OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

QUANTO E' BELLA GIOVINEZZA
CHE SI FUGGE, TUTTAVIA
CHI VUOL ESSER LIETO SIA
DI DOMAN NON V'è CERTEZZA

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domenica 8 luglio 2018

.......ERCOLINO SEMPRE IN PIEDI




Ieri l’assemblea del fu partito democratico ha deciso di non decidere e rimandare tutto al 2019 così come ha stabilito il Granduca di Toscana che si è messo da parte giusto appunto per prendere la mira e mitragliare i suoi avversari ammutoliti ed increduli.
Più il tempo passa e più mi chiedo chi è mai questo Renzi, chi lo protegge, chi lo sostiene e per quali motivi dato che da sempre vige il “ per niente nessun fa niente “. Ci sono sicuramente enti ed organizzazioni che non possono che nascondersi dietro di lui, dietro al perdente di successo che sta distruggendo il partito nella palese indifferenza o impotenza dei suoi dirigenti a lui contrari.
Nell’assemblea non si è parlato – forse non era la sede adatta – di un esame di coscienza da tutti richiesto, di strategie per riconquistare il minimo sindacale per non sparire del tutto dalla scena politica italiana, si è assistito alla notte dei lunghi coltelli con il Granduca che minacciando gridava ai suoi debolissimi scontenti : ci rivedremo a Filippi e perderete di nuovo. La battaglia delle idee per Renzi è questa: battaglia per eliminare gli avversari non attraverso l’enunciazione di idee per il bene del suo partito e dell’Italia bensì per restare unico e supremo duce di un partito destinato a sopravvivere. Mi sembra la battaglia degli ultimi giapponesi! In genere si dice “ salire sul carro del vincitore “ ma in questa tragicommedia mi sembra più realistica la locuzione “ salire o restare sul carro del perdente. Cui prodest? Vorrei tanto saperlo! Anche il grande Napoleone Bonaparte dopo Lipsia nel 1813 chiese la pace e abdicò andando in esilio all'Isola d'Elba! Non volle o non potè godersi le stupende inarrivabili bellezze dell’isola e della sua dimora costruita come una reggia ritornando poi a Parigi per riprendere il potere fino al 1815 fino alla seconda storica sconfitta di Waterloo dopo di che fu esiliato a Sant’Elena. Taccio dei Grandi del passato più o meno recente che sconfitti una o due volte furono poi esautorati e mandati per sempre in vacanza. Il Granduca di Toscana è immune da queste conclusioni e rimane in pista a muovere le pedine dei suoi sudditi in maniera efficace ed arrogante. 



I sui discreti e tentennanti avversari hanno commentato l’intervento di Renzi all’assemblea di ieri con timidissime parole, quasi a non volerlo minimamente indispettirlo. Il mite Gentiloni si lasciava andare ad un patetico «Imbarazzante, Matteo è stato veramente imbarazzante». ( appena sussurrato ad un paio di amici ); il governatore del Lazio Zingaretti accennava ad un flebile “ questo non ascolta nessuno, questo non cambia mai” ovviamente riferito a Matteo!
Se un paio di “ democratici “ fuori escono dal partito e ne fondano un altro libero ed uguale mi domando perché la parte eternamente soccombente degli avversari politici del Granduca non vanno via anche loro per irrobustire le fila dei liberi ed uguali e polarizzare le anime vaganti di ogni sinistra residuale permettendo in tal modo di facilitare il congresso dei sudditi renziani da celebrare in una stanzetta monolocale e non nell’hotel Ergife considerando il numero dei superstiti. Ci sono stratosferici interessi sia per la permanenza sulla scena polita di Matteo Renzi e sia per i suoi oppositori incapaci di darsi una mossa come si dice in gergo. Da sempre chi vince ha sempre ragione, chi perde va a casa, ma questi concetti non pare possano riguardare la vita politica di Renzi e dei suoi sudditi!

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