrare la poverina, ma uno sguardo di tanto in tanto cadrebbe là proprio là dove la fanciulla probabilmente voleva che l’altrui sguardo fosse indirizzato anche per vedere quante volte il professore posava lo sguardo, quante volte il docente arrossiva e quante altre parlando di geografia inseriva un po’ di storia salvo poi a riprendersi tossendo.

Concludo dicendo che fuori per strada, nelle discoteche ed in locali della movida ci si possa vestire come si vuole, ma in posti che richiedono rispetto e sacralità ci si deve vestire con buon gusto e prudenza evitando ogni forma di eccentricità molto apprezzata e richiesta altrove.

venerdì 11 settembre 2020


Quello che posto oggi più che una ricetta è un racconto dedicato al ragù foggiano che da tempo preparo in primis per la mia gioia e poi per quella dei commensali. Chiedo scusa se pare che mi auto celebri, ma credo che non si debba fuggire dalla realtà. Se il ragù che racconterò fosse stato poco appetitoso e con qualche difetto l’avrei consegnato alla spazzatura, al contrario non posso che celebrarlo e con lui, permettetemi, mi riservo una nota di plauso e di orgoglio. Nell’amata Napoli il ragù domenicale è una tradizione; é chiamato anche ragù del portinaio perché questi confinato per tante ore nella guardiola del palazzo non poteva sottrarsi alla cura del ragù rimestandolo spesso e di nascosto piluccando la….cucchiara di legno!!

Chiamerò questo ragù:

RAGU’ MONUMENTALE




INGREDIENTI: BRACIOLONE DI CARNE DI CAVALLO:800 GR. – CARNE DI VITELLONE:450 GR. – COPPA DI MAIALE: 250 GR. – AGNELLO: 150 GR. – CONCENTRATO DI POMODORO: UNA SCATOLA DA 440 GR. – PASSATA DI POMODORO: TRE BOTTIGLIE DA 700 GR. – PANCETTA COPPATA: 100 GR. – PREZZEMOLO: QUATTRO CIUFFI CONSISTENTI – UVA SULTANINA: TRE CUCCHIAI – PINOLI: UN CUCCHIAIO – FORMAGGIO PECORINO: 150 GR. – SEMI DI FINOCCHIETTO: UN CUCCHIAINO RASO – OLIO EVO: UN BICCHIERE DA VINO – CIPOLLA: UNA MEDIO GRANDE – SEDANO: UNA COSTA – AGLIO: UNO SPICCHIO. – SALAME CAMPAGNOLO: DUE O TRE FETTE. – VINO ROSATO: UN BICCHIERE.

TEMPO: 30 MINUTI PER GLI INVOLTINI E 7 ORE PER LA COTTURA – DIFFICOLTA’: LABORIOSA – DOSI: AD LIBITUM!

Recentemente ho assistito ad una trasmissione televisiva dedicata al ragù pugliese fatto appunto – tra l’altro – con carne di cavallo. Io non utilizzavo questa carne prima perché è difficile trovare una macelleria equina e poi perché mi dava fastidio immaginare il povero animale ( non dissimile da agnellini, vitellini ed anche vitelloni ed affini )! Mi son fatto coraggio ed ho travato una macelleria il cui macellaio è stato prodigo di consigli ed abile nel fare un braciolone che altro non è che una fetta gigante, battuta e ridotta come un foglio lievemente spesso; la stessa cosa è capitata per il braciolone di vitellone. Il procedimento per fare gli involtini è identico a prescindere dall’animale sacrificato!

Su un tagliere stendere il braciolone, salarlo e peparlo dopo di che ricoprirlo con una generosa manciata di pecorino. Mettere ora qualche fetta di pancetta coppata, l’uvetta ammollata nell’acqua, qualche pinolo e qualche listarella di salame campagnolo. Ancora del formaggio pecorino. Aggiungere ora il prezzemolo non tritato ma ben steso sul centro del braciolone. Aggiungere un ultima spolverata di pecorino ed arrotolare il braciolone su se stello legandolo ben bene allo scopo di non far fuori uscire il contenuto. Procedere alla stessa maniera con l’altra carne.

In una padella – la più grande a disposizione – mettere la cipolla e la costa di sedano affettate grossolanamente, l’aglio e l’olio evo lasciando soffriggere brevemente. Dopo sei o sette minuti aggiungere gli involtini, la coppa ridotta in pezzi né troppo piccoli e né troppo grandi nonché l’agnello e lasciar cuocere a fuoco vivace per la giusta rosolatura. Salare e pepare. Aggiungere ora i semi di finocchietto. Quando le carni saranno ben rosolate sfumare col vino rosato e dopo qualche minuto aggiungere il concentrato di pomodoro rimestando per bene aggiungendo poi un paio di mestoli di acqua tiepida per sciogliere il concentrato. Dopo una quindicina di minuti sempre rimestando, aggiungere la passata di pomodoro delle tre bottiglie. Dopo una ventina di minuti aggiungere tanta acqua quanta ne contengono le bottiglie e cuocere a fuoco moderato per trenta minuti. Rimestare spesso. Ora comincia il bello! Il ragù deve cuocere a fuoco bassissimo per sei o sette ore. Rimestando sempre per evitare che la carne si attacchi al fondo del tegame.

Ho trovato nel dimenticatoio un tre piedi che serve a sollevare una casseruola o simili dal fuoco in modo che la cottura avvenga al calore e non a contatto con una fiamma. L’ho utilizzato con enorme soddisfazione.

Dalle cronache:

Un moribondo al solo profumo di questo tipo di ragù si é destato e lanciato fuori per comperare  orecchiette o pasta fresca alla chitarra per consumare l’ultimo indimenticabile pasto tra lo stupore atterrito dei dolenti. Narrano le cronache che, dopo aver consumato questo ultimo pasto, il soggetto si sia disteso sul letto, incrociato le braccia esalando l’ultimo profumatissimo respiro!

Dopo questo....romanzo vi propongo una bella poesia di  Giuseppe Marotta celebre poeta napoletano:

 Una poesia in lingua napoletana con la traduzione in italiano per gli....stranieri.




 



giovedì 10 settembre 2020

 L'ATROCE MORTE DEL POVERO WILLY MONTEIRO

Non si deve e non si può generalizzare, ma, a volte, alcune decisioni del magistrato inquirente e quello del rinvio a giudizio sono a dir poco sconcertanti. L’omicidio del povero ragazzo ventunenne Willy Monteiro è stato ricondotto all’omicidio preterintenzionale, cioè morte non voluta ed accidentale. Ora due bestie professionalmente adibite al combattimento all’ultimo sangue, del peso di qualche tonnellata si sono accanite su un mingherlino massacrandolo di botte e saltando sul suo corpo martoriato ed in aggiunta affibbiandogli un calcione sulla testa. Preterintenzionale significa che in una colluttazione tra pari peso un contendente viene colpito da uno schiaffetto, perde l’equilibrio e cade battendo la testa sul dente di un marciapiede passando poi a miglior vita dopo qualche oretta sul lettino del pronto soccorso. Cosa hanno in comune questi episodi? Nulla, proprio nulla! Per me resta un omicidio volontario con l’aggravante della minorata difesa e della particolare brutalità! Ma io non sono un giudice!

Vi sono poi le dichiarazioni di un deficiente che attribuisce la responsabilità dell’accaduto a Salvini e Meloni, dichiarazioni sotto elezioni per connotare come aggressione di destra quella di un terzetto di belve in libera uscita.

