OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

Cicerone:
(106 a.C. 43 a.C. )

"LE FINANZE PUBBLICHE DEVONO ESSERE SOLIDE, IL BILANCIO DEVE ESSERE EQUILIBRATO, IL DEBITO PUBBLICO DEVE ESSERE RIDOTTO, L'ARROGANZA DELL'AMMINISTRAZIONE DEVE ESSERE COMBATTUTA E CONTROLLATA, E GLI AIUTI AI PAESI STRANIERI DEVONO ESSERE RIDOTTI AFFINCHÉ ROMA NON FALLISCA. LE PERSONE DEVONO ANCORA IMPARARE A LAVORARE INVECE DI VIVERE CON L'ASSISTENZA PUBBLICA.

La dittatura perfetta avrà sembianza di democrazia. Una Prigione senza muri nella quale i prigionieri non sogneranno di fuggire. Un sistema di schiavitù dove, grazie al consumo e al divertimento, gli schiavi ameranno la loro schiavitù. Aldous Huxley


IL MEGLIO E' NEMICO DEL BENE!!

CONTRA FACTUM NON VALET ARGUMENTUM !!!


QUANTO E’ BELLA GIOVINEZZA CHE SI FUGGE, TUTTAVIA CHI VUOL ESSER LIETO SIA DI DOMAN NON V’è CERTEZZA



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PROPOSTE DI CUCINA DAL WEB ( per conoscerle cliccaci su )


mercoledì 25 novembre 2020

 

MANIFESTAZIONI E SLOGAN!

 

Si celebra oggi 25 novembre la giornata per “”” l’eliminazione della violenza sulle donne””” Ottima idea, ma risultati “ zero assoluto”.

Vi è stata la solita dichiarazione del nostro Presidente della Repubblica  con frasi di rito più o meno scontate!

Ribadisco: risultati “ zero assoluto e periodico “

Mi sarebbe piaciuto sentir dire che le donne che sporgono denunzia contro i loro mariti e conviventi, energumeni e violenti, che alternano violenza fisica e psicologica a richieste di accorato perdono, siano ascoltate e realmente protette. Vi sono casi di reiterate denunzie inascoltate con conseguenze tanto dolorose quanto aspettate. Mi par di sentire la solita litania: la polizia e i carabinieri sono pochi e mal pagati ecc.ecc.

Nel cassettino della memoria emerge una sentenza, con estrema riduzione della pena, per un uxoricida, estremamente violento e conosciuto per tale, ragion per cui la defunta risultò imprudente a mettersi con un tale soggetto. Quindi? Concorso in colpa!

Alle inutili manifestazioni che vorrebbero eliminare il problema si dovrebbero contrapporre alcune modifiche comportamentali e legislative.

Le forze dell’ordine dovrebbero, al ricevimento della prima denuncia da parte  vittima designata - per non considerare la terza, quarta o quinta denuncia – approntare tutte le difese per la donna , difese efficaci almeno al 90%. Il residuo 10% lo lascio all’imponderabile caso o alla mala sorte.

Il femminicida dovrebbe essere sottoposto a giudizio classico e non abbreviato che prevede uno sconto di pena già in partenza; la condanna dovrebbe partire da un minimo di due ergastoli con isolamento diurno per tutta la durata della pena; applicare per questo delitto il dispositivo del 41 bis. Negli Stati Uniti si comminano pene di reclusione a 120 – 180 anni senza possibilità di libertà vigilata! Fare manifestazioni con altoparlanti che informino gli aspiranti femminicidi delle gravi conseguenze nel caso avessero in animo di commettere un tale delitto. A questo punto solo ad un pazzo potrebbe venire in mente di commettere un delitto che lo vedrebbe morto civile per sempre!

Altro che fare manifestazioni per “ eliminare la violenza contro le donne”

Eliminare la violenza contro le donne per decreto!!! Mi viene in mente l’ex presidente dell’Uganda Idì Amin Dadà al quale venne sottoposto il grave problema della disoccupazione nel paese. Il presidente si raccolse nel suo pensatoio e poi per risolvere il problema a lui sottoposto decise di……..emanare un decreto presidenziale con quale…… si proibiva la disoccupazione nel paese !!!!

26 novembre 2020 - ore 23,32

Come dicevo…leggo sul Corriere della Sera un articolo con questo titolo:

VIOLENZA SULLE DONNE

I figli di Marianna Manduca saranno risarciti. Conte: «È la fine di un’ingiustizia»

La donna fu assassinata a 32 anni nel 2007 dal marito dopo aver denunciato per 12 volte le violenze subite dall’uomo. Il premier cita Aldo Moro: «Uno Stato non è veramente democratico se non ha come fine supremo la dignità» 

Altro che processioni per eliminare la violenza. In questi casi la legge dovrebbe essere violenta altro che educativa!!!


lunedì 23 novembre 2020

 

ALETTE DI POLLO AL FORNO

INGREDIENTI: SEI ALETTE DI POLLO – PANGRATTATO:150 R. – PREZZEMOLO; UN CIUFFETTO – MEZZI CUCCHIAINI DI: CURRY,CUMINO,PAPRICA DOLCE E AGLIO IN POLVERE – UOVA: DUE INTERE – SALE E PEPE:QB. – SUCCO DI LIMONE:POCHE GOCCE

TEMPO: 90 MIN – DIFFICOLTA’:FACILE – DOSI PER ¾ PERSONE.

Del pollo come del maiale, non si scarta nulla, ma vi è pur sempre una classifica delle parti. Secondo la mia opinione al primo posto si classificano ex aequo le alette e le sovracoscie, seguono il petto ( ottimo per le cotolette ) ed i fusi. Ogni altra parte è bene eliminarla o utilizzarla per un brodo delicato.

Ho comperato di recente delle ottime alette di pollo assai carnose. Le ho spuntate e le ho divise in due. Fin qui nulla di strano!

In una ciotola ho messo il pangrattato, il prezzemolo tritato, il sale, la puntina di un cucchiaino di cumino, curry, paprica dolce, una presa di pepe ed una più piccola di aglio in polvere. Ho mescolato per bene il tutto. In un'altra ciotola ho rotto due uova intere, ho salato molto delicatamente ed ho aggiunto cinque o sei gocce di succo di limone.

Ho immerso le alette nell’uovo e poi le ho tuffate nella ciotola del pangrattato massaggiandole per bene il modo da far aderire bene il pangrattato. Ho sistemato le alette su una teglia da forno foderata con carta da forno e le ho messe in forno pre riscaldato e ventilato a 200 gradi per una ventina di minuti, dopo di che le ho girate e dopo altri 20 minuti le ho sfornate.

Poca spesa, tanta impresa!

PS. Per utilizzare tutto il pangrattato ho affettato una bella melanzana, l’ho passata prima nell’uovo e poi nel residuo pangrattato infornandola sempre a 200 gradi in forno ventilato per dieci minuti da una parte e dieci minuti dall’altra.

Sic transit gloria mundi ! Per gli alto atesini “ come sono effimere le cose del mondo “ Per tutti aggiungo: “ sì, va bene, ma sono buonissime” !!!!

domenica 22 novembre 2020

                                                

POLENTA COL POLLO

INGREDIENTI: COSCIA E SOVRACOSCIA DI POLLO: 500 GR. – SEDANO, CAROTA E CIPOLLA: 150 GR. CAD. -  OLIO EVO: CINQUE CUCCHIAI – ROSMARINO E SALVIA FRESCHI: UN CIUFFETTO – FUNGHI CHAMPIGNON: 200 GR. – CONCENTRATO DI POMODORO: UN CUCCHIAINO  – VINO BIANCO SECCO: MEZZO BICCHIERE DA VINO -  AGLIO: UNO SPICCHIO – SALE E PEPE: QB. – POLENTA VALSUGANA: UNA CONFEZIONE DA 370 GR. 

TEMPO 90 MIN -  DIFFICOLTA’_ FACILE – DOSI PER ¾ PERSONE.

Avrei voluto inserire una bella foto del piatto completo, ma mi sono mangiato prima il contenuto, in ogni caso fidatevi!!

In una casseruola anti aderente mettere l’olio ed il trito di sedano, carota e cipolla e cominciare a soffriggere. Dopo una decina di minuti aggiungere un trito fine di salvia, rosmarino ed aglio. Rimestare e continuare a cuocere a fuoco moderato per altri dieci minuti, dopo di che aggiungere le cosce e sovracosce  separate tra di esse. Salare e pepare. Cuocere a fuoco moderato, rimestando spesso per una ventina di minuti. Sfumare col vino bianco secco dopo di che aggiungere i funghi champignon e subito dopo aggiungere il pochissimo concentrato di pomodoro. Aggiungere all'occorrenza un filo di acqua calda.

Nel frattempo portare ad ebollizione un litro e un mezzo di acqua normalmente salata ed aggiungere la polenta valsugana che dopo cinque o sei minuti è bella che pronta!

Versare la polenta su tutta la superficie di una sperlunga ovale allargandola con un cucchiaio di legno bagnato frequentemente con acqua. Fare una specie di incavo all’interno della polenta e versarvi il pollo con il suo intingolo.

Prima di far ciò ho disossato il pollo in modo che l’intingolo fosse formato da straccetti di pollo, funghi champignon con il loro sughetto. Consumare ben caldo.

La prossima volta che preparerò questa ricetta il pollo lo disosserò prima della cottura.


sabato 21 novembre 2020

 

MEGALOMANI IN CUCINA

Vi sono tanti concorsi culinari tipo Master Chef e se ne venisse fuori un altro da chiamarsi Megalomane Chef credo che potrei classificarmi tra i primi dieci!

In casa da diverso tempo siamo solo in tre: mia moglie, Giulia la badante ed il sottoscritto che pur di rapportarsi a parenti e amici si è inventato il ruolo di food blogger, fustigatore di costumi e filosofo a tempo perso. Ça vas sans dire che i miei lettori hanno la possibilità di evitare di ricevere gli avvisi di aggiornamento del blog semplicemente cliccando sul “ qui “ inserito appunto in calce alle mail di avviso. Fatto questo preambolo dico appunto della mia attività odierna in cucina.

Come potete osservare dalla foto il menù di oggi era formato da sformato di patate e cavolfiore, pollo arrosto con patate ed infine pasta al forno con zucchine e scamorza. Le foto sono esplicite e significative!

Come sia possibile divorare questo ben di Dio in un giorno? Ma nemmeno in una settimana visto che siamo solo tre in casa e non si preannunciano visite di commensali!

Non essendo possibile, vuol dire che avrò fatto riserva di cibo per ……eventuali carestie!!

Le ricette del pollo arrosto con patate già l’ho postata il 28 ottobre 2020, quella dello sformato di patate e cavoli l’ho postata il 3 novembre 2020 e quella della pasta al forno con zucchine la posto adesso precisando che è stata eseguita con le sole cose che per caso si trovavano già in casa.

Eccola ! 

PASTA AL FORNO CON ZUCCHINE

INGREDIENTI: PENNETTE RIGATE: 250 GR, - ZUCCHINE:250 GR. – RAGU’ ALLA BOLOGNESE: 180 GR. – SALAMINO STROLGHINO DI PARMA:30 GR. – PROVOLA AFFUMICATA: DUE SOTTILISSIME FETTE – SCAMORZA NORMALE: 150 GR. – FORMAGGIO GRANA: 70 GR. – OLIO DI GIRASOLE PER FRIGGERE: QB.

TEMPO 60 MIN. – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER 5 PERSONE.

Ho tagliato in due per il verso lungo le zucchine e poi a metà riducendole sempre per il verso lungo in fette sottili un paio di mm, le ho infarinate e fritte in olio di girasole mettendole poi su un foglio assorbente per eliminare l’eventuale olio in eccesso.

Nel frattempo ho cotto le pennette rigate in acqua normalmente salata scolandole a otto decimi di cottura.

Ho affettato lo strolghino ricavandone alcune fette sottilissime.

Ho messo in una zuppiera la pasta e l’ho condita col il ragù alla bolognese che pernottava nel mio frigo da qualche giorno. In una pirofila da forno ho versato pochissimo ragù ( perché ce ne era poco in partenza ) ed un filo di acqua, ho aggiunto la metà della pasta, lo strolghino, l’ho ricoperta con le fette di zucchine sulle quali ho messo la provola affumicata e le fette di scamorza. Ho aggiunto parte del grana padano, ho messo alla fine l’altra metà delle pennette rigate e su tutto una generosa spolverata di grana. Ho infornato a 180 gradi in forno ventilato, già riscaldato, per circa 30 minuti curando che la parte superiore della pasta non rosolasse eccessivamente.

 

DURA LEX, SED LEX!

Sì, va bene, ma le esagerazioni sono esagerazioni. Per suffragare questo concetto voglio sottolineare tre episodi. Al tempo dell’obbligatorietà dello scontrino la guardia di finanza prese a fare controlli, del resto molto giusti e per un verso anche tardivi. Le tasse pur pesanti e dolorose devono essere pagate, e qui non ci piove !

Un bambino esce dalla drogheria assaporando un lecca lecca ( domanda: quanti anni poteva avere un tale degustatore di profumato zuccherino? ) ed un solerte milite gli si avvicina e non chiede se il lecca lecca fosse buono e di suoi gusto, bensì chiede di vedere lo scontrino. Probabilmente il solerte vigile ha spiegato per una decina di minuti cosa significasse “ scontrino “. Il fanciullino non ha saputo rispondere e probabilmente ha offerto al vigile di assaggiare il suo lecca lecca. Il vigile è entrato nella drogheria, ha multato la gerente e non contento della sua manifestazione di autorità ha multato anche il bambino e per lui il suo papà. Se ricordo bene la multa – non so se pagata – fu di 70 euro! Colpire uno per educarne cento! Vi ricorda nulla questa frase?

Notizia di questi ultimissimi giorni riguarda due belle multe appioppate senza misericordia a due persone.

Nella bergamasca, laddove i paesini sono uno accanto all’altro, una signora di 63 anni lasciava il suo paesello per raggiungere a piedi – quindi vicinissimo al suo  -un altro paese per…udite, udite, dar da mangiare qualche briciola di pane ad infreddoliti piccioni. Ebbene, come se fosse appostato dietro ad un cespuglio salta fuori un vigile e dopo un formale brevissimo interrogatorio appura che la derelitta benefattrice aveva lasciato qualche metro prima il suo paese, cosa questa proibita, e le affibbia una bella multa di 280 euro! ( ho sempre detto che i piccioni sono dannosi !)

Ieri, invece a Como, un senza tetto che da oltre dieci anni abita sotto i portici del Liceo Volta si era recato al suo posto di lavoro situato per terra, ma in una via adiacente, è stato avvicinato da un solerte vigile che costatato che aveva lasciato il suo domicilio sotto i portici del Liceo, cosa questa che confligge contro le disposizioni di legge secondo le quali non si può lasciare il proprio domicilio se non per accertati gravi motivi evidenziati nell’autocertificazione, gli contestava una bella multa di 280 euro se pagata subito o 400 euro se pagata successivamente. Probabilmente il solerte vigile sarà oggetto di indagine medico-scientifica atta a verificare se al posto del cuore avesse un terzo polmone. Staremo a vedere.

Concludendo “dura lex sed lex” ma vi è pur sempre un limite invalicabile considerando poi i trattamenti riservati a chi ha tutto ed a chi non ha niente!

Io e certamente il 99,99% delle persone in casi come questi avremmo volto lo sguardo altrove se mai facendo finta di starnutire giusto appunto per non infierire su persone innocue, già malamente toccate dall’avversa fortuna!


giovedì 19 novembre 2020

 

LE STAGIONI

Chi “deve” trascorrere la maggior parte del tempo in casa non può godere delle gioie dell’inverno, con le montagne imbiancate di candida neve, col profumo del camino acceso che spande nell’aere il sapore e l’odore della legna che brucia! Ci si rannicchia al tepore del chiuso criticando, a ragione, l’insipienza dei programmi della TV. Alcuni si assopiscono ( beati loro ) altri ricordano le primavere e le estati in riva al mare quando passeggiando si ascoltava lo sciabordio delle onde annusandone il profumo. Chissà perché le primavere e le estati ci donano la sensazione dell’immortalità, mentre l’autunno e più ancora l’inverno ci riportano alla morte fredda come la stagione.

Nei giorni del covid-19 si leggono sui giornali le morti di personaggi illustri ai quali si assegnava il dono dell’immortalità; qualche amico è partito, un parente lo ha seguito. Mi viene da pensare: ed io? Sì, mi sento bene e mi chiedo come sarà possibile che muoia? Vuoi vedere che ne sarò esentato?(E’ arrivato il momento di consultare uno psicologo !)

Dal balcone della sala della mia abitazione vedevo altissimi alberi lussureggianti, dapprima con le gemme, poi le foglioline di un verde appena accennato, poi il verde robusto ed ora con le foglie vestite di un marroncino sempre più marrone ed infine il distacco dal ramo e la svolazzante caduta a terra. Una similitudine con la nostra vita: si nasce, si cresce e si muore con tanti episodi che si inseriscono nei tempi della crescita. Piante, animali e noi con loro abbiamo un solo comunissimo inevitabile destino!

Mi viene in mente una poesia di Giuseppe Ungaretti, brevissima ma tagliente ed assordante come il tuono col fulmine

“Si sta come

d' autunno

sugli alberi

le foglie.“

Intanto…. Ci si vede alla prossima primavera!

                                         

PASTA E FAGIOLI CON LE COTICHE


PREAMBOLO: Questa mattina a Milano faceva freddo e vi era una nebbiolina. Le previsioni per i prossimi giorni sono di temperature in calo di una decina di gradi. Cosa fare? Mi porto avanti con il lavoro convinto che a queste temperature rappresentano un salvavita pasta e fagioli e brodo ben caldo di carni miste.

Bando alle ciance e cominciamo!

INGREDIENTI: FAGIOLI  CANNELLINI SECCHI: 250 GR. – COTICHE: 200 GR. – SEDANO: DUE COSTE – CIPOLLA BIONDA: UNA MEDIO GRANDE – AGLIO: UNO SPICCHIO – CONCENTRATO DI POMODORO: UN CUCCHIAIO COLMO – BRODO VEGETALE GRANULARE: UN CUCCHIAINO – OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO – VINO BIANCO SECCO: MEZZO BICCHIERE DA VINO – UN CIUFFETTO DI SALVIA. 

TEMPO: DUE ORE – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER “DIVERSE PERSONE “ 

La racconto in prima persona.

La sera precedente ho messo a bagno i fagioli cannellini in acqua tiepida dando loro appuntamento per il giorno dopo.

Questa mattina ho tagliato a fette quadrate la cotenna che non presentava nemmeno un filo di grasso e l’ho messa a lessare in acqua normalmente salata con l’aggiunta di un cucchiaino di brodo vegetale granulare. La cotenna ha cotto per circa 90 minuti.

Ho scolato i fagioli dalla loro acqua notturna, li ho messi in una casseruola di terracotta, li ho coperti di acqua tanto da lasciarli al di sotto di un paio di dita, ho aggiunto la costa di sedano tagliata grossolanamente e lo spicchio di aglio in camicia. Ho cotto i fagioli per circa 90 minuti, forse un po’ di più, fin quando non si sono cotti all'85%. Ho salato i fagioli. Ho tolto i fagioli così come erano nella casseruola anche con la loro acqua di cottura che si era leggermente ristretta.

Nella stessa casseruola di terracotta, ho messo l’olio evo, la cipolla affettata ed uno spicchio di aglio tritato. Ho cominciato a soffriggere. Dopo una decina di minuti ho aggiunto la cotenna ridotta a strisce lasciandola cuocere per una quindicina di minuti. Ho aggiunto il ciuffetto di salvia ed ho sfumato poi col vino bianco. Dopo una decina di minuti ho aggiunto il concentrato di pomodoro, un goccio di acqua calda. Trascorsi altri dieci minuti ho aggiunto i fagioli tenuti da parte irrorandoli con un filo di acqua. Ho continuato a cuocere a fuoco moderatissimo per circa 15 minuti.

Nel frattempo ho cotto in acqua normalmente salata dei tubettini che ho poi unito ai fagioli. Ho aggiunto anche un po’ di acqua di cottura della pasta. Dopo cinque o sei minuti ho spento il fuoco lasciando raffreddare un po’. Li ho serviti conditi con un filo di olio evo ( di quello buono ) aggiungendo poi un pizzico di peperoncino macinato!

mercoledì 18 novembre 2020

                                             


RISOTTO ALLA CIMA DI RAPA


INGREDIENTI PER IL PESTO. CIME DI RAPE: KGR. UNO -  OLIO EVO:3/4 DI BICCHIERE DA VINO – RISO CARNAROLI: TRE TAZZINE DA CAFFE’ – CIPOLLA BIANCA: DUE CUCCHIAI COLMI – BRODO VEGETALE: 1 LT  - PROVOLA AFFUMICATA: 150 GR – FORMAGGIO GRANA: UN PAIO DI CUCCHIAI.

TEMPO 40 min. -  DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER TRE PERSONE ( ovviamente solo per il risotto, il pesto servirà per altre preparazioni ). 

Lessare la cima di rapa dopo averla nettata. Scolarla e strizzarla, metterla in un frullatore e frullarla per bene, aggiungendo un po’ alla volta l’olio evo. Regolare di sale ed il pesto è pronto.

In una padella anti aderente versare un filo di olio ed un pezzetto di burro e la cipolla tritata finemente. Soffriggere per  due o tre minuti dopo di che aggiungere il riso ed iniziare a fare un comunissimo risotto utilizzando il brodo vegetale bollente preparato in precedenza.

A cottura quasi ultimata aggiungere due cucchiai colmi di pesto. Continuare la cottura a fuoco moderato per cinque minuti. Aggiungere la provola affumicata ridotta in piccoli pezzi. Se troppo consistente il risotto aggiungere pochissimo brodo. Rimestare delicatamente per far sciogliere la provola. Cospargere con poco parmigiano e servire ben caldo.

 


 


Cari amici oggi più che presentare una ricetta voglio darvi un consiglio. Ho trovato au Amazon una pentolina che reputo eccezionale. E’ formata da due pentoline; una che contiene una resistenza ed un’altra che si inserisce nella prima e che conterrà il cibo da cucinare. Cottura lentissima, 10 ore e più fino a 24 ore. Consumo? Quello di una lampadina LED. Quale è la caratteristica di questa pentolina magica? Si mette il cibo da cucinare con tutti gli ingredienti e si va fuori casa ( covid permettendo ) e rientrare dopo una decina di ore. Il cibo è cotto, se vi è la carne questa risulta tenerissima e non si è attaccato nulla. Se funziona a lungo è una benedizione, al contrario si saranno gettate dalla finestra 21 euro in momento di black friday altrimenti costerebbe circa 40.

LE DIMENSIONI RAPPORTATE ALLA BOTTIGLIA DI VINO:


Detto questo passo ad illustrare la mia prima esperienza per un ragù di maiale.


RAGU’ DI MAIALE A LENTA COTTURA

INGREDIENTI : UNA MEZZA CIPOLLA – DUE COSTE DI SEDANO – TRE SALSICCE GRANDI ( NON SOTTILI E LUNGHE ) – DUE PEZZI DI COTENNA DI MAIALE DA 15 CM PER LATO – TRE O QUATTRO PUNTINE DI MAIALE -  UN CUCCHIAIO DI UVA SULTANINA – UN MEZZO CUCCHIAIO DI PINOLI -  UN CIUFFETTO DI PREZZEMOLO – UN CUCCHIAIO DI NDUJA CALABRESE – UNA MANCIATA DI FORMAGGIO  PECORINO – OLIO EVO: CINQUE CUCCHIAI -  UNA SCATOLA DI POLPA DI POMODORO ED UNA BOTTIGLIA DA 700 ML. DI  PASSATA DI POMODORO – SALE QB – UN PEPERONCINO PICCANTE – UNO SPICCHIO DI AGLIO – VINO ROSSO: MEZZO BICCHIERE DA VINO.

 

TEMPO:10 ORE – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI LIBERE

 

Nella pentolina magica versare l’olio, la cipolla finemente tritata e le coste di sedano anch’esse tritate ma leggermente più grossolanamente. Aggiungere l’aglio tritato ed il peperoncino spezzettato. Ovviamente trattandosi di una pentola per cottura lentissima e prolungata le verdure non potranno soffriggere. Dopo quindici minuti aggiungere le salsicce e le puntine di maiale. Su un tagliere stendere le fette di cotenna, salarle delicatamente, ungerle con un po’ di nduja calabrese, aggiungere l’uva sultanina precedentemente ammollata in acqua tiepida ed i pinoli. Aggiungere ancora il pecorino ed il prezzemolo non tritato. Arrotolare su se stessa la cotenna, legarla con lo spago da cucina ed aggiungerla nel soffritto che ancora non soffrigge. Dopo circa un’ora aggiungere il vino ( meglio poco che tanto ). Dopo una ventina di minuti regolare di sale, aggiungere la polpa di pomodoro e la passata di pomodoro.Fatto questo potete abbandonare l’operazione, fare ciò che più vi aggrada e dopo una decina di ore renderete grazie a chi…….volete voi!

mercoledì 11 novembre 2020

 

RIGATONI E CAVOLFIORI AL FORNO

 

INGREDIENTI: RIGATONI ( o pasta simile )250 GR. – CAVOLFIORE: 400 GR. – OLIVE NERE DENOCCIOLATE: UNA QUINDICINA – ALICI SALATE SOTT’OLIO: CINQUE O SEI – OLIO EVO: SEI CUCCHIAI – SCAMORZA AFFUMICATA: 150 GR. – FILACCINI DI MORTADELLA: 25 GR. – PARMIGIANO GRATTUGIATO: 50 GR. – BURRO: 25 GR. – PANGRATTATO E SALE: QB. – CIPOLLA: 25 GR. 

TEMPO:90 MIN. – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER 4 PERSONE. 

Dunque, dove eravamo rimasti? Ah sì ricordo: patate e cavolfiore al forno!

Ridurre in piccolissime cime i cavolfiori e cuocerli in abbondante acqua normalmente salata. Scolarli e sistemarli momentaneamente in un ciotola capiente. In una padella anti aderente di più che medie dimensioni versare l’olio, le alici salate, le olive nere e la cipolla tritatissima. Soffriggere per cinque o sei minuti dopo di che unire il cavolfiore. Regolare di sale e cuocere per una decina di minuti. Nella pentolina dove si son cotti i cavolfiori cuocere i rigatoni e scolarli al dente. Cospargere ora con la metà del parmigiano grattugiato.

Ho usato uno stampo di alluminio. Ungere lo stampo e foderarlo col pangrattato eliminandone l’eccesso.

Nello stampo versare un primo strato di rigatoni conditi sul quali mettere la scamorza affumicata e gli straccetti di mortadella. Coprire il primo strato con un secondo sul quale mettere una manciata di parmigiano ben distesa, una bella spolverata di pangrattato sul quale mettere qualche fiocchetto di burro. Infornare a 180 gradi in forno precedentemente riscaldato per cica 25 minuti fin quando non si sarà formata la deliziosa crosticina. Buon appetito e ricordatemi nelle vostre preghiere !! ( ovviamente se sono in mio favore, altrimenti astenetevi: Grazie )

 

martedì 3 novembre 2020

 

SFORMATO DI PATATE E CAVOLFIORE

 


INGREDIENTI: PATATE: 650 GR. – CAVOLFIORE: 600 GR. – PROVOLA  AFFUMICATA: 6 FETTE SOTTILI – FORMAGGIO GRANA: 100 GR. – UOVA: DUE – PANGRATTATO ED OLIO EVO: QB. –BURRO: QUALCHE FIOCCHETTO 

TEMPO: 60 MIN -  DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER 4 PERSONE 

Questa ricetta non è mia e non ricordo dove l’ho vista integralmente o se mi ha dato solo l’ispirazione. Se mi verrà in mente…..la sorgente, modificherò il mio post. L’ho voluta inserire perché superbamente ottima!!

Lessare le patate in acqua normalmente salata. Pulire il cavolo ricavando piccole cime da cuocere una decina di minuti in acqua anch’essa normalmente salata.

Pelare ora le patate e disporle in una zuppiera disfacendole con i rebbi di una forchetta resistente. Scolare il cavolfiore e metterlo sulle patate e ripetere la stessa operazione fatta per le patate. Unire il formaggio grana grattugiato e le due uova intere. Controllare il sale.

Ungere e cospargere di pangrattato due stampi di stagnola ( o una teglia normalissima ) e mettere un primo strato di patate e cavolfiore facendolo aderire per bene su tutta la superficie e sulle pareti. Aggiungere la provola affumicata in modo da coprire tutta la superficie dello stampo. Aggiungere un secondo ed ultimo strato di patate e cavolfiore. Su tutto aggiungere del pangrattato facendolo aderire per bene con una leggera pressione della mano. Su tutto mettere alcuni fiocchetti di burro ed infornare a forno già caldo a 180 gradi ventilato per una ventina di minuti fin quando non si sarà formata una deliziosa crosticina.

lunedì 2 novembre 2020

 

STRANE COINCIDENZE!

Qualche tempo fa ero in metropolitana ben aggrappato al sostegno. Un gentile signore non tanto giovane si è alzato per offrirmi il suo posto, ho ringraziato, ma ho rifiutato. Dopo una quindicina di giorni ancora in metropolitana addirittura una signora si è alzata per offrirmi anch’essa il suo posto. Incredulo ho ringraziato moltissimo, ma ovviamente ho rifiutato. Non so se era il destino che voleva mettermi alla prova, ma ancora una decina di giorni dopo ero sulla 67, bene aggrappato ai sostegni durante la marcia, ed una gentile signora extra comunitaria, forse del Bangladesh, si è alzata per offrirmi anch’essa il suo posto. Ho ancora una volta ringraziato rifiutando l’offerta. Mi sono meravigliato e tornato a casa mi sono guardato attentamente allo specchio; ho voluto verificare l’aspetto esteriore e onestamente non ho trovato nulla di preoccupante tanto da sollecitare l’altrui pietà. Forse ero su scherzi a parte e non lo sapevo. Oggi ero fuori a far la spesa ed il mio cellulare ha squillato.

-       Pronto, chi parla?

-       ACA elettricità

-       Chi?

-       ACA elettricità- Lei ha una casa a Francavilla, vorrei parlare con suo figlio.

-      Mio figlio? Al momento non ho figli disponibili, se passa tra qualche anno potrei metterle a disposizione un paio sempre che ritrovi le istruzioni di servizio, sappia, son passati tanti anni…….e la memoria fa brutti scherzi!

-       Lei è del 1937?

-       Ebbene ?

-       Io non posso parlare che con persone nate dal 1940 in poi.

-       Cosa pensa che io sia rincoglionito?

-       No, non penso ciò.

-       Ebbene non ho intenzione di cambiare il mio fornitore di gas ed energia. Stia bene. Chiudo !

Avevo una voce ferma e squillante eppure l’interlocutrice pensava che fossi in una situazione precaria. Ho pensato tra me e me: vuoi vedere che lei sia venuta in contatto con le gentili persone che volevano a tutti i costi offrirmi il loro posto a sedere qualche tempo fa?


sabato 31 ottobre 2020

 

PENNETTE RIGATE AL PESTO DI BROCOLI

 

INGREDIENTI: BROCCOLI LESSATI 250 GR. – PANNA DA CUCINA: UN CUCCHIAIO ABBONDANTE – CACIOCAVALLO GRATTUGIATO: TRE CUCCHIAI -  OLIO EVO: QUATTRO CUCCHIAI – PENNETTE RIGATE: 250 GR. – SALE E PEPE: QB.

TEMPO: 30 MIN. – DIFFICOLTA’: FACILISSIMA – DOSI PER TRE PERSONE. 

Se ci fosse una gara di velocità e semplicità questa ricetta si classificherebbe  al primo, massimo secondo posto!

In un frullatore mettere i broccoli lessati e frullarli per bene. Aggiungere la panna e riprendere a frullare. Aggiungere ora l’olio ed un pizzichino di sale ricordando che i broccoli erano già stati salati al momento della cottura. Frullare ancora un po’ ed il pesto è pronto.

Lessare normalmente  le pennette rigate, toglierle al dente e non completamente asciutte. Aggiungere ora il pesto, rimestare per bene ed spolverare con una manciatina di caciocavallo grattugiato. ( in mancanza del caciocavallo si può usare benissimo il grana padano o il parmigiano reggiano ) Una presa di pepe completerà l’opera !Consumare ben calda.

venerdì 30 ottobre 2020

 

AGNELLO IN CASSERUOLA ( Spezzatino a modo mio )

 


INGREDIENTI: AGNELLO: 600 GR. – CAROTE: 300 GR, - SEDANO: 300 GR. – CIPOLLA ROSSA: UNA MEDIO GRANDE – PATATE: 600 GR. – ZUCCHINE: 500 GR. – OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO – CONCENTRATO DI POMODORO: UN CUCCHIAIO – AGLIO: DUE SPICCHI – SUCCO DI MEZZO LIMONE ED UN GOCCETTO DI ACETO DI MELE – VINO BIANCO SECCO: ¾ DI BICCHIERE DA VINO – ROSMARINO: UN PICCOLISSIMO RAMETTO. 

TEMPO: DUE ORE – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI LIBERE


Dalla coscia e dalla spalla dell’agnello  ho ricavato la polpa riducendola in pezzetti non troppo piccoli.

