OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

QUANTO E' BELLA GIOVINEZZA
CHE SI FUGGE, TUTTAVIA
CHI VUOL ESSER LIETO SIA
DI DOMAN NON V'è CERTEZZA

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il mio diario ( PENSIERI IN LIBERTA' )

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lunedì 10 dicembre 2018


FILETTO DI MAIALE AI FUNGHI






INGREDIENTI: FILETTO DI MAIALE: 700 GR. – FUNGHI CHAMPIGNON: 500 GR. – PREZZEMOLO: UN PAIO DI CUCCHIAI RICOLMI – LIQUORE MIRTO: MEZZA TAZZINA DA CAFFE’ – VINO BIANCO SECCO: MEZZO BICCHIERE DA VINO – BURRO: 50 GR. – AGLIO: UNO SPICCHIO – SALE: QB - MIELE MILLEFIORI: DUE CUCCHIAI

TEMPO: 90 MINUTI -  DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER 5 - 6 PERSONE

Affettare i funghi champignon. In una padella anti aderente mettere lo spicchio di aglio diviso a metà ed il burro. A fuoco moderatissimo lasciar sciogliere il burro e versare i funghi champignon cuocendoli a fuoco moderato per una ventina di minuti. Salarli ed a fine cottura aggiungere il prezzemolo tritato. Nel frattempo porre il filetto su un tagliere ed aprirlo a libro ovviamente per il lungo. Una volta aperto, partendo dall’interno verso l’esterno fare la stessa operazione in modo da avere  il filetto come un foglio. Appoggiare la carne su una pellicola o carta da forno. Coprirla con la pellicola e col batticarne stenderla per benino delicatamente. I funghi già tolti dal fuoco devono essere raffreddati. Salare la carne ed aggiungere il restante prezzemolo. Aggiungere a questo punto metà funghi ed aiutandosi con la pellicola sottostante avvolgere la carne su se stessa. Legarla per bene. Consiglio di fare singoli nodi. Nella stessa padella in cui erano stati trifolati i funghi aggiungere l’olio evo e subito dopo l’involtino di carne. Rigirarla spesso per favorire la chiusura dei pori. Bagnarla dapprima con il mirto e dopo un paio di minuti sfumare con il vino bianco.Versarvi sopra il miele e nel forno già caldo a 180 gradi infornare per una ventina di minuti il filetto utilizzando anche il sughetto ed un po’ di vino bianco. Nel corso della cottura in forno se il filetto si asciuga aggiungere un po’ di vino bianco. Togliere dal forno e dopo 30 minuti di riposo affettarlo ed unirlo ai restanti funghi che raccoglieranno anche il sughetto dell’arrosto.

sabato 17 novembre 2018

EUTANASIA

Un tema ricorrente è quello della eutanasia, parola che deriva dal greco e formata da thánatos ‘morte’, col pref. eu- buona, quindi morte buona che per similitudine diventa “ dolce morte “.
Forse mi attirerò molti nemici tra coloro che affermano che nessuno di noi è proprietario della propria vita e che ogni vita è degna di essere vissuta. Proprio nell’” esser degna “ che casca l’asino! Coloro che legittimamente sono contro l’eutanasia dovrebbero immaginare l’ammalato in fase più o meno terminale in preda a sofferenze difficilmente governabili, con gli occhi sbarrati rivolti al soffitto, con la bocca aperta in una smorfia satanica, che vorrebbe dire qualcosa, nel caso fosse vigile, non potendolo fare, vorrebbe stringere la mano amica mentre la sua non risponde al minimo comando; l’alimentazione fornita da un sondino naso-gastrico ed i suoi polmoni funzionanti grazie ad una ventilazione indotta. Immaginiamo  che tutto questo orrore si protragga per giorni e mesi! Come poi non considerare il dolore dei famigliari impotenti difronte a tale strazio? Non sarebbe allora meglio attivare una prolungata e profonda sedazione fino alla fine di questa martoriata vicenda umana ?
Vi è poi un aspetto di ordine religioso da considerare. La vita non appartiene all’uomo, essa appartiene a Dio che l’ha dà e la toglie quando vuole! Opinione del tutto legittima e per molti versi condivisa per il credente che fino all’ultimo spera nella clemenza divina. Chi non è religioso cosa fa? Egli non aspetta nient’ altro che la morte liberatrice dalle sue inaudite sofferenze.
Altro aspetto è quello legale e qui sta al legislatore leggersi  bene la grammatica e la sintassi per scrivere una legge chiara che non consenta diverse interpretazioni.
1)  L’eutanasia si richiede allorquando il quadro clinico non solo è decisamente compromesso ma che è causa di indicibili sofferenze che non possono essere ridotte o eliminate. Tale condizione deve essere accertata da un consulto di tre medici, uno dei quali psicologo che verifichi la volontà del malato di porre fine alle sue sofferenze.
2)  L’eutanasia non si applica ai minori ed agli anziani che non si trovino nelle condizione di cui sopra.
3)  L’eutanasia viene eseguita senza provocare altre sofferenze sia pure limitate per il tempo utile per effettuarla.
4)  Coloro che contravvengono a queste disposizioni avranno una condanna a 30 anni di reclusione senza patteggiamento o rito abbreviato.
Sono consapevole che non sempre la dolce morte produce effetti ottimali, ma mi piace immaginare il malato disteso sul letto mentre stringe la mano amica, la sua fronte non è madida di sudore, il suo respiro lieve, i suoi occhi chiusi con il suo ultimo sorriso che nasce e muore sulle sue labbra!
Perché rinunciare a tutto questo solo per affermare la contrarietà all’eutanasia che pretestuosamente si teme venga imposta a minori e vecchi gravemente disabili se mai per alleggerire i costi di una inutile sanità?

domenica 11 novembre 2018


ARRIVANO I SOLDI !!


La Corte di Lussemburgo pretende che il governo debba riscuotere l’ICI relativa al periodo 2006-2011 anche per gli enti non commerciali in capo alla Chiesa.
Organi di stampa hanno scritto che la Chiesa possiede circa 130.000 immobili suscitando lo stupore dei ben pensanti che dimenticano che una volta, poco più di 150 anni fa, la Chiesa deteneva il potere temporale, era uno Stato sovrano,(invaso per altro senza una preventiva dichiarazione di guerra) , possessore di un considerevole patrimonio immobiliare.
Invadere gli Stati sovrani senza una dichiarazione di guerra era un vizio di famiglia piemontese!! Leggi annessione del Regno delle Due Sicilie!!
Per contro sappiamo noi quanti immobili attualmente possiede lo Stato Italiano? Stendiamo poi un velo pietoso sulle ingenti spese che lo stesso sopporta e la scarsissima, ed in alcuni casi nulla, messa a frutto di tale patrimonio. Capisco e mi sembra giustissimo che la Chiesa paghi regolarmente l’ICI sugli immobili non destinati al culto o alle opere caritatevoli, ma tassare le chiese e gli oratori mi sembra una vera esagerazione. Si dice sempre….” Ce lo chiede l’Europa “ ed a volte questo è un vero scudo per auto assolversi! Non è mai colpa nostra, ma di altri !!

