OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

martedì 24 luglio 2018

SERGIO MARCHIONNE

Parce sepulto, ovvero perdona chi è morto, ovvero è inutile continuare ad odiare dopo la morte.
Purtroppo per lui e per i suoi cari Sergio Marchionne ha imboccato il viale del tramonto, il viale del viaggio senza ritorno. Franzo Grande Stevens in un' accorata lettera al Corriere della Sera ha scritto che Sergio Marchionne è rimasto vittima delle sigarette che accendendole in continuazione le accoglieva con la frase “ queste mi portano alla morte “ forse per esorcizzarla, ma sta di fatto che la sua patologia della quale è vittima è proprio quella del cancro ai polmoni in zona apicale, vicinissimo alla aorta e proprio per questo inoperabile o difficilmente operabile a causa degli elevati rischi durante e dopo l’intervento chirurgico. Una statistica pubblicata oggi racconta che 8 casi su dieci di tumore ai polmoni è causato dal fumo di sigaretta, anche passivo.
Ma non è su questo che voglio soffermarmi quanto su come la storia personale, manageriale e clinica di Sergio Marchionne è stata raccontata.
Molti i peana a lui dedicati, ma anche qualche voce fuori dal coro che ha illustrato gli aspetti negativi dell’uomo e del grande indiscutibile manager. La sua dedizione al lavoro, le notti insonni per identificare le strategie più opportune, il pretendere il massimo possibile da tutti senza alcuna distinzione e pretenderlo anche con modi decisamente rudi sono tutte le qualità essenziali dell’uomo. Ha salvato la Fiat azzerando si suoi debiti, la lascia, sia pure con un altro nome, dieci volte più forte di quanto l’abbia trovata e sono proprio questi i risultati che contano di un manager facendolo diventare un grande manager.
Ovviamente poi ci sono i problemi organizzativi di carattere fiscale, vale a dire lo spostamento della sede fiscale di Fca (nata appunto dal “matrimonio” tra Fiat e Chrysler) in Gran Bretagna, la Exor, la finanziaria di famiglia, in Olanda, so allo scopo di pagare meno tasse.
In ogni caso una azienda grande come la FCA non è un ente assistenziale e lo scopo da raggiungere – e raggiunto – è quello di assicurare la massima remunerazione al capitale. Dà fastidio ma è così!
Nel momento della sofferenza dei propri cari non è accettabile che si prendano posizioni contro l’uomo ed il manager mentre è in fin di vita. La correttezza professionale richiederebbe un discreto silenzio e successivamente un equidistante commento sulle doti personali e professionali dell’uomo e poi, ancor più distanziate nel tempo, le considerazioni molto vicine alla realtà per far comprendere tutto il bene ed il male che hanno accompagnato la vita di una persona di indiscutibile valore.
Quando un tale personaggio si appresta a lasciare questa “valle di lacrime” i giornali tutti hanno pronti gli articoli celebrativi e denigrativi, i così detti coccodrilli, pronti ad essere pubblicati con la velocità come quella dei centometristi allo sparo dello starter. In questi giorni si sta esagerando e tutti gli articoli di stampa parlano di un uomo già morto!!.....l’anima del commercio!!!!!

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