Concorso a premi: una gift card per acquisti dove si vuole per indovinare il deficiente in parola. Risposta entra 30 minuti!

Sono passati 30 minuti e non ho avuto risposta; evidentemente i deficienti sono tantissimi e non si possono identificare per la vicenda che ci occupa.

Ve lo dico io:

Un tale Padre Alex Zanotelli che supera ogni limite. Per il missionario italiano, parte della comunità dei Comboniani, afferma tra un esorcismo ed un altro ( subito e no praticato ) che la colpa della morte di Willy Monteiro è tutta del centrodestra.

Un altro provvedimento di molti anni or sono si riferisce ad un PM che non chiese le aggravati della particolare gravità per un imputato  che aveva ucciso una povera donna accoltellandola per ben 37 volte interrompendo la mattanza non già per un ripensamento, ma dalla rottura del coltello.

Chiedo per un amico: come sarebbe un omicidio con l’aggravante della crudeltà, non essendo sufficienti ben 37 coltellate inferte dove capita capita?


giovedì 3 settembre 2020


SPAGHETTI AL TONNO ( a modo mio )

INGREDIENTI: TONNO IN SCATOLA:80 GR. – TONNO SFUSO: 100 GR. – POMODORI DA SUGO: 350 GR. – ALICI DISSALATE: DUE META’ – CAPPERI DISSALATI: UN CUCCHIAIO COLMO – AGLIO UNO O DUE SPICCHI – CIPOLLA BIANCA O DI TROPEA TRITATA: DUE CUCCHIAI - SEDANO: UN CUCCHIAIO RASO – PREZZEMOLO: DUE O TRE GAMBI E QUALCHE FOGLIOLINA –PEPERONCINO PICCANTE: UNA META’- SPAGHETTI N.5: 300 GR. – OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO.

TEMPO: 90 MINUTI – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER 3 / 4 PERSONE ( meglio tre, poi mi direte )

Incidere con la punta di un coltellino i pomodori nel senso della lunghezza, immergerli in acqua in ebollizione e dopo tre o quattro minuti scolarli e metterli sotto acqua fredda. Pelare i pomodori e metterli in una zuppiera e con le mani ridurli in polpa. In una padella anti aderente versare l’olio, la cipolla, il sedano tritatissimo, il tonno in scatola, i gambi di prezzemolo anche essi tritati, le alici i capperi, il peperoncino piccante e uno o due spicchi di aglio secondo le dimensioni ed il gusto personale. Cuocere per una decina di minuti a fuoco moderato. Aggiungere ora la polpa di pomodoro casalinga, regolare di sale e cuocere per altri venti minuti dopo di che aggiungere il tonno sfuso ridotto in pezzetti.Aggiungere anche il prezzemolo in foglie tritato. Regolare di sale e continuare la cottura senza coperchio a fuoco minimo per fare addensare la salsa. Nel frattempo cuocere gli spaghetti, toglierli al dente e tuffarli nella salsa. Rimestare per bene con delicatezza e spegnere il fuoco dopo un paio di minuti. Rimestare, lasciar riposare per un paio di minuti e …..non vi dico altro, anzi…..buon appetito!!

LA STORIA E' CON NOI !


Con tutti i nostri difetti, e sono tanti, con tutta la nostra storia millenaria, con tutta la bellezza incomparabile dei luoghi, con tutte le opere d’arte scampate alle diverse ruberie, con tutta la nostra cultura siamo i primi al mondo. Sarebbe troppo facile confrontarsi con i paesi del terzo mondo dove non c’è partita ed allora confrontiamoci con le grandi potenze partendo dagli Stati Uniti d’America. Nelle ultime settimane pare che sia iniziata la caccia al “negro “ da parte della polizia tutrice dell’ordine pubblico e preposta ad evitare tragedie. Questa polizia non disdegna di ammazzare persone oramai inermi e poste nella condizione di non offendere. La cronaca ci narra di uccisioni con ginocchio premuto sul collo del malcapitato che gridava di non respirare; sempre un altro afro-americano ucciso con ben sette colpi di pistola e per giunta alla schiena. Episodi ricorrenti con la benedizione di Donald Trump che difende l’operato di poliziotti violenti ed, aggiungo io, assassini. La cronaca ancora ci narra di persone portate in ospedale e prima ancora di essere sottoposte a diagnosi o ricovero, passano per l’amministrazione per il controllo della carta di credito che, se ben fornita, il malcapitato ha salva la vita e, in caso contrario, viene accompagnato alla porta e….avanti un altro !! Gli Stati Uniti d’America hanno ancora la pena di morte inflitta con modi barbari checché se ne dica. Gli Stati Uniti d’America hanno avuto diversi Presidenti ammazzati. Insomma non so che civiltà sia questa, una civiltà affondata nei soldi costi quel che costi, nel capitalismo sfrenato che però ha anche saputo imporsi regalando  importanti scoperte grazie alla scienza e coscienza di “stranieri”importati! Dall’altra parte del globo vi è la Russia ex CCCP che non bada a spese quando vuole eliminare i dissidenti. Un po’ di polonio, un po’ di gas nervino e il dissidente non dissente più! Quando non si ha nulla da fare si invade un po’ di Ucraina, un po’ di Crimea ovviamente con le armi, mentre il resto del mondo protesta senza grande convinzione, giusto per partecipare! Mai che la Russia abbia aiutato un paese democratico nel fatti e non nei… titoli !!
Cina e Russia con i loro immensi capitali si stanno comperando l’Africa e non certo per scopi caritatevoli, ed il resto del mondo sta lì a guardare come andrà a finire, quando anche un bimbo alla quinta elementare lo sa già!
Diceva un carissimo amico purtroppo scomparso “ quando noi italiani ci guardiamo siamo ultimi, ma quando ci confrontiamo siamo sempre “primi “ ! Viva l’Italia maestra di civiltà, oggi leggermente inferma !

mercoledì 2 settembre 2020


PACCHERI SPECIALI


INGREDIENTI: PACCHERI 250 R. – CIPOLLA BIANCA: UNA META’ – ZUCCHINA: UNA MEDIO GRANDE – CONCENTRATO DI POMODORO: UN CUCCHIAIO COLMO – STRACCHINO DOLCE: UN CUCCHIAIO COLMO – OLIO EVO: SEI CUCCHIAI – FORMAGGIO GRANA: 25 GR. – SALE E PEPE: QB. BASILICO UN PAIO DI FOGLIE – PREZZEMOLO: UN’IDEA


TEMPO: 60 MIN. – DIFFICOLTA’:FACILE – DOSI PER TRE PERSONE 

Amo i paccheri sopra ogni cosa e purtroppo sono il solo nella mia ristretta famiglia ad amarli. In ogni caso oggi sono partito in quarta. Ecco il procedimento!
In una padella anti aderente versare l’olio, la cipolla finemente tritata e dopo pochi minuti di cottura a fuoco moderato aggiungere la zucchina grattugiata. Salare delicatamente e cuocere a fuoco moderatissimo. Dopo una decina di minuti aggiungere il concentrato di pomodoro, rimestare per bene aggiungendo mezzo bicchiere di acqua. Continuare la cottura per quindici minuti aggiungere lo stracchino stemperandolo per bene. Regolare di sale. Aggiungere l’idea di prezzemolo tritato. Cuocere per altri dieci minuti aggiungendo un po’ di acqua alla bisogna. Aggiungere il basilico. La salsa è pronta per accogliere trionfante i paccheri che non vedono l’ora di essere scolati dall’acqua in ebollizione salata normalmente. Condire e su tutto mettere il formaggio grana o parmigiano. Rimestare e consumare prima che i vicini accorrano guidati dal profumo!

sabato 29 agosto 2020


POLLO CON PATATE AL FORNO



INREDIENTI: POLLO BIOLOGICO: 700 GR. – PATATE: UN CHILO – AGLIO: DUE O TRE SPICCHI – ROSMARINO: DUE RAMETTI – OLIO EVO: UN BICCHIERE DA VINO – SALE E PEPE: QB.

