OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

QUANTO E' BELLA GIOVINEZZA
CHE SI FUGGE, TUTTAVIA
CHI VUOL ESSER LIETO SIA
DI DOMAN NON V'è CERTEZZA

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il mio diario ( PENSIERI IN LIBERTA' )

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martedì 13 dicembre 2016

IL NUOVO GOVERNO

L’articolo 1 della costituzione assegna la sovranità al popolo. Bene, grazie infinite! La massoneria fa parte del popolo? Certamente. L’alta finanza fa parte del popolo? Certamente. La Confindustria fa parte del popolo? Certamente. I grossi carrozzoni di Stato fanno parte del popolo? Certamente. E allora popolo sovrano di cosa ti lamenti? Da sempre noi italiani siamo stati estero guidati sin dai tempi in cui Don Peppino Garibaldi invase il meridione con il determinante aiuto della massoneria inglese e giustamente il nizzardo riconobbe  che “se non fosse stato per il governo inglese, mai avrei potuto passare lo stretto di Messina”. “ . Poi non parliamo della situazione attuale in cui il nostro destino si trova nelle mani della Germania , di J.P.Morgan ed altra consorteria del genere. Tutti avvoltoi che non aspettano altro che banchettare sulle nostre carcasse. Noi ci mettiamo del nostro! Il ducetto di Rignano sull’Arno ci ha raccontato delle sue irrevocabili dimissioni, e noi gli abbiamo creduto. Il NO al referendum ha detto anche che di Renzi e del suo Granducato di Toscana la maggior parte degli italiani ne avevano le scatole piene. Sospiro quindi di sollievo per la sua dipartita! Poi ci ha fatto commuovere: vado a casa, senza stipendio, senza pensione e soprattutto senza lavoro! Ero pronto a versare il mio modesto contributo di 2 euro allorquando LA 7 e il Corriere della Sera sarebbero stati pronti per la sottoscrizione nazionale. Poi quando ero già con le lacrime agli occhi mi sono accorto della ennesima presa per i fondelli di Matteo. Vado via dalla politica! Vado via dal governo! Torno alla “ ruota della fortuna “ ed invece ha tessuto una tela di ragno attorno al povero conte Paolo Gentiloni Silveri,Nobile di Filottrano,Nobile di Cingoli e Nobile di Macerata  tanto che è come se Renzi non avesse mai abbandonato alcunchè. Madonna Elena Boschi Etruria è stata promossa sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, pronta a riferire al suo Matteo ogni furbizia del presidente, promozione nonostante lo tsunami referendario e le sue dichiarazioni di abbandono nel caso in cui avessero vinto i NO; madonna Marianna Madia resta al suo posto nonostante che la sua riforma statale sia stata bocciata dalla Consulta. Altro fedelissimo di messer Renzi è Luca Lotti assegnato al ministero dello sport ( se ne sentiva la mancanza ) ma con deleghe al CIPE e all’editoria. Il CIPE Stabilisce le linee generali di politica economico-finanziaria. La delega all’editoria consente al neo ministro di foraggiare gli amici e di affamare i nemici. Non è difficile immaginare quante schiene piegate e quante mani tese per l’obolo di Stato! Una casella importante è quella dei servizi segreti  per i quali il Conte Paolo si è riservato l’interim. Tutto sotto controllo e madonna Maria Elena sarà pronta a riferire al ducetto di Rignano chi ed a che ora qualche spia di Stato entra nell’ufficio del presidente del consiglio. Una bella rete di protezione ed assistenza.
Tutto questo non ha a che vedere con una democrazia. Il collant che unisce questa “ accozzaglia “ è la conquista, il mantenimento e la gestione del potere in tutte le sue manifestazioni. Tra qualche giorno si dovrà mettere mano alle nomine dei vertici delle aziende partecipate dello Stato ed allora i renziani avranno di che scialacquare.
Popolo sovrano dove stai ! forse alle prossime elezioni apparirà nella sua sfolgorante tragedia. Ho tanta stima per Lega e 5 Stelle, ma con la loro veemenza non porteranno a risultati ottimali.
La storia ci insegna che i nuovi vincitori sono tali perché i vecchi perdenti hanno pensato solo a bivaccare e dividersi il potere con tutti i privilegi che si sono assegnati.
Cosa avrebbe dovuto fare Mattarella ? Dar vita ad un governo diverso nominando un altro primo ministro che avrebbe dovuto scegliere in autonomia i propri ministri e sottosegretari in netta discontinuità con il passato “ toscano “. Mandare il governo alle Camere per la fiducia e nel caso in cui questa fosse stata negata, andare subito alle elezioni con una legge elettorale come ad esempio il mattarellum. Nessuno avrebbe potuto eccepire nulla e per lo meno la faccia sarebbe stata salvata. Questi la faccia…… forse no, questa la faccia non ce l’hanno !

lunedì 5 dicembre 2016

LA CADUTA DI MATTEO

Il ducetto di Rignano sull’Arno ha avuto il suo 25 luglio! E’ caduto sommerso da una valanga di NO alla sua modifica della costituzione. Il referendum non era obbligatorio, ma lui lo ha proposto ed ottenuto per avere un plebiscito di voti che lo avrebbe innalzato a duce incontrastato.
La riforma proposta e la legge elettorale vigente avrebbe messo nelle mani di una sola persona tutto il potere. Presidente del Consiglio, segretario del Partito Democratico. Con il senato che non vota la fiducia, e la maggioranza acquisita con un premio che nemmeno la legge Acerbo del regime fascista prevedeva, si poteva nominare il Capo dello Stato e il Presidente della Corte Costituzionale. E che altro restava nella disponibilità del popolo sovrano?

Ho sentito il discorso di commiato di Matteo, quasi strappalacrime, grazie ad Agnese e grazie ai suoi figli!” E che mai hanno fatto codesti famigliari?
Viva l’Italia, Viva il Tricolore grazie ai combattenti per il SI che si sono impegnati casa per casa a loro spese ( vorrei proprio vederlo ). Coraggio ragazzi abbiamo perso una battaglia, ma  non la guerra. Quante cose abbiamo fatto dice Matteo, quante ne resteranno da fare. Che bella novità!
Oltre a regalarsi un costosissimo quadrimotore per i suoi spostamenti istituzionali, ha dato mance a destra ed a sinistra. Una precisazione recentissima sul bonus di 500 euro da corrispondere ai diciottenni, prevede che potranno essere spesi anche per acquisto di file musicali mp3. Le promesse di Matteo sono arrivate – motus infine velocior – in prossimità della conclusione della campagna referendaria in modo da comperare le speranze delle persone alle quali le promesse venivano fatte. Con i soldi pubblici, quindi miei e tuoi che mi leggi – ha acquisito i servigi di Jim Messina importante consigliere che ha guidato vittoriosamente la campagna di Obama nel 2012. Purtroppo per Matteo non ha funzionato così come accadde in Spagna per Rajoy. Il compenso per l'utilizzo delle cellule grigie di Jim è stato di quattrocento mila euro!!!!
Insomma Renzi è stato bocciato per tutto quello che ha promesso senza mantenerlo, per la sua strategica recente conversione contro l’Europa della Merkel, togliendo anche la bandiera europea dal suo studio giusto per dare la sensazione di sovrapporsi alle  istanze del Movimento Cinque Stelle e della Lega.
Poi credo  che anche fisicamente si è reso inviso agli italiani. Camminata dinoccolata, faccine di circostanze, eloquio logorroico e battute scontate tipo l’Italia è fatta ora bisogna fare gli italiani!” di Massimo d’Azeglio!
Ora non sarà facile ripartire. Mattarella potrebbe rimandare Renzi alle camere per un voto di fiducia, potrebbe dare un incarico ad un altro esponente del Partito Democratico. Ci si renderà conto che tutti gli sfracelli annunciati da Renzi e dai così detti poteri forni nazionali ed internazionali, con la vittoria del NO non si sono né si verificheranno mai e quindi si dovrà mettere seriamente mano a tutti i provvedimenti indispensabili per la ripartenza.
Matteo nel salutarci ci ha ricordato di essere un boy scout . L’Italia poteva essere governata da un boy scout? Ora tutta la pletora dei suoi collaboratori, la Boschi, la Madia cosa faranno? Spero che anche loro vadano a casa e che si possa formare un governo con persone serie ed affidabili, che facciano poche promesse ma che le mantengano tutte, che per viaggiare in Italia prendano un bellissimo e comodissimo freccia rossa, che lascino il costoso Air Renzi One nell’hangar  o che lo si restituisca per fine leasing, che per i voli istituzionali prendano un comodissimo Airbus  350 sia pure in business class Alitalia.
Morto il re, viva il re. Avremo un nuovo governo, un nuovo Presidente del Consiglio e la vita continuerà fra gli alti e bassi così come da oltre 65 anni siamo abituati a sopportare.

martedì 29 novembre 2016

Recentemente mi sono convinto che le zucchine aumentano la vita media delle persone di almeno 15 anni - per qualche persona particolarmente predisposta  - anche di più.
Sollecitato da una persona cara a cui dedico la ricetta, ve la propongo!