Del resto anche nella cattolica Spagna è successo di peggio, infatti La sindaca di Barcellona Ada Colau ha chiesto, ottenendola, la somma di 36 milioni di euro all’ente responsabile della costruzione della celeberrima Sagrada Familia perché costruita senza permessi edilizi ben 136 anni or sono. Se fossi stato io il responsabile della costruzione di tale imponente e celeberrima opera avrei detto: non vi pago, mandate pure le ruspe !!!
Sono sicuro che tra un po’, dopo aver fatto le opportune verifiche catastali ,qualcuno chiederà agli eredi un po’ di milioncini per aver costruito senza le necessarie licenze edilizie il  Colosseo e l’Arena di Verona. Non si sa mai che si possa diminuire in tal guisa il nostro asfissiante debito pubblico!

giovedì 8 novembre 2018


RISOTTO CON TOPINAMBUR E 

FUNGHI CHAMPIGNON


INGREDIENTI: TOPINAMBUR: 250 GR. – FUNGHI CHAMPIGNON:250 GR. – OLIO EVO: SEI CUCCHIAI – PREZZEMOLO: DUE CUCCHIAI – RISO CARNAROLI: TRE TAZZINE DA CAFFE’ -  SALE E PEPE: QB. -  BRODO VEGETALE: 1 LT. – VINO BIANCO SECCO: MEZZO BICCHIERE.

TEMPO:45 MIN. – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER 3 – 4 PERSONE

Pulire per bene i topinambur e pelarli. Ridurli in piccoli cubetti. In una casseruola anti aderente versare l’olio ed i topinambur cuocendoli per dieci minuti rimestando spesso ed altri cinque minuti con coperchio. Nel frattempo pulire i funghi champignon pelando le cappelle ed affettarli grossolanamente aggiungendoli ai topinambur. Continuare la cottura a fuoco moderato e sfumare col vino bianco. Regolare di sale e pepe. Aggiungere ora il riso e procedere alla cottura come sempre aggiungendo di tanto in tanto un mestolino di brodo caldissimo evitando di cuocere il riso…” in brodo “.
A cottura ultimata aggiungere il prezzemolo tritato fresco e servire dopo un solo minuto di riposo.

mercoledì 31 ottobre 2018

MINESTRA DI CAVOLFIORE E TRIPPA

 “ DANIELE “





INGREDIENTI: TRIPPA:650 GR. – CAVOLFIORE: 1 KGR. – SEDANO, CAROTA E CIPOLLA: 250 GR. CAD. – PASTA TIPO CAVATELLI SECCHI:150 GR. – OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO – PREZZEMOLO: UN CUCCHIAIO TRITATO AL MOMENTO – FORMAGGIO GRANA O PARMIGIANO: 100 GR. – POLPA DI POMODORO: UNA SCATOLA DA 400 GR. – SALE E PEPE: QB. -  BASILICO: UN CIUFFETTO

TEMPO: 90 MINUTI  -  DIFFICOLTA’ – FACILE – DOSI PER 6/7 PERSONE

Con metà degli odori fare un brodo vegetale ed appena giunge a bollore versarvi la trippa ridotta a listarelle evitando la qualità “ foiolo”. Cuocere per circa mezz’ora per togliere odori particolari.
In una padella anti aderente versare le cimette di cavolfiore e soffriggere nell’olio evo per venti minuti a fuoco moderato e rimestando spesso. Fare un tritato con gli odori residui e tenerlo da parte. Aggiungere sale e pepe. Quando le cimette saranno soffritte aggiungere tre bicchieri di acqua calda e continuare la cottura. Prima che l’acqua asciughi aggiungere metà trito di odori, rimestare e continuare la cottura sempre a fuoco moderato. Dopo una decina di minuti aggiungere la polpa di pomodoro. Nel frattempo in una padella anti aderente si saranno versati un filo di olio e gli odori soffriggendoli per cinque o sei minuti dopo di che si sarà aggiunta la trippa scolata dal brodo vegetale.






Ritornando alla padella con il cavolo verificare che non si sia asciugato troppo il prodotto, se mai aggiungere un bicchiere di acqua calda e successivamente la trippa. Altra operazione è quella di procurarsi dei cavatelli cotti in acqua normalmente salata per aggiungerli alla minestra in cottura. 


CAVATELLI

Aggiungere un ciuffo di basilico. Regolare di sale e pepe. Togliere dal fuoco e versarvi il parmigiano grattugiato.





Sarebbe stato opportuno aggiungere all’inizio del peperoncino piccante, ma non tutti i commensali l’avrebbero gradito cosicché un filo di olio….santo potrà essere versato direttamente nei piatti in tavola.

lunedì 29 ottobre 2018

COMBATTENTI, REDUCI........ED IMBECILLI

Da che mondo è mondo vi sono sempre  “ combattenti e reduci “ che si riuniscono per ricordare gli anniversari delle vittorie e delle sconfitte ritenute ingiuste e consumate con atrocità commesse  sia da vincitori che le dimenticano sia da vinti che le ricorderanno per sempre. Recentemente la RAI ha trasmesso un documentario molto bello ed interessante su Vienna e gli Asburgo ed ho visto gli onori riservati all’ultima imperatrice Zita  di Borbone-Parma con grande partecipazione di “ combattenti e reduci “.Non parliamo poi della triste fine di Francesco II delle Due Sicilie e ancora di più quella della regina Maria Sofia di Wittelsbach, sua consorte che tra l’altro era sorella della più nota Sissy moglie di Francesco Giuseppe imperatore di Austria ed Ungheria ecc. ecc.. Non parliamo poi dei " combattenti e reduci" che si riuniscono, ancora oggi, per ricordare il generalissimo Josif Stalin che certo non era iscritto all'Azione Cattolica. Nel bene e nel male questi personaggi hanno lasciato dietro di loro una scia di meriti e demeriti dando origine a manifestazioni di rimpianto sempre più diluite nel tempo, ma pur sempre presenti come fiammelle votive a ricordo.
Detto questo non voglio in nessun caso togliere la patina sentimentale alle riunioni commemorative, ma ieri, 28 ottobre 2018, novantesimo anniversario della marcia su Roma a Predappio è andata in scena l’idiozia, l’imbecillità la turpe negazione dell’olocausto consumato ad Auschwitz, negazione che a mio avviso è ancor più grave rispetto alle atrocità inaudite a suo tempo commesse. Una persona, forse è meglio definire solo “ un essere vivente “ indossava una maglietta nera con l’immagine bianca dell’entrata al campo di sterminio di Auschwitz con la dicitura: “Auschwitzland”. 




