OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

Cicerone:
(106 a.C. 43 a.C. )

"Le finanze pubbliche devono essere solide, il bilancio deve essere equilibrato, il debito pubblico deve essere ridotto, l'arroganza dell'amministrazione deve essere combattuta e controllata, e gli aiuti ai paesi stranieri devono essere ridotti affinché Roma non fallisca. Le persone devono ancora imparare a lavorare invece di vivere con l'assistenza pubblica. »


IL MEGLIO E' NEMICO DEL BENE!!

CONTRA FACTUM NON VALET ARGUMENTUM !!!

CHI STA AL POTERE PRENDE I GERMI DEL POTERE ( Massimo Giletti )

QUANTO E’ BELLA GIOVINEZZA CHE SI FUGGE, TUTTAVIA CHI VUOL ESSER LIETO SIA DI DOMAN NON V’è CERTEZZA

Donne e giovinetti amanti, viva Bacco e viva Amore! Ciascun suoni, balli e canti! Arda di dolcezza il core! Non fatica, non dolore!

Due strofe dal " trionfo di bacco ed arianna" di LORENZO de' medici


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sabato 29 agosto 2020


POLLO CON PATATE AL FORNO



INREDIENTI: POLLO BIOLOGICO: 700 GR. – PATATE: UN CHILO – AGLIO: DUE O TRE SPICCHI – ROSMARINO: DUE RAMETTI – OLIO EVO: UN BICCHIERE DA VINO – SALE E PEPE: QB.

TEMPO: 90 MINUTI -  DIFFICOLTA’:FACILE – DOSI PER 6 PERSONE

Non ho fatto la scoperta dell’acqua calda, ma ho seguito una procedura appena immaginata che sarà sempre quella che seguirò da ora in avanti. Eccola! Il pollo era già posizionato ed acquistato al PAM; si tratta di un bel pollo giallo come quelli di di una volta che ben si distinguono da quelli biancastri usuali. Bene! In una padella anti aderente versare metà olio e due spicchi di aglio e  non appena si avverte il profumo mettere il pollo porzionato e cominciare la cottura a fuoco vivace. Dopo cinque minuti rigirare il pollo precedentemente messo con la pelle a contatto con la padella ed aggiungere un rametto di rosmarino. Salare e pepare. Quando il pollo avrà cambiato colore diventando bianco, toglierlo dal fuoco e metterlo a riposare in un recipiente.
Si saranno già pelate le patate e ridotte in pezzi non troppo piccoli. Nel frattempo si sarà messa al fuoco una pentola con acqua normalmente salata e quando inizierà il bollore versarvi le patate che saranno tolte dall’acqua non appena questa avrà ripreso il bollore. Mettere le patate in una zuppiera, regolare di sale, aggiungere pochissimo aglio tritatissimo, aghi di rosmarino ed un filo di olio. Rimestare.
Nella padella usata per soffriggere il pollo versarvi le patate, coprire e lasciar cuocere una decina scarsa di minuti. Disporre ore il pollo in una pirofila da forno che se è rettangolare raccoglierà il pollo esattamente nel centro. Attorno al pollo disporre le patate. Su queste far cadere tutto l’olio della padella in cui si sono cotti patate e pollo. Aggiungere poco sale fino ed una piccola presa di pepe. Infornare per 45 minuti in forno precedentemente riscaldato a 180 gradi. In poche parole gli ingredienti sono semplici, conosciutissimi e certamente utilizzati da tutti, credo che il procedimento sia appannaggio di ogni cuoco. Io ho illustrato il mio e con questo auguro buon appetito.

venerdì 28 agosto 2020


RISO AL FORNO AI TRE GUSTI

INGREDIENTI: RISO CARNAROLI: 500 GR. – UOVA: TRE – PARMIGIANO GRATTUGIATO: 100 GR. – ZUCCHINE: DUE MEDIO GRANDI – CARNE TRITA: 250 R. – PANGRATTATO: QB. – BESCIAMELLA: 500 GR. – CIPOLLA: 50 GR. – BRODO VEGETALE UN LITRO – ZAFFERANO: UNA BUSTINA – PREZZEMOLO: UNA PRESA. – OLIO EVO UN BICCHIERE DA VINO SCARSO.- BURRO: 25 GR.