FRITTATA CON ZUCCHINE E FUNGHI CHAMPIGNON

INGREDIENI: ZUCCHINE: UNA MEDIO GRANDE – FUNGHI CHAMPIGNON: TRE GRANDI – UOVA: CINQUE – OLIO EVO: UN BICCHIERE DA VINO -  SALE E PEPE: Q.B

TEMPO: 30 MINUTI -    DIFFICOLTA’ : SEMPLICE – DOSI PER 4 PERSONE


Grattugiare  la zucchina con l’apposita grattugia; affettare sottilmente i funghi champignon pelandoli e raschiando il gambo, salarli e peparli. In una padella anti aderente versare un po’ di olio, aggiungere la zucchina ed i funghi e cuocere a fuoco moderato fin quando  non si saranno amalgamati, lasciandoli morbidi. In una zuppiera versare le uova intere, salarle e sbatterle normalmente. Togliere dal fuoco la zucchina ed i funghi e versarli nella zuppiera rimestando subito. Nella stessa padella versare ancora un filo di olio e quando è caldo al punto giusto, versare metà del contenuto della zuppiera. Rimestare spesso affinchè la frittata non diventi solida. Versare ora il contenuto della padella nella zuppiera, rimestare e ripetere la procedura usando tutto il contenuto della zuppiera.  Rimestare un poco e quando si vede che la frittata comincia a solidificare, smettere di rimestare. Dopo un paio di minuti rigirare la frittata usando un piatto largo oppure un coperchio liscio. Dopo tre o quattro minuti, togliere dal fuoco e stendere la frittata su un piatto da portata.

martedì 8 novembre 2016

LA  FAMIGLIA, I CONFLITTI DI INTERESSE E LA MISURA STRACOLMA


Forse perché da tanto tempo non si vedono più comizi in piazza, quello di Matteo Renzi alla Leopolda mi è sembrato simile a quelli del celebre Ettore Petrolini o del primo Mussolini. Parole roboanti, frasi ad effetto probabilmente studiate a tavolino, citazioni storiche condite con proverbi popolari, camicia bianca senza cravatta, maniche rimboccate, facce e faccine di prammatica e dileggio dei suoi compagni di partito, questo è lo spettacolo offerto dallo sparapalle toscano!
Dopo la splendida legge elettorale che gli avrebbe assicurato la schiacciante vittoria anti democratica Matteo, vista la malaparata causata dall’attuale performance dei pentastellati, promette di modificare la legge elettorale dopo il referendum per togliere il ballottaggio che avrebbe consegnato il governo del paese ai grillini.
Lavori in corso di opera ad usum delphini!!
I Cinque Stelle attaccano giustamente le istituzioni europee conquistando la simpatia degli italiani ed allora anche il nostro conducator fa la stessa cosa. La risposta europea per bocca di Jean-Claude Juncker presidente della Commissione Europea è stata: “ gli attacchi di Renzi? Me ne frego “ !!
Chiediamo all’Europa di concederci maggiore flessibilità. Ammesso che ce la concedano, la flessibilità non si concretizza con soldi in arrivo da Bruxelles, ma dalla possibilità di fare altro debito, visto che ne abbiamo poco ! Chiediamo a Bruxelles di allungare la corda con la quale ci strangoleremo, se non noi, i nostri figli o ancor di più i nostri nipoti!
In casa nostra vi sono episodi sconcertanti. E non da ora. L’ex Ministro della salute Maurizio Sacconi era sposato ( non so se lo sia ancora oggi ) con Enrica Giorgetti Direttore Generale di Farmindustria, la confindustria del farmaco alla quale sono iscritte circa 200 aziende. Che si saranno mai detti la sera prima di prender sonno marito e moglie?
Angelino Alfano è il Ministro degli Interni ed è fratello del meno conosciuto ma più fortunato Alessandro Antonio Alfano appena nominato dirigente delle Poste, addetto al patrimonio immobiliare dell’ente, con un modesto stipendio di 160.000 euro all’anno. Alessandro Antonio non si contenta ed il buon Angelino assume al ministero la sua cognatina Flavia Montana moglie del superdotato Alessandro Antonio. Ci sono famiglie i cui componenti hanno un particolare DNA che li predispongono a particolari incarichi pubblici ben retribuiti e conquistati per vie traverse!
Fra questi incarichi vi sono anche quelli con evidentissimi conflitti di interessi!
Enel non versa 40 milioni di contributi INPS e il suo direttore del personale Massimo Cioffi viene scelto per diventare Direttore Generale INPS.
Un’ottima sinergia! Può mai il Direttore Generale dell’INPS chiedere l’incriminazione del Direttore del Personale ENEL che non ha versato i contributi? E che fa? si guarda allo specchio e si incrimina da solo?
L’attuale presidente INPS Tito Boeri è in rotta col suo Direttore Generale perché al momento della  nomina gli ha nascosto la questioncella dei contributi non versati e che era a tal riguardo indagato.
Il Ministro del Lavoro Poletti dovrebbe  dipanare la matassa scegliendo chi dovrà abbandonare l’INPS. Accetto scommesse, sarà Tito Boeri a far le valige!
L’ex presidente INPS Mastrapasqua “ mister 25 incarichi “ era stato nominato da Tremonti, mentre era vicepresidente Equitalia e Direttore Generale Ospedale Israelitico di Roma. Stipendio 1.200.000 euro all’anno. Se  ce lo raccontiamo in lire suona meglio: 2.323.524.000 pari a 193.000.000 circa al mese. E questo solo per la presidenza INPS. E per gli atri 24 incarichi? E la sua liquidazione di fine rapporto? Una vera indecenza!
L’ospedale deve versare i contributi all’INPS e questi vengono compensati con i crediti che l’ospedale vanta nei confronti della Regione.
Nel 2014 la Regione non versa all’INPS i contributi perché si scopre che le prestazioni dell’ospedale sono gonfiate. Cosa avrebbe dovuto fare l’INPS di cui Mastrapasqua era presidente? Chiedere a Equitalia, di cui è vicepresidente, di attivarsi affinché si recuperino i contributi non versati? Nulla di questo. I contributi non versati ammontano a 42 milioni di Euro, Tito Boeri attuale presidente ne ha recuperati solo 3 e per il resto si vedrà. Per inciso Tito Boeri si è ridotto lo stipendio goduto dal  suo predecessore di ben 12 volte. Forse sarà ricoverato in manicomio per questo. Diagnosi? Evidente comportamento autodistruttivo che può provocare dannosi episodi di emulazione!
Solo per questi due episodi l’INPS vanta un credito di ben 79 milioni di euro!!
E poi vogliamo parlare di etica, di moralità e quisquilie del genere?



martedì 1 novembre 2016

ROLLBON AL FORNO CON PATATE


INGREDIENTI: UNA CONFEZIONE DI ROLLBON AIA - PROSCIUTTO COTTO: 10 FETTE -  SALVIA E ROSMARINO: QB - VINO BIANCO SECCO: MEZZO BICCHIERE DA VINO - PATATE: 500 GR . - SALE E PEPE: QB. -  BURRO: 50 GR: - OLIO EVO: NOVE CUCCHIAI

Tempo: 90 minuti -  Difficoltà: facile - Dosi per 6 persone

In una padella anti aderente versare sei cucchiai l'olio ed il burro e lasciar sciogliere per un paio di minuti, dopo di che aggiungere il rollbon e farlo rosolare da tutte le parti. Sfumare con il vino bianco ed aggiungere il rametto di salvia. Stendere sul tavolo un foglio di carta stagnola e su di esso deporre le fette di prosciutto cotto in modo da immaginare la copertura totale del rollbon allorquando lo si depositerà sul foglio.
Appoggiare quindi il rollbon sulla carta stagnola, aggiungere il rametto di salvia, ed avvolgerlo facendo si che tutti i lati della carne siano coperti dal prosciutto.
Nel forno già caldo a 180 gradi mettere il rollbon deposto  in una pirofila da forno e lasciar cuocere per 30 minuti.
A parte pelare le patate, tagliarle a tocchetti uniformi e lasciarli a bagno una decina di minuti. Portare ad ebollizione acqua normalmente salta ed immergervi le patate per un paio di minuti.
Scolare le patate e metterle in una zuppiera. Condirle con sale, pepe, tre cucchiai di olio,il rosmarino ed aggiungere il tutto nella pirofila contenente il rollbon avvolto nella carta stagnolo. Cuocere in forno per una trentina di minuti. Togliere la stagnola,sistemare le patate da una parte della pirolfila e nell'altra parte mettere il rollbon. Cuocere per una ventina di minuti. E' tutto!





domenica 30 ottobre 2016




LASAGNE CON I BROCCOLI

INGREDIENTI: LASAGNE PRONTE PER LA COTTURA IN FORNO:200 GR. – RICOTTA: 250 GR. – PROSCIUTTO COTTO: 150 GR. – BROCCOLI: 1KGR. – BESCIAMELLA: 1 LT. – BURRO: 25 GR . – PANGRATTATO: QB. – GRANA GRATTUGIATO: 100 GR.

