OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

QUANTO E' BELLA GIOVINEZZA
CHE SI FUGGE, TUTTAVIA
CHI VUOL ESSER LIETO SIA
DI DOMAN NON V'è CERTEZZA

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il mio diario ( PENSIERI IN LIBERTA' )

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giovedì 26 luglio 2018


POLPETTE DI ZUCCHINE

INGREDIENTI: ZUCCHINE 700 GR. – CIPOLLA: MEZZA MEDIO GRANDE – UOVA: DUE INTERE – PANE RAFFERMO:250 GR. – PREZZEMOLO: UNA PICCOLA MANCIATA – PANGRATTATO: QB. – FORMAGGIO GRANA: 100 GR. – OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO –SALE E PEPE: QB – (PER GLI AMANTI DEL BRIVIDO UN CUCCHIAINO DI NDUJA CALABRESE ) – MORTADELLA: DUE FETTE

TEMPO: 90 MINUTI – PREPARAZIONE: FACILE – DOSI PER 7 PERSONE

Ridurre in poltiglia la mezza cipolla e versarla in una padella anti aderente in cui è stato messo l’olio. Lasciar appassire dopo di che aggiungere le zucchine passate nella tipica grattugia, aggiungere un po’ di sale e pepe e lasciare stufare. Quando il tutto sarà ben amalgamato togliere dal fuoco e versare il prodotto in una terrina per farlo raffreddare. Ammollare il pane raffermo e strizzarlo energicamente. Aggiungere il pane alle zucchine, le due uova, il prezzemolo tritato finemente, il formaggio grana, la mortadella tritata, il cucchiaino di nduja e rimestare per bene. Se il composto dovesse risultare poco denso allora unire il pangrattato  fin quando si sarà raggiunta la consistenza voluta.
Fare quindi delle polpette, rivoltarle nel pangrattato e friggerle in abbondante olio di girasole utilizzando un recipiente piuttosto alto in modo che le polpette affoghino nell’olio bollente tanto da risultare perfettamente fritte con assorbimento dell’olio quasi nullo.
Queste polpette si possono consumare così come sono tolte dall’olio oppure..sporcate con una delicata salsa di pomodoro fresco

martedì 24 luglio 2018

SERGIO MARCHIONNE

Parce sepulto, ovvero perdona chi è morto, ovvero è inutile continuare ad odiare dopo la morte.
Purtroppo per lui e per i suoi cari Sergio Marchionne ha imboccato il viale del tramonto, il viale del viaggio senza ritorno. Franzo Grande Stevens in un' accorata lettera al Corriere della Sera ha scritto che Sergio Marchionne è rimasto vittima delle sigarette che accendendole in continuazione le accoglieva con la frase “ queste mi portano alla morte “ forse per esorcizzarla, ma sta di fatto che la sua patologia della quale è vittima è proprio quella del cancro ai polmoni in zona apicale, vicinissimo alla aorta e proprio per questo inoperabile o difficilmente operabile a causa degli elevati rischi durante e dopo l’intervento chirurgico. Una statistica pubblicata oggi racconta che 8 casi su dieci di tumore ai polmoni è causato dal fumo di sigaretta, anche passivo.
Ma non è su questo che voglio soffermarmi quanto su come la storia personale, manageriale e clinica di Sergio Marchionne è stata raccontata.
Molti i peana a lui dedicati, ma anche qualche voce fuori dal coro che ha illustrato gli aspetti negativi dell’uomo e del grande indiscutibile manager. La sua dedizione al lavoro, le notti insonni per identificare le strategie più opportune, il pretendere il massimo possibile da tutti senza alcuna distinzione e pretenderlo anche con modi decisamente rudi sono tutte le qualità essenziali dell’uomo. Ha salvato la Fiat azzerando si suoi debiti, la lascia, sia pure con un altro nome, dieci volte più forte di quanto l’abbia trovata e sono proprio questi i risultati che contano di un manager facendolo diventare un grande manager.
Ovviamente poi ci sono i problemi organizzativi di carattere fiscale, vale a dire lo spostamento della sede fiscale di Fca (nata appunto dal “matrimonio” tra Fiat e Chrysler) in Gran Bretagna, la Exor, la finanziaria di famiglia, in Olanda, so allo scopo di pagare meno tasse.
In ogni caso una azienda grande come la FCA non è un ente assistenziale e lo scopo da raggiungere – e raggiunto – è quello di assicurare la massima remunerazione al capitale. Dà fastidio ma è così!
Nel momento della sofferenza dei propri cari non è accettabile che si prendano posizioni contro l’uomo ed il manager mentre è in fin di vita. La correttezza professionale richiederebbe un discreto silenzio e successivamente un equidistante commento sulle doti personali e professionali dell’uomo e poi, ancor più distanziate nel tempo, le considerazioni molto vicine alla realtà per far comprendere tutto il bene ed il male che hanno accompagnato la vita di una persona di indiscutibile valore.
Quando un tale personaggio si appresta a lasciare questa “valle di lacrime” i giornali tutti hanno pronti gli articoli celebrativi e denigrativi, i così detti coccodrilli, pronti ad essere pubblicati con la velocità come quella dei centometristi allo sparo dello starter. In questi giorni si sta esagerando e tutti gli articoli di stampa parlano di un uomo già morto!!.....l’anima del commercio!!!!!

