OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

Cicerone:
(106 a.C. 43 a.C. )

"LE FINANZE PUBBLICHE DEVONO ESSERE SOLIDE, IL BILANCIO DEVE ESSERE EQUILIBRATO, IL DEBITO PUBBLICO DEVE ESSERE RIDOTTO, L'ARROGANZA DELL'AMMINISTRAZIONE DEVE ESSERE COMBATTUTA E CONTROLLATA, E GLI AIUTI AI PAESI STRANIERI DEVONO ESSERE RIDOTTI AFFINCHÉ ROMA NON FALLISCA. LE PERSONE DEVONO ANCORA IMPARARE A LAVORARE INVECE DI VIVERE CON L'ASSISTENZA PUBBLICA.

La dittatura perfetta avrà sembianza di democrazia. Una Prigione senza muri nella quale i prigionieri non sogneranno di fuggire. Un sistema di schiavitù dove, grazie al consumo e al divertimento, gli schiavi ameranno la loro schiavitù. Aldous Huxley

NON E' UNA COLPA DESIDERARE UN ATTIMO DI PACE ALMENO AL TRAMONTO DELLA VITA. ( JOHN LE CARRE' )


IL MEGLIO E' NEMICO DEL BENE!!

CONTRA FACTUM NON VALET ARGUMENTUM !!!


QUANTO E’ BELLA GIOVINEZZA CHE SI FUGGE, TUTTAVIA CHI VUOL ESSER LIETO SIA DI DOMAN NON V’è CERTEZZA



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martedì 29 dicembre 2020

 DOBBIAMO RINGRAZIARE? ME LO DOMANDO, MA NON LO SO

Te Deum laudamus: te Dominum confitemur.
Te aeternum patrem, omnis terra veneratur.
Tibi omnes angeli,
tibi caeli et universae potestates:
tibi cherubim et seraphim,
incessabili voce proclamant:
"Sanctus, Sanctus, Sanctus
Dominus Deus Sabaoth.
Pleni sunt caeli et terra
majestatis gloriae tuae." 

A fine anno i credenti si ritrovavano in chiesa per innalzare l’inno di ringraziamento :il "Te Deum" al Signore per il bene ricevuto nell’anno che spirava e per impetrare grazie e benedizioni per il nuovo che titubante si affacciava. Il canto era toccante, l’odore dell’incenso profumava l’anima ed il corpo. Dopo si ritornava alle proprie abitazioni per preparare la funzione laica dell’addio al vecchio anno e del benvenuto al nuovo in verità piccolo come un neonato, ma già schiacciato sotto il peso di ogni aspettativa. Chi vivrà vedrà!

Sono cattolico, credente, una volta anche praticante, ma impossibilitato a rivolgere a Dio una sia pur piccola preghiera di ringraziamento. Lo so che la chiesa attribuisce solo alle azioni dell’uomo le disgrazie attribuendo a Dio le grazie, però ogni tanto il buon Dio potrebbe mitigare le conseguenze delle nefandezze umane, così giusto per gradire!

Quest’anno è stato un “annus horribilis” difficilmente dimenticabile: guerre, annegamenti, fame, innocenti che si spengono tra atroci sofferenze, pandemia ed un numero stragrande di morti a causa del covid-19- A questi poveri morti in solitudine si aggiunge purtroppo quello della mia Annamaria, morta nel suo letto senza aver potuto scambiare un ultimo indelebile sguardo con noi attorno al suo capezzale. Coloro che entreranno nel Regno di Dio devono passare attraverso la grande tribolazione, è mia convinzione che Annamaria è al cospetto di Dio!

La sofferenza, la solitudine, il silenzio, lo spazio vuoto e sconfinato mi hanno intrappolato in una rete dalle maglie strettissime che mi trascinano in basso. Per risalire in superficie devo combattere con tutte le mie forze e non sarà una battaglia facile. Avrei voluto non mettere in evidenza le foto di Annamaria lasciando solo alla mente il suo ricordo che probabilmente si perderebbe nella nebbia del tempo: so che è esistita, che era bella,bellissima che mi ha voluto bene che aveva quei lineamenti magici che a poco a poco si trasformeranno in una luce d’aurora, di bellezza pura senza dimensione.

Le foto di Annamaria me la ricordano bellissima, mi fanno sentire indegno di tanta bellezza e sono lame taglienti ed infuocate che penetrano nel mio cuore.

Ho fatto tanto e tutto per lei, ora non posso fare proprio nulla, vorrei tenerla ancora con me, ma il solo modo di starle vicino è andare da lei. Soltanto di questo ringrazierei il Buon Dio!