TEMPO: 60 minuti – DIFFICOLTA’: facile – DOSI  per 5 persone.

Lessare anzitutto i broccoli in acqua normalmente salata. Quando sono cotti metterli in un frullatore unitamente alla ricotta e ricavarne una crema piuttosto densa. Cuocere per un minuto o due le lasagne due o tre alla volta in modo che non si attacchino. In una pirofila da forno versare due o tre cucchiaiate di besciamella e distribuirla uniformemente sul fondo della pirofila. Fare un primo strato con le lasagne, con la crema di broccoli, con la besciamella, con le fette di prosciutto cotto spolverizzando col grana grattugiato. Rifare ancora un altro strato come il primo. Ricoprire con le lasagne. Nella crema di broccoli residua aggiungere quel che resta della besciamella. Rimestare e coprire l’ultimo strato di lasagne. Su tutto aggiungere quel che resta del grana grattugiato, una spolverata di pangrattato e qualche fiocchetto di burro.

Informare per circa 30 minuti in forno già caldo a 180 gradi, aumentando i gradi a 200 per gli ultimi tre minuti per facilitare la formazione della crosticina.

mercoledì 26 ottobre 2016



I COSTI DELLA POLITICA E LE STRATEGIE DI SOPRAVVIVENZA



Se mi avessero detto di  frequentare un personaggio politico di nome Andrea oppure Jim, non avrei avuto dubbi; avrei risposto nessuno dei due, ma avrei sbagliato e di brutto. Vedete chi è Andrea e chi Jim, eccoli:

                         ANDREA    e                                                                               


JIM

Non so voi, ma osservando le immagini anche un cieco avrebbe optato per Andrea!

Andrea  Marcolongo era la ghost writer di Renzi che ha abbandonato l'incarico anche perchè non retribuita salvo una sola mensilità; Jim Messina è stato scelto dal nostro Matteo per le sue spiccate capacità strategiche avendo guidato con successo la campagna di Obama fallendo poi con quella di Rajoy.
Matteo ricorre felicemente agli aforismi, alcuni molto azzeccati; recentemente ha cambiato la sua pettinatura, il suo dietista, il suo sarto ed il suo atteggiamento verso l'Europa cavalcando i mal di pancia nazionali da tempo argomenti di primissimo piano dell' opposizione grillina e leghista. Insomma cari amici e simpatizzanti dei pentastellati e di Salvini, state sereni perchè la vostra battaglia, come suggerisce Jim, è anche la mia e quando torno in Europa sbatterò i pugni sul tavolo minacciando di ricorrere ai veti! Mattarella suggerisce prudenza e diplomazia e vedremo come andrà a finire!
Ieri alla Camera era all'ordine del giorno la discussione sulla proposta grillina di ridurre i compensi ai deputati e senatori, ma un certo Carneade ha alzato la manina per proporre il rinvio in commissione della proposta di legge, subito la maggioranza ha approvato e tutto è ritornato nel dimenticatoio.
I pentastellati proponevano la riduzione delle indennità - così come fanno loro già adesso - con una legge ordinaria mentre la maggioranza vuol legare i risparmi alla riduzione del numero dei deputati e senatori che potrebbe realizzarsi qualora vincesse il Si al referendum. Sono tutti d'accordo sui risparmi, ma si rimanda tutto al domani. Insomma il condannato a morte accetta la pena ma chiede - e gli viene concesso - di scegliere l'albero al quale essere impiccato!! Poi non si è mai visto che i tacchini attendano con gioia il Santo Natale !
Si pensi che alcune indennità relative ai trasporti, al vitto ed al ricovero in alberghi di lusso sono assegnate anche ai residenti in Roma; il contributo assegnato per i collaboratori dell'onorevole o senatore ( portaborse ) è assegnato anche se il rappresentante del popolo sovrano non ne faccia uso. Taccio dei giorni di effettiva presenza in Parlamento o delle ore realmente spese per il bene del Paese.

" l CASTA E' CASTA E VA, SI, RISPETATA
MA VOI PERDESTE IL SENSO E LA MISURA"
Popolo sovrano, stai sereno, perchè loro ci guidano verso.......... e chi lo sa, lo sanno solamente loro!

martedì 18 ottobre 2016

RISOTTO CON LE ZUCCHINE

INGREDIENTI: ZUCCHINE 500 GR. – CIPOLLA BIANCA O SCALOGNO: UN CUCCHIAIO – RISO PER RISOTTI: UNA TAZZA DA CAFFE’ E LATTE – DADO DA BRODO VEGETALE: UNO – PANCETTA DOLCE: 40 GR. – FORMAGGIO ASIAGO: 40 GR. – PARMIGIANO GRATTUGIATO: 30 GR. – OLIO EVO: SEI CUCCHIAI – SALE E PEPE : QB. – PREZZEMOLO: UNA PICCOLA PRESA TRITATA.

TEMPO: 60 MINUTI  - DIFFICOLTA’:FRACILE - - DOSI PER TRE PERSONE

In una padella anti aderente versale l’olio e la cipolla tritata finemente. Lasciarla appassire a fuoco dolcissimo, dopo di che aggiungere le zucchine grattugiate e continuare la cottura a fuoco moderato rigirando spesso aggiungendo di tanto in tanto un goccio di brodo vegetale. Quando le zucchine saranno lievemente stufate aggiungere il riso. Continuare la cottura rimestando spesso ed aggiungendo un mestolo di brodo alla volta non appena il precedente sarà quasi assorbito. Aggiungere i dadini di pancetta dolce e continuare la cottura. Poco prima di togliere dal fuoco aggiungere il formaggio Asiago a dadini, rimestare, aggiungere il prezzemolo, regolare di sale e pepe e togliere dal fuoco. Aggiungere il formaggio grana o parmigiano grattugiato e rimestare per mantecare.


lunedì 10 ottobre 2016

Qualcosa fuori dalle linee guida...........

SOGNO, SON DESTO O E’ FANTASIA ?

Il 4 ottobre festa di San Francesco. In questa occasione mi son venute in mente le celeberrime laudi. Il santo benedice e ringrazia il buon Dio per tutte le cose che ci ha donato: il sole, la luna l’acqua, le stelle ed anche per come conclude: “”Laudato si' mi' Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò skappare “”
San Francesco è anche il Patrono dell’Italia, ma in questo periodo si è un po’ distratto, forse perché è andato a Berlino per incontrare i santi protettori della Germania e della Francia per ottenere qualche flessibilità sulle quantità di grazie che può intercedere per l’Italia. Speriamo che torni presto e con risultati positivi dal momento che solo un’abbondante messe di grazie  può salvare il nostro paese !
Non divaghiamo.
Allora col pensiero alle laudi e principalmente a quella della sora nostra……mi sono addormentato e non so se nel dormiveglia oppure in sonno ho vissuto una certa esperienza.
Ero in postazione tecnologica cercando di mettere le mani sugli episodi di Guerra e Pace della BBC per la mia carissima cugina Gianna quando sento bussare alla porta.
Vado ad aprire e mi trovo davanti una figura vestita di nero da capo a piedi e con una falce taglia teste in mano.
Cazzo, l’ ISIS ( scusate il francesismo ) a casa mia e che cosa mai ho fatto per ricevere una tal visita?
-        Non sono l’ISIS, ma quello che voi mortali chiamate “ sora vostra morte corporale “
Beh, ora cominciamo a ragionare.
-        Ti aspettavo e come vedi ti vengo incontro senza correre per la casa nascondendomi sotto i letti.

-        Allora se sei pronto possiamo andare.


-        Un momento, vorrei finire di “ scaricare “ Guerra e Pace “ per non deludere Gianna che mi crede  quasi un mago.

-        Non c’è tempo, dobbiamo andare.


-        E va bene chiudo il gas, spengo il computer e faccio la borsa da viaggio.