TEMPO: 90 MIN. – DIFFICOLTA’: MEDIA – DOSI PER 6 / 7 PERSONE.

Un risotto al forno che necessita un po’ di mano d’opera, ma che viene ricompensato ampiamente.
Con la carne trita, un uovo, sale, un po’ di pangrattato ed un po’ di formaggio formare delle microscopiche polpette che saranno tuffate nel brodo vegetale in ebollizione. Se ristretto aggiungere  un paio di tazze di acqua. Dopo cinque minuti toglierle dal brodo e metterle in un recipiente.
Grattugiare con l’apposita grattugia le zucchine. In una padella versare tre o quattro cucchiai di olio evo,la cipolla finemente tritata e appena  appassisce aggiungere le zucchine grattugiate. Dopo cinque minuti di cottura a fuoco moderato regolare di sale, aggiungere un po’ di prezzemolo ed un cucchiaio colmo di besciamella.
In una casseruola mettere il restante olio evo e pochissima cipolla tritata che va soffritta leggermente dopo di che aggiungere il riso da cuocere esattamente come un normalissimo risotto utilizzando il brodo vegetale in cui si sono cotte le polpette. Se si pensa che sia scarso aggiungere un paio di tazze di acqua e controllare il sale. A sette decimi di cottura aggiungere una noce di burro e stendere su una teglia il 70% del riso. Nel residuo 30% di riso aggiungere la bustina di zafferano ed un mestolo o due di brodo. Dopo un paio di minuti togliere dal fuoco anche questo riso e stenderlo su un piatto ovale o simile in modo che si raffreddi.
Ungere completamente una teglia da forno con un po’ di burro e mettere un po’ di pangrattato facendolo aderire sul fondo e sui lati. 
Nella teglia deporre il riso bianco in modo da fare uno strato non tanto sottile coprendolo leggermente con le zucchine trifolate. Cospargere con poco formaggio grattugiato e pochissima besciamella. Fare un altro strato di riso bianco e su questo mettere le polpettine di carne e la solita quantità di formaggio grattugiato. Sbattere due uova lievemente salate e farle colare sul risotto un po’ dappertutto. Su tutto mettere il risotto giallo e stenderlo per bene su tutta la superficie della teglia. Per finire stendere un velo di besciamella su tutto il risotto ed infine una manciata di pangrattato.  Deporre qui e là qualche pezzetto di burro ed infornare per trenta minuti a forno già caldo a 180 gradi.
La procedura è lunga, ma vi assicuro che vale la pena. Per avere strati di diverso colore la prossima volta utilizzerò degli spinaci lessati e ben strizzati!


martedì 25 agosto 2020


LASAGNE CON LE MELANZANE



INGREDIENTI: LASAGNE: 250 GR. – MELANZANE: DUE MEDIO GRANDI DELLA QUALITA’ VIOLA – SALSA DI POMODORO FRESCO E BASILICO: QB. – OLIO DI GIRASOLE PER FRIGGERE: QB. – BESCIAMELLA: SETTE CUCCHIAI COLMI – FORMAGGIO PARMIGIANO: 80 GR. – SALSICCIA O PASTA DI SALSICCIA: 200 GR.

TEMPO: 60 MINUTI ( SALSA ESCLUSA ) – DIFFICOLTA’: FACILE -  DOSE PER 5 PERSONE.