Che mi ascolti !

giovedì 24 dicembre 2020

 

RISOTTO CON ZUCCHINE E CURCUMA 

Prima di essere colpito da una micidiale sberla del destino avevo preparato questa ricetta che, se non la inserisco nel mio blog, corre il rischio di passare nel dimenticatoio e non sarebbe una cosa bella. 

INGREDIENTI. MEZZA CIPOLLA BIANCA – UNA ZUCCHINA MEDIO GRANDE -  PANCETTA A DADINI DOLCE: UN PAIO DI CUCCHIAI COLMI – RISO CARNAROLI: TRE TAZZINE DA CAFFE’ – CURCUMA IN POLVERE: LA PUNTINA DI UN CUCCHIAINO DA CAFFE’ – OLIO EVO: CINQUE CUCCHIAI. – BURRO: 20 GR. – FORMAGGIO GRANA GRATTUGIATO: TRE O QUATTRO CUCCHIAI COLMI.

TEMPO: 40 MIN. – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER TRE PERSONE

 

In una padella anti aderente versare l’olio, la cipolla tritata finemente, la zucchina ridotta in piccoli dadi e metà della pancetta dolce. Salare e cuocere per una ventina di minuti, Nel frattempo procurarsi un litro di brodo vegetale ( anche quello star liquido va più che bene ). Quando il soffritto è pronto versare il riso e cominciare a risottare aggiungendo di volta in volta un mestolino di brodo bollente. Aggiungere l’altra metà della pancetta e continuare la cottura a fuoco moderato. Quando il riso sarà cotto per 8 decimi aggiungere la puntina di curcuna, il filo di acqua bollente, rimestare fin quando il riso sarà perfettamente al dente. Togliere dal fuoco, aggiunger il burro, rimestare ed infine unire il formaggio grana. Mantecare e servire!

sabato 19 dicembre 2020

 

L'EPILOGO

Tutto è compiuto! Poco prima delle ore otto del 18 dicembre mia moglie Annamaria ha smesso di soffrire dopo una lunga, lunghissima agonia.

Uscendo dalla chiesa dove si sono svolti i funerali ho riflettuto sulle parole con le quali si comunica il decesso di un congiunto.

Si può dire: Annamaria non c’è più, oppure Annamaria è morta!

Vi è una sottile differenza, dicendo che è morta si pensa che lei sia ancora tra di noi anche se in forma diversa; dicendo invece che “ non c’è più”  si pensa che la defunta sia celata ai nostri occhi allontanandosi materialmente e con tutto quello che resta del suo corpo.

Ho guardato, standole vicino, tanto tempo il viso sereno e rilassato di mia moglie, aspettavo forse di vederla muovere, alzarsi a sedere e dirmi che tutto era uno scherzo!

Era bellissima anche nel sua nuova condizione. Tanto bella che sembrava impossibile fosse morta.

Terminata la cerimonia, il furgone con la bara coperta di rose gialle che lei tanto amava  ha svoltato l’angolo sottraendosi alla mia vista. Dov’è Annamaria? Non c’è più e mai più  sarà visibile ai miei occhi. L’amore della mia vita è diventata una cosa, sia pur preziosa, da sistemare su uno scaffale!

Comincio a rivedere tutti i momenti belli della vita con lei, solo quelli belli che affiorano come schiuma nel mare odoroso di salsedine che purtroppo il vento spingerà al largo. Io rincorrerò questi ricordi indelebili, a loro mi aggrapperò per tentare di vivere una vita da solitario, lunga non so quanto, ma sicuramente molto più lunga rispetto a quella desiderata per raggiungere prima possibile mia moglie con la quale ho vissuto oltre sessanta anni di vita in comune. Insieme, immuni da tristezze e malattie vivremo un tempo sconfinato ed eterno! 

Amore mio, riposa in pace!                                                                  

giovedì 17 dicembre 2020

Da un paio di giorni vivo come nella cella della morte in attesa che il direttore del carcere entri e mi comunichi che il ricorso alla suprema corte è stato respinto e che un sacerdote i miei cenni attende. Io aspetto e il direttore altro non è che il medico dell’Ospedale San Giuseppe che con poche parole mi comunica che mia moglie non è più di questo mondo. Sentenza assolutamente definitiva!

Scrivo queste poche righe ed i battiti del mio cuore sono accelerati.

Mia figlia Patrizia mi ha parlato di un abito per vestire la mamma per  il suo ultimo viaggio, con Giulia lo abbiamo cercato e abbiamo trovato un involucro contenente tutto l’occorrente per la vestizione che la mamma stessa aveva preparato inserendo anche una sua bellissima foto con dedica: “”RICORDATEMI CON UN SORRISO”” ed il sorriso era veramente bello!

Quanto sei bella amore mio!!

Motus in fine velocior! Il moto è più veloce verso la fine!

Carissima Annamaria se esiste un colpo di fulmine è stato proprio quello che mi ha colpito la primissima volta che ti ho vista, avrei voluto prenderti, rapirti e sparire con te, solo con  te. Anni difficilissimi durante il nostro fidanzamento e tante piccole burrasche dopo. Burrasche di volta in volta dimenticate con gli abbracci, con le nascite delle nostre figlie, con i viaggi attorno al mondo. Alla fine siamo stati insieme per oltre 60 anni, una vita intera durante i quali ci siamo amati e sopportati come capita in tutte le famiglie quando alla base di tutto vi è un vero amore anche se insidiato da qualche problemino. Dopo le burrasche il bel tempo si apprezza molto di più ed a volte siamo grati anche alle burrasche!

Ho avuto il grandissimo privilegio di essere stato il tuo primo uomo ed è stato un grande regalo che la vita mi ha fatto, ho sfogliato la rosa apprezzandone il profumo inebriante. Saranno queste le ultime immagini che si spegneranno nelle mie pupille quando toccherà a me lasciare questo mondo sperando di raggiungerti  presto in una vita priva di pene e tormenti.

Mi torna in mente una frase di Sant’Agostino: “ Signore non ti chiedo perché me la togli, ti ringrazio per avermela data!

Sono consapevole che inizierà un periodo breve, ma terribile, al quale certamente si sopravvivrà anche se i segni saranno difficilissimi da scomparire!

Vorrei avere la forza o la possibilità di tenere ed accarezzare la tua mano e sussurrarti la frase che Federica Cappelletti pronunciò all’amatissimo marito Paolo Rossi in fin di vita: “”vai, lasciati andare. Hai sofferto troppo. Abbandona questo corpo “ ed io aggiungo: che ti ha tanto tradito !

 


martedì 15 dicembre 2020

 

PASTA E FAGIOLI CON SALSICCIA

INGREDIENTI: SALSICCIA FRESCA GROSSA: DUE CAPI – FAGIOLI LESSATI: 250 GR. – TUBETTINI: 150 GR. – SALSA DI POMODORO: UNA TAZZA DA CAFFE’ E LATTE – PEPERONCINI FRESCHI ROSSI E VERDI: DUE META’ – OLIO EVO: SEI CUCCHIAI – NDUJA: UN CUCCHIAIO RASO – SEDANO: UN MEZZO GAMBO – CAROTA: UNA MEDIA – AGLIO: UNO SPICCHIO SIGNIFICATIVO!! 

TEMPO:45 MINUTI CON FAGIOLI GIA’ LESSATI -  DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER 3 o 4 PERSONE 

Dopo tante ricette di pasta e fagioli questa che ho realizzato oggi è sicuramente la più buona e che farò molto spesso, almeno fin quando mi diletterò a cucinare!

In una padella anti aderente versare l’olio evo ed il tritato non proprio fine di sedano carota ed aglio. Lasciar soffriggere per poco meno di dieci minuti a fuoco moderato. Aggiungere i peperoncini freschi rossi e verdi nella misura di poco meno della metà inferiore tagliata a rondelline. Dopo cinque minuti aggiungere la salsiccia anch’essa tagliata a rondelline. Rimestare e cuocere per una decina di minuti a fuoco moderato fin quando la salsiccia risulterà cotta.

Nel frattempo cuocere i tubettini. Aggiungere al soffritto i fagioli, rimestando e cuocendo a fuoco moderato per una decina di minuti ancora. Aggiungere l’nduja. Unire a questo punto la salsa di pomodoro, pochissima acqua di cottura della pasta. A cottura ultimata dei tubettini toglierli leggermente al dente e tuffarli nei fagioli aggiungendo se mai pochissima acqua calda. Cuocere ancora cinque minuti. Raggiunta l’amalgama desiderata, rimestare e servire la pasta e fagioli sia ben calda che tiepida.

venerdì 11 dicembre 2020

 CIAO PAOLO, SEI STATO UN GRANDE !

Di fronte alla morte dovremmo essere tutti uguali, ma le considerazioni sulle qualità delle persone che hanno lasciato questo mondo sono e devono essere differenti. Prendiamo ad esempio Diego Maradona e Paolo Rossi, due portenti nella loro professione e due estremamente diversi nella loro vita privata che per essere personaggi pubblici può essere analizzata e commentata.

Diego si è spento forse da solo, forse in astinenza da alcool o da droga ( dico forse perché allo stato si può ipotizzare, ma senza assoluta certezza ), lasciando diversi figli diseredati, altri che hanno potuto ereditare, ed altri probabilmente sconosciuti. Diciamo che la situazione non è consona ad un grande sportivo, luce del calcio.

Paolo Rossi – basta guardargli il viso, il suo splendido sorriso – ci ha lasciati a soli sessantaquattro anni, serenamente nel suo dolore, tra le braccia della sua adorabile moglie Federica Cappelletti, forte come una roccia, forse unica nell’affrontare una dolorosissima situazione. Paolo si stava spegnendo, lei gli teneva la mano trovando anche la forza incredibile di parlargli, di accompagnarlo alla soglia dell’eternità, rassicurandolo, quasi a raccontargli una favola, l’ultima favola. Da un articolo sulla stampa di oggi, forse del Corriere della Sera, la moglie ha dato direttamente la notizia della morte di suo marito Paolo così:”””Gli ho detto vai, lasciati andare. Hai sofferto troppo. Abbandona questo corpo». E prima che Paolo chiudesse gli occhi per sempre Federica gli ha sussurrato: «Sappi che io crescerò le nostre bambine e sarò vicina al tuo primo figlio Alessandro».”””

Mi viene in mente la morte di Capannelle nel film  L’Armata Brancaleone quando Brancaleone da Norcia prende la mano del morente Abacuc e gli racconta la storia di un mondo meraviglioso, pieno di delizie al quale approderà pian pianino!

Chi volesse vedere o rivedere la scena clicchi su: 

https://www.youtube.com/watch?v=go4wnU5I8Kg

Nella sventura della morte cosa c’è di meglio che essere accompagnati con dolcezza e vicinanza stringendo una mano amica che tante carezze ha posato sulla guancia umida di pianto.

Mia mamma è morta a 59 anni a causa dello stesso male che ha colpito Paolo, è morta tra le mie braccia e posso comprendere il dolore di Paolo e dei suoi congiunti.

Addio Paolo, grande uomo e grande sportivo, le tue gesta del 1982 resteranno indelebili nel nostro cuore e nella nostra mente. Riposa tranquillo ed in pace. Non lo so, ma credo che il buon Dio voglia allestire una grandissima squadra di calcio cominciando dall’attacco con te e Maradona.

Un pensiero di Paolo Rossi:"""Non importa da dove veniamo o da quale condizione politica, sociale o famigliare. L'importante è dove vogliamo arrivare, quello che vogliamo fare della nostra vita. Dovete credere nei vostri sogni, nel sogno della vostra vita. E fatelo con passione, con coraggio e con rispetto."""


martedì 8 dicembre 2020

 

MEZZE MANICHE ALL’ORTOLANA

INGREDIENTI: MEZZE MANICHE 250 GR. – SEDANO BIANCO: UN GAMBO – CAROTA: UNA MEDIA – CIPOLLA BIANCA:UNA META’ DI UNA MEDIO GRANDE – UNA MEZZA ZUCCHINA – UN CUCCHIAIO COLMO DI PEPERONI ROSSI E GIALLI TRITATI – UN PEPERONCINO PICCANTE VERDE - UN POMODORO TIPO RAMATO - PARMIGIANO GRANA: TRE CUCCHIAI COLMI – OLIO EVO: SEI CUCCHIAI – SALE E PEPE: QB 

TEMPO: 40 MIN. – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER 2-3 PERSONE 

Non c’è niente di meglio e di utile che utilizzare residui di altre preparazioni ricorrendo alla propria fantasia.

In una padella anti aderente e capiente versare l’olio, la cipolla,il sedano e la carota tritati e cominciare a soffriggere. Dopo cinque minuti aggiungere la zucchina esterna e tritata, il pomodoro ridotto in piccoli pezzi ed il peperoncino a seconda del gradimento. Cuocere per una decina di minuti dopo di che aggiungere la punta di un cucchiaio di concentrato di pomodoro ed un goccio di acqua, regolare di sale e pepe. Nel frattempo cuocere le mezze maniche, scolarle al dente e versarle nella salsa ortolana non prima di aggiungere molto formaggio grana. Rimestare e servire.

Ho usato le mezze maniche, avrei potuto usare queste delizie ovviamente fatte da me! Sono bravo eh?