-        Cosa dici mai, dove ti porto non serve nulla, troverai tutto o nulla a seconda di quello che hai fatto fino ad oggi.
Speriamo bene e nella Superiore Clemenza.
-        Se vuoi puoi salutare qualcuno.

-        Sono tanti coloro che vorrei salutare  e non potrei farlo uno ad uno perciò lascio sulla mia scrivania un biglietto che qualcuno renderà pubblico.


-        Allora possiamo andare.

Mi prende per mano e ci incamminiamo.
Lungo la strada la “ sora nostra “ mi dice che è dispiaciuta, ma che non può esimersi dal procedere.
Io le rispondo di non crucciarsi perché le sue preoccupazioni erano quelle di un certo Caronte che il Divin Poeta metteva in risalto scrivendo:

E ’l duca lui: «Caron, non ti crucciare:
vuolsi così colà dove si puote
ciò che si vuole, e più non dimandare».

Rincuorata “sora nostra “ mi sospinge verso………non mi ricordo dove. Lungo il cammino però mi son detto: non tutti i mali vengono per nuocere ed allora mi son chiesto quali vantaggi avrei avuto proseguendo il cammino. Dal punto di vista filosofico, direi la speranza di essere immerso nella luce della sempiterna pace alla presenza del buon Dio da sempre pregato e non sempre ascoltato, mentre dal punto di vista molto laico direi “ finalmente posso dormire senza svegliarmi ogni due ore per assecondare le desiderata della mia amica prostata! Amica ? Mica tanto !
Amen!


giovedì 6 ottobre 2016

BROCCOLI E CAVOLFIORI CON ORECCHIETTE

INGREDIENTI: BROCCOLI E CAVOLFIORI: 200 GR. CAD.- RICOTTA: DUE CUCCHIAI - SCALOGNO:50 GR. - ORIGANO: UNA PRESA - OLIO EVO: SEI CUCCHIAI - FORMAGGIO GRANA: 100 GR. - ORECCHIETTE: 350 GR. - PANGRATTATO: DUE CUCCHIAI COLMI - PEPE: UN PIZZICO

TEMPO: 90 MINUTI (se si devono fare le orecchiette  )altrimenti 60 MINUTI -  DIFFICOLTA': FACILE - DOSI PER 5 PERSONE

Ridurre in piccolissime rosette sia il cavolfiore che i broccoli e cuocerli delicatamente in acqua normalmente salata.
Questa ricetta richiede la disponibilità delle orecchiette, ma se i cuochi non hanno avuto l'incommensurabile dono di saperle fare allora occorre comperarne  fresche, cosa fondamentale!
In una padella anti aderente versare l'olio e lo scalogno affettato sottilmente e lasciarlo appassire lievemente, dopo di che aggiungere la verdura e cuocere per una decina di minuti regolando il sale. Aggiungere ora i due cucchiai di ricotta e la presa di origano. Rimestare delicatamente. Nel frattempo versare in un padellino un filo di olio ed il pangrattato e farlo abbrustolire.
Cuocere  e toglierle al dente le orecchiette e versarle nella padella con le verdure. Rimestare per bene, aggiungere - fuori dal fuoco - il parmigiano, un pizzico di pepe e su tutto il pangrattato. Aggiungere un filo di olio e servire.

mercoledì 28 settembre 2016

TRE ARGOMENTI DI ATTUALITA'


Si parla continuamente di flessibilità da noi richiesta e che  non viene concessa a piene mani dall’Europa. Si discute di questo come se i soldi attinenti alla flessibilità fossero presi da un salvadanaio comunitario la cui password è nelle mani dalla Merkel per essere utilizzati secondo le nostre necessità. Falso ! La flessibilità riguarda la possibilità di fare ulteriore debito che andrebbe ad aumentare il terribile rapporto debito pil che nel primo trimestre di quest’anno si aggirava attorno al 135%.
In poche parole pare del tutto evidente che la nostra richiesta provoca l’aumento del nostro debito pubblico che strozzerà inevitabilmente i nostri figli e certamente i nostri nipoti!
Altro argomento appena emerso è quello della promessa della riattivazione dell’esecuzione del ponte sullo stretto di Messina che Renzi promette per togliere dall’isolamento le popolazioni sicule e calabre consentendo la creazione di centomila posti di lavoro. Grillo sarà contento perché la prossima traversata a nuoto dello stretto di Messina potrà farla comodamente correndo a piedi sul ponte appena costruito!
Renzi ha promesso mari e monti ma senza avere i soldi necessari, basti pensare che deve trovare almeno una ventina di miliardi di euro per evitare che scattino le clausole di salvaguardia precedentemente indicate.
Il ponte sullo stretto di Messina costò una barca di soldi solo per realizzare il progetto di fattibilità e prima ancora che fosse costruito si assunsero ben 53 persone che avrebbero dovute essere impiegate nelle opere di manutenzione !!!! Queste persone sono ancora oggi a libro paga !! Quando si decise di rinunciare al ponte sullo stretto si dovettero pagare ben trecento milioni di euro per le penali!
I costi preventivati furono inizialmente indicati in 3,2 miliardi di euro, dopo pochi anni questi salirono a circa 5 miliardi per arrivare agli ipotizzati otto miliardi attuali facendo brillare gli occhi a quanti onestamente o disonestamente pregustavano la capiente mangiatoia! Ai disonesti gli occhi brillano ancor di più!
Se si vogliono spendere soldi pubblici sarebbe logico ed opportuno spenderli per la messa in sicurezza del territorio, delle scuole e di altri edifici pubblici, altro che ponte sullo stretto! Ovviamente il nostro ducetto di Rignano sull’Arno trarrebbe lustro e consenso da una grande opera come quella del ponte, mentre la riparazione di un tetto o la messa in sicurezza della scuola di Vattelapesca passerebbe del tutto inosservata!
Altro argomento che tiene banco in questi giorni è il referendum scientificamente calendarizzato al 4 dicembre ( Santa Barbara patrona dell’artiglieria e dei Vigili del Fuoco – chissà se ci sarà il botto! ) per dar modo al nostro Presidente del Consiglio di promettere chissà quali altre meraviglie da realizzarsi, ovviamente, dopo il referendum in modo che gli speranzosi possano lasciarlo al posto di comando.
Ho guardato attentamente i quesiti referendari indicati nella scheda. Andrebbero votati ad occhi chiusi cadendo nel trabocchetto che le ovvietà a volte nascondono.
Leggendo i quesiti le ragioni del NO sembrano inesistenti. Vuoi mangiare la minestra o vuoi saltare dalle finestra? Chi mai sceglierebbe la seconda opzione?
Il fatto è che ogni quesito apparentemente positivo cela la diversa realtà.
Volete il superamento del bicameralismo perfetto ? Certamente si, soltanto che con le modifiche alla costituzione il bicameralismo perfetto non viene superato!
La riduzione dei parlamentari certamente approvata non fa che risparmiare appena 50 milioni o, poco più.
Come si fa a votare NO sulla prospettiva della riduzione dei costi delle istituzioni? Forse che nella nostra tanto decantata costituzione sia indicato anche lo stipendio dell’alto dirigente, del deputato, del senatore, dei presidenti di Camera e Senato o del Presidente della Repubblica? Perché scomodare la costituzione per la riduzione dei costi delle istituzioni?
I quesiti sono stati stilati giusto per ingannare chi andrà a votare e spero che nei giorni che ci separano dal 4 dicembre si possano illustrare al meglio le ragioni del si e del no, no che attualmente sembra in netto vantaggio.
Credo che Renzi sia inadeguato a governare questo ingovernabile paese e che l’Europa stia facendo di tutto per mantenerlo al suo posto preoccupata del dopo Renzi allorquando euroscettici o decisamente contrari a questa Europa ed alla sua moneta potrebbero prendere il comando delle italiche operazioni.
La sola certezza è che il domani non ci risparmierà motivi di indifferenza.

martedì 27 settembre 2016

DALLA TRECCANI -  GOURMET =  DEGUSTATORE - ESPERTO DI VINI - RAFFINATO BUONGUSTAIO.

L' INDIMENTICATO ALDO FABRIZI SCRISSE QUESTA POESIA PENSANDO ALLA SUA MORTE



Er mortorio

Appresso ar mio num vojo visi affritti,
e pe’ fa’ ride pure a ‘ st’occasione
farò un mortorio con consumazione…
in modo che chi venga n’approfitti.

Pe’ incenso, vojo odore de soffritti,
‘gni cannela dev’esse un cannellone,
li nastri – sfoje all’ovo e le corone
fatte de fiori de cocuzza fritti.

Li cuscini timballi de lasagne,
da offrì ar momento de la sepportura
a tutti quelli che “sapranno” piagne.