Affettare le melanzane con lo spessore di un centimetro, metterle in un colapasta ed aggiungere poco sale grosso e tenerle così per un’ora, dopo di che scuoterle per eliminare il sale, infarinarle e friggerle con l’olio di girasole. Metterle su un foglio assorbente. Nel frattempo cuocere per una decina di minuti la pasta di salsiccia, o la salsiccia normale privata del suo budello, in pochissima acqua. Aggiungere un paio di cucchiai di salsa di pomodoro. In una pirofila da forno versare un paio di cucchiai di salsa di pomodoro ed un filo di basciamella e cospargere su tutto il fondo. Mettere ora la lasagna precotta e pronta all’uso sul fondo, aggiungere un po’ di salsa, pochissima besciamella e poco parmigiano. Coprire con altra lasagna sulla quale versare un po’ di salsa coprendola con le melanzane fritte. Aggiungere un po’ di salsa, besciamella e formaggio parmigiano. Coprire con una lasagna e su questa sempre un po’ di salsa e la salsiccia cotta ovviamente sbriciolata. Aggiungere pochissima besciamella ed il formaggio grattugiato. Aggiungere l’ultima lasagna e su questa tutta la salsa ed il solito cucchiaio di besciamella da fondere con la salsa. Su tutto una generosa spolverata di parmigiano. Infornare per una ventina di minuti a 180 gradi e…………chi vivrà, vedrà! (io sono sopravvissuto )!!!!!!!

BUON COMPLEANNO CARISSIMA INDIMENTICABILE LIRA

Oggi la lira italiana compie gli anni e più che farle gli auguri voglio esternare il mio totale incommensurabile rimpianto. Non è stata una moneta derelitta, è stata una moneta con la "M " maiuscola. A solo 15 anni dalla fine della seconda guerra mondiale “”un comitato di esperti, inglesi e stranieri, assegnò alla lira italiana il « premio Oscar finanziario » per il 1959. La decisione — pur non avendo valore pratico — riflette la fiducia dei banchieri, dei governi e degli operatori commerciali nella solidità della nostra valuta e il loro compiacimento per la destrezza con cui tale obbiettivo è stato conseguito””. In quel tempo i governatori della Banca d’Italia erano: Luigi Enaudi, gennaio 45 maggio 48 e Donato Menichella,  agosto 48 agosto 60.
Nato il Regno d’Italia che usurpò il Regno delle Due Sicilie, rubando gli ingenti tesori del Banco di Napoli e del Banco di Sicilia, in circolazione vi erano 236 monete metalliche. Il conio fu affidato alla Banca d’Italia dal 1893 ma fu solo nel 1926 che divenne l’unico Istituto autorizzato a emettere banconote, potere che fino allora aveva condiviso con il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia.
Morto il Re, viva il Re !
Il primo gennaio 2002 nasce l’euro che si mangia letteralmente la lira che piano piano si ammala e muore tra l’insipienza e la negligenza per non dire l’ignoranza di nascita o acquisita dei governanti politici ed economici del tempo. Il primo marzo del 2002 la lira spira tra le braccia di Romano Prodi che forse non sapeva far di conto, anzi è meglio togliere il “forse”!
Cambio demenziale non fosse altro che misurava una moneta nata prima ancora dello Stato. Quale Stato? Esattamente quello della Germania. Deutsche deutsche über alles!!!
Nel nostro inno nazionale si trovano significative parole:”
……Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.
Ora tra un’accelerata ed una frenata sembra che l’Europa sia decisa a darci una mano ( non so con quali sotterfugi ) forse perché noi siamo come Sansone, giudice biblico dalla forza straordinaria che abbattendo le colonne del palazzo in cui veniva tenuto prigioniero, lo fece crollare uccidendo se stesso e tantissimi nemici.  Muoia Sansone con tutti i Filistei ! Vale a dire che se salta l’Italia salta con se l’intera Europa!
Ciao, carissima indimenticabile lira, legata alla nostra gioventù e forse anche per questo indelebilmente stampata nel nostro cuore. Io ti rimpiango! Dalla lira all’euro i costi dei prodotti a larghissimo consumo come pane e pasta aumentarono del 45%,mentre nello stesso periodo l’ISTAT ci informava disinformandoci che i prezzi grazie all’introduzione dell’euro erano aumentati solo dell’1%. Una bazzecola radicomandata.
La vigilia dell’entrata in circolazione dell’euro un camioncino che vendeva sotto casa al mare frutta e verdura con un bel cartello in evidenza TUTTO A MILLE LIRE divenne subito TUTTO A UN EURO!!!!
CONTRA FACTUM NON VALET ARGUMENTUM!!!!!!
Mi piacerebbe salutare la nostra vecchia e gloriosa lira con un sentito “ arrivederci “!!!!

