OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

Cicerone:
(106 a.C. 43 a.C. )

"Le finanze pubbliche devono essere solide, il bilancio deve essere equilibrato, il debito pubblico deve essere ridotto, l'arroganza dell'amministrazione deve essere combattuta e controllata, e gli aiuti ai paesi stranieri devono essere ridotti affinché Roma non fallisca. Le persone devono ancora imparare a lavorare invece di vivere con l'assistenza pubblica. »


QUANTO E’ BELLA GIOVINEZZA CHE SI FUGGE, TUTTAVIA CHI VUOL ESSER LIETO SIA DI DOMAN NON V’è CERTEZZA

Donne e giovinetti amanti, viva Bacco e viva Amore! Ciascun suoni, balli e canti! Arda di dolcezza il core! Non fatica, non dolore!

Due strofe dal " trionfo di bacco ed arianna" di LORENZO de' medici



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il mio diario ( PENSIERI IN LIBERTA' )

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sabato 12 ottobre 2019

LIBERAZIONE  O  RAPINA?

Qualche giorno fa un amico mi ha mandato una immagine che mi ha rinnovato un vero e proprio dolore ed una indignazione nei confronti di chi ci ha ingannati raccontandoci una favola, quella della liberazione delle popolazioni oppresse del sud.

Ecco l'immagine:



e se non si vuol credere al " bastardo " si veda cosa dice Antonio Gramsci:


La " liberazione dai Borboni " nacque da un accordo tra la massoneria e la " Perfida Albione ". Giuseppe Garibaldi Gran Massone di 33º grado del Rito scozzese antico ed accettato (ricoprì anche brevemente la carica di Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia), massoni lo erano anche  Gerolamo Bixio, detto Nino, iscritto con tessera numero 105 alla loggia massonica "Trionfo Ligure", Ippolito Nievo che sbarcò in Sicilia anzi tempo per corrompere coloro che avrebbero potuto contrastare efficacemente l'occupazione militare dei fratelli piemontesi. 
Mi domando perchè tanta voglia di " liberare " un regno estremamente florido? La risposta è questa: l'Inghilterra temeva la cattolicità del governo del Regno delle Due Sicilie, governo fedele al papa,la persecuzione che tale governo faceva alle sette massoniche, alla vicinanza alla Russia che voleva uno sbocco nel mediterraneo ed infine e non ultimo i vantaggi che la costruzione del canale di Suez, iniziata il 25 aprile del 1859,  avrebbero portato agli inglesi disponendo di porti proprio in fronte e vicinissimi alla costa africana! Quindi "  si cominci a prendere la Sicilia! Ora se tutto ciò è giustificabile dal punto di vista inglese, non lo è per nulla dal punto di vista italiano.
Grazie ai tradimenti eclatanti ed ai soldi inviati dall'Inghilterra la conquista fu portata a termine.
Garibaldi  ricevette dai massoni inglesi di Edimburgo del danaro in piastre turche, pari a una somma equivalente a circa 3 milioni di franchi (che riferito ad oggi avrebbero un valore di molti milioni di dollari). A quella somma avevano contribuito anche i massoni U.S.A e quelli del Canada.
L'eroe dei due mondi fece il compito sporco, consegnò teatralmente l'Italia al sabaudo che tra l'altro aveva di lui una pessima considerazione manifestata in una lettera scritta a Camillo Benso Conte di Cavour nella quale diceva appunto:"... come avrete visto, ho liquidato rapidamente la sgradevolissima faccenda Garibaldi, sebbene, siatene certo, questo personaggio non è affatto docile, né cosí onesto come lo si dipinge e come voi stesso ritenete. Il suo talento militare è molto modesto, come prova l'affare di Capua, e il male immenso che è stato commesso qui, ad esempio l'infame furto di tutto il danaro dell'erario, è da attribuirsi interamente a lui che s'è circondato di canaglie, ne ha eseguito i cattivi consigli e ha piombato questo infelice paese in una situazione spaventosa". 
Del resto l'onestà di don Peppino non era certamente una sua virtù; contrasse un prestito considerevole col Monte dei Paschi di Siena che mai restituì, prestò avallo per un altro prestito contratto da suo figlio Menotti, col Banco di Napoli, prestito non onorato nè dal figlio e tanto meno dal padre che alla richiesta di rimborso da parte del Banco di Napoli rispose: " che volete vi ho liberati e mi chiedete indietro dei soldi"? Un vero gentiluomo! 
Posso comprendere le piazze, le statue le sculture equestri dedicate a don Peppino al nord non fosse altro per ringraziarlo del furto con destrezza perpetrato nei confronti  delle due banche di Stato - Banco di Napoli e Banco di Sicilia, ma i meridionali squartati, fucilati e sepolti vivi come dice Antonio Gramsci perchè hanno dedicato a questi figuri strade, piazze e statue equestri? Pensate che a Napoli il piazzale della stazione si chiama appunto Piazza Garibaldi, poi vi è Piazza Cavour e dato che ci troviamo anche una strada a Fuorigrotta a Napoli, appunto Via Nino Bixio!! Mi sa tanto  che ci sia un riferimento alla sindrome di Stoccolma che è un particolare stato di dipendenza psicologica e/o affettiva che si manifesta in alcuni casi in vittime di episodi di violenza fisica, verbale o psicologica. Il soggetto affetto dalla sindrome, durante i maltrattamenti subiti, prova un sentimento positivo nei confronti del proprio aggressore!!!
Un'ultima considerazione, prima di terminare il mio post, la voglio dedicare alla rapina a mano armata fatta dai " liberatori piemontesi ". Il Banco di Napoli aveva il tesoro di Stato pari a 446 milioni di lire in lingotti d'oro che una volta individuati presero la via di Torino che nelle sue casse aveva solo 20 milioni in banconote! I piemontesi erano certamente esperti cercatori di oro tanto che entrati nel Banco di Sicilia a Palermo si accorsero che erano stati programmati lavori di stabilizzazione del pavimento sul quale era depositato un notevole quantitativo di lingotti d'oro. I " liberatori piemontesi " vollero far risparmiare alla banca siciliana i costi del rafforzamento del pavimento e si portarono via l'oro custodito. Quando si parla di persone generose e premurose!!!
Qualche tempo fa La 7  trasmise una gag di Paolo Caiazzo relativa al nostro Risorgimento, gag ripresa poi da RAI 2 nel programma Made in Sud, la ripropongo e non so se poi alla fine vi sia da ridere o da imprecare anche energicamente.

Vorrei tanto dimenticare questa storia, dimenticare come ce l'hanno raccontata intrisa di bugie e di sangue innocente, del resto tutta la storia, tutte le storie scritte e raccontate dai vincitori sono piene di bugie, di falsità intrise di tanto dolore cocente e di tanta stupida retorica.

....... E PER FINIRE


INNO DEL REGNO DELLE DUE SICILIE!!!





giovedì 10 ottobre 2019


Più che una ricetta è