TEMPO: 90 MINUTI -  DIFFICOLTA’:FACILE – DOSI PER 6 PERSONE

Non ho fatto la scoperta dell’acqua calda, ma ho seguito una procedura appena immaginata che sarà sempre quella che seguirò da ora in avanti. Eccola! Il pollo era già posizionato ed acquistato al PAM; si tratta di un bel pollo giallo come quelli di di una volta che ben si distinguono da quelli biancastri usuali. Bene! In una padella anti aderente versare metà olio e due spicchi di aglio e  non appena si avverte il profumo mettere il pollo porzionato e cominciare la cottura a fuoco vivace. Dopo cinque minuti rigirare il pollo precedentemente messo con la pelle a contatto con la padella ed aggiungere un rametto di rosmarino. Salare e pepare. Quando il pollo avrà cambiato colore diventando bianco, toglierlo dal fuoco e metterlo a riposare in un recipiente.
Si saranno già pelate le patate e ridotte in pezzi non troppo piccoli. Nel frattempo si sarà messa al fuoco una pentola con acqua normalmente salata e quando inizierà il bollore versarvi le patate che saranno tolte dall’acqua non appena questa avrà ripreso il bollore. Mettere le patate in una zuppiera, regolare di sale, aggiungere pochissimo aglio tritatissimo, aghi di rosmarino ed un filo di olio. Rimestare.
Nella padella usata per soffriggere il pollo versarvi le patate, coprire e lasciar cuocere una decina scarsa di minuti. Disporre ore il pollo in una pirofila da forno che se è rettangolare raccoglierà il pollo esattamente nel centro. Attorno al pollo disporre le patate. Su queste far cadere tutto l’olio della padella in cui si sono cotti patate e pollo. Aggiungere poco sale fino ed una piccola presa di pepe. Infornare per 45 minuti in forno precedentemente riscaldato a 180 gradi. In poche parole gli ingredienti sono semplici, conosciutissimi e certamente utilizzati da tutti, credo che il procedimento sia appannaggio di ogni cuoco. Io ho illustrato il mio e con questo auguro buon appetito.

venerdì 28 agosto 2020


RISO AL FORNO AI TRE GUSTI

INGREDIENTI: RISO CARNAROLI: 500 GR. – UOVA: TRE – PARMIGIANO GRATTUGIATO: 100 GR. – ZUCCHINE: DUE MEDIO GRANDI – CARNE TRITA: 250 R. – PANGRATTATO: QB. – BESCIAMELLA: 500 GR. – CIPOLLA: 50 GR. – BRODO VEGETALE UN LITRO – ZAFFERANO: UNA BUSTINA – PREZZEMOLO: UNA PRESA. – OLIO EVO UN BICCHIERE DA VINO SCARSO.- BURRO: 25 GR.

TEMPO: 90 MIN. – DIFFICOLTA’: MEDIA – DOSI PER 6 / 7 PERSONE.

Un risotto al forno che necessita un po’ di mano d’opera, ma che viene ricompensato ampiamente.
Con la carne trita, un uovo, sale, un po’ di pangrattato ed un po’ di formaggio formare delle microscopiche polpette che saranno tuffate nel brodo vegetale in ebollizione. Se ristretto aggiungere  un paio di tazze di acqua. Dopo cinque minuti toglierle dal brodo e metterle in un recipiente.
Grattugiare con l’apposita grattugia le zucchine. In una padella versare tre o quattro cucchiai di olio evo,la cipolla finemente tritata e appena  appassisce aggiungere le zucchine grattugiate. Dopo cinque minuti di cottura a fuoco moderato regolare di sale, aggiungere un po’ di prezzemolo ed un cucchiaio colmo di besciamella.
In una casseruola mettere il restante olio evo e pochissima cipolla tritata che va soffritta leggermente dopo di che aggiungere il riso da cuocere esattamente come un normalissimo risotto utilizzando il brodo vegetale in cui si sono cotte le polpette. Se si pensa che sia scarso aggiungere un paio di tazze di acqua e controllare il sale. A sette decimi di cottura aggiungere una noce di burro e stendere su una teglia il 70% del riso. Nel residuo 30% di riso aggiungere la bustina di zafferano ed un mestolo o due di brodo. Dopo un paio di minuti togliere dal fuoco anche questo riso e stenderlo su un piatto ovale o simile in modo che si raffreddi.
Ungere completamente una teglia da forno con un po’ di burro e mettere un po’ di pangrattato facendolo aderire sul fondo e sui lati. 
Nella teglia deporre il riso bianco in modo da fare uno strato non tanto sottile coprendolo leggermente con le zucchine trifolate. Cospargere con poco formaggio grattugiato e pochissima besciamella. Fare un altro strato di riso bianco e su questo mettere le polpettine di carne e la solita quantità di formaggio grattugiato. Sbattere due uova lievemente salate e farle colare sul risotto un po’ dappertutto. Su tutto mettere il risotto giallo e stenderlo per bene su tutta la superficie della teglia. Per finire stendere un velo di besciamella su tutto il risotto ed infine una manciata di pangrattato.  Deporre qui e là qualche pezzetto di burro ed infornare per trenta minuti a forno già caldo a 180 gradi.
La procedura è lunga, ma vi assicuro che vale la pena. Per avere strati di diverso colore la prossima volta utilizzerò degli spinaci lessati e ben strizzati!


martedì 25 agosto 2020


LASAGNE CON LE MELANZANE



INGREDIENTI: LASAGNE: 250 GR. – MELANZANE: DUE MEDIO GRANDI DELLA QUALITA’ VIOLA – SALSA DI POMODORO FRESCO E BASILICO: QB. – OLIO DI GIRASOLE PER FRIGGERE: QB. – BESCIAMELLA: SETTE CUCCHIAI COLMI – FORMAGGIO PARMIGIANO: 80 GR. – SALSICCIA O PASTA DI SALSICCIA: 200 GR.

TEMPO: 60 MINUTI ( SALSA ESCLUSA ) – DIFFICOLTA’: FACILE -  DOSE PER 5 PERSONE.

Affettare le melanzane con lo spessore di un centimetro, metterle in un colapasta ed aggiungere poco sale grosso e tenerle così per un’ora, dopo di che scuoterle per eliminare il sale, infarinarle e friggerle con l’olio di girasole. Metterle su un foglio assorbente. Nel frattempo cuocere per una decina di minuti la pasta di salsiccia, o la salsiccia normale privata del suo budello, in pochissima acqua. Aggiungere un paio di cucchiai di salsa di pomodoro. In una pirofila da forno versare un paio di cucchiai di salsa di pomodoro ed un filo di basciamella e cospargere su tutto il fondo. Mettere ora la lasagna precotta e pronta all’uso sul fondo, aggiungere un po’ di salsa, pochissima besciamella e poco parmigiano. Coprire con altra lasagna sulla quale versare un po’ di salsa coprendola con le melanzane fritte. Aggiungere un po’ di salsa, besciamella e formaggio parmigiano. Coprire con una lasagna e su questa sempre un po’ di salsa e la salsiccia cotta ovviamente sbriciolata. Aggiungere pochissima besciamella ed il formaggio grattugiato. Aggiungere l’ultima lasagna e su questa tutta la salsa ed il solito cucchiaio di besciamella da fondere con la salsa. Su tutto una generosa spolverata di parmigiano. Infornare per una ventina di minuti a 180 gradi e…………chi vivrà, vedrà! (io sono sopravvissuto )!!!!!!!

BUON COMPLEANNO CARISSIMA INDIMENTICABILE LIRA

Oggi la lira italiana compie gli anni e più che farle gli auguri voglio esternare il mio totale incommensurabile rimpianto. Non è stata una moneta derelitta, è stata una moneta con la "M " maiuscola. A solo 15 anni dalla fine della seconda guerra mondiale “”un comitato di esperti, inglesi e stranieri, assegnò alla lira italiana il « premio Oscar finanziario » per il 1959. La decisione — pur non avendo valore pratico — riflette la fiducia dei banchieri, dei governi e degli operatori commerciali nella solidità della nostra valuta e il loro compiacimento per la destrezza con cui tale obbiettivo è stato conseguito””. In quel tempo i governatori della Banca d’Italia erano: Luigi Enaudi, gennaio 45 maggio 48 e Donato Menichella,  agosto 48 agosto 60.
Nato il Regno d’Italia che usurpò il Regno delle Due Sicilie, rubando gli ingenti tesori del Banco di Napoli e del Banco di Sicilia, in circolazione vi erano 236 monete metalliche. Il conio fu affidato alla Banca d’Italia dal 1893 ma fu solo nel 1926 che divenne l’unico Istituto autorizzato a emettere banconote, potere che fino allora aveva condiviso con il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia.
Morto il Re, viva il Re !
Il primo gennaio 2002 nasce l’euro che si mangia letteralmente la lira che piano piano si ammala e muore tra l’insipienza e la negligenza per non dire l’ignoranza di nascita o acquisita dei governanti politici ed economici del tempo. Il primo marzo del 2002 la lira spira tra le braccia di Romano Prodi che forse non sapeva far di conto, anzi è meglio togliere il “forse”!
Cambio demenziale non fosse altro che misurava una moneta nata prima ancora dello Stato. Quale Stato? Esattamente quello della Germania. Deutsche deutsche über alles!!!
Nel nostro inno nazionale si trovano significative parole:”
……Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.
Ora tra un’accelerata ed una frenata sembra che l’Europa sia decisa a darci una mano ( non so con quali sotterfugi ) forse perché noi siamo come Sansone, giudice biblico dalla forza straordinaria che abbattendo le colonne del palazzo in cui veniva tenuto prigioniero, lo fece crollare uccidendo se stesso e tantissimi nemici.  Muoia Sansone con tutti i Filistei ! Vale a dire che se salta l’Italia salta con se l’intera Europa!
Ciao, carissima indimenticabile lira, legata alla nostra gioventù e forse anche per questo indelebilmente stampata nel nostro cuore. Io ti rimpiango! Dalla lira all’euro i costi dei prodotti a larghissimo consumo come pane e pasta aumentarono del 45%,mentre nello stesso periodo l’ISTAT ci informava disinformandoci che i prezzi grazie all’introduzione dell’euro erano aumentati solo dell’1%. Una bazzecola radicomandata.
La vigilia dell’entrata in circolazione dell’euro un camioncino che vendeva sotto casa al mare frutta e verdura con un bel cartello in evidenza TUTTO A MILLE LIRE divenne subito TUTTO A UN EURO!!!!
CONTRA FACTUM NON VALET ARGUMENTUM!!!!!!
Mi piacerebbe salutare la nostra vecchia e gloriosa lira con un sentito “ arrivederci “!!!!

mercoledì 19 agosto 2020


SPAGHETTI CON LE VONGOLE VERACI

INGREDIENTI: SPAGHETTI N.5: 300 GR. – VONGOLE VERACI: UN KGR. – OLIO EVO: UN BICCHIERE DA VINO – PREZZEMOLO: UNA ROBUSTA MANCIATA – AGLIO: TRE O QUATTRO SPICCHI A SECONDA DELLA DIMENSIONE – PEPERONCINO PICCANTE FRESCO: UNA PUNTA.

TEMPO: 45 MIN. – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER TRE O QUATTRO PERSONE.

Direi “ la scoperta dell’acqua Calda “! Mi sono sempre chiesto cosa ci sia più facile di uno spaghetto alle vongole. Eppure se si sbaglia il procedimento il risultato potrebbe essere aberrante! Sic!Usare del prezzemolo fresco e croccante e l’aglio quasi fresco. Disporre di una quantità significativa di prezzemolo ed aglio da usare in due o tre volte. In una padella larga ed anti aderente versare l’olio, il prezzemolo e l’aglio molto finemente tritati e porre al fuoco bassissimo ed a padella coperta per cinque o sei minuti. Nulla deve essere soffritto! Ribadisco è vietato soffriggere e per evitarlo aggiungere tre o quattro cucchiai di acqua. Versare poi le vongole, coprirle ( come dicono in Toscana “ tapparle “ ) aumentare il fuoco quasi al massimo per un paio di minuti, dopo di che ridurlo al minimo e continuare a cuocere per una decina di minuti. Aggiungere pezzetti microscopici di peperoncino ed una cucchiaiata di prezzemolo e aglietto tenuto da parte. Spegnere il fuoco lasciando il coperchio. Nel frattempo si saranno portati a cottura gli spaghetti e poco prima di scolarli riaccendere sotto le vongole ed appena riprenderanno calore versarvi gli spaghetti, rimestare per bene, aggiungere se mai altro prezzemolo ed aglietto ed una spolverata di pepe. Prendere il libro degli inni sacri e cantare a squarciagola le lodi al Signore!! Io ho cantato quello che inizia con: O che giorno beato il Ciel ci ha dato, giorno di paradiso, tutto un sorriso ecc. ecc.

martedì 18 agosto 2020

SACRO  E  PROFANO !!


Ricordo…… sì ricordo che una volta in chiesa si entrava in composto silenzio e se per caso si udivano bisbiglii qualcuno sibilando chiedeva il silenzio. Se un bimbo disturbava piangendo si invitava la mamma a portarlo fuori dalla chiesa. Insomma vi si respirava il sacro. Non parliamo poi delle dolcissime note che venivano dall’organo senza accompagnamento di tamburi e nacchere.
Sembrava che il buon Dio sedesse accanto a te ! Credo ora che Lui se ne sia tornato dal Padre lasciandoci più soli che mai!
Come si può digerire che il giorno dell’Assunzione della Madonna in cielo, anima e corpo, nella cattedrale di Napoli abbia preso forma un corteo di ballerine, con tamburi e strumenti nemmeno italici.
La chiesa trasformata in palcoscenico. Immagino una credente in preghiera disturbata dalla processione atea. Papa Bergoglio a quando i giocolieri in chiesa giusto per una partecipazione popolare che di religioso non ha proprio nulla? Tu sei responsabile di queste rappresentazioni tribali!!
Dove sono i canti gregoriani? Come ci si può raccogliere in preghiera in un circo equestre?
Corona virus e rappresentazioni teatrali del genere fanno si che il mio, il nostro raccoglimento domenicale e delle feste comandate si faccia davanti ad un televisore. Vedete questo filmato e vi convincerete che…si stava meglio quando si stava peggio!


Pio XII, Paolo VI, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II che siete tutti santi perché non intervenite da lassù? Ridateci le sensazioni trascendentali. La religione è fatta anche di queste cose che sanno appunto di divino e non……..di  vino che dà sicuramente alla testa!!!!!

venerdì 14 agosto 2020


SUGO DI PESCE

INGREDIENTI: PESCE PERSICO DEL NILO: 350 GR. – CALAMARETTI: 250 GR. – GAMBERI ARGENTINI SURGELATI: UNA DECINA – COZZE: 1.500 GR. – CONCENTRATO DI POMODORO: DUE CUCCHIAI STRACOLMI – PREZZEMOLO: UNA MANCIATA CONSISTENTE – CIPOLLA: UNA  MEDIA – AGLIO: DUE SPICCHI – SALE E PEPE: QB. – OLIO EVO: UN BICCHIERE DA VINO SCARSO

TEMPO: 60 MINUTI – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI LIBERE.

Questa ricetta non è mia, ma da me è stata modificata sostanzialmente e quindi posso dire di essere….suo padre o.....suo zio!
Vorrei precisare che non si tratta di una "zuppa di pesce " ma di un sugo che non deve risultare eccessivamente " brodoso ".
In una casseruola anti aderente versare l’olio, la cipolla affettata sottilmente e l’aglio tritato. Porre al fuoco moderato per soffriggere delicatamente. Appena l’aglio cambierà colore ( appena appena ) aggiungere il pesce persico del Nilo ridotto in dadi non molto piccoli. Rimestare per bene, dopo di che unire gli altri pesci, ma prima di farlo occorre pulirli. I calamaretti vanno privati delle interiora e della pellicina esterna nonché della testa alla quale poi vanno tolti gli occhietti ed il beccuccio, dopo di che le sacche vanno semplicemente aperte nel senso della lunghezza. I gamberoni saranno privati della corazza esterna e dell’intestino, poi tagliati in due. A questo punto rigirare spesso ed una volta che i pesci avranno cambiato colore aggiungere una corposa quantità di prezzemolo tritato, un pizzico di sale ed uno di pepe. Nel frattempo si saranno pulite per bene le cozze privandole dagli attacchi alle funi di allevamento, si saranno messe in un pentola con coperchio con pochissima acqua e poste a fuoco vivacissimo per farle aprire e appena aperte separarle  dalle valve conservando tutta l’acqua  rilasciata. Riprendiamo la cottura dei pesci! Dopo aver messo il prezzemolo ed una presa di pepe ora aggiungere il concentrato di pomodoro. Sembra un assurdo, ma ci voleva proprio. Dopo una decina di minuti scarsi, rimestando spesso versare il liquido delle cozze passandolo in un colino dalle maglie strette. Rimestare e cuocere per una decina di minuti. Se il sugo tende a restringersi troppo aggiungere un pò di acqua. Appena affiorerà l’olio in superficie aggiungere i molluschi e dopo uno o due minuti spegnere e cospargere il tutto con una generosa manciata di prezzemolo fresco tritatissimo! Condire ogni tipo di pasta, in special modo linguine e pasta alla chitarra!


RISOTTO CON ZUCCHINE, FUNGHI CHAMPIGNON  E STRICIOLINE DI PETTO DI POLLO
                            



INGREDIENTI: RISO CARNAROLI: TRE TAZZINE DA CAFFE’ – ZUCCHINE: UNA MEDIO GRANDE – CIPOLLA BIANCA: META’ DI UNA MEDIA – FUNGHI CHAMPIGNON: 70 GR. – PETTO DI POLLO: 80 GR. – BURRO: 25 GR. – OLIO EVO: SEI CUCCHIAI – BRODO VEGETALE CON DADO: UN LT – PREZZEMOLO:DUE CUCCHIAI COLMI – SEMI DI FINOCCHIO: UN PIZZICHINO – SALVIA: UNA FOGLIOLINA

TEMPO: 40 MINUTI – DIFFICOLTA’:FACILE – DOSI PER TRE PERSONE.

Ridurre in piccoli dadi la zucchina ed alla stessa maniera la cipolla bianca ( che è più dolce delle sue consorelle ). Utilizzare i funghi champignon già affettati e comperati in qualsiasi supermercato. Versare il tutto in una zuppiera e rimestare. In una padella anti aderente versare l’olio ed il burro lasciandolo disfare. A questo punto versare i vegetali messi da parte e  le striscioline di petto di pollo cuocendo il tutto a fuoco moderato. Regolare di sale e pepe. Raggiunta l’amalgama necessaria aggiungere metà prezzemolo finemente tritato utilizzando anche parte dei gambi.  Cuocere ancora per una decina di minuti. Nel frattempo si sarà portata in ebollizione un litro circa di acqua debolmente salata nella quale si metterà un dado da brodo vegetale. Le verdure a questo punto saranno cotte e bene amalgamate e pronte a ricevere il riso. Aggiungere volta per volta non tanto brodo per evitare il riso lessato e continuare fin quando il risotto sarà pronto. Aggiungere il restante prezzemolo e servire……..cantando a squarciagola!” ( almeno io l’ho fatto )

sabato 8 agosto 2020

AVANTI C'E' POSTO!|


Mio padre mi diceva “ studia figlio mio perché se non lo fai la vita ti sarà  giustiziera e chissà quale fine farai”! Mio padre si sbagliava profondamente! Il cursus honorum degli aspiranti politici o politici in attività di servizio dovrebbe essere di assoluto valore sia effettivo che simbolico. Il Movimento Cinque Stelle, a partire dal suo fondatore “ elevato “ si è assicurato la partecipazione di bibitari e commessi per ben dieci anni in un negozio di animali. Tra una vendita di pappagallini, micetti e cagnolini il nostro ultimo elemento andrà, pensate bene,  a guidare una commissione parlamentare che si occupa di Politiche dell’Unione europea  e che potrebbe vigilare sulla gestione dei fondi che l’Europa ci farà pervenire. Le caratteristiche del nuovo elemento trentasettenne sono tutte relative alla sua giovialità e buon carattere.
Il mondo è pieno di personaggi che non hanno raggiunto nemmeno il diploma, ma erano tutti attori e cantanti in pectore che hanno poi sfondato nel loro campo di interesse e giammai nominati presidenti di importantissime commissioni parlamentari! Qualche nome?
Nicole Kidman ,Demi Moore, Al Pacino, Quentin Tarantino, Catherina Zeta-Jones, Jude Law ,Tom Hanks a Orlando Bloom ecc.ecc.
Mi viene in mente un quadretto del tipo “ Commissione di esami per un incarico di responsabile della gestione fidi di una banca di notevole importanza. Il presidente comincia ad interrogare i candidati.
- Lei è il sig. X Y? bene, quali sono i suoi titoli accademici?
- Signor presidente sono laureato alla Bocconi con il massimo dei voti e poi ho fatto un master presso l’università Harvard a Cambridge, nel Massachusetts.
- Quanti anni ha?
- Quarantadue signor Presidente.
- Bene, le faremo sapere. Buon giorno
- Lei è il signor XXYY?
- Si signor Presidente.
- Mi dica quali sono i suoi titoli accademici?
- Ho superato brillantemente gli esami di terza media, poi sono andato a lavorare giovanissimo come commesso in un negozio di cani, gatti e canarini e poi nel tempo libero ho suonato la chitarra componendo anche qualche canzone.
- Bravissimo, lei si è dimostrato volenteroso, pieno di iniziative e sono sicuro che come responsabile dell’area fidi della banca che mi ha affidato la presidenza di questa commissione, lei farà un figurone e se malauguratamente le cose non dovessero andare per il verso giusto lei potrebbe intrattenere la dirigenza tutta con canti suoni ed inni di gioia. Il posto è suo!
Ma papà, non mi avevi detto di studiare perchè solo così avrei avuto una vita tranquilla ed una professione invidiabile e ben remunerata?
Si figlio mio, mi sono sbagliato, volevo dire che per sfondare in questo mondo ed in Italia particolarmente devi vendere le bibite allo stadio, canarini e micetti nei negozi di animali e soprattutto fare l’onorevole in Italia nel movimento delle cinque stelle!
Cicerone diceva “ o tempora o mores “ “ che tempi e che costumi “ e non certamente “ o tempi delle more”!
Io la penso esattamente come Cicerone!

venerdì 7 agosto 2020

NOI TI BATTEZZIAMO.......
NO, NON VALE!  IO TI BATTEZZO!!!


Papa  Jorge Mario Bergoglio una ne fa e cento ne pensa! Forse a causa dei suoi segretari che vengono sostituiti continuamente, della qual cosa mi farebbe piacere sapere il perché! Ora papa Bergoglio  ha detto che la formula “ noi ti battezziamo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo non è valida. Vorrei tanto capire se questa invalidità si riferisce ai battezzandi oppure a quelli battezzati con la formula incriminata. Il Santo Padre è andato oltre! I battesimi impartiti con la formula incriminata non sono validi e  devono essere ripetuti. Ma vedete voi la fila di mamme e bimbi in fasce, mamma e papà che accompagnano al fonte battesimale giovanetti di 12, 20 anni? E il solatio SUD che è attento a queste celebrazioni con feste, danze, canti e bomboniere  dovrà ripetere la cerimonia? Io credo che anche Papa Bergoglio non abbia considerato le conseguenze delle sue disposizioni! Ricordo che chi sia in pericolo di vita e non sia stato ancora battezzato, in assenza del sacerdote, possa ricevere il battesimo addirittura dal padre o dalla madre che, usando solo acqua del rubinetto, dica le parole “Io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.” L’infermo se passa a miglior vita viene spedito direttamente in Paradiso senza alcuna verifica dello stato di grazia di chi impartisce il sacramento! E allora Papa Bergoglio è passato direttamente dall’ufficio complicazioni affari semplici complicando la sua vita e quella dei battezzati con la formula incriminata che forse non avranno più intenzione di riaffacciarsi al fonte battesimale.


giovedì 6 agosto 2020


ORECCHIETTE CON CATALOGNA DOLCE



INGREDIENTI: ORECCHIETTE DI PASTA FRESCA: 250 GR. – CATALOGNA DOLCE: UN CHILO – POMODORINI PACHINO: UNA DECINA – AGLIO: DUE SPICCHI – ALICI DISSALATE: TRE FILETTI -  OLIO EVO: SEI CUCCHIAI – PEPERONCINO PICCANTE SECONDO I GUSTI

TEMPO 40 MIN. – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER TRE PERSONE.

Nei miei ottantaquattro anni di vita non ho mai sentito una ricetta del genere. Si parla sempre di orecchiette con le cime di rapa o con i broccoli, ma mai con catalogna dolce! Bene, vuol dire che sono un antesignano!! Ricetta facilissima e veloce!
Pulire e lavare per bene la catalogna dolce utilizzando solo le foglie alte evitando la parte vicinissima alla base. Le catalogne dolci sono molto più piccole di quelle comunemente chiamate cicorie catalogne e che sono molto più tenaci.
Cuocere le catalogne e scolarle mettendole da parte.
In una padella anti aderente versare l’olio, l’aglio, i peperoncini e lasciarli soffriggere per tre minuti fin quando l’aglio sarà imbiondito. Eliminare aglio e peperoncini e nell’olio mettere i filetti di alici e immediatamente dopo i pomodorini tagliati in quattro. Cuocere per una decina di minuti rimestando spesso fin quando non saranno bene amalgamati. Versare a questo punto la catalogna tagliata in piccoli pezzi e continuare la cottura  per un altra decina di minuti. Regolare di sale facendo attenzione alle alici salate.
In un pentolino con l’acqua salata normalmente ed in ebollizione versare le orecchiette. Se non si possono farle personalmente comprare quelle di pasta fresca al supermercato tra le più costose evitando nel modo più assoluto ricorrere a quelle secche. A otto decimi di cottura scolare le orecchiette e versarle ne padellino della catalogna cuocendole a fuoco vivacissimo fin quando la preparazione non si  sarà leggermente asciugata.

giovedì 30 luglio 2020


PESTO DI BASILICO

INGREDIENTI: BASILICO 150 GR. – MANDORLE SGUSCIATE: 50 GR. – PECORINO ROMANO: 50 GR. – OLIO EVO:MEZZO BICC HIERE DA VINO – OLIO DI GIRASOLE: MEZZO BICCHIERE DA VINO – SALE:QB. – AGLIO: UNO SPICCHIETTO

TEMPO: 15 MINUTI -  DIFFICOLTA’: SEMPLICE – DOSI:LIBERE

Questo pesto non ha nulla a che fare con quello genovese o alla genovese.
In un robot da cucina mettere le mandorle bianche sgusciate e frullarle per bene riducendole in microscopici granelli. Aggiungere ora le foglie di basilico e frullare fino ad avere una salsa piuttosto compatta. Aggiungere ora il formaggio e lo spicchio di aglio privato della sua anima e spremuto con l’apposito strumento. Frullare per bene. A questo punto versare dapprima l’olio evo e dopo una bella frullata quello di girasole. Regolare di sale. E tutto è fatto.
Con questo pesto si possono condire le TROFIE che ho preparato nel modo seguente modo con i seguenti ingredienti:

FAGIOLINI: 100 GR. – PATATE: 250 GR. – TROFIE: 250 GR. – FORMAGGIO GRANA: 70 GR.



In una pentola con acqua in ebollizione normalmente salata versare i fagiolini tagliati in due pezzetti. Dopo cinque o sei minuti aggiungere la patate ridotte in pezzi non troppo piccoli e cuocerle fin quando saranno cotte, ci vorranno dieci o dodici minuti. Togliere dalla pentola le verdure e metterle in una zuppiera. Condirle con poco pesto. Nell’acqua ancora in bollore versare le trofie e quando saranno cotte scolarle e metterle nella zuppiera con le verdure. Aggiungere un  mezzo mestolino di acqua di cottura e quattro cucchiaiate di pesto. Rimestare con delicatezza e cospargere il tutto con il formaggio grattugiato.
     VIVA L’ITALIA E LA RIVIERA LIGURE !!!

martedì 28 luglio 2020


LE FRISELLE A MODO MIO





INGREDIENTI: SEI FRISELLE INTEGRALI – POMODORINI CILIEGINI O PICCADILLY:250 GR. – CETRIOLO:UNO NON MOLTO GRANDE – PEPERONI ARROSTITI: 100 GR. – OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO ABBONDANTE – SALE ED ORIGANO: QB.