mercoledì 19 agosto 2020


SPAGHETTI CON LE VONGOLE VERACI

INGREDIENTI: SPAGHETTI N.5: 300 GR. – VONGOLE VERACI: UN KGR. – OLIO EVO: UN BICCHIERE DA VINO – PREZZEMOLO: UNA ROBUSTA MANCIATA – AGLIO: TRE O QUATTRO SPICCHI A SECONDA DELLA DIMENSIONE – PEPERONCINO PICCANTE FRESCO: UNA PUNTA.

TEMPO: 45 MIN. – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER TRE O QUATTRO PERSONE.

Direi “ la scoperta dell’acqua Calda “! Mi sono sempre chiesto cosa ci sia più facile di uno spaghetto alle vongole. Eppure se si sbaglia il procedimento il risultato potrebbe essere aberrante! Sic!Usare del prezzemolo fresco e croccante e l’aglio quasi fresco. Disporre di una quantità significativa di prezzemolo ed aglio da usare in due o tre volte. In una padella larga ed anti aderente versare l’olio, il prezzemolo e l’aglio molto finemente tritati e porre al fuoco bassissimo ed a padella coperta per cinque o sei minuti. Nulla deve essere soffritto! Ribadisco è vietato soffriggere e per evitarlo aggiungere tre o quattro cucchiai di acqua. Versare poi le vongole, coprirle ( come dicono in Toscana “ tapparle “ ) aumentare il fuoco quasi al massimo per un paio di minuti, dopo di che ridurlo al minimo e continuare a cuocere per una decina di minuti. Aggiungere pezzetti microscopici di peperoncino ed una cucchiaiata di prezzemolo e aglietto tenuto da parte. Spegnere il fuoco lasciando il coperchio. Nel frattempo si saranno portati a cottura gli spaghetti e poco prima di scolarli riaccendere sotto le vongole ed appena riprenderanno calore versarvi gli spaghetti, rimestare per bene, aggiungere se mai altro prezzemolo ed aglietto ed una spolverata di pepe. Prendere il libro degli inni sacri e cantare a squarciagola le lodi al Signore!! Io ho cantato quello che inizia con: O che giorno beato il Ciel ci ha dato, giorno di paradiso, tutto un sorriso ecc. ecc.

martedì 18 agosto 2020

SACRO  E  PROFANO !!


Ricordo…… sì ricordo che una volta in chiesa si entrava in composto silenzio e se per caso si udivano bisbiglii qualcuno sibilando chiedeva il silenzio. Se un bimbo disturbava piangendo si invitava la mamma a portarlo fuori dalla chiesa. Insomma vi si respirava il sacro. Non parliamo poi delle dolcissime note che venivano dall’organo senza accompagnamento di tamburi e nacchere.
Sembrava che il buon Dio sedesse accanto a te ! Credo ora che Lui se ne sia tornato dal Padre lasciandoci più soli che mai!
Come si può digerire che il giorno dell’Assunzione della Madonna in cielo, anima e corpo, nella cattedrale di Napoli abbia preso forma un corteo di ballerine, con tamburi e strumenti nemmeno italici.
La chiesa trasformata in palcoscenico. Immagino una credente in preghiera disturbata dalla processione atea. Papa Bergoglio a quando i giocolieri in chiesa giusto per una partecipazione popolare che di religioso non ha proprio nulla? Tu sei responsabile di queste rappresentazioni tribali!!
Dove sono i canti gregoriani? Come ci si può raccogliere in preghiera in un circo equestre?
Corona virus e rappresentazioni teatrali del genere fanno si che il mio, il nostro raccoglimento domenicale e delle feste comandate si faccia davanti ad un televisore. Vedete questo filmato e vi convincerete che…si stava meglio quando si stava peggio!


Pio XII, Paolo VI, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II che siete tutti santi perché non intervenite da lassù? Ridateci le sensazioni trascendentali. La religione è fatta anche di queste cose che sanno appunto di divino e non……..di  vino che dà sicuramente alla testa!!!!!

venerdì 14 agosto 2020


SUGO DI PESCE

INGREDIENTI: PESCE PERSICO DEL NILO: 350 GR. – CALAMARETTI: 250 GR. – GAMBERI ARGENTINI SURGELATI: UNA DECINA – COZZE: 1.500 GR. – CONCENTRATO DI POMODORO: DUE CUCCHIAI STRACOLMI – PREZZEMOLO: UNA MANCIATA CONSISTENTE – CIPOLLA: UNA  MEDIA – AGLIO: DUE SPICCHI – SALE E PEPE: QB. – OLIO EVO: UN BICCHIERE DA VINO SCARSO

TEMPO: 60 MINUTI – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI LIBERE.

Questa ricetta non è mia, ma da me è stata modificata sostanzialmente e quindi posso dire di essere….suo padre o.....suo zio!
Vorrei precisare che non si tratta di una "zuppa di pesce " ma di un sugo che non deve risultare eccessivamente " brodoso ".
In una casseruola anti aderente versare l’olio, la cipolla affettata sottilmente e l’aglio tritato. Porre al fuoco moderato per soffriggere delicatamente. Appena l’aglio cambierà colore ( appena appena ) aggiungere il pesce persico del Nilo ridotto in dadi non molto piccoli. Rimestare per bene, dopo di che unire gli altri pesci, ma prima di farlo occorre pulirli. I calamaretti vanno privati delle interiora e della pellicina esterna nonché della testa alla quale poi vanno tolti gli occhietti ed il beccuccio, dopo di che le sacche vanno semplicemente aperte nel senso della lunghezza. I gamberoni saranno privati della corazza esterna e dell’intestino, poi tagliati in due. A questo punto rigirare spesso ed una volta che i pesci avranno cambiato colore aggiungere una corposa quantità di prezzemolo tritato, un pizzico di sale ed uno di pepe. Nel frattempo si saranno pulite per bene le cozze privandole dagli attacchi alle funi di allevamento, si saranno messe in un pentola con coperchio con pochissima acqua e poste a fuoco vivacissimo per farle aprire e appena aperte separarle  dalle valve conservando tutta l’acqua  rilasciata. Riprendiamo la cottura dei pesci! Dopo aver messo il prezzemolo ed una presa di pepe ora aggiungere il concentrato di pomodoro. Sembra un assurdo, ma ci voleva proprio. Dopo una decina di minuti scarsi, rimestando spesso versare il liquido delle cozze passandolo in un colino dalle maglie strette. Rimestare e cuocere per una decina di minuti. Se il sugo tende a restringersi troppo aggiungere un pò di acqua. Appena affiorerà l’olio in superficie aggiungere i molluschi e dopo uno o due minuti spegnere e cospargere il tutto con una generosa manciata di prezzemolo fresco tritatissimo! Condire ogni tipo di pasta, in special modo linguine e pasta alla chitarra!


RISOTTO CON ZUCCHINE, FUNGHI CHAMPIGNON  E STRICIOLINE DI PETTO DI POLLO
                            



INGREDIENTI: RISO CARNAROLI: TRE TAZZINE DA CAFFE’ – ZUCCHINE: UNA MEDIO GRANDE – CIPOLLA BIANCA: META’ DI UNA MEDIA – FUNGHI CHAMPIGNON: 70 GR. – PETTO DI POLLO: 80 GR. – BURRO: 25 GR. – OLIO EVO: SEI CUCCHIAI – BRODO VEGETALE CON DADO: UN LT – PREZZEMOLO:DUE CUCCHIAI COLMI – SEMI DI FINOCCHIO: UN PIZZICHINO – SALVIA: UNA FOGLIOLINA

TEMPO: 40 MINUTI – DIFFICOLTA’:FACILE – DOSI PER TRE PERSONE.

Ridurre in piccoli dadi la zucchina ed alla stessa maniera la cipolla bianca ( che è più dolce delle sue consorelle ). Utilizzare i funghi champignon già affettati e comperati in qualsiasi supermercato. Versare il tutto in una zuppiera e rimestare. In una padella anti aderente versare l’olio ed il burro lasciandolo disfare. A questo punto versare i vegetali messi da parte e  le striscioline di petto di pollo cuocendo il tutto a fuoco moderato. Regolare di sale e pepe. Raggiunta l’amalgama necessaria aggiungere metà prezzemolo finemente tritato utilizzando anche parte dei gambi.  Cuocere ancora per una decina di minuti. Nel frattempo si sarà portata in ebollizione un litro circa di acqua debolmente salata nella quale si metterà un dado da brodo vegetale. Le verdure a questo punto saranno cotte e bene amalgamate e pronte a ricevere il riso. Aggiungere volta per volta non tanto brodo per evitare il riso lessato e continuare fin quando il risotto sarà pronto. Aggiungere il restante prezzemolo e servire……..cantando a squarciagola!” ( almeno io l’ho fatto )

sabato 8 agosto 2020

AVANTI C'E' POSTO!|


Mio padre mi diceva “ studia figlio mio perché se non lo fai la vita ti sarà  giustiziera e chissà quale fine farai”! Mio padre si sbagliava profondamente! Il cursus honorum degli aspiranti politici o politici in attività di servizio dovrebbe essere di assoluto valore sia effettivo che simbolico. Il Movimento Cinque Stelle, a partire dal suo fondatore “ elevato “ si è assicurato la partecipazione di bibitari e commessi per ben dieci anni in un negozio di animali. Tra una vendita di pappagallini, micetti e cagnolini il nostro ultimo elemento andrà, pensate bene,  a guidare una commissione parlamentare che si occupa di Politiche dell’Unione europea  e che potrebbe vigilare sulla gestione dei fondi che l’Europa ci farà pervenire. Le caratteristiche del nuovo elemento trentasettenne sono tutte relative alla sua giovialità e buon carattere.
Il mondo è pieno di personaggi che non hanno raggiunto nemmeno il diploma, ma erano tutti attori e cantanti in pectore che hanno poi sfondato nel loro campo di interesse e giammai nominati presidenti di importantissime commissioni parlamentari! Qualche nome?
Nicole Kidman ,Demi Moore, Al Pacino, Quentin Tarantino, Catherina Zeta-Jones, Jude Law ,Tom Hanks a Orlando Bloom ecc.ecc.
Mi viene in mente un quadretto del tipo “ Commissione di esami per un incarico di responsabile della gestione fidi di una banca di notevole importanza. Il presidente comincia ad interrogare i candidati.
- Lei è il sig. X Y? bene, quali sono i suoi titoli accademici?
- Signor presidente sono laureato alla Bocconi con il massimo dei voti e poi ho fatto un master presso l’università Harvard a Cambridge, nel Massachusetts.
- Quanti anni ha?
- Quarantadue signor Presidente.
- Bene, le faremo sapere. Buon giorno
- Lei è il signor XXYY?
- Si signor Presidente.
- Mi dica quali sono i suoi titoli accademici?
- Ho superato brillantemente gli esami di terza media, poi sono andato a lavorare giovanissimo come commesso in un negozio di cani, gatti e canarini e poi nel tempo libero ho suonato la chitarra componendo anche qualche canzone.
- Bravissimo, lei si è dimostrato volenteroso, pieno di iniziative e sono sicuro che come responsabile dell’area fidi della banca che mi ha affidato la presidenza di questa commissione, lei farà un figurone e se malauguratamente le cose non dovessero andare per il verso giusto lei potrebbe intrattenere la dirigenza tutta con canti suoni ed inni di gioia. Il posto è suo!
Ma papà, non mi avevi detto di studiare perchè solo così avrei avuto una vita tranquilla ed una professione invidiabile e ben remunerata?
Si figlio mio, mi sono sbagliato, volevo dire che per sfondare in questo mondo ed in Italia particolarmente devi vendere le bibite allo stadio, canarini e micetti nei negozi di animali e soprattutto fare l’onorevole in Italia nel movimento delle cinque stelle!
Cicerone diceva “ o tempora o mores “ “ che tempi e che costumi “ e non certamente “ o tempi delle more”!
Io la penso esattamente come Cicerone!

venerdì 7 agosto 2020

NOI TI BATTEZZIAMO.......
NO, NON VALE!  IO TI BATTEZZO!!!


Papa  Jorge Mario Bergoglio una ne fa e cento ne pensa! Forse a causa dei suoi segretari che vengono sostituiti continuamente, della qual cosa mi farebbe piacere sapere il perché! Ora papa Bergoglio  ha detto che la formula “ noi ti battezziamo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo non è valida. Vorrei tanto capire se questa invalidità si riferisce ai battezzandi oppure a quelli battezzati con la formula incriminata. Il Santo Padre è andato oltre! I battesimi impartiti con la formula incriminata non sono validi e  devono essere ripetuti. Ma vedete voi la fila di mamme e bimbi in fasce, mamma e papà che accompagnano al fonte battesimale giovanetti di 12, 20 anni? E il solatio SUD che è attento a queste celebrazioni con feste, danze, canti e bomboniere  dovrà ripetere la cerimonia? Io credo che anche Papa Bergoglio non abbia considerato le conseguenze delle sue disposizioni! Ricordo che chi sia in pericolo di vita e non sia stato ancora battezzato, in assenza del sacerdote, possa ricevere il battesimo addirittura dal padre o dalla madre che, usando solo acqua del rubinetto, dica le parole “Io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.” L’infermo se passa a miglior vita viene spedito direttamente in Paradiso senza alcuna verifica dello stato di grazia di chi impartisce il sacramento! E allora Papa Bergoglio è passato direttamente dall’ufficio complicazioni affari semplici complicando la sua vita e quella dei battezzati con la formula incriminata che forse non avranno più intenzione di riaffacciarsi al fonte battesimale.


giovedì 6 agosto 2020


ORECCHIETTE CON CATALOGNA DOLCE



INGREDIENTI: ORECCHIETTE DI PASTA FRESCA: 250 GR. – CATALOGNA DOLCE: UN CHILO – POMODORINI PACHINO: UNA DECINA – AGLIO: DUE SPICCHI – ALICI DISSALATE: TRE FILETTI -  OLIO EVO: SEI CUCCHIAI – PEPERONCINO PICCANTE SECONDO I GUSTI

TEMPO 40 MIN. – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER TRE PERSONE.

Nei miei ottantaquattro anni di vita non ho mai sentito una ricetta del genere. Si parla sempre di orecchiette con le cime di rapa o con i broccoli, ma mai con catalogna dolce! Bene, vuol dire che sono un antesignano!! Ricetta facilissima e veloce!
Pulire e lavare per bene la catalogna dolce utilizzando solo le foglie alte evitando la parte vicinissima alla base. Le catalogne dolci sono molto più piccole di quelle comunemente chiamate cicorie catalogne e che sono molto più tenaci.
Cuocere le catalogne e scolarle mettendole da parte.
In una padella anti aderente versare l’olio, l’aglio, i peperoncini e lasciarli soffriggere per tre minuti fin quando l’aglio sarà imbiondito. Eliminare aglio e peperoncini e nell’olio mettere i filetti di alici e immediatamente dopo i pomodorini tagliati in quattro. Cuocere per una decina di minuti rimestando spesso fin quando non saranno bene amalgamati. Versare a questo punto la catalogna tagliata in piccoli pezzi e continuare la cottura  per un altra decina di minuti. Regolare di sale facendo attenzione alle alici salate.
In un pentolino con l’acqua salata normalmente ed in ebollizione versare le orecchiette. Se non si possono farle personalmente comprare quelle di pasta fresca al supermercato tra le più costose evitando nel modo più assoluto ricorrere a quelle secche. A otto decimi di cottura scolare le orecchiette e versarle ne padellino della catalogna cuocendole a fuoco vivacissimo fin quando la preparazione non si  sarà leggermente asciugata.