L’inferno di Auschwitz è diventato per questa ameba un parco dei divertimenti! Mi piacerebbe che un magistrato la incriminasse per concorso  morale in strage. Auguro a questa bipede vivente di udire senza fine e sempre più alte le grida ed i pianti di uomini donne e bambini torturati da altri esseri spregevoli, fino a farla impazzire. E poi finalmente potrò ridere anche io!

domenica 28 ottobre 2018

LONZA RIPIENA AL FORNO

INGREDIENTI: LONZA DI MAIALE: 1 KGR. - SPINACI IN FOGLIA SURGELATI: 300 GR - MORTADELLA: 3 FETTE - FRITTATA: 100 GR. - SALSICCIA: DUE CAPI - FORMAGGIO GRANA: 70 GR. - PISTACCHIO IN POLVERE: UN CUCCHIAINO -  SALE E PEPE: QB. - OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO - VINO ROSATO: MEZZO BICCHIERE ABBONDANTE - ROSMARINO : UN RAMETTO.


TEMPO: 30 MINUTI PER LA PREPARAZIONE E DUE ORE PER LA COTTURA - DIFFICOLTA': MEDIA -   DOSI PER 7 PERSONE

Porre la lonza su di un tagliere ed eliminare le parti grasse evidenti dopo di che aprirla delicatamente formando una specie di panno sul quale deporre il sale, il pepe e la polvere di pistacchio.



Sulla lonza così stesa deporre le fette di mortadella, la frittata e gli spinaci precedentemente scottati.



Aggiungere il formaggio grattugiato ed i due capi di salsiccia deponendoli all'inizio della lonza.



Arrotolare la lonza evitando che il ripieno fuoriesca e legarla per bene come si vede nella foto.



A questo punto porre al fuoco una padella anti aderente senza aggiungere altro in modo che i pori della lonza si sigillino. Dopo una decina di minuti di cottura a fuoco vivace sfumare con metà vino.

In una pirofila da forno versare l'olio ed il vino residui, il rosmarino e cuocere per venti minuti a 220 gradi rivoltando la lonza dopo dieci minuti.Abbassare i gradi del forno a 120 e cuocere per 90 minuti.

A fine cottura avvolgere la lonza in carta stagnola e lasciarla riposare poco più di mezz'ora per ottenere la distribuzione dei liquidi e renderla così morbida.


Risultato finale chiuso.
Risultato finale aperto.



venerdì 26 ottobre 2018


PASTA CON I CAVOLFIORI N……


INGREDIENTI: CAVOLFIORE: 750 GR. – OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO – PASTA TIPO CAPUNTI ( VEDI FOTO )250 GR. – POLPA DI POMODORO: UNA SCATOLA DA 400 GR. – PEPERONCINO PICCANTE: AD LIBITUM – AGLIO UNO SPICCHIO SIGNIFICATIVO – FORMAGGIO GRANA O PARMIGIANO: 100 GR. – BASILICO: UN CIUFFO – SALE E PEPE: QB.

TEMPO 50 MINUTI – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER 5 PERSONE




CAPUNTI



Nettare per bene il cavolo riducendolo in cimette. In un tegame anti aderente versare l’olio e l’aglio sminuzzato. Al profumo aggiungere le cimette di cavolfiore e cuocere a fuoco moderato. Dopo una decina di minuti coprire e continuare la cottura. Quando le cimette saranno disfatte ( non sfatte ) versare un paio di bicchieri di acqua calda, salare e pepare. Ancora dopo una decina di minuti aggiungere la polpa di pomodoro, una paio di bicchieri di acqua calda, il basilico spezzato con le mani ed il peperoncino tagliato in due o tre parti. Continuare la cottura per dieci minuti ancora. Nel frattempo si sarà portata l’acqua in ebollizione normalmente salata in cui mettere la pasta portandola a metà cottura. Nel tegame del cavolfiore aggiungere ancora un p0’ò di acqua calda se necessario e versarvi la pasta continuando la cottura fin quando non sarà cotta. Togliere dal fuoco, lasciar intiepidire il prodotto ed aggiungere il formaggio grana rimestando pere bene.



BALCONI E CAVALLI



Spunta il sole, canta il gallo, Mussolini è già a cavallo!!!


Così si diceva una volta. Culto della personalità !

Oggi? Beh cambia poco. Mai mi sarei aspettato dapprima una vittoria schiacciante della Lega di Salvini in territori “ sacri alla Patria “ e men che meno una foto a cavallo del più combattivo dei Vice Ministri del governo in carica. 

Discorsi al balcone, foto a cavallo ricordano anche se meno “ sfavillanti” momenti storici di grande eccitazione e tanta voglia di cambiamento. Non tutti sono consapevoli che i “ nuovi arrivati “ di ieri e di oggi, siano saliti in sella grazie alle incapacità dei disarcionati. Il futuro di una volta  è stato già giudicato dalla storia e quello attuale lo sarà a sua volta quando si…sparecchierà!
Siamo in Europa madre e matrigna ed i suoi figli non tutti sono a lei grati per i risultati evidenti; si  pensi al Regno Unito che si defila addirittura dall’ Unione Europea, pensiamo allo scontento generalizzato in tutti gli Stati, perfino nella testa di serie Germania che per motivazioni diverse pensano, come minimo, che le regole ed i progetti debbano cambiare altrimenti……. E qui che casca l’asino ! Tornare indietro è difficile dal momento che i “ saggi “ non hanno illustrato adeguatamente e verosimilmente tutte le conseguenze, mentre andare avanti in queste condizioni comporterà il rafforzamento politico nazionale ed internazionale dei sovranisti che altro non chiedono che di tornare ad essere padroni in casa propria concedendo agli organi sovra nazionali il minimo possibile giusto per dire che si vive in una grande, incredibile famiglia.
Una famiglia sotto una bella bandiera con le stelle sfolgoranti che sembrano andare ognuna verso una direzione diversa, così come gli Stati: “ ognun per se e Dio per tutti “!!!



venerdì 19 ottobre 2018


SI STAVA MEGLIO……..