domenica 8 luglio 2018

.......ERCOLINO SEMPRE IN PIEDI




Ieri l’assemblea del fu partito democratico ha deciso di non decidere e rimandare tutto al 2019 così come ha stabilito il Granduca di Toscana che si è messo da parte giusto appunto per prendere la mira e mitragliare i suoi avversari ammutoliti ed increduli.
Più il tempo passa e più mi chiedo chi è mai questo Renzi, chi lo protegge, chi lo sostiene e per quali motivi dato che da sempre vige il “ per niente nessun fa niente “. Ci sono sicuramente enti ed organizzazioni che non possono che nascondersi dietro di lui, dietro al perdente di successo che sta distruggendo il partito nella palese indifferenza o impotenza dei suoi dirigenti a lui contrari.
Nell’assemblea non si è parlato – forse non era la sede adatta – di un esame di coscienza da tutti richiesto, di strategie per riconquistare il minimo sindacale per non sparire del tutto dalla scena politica italiana, si è assistito alla notte dei lunghi coltelli con il Granduca che minacciando gridava ai suoi debolissimi scontenti : ci rivedremo a Filippi e perderete di nuovo. La battaglia delle idee per Renzi è questa: battaglia per eliminare gli avversari non attraverso l’enunciazione di idee per il bene del suo partito e dell’Italia bensì per restare unico e supremo duce di un partito destinato a sopravvivere. Mi sembra la battaglia degli ultimi giapponesi! In genere si dice “ salire sul carro del vincitore “ ma in questa tragicommedia mi sembra più realistica la locuzione “ salire o restare sul carro del perdente. Cui prodest? Vorrei tanto saperlo! Anche il grande Napoleone Bonaparte dopo Lipsia nel 1813 chiese la pace e abdicò andando in esilio all'Isola d'Elba! Non volle o non potè godersi le stupende inarrivabili bellezze dell’isola e della sua dimora costruita come una reggia ritornando poi a Parigi per riprendere il potere fino al 1815 fino alla seconda storica sconfitta di Waterloo dopo di che fu esiliato a Sant’Elena. Taccio dei Grandi del passato più o meno recente che sconfitti una o due volte furono poi esautorati e mandati per sempre in vacanza. Il Granduca di Toscana è immune da queste conclusioni e rimane in pista a muovere le pedine dei suoi sudditi in maniera efficace ed arrogante. 



I sui discreti e tentennanti avversari hanno commentato l’intervento di Renzi all’assemblea di ieri con timidissime parole, quasi a non volerlo minimamente indispettirlo. Il mite Gentiloni si lasciava andare ad un patetico «Imbarazzante, Matteo è stato veramente imbarazzante». ( appena sussurrato ad un paio di amici ); il governatore del Lazio Zingaretti accennava ad un flebile “ questo non ascolta nessuno, questo non cambia mai” ovviamente riferito a Matteo!
Se un paio di “ democratici “ fuori escono dal partito e ne fondano un altro libero ed uguale mi domando perché la parte eternamente soccombente degli avversari politici del Granduca non vanno via anche loro per irrobustire le fila dei liberi ed uguali e polarizzare le anime vaganti di ogni sinistra residuale permettendo in tal modo di facilitare il congresso dei sudditi renziani da celebrare in una stanzetta monolocale e non nell’hotel Ergife considerando il numero dei superstiti. Ci sono stratosferici interessi sia per la permanenza sulla scena polita di Matteo Renzi e sia per i suoi oppositori incapaci di darsi una mossa come si dice in gergo. Da sempre chi vince ha sempre ragione, chi perde va a casa, ma questi concetti non pare possano riguardare la vita politica di Renzi e dei suoi sudditi!

domenica 1 luglio 2018

PESTO DI ZUCCHINE CRUDE







INGREDIENTI: DUE ZUCCHINE MEDIE - TRE CUCCHIAI DI MANDORLE SGUSCIATE - UN VASETTO DI YOGURT GRECO MAGRO DA 170 GR. - OLIO DI SEMI DI GIRASOLE: QB PER OTTENERE UNA CREMA LEGGERMENTE DENSA - FORMAGGIO PECORINO GRATTUGIATO: QUATTRO CUCCHIAI - BASILICO: UNA DECINA DI FOGLIE - SALE: QB


TEMPO: 20 MINUTI  -  DIFFICOLTA': FACILISSIMA   -  DOSI PER  7 PERSONE



In un frullatore versare le mandorle e frullarle per bene. Lavare per bene le zucchine , eliminare testa e coda e ridurle in pezzetti da inserire nel frullatore. Frullare per bene aggiungendo di tanto in tanto l'olio di girasole. Quando la cremina è quasi pronta e non vi sono pezzetti di zucchine evidenti allora aggiungere il basilico, lo yogurt e continuare a frullare. Regolare di sale, aggiungere il formaggio pecorino. La salsa deve avere la consistenza di una maionese. Condire indifferentemente pasta lunga o corta tipo trenette.

NESSUN DORMA,ALL'ALBA VINCERO'

Un titolo da “ IL FATTO QUOTIDIANO “  Sondaggi, la Lega ‘svuota’ il centrodestra e supera il 31%: ora è primo partito, M5s ancora in calo: 29,8.

Il fascismo fu un messaggio popolare alla inettitudine del partito allora al governo e si affermò dando vita ad opere meritorie cadendo poi malamente quando volle imporre una vera e propria dittatura.
Corsi e ricorsi storici!!! Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che un partito a guida della consorteria Bossi , stabile ad una percentuale da prefisso telefonico potesse poi diventare il primo partito nazionale, vicinissimo al 31%!
La percezione è la cartina di tornasole per misurare la temperatura dell’elettorato italiano stanchissimo dei proclami tipo stiamo tutti bene,in Europa ci rispettano e ci concedono qualche sforamento ( che solo chi è in malafede è convinto che  non sia  la corda per strangolarci ). In Europa siamo sempre andati col cappello in mano, raccontandoci gli strabilianti fantomatici successi! Pacche sulle spalle, sorrisi con esibizione di sfolgorante berlusconiana dentatura e nulla più ! Lasciati soli grazie anche alla incomprensione delle conseguenze dei vari trattati vedi quello di Dublino e quello sulle banche. Incapaci perfino nella comprensione di quello che si stava scrivendo!!
Non occorre essere “ fascisti “ basta essere autorevoli e decisi specialmente in Europa, terra nordica favorevole ai nordici. Noi abbiamo come altri Stati il diritto di veto e quindi, allorquando siamo consapevoli delle nostre buone ragioni, dobbiamo esercitarlo. Solo così i recalcitranti possono ammorbidire i loro dictat e riconoscere le nostre buone ragioni.
Anche adesso vi è molta confusione e ricominciamo a cantare la solita litania: abbiamo vinto, sono state accettate le nostre tesi per la tristissima vicenda degli immigrati! Appena profferita l’ultima sillaba il nostro “ cugino “ Macron ( parenti serpenti ) ha ridimensionato il bollettino della vittoria. I paesi del gruppo Visegrad hanno ribadito il loro inamovibile principio  sulla porta sbattuta  in faccia ad ogni immigrato. Ed allora quale vittoria?
In tutto questo Matteo Salvini fa la voce dura, chiude i porti alle navi ONG che funzionano da taxi per i poveri clandestini che fuggendo dalla loro dolorosissima vicenda nazionale vengono spinti ad annegare tra i flutti del mare nostrum. Chi paga il solo carburante di queste navi che pattugliano i mari libici a pochissimi metri dalle loro acque territoriali ed anche più vicine?
Per evitare agghiaccianti elenchi di poveri ed innocenti i “morituri “ non devono partire. Per verificare la validità di una teoria si devono estremizzare i concetti. Se qualche milione di africani vuole venire in Italia ( volevo dire in Europa ) cosa si deve fare? Accoglierli tutti ? Se la risposta è non tutti, allora occorre indicarne il numero, oltre in quale non si deve andare per nessuna ragione, a meno che non si voglia fare un cambio di campo come nelle partite di calcio: loro vengono da noi e noi andiamo da loro !!!
Torniamo al nostro Matteo Salvini, in pochi giorni la sua popolarità è decisamente aumentata e sembra che molti connazionali vedano in lui una persona decisa e ben determinata che comincia a fare cose da molto tempo aspettate. Speriamo che la STORIA non si ripeta, ma se così sarà la colpa sarà esclusivamente del Partito Democratico che grazie al Granduca di Toscana è arrivato quasi alla consunzione. Cupio dissolvi ! Mentre il PD annaspa il povero Renzi detentore a suo dire ( bugiardo incallito ) di soli 13.500 euro sul conto provvede ad acquistare una villa da un milione e trecentomila euro più le spese notarili e di registro !!
Calenda ex ministro del Governo Renzi – Gentiloni ha dichiarato che vuol  dare una mano per risollevare un partito semi defunto e  anziché ricevere incoraggiamenti e ringraziamenti gli intellettuali PD mettono in evidenza qualche strafalcione sintattico. La stessa strategia con i congiuntivi di Di Maio ed con altre “ cadute di stile “ di Salvini. Conclusione? Abbiamo il governo giallo – verde! Ottimo risultato. Ad maiora!