E su la tomba mia, tutta la gente
ce leggerà ‘sta sola dicitura:
"Tolto da questo mondo troppo al dente”.

Aldo Fabrizi

domenica 25 settembre 2016

RAVIOLI DI PATATE E ZUCCHINE

INGREDIENTI: PER IL RIPIENO:  PATATE :300 GR. - FORMAGGIO GRANA GRATTUGIATO: 200 GR. - ZUCCHINA: UNA MEDIO-GRANDE - PROSCIUTTO CRUDO: 50 GR. - SALE E PEPE: QB - OLIO EVO: SEI CUCCHIAI

PER LA SFOGLIA: FARINA 00: 300 GR. - UOVA : TRE - SALE: QB.

PER IL RAGU': CIPOLLA, SEDNO E CAROTA 150 GR CAD. - OLIO EVO: SEI CUCCHIAI - POLPA DI POMODORO: UNA SCATOLA - VINO BIANCO SECCO: MEZZO BICCHIERE - BURRO: UN PEZZETTO - SALE E PEPE: QB.

PER CONDIRE ALTRI 100 GR. DI GRANA GRATTUGIATO.

TEMPO 120 MINUTI -       DIFFICOLTA’ : MEDIA-      DOSI PER 5/6 PERSONE
  
Lessare le patate. Ridurre la zucchina in filamenti. In una padella anti aderente versare l'olio e porre al fuoco moderato. Unire la zucchina e cuocere a fuoco moderato aggiungere qualche cucchiaio di acqua. Dopo qualche minuto aggiungere il prosciutto crudo ridotto in piccolissimi pezzi. Cuocere per qualche minuto.
Una volta cotte le patate passarle allo schiacciapatate e metterle in una zuppierina. Aggiungere le zucchine con il prosciutto. Unirvi anche il parmigiano e rimestare per bene per amalgamare il composto. Metterlo da parte.
Procediamo ora con la sfoglia. Versare sulla spianatoia ( tagliere per fare la pasta ) la farina, un pizzico di sale e le uova intere. Amalgamare per bene lavorando la pasta fino ad ottenere un panetto morbido. Coprire il panetto con una ciotola ed attendere una ventina di minuti.
Se si dispone della macchinetta per la pasta è meglio altrimenti occorre fare la sfoglia con il mattarello. Ricavare delle strisce  sulle quali deporre un pizzico del ripieno. Piegare su se stessa la striscia  pigiando attorno ai ravioli  che si stanno formando per fare uscire l'aria.  Con la rotella dentata ricavare appunto i ravioli allineandoli per farli asciugare prima di tuffarli nell'acqua bollente delicatamente salata. Prima di cuocerli rigirarli su se stessi in modo da lasciare asciugare anche la parte che poggiava sulla spianatoia. Cuocere i ravioli delicatamente altrimenti corrono il rischio di rompersi.
Per il completamento della ricetta occorre disporre del ragù alla bolognese procedendo come segue: tritare finemente una cipolla media, una carota ed un gambo di sedano. In una tegame anti aderente versare sei cucchiai di olio evo ed il  pezzetto di burro. Porre a fuoco moderato. Appena il burro sarà sciolto aggiungere gli odori e cuocere fino a stufarli. Aggiungere la carne trita e rosolarla. Sfumare con un mezzo bicchiere di vino. Regolare di sale e pepe ed unirvi la polpa di pomodoro cuocendo per 90 minuti.

Una volta cotti i ravioli, aiutandosi con un colino, prenderne una parte e stenderla su di un piatto da portata, spolverizzarli con formaggio grana e aggiungervi qualche cucchiaiata di ragù. Rifare la stessa operazione fin quando saranno terminati i ravioli. Coprire con formaggio grana grattugiato e servire. I ravioli non devono annegare nel ragù che deve più o meno...sporcarli!

sabato 17 settembre 2016

GARIBALDI ED I GARIBALDINI

Volevo dire qualcosa su Garibaldi ma la morte di Ciampi ha mandato in secondo ordine il primo progetto.
Mi riprometto di postare una gradevole ricetta culinaria, ma nel frattempo ecco cosa mi ha spinto a scrivere qualcosa su Garibaldi.

Mi sono sempre chiesto come mai un manipolo di circa 850 bergamaschi garibaldini avessero potuto sconfiggere un esercito borbonico di oltre 15.000 soldati validamente equipaggiati. La risposta che mi son dato è che il tradimento con vile denaro e con promesse di latifondi avesse indotto i comandanti borbonici a lasciare il passo ai garibaldini etero guidati dagli esponenti autorevolissimi della massoneria inglese che finanziò armi, munizioni e flotta per far sbarcare a Marsala l’eroe dei due mondi. Ippolito Nievo era il Vice Intendente e gestore delle finanze garibaldine con le quali si comprarono i traditori borbonici. Il Rendiconto di questi episodi unitamente alle ricevute dei pagamenti vennero portati  da Ippolito Nievo sulla nave Ercole, nave a vapore ed a vele che il  4 marzo 1861 salpò da Palermo alla volta di Napoli. Il Rendiconto conteneva notizie che non dovevano essere svelate e che dimostravano senza dubbio alcuno l’ingerenza del governo inglese nella caduta del Regno delle due Sicilie.
Alla partenza della nave da Palermo il console amburghese Hennequin, che a Palermo curava gli interessi inglesi, aveva cercato di dissuadere Nievo dall’imbarcarsi su quella nave, ma il Vice Intendente ignorò il criptico avviso dell’annunciata prima strage di Stato dell’Italia unita.
La nave salpò e nei pressi di Napoli saltò in aria per via di un’esplosione delle caldaie! Con l’inabissamento dell’Ercole perirono 79 persone e andò distrutto il prezioso rendiconto. I piemontesi, bersaglieri e carabinieri si distinsero per crudeli rappresaglie nei confronti delle popolazioni meridionali, ma di questo non voglio parlare, voglio invece mettere in evidenza il valore militare e morale di Giuseppe Garibaldi le cui conquiste furono enormemente facilitate da elargizioni di denaro.
Detto questo vi invito ad acquistare e leggere il libro scritto a Pino Aprile – CARNEFICI che tratta delle inaudite violenze documentatissime inflitte alle popolazioni meridionali dai nuovi conquistatori nordisti. Anziché fare il riassunto di una pagina iniziale del suddetto libro ve ne riporto un pezzo dal quale si evince chiaramente la statura di Don Peppino nazionale sistemato a cavallo su molti piedistalli nelle italiche piazze.
Vi faccio però una domanda: se un cittadino ottiene un consistente prestito da una banca e non lo restituisce avendone i mezzi lo considerate un galantuomo oppure un truffatore? Se un cittadino avalla un prestito concesso da una banca ad un suo parente stretto e poi non fa fronte all’impegno assunto, è sempre un galantuomo oppure un lestofante? Ora la risposta che darete risalta le qualità morali del nostro Don Peppino a cavallo !!!|


 Da  “”””Pino Aprile  -  CARNEFICI “”””

Il patriarca di Cosa Nostra, Joe Bonanno, narra che il nonno e i suoi picciotti seguirono Garibaldi perché fu loro garantito di poter «condurre più liberamente i propri affari» (a proposito di patti Stato-mafia...); lo stesso Garibaldi, già condannato dal regno di Sardegna alla «pena di morte ignominiosa come nemico della patria e dello Stato», in fuga dalla fallita insurrezione romana del 1849, accettò dal Piemonte un compenso di lire 300 mensili, «con un anticipo di 1.200 lire integrate da altre 1.000 prima della partenza per Gibilterra», scrive Gennaro De Crescenzo, in Contro Garibaldi. Siamo vissuti con il mito dell’eroe che, conquistato un regno, lo consegna e se ne parte per la sua isola, Caprera, con un sacchetto di fagioli. Be’, intanto l’isola se l’era comprata e "ammiratori” inglesi gli avrebbero regalato la parte ancora non sua, poi, il professor Alfonso Scirocco, riferisce De Crescenzo, che ne fu allievo, racconta della «notevole somma» che, «assegnata riservatamente da Vittorio Emanuele» a Garibaldi, «avrebbe consentito la costruzione di una nuova casa a Caprera all’indomani dell’unificazione, con una trentina di dipendenti, 500 capi di bestiame, orti, stalle, magazzini, macchine a vapore, mulini, giardini e vere e proprie strade», e pochi anni dopo, «un nuovo veliero di 42 tonnellate arricchì la sua flottiglia» (a voler parlar male di Garibaldi: sicuro che nel sacchetto ci fossero fagioli e non altro?). Mentre Guido Vignelli e Alessandro Romano, in Perché non festeggiamo l'Unità d'Italia, dopo aver elencato le razzie del sacco di Napoli, a opera del nizzardo e dei suoi uomini, gettano un’ombra pesante su una stranezza del Risorgimento: perché tutti gli Stati preunitari vennero invasi e annessi e la Repubblica di San Marino no? E citano «frequenti viaggi che il Crispi \generale garibaldino che preparò l'invasione della sua Sicilia, con Rosolino Pilo e Giovanni Corrao; poi fu il primo non settentrionale capo di governo italiano, dopo 25 anni di Unità, N.d.A.] ed i figli di Garibaldi fecero allora nella Repubblica di San Marino» e che «aprono un panorama nuovo ed una serie di interessanti ipotesi sull’impiego dell'oro e delle valute sottratte alle casse dell’ex Regno delle Due Sicilie. D’altra parte, la storia ufficiale non è riuscita a giustificare in modo inconfutabile come e perché le truppe piemontesi di invasione non abbiano annesso l’antica repubblica del Monte Titano al nuovo Regno d’Italia. Furono forse clienti di quelle banche che solo di recente sono rientrate sotto il controllo internazionale, oppure furono addirittura tra i fondatori di uno o più istituti di credito?». L’idea di un paradiso fiscale a portata di mano, per gli unificatori del Paese suona almeno sorprendente (se volessi infierire, ricorderei come si regolava con il fisco, l’eroe dei due mondi: nell’archivio del Monte de’ Paschi di Siena, si conserva una sua lettera manoscritta del 1875: «Egregio esattore, mi trovo nell’impossibilità di pagare imposte», firmato, Giuseppe Garibaldi. Al Banco di Napoli andò peggio, perché don Peppino fece da garante a un figlio per un prestito salatissimo e sulla parola; e non pagarono né l’uno, né l’altro). Ma se il possibile paradiso fiscale è risparmiato da chi potrebbe eliminarlo, la prima cosa che viene in mente è che gli serva così com’è... Nessuno può affermare che le cose stiano così, perché non lo si può dimostrare, ma la stranezza, come vedete, genera domande.

Compratevi il libro e sappiate che ogni fatto è documentato analiticamente attraverso documenti ufficiali e diari di combattenti e reduci delle campagne militari e no dell’epoca.

venerdì 16 settembre 2016

CARLO  AZELIO  CIAMPI

Oggi ho incontrato l’amico Ermanno al quale ho confidato che avrei presto scritto qualcosa su Garibaldi con i suoi rapporti col Monte Paschi di Siena e col glorioso Banco di Napoli, La morte di Ciampi mi ha dirottato verso altre considerazioni. Mi riservo di tornare su Don Peppino…….. truffatore. Poi vi dirò perché!
Ora parliamo di Carlo Azelio Ciampi.

Il Presidente emerito Carlo Azelio Ciampi ci ha lasciati alla venerabile età di 95 anni col grandissimo merito di aver fatto riscoprire valori sacri come la Patria, la Bandiera e l’Inno Nazionale, cose queste che prima della sua elezione a  Capo dello Stato erano malviste e considerate “ fasciste “.
Onore al merito e Riposi in pace !
Di parere diverso sono allorquando devo commentare le sue gesta come Governatore della Banca d’Italia in coppia con Giuliano Amato Presidente del Consiglio dell’epoca.
Le cose che racconto sono state vissute in prima persona e non  le riporto come de relato. L’Italia andava abbastanza bene  e le varie difficoltà economiche venivano mitigate con le così dette svalutazioni competitive. La moneta si indeboliva ed i nostri mercati sorridevano vendendo quanto più possibile grazie appunto alla debolezza della nostra moneta.
Tale situazione però non poteva durare a lungo e accordo dopo accordo si giunse al serpente monetario europeo con una sorte di moneta di riferimento l’ECU a cui le valute nazionali dovevano essere agganciate con uno scostamento del 3% in più o in meno e per altri Stati del 5%. La lira faceva parte di questo sistema.
Questo detto in sintesi estrema.
IL 13 settembre 1992 l’Italia svaluta del 7%, il 16 settembre l’Italia esce dall’accordo di cambio fino al 22 settembre per poi uscirne definitivamente. In conclusione il marco contro lira valeva dapprima 750 per poi passare all’apice della perturbazione attorno alle 1.300 lire. Una vera catastrofe.
 Ovviamente ci fu una strenua quanto inutile e dannosissima difesa della parità di cambio attorno alle 850 lire per marco e di questa catastrofe penso di addossare la responsabilità al Presidente del Consiglio dell’epoca Giuliano Amato ed al governatore della Banca d’Italia Carlo Azelio Ciampi!
Nonostante la sciagurata ostinazione di Ciampi, ancora oggi ben onorato per i suoi servigi alla nostra repubblica, la lira dovette essere svalutata. Dopo aver esaurite tutte le riserve della Banca d’Italia, in un’ostinata difesa di una parità monetaria insostenibile, ci fu un vero e proprio tracollo della lira. In termini numerici il marco, che ad agosto 1992 quotava 750 lire per 1 marco, arrivò a fine ottobre (vado a memoria) a ben 1300 lire, per poi stabilizzarsi sui 1.050 dopo alcuni mesi. Insomma la lira in 3 mesi perse il 40% circa del suo valore antecedente rispetto al marco tedesco.
La domanda che dobbiamo farci è questa : analizzando l'attacco alla nostra moneta, da chi era condotto, le riserve che ora dopo ora si prosciugavano e l'inevitabile svalutazione, non era meglio svalutare subito conservando le nostre riserve valutarie evitando di prendere i marchi in prestito dalla Germania  per poi restituirli con gravissime perdite ( come si vedrà appresso )? La risposta mi pare ovvia. CERTEMNTE SI !!
A quell’epoca ero in banca ed ero responsabile della Sala Cambi e vivevo giornalmente le tristi vicende. Si andava verso le 13 in borsa per comprare e vendere le divise estere. Prima di andare in borsa la Banca d’Italia chiamava i vari responsabili del centro cambi per chiedere quali fossero le quantità di divisa estera da trattare in borsa e alla risposta “ devo comperare 20 milioni di marchi “ rispondeva “ non fare nulla in borsa perchè te li dò io dopo “.
In poche parole in borsa si negoziavano due o tre milioni di marchi ( pochissima cosa ), mentre in effetti la Banca d’Italia ne vendeva obtorto collo un centinaio. Gli osservatori costatando le quantità di marchi trattati erano indotti a pensare che non vi fosse in atto una vera e propria speculazione contro la lira. I marchi non erano costituiti da biglietti depositati nei caveau della Banca d’Italia, ma erano nel conto “ nostro “ presso la banca centrale tedesca che conosceva appunto la reale consistenza della nostra riserva.
Alla Banca d’Italia però la situazione era perfettamente chiara. Guardando nei propri “ cassetti “  ci si doveva rendere conto della continua, progressiva inarrestabile emorragia. Ma ci si incaponiva a cederli al cambio di 850 lire per marco, più o meno. Quando i marchi finirono allora, grazie ad accordi precedentemente presi, si chiesero in prestito alla Germania che valutando attentamente la situazione e venendo meno agli accordi, presto interruppe i prestiti ed il cambio saltò. Non avendo più marchi da vendere la Banca d’Italia lasciò il mercato e la lira toccò valori attorno alle 1.300 lire per marco per  poi, come visto, stabilizzarsi vicino alle 1.050 lire.
Conclusione abbiamo svalutato, abbiamo perso le riserve nazionali in divisa ( valuta ) abbiamo dovuto ricomprare a caro prezzo – 1050 lire - i marchi che la Germania ci aveva prestato e che noi avevamo venduto a 850 lire perdendo così una vagonata di soldi.
Il Governatore della banca d’Italia era Carlo Azelio Ciampi la cui sciagurata manovra lascio a voi giudicare. Il presidente del Consiglio era Giuliano Amato che in una intervista televisiva rilasciata qualche ora dopo la catastrofica svalutazione disse esattamente ed da me attentamente ascoltata questa frase: “ va bene abbiamo svalutato, abbiamo perso i marchi, ma pur sempre abbiamo le lire “
Se fosse stata una battuta forse non avrebbe provocato nemmeno una risata, considerando la situazione, ma non era una battuta era una sua profonda considerazione !

domenica 4 settembre 2016

RIFORMA COSTITUZIONALE

In questi giorni si sente dire che è stata abolita la doppia lettura delle leggi tra Camera e Senato assicurando  così una certa velocizzazione nell’approvazione delle leggi. Benissimo! Si fa il referendum che dovrebbe  avere la  chiarezza propria degli esercizi di democrazia diretta così come quella riscontrata circa duemila anni fa allorquando Ponzio Pilato chiese alla folla “ volete che io liberi Barabba oppure il Nazareno”? e la folla, comprendendo immediatamente il quesito sentenziò : Barabba ! Sbagliando, aggiungo io!
Non sempre i risultai dei referendum sono saggi. Si veda in proposito quello fatto dagli inglesi sulla Brexit. Prima ancora che la Brexit produca risultati, buona parte dei sudditi di Sua Maestà scendono in piazza per chiedere  un referendum che abolisca il vecchio!!
Ora mi domando coloro che andranno a votare per il SI cosa mai potranno aver capito del quesito referendario? Voteranno convinti di quello che fanno oppure lo faranno per scelta di casacca?
Io ho provato a leggere l’articolo 70 delle riforma strombazzata e, a meno che non mi sia rincoglionito ( scusate il francesismo ) non ho capito nulla se non che il Senato non viene abolito ma offerto ad una cricca di consiglieri regionali che, salvo alcune encomiabili eccezioni, non hanno brillato per la necessaria legalità nell’esercizio delle loro funzioni. Una caterva di leggi saranno sottoposte all’approvazione dei novelli senatori e nel caso in cui non si raggiunga un accordo, i Presidenti delle Camere decidono, d'intesa tra loro, le eventuali questioni di competenza, sollevate secondo le norme dei rispettivi regolamenti. E se non si trova l’intesa? Altro che semplificazione! Mi piacerebbe vedere elencati analiticamente quante leggi saranno oggetto dell’approvazione del Senato scoprendo  così che le cose saranno più complicate che nel passato.
Evidentemente coloro che hanno avuto la dabbenaggine di redigere l’articolo 70 sono passati dapprima allo U.C.A.S acronimo che sta per UFFICIO COMPLICAZIONI AFFARI SEMPLICI che, dopo una nottata di intense elucubrazioni, hanno partorito un articolo incomprensibile e  stilato con periodi lunghissimi e disorientanti.
Ricordo due episodi. Il primo riguarda un’assemblea dell’associazione cui appartenevo costituita per modificarne lo statuto. Il proponente enuncia la modifica dell’articolo da sostituire  e molti applaudono senza una grande convinzione. Io mi reco dal relatore e dico di non aver capito nulla di quanto è stato proposto. Il relatore mi conforta affermando che solo io avevo capito perché l’articolo era stato scritto in maniera sibillina appunto per non far capire nulla!
L’altro episodio che ricordo riguarda la lettura dell’inserto CUORE della vecchia l’UNITA’. Vi era una rubrica in cui si riportavano gli articoli di legge approvati dalla Camera così come erano stati scritti. Questi articoli erano sconclusionati e scritti con madornali errori di grammatica tanto da sembrare delle vere e proprie barzellette.

Come sarebbe stato bello leggere: L’ARTICOLO 70 DELLE COSTITUZIONE VIENE SOSTITUITO CON IL SEGUENTE:
IL SENATO DELLA REPUBBLICA VIENE ABOLITO. I SENATORI  A VITA CONSERVONO LA RETRIBUZIONE SINO ALLA LORO DIPARTITA.
Al posto di questo meraviglioso, sintetico e bene augurante articolo gli italiani ( per coloro che andranno a votare, io no ) dovranno esprimere il parere su questo demenziale elaborato !

L'attuale articolo 70 della nostra Costituzione Italiana recita:
"La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.".

Mentre
L'articolo 70 della Costituzione è sostituito dal seguente:

«Art. 70. -- La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di consultazione di cui all'articolo 71, per le leggi che determinano l'ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo, le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni, per la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea, per quella che determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l'ufficio di senatore di cui all'articolo 65, primo comma, e per le leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma.

Le stesse leggi, ciascuna con oggetto proprio, possono essere abrogate, modificate o derogate solo in forma espressa e da leggi approvate a norma del presente comma. Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati. Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato della Repubblica può deliberare proposte di modificazione del testo, sulle quali la Camera dei deputati si pronuncia in via definitiva. Qualora il Senato della Repubblica non disponga di procedere all'esame o sia inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge può essere promulgata. L'esame del Senato della Repubblica per le leggi che danno attuazione all'articolo 117, quarto comma, è disposto nel termine di dieci giorni dalla data di trasmissione. Per i medesimi disegni di legge, la Camera dei deputati può non conformarsi alle modificazioni proposte dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei suoi componenti, solo pronunciandosi nella votazione finale a maggioranza assoluta dei propri componenti. I disegni di legge di cui all'articolo 81, quarto comma, approvati dalla Camera dei deputati, sono esaminati dal Senato della Repubblica, che può deliberare proposte di modificazione entro quindici giorni dalla data della trasmissione. I Presidenti delle Camere decidono, d'intesa tra loro, le eventuali questioni di competenza, sollevate secondo le norme dei rispettivi regolamenti. Il Senato della Repubblica può, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolgere attività conoscitive, nonché formulare osservazioni su atti o documenti all'esame della Camera dei deputati».

Se siete arrivati alla fine dell’articolo conservando la lucidità che sino ad ora vi ha contraddistinto, fatemelo sapere perché in caso affermativo possa prenotare una visita neurologica per verificare se sono stati compromessi dal punto di vista fisiopatologico i miei emisferi cerebrali o i meccanismi di vigilanza del talamo e il sistema reticolare del tronco encefalico. Alias demenza senile !

mercoledì 10 agosto 2016

RAVIOLONI CON FORMAGGIO E MELANZANE

INGREDIENTI: MELANZANA: UNA MEDIA - GRANA:250 GR. - UOVA:3 - FARINA 00:200GR. - OLIO EVO: SEI CUCCHIAI - SALE E PEPE; QB -
PER LA SALSA DI CONDIMENTO: MELANZANA: UNA MEDIA - SALSICCIA DI MAIALE : 200 GR . - POLPA DI POMODORO: UNA SCATOLA DA 400 GR . - AGLIO: UNO SPICCHIO - BASILICO,SALE E PEPE: QB. - OLIO EVO: SEI CUCCHIAI

TEMPO 90 MINUTI -       DIFFICOLTA’ : FACILE -      DOSI PER 3 PERSONE     

Prima di tutto occorre dedicarsi alla salsa. In una padella anti aderente versare l'olio, lo spicchio di aglio in camicia e lasciar soffriggere assai delicatamente. Nel frattempo lavare la melanzana e ridurla in tocchetti aggiungendola all'olio con l'aglio. Lasciar cuocere delicatamente per una decina di minuti. Quando le melanzane saranno ben colorite, togliere l'aglio ed aggiungere la salsiccia ridotta anch'essa in piccoli pezzi. Cuocere per altri quindici minuti rimestando spesso. Regolare di sale e pepe facendo attenzione alla sapidità della salsiccia. Aggiungere ora i pomodori e cuocere per altri quindici minuti. Unire il basilico e togliere dal fuoco.

Con la farina, il sale e le due uova fare un panetto, lasciarlo riposare coperto per una quindicina di minuti e poi fare una sfoglia delicata e sottile.

Contemporaneamente versare in una padella anti aderente l'olio e la melanzana ridotta a cubetti e lasciarla soffriggere per quindici minuti. Regolare di sale e pepe, toglierla dal fuoco e frullarla con un frullatore ad immersione. Versare il tutto in una zuppiera , aggiungere il formaggio grana grattugiato , pochissimo sale e l'uovo. Rimestare bene per amalgamare. Se l'impasto risultasse poco consistente aggiungere poco pan grattato. Rimestare per bene.

Dalla sfoglia ricavare ora delle rotelle di pasta servendosi di un coppa pasta.  Deporre al loro interno, utilizzando un cucchiaino da caffè, poco impasto. Sovrapporre i bordi delle rotelle e pigiare decisamente sui bordi stessi.

Porre a fuoco una capace pentola acqua delicatamente salata, portare ad ebollizione e versarvi i ravioli un pò alla volta per non correre il rischio che si aprano.


In una zuppiera capiente versare la salsa ben calda e su di essa i ravioloni rimestando molto delicatamente con un cucchiaio di legno. Cospargere con altro formaggio grana e servire.

venerdì 1 luglio 2016

POLPETTE DI POLLO

INGREDIENTI: SOPRACOSCE DI POLLO: 3 - ZUCCHINA: UNA MEDIO GRANDE - UOVA: 1 - CIPOLLA: META' DI UNA PICCOLA - WURSTEL DI POLLO: DUE ( DA UNA CONFEZIONE DA 250 GR. ) - PANE RAFFERMO AMMOLLATO - PANGRATTATO, SALE, PEPE E PREZZEMOLO: Q.B. - OLIO DI GIRASOLE : Q.B. - OLIO EVO: SEI CUCCHIAI - PREZZEMOLO: UN CUCCHIAIO COLMO

TEMPO 40 MINUTI -       DIFFICOLTA’ : FACILE -      DOSI PER 4 o 5 PERSONE      

Affettare sottilmente la cipolla e versarla in una padella anti aderente dove si è già messo sei cucchiai di olio evo. Porre a fuoco moderatissimo e nel frattempo affettare la zucchina dall'alto in basso lungo le pareti in modo da eliminare buona parte della sua polpa centrale. Le pareti della zucchina vanno tagliate a julienne e poi ridotte a piccoli pezzetti da aggiungere alla cipolla continuando a soffriggere. Unire un goccio di acqua per evitare bruciature. Nel frattempo disossare le sopracosce di pollo, eliminare i filamenti di grasso e metterli in un robot da cucina per macinarli. Dopo una prima macinatura aggiungere i wurstel tagliati in tre parti e rimacinare il tutto. Togliere il composto e metterlo in una zuppiera, aggiungere il pane ammollato e ben strizzato, l'uovo ed un pizzico di prezzemolo tritato. Amalgamare il tutto regolando di sale e pepe. Qualora il composto non fosse pronto per farne delle polpette perchè molto morbido aggiungere il pangrattato fino ad ottenere un impasto adatto. In una zuppiera versare il pangrattato. Fare le polpette e metterle nel pangrattato rigirandole, premendole con le mani e deporle in un vassoio pronte per essere fritte. Portare l'olio di girasole alla temperatura adatta alla frittura e friggere le polpette in modo da dorarle da tutte le parti uniformemente. Prima di consumarle appoggiarle su uno scottex per eliminare l'eventuale olio in eccesso, ma non credo che ve ne sia bisogno. Consumarle così come sono senza passarle in salsa di pomodoro dal momento che solo in questa maniera si possono apprezzare i gusti degli ingredienti.


mercoledì 25 maggio 2016

GNOCCHI AL FORNO

INGREDIENTI: GNOCCHI DI PATATE: 500 GR. - MOZZARELLA: 200 GR. - SPECK: 50 GR . - MELANZANE: 300 GR. - SALAMINO: 50 GR. - PASSATA DI POMODORO: 750 GR. - formaggio grana o parmigiano: 150 gr. - OLIO PER FRITTURA, OLIO EVO, SALE, PEPE, FARINA, BASILICO E CIPOLLA: QB.

TEMPO 40 MINUTI -       DIFFICOLTA’ : FACILE -      DOSI PER 4 PERSONE      


Prima di dar corso alla ricetta occorre disporre di tegamini in terracotta larghi 15 cm e con un bordo di almeno 6 cm e di ottimi gnocchi di patate ( e non con patate ) almeno che non vogliate farli personalmente. Affettare le melanzane, salarle appena appena e dopo qualche minuto cospargerle di farina friggendole poi  in olio da frittura. Con un filo di olio evo ed un cucchiaio di cipolla bianca tritata fare un bel sughetto di pomodoro aromatizzato al basilico, delicatamente salato. Nel tegamino versare un pò di salsa  e su questa due o tre fette di melanzane fritte in modo da coprire la base del tegamino, spolverizzare col formaggio. A parte si saranno cotti e ritirati non appena vengono a galla gli gnocchi che saranno conditi con la salsa di pomodoro e col formaggio parmigiano o grana. Versare nel tegamino gli gnocchi in modo da farne uno strato leggermente compatto, condire con altro formaggio e versarvi due o tre fette di salamino affettato sottilmente, fare un altro strato di gnocchi, aggiungere un pò di salsa , di formaggio grattugiato e pezzetti di mozzarella tagliata a dadini. Coprire il tutto con altri gnocchi e con altra salsa. Infornare a 180 gradi per una decina di minuti. Tagliare lo speck a listarelle e cuocerlo in un tegamino senza aggiungere grassi di sorta. Appena lo speck sarà croccante versarne due o tre pezzetti sugli gnocchi e servirli.

domenica 24 aprile 2016

RISO, PATATA E COZZE

INGREDIENTI: QUATTRO PATATE - COZZE: 1 KGR. – RISO: POCO PIU’ DI UNA MANCIATA – FORMAGGIO PECORINO: 150 GR . – OLIO EVO: UN BICCHIERE DA ACQUA – PREZZEMOLO: TRE CUCCHIAI TRITATO – CIPOLLA: DUE CUCCHIAI TRITATA – AGLIO: UNO SPICCHIO

TEMPO: 90 MINUTI ( compresa la pulizia delle cozze ) –DIFFICOLTA’:FACILE – DOSI PER 4 PERSONE

Questa ricetta non è mia, l’ho provata e l’ho trovata buonissima e saporita e per non dimenticarla la inserisco nella mia raccolta.
Le patate vanno sbucciate e tagliate a fettine sottili e lasciate in acqua. In acqua sarà messo anche il riso.
Le cozze vanno aperte, liberate dalla valva superiore e deposte su un vassoio in attesa di essere utilizzate. Bisogna raccogliere l’acqua delle cozze che poi va filtrata.
Unire il prezzemolo, la cipolla e l’aglio ben tritati.
Utilizzare una teglia da forno con i bordi alti.
Versare un po’ di olio sul fondo della teglia ed un pizzico degli odori, dopo di che aggiungere le patate. Versare sulle patate un filo di olio, un po’ degli odori ed una spolverata di formaggio pecorino. Sulle patate adagiare le cozze facendo in modo da coprire tutta la superficie delle patate. Versare sulle cozze un po’ di odori, il formaggio pecorino ed un filo di olio. Con un cucchiaio prendere il riso e versarlo sulle cozze, aggiungere sempre un po’ di pecorino,  un filo di olio ed anche un pizzico di odori. Sul riso versare utilizzando un cucchiaio l’acqua delle cozze filtrata aggiungendo anche un po’ di acqua tanto da  raggiungere il livello delle cozze. Coprire per bene il tutto con le patate affettate sulle quali si verserà un po’ di olio ed una generosa spolverata di pecorino.
Coprire la teglia con carta stagnola ed infornare in forno pre riscaldato a 180 gradi per circa 40 minuti, dopo di che togliere la carta stagnola e continuare la cottura per altri 15 minuti. Servire tiepido ma anche a temperatura ambiente lo stesso giorno o nel giorno seguente…….ammesso che la pietanza non cada vittima anzitempo della voracità dei commensali!


martedì 19 aprile 2016

POLPETTE POVERELLE

Recentemente ho preparato un brodo utilizzando due alette complete di pollo ed un pezzo di ossobuco. Il brodo l’ho fatto normalmente, mentre la carne l’ho spolpata e con questa ho fatto le cosiddette polpette poverelle dal momento che le alette di pollo e  la fetta di ossobuco mi sono costate meno di tre euro.

INGREDIENTI: ALETTA DI POLLO: GR. 250 – OSSOBUCO DI VITELLONE: 250 GR. – PREZZEMOLO: TRE CUCCHIAI  TRITATO – WURSTEL: UNO MEDIO – FORMAGGIO PARMIGIANO: 150 GR . – UOVA: DUE – AGLIO: UNO SPICCHIO – PANE AMMOLLATO: UNA FETTA CONSISTENTE – OLIO DI GIRASOLE DA FRIGGERE: Q.B. – PAN GRATTATO: UNA MANCIATA – SALSA BARBECUE: DUE TAZZINE DA CAFFE’.

TEMPO: 60 MINUTI – DIFFICOLTA’ : SEMPLICE – DOSI PER SEI PERSONE

Disossare le carni eliminando la pelle del pollo e gli ossicini che potrebbero annidarsi. Disossare anche l’ossobuco. In un robot da cucina versare il prezzemolo, lo spicchio di aglio, le carni ed il wurstel. Tritare per bene e  versare il tutto in una zuppiera. Aggiungere le due uova ed il pane ammollato e ben strizzato. Unire anche il formaggio grattugiato ed amalgamare il tutto. Fare riposare l’impasto nel frigo per una decina di minuti. Fare delle polpette rotonde e passarle nel pangrattato messo in una zuppiera per contenerlo. Deporre le polpette su  un vassoio in attesa che l’olio raggiunga la temperatura esatta ( 160 / 180 gradi ). E’ preferibile utilizzare un tegamino con i bordi alti per la frittura in modo che con poco olio si raggiunga un’altezza che poi possa contenere e coprire le polpette che man mano si friggeranno.
Le polpette possono essere consumate così come si presentano.

UTILIZZANDO LA SALSA BARBECUE

In una padella anti aderente versare le polpette, aggiungere la salsa barbecue e porre a fuoco moderato per cinque minuti aggiungendo poca acqua in modo che le polpette possano impregnarsi bene della salsa.

Si possono degustare sia a temperatura ambiente che calde.