Luogo comune ? sì, ma forse rispecchia la nostra situazione attuale. Si stava meglio quando si stava peggio? Forse è più appropriato dire semplicemente si stava meglio tornando indietro fino ad Adamo ed Eva nell’Eden. Però sin da allora il domani non fu così promettente !. Per una mela ( altro che una mela al giorno leva il medico di torno!!), una semplice mela – non so se Melinda, Fuji o Golden Delicius – la punizione fu sproporzionata. Lavoro con sudore per l’uomo e parto con dolore per la donna ! Mi domando cosa sarebbe successo se Adamo ed Eva avessero mangiato un cestino del frutto prelibato. Absit iniuria verbis!
E torniamo a noi. Il governo grigio verde, scusatemi volevo dire giallo verde comincia a deludermi un pò. Mi sembrano tutti dilettanti allo sbaraglio, topolini che fanno la voce grossa al gatto che già affila le unghie. Dopo qualche mese di interregno i due vice primo ministro non se le mandano a dire, sembra che recitino il rosario. Il primo recita la prima parte dell’Ave Maria e l’altro risponde con la seconda parte. A volte mi chiedo se sono veramente alleati. Tutti e due mostrano la.....tartaruga lessicale..... alla matrigna Europa che traballa da tutte le parti. L’Inghilterra se ne è andata e vedremo poi tra un paio di anni se ha fatto un affare….isolandoci ( come dicono loro: nebbia sulla Manica, isolata l’Europa ), il nostro Primo Ministro tentenna non sapendo scegliere se fare la voce grossa verso i suoi due vice oppure pensare di ritornare a fare il professore universitario e l’avvocato  credo civilista ! Il nostro vero nemico è l’immenso debito pubblico che i nostri recenti avi ci hanno lasciato. Enti sovranazionali, mercati ed agenzie di rating ci vogliono mettere nell’angolo e chi con una scusa chi con un’altra vogliono indirizzare o meglio imporre le scelte economiche e politiche. Professori che bacchettano! Siamo schiavi in casa nostra checché se ne dica. Vasi di coccio tra quelli di ferro! Facciamo una previsione: Salvini – forte del suo favorevole trend nei sondaggi – litiga con Di Maio – penalizzato dai sondaggi e dal nervosismo della sua gente – Conte che ne avrà piene le scatole, lo spread che toccherà 500 punti, elezioni anticipate e grande e continua incertezza. Spread che ridiscende facendoci capire cosa e quando dobbiamo fare. I democratici di sinistra che non riescono a liberarsi del Granduca di Toscana che scimmiotta Tony Blair, i reduci di Forza Italia che non riescono a liberarsi di Berlusconi, gli altri che vanno in ordine sparso senza sapere dove andare, tutti ci porteranno a sbattere.
Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello!

Ah, Italia asservita agli interessi di signori arbitrari, luogo di sofferenza, priva di un governo autorevole e in balia degli eventi, non più padrona di ampi territori, ma postribolo!
Siamo nel 1200 oppure nei giorni nostri?
Speriamo nel nostro atavico stellone, ma la vedo assai brutta !

giovedì 18 ottobre 2018


Nel 1800, anno più anno meno, il poeta ravennate Olindo Guerrini (14 ottobre 1845, Forlì -  21 ottobre 1916, Bologna) scrisse un libro intitolato “ L'arte di utilizzare gli avanzi della mensa" Partendo dalla necessità di non sprecare nulla illustrando tantissime ricette allo scopo di dare al cibo avanzato una seconda chance. Oggi non mi sarei mai aspettato di dare ad un cibo avanzato in casa mia non una seconda, bensì una terza chance.
Avevo cotto delle puntine di maiale con patate e funghi cardarelli, famosi nella mia terra natia. Il giorno successivo avevo avanzate delle puntine con ancora buona parte della carne disponibile e con questa tritata finemente, unita alla trita di vitellone, pane ammollato in acqua, uovo, prezzemolo e parmigiano ho fatto delle polpette molto gustose. Ancora il giorno seguente ho voluto…risvegliare le polpette immergendole in una zuppa di fagioli cannellini con una spolverata di prezzemolo tritato fresco. Una delizia ! Ma le polpette non volevano proprio morire e mi guardavano supplici chiedendo una nuova vita. E perchè no? Allora ho dato vita alla seguente ricetta:


POLPETTE RIGENERATE PER LA TERZA 

VOLTA !

INGREDIENTI: FUNGHI ORECCHIETTE: 450 GR. – CIPOLLA BIANCA: UNA MEDIO-PICCOLA – CONCENTRATO DI POMODORO: UN CUCCHIAIO – OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO – SALE E PEPE:QB. –PREZZEMOLO: UN CUCCHIAIO - PATATA:UNA GRANDE - POLPETTE DI CUI SOPRA: QUELLE CHE HANNO RESISTITO AGLI EVENTI !

TEMPO 40 MINUTI  -  DIFFICOLTA’: FACILE  - DOSI PER 4 o 5 PERSONE

In una padella anti aderente versare l’olio e subito dopo i funghi tagliati grossolanamente. Rimestare. Cuocere a fuoco moderato. Dopo una decina di minuti aggiungere la cipolla bianca affettata finemente. Procedere nella cottura a fuoco moderato per una decina di minuti ancora. Regolare di sale e pepe. Nel caso aggiungere di tanto in tanto una tazzina da caffè di acqua calda. Quando il tutto sarà bene amalgamato e abbastanza brodoso aggiungere il concentrato di pomodoro, un pò di acqua calda per stemperarlo e la patata ridotta in cubetti. Continuare la cottura per una decina di minuti ed infine aggiungere le polpette prelevate dalla loro custodia con chicchi di fagioli ancora ben presenti. Cuocere sempre a fuoco moderato per 15 minuti rimestando delicatamente e spesso. Aggiungere un po’ di acqua calda in modo da avere un sughetto piuttosto liquido, ma non molto. Su tutto una spolverata di prezzemolo tritato finemente.

NB. Dopo aver gustato qualche polpetta ho visto che molte di loro si nascondevano alla vista per non essere riciclate per la quarta volta. La maggior parte di loro si sono poi lanciate tra le braccia di mia figlia che mi è venuta a trovare scegliendo ….l’esilio al disonore !!!

lunedì 15 ottobre 2018


PASTA E CAVOLFIORE GRATINATA


INGREDIENTI: CAVOLFIORE: 750 GR. – PASTA MISTA CORTA: 200 GR. – FORMAGGIO FONTAL: 150 GR. – PREZZEMOLO: UN CUCCHIAIO COLMO – OLIO EVO: ¼ DI BICCHIERE DA VINO – FORMAGGIO PECORINO: 125 GR. PANGRATTATO: QB.- AGLIO: TRE SPICCHI – SALE E PEPE: QB.