In un tegame anti aderente ho versato l’olio, ho messo i due spicchi di aglio e prima di aggiungere l’agnello l’ho bagnato con il succo del mezzo limone e con il goccetto di aceto di mele rimestando per bene.

Lasciar soffriggere l’agnello, salandolo moderatamente. Appena rosolato sfumare col vino bianco secco. Cuocere a fiamma vivace per una ventina di minuti.

Nel frattempo sono state tritate le verdure grossolanamente ed aggiunte all'agnello. Rimestare e cuocere a fiamma moderata per una ventina di minuti.

Aggiungere tre o quattro mestoli di acqua calda,unire il concentrato di pomodoro ed il rametto di rosmarino. Continuare la cottura a fuoco moderato facendo sì che il liquido sovrasti il resto di un paio di dita.

Nel frattempo si saranno pelate le patate e ridotte in pezzi non troppo piccoli. Aggiungere le patate. Il liquido di cottura deve sempre sovrastare il tutto di un paio di dita.

Fare la stessa cosa con le zucchine e quando le patate saranno conte al 70% unire le zucchine. Controllare che il liquido sia abbondante e fino a fine cottura non sarà più modificato.

Considerazioni finali: tutto bene amalgamato, cremosità derivante dalle patate, dolcezza derivante dalle zucchine, profumo degli odori iniziali ed estrema tenerezza della carne di agnello. Questa pietanza non mancherà mai nella “ carta “ del mio ristorante!!!!!

 

 

mercoledì 28 ottobre 2020

 

POLLO AL FORNO



INGREDIENTI: UN POLLO DA 1.300 GR. – PATATE: 1.300 GR. – OLIO EVO: SEI O SETTE CUCCHIAI – ROSMARINO, SALVIA, AGLIO E DUE O TRE PICCOLE STRISCE DELLA BUCCIA DI UN LIMONE: QB. – SALE E PEPE: QB. – VINO BIANCO SECCO: MEZZO BICCHIERE.

TEMPO 120. MIN. – DIFFICOLTA’: FACILE -  DOSE LIBERE A SECONDA DELLA FAME!! 

Questa più che una ricetta è un modo di fare il pollo al forno. Di modi ce ne sono tantissimi, ma questo è il mio appena scoperto e preferito.

Pulire per bene il pollo strofinandolo con lo scottex inumidito eliminando ovviamente anche i residui delle penne. Dividere il pollo in sei oppure otto parti.

Tritare finemente gli odori, le bucce di limone e l’aglio aggiungendo un po’ di sale grosso.

In una padella anti aderente versare l’olio e subito dopo il trito di verdure. Dopo un paio di minuti scarsi aggiungere i pezzetti di pollo e lasciarli soffriggere per bene a fuoco vivace. Rimestare spesso. Salare e pepare. Aggiungere un mezzo bicchiere da vino di acqua e poco dopo sfumare col vino bianco secco.


Raggiunta una adeguata rosolatura togliere dal fuoco e sistemare il pollo in una pirofila piuttosto capiente, irrorarlo con parte del sughetto di cottura, aggiungere un po’ di tritato che sarà stato tenuto da parte ed infornare in forno già caldo a 180 gradi ventilato. Prima di infornare. Aggiungere pochissimo vino, un filo di olio.

Pelare le patate riducendole in spicchi regolari né troppo piccoli e nemmeno troppo grandi. Nella stessa padella in cui si è cotto il pollo e nella quale ci sarà ancora parte del sughetto aggiungere un pizzico degli odori tritati e subito dopo le patate che vanno cotte a fuoco moderato, rigirate spesso e all’occorrenza bagnate con pochissima acqua. 


Patate cotte al 70%,tolte dalla padella e messe sul pollo infornato. Cuocere per una ventina di minuti e quando le patate saranno rosolate, estrarre la pirofila dal forno e sovrapporre il polla alle patate. Cuocere ancora per una decina di minuti.

Aspetto, sapore odore e gusto ragguardevoli e consigliati per un test anti covid 19 che, come è risaputo, cancella gusto, odore e sapore, ragion per cui se ci si siede a mangiare questa delizia, apprezzandone tutte le caratteristiche, significa che il covid 19 è fuori portata!!!!

Questo test costa molto meno dei cosiddetti tamponi offerti a 50 o 120 euro ( come quello che ho pagato io)

lunedì 26 ottobre 2020

 GLI SPAZI INFINITI

Recentemente ho scoperto il canale 146 del digitale terrestre, quello della RAI SCUOLA che credevo fosse un canale destinato agli alunni. Ho scoperto invece un canale destinato a tutti coloro che avessero voglia di informarsi e di istruirsi su molteplici argomenti dello scibile umano. Ho seguito alcune lezioni sul “ divin poeta” Dante Alighieri, sulla fisica astronomica e sulla filosofia. Lezioni che durano una ventina di minuti e che vorrei non finissero mai tanto sono fatte bene ed interessantissime.

Una delle ultime seguite è stata quella dedicata all’astronomia.

Noi siamo abituati al “ finito “ agli spazi delimitati, ai confini che la natura o la politica ci hanno riservato o conquistati. La casa, la strada. il rione, la città, la provincia, la regione, lo stato, il continente, l’intero globo terracqueo. Superati questi limiti di spazio ci catapultiamo in una dimensione che è difficile definirla appunto dimensione.

Il nostro sistema solare con i suoi pianeti e satelliti è estremamente piccolo rispetto al tutto in cui è compreso. La mente umana vacilla pensando all’universo senza confini. Guardiamo in alto, su nel cielo e pensiamo che si possa intraprendere un viaggio immaginario che non ha mai una stazione di arrivo. Noi siamo abituati a darci mete spaziali o temporali da raggiungere e che raggiungiamo ed è molto difficile se non impossibile pensare ad un viaggio spaziale verso una destinazione irraggiungibile; si va avanti sempre ed infinitamente, un viaggio che solo il pensiero può intraprendere e che ad un certo momento si perde e si arrende.

Galassie, sistemi solari, stelle, pianeti, buchi neri sono senza dubbio affascinanti ed alcuni di essi misurabili e studiati solo per averne conoscenza, studi inutili qualora si volesse porre rimedio a gravissimi eventuali pericoli.

In tutto questo infinito la nostra terra è poco meno della punta di uno spillo ed è incredibile che gli esseri umani che brulicano come microbi possano combattersi e distruggersi senza tregua da millenni e per millenni ancora a meno che non si venga attaccati da creature extra terrestri non in vena di ospiti gentili per farci visita….se mai per venderci qualche enciclopedia!!

lunedì 19 ottobre 2020

 

ARROSTO DI VITELLO ( a modo mio )

                             


INGREDIENTI: VITELLO PER ARROSTO: 1 KGR, - SEDANO, CAROTE E CIPOLLA IN TUTTO 400 GR. – FUNGHI CHAMPIGNON: 150 GR. – OLIO EVO: SEI CUCCHIAI – VINO BIANCO SECCO: UN BICCHIERE DA VINO – MARGARINA  VALLE’: 150 GR. - SALE E PEPE: QB.

 

TEMPO DUE ORE – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI LIBERE

 

In una casseruola anti aderente versare l’olio ed aggiungere la margarina e appena sciolta mettere l’arrosto lievemente cosparso di sale e pepe lasciandolo rosolare da tutti i lati rigirandolo spesso. Nel frattempo ridurre in pezzetti  grossolani gli odori. Cuocere a fuoco vivace l’arrosto per circa 30 / 40 minuti, sfumare col vino bianco e aggiungere gli odori. Rimestare spesso e continuare la cottura a fuoco moderato. Non forare l’arrosto nel rigirarlo. Trascorse le due ore o poco più togliere l’arrosto dalla casseruola ed avvolgerlo nella carta stagnola fino al suo utilizzo. Le verdure oramai disfatte devono essere frullate. Aggiungere pochissima acqua calda e fare addensare appena appena la salsa. Aggiungere ora i funghi affettati grossolanamente e dopo una decina di minuti togliere dal fuoco. La salsa deve presentarsi lievemente addensata con i funghi in bella vista.

Affettare l’arrosto ricavando fette alte un cm, disporle su di un piatto ovale da portata e ricoprirle con buona parte dell’intingolo conservandone un pò in una ciotola per utilizzarlo al momento del servizio  per aumentarne la quantità. Conclusione: arrosto tenerissimo, salsa profumata e deliziosa, scarso utilizzo di suppellettili. Il mio voto? 9,25. Lo 0,75 l’ho riservato per i possibili e probabili miglioramenti futuri!!

 

giovedì 15 ottobre 2020

 

UNA CAUSA  A “ FORUM “

Credo di non aver mai perso una puntata di FORUM un po’ per farmi gli affari degli altri, un po’ per erudirmi sull’applicazione degli articoli del codice civile ed un po’ perché sono storie vere a prescindere da chi le interpreta. Ci sono attori anche bravi per raccontare con grande partecipazione i fatti di causa ed anche protagonisti veri in carne ed ossa. Ho apprezzato moltissimo i giudici vecchi e nuovi. Attualmente i giudici sono Francesco Foti, Melita Cavallo, Bartolo Antoniolli e Simona Napoletani. Se dovessi stilare una classifica per simpatia metterei senz’altro al primo posto Francesco Foti seguito solo da una incollatura da Melita Cavallo e proprio un gradino sotto da Bartolo Antoniolli ed infine leggermente distanziata da Simona Napolitani. Dal punto di vista professionale quasi nessuna differenza e questo lo si apprezza leggendo le sentenze. Dal punto di vista della conduzione del processo, senza che questo si trasformi in una farsa o in una aggressione tra gli attori, i convenuti ed i testimoni, il primo posto è conquistato ex equo da Francesco Foti e Melita Cavallo, seguono poi Bartolo Antoniolli e buona ultima Simona Napolitani, ovviamente senza nulla togliere alle doti professionali tutte veramente all’altezza di ogni situazione.

Fatto questo doveroso preambolo passo a raccontare la causa di ieri 14 ottobre su Canale 5 presieduta da Simona Napolitani.

Si trattava di contrapporre una persona di bassa statura alla sua ex moglie tanto bellina quanto cattiva ed odiosa. Parte la causa e la pseudo signora chiede come mai non fosse stata assegnata una pedana per sollevare il marito definito piccolo di statura e piccolo in tutto il resto, accompagnando questa definizione contrapponendo il  pollice all' indice a forma di una parentesi tonda precisando anche che il poveretto per avere un rapporto sessuale, dal quale per altro è nata una bambina, ha dovuto arrampicarsi ( sic ) ed utilizzando un’unica posizione. Tutto questo con sorrisi sghignazzanti ed esibizioni canore sulla scia della canzone dei nani di Biancaneve,lasciando la sua postazione imitando i nanetti che nella favola andavano al lavoro. Il giudice Napolitani non ha opposto granché e ho avuto l’impressione che si stava divertendo. Se la causa fosse stata diretta da Foti la pseudo signora non avrebbe neppure sorriso! Non parliamo poi della pseudo mamma che ha affermato di non aver accettato il bimbo e con la scusa di renderlo resistente ai comportamenti dei bulli fuori casa lo ha bullizzato all’interno della famiglia  trasformandolo in un continuo ed estenuante motivo di scherni e risate. Quando è nato la sua pseudo mamma gli ha regalato un nanetto di terracotta chiamandolo Alfredolo, nome di suo figlio. La moglie di Alfredo non è stata da meno.

Alfredo per circa due ore non ha fatto altro che raccontare la sua sofferenza addirittura il suo dolore e mentre faceva ciò la di lui moglie lo scherniva continuamente dileggiandolo oltre ogni immaginazione. La Napolitani non ha mai minacciato questa pseudo signora di allontanamento e men che meno ha stigmatizzato energicamente il suo atroce dileggio.

Alla fine ho tratto questi giudizi: compassione per il marito, esecrazione per la moglie e per la madre, fastidio per il giudice Napolitani per aver permesso tutto ciò.

Alfredo ha chiesto solo il rispetto delle condizioni della separazione avvenuta tempo addietro, non ha chiesto il ristoro del danno non patrimoniale per le continue sofferenze e derisioni che lo hanno portato addirittura a cambiare residenza, a costatare che anche la figlioletta di otto anni ( non ricordo bene ) lo prende in giro secondo l’educazione ed i suggerimenti impartiti dalla mamma e dalla nonna incredibilmente alleate. Il giudice non poteva concedere alcun risarcimento in quanto non richiesto.

In conclusione ci sono cause assai divertenti, altre serie e pochissime come quella di ieri che mi ha innervosito oltre ogni immaginazione.

sabato 10 ottobre 2020

 

MEZZE MANICHE AL RAGU’ DI CALAMARETTI

 


INGREDIENTI: CALAMARETTI MEDIO PICCOLI:500 GR. – POMODORI PICCADILLY: 500 GR. – FUNGHI CHAMPIGNON: TRE GRANDI – CIPOLLA PICCOLA E BIANCHA: UNA – PREZZEMOLO: UN BEL CIUFFO – AGLIETTO: UNO PIUTTOSTO GRANDE – OLIO EVO: SEI CUCCHIAI – PEPERONCINO PICCANTE: UNO – SALE E PEPE: QB. – MEZZE MANICHE: 300 GR. – VINO ROSE’ 

TEMPO 120 MIN. – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER 3 PERSONE. 

Altro aiuto da San Francesco Caracciolo patrono delle Due Sicilie e dei cuochi italiani. Spero sempre nel suo aiuto  diverso da quello prestato al Regno delle Due Sicilie!!!

Ecco il racconto!

Ho pulito per bene i calamaretti piccoli e freschi separando le teste dalle sacche e mettendo il tutto in una zuppiera.

Nel frattempo ho messo a bollire in pochissima acqua e per cinque o sei minuti i pomodori piccadilly. Li ho tolti dall’acqua bollente e li ho tuffati in acqua fredda, li ho pelati facilmente e li ho sistemati in una zuppiera disfacendoli poi con le mani.

In un tegame ho messo l’olio ed una generosa quantità di prezzemolo ed aglio tritati al momento. Ho lasciato da parte  solo un po’ di prezzemolo  per la guarnizione del piatto.

Al suo primo profumino ha aggiunto i calamaretti, rimestando e cuocendo a fuoco moderato. Dopo una decina di minuti ho aggiunto la cipolla tritata, il peperoncino ed i funghi champignon affettati. Ho regolato di sale ed ho sfumato col vino rosé ( che avevo in casa, altrimenti sarebbe stato  indicato il vino bianco secco ).Ho continuato la cottura sempre a fuoco moderato per una decina di minuti dopo di che ho aggiunto i pomodori cuocendo il tutto per circa 40 minuti fin quando il sugo non si é ridotto più o meno della metà.  Ho aggiunto metà del  prezzemolo messo da parte.

Ho cotto normalmente le mezze maniche, le ho tolte leggermente al dente e tuffate nel tegame del sugo,ho aggiunto l’altra metà del prezzemolo ed  un pizzico di pepe servendo e ringraziando San Francesco Caracciolo!!

venerdì 9 ottobre 2020

 

RACCONTI FUNESTI E MOLESTI 

Chissà chi vincerà la contesa tra me che stigmatizzo il comportamento delle reti televisive che, in gergo, inzuppano il pane nel racconto continuo dei delitti e le stesse reti televisive. Incredibilmente ancora oggi RAI 1 ha mandato in onda l’ennesimo servizio sul delitto di Lecce!

Daniele  ed Eleonora sono stati massacrati da Antonio sempre “scosso e provato” il 21 settembre scorso ed ancora oggi che siamo al 9 di ottobre  la RAI 1 in particolare continua  a massacrarci con la cronaca del delitto, uno spettacolo indecoroso e non so quando finirà. Oggi hanno intervistato addirittura la prostituta alla quale Antonio “  scosso e provato “ ha fatto visita dopo il delitto e che ci ha descritto il comportamento dell’assassino durante i quindici minuti del convegno. Non vedo come a distanza di tanti giorni si debba ancora analizzare il comportamento di Antonio “ scosso e provato “ quanto sarebbe stato sufficiente dare la notizia nel momento del massacro, della cattura dell’assassino con una mezz’oretta di approfondimento delle motivazioni del delitto. Qui stiamo assistendo ad un uso sconvolgente dell’episodio giusto per conquistare una percentuale di audience. Non se ne può più. Diciotto giorni di spappolamento dei zebedei senza poter aggiungere nulla al fatto, all’antefatto, del post fatto; forse sotto Natale saremo liberati da questo stillicidio di pseudo informazione. Ora sembra che le parti, anzi direi solo la parte dell’assassino “ scosso e provato “ fa di tutto, prendendo spunto dai continui racconti televisivi, per suggerire la tesi della totale infermità di mente e questo per la difesa è plausibile, ma far passare l’assassino come un poveretto vittima di se stesso è veramente inaccettabile. Per favore basta! Basta! e che si abbia pietà di me e di quelli che la pensano come me. L’avvocato delle difesa ci racconta che ha portato in carcere il messaggio dei genitori con il quale si informava il congiunto che non sarebbe rimasto solo ed abbandonato ed il poveretto, a dire dell’avvocato difensore, si è lasciato andare in un pianto dirotto!

Mi sembra che si tenti di far dimenticare i dolcissimi visi di Daniele ed Eleonora, la loro stupenda gioventù , i loro sogni distrutti e di inocularci pensieri di comprensione per questo Antonio sempre “scosso e provato “che per quello che mi riguarda senza se e senza ma dovrebbe essere condannato all’ergastolo o inviato a qualche istituto psichiatrico penitenziale.

La RAI comunque non resterà senza lavoro perché sicuramente ci saranno sempre delitti, stupri da raccontare a puntate sempre da conduttori o conduttrici con gli occhietti ipocritamente strabuzzati!

Ovviamente il problema non è solo della RAI, ma di RETE 4 e CANALE 5 ; sono avvoltoi che sperano in qualcosa da raccontare anche se non è colpa loro se delitti e stupri sono a cadenza quasi giornalieri.

D’ora in poi appena mi capita nel mio zapping quotidiano il servizio su Lecce cambierò velocemente canale sperando di non arrivare su un altro con il medesimo palinsesto!

giovedì 8 ottobre 2020

 

RISOTTO CON SALSICCIA E ZUCCHINA


INGREDIENTI: RISO CARNAROLI: TRE TAZZINE DA CAFFE’ – OLIO EVO: SEI CUCCHIAI – ZUCCHINA TONDA: UNA MEDIA – CIPOLLA BIANCA: UNA MEDIA – SALSICCIA DI MAIALE: 200 GR. – PROSCIUTTO COTTO: 70 GR. – FORMAGGIO GRANA: 50 GR. – PREZZEMOLO: UN CIUFFETTO – BRODO DI CARNE STAR: UN LITRO SCARSO – PEPE: UNA PICCOLA PRESA – VINO ROSE’: MEZZO BICCHIERE

 

TEMPO: 60’ MIN. – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER QUATTRO EPRSONE ( meglio per tre )

 

Sorvolo sul preambolo e vengo al sodo. Avevo tutto in casa ed ho affidato il tutto alla mia fantasia.

In una padella anti aderente versare l’olio evo, la cipolla e la zucchina tritate  e cuocere a fuoco moderato e quando le verdure saranno lievemente appassite aggiungere la salsiccia tagliata a dadini. Cottura sempre a fuoco moderato per una decina di minuti. Aggiungere il prosciutto cotto derivante da un'unica fetta e ridotto anch’esso in dadini. Cuocere per cinque o sei minuti dopo di che sfumare col vino. Nel frattempo portare ad ebollizione il brodo di carne Star aggiungendo se se ne dispone un po’ di quello fatto in casa ed avanzato. Aggiungere ora il riso e procedere come un normalissimo risotto utilizzando qualche mestolo di brodo da aggiungere di tanto in tanto ed in poca quantità per non trasformare il risotto in un brodo!! Poco prima della cottura aggiungere un po’ di prezzemolo e fare la stessa cosa a cottura raggiunta. Togliere dal fuoco ed aggiungere il formaggio grana. Regolare di pepe e servire…cantando ! Ho salato appena appena il brodo la cui composizione era: 25% brodo casalingo, 25% brodo di manzo STAR e 50% ….acqua del rubinetto!

mercoledì 7 ottobre 2020

 

RAGU’ CON SALSICCIA

 

INGREDIENTI: SALSICCIA: 5 CAPI DI QUELLA GROSSA – CIPOLLA: META’ DI UNA MEDIO GRANDE – SEMI DI FINOCCHIETTO: MEZZO CUCCHIAINO – AGLIO: UNO SPICCHIO – SEDANO: UN GAMBO – OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO – DOPPIO CONCENTRATO DI POMODORO MUTTI: UNA CONFEZIONE DA 440 GR.- PEPERONCINI PICCANTI: UNO A DUE A SECONDA DELLA GRANDEZZA E DEL GUSTO PERSONALE – VINO ROSSO: MEZZO BICCHIERE.

 

TEMPO 120 MIN. – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI: NON SPECIFICATE

 

Le prime giornate di tempo incerto e nuvoloso ci spingono ai fornelli e se abbiamo un po’ di fantasia e qualche piccola scorta in casa ci si può sbizzarrire per la gioia principalmente del cuoco!

In un tegame di acciaio versare l’olio e subito dopo la cipolla, il sedano tritati e cominciare a soffriggerli a fuoco moderato. Dopo una decina di minuti aggiungere l’aglio,i peperoncini ed i semini di finocchietto. Dopo cinque minuti aggiungere la salsiccia ( non salamelle ) privata della budella e stemperata dapprima su di un piatto. Cuocere a fuoco moderato fin quando la salsiccia sembrerà ben cotta. Sfumare col vino rosso. Non aggiungere sale perché la salsiccia è salata di per sé. Sfumato il vino aggiungere il doppio concentrato di pomodoro MUTTI ( speriamo che la MUTTI legga il mio blog e mi mandi una bella confezione del doppio concentrato per la pubblicità ) e,  dopo averlo ben distribuito nel tegame, aggiungere acqua calda pari alla quantità contenuta in tra scatole di concentrato. Rimestare e cuocere per circa un’ora a fuoco delicatissimo fin quando non appariranno in superfice deliziose chiazze di olio con il grasso della salsiccia. Condire ogni tipo di pasta corta fresca o secca spolverandola con generose quantità di pecorino meglio in compagnia con ricotta dura o “ squanta “ ( Viva la Puglia possibilmente del NORD ( leggi Foggia )!

 

lunedì 5 ottobre 2020

 

ESISTE IL DIRITTO ALL’OBLIO !!!

Due settimane or sono  due splendidi giovani, Daniele ed Eleonora, che stavano abbellendo il loro nido di amore, sono stati massacrati con inaudita violenza da un delinquente con la faccina da angelo: oltre sessanta coltellate inferte in dieci minuti. La morte non è arrivata immediatamente dal momento che le povere vittime hanno avuto modo di difendersi e che Daniele ha raggiunto la scala della sua casa sperando ed invocando l'altrui aiuto!.

Le televisioni si sono impadronite di questa storia e ne fanno strame. Racconti quotidiani ricchi di particolari; racconti che seguono una precisa  regia melodrammatica del racconto. La mamma dell’assassino “ provato e scosso “ ha scritto una lettera alle madri delle povere vittime, una lettera di scuse sentite e vere, lettera che aveva dei paragrafi. Senza una regia la lettera sarebbe stata letta tutta di un fiato, ma per trasmettere pathos  la lettera è stata letta un paragrafo per volta con preambolo del presentatore con la tipica faccia di circostanza. Non so perché ma io vedo in queste presentazioni una grande ipocrisia. Alla notizia dell’efferato delitto di Lecce ho provato un profondo dolore ed una rabbia fortissima sperando che l’assassino venisse presto arrestato ed associato alle carceri laddove spero trascorra tutto il resto della sua vita. Ora, a distanza di due settimane il presentatore assume le faccette tipiche di Barbara D’Urso, cosa questa che a due settimane dal delitto non é comprensibile. Se io dovessi raccontare il fatto lo farei con un certo distacco, ma ovviamente, non sono né il presentatore e nemmeno sono dinanzi ad una telecamera. Detto questo devo stigmatizzare tutti i favorevoli commenti sul comportamento dell’assassino “ scosso e distrutto “ quasi come si volesse proporlo per una causa di beatificazione! Bravo ragazzo, scosso e provato, in cella ha chiesto del cappellano, ha voluto un libretto di preghiere ( anche in nella sua camera in casa sua ne aveva uno ),il cappellano gli ha portato un libro di racconti per alleviare la sua detenzione. Il cappellano intervistato ovviamente non ci ha potuto dire nulla della confessione, ma ne ha parlato proprio bene tanto che ho provato  tanto disgusto. Si dice “ chi muore giace e chi vive si dà pace. “ Delle povere vittime se ne parla appena anche perché l’argomento è di per se stesso esaustivo: il morto è morto e tutto finisce qui! L’assassino invece vive, si dimena, si istruisce, frequenta la palestra del carcere, riceve la visita di alcuni deputati, prega e fa tutto quello che poteva fare prima, ma in luogo ristretto. Non ci si discosta non più di tanto dalla generalizzata  abitudine che si tende sempre a stare dalla parte dei delinquenti piuttosto che da quella delle vittime anche perché queste scompaiono inghiottite dalla fredda terra. Ci dovrebbero essere delitti i cui esecutori andrebbero condannati ad una pena che consenta la riabilitazione ed altri delitti per i quali tale riabilitazione  sia decisamente negata, Il delitto atroce di Lecce non dovrebbe seguire la prima tipologia. Ergastolo senza benefici di legge e chiave della cella gettata in mare.

Dopo soltanto una settimana dalla cattura di Antonio “ scosso e provato “ ( mai pentito ) già se ne parla bene, nessun intervistato ha avuto parole di condanna senza se e senza ma, tutti, dico tutti, hanno cercato di capire, di indagare sui primi anni di vita, tutti a volerlo comprendere quasi a giustificarlo in considerazione della sua infanzia e adolescenza problematiche quando nessuno, dalla famiglia, alla scuola ed alla parrocchia si sono accorti di quello che poteva commettere negli anni a venire. Tutti colpevoli!  Daniele ed Eleonora colpevoli di essere giovani e belli. Chissà per quanti giorni ancora, e quotidianamente dovremo assistere a trasmissioni con particolari “ in esclusiva “ ( quasi a vantarsene ) propinatici con grande pathos e tanta ipocrisia!

giovedì 1 ottobre 2020

 

LA FATICA DEGLI AVVOCATI 

Dal “ Corriere della Sera “:

“””Antonio De Marco, tre ore di interrogatorio: «Ha risposto a tutte le domande, è ancora molto scosso»

Parlano gli avvocati Andrea Starace e Giovanni Bellisario, difensori dello studente reo confesso del duplice omicidio dei fidanzati di Lecce, Daniele De Santis ed Eleonora Manta, per il quale il gip ha convalidato l'arresto”””.

Chissà per quanti altri giorni ancora le reti televisive ci devono far rivivere la nostra angoscia ed il nostro dolore per la fine dei giovanissimi fidanzati di Lecce. Interviste decisamente inutili come quella alla maestra dell’assassino,( come era  Antoniuccio quando frequentava la terza elementare? Portava da casa pane e frittata o la rubava al compagno di banco? Andava a far la pipì regolarmente o se la faceva nelle brache? All’amministratore dello stabile in cui viveva o al suo primo avvocato d’ufficio che ha sciorinato una serie di “ non posso dire nulla – non posso aggiungere altro”! A che cosa? Al nulla !!Ovviamente abbiamo saputo che l’assassino collabora, a volte tace e che è molto provato e distrutto forse perché la mattanza si è consumata in un tempo inferiore a quello programmato.

Capisco che in casi come questo si dovrebbe ricorrere alla giustizia degli USA quando un simile assassino riceve una condanna a ben 194 anni di carcere. Non è un refuso sono proprio 194 anni di carcere!

Ora gli avvocati, ben due ( e chi glieli ha pagati? Qualche associazione pro delinquenti? ) hanno un compito facilissimo: in prima battuta chiedere la perizia psichiatrica sperando in un non luogo a procedere perché l’assassino non era in condizioni di intendere e volere; in seconda battuta iniziare e finire l’arringa difensiva con le parole di rito: “ci rimettiamo alla clemenza della corte”

L’efferata violenza e la faccetta efebica di Antonio – provato e scosso – non possono far altro che far propendere per la totale infermità di mente. Non fosse così bisognerebbe sperare nella vendetta dei detenuti che non tollerano violenze del genere. E quando i detenuti si incazzano ( scusate il francesismo ) sono tremendi e lasciano ricordi indelebili!

 

RISOTTO SEMPLICISSIMO ED ECONOMICO

 

INGREDIENTI: RISOTTO CARNAROLI: TRE TAZZINE DA CAFFE’ – OLIO EVO: SEI CUCCHIAI – GAMBERI GRIGI: 500 GR. – PREZZEMOLO ED AGLIETTO: AD LIBITUM  ( senza esagerare ) – OLIO DI GIRASOLE: QB. DADO DI PESCE KNORR: UN CUCCHIAINO -  SALE E PEPE: QB

TEMPO: 60 Min – DIFFICOLTA’:FACILE – DOSI PER 3 PERSONE

 


Ci sono gamberi e gamberi. Quelli rossi di Marzara del Vallo, quelli di Santa Margherita Ligure tutti nobili e di bell’aspetto e poi ci sono quelli leggermente plebei, grigi, umili, ma molto buoni e poco costosi.

Fatta questa premessa mi è venuto in mente di fare un risotto che mi avrebbe fatto gridare di gioia. ( come si vede non ho tante pretese, basta poco per farmi felice )

Ho liberato quasi tutti i gamberi dal loro carapace conservandone cinque o sei interi per la guarnizione. Ho ridotto in pezzetti poco più della metà dei gamberi puliti mantenendone interi gli altri. In una casseruola per risotti ho messo l’olio e appena caldo cinque o sei cucchiai di prezzemolo ed aglio tritato,conservandone pochissimo, e dopo qualche secondo, appena si avverte il classico profumino, ho aggiunto i gamberi tagliati. Dopo tre minuti, appena i gamberi sono diventati rosa, ho aggiunto il riso. Nel frattempo ho portato in ebollizione l’acqua leggermente salata, nella quale ho messo un cucchiaino di brodo di pesce.( il brodo di pesce Knorr è veramente eccezionale ).

Ho iniziato a fare un comunissimo risotto sfumandolo con del vino bianco secco, ( mezzo bicchiere da vino ) aggiungendo di tanto in tanto un mestolino di brodo. A metà cottura ho unito parte del prezzemolo ed aglio non utilizzato interamente in principio. Poco prima della cottura, fatta sempre a fuoco…allegro, ho aggiunto i gamberi lasciati interi, un po’ di prezzemolo tritato. I gamberi lasciati nel loro carapace li ho infarinati,fritti nell’olio di semi di girasole e leggermente salati, da utilizzare  per la guarnizione.

Ho impiattato il risotto avendo cura di inserire ovviamente i pezzetti di gambero e qualche gambero intero del risotto. Prima di portare in tavola ho messo un paio di gamberi fritti sulla sommità del piatto,ho aggiunto un pizzico di pepe. Ho ritrovato il libretto dei canti sacri ed ho preso a cantare……Oh che giorno beato il Ciel ci ha dato……ecc.ecc.

 

 

mercoledì 30 settembre 2020

 

POLLO IN UMIDO….ACCOMODATO!

INGREDIENTI: MEZZO POLLO – PEPERONI ROSSI MEDI: DUE – CIPOLLA MEDIA: UNA – AGLIO: UNO SPICCHIO – OLIVE NERE NON AL FORNO: UNA QUINDICINA – FUNGHI CHAMPIGNON: SEI GRANDI – PREZZEMOLO: UNA BELLA PRESA – OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO – LIMONE: IL SUCCO DI MEZZO LIMONE – VINO ROSSO: UN BICCHIERE DA VINO

TEMPO: 60 MINUTI – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI LIBERE ( Beati gli ultimi..se i primi son discreti )

 

Come si sa in cucina le quantità dei singoli componenti una ricetta sono libere a seconda dei gusti e della provvista. Solo in pasticceria le dosi sono indispensabili ed obbligatorie.Con quello che avevo in casa mi è parsa intrigante questa ricetta che mi ha soddisfatto e non poco.Ho ridotto il pollo in pezzi non troppo piccoli, l’ho deposto in una ciotola, ho aggiunto il succo del limone ed il vino e l’ho lasciato marinare per una mezz’oretta. In una padella anti aderente ho versato l’olio e dopo pochi secondi i pezzetti di pollo moderatamente salati lasciandoli rosolare rimestando spesso tappando ( come dicono in Toscana ) allo scopo di non fare fuori uscire gli schizzi di olio.Raggiunta la rosolatura preferita spostare il pollo su di un piatto e nella padella mettere i peperoni rossi e la cipolla tagliati grossolanamente. Cuocere a fuoco moderato fin quando le verdure non saranno lievemente appassite. Aggiungere ora le ulive nere. Dopo una decina di minuti rimettere in padella il pollo continuando la cottura per altri venti minuti a fuoco moderato. Aggiungere ora il prezzemolo tritato e dopo un paio di minuti togliere al fuoco.

Se non si consuma subito tutta questa delizia utilizzarla se mai il giorno successivo unendo delle belle patate tagliate a tocchetti dopo averle lessate.