TEMPO 30 MIN – DIFFICOLTA’ – FACILISSIMA – DOSI PER 5 PERSONE

Le friselle sono ciambelle di pane biscottate tipiche del sud Italia, ...  in particolare della Puglia.
Ricordo che durante la mia spensierata giovinezza a Foggia vi era nella estrema periferia della città una trattoria di campagna il cui menù era rappresentato da friselle al pomodoro e peperoni arrostiti, null’altro. Ovviamente con birra o vino bianco freschissimo e stelle sulla nostra testa !
Io le ho preparate in questo modo. Ho passato sotto l’acqua corrente le friselle bagnandole per bene ma per qualche secondo. Le ho poi messe su un piatto largo e le ho condite con un pizzico di sale, uno di origano ed infine un giro di olio evo.
In frullatore ho messo dei pomodorini ciliegini o piccadilly e li ho frullati molto velocemente evitando che diventassero….liquidi. Li ho conditi  con sale ,origano ed olio evo e li ho distesi sulle friselle sulle quali ho fatto scendere un filo di olio evo. Ho pelato un piccolo cetriolo e ridotto in piccoli cubetti, messi un una ciotola e conditi con sale e origano.Ho messo sulle friselle questim dadini.
Avevo in casa dei peperoni arrostiti e già conditi con prezzemolo, aglietto ed olio. Ho frullato brevemente i peperoni e li ho distesi su altre friselle irrorandoli con un po’ di olio in cui erano conservati.Nella foto le friselle con i cetrioli sono quelle al pomodoro, le altre sono quelle con i peperoni.
Le friselle devono un po’ riposare e dopo circa un’ora saranno pronte da mangiare. Risulteranno croccanti se avranno inglobato poca acqua all’inizio. E’ una preparazione estiva molto gustosa.

lunedì 27 luglio 2020


LASAGNE BIANCHE       

                   

INGREDIENTI: CIPOLLA BIANCA: UNA MEDIO GRANDE – CAROTA: UNA ANCHE MEDIO GRANDE – ZUCCHINE:500 GR. – PANNA DA CUCINA: 200 ML – BESCIAMELLA: DUE CONFEZIONI DA 500 ML. ( da non usare tutta ) -  FORMAGGIO GRANA: 150 GR. – OLIO EVO: SEI CUCCHIAI – NOCE MOSCATA: UN PIZZICO – SALE E PEPE: QB. – LASAGNE DEL SUPERMERCATO PAM: UNA CONFEZIONE DA 250 GR.

TEMPO: 60 MIN -  DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER 5 PERSONE

Ho visto che nel mio frigo vi erano alcuni prodotti non utilizzati a causa di un rinvio di una festa famigliare ed ho pensato bene di utilizzarli per farne una invitante lasagna bianca. Ecco  il procedimento!
Ho affettato molto sottilmente la cipolla, la carota e le zucchine. In una padella anti aderente ho versato l’olio, ho aggiunto la cipolla ed ho cominciato a soffriggerla a fuoco moderato. Dopo cinque minuti ho aggiunto la carota e dopo altri cinque o sei minuti ho aggiunto anche le zucchine. Ho continuato la cottura fin quando le verdure sono apparse ben cotte. Ho salato e pepato con parsimonia ed infine ho aggiunto la panna da cucina. Ho aggiunto la noce moscata. Dopo un paio di minuti l’intingolo si è ben amalgamato e l’ho tolto dal fuoco lasciandolo raffreddare.
In una pirofila da forno ho versato un po’ di besciamella stendendola per bene, ho messo una prima lasagna e su questa un velo di besciamella poi ricoperta da un primo strato di verdure ben distese. Su questa una manciata di formaggio e poi un velo di besciamella. Sono andato avanti così fin quando ho utilizzato tutte le verdure. Ho ricoperto con besciamella e formaggio ( tutto quello restante ). Ho fatto delle striscioline con l’ultima lasagna non utilizzata e le ho aggiunte, intersecandole tra loro, alla preparazione. Per non fare seccarle in forno le ho coperte ancora con besciamella. Ho utilizzato della besciamella solo il 70% della disponibilità. Ho infornato a 180 gradi per 30 minuti. Mi sembra un esperimento molto ben riuscito!

venerdì 24 luglio 2020


A DIO QUEL CHE E’ DI DIO E
A CESARE QUEL CHE E’ DI CESARE

Solo i paracarri restano fermi sul ciglio della strada…. a meno che non siano investiti e distrutti da auto sbadate.
Quando il Cavaliere apparve sulla scena politica…scendendo in campo, io ne apprezzai l’iniziativa perché ero e sono anti comunista convinto anche se in fondo in fondo mi sentivo socialista.
La commistione tra la sopravvenuta incapacità del politico e la discutibilissima vita privata, e qualche giravolta aziendale determinarono la caduta…..dell’impero di Arcore!
I numerosissimi articoli dei nostri codici permettono una navigazione borderline tanto che un millimetro a destra si è in perfetta regola ed un altro a sinistra fanno di un imprenditore un lestofante.
Se una consorteria di magistrati politicamente schierati decide di applicare la legge normalmente si è nel giusto e nel lecito, se invece a prescindere si afferma “ a quello gli devo spezzare le gambe, lo devo distruggere “ allora si dà vita ad una guerra che ha poco a che fare con l’imparzialità  del giudice.
Sono arciconvinto che Silvio non sia mai stato uno stinco di santo, tutt’altro, che abbia utilizzato diverse ed abbondanti leggi “ ad personam “ ma chi di spada ferisce di spada perisce.
Accerchiato e dileggiato in patria ed all’estero, destinatario di sorrisini francesi e tedeschi, inviato ai servizi sociali ad accudire i vecchietti, spinto ai margini della politica ora sembra che vi sia una resipiscenza, una specie di revisionismo grazie alla bufera nella magistratura ed al suo attivo ritorno in pista assicurando o promettendo aiuto al Conte-Casalino. Sembra che il nostro eroe abbia messo la testa a posto licenziando la sua “ fidanzatina “ Francesca Pascale accompagnandola  alla porta consegnandole un hand bag colmo di euro fiammanti e con la promessa di un “ rimborso spese “ di un milioncino di euro all’anno.
Ora sembra addirittura strano ed assolutamente significativo che “ Il Riformista “ magistralmente diretto da Piero Sansonetti, riconosca e condanni gli abusi ed i soprusi subiti da Berlusconi.
La verità presto o tardi viene sempre a galla e quando emerge la si deve raccontare con dovizia di particolari e con i conseguenti “ mea culpa “; questa è democrazia!
Ecco la prima pagina del “Riformista “ che è tutto un poema.




mercoledì 22 luglio 2020

CARO PRESIDENTE



Caro signor Presidente, ex Presidente del Consiglio, ex Presidente del Milan ex di tutto, del resto è molto meglio essere un “ ex “ che un “ics “.
Tu hai la mia età, 84 anni e mentre io mi sono arreso, purtroppo da un bel po’ di tempo, tu hai inserito nella tua arma migliore un sistema idraulico che ti consente a richiesta, forse spingendo un bottone alimentato da una piletta a bottoncino, un’alza bandiera difficile da ammainare, ovviamente mi riferisco all’asta! Invidia? Sì e tantissima!
Si dice che ad una certa età si raggiunga la così detta “pace dei sensi “ ma credo che tu abbia raggiunto “ i sensi della pace “ modificando ciò che poteva essere modificato a suon di euro.
Per me va bene così! Parafrasando  Timoteo 4:7-9 “”Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa. Ho conservato…..le foto ed i ricordi. Null’altro!
Caro Presidente forse i milioni di euro che ti escono da ogni pertugio del tuo corpicino non ti ha fatto fare due conti, quei conti che la massaia fa per farli quadrare.
Ora la tua penultima??!!?? fiamma, Francesca Pascale, così come riporta un comunicato di Forza Italia ( ennesima commistione tra mutande e politica ), è stata liquidata con una buona uscita di 20 milioni ed un mantenimento di un milione di euro all’anno. Per quanto tempo? Finché sei in vita tu oppur lei? In quest’ultimo caso i tuoi discendenti saranno non poco incazzati ( scusatemi il termine ). Ora procedendo nella scelta delle tue “ sostenitrici “ da F.I. così come avvenne per Francesca, ti sei attovagliato con un’altra esponente della tua organizzazione politica, una tale Marta Fascina, classe ’90, nativa calabrese di Melito Porto Salvo ma cresciuta a Portici , deputata di Forza Italia alla prima legislatura. La Pascale è di Napoli, la Fascina è di Melito Porto San Salvo ma cresciuta a Portici, sembra che il nostro indistruttibile nonnino ami pescare nelle rigogliose acque del sud!
Tu caro ex sei comunque un imprenditore di successo e come mai non ti sei chiesto cosa ti siano costati e ti costino tutt’ora gli incontri amorosi a tutti i livelli? Sai che con miserrimi compensi puoi soddisfare gli eterni fuochi con ragazze “ mono uso “ ( absit iniura verbis ) che uniscono la tua soddisfazione – sempre che il sistema idraulico funzioni e non si inceppi – al loro dileguamento senza null’altro a chiedere? Ok forse non sai come spendere i tuoi capitali, i tuoi tanti capitali e quindi ti accoppi qua e là costi quel che costi! Caro Presidente con tutto il mio cuore e con tutta la mia anima ti invidio. Mi sono ora guardato allo specchio e sono tutto verde. Pazienza , c’è chi nasce ricco e può tutto e chi nasce povero e non può nulla, c’è chi conserva la ricchezza e chi la dignità. Io sono povero !!

martedì 21 luglio 2020

RELIGIOSI E LAICI
Di ieri è la notizia che il Santo Padre ha deciso o stia per decidere che, in mancanza di sacerdoti, matrimoni e battesimi e forse qualche altra funzione sia officiata da laici come diaconi o altre persone di provata fede e rettitudine. Bene, ma perché tutto questo? Credo per la strisciante scristianizzazione. La Francia è capostipite di questa realtà. Noi siamo leggermente più….” cristiani” per la presenza del Vaticano con tutte le alte gerarchie e la capillare presenza di parrocchie e parrocchiette. Da tanto tempo stigmatizzo la perdita della sacralità nelle funzioni religiose. I canti sacri sono espressione di compositori parrocchiani che vorrebbero emulare celeberrimi maestri compositori come Marco Frisina, ma con scarsissimi risultati. Non vedo la ragione di cambiare un canto liturgico, da tutti conosciuto sostituendolo con un altro del quale si conoscono soltanto le parole. I bimbi un tempo partecipavano alle funzioni in grande raccoglimento, certo qualche bimbetto o rideva o disturbava l’amichetto accanto, ma l’atmosfera era sacra e partecipativa. Ho visto e l’ho scritto in un altro post datato che i bimbi, guidati da catechisti e volontari cantano inni accompagnandoli con saltelli e battimani come se stessero partecipando ad una gara ginnica. La medicina ha fatto passi da gigante sottraendo al Padre Eterno il merito della impetrata guarigione. Il merito è tutto del primario! Ricordo che un primario in visita nelle corsie di un ospedale chiedeva o pretendeva che i malati togliessero le immagini sacre poste sui comodini o attaccate con lo scotch alla spalliera del letto perché diceva che se la guarigione fosse stata raggiunta il merito sarebbe stato del santo o della madonna, al contrario se la malattia non fosse stata debellata la colpa sarebbe stata del medico! Guerre, carestie e pestilenze inevitabilmente spingevano a chiedere con preghiere, fede ed insistenza la grazia direttamente al Signore o ad uno o più intercessori.
Meglio così che si vive in pace e non si sia costretti a chiedere il superiore intervento!!
Pestilenze a parte devo sottolineare anche le physique du rôle dei Papi che hanno preceduto Bergoglio, Papi che erano l’immagine della bontà come Giovanni Paolo I, Papa Luciani. Il nostro Papa attuale sembra più un sindacalista purtroppo regnante in un momento in cui scandali di ogni genere invadono e pervadono la Chiesa, scandali finanziari, affarismi di ogni genere, speculazioni immobiliari molto chiacchierate e tutto questo utilizzando l’obolo di San Pietro destinato alle offerte per i poveri e per opere di carità e misericordia. Nella dichiarazione dei redditi come si fa a destinare l’otto per mille alla chiesa cattolica pensando che tale obolo venga poi impiegato per l’acquisto di immobili a Londra?
Credo poi che il corona virus abbia assestato un micidiale uppercut alla partecipazione ai sacri riti come la Santa Messa. Non si poteva andare in chiesa e si poteva assistere alla Messa in casa davanti al televisore irradiata dalla RAI e da MEDIASET, visione e partecipazione essenziale senza canti strani e stonati e senza distrazioni ( a parte girare di tanto in tanto il sugo per le orecchiette ). Questa comodità ci spingerà sempre più al rapporto diretto con Dio graziandoci delle prediche lunghe e sconclusionate.
Si dice che i seminari sono leggermente “ vuoti “, che le vocazioni sono latitanti, che i giovani aspiranti sacerdoti scelgano questa via per problemi esistenziali anche se non si deve generalizzare.
Credo che proibire il matrimonio dei preti sia come assistere agli ultimi combattimenti dei giapponesi.
E’ pura retorica affermare che il prete debba conservarsi casto e puro ( quanto mai ?) e che di figli ne ha tanti quanto sia numeroso il gregge da guidare. La realtà è una e sconsolante. Preti pedofili che non sono tanti, ma anche uno solo scoperto se mai in  macchina con un bimbo o una bimba fa notizia e scandalo data la tipicità del pedofilo. La cronaca esibisce la cattiva notizia eclissando la buona ( e ce ne sono ) dandoci la percezione che tutto sia peccato e miseria. Occorre a mio modesto avviso una svolta epocale, persone buone di provata fede e di ottimi costumi non faranno certo sfigurare il buon sacerdote che accarezzando i propri figli sa bene come farlo con i bimbi a lui affidati. Ci vorrebbe un altro Papa, come Giovanni XXIII, un Papa che sia il parroco di tutti che saluti la folla con “ Dio sia lodato “ e non con buongiorno o buonasera! Chissà se farò in tempo a vedere queste svolte nella Chiesa di Dio altrimenti diventeremo tutti protestanti con un rapporto diretto con il Padre Eterno senza intermediari se mai occupati ad organizzare speculazioni edilizie !