TEMPO:  60 MIN   DIFFICOLTA': FACILE   -  DOSI PER  PERSONE 4 PERSONE


Ricavare piccole cimette dal cavolfiore. In una padella anti aderente versare l’olio evo, gli spicchi di aglio e  soffriggere per brevissimo tempo.
Appena si avverte il profumo dell’aglio versare il cavolfiore e soffriggerlo fino a quando assumerà un lievissimo color giallognolo. Nel frattempo cuocere la pasta scolandola al dente. Quando il cavolfiore sarà quasi pronto aggiungere tre o quattro bicchieri di acqua calda e lasciar cuocere per una decina di minuti. Eliminare l’aglio. Regolare di sale e pepe.  A questo punto unire la pasta e rimestare per bene. Se il prodotto dovesse asciugarsi troppo aggiungere un po’ di acqua sempre calda. Quando tutto sarà bene amalgamato togliere dal fuoco, aggiungere il prezzemolo tritato fresco ed una prima decisa spolverata di pecorino.
In una pirofila da forno versare un filo di olio e una buona parte della pasta con cavolfiore, aggiungendo poi  un bel po’ di pecorino ed il formaggio fontal ridotto in fette non molto sottili. Aggiungere la restante pasta e su tutto il pecorino residuo ed una spolverata di pangrattato. Un filo di olio completerà la preparazione. Infornare a 200 gradi in forno possibilmente ventilato fin quando non si sarà formata in superficie una deliziosa crosticina. Oltre alla bontà di questa ricetta vi è anche la non trascurabile assenza del tipico….odore di cavolfiore in cottura.


lunedì 8 ottobre 2018


SPAGHETTTI ALLA PUTTANESCA !!!









INGREDIENTI: SPAGHETTI N.5: 200 GRAMMI – AGLIO CINQUE SPICCHI – ALICI SOTT’OLIO: OTTO META’ – CAPPERI DISSALATI: UN CUCCHIAIO COLMO – OLIO EVO PICCANTE: SEI CUCCHIAI -  OLIO EVO NORMALE: UN FILO – POMODORI PERINI FRESCHI: 250 GR. – PREZZEMOLO: UN CUCCHIAIO. - OLIVE NERE: UNA DECINA SE SI PREFERISCONO.

TEMPO: 30 MINUTI -  DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI: PER 2 o 3 PERSONE

E’ una ricetta classica che inserisco tra le mie grazie ad una modifica apportata. Spellare gli agli, dividerli a metà per il senso della lunghezza e togliere la parte centrale. In una padella anti aderente versare l’olio piccante ( in un litro o poco meno di olio evo mettere cinque o sei peperoncini rossi  piccanti in pezzi e dopo una settimana l’olio è pronto ), i capperi e le alici. Soffriggere delicatamente. Dopo una decina di minuti aggiungere i pomodori spellati ( o con la buccia se lo si preferisce ) e ridotti in piccoli pezzi e cuocere a fuoco moderato per una ventina di minuti giusto il tempo perché la pasta cuocia.
Togliere la pasta al dente e versarla nella padella. Versare un filo di olio evo normale e dare un breve rimestata. Aggiungere il prezzemolo tritato fresco direttamente sui piatti da portare a tavola!
Volendo si possono aggiungere olive nere denocciolate lasciandole insaporire prima dei pomodori. 

domenica 7 ottobre 2018


LESSO DI VITELLONE AI FUNGHI


INGREDIENTI: CARNE LESSA: 400 GR. – FUNGHI CHAMPIGNON: 250 GR. – CIPOLLA DORATA: 250 GR. -  CONCENTRATO DI POMODORO: UN CUCCHIAIO – OLIO EVO: SEI CUCCHIAI – BURRO: 50 GR . - MANDORLE SGUSCIATE: 20 – SALE E PEPE: QB – PREZZEMOLO: UN CUCCHIAIO

TEMPO: 60 MINUTI   -  DIFFICOLTA’ : FACILE – DOSI PER 5 PERSONE

Il solito problema con la carne residua di un buon brodo che non sempre risulta tenera. In una padella anti aderente versare l’olio e la cipolla finemente affettata servendosi della mandolina. Cuocere a fuoco moderato fin quando la cipolla comincerà ad appassire. Unire il burro e dopo pochissimi minuti i funghi champignon che saranno stati privati dell’eventuale terriccio e della pellicina della cappella e che saranno affettati grossolanamente. Continuare ancora la cottura a fuoco moderato. Dopo una decina di minuti aggiungere il concentrato di pomodoro con un po’ di acqua e le mandorle. Quando tutto sarà bene amalgamato aggiungere la carne lessa ridotta in piccoli cubetti. Regolare di sale e pepe. Continuare la cottura per 30 minuti rimestando spesso. Appena spento il fuoco aggiungere il prezzemolo. La carne risulterà tenera e molto gustosa.





PARMIGIANA DI MELANZANE 

CON…..QUEL CHE C’E’

INGREDIENTI: MELANZANE: 1 KGR. – SALSA DI POMODORO FRESCO E BASILICO: 1 KGR. – MOZZARELLA: 350 GR. – PARMIGIANO: 200 GR. – FRITTATA CON ZUCCHINE: 300 GR. – SALE E PEPE: QB. - OLIO EVO:QB.

TEMPO: 90 MIN. – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER 6 PERSONE

Il titolo della ricetta la dice tutta! Avevo in casa della frittata con zucchine che era lì che mi aspettava e l’ho utilizzata con grande soddisfazione. Questa parmigiana è stata fatta con le melanzane cotte al forno prima di essere utilizzate per la preparazione della parmigiana. Cominciamo dal principio ! Affettare le melanzane per il lungo ricavando fette alte un paio di millimetri, cospargerle con pochissimo olio quasi a spennellarle, metterle su una teglia da forno e sulla carta da forno. Infornarle a 180 gradi per 20 o 30 minuti a seconda della potenza del forno. Non devono abbrustolire, devono soltanto cedere. La preparazione richiede 90 minuti partendo però dalla disponibilità della salsa di pomodoro. In una pirofila da forno versare un po’ di salsa spargendola su tutto il fondo e cominciare a fare uno strato di melanzane coprendole leggermente con salsa e con le fette di mozzarella ed infine  con un’apprezzabile quantità di parmigiano. Un altro strato di melanzane, la frittata, altra mozzarella, parmigiano e via discorrendo fin quando non si saranno esauriti gli ingredienti. Su tutta la parmigiana versare abbondante salsa di pomodoro e su tutto altro parmigiano. Infornare a 200 gradi a forno ventilato per una trentina di minuti fin quando in superficie non si sarà formata un’appetitosa crosticina. Questa è la mia preparazione odierna, ma credo che sia meglio usare la scamorza e non la mozzarella per via del latticello che la mozzarella rilascerà durante la cottura. Una siffatta parmigiana risulterà per nulla oleosa e molto, ma moto delicata. Se non si dispone della frittata con le zucchine si può optare con una semplice frittata. Scoprendo le melanzane al forno e non fritte ritengo che questa sarà la ricetta che utilizzerò per il tratto a venire. Buon appetito!

lunedì 1 ottobre 2018


RISOTTO CON ZUCCA E ZUCCHINI

INGREDIENTI: ZUCCA: 500 GR. – ZUCCHINA: 500 GR. – PANCETTA DOLCE: 150 GR. – OLIO EVO: SEI CUCCHIAI – CIPOLLA: 150 GR. – ROSMARINO: 3 GOCCE DI OLIO ESSENZIALE – BRODO VEGETALE: 1 LT. – SALE PEPE: QB. –  BURRO: 50 GR. – FORMAGGIO PARMIGIANO O GRANA: 100 GR. - RISO CARNAROLI: TRE TAZZE DA CAFFE’ –( Una per ogni commensale )

TEMPO: 60 MIMUTI -  DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER TRE - QUATTRO PERSONE






Ridurre in piccoli dadi 150 grammi di zucca. In una padella anti aderente mettere la pancetta a lasciarla sfrigolare senza aggiunta di altri grassi. Appena rosolata la pancetta aggiungere i cubetti di zucca e lasciar cuocere a fuoco moderato, aggiungendo pochissimo brodo per facilitare la cottura. Dopo una decina di minuti e quando la zucca risulta ben cotta togliere pancetta e zucca e deporli in un piatto a disposizione.
Nel fondo rimasto in padella versare se occorre un pò di olio, dopo di che  la cipolla tritata finemente e dopo cinque minuti l’altra zucca ridotta in lamelle sottili. Aggiungere un po’ di brodo per facilitare la cottura e dopo una decina di minuti la zucchina ridotta in piccoli cubetti. Cuocere a fuoco moderato. Quando tutto sarà amalgamato aggiungere il riso e cuocere normalmente aggiungendo di tanto in tanto un mestolo di brodo. Aggiungere due o tre gocce di olio essenziale di rosmarino. A cottura ultimata mantecare con burro e formaggio grattugiato. Unire ora la zucca e la pancetta tenute da parte all’inizio e servire.


IL FASCINO DEI BALCONI


Il balcone! Ricordo che ero appena un giovincello e simpatizzante del Movimento Sociale Italiano forse perché era l’unico partito che allora, a torto o a ragione parlava di bandiera, di Patria e di onore. Quando veniva a Foggia Almirante radunava una folla immensa ed il palco  dell’oratore era enorme con una gigantesca fiamma tricolore. Un giorno il segretario della sezione MSI di Foggia mi chiese di tenere un comizio a Lesina, ridente località garganica. Io ho sempre accettato ogni sfida, non mi sono mai tirato indietro ed accettai. Partimmo in cinque o sei con una macchina sgangherata alla volta di Lesina. Non vidi alcun palco e chiesi al mio capo dove e quando dovessi parlare. La risposta fu: affacciato a quel balcone ! Vi era un microfono anni 40 in bella mostra. Ci avvicinammo al segretario MSI di Lesina per sentirci dire: “ dove sta l’oratore”? Mi indicarono! L’interlocutore mi guardò dall’alto in basso come dire: “ tutto qua “! Ebbene sì! Chiesi all’incredulo quali argomenti avrebbe voluto che trattassi. La risposta fu disarmante: nessun argomento nazionale che a lui ed ai suoi concittadini non interessava affatto; nessun argomento locale perché il solo argomento sempre trattato era l’acquisto di una draga per dragare appunto il fondo del lago e quando qualcuno cominciava a parlarne  si scatenava una lunga risata. Bene allora pensai di scappare e tornarmene a casa anche a piedi. Mentre facevo questi pensieri mi spinsero sulle scale per portarmi sul fatidico balcone. Salendo il segretario MSI di Lesina mi disse: “e poi non ci faccia caso, qui nessuno applaude”! La ciliegina sulla torta !

Sfido chiunque a dare inizio al discorso. Potevo raccontare la favola del lupo e l’agnello, ma non mi parve opportuno. Dissi qualche frase, breve succinta e compendiosa, invitando la popolazione in ascolto ( 25 persone ) a votare, a votare bene perché – concludendo  - così facendo sarete degne di “ Roma imperiale, di Roma fascista” !!!!  Saluto romano di prammatica ! A questo punto inavvertitamente avvicinai le labbra umide al microfono e parti una apprezzabile scarica elettrica che mi fece dare un grido amplificato. A questo punto “ uno della folla “ rispose con un applauso, non so perché. I miei amici sul balcone mi spinsero velocemente giù per le scale, infilandomi in macchina che sgommando parti alla volta di Foggia, giusto per evitare che la Digos mi arrestasse per apologia di fascismo !

Morale: i balconi sono da evitare. La storia del passato e quella recente lo confermano! Mi sono spiegato Luigino?

venerdì 28 settembre 2018

MINESTRA DI CICORIA CATALOGNA CON POMODORO E SALSICCIA

INGREDIENTI: CICORIA CATALOGNA: 1,5 KGR. - CIPOLLA: UNA MEDIA  - SALSICCIA FINE DI SUINO: 250 GR. - POMODORI PELATI IN SCATOLA: 400 GR. - AGLIO:UNO SPICCHIO - FETTE DI PANE CASERECCIO: UNA PER OGNI COMMENSALE - PEPERONCINO PICCANTE FRESCO: UNO - OLIO EVO: MEZZO  BICCHIERE DA VINO.- FORMAGGIO GRANA O PARMIGIANO:  100 GR.

TEMPO: 90 MINUTI - DIFFICOLTA': FACILE - DOSI PER QUATTRO PERSONE

Eliminare dieci centimetri di base dalle piante della catalogna e mettere a bagno in acqua fredda le foglie per eliminare eventuali  residui di terra ed altro sporco. Porre a fuoco una pentola di acqua opportunamente salata ed al bollore immergere la catalogna cuocendo a fuoco moderato fin quando non risulti abbastanza tenera.
In una casseruola versare l'olio, la cipolla affettata, l'aglio ed il peperoncino lasciando soffriggere il tutto delicatamente. Dopo una decina di minuti aggiungere la salsiccia in pezzetti lunghi sette o otto centimetri e lasciar cuocere ancora per una decina di minuti rimestando spesso.Aggiungere infine i pelati schiacciandoli con i rebbi di una forchetta. Cuocere per altri dieci minuti dopo di che aggiungere la catalogna a questo punto già scolata. Suggerisco di separarla aiutandosi con un coltello in pezzi non troppo lunghi. Aggiungere tanta acqua tiepida fino a superare di un paio di centimetri la cicoria. La preparazione deve risultare abbastanza brodosa dato che il liquido di cottura serve per la composizione del piatto.
Quando la minestra sarà pronta versarvi sopra un'abbondante presa di formaggio.
In un piatto fondo deporre una fetta di pane raffermo o appena abbrustolito, aggiungere la verdura con la salsiccia in bella vista, un pò di brodo ed infine altro formaggio grana o parmigiano come detto.

lunedì 24 settembre 2018


LESSO IN AGRODOLCE

INGREDIENTI: CARNE LESSA: 500 GR . – CIPOLLA: UNA MEDIA – PINOLI: UN CUCCHIAIO – CONCENTRATO DI POMODORO: UN CUCCHIAINO COLMO – OLIO: UN QUARTO DI BICCHIERE DA VINO – ACETO DI VINO: QUATTRO CUCCHIAI – SALE E PEPE:QB – ZUCCHERO: UN CUCCHIAINO.

TEMPO: 40 MINUTI (disponendo già del brodo ) DIFFICOLTA': FACILE  - DOSI PER TRE / QUATTRO PERSONE

Con la carne da brodo, in questo caso un biancostato, ho fatto un brodo nella maniera usuale: immergendo la carne in acqua bollente per privilegiare la bontà del lesso, schiumando, unendovi poi sedano carota e cipolla in parti uguali, tre o quattro pomodori, sale ,cuocendo infine  a fuoco moderato per un paio di ore.
In una padella anti aderente versare l’olio, la cipolla affettata finemente e cuocere a fuoco moderato per una decina di minuti, bagnare di tanto in tanto con pochissimo brodo. Aggiungere il concentrato di pomodoro, pochissimo brodo, i pinoli e cuocere sempre a fuoco moderato. Aggiungere ora lo zucchero e subito dopo una spruzzatina di aceto. Dopo cinque o sei minuti aggiungere la carne ridotta in pezzetti non troppo piccoli e nemmeno troppo grandi. Regolare di sale e cuocere per almeno altri dieci minuti in una salsa poco densa.
Credo sia uno dei pochissimi modi di apprezzare la carne lessa che in genere è quasi sempre stopposa.

domenica 23 settembre 2018


PACCHERI CON RAGU’ DI TOTANI E TONNO

INGREDIENTI: TOTANI: 500 GR. – TONNO IN SCATOLA: 200 GR. – PASSATA DI POMODORO: UNA BOTTIGLIA DA 750 ML. – CAPPERI DISSALATI: DUE CUCCHIAI COLMI – AGLIO: DUE SPICCHI – PEPERONCINO PICCANTE FRESCO: UNO MEDIO – OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO – SALE E PEPE: QB – PREZZEMOLO: UN CIUFFETTO  TRITATO FINEMENTE -  PACCHERI: 500 GR.

TEMPO: 90 MINUTI ( Con totani pronti per la cottura ) – DIFFICOLTA’ : FACILE -  DOSI PER 5 PERSONE

Pulire per bene i totani staccando la sacca dalla testa. Con le forbici incidere per il lungo la sacca e togliere le interiora ed il minuscolo filamento. Eliminare dalla testa gli occhi ed il becco. Passare tutto sotto l’acqua corrente e deporre i totani su di un piatto man mano che vengono pronti. 
Se i totani sono grandi i tentacoli devono essere “ frullati “.
In una padella anti aderente versare l’olio, i capperi dissalati ed il peperoncino e soffriggere brevemente. Aggiungere dapprima i tentacoli frullati, cuocere per una decina di minuti e successivamente unirvi le sacche. Se non si sono frullati i tentacoli allora aggiungere contemporaneamente tentacoli e sacche. Cuocere a fuoco vivace per una decina di minuti, dopo di che aggiungere la passata di pomodoro. Ridurre poi la fiamma al minimo e cuocere per circa 30 minuti. Aggiungere ora il tonno sminuzzato  e continuare la cottura a fuoco moderato.( Nella mia preparazione ho usato tonno sott’olio fatto in casa ) Regolare di sale e pepe. Una decina di minuti prima di togliere dal fuoco unire alcuni gambi di prezzemolo tritati. L’altro prezzemolo sarà aggiunto sulla pasta prima di essere servita.

mercoledì 19 settembre 2018

RIGATONI CON MELANZANA E PEPERONE

Mi sono ispirato ad una trasmissione televisiva per comporre questa ricetta dal sapore tipicamente siciliano. Non ricordavo gli ingredienti, ma sicuramente ne ho cancellati alcuni e ne ho inseriti altri perciò potrei dire che questa preparazione è mia al 65%.

INGREDIENTI: MELANZANA:UNA MEDIA - PEPERONE ROSSO: UNO MEDIO - POMODORI PERINI: SEI O SETTE A SECONDA DELLA GRANDEZZA - ALICI SALATE SOTT'OLIO: TRE - AGLIO: UNO SPICCHIETTO - PEPERONCINO PICCANTE FRESCO: UNO - OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO - RIGATONI: 300 GR. - SALE E PEPE: Q.B. - FORMAGGIO PECORINO: 70 GR.



TEMPO: 60 MINUTI - DIFFICOLTA': FACILE - DOSI PER 3 PERSONE



Tagliare a cubetti la melanzana e metterli in una zuppiera riempita di acqua e sale. Nel frattempo porre a fuoco una padella anti aderente, versarvi l'olio, lo spicchio di aglio, i filetti di alici e soffriggere a fuoco moderato. Tagliare il peperone rosso in piccoli pezzi  e versarli nella padella. Rimestare e cuocere per una decina di minuti. Dopo aver tenuto i cubetti di melanzana a bagno in acqua e sale, strizzarli energicamente e metterli in padella. Eliminare l'aglio. Cuocere a fuoco sempre moderato fin quando la melanzana risulti cotta ma non abbrustolita. A questo punto regolare di sale e pepe. Dopo una decina di minuti aggiungere i pomodori in pezzetti e cuocere fin quando la preparazione non risulti bene amalgamata. In ultimo aggiungere il peperoncino piccante fresco ridotto in piccolissime rotelle. Nel frattempo i rigatoni saranno tolti al dente e messi in una zuppiera. Su tutto versare l'intingolo, rimestare per bene ed aggiungere il formaggio pecorino in piccoli filamenti.

sabato 8 settembre 2018

SEDANI RIGATI MARE MONTI

Il titolo di questa ricetta e molto ricorrente nei vari menù di molti ristoranti ubicati in riva al mare o nei suoi pressi. Lo saccheggio anche io.

INGREDIENTI: PESCE PALUMBO 500 GR. - ALICI  SALATE SOTT'OLIO: QUATTRO FILETTI - DUE SPICCHI DI AGLIO - FUNGHI PORCINI FRESCHI: 100 GR. - PASSATA DI POMODORO: TRE MESCOLI - PREZZEMOLO: UN CUCCHIAIO - SALE E PEPE: QB. - OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO - GAMBERONI: TRE O QUATTRO SECONDO IL NUMERO DEI COMMENSALI - VINO BIANCO SECCO: MEZZO BICCHIERE ABBONDANTE - PEPERONCINO: QB.

TEMPO: 90 MINUTI - DIFFICOLTA': FACILE - DOSI PER 4 PERSONE



IL SUGO PRONTO


IL PESCE UTILIZZATO IN ATTESA DI ESSERE SERVITO

Il palombo è un pesce senza spine fastidiose però ha una carne insipida per cui prima di utilizzarlo lo metto in una zuppiera e lo condisco con olio, sale e pepe, lasciandolo così per una trentina di minuti dopo averlo rigirato un paio di volte.
In una padella anti aderente versare l'olio e i due spicchi di aglio e lasciare insaporire.Aggiungere i filetti di alici e stemperarli bene. Eliminare l'aglio ed aggiungere i pezzi di palombo non molto piccoli. Cuocere a fuoco moderato, rimestare spesso e dopo una decina di minuti sfumare con un mezzo bicchiere di vino.Aggiungere a questo punto i funghi porcini ridotti in pezzetti non proprio di piccola dimensione e cuocere a fuoco moderato. Aggiungere ora la passata di pomodoro, regolare di sale e pepe e continuare la cottura fin quando la salsa non risulti bene amalgamata.
Mentre preparavo questa ricetta avevo a parte frullato dei pomodori San Marzano, con tutta la buccia, che avevo aggiunto in una tegame anti aderente nel quale avevo fatto soffriggere brevemente uno spicchietto di aglio. Dopo 45 minuti circa la salsa era pronta ed è stata utilizzata per la ricetta principale.
Pochi minuti prima di togliere dal fuoco la salsa con il pesce e funghi ho unito i gamberoni sgusciati.Far cuocere il tutto senza coperchio per gli ultimi dieci minuti in modo che la salsa si addensi un pò.
Cuocere ed togliere al dente i sedani rigati. Prelevare il pesce mettendolo su di un piatto. Versare la pasta nella salsa e saltarla per un minuto.Aggiungere il prezzemolo ed il peperoncino ( olio piccante o paprica piccante ) e comporre il piatto adagiandovi sopra il pesce messo da parte.

venerdì 31 agosto 2018

I DESTABILIZZATORI




Se vi una guerra senza esclusione di colpi questa è quella che si combatte in Vaticano, nelle sue vicinanze o protuberanze. Da tempo incalcolabile potere e dottrina hanno dato seguito a battaglie cruente e poco manca che i belligeranti issino propri stendardi e marcino gli uni contro gli altri. Chi può dimenticare il potere e forse anche l’arroganza di Tarcisio Pietro Evasio Bertone cardinale ed ex Segretario di Stato, passato alle cronache per il suo sontuoso attico in Roma e per le spese pazze di ristrutturazione a suo uso e consumo a quanto pare con interessamento dell’ ospedale Bambin Gesù in Roma!( ma io non ci credo )!!
Recentemente ho notato che gli attacchi prima a Benedetto XVI dimessosi per diplomatici motivi di salute ( ora sta bene, legge e suona il pianoforte )ed ora a papa Francesco sono stati ben organizzati e progettati.
Vi è sempre stata una lotta intestina fra la Curia Romana detentrice del potere temporale o materiale e la parte più spirituale della gerarchia vaticana.
La preghiera sempre aiuta tutti i credenti, ma dovrebbe aiutare molto di più i porporati, ma non sempre è così!
Anche la stampa ci marcia. Stampa libera? Manco per niente. Recentemente un noto giornale di grande tiratura ha pubblicato in prima pagina una dichiarazione del Cardinale Angelo Scola ( entrato nell’ultimo conclave papa uscendone cardinale ) titolando: Papa Francesco? Un ‘pugno allo stomaco’ dello Spirito Santo” dimenticando di proseguire con “che ha svegliato la Chiesa, ora però dobbiamo cambiare"
Ora il Cardinale Viganò nel 2012 poco dopo i primi provvedimenti di Benedetto XVI che imponevano al cardinale McCarrick di non apparire in pubblico e di limitare le sue celebrazioni a causa dei suoi precedenti di pedofilo o di protettore di questi campioni, accoglieva McCarrick dicendo: «ecco l’uomo che noi tutti amiamo...»
Ora sia Viganò che  McCarrick attaccano papa Francesco accusandolo di aver saputo ed aver taciuto, quindi in un certo senso di connivenza….col nemico !
Viganò dice di aver avvisato papa Francesco delle malefatte di McCarrick, ma solo a voce, confidenzialmente, ma così  facendo ha eliminato volutamente o meno le prove della sua affermazione. La parola di un Viganò contro quella di Francesco!??? Certamente papa Francesco non è un seguace dell’ortodossia millenaria della chiesa e lui ha portato diversi ed importanti cambiamenti che danno fastidio ad una congrega di prelati poco inclini a rispettare l’istituzione papale.
Vorrei rammentare a codesti signori porporati che, stando a quello che si dice dalle loro parti, il papa viene eletto nel conclave su espressa indicazione dello Spirito Santo. Or bene se codesti signori rosso vestiti maltrattano e contrastano l’inviato dello Spirito Santo che, come è noto fa parte della Santissima Trinità, è come se andassero contro il loro sempiterno principale !
Sic transit gloria mundi !

martedì 28 agosto 2018


PASTA ALLA CHITARRA IN COCKTAIL DI SALSE


INGREDIENTI: PASTA ALLA CHITARRA: 400 GR. – FORMAGGIO PECORINO: 80 GR. – RICOTTA SALATA: UN PAIO DI CUCCHIAI – NDUJA: UN CUCCHIAINO – SALSA COCKTAIL: Q.B.


TEMPO: 60 MINUTI – DIFFICOLTA’:MEDIA – DOSI PER TRE PERSONE

Si tratta di utilizzare due salse diverse create per una ricetta che si può consultare andando su: http://www.fujani.com/159.htm ed un’altra semplicissima fatta per la preparazione delle polpette di carne per le quali sono previsti carne trita, pane ammollato, uova, sale e pepe, una manciatina di prezzemolo. Per queste polpette tritare uno scalogno, versarlo in un padella anti aderente con un quarto di bicchiere da vino di olio evo. Aggiungere poi una scatola di polpa di pomodoro ed una bottiglia di passata di pomodoro da 700 ml. Salare e pepare e quando la salsa sarà pronta aggiungere le polpette direttamente senza friggerle preventivamente. Rimestare molto delicatamente per evitare che si rompano. Cotte le polpette prendere un quarto del sugo ed aggiungerlo ad un altro quarto di quello di cui alla ricetta relativa alle sovracosce di pollo con cipolle e peperoni il cui link è in testa alla pagina, ovviamente  i sughi sono quelli risultanti dalle ricette completate.
Unite le due salse si può aggiungere ancora pochissima nduja il tutto in una padella anti aderente nella quale si verserà la pasta alla chitarra sulla quale poi si metterà del formaggio pecorino ed un po’ di ricotta dura salata.
Se si preferisce si potrà aggiungere anche del peperoncino piccante facendo attenzione che la nduja di per se è piccante.
La pasta alla chitarra si potrà acquistare in ogni supermercato, ma se si ha voglia, interesse e pazienza si potrà farla in casa usando semola rimacinata, acqua tiepida e sale, impastando il tutto e ricavando delle piccole sfoglie alte un millimetro che si appoggeranno sulla “chitarra “ quando saranno leggermente asciutte e col il mattarello spinte attraverso i fili tesi della “chitarra” la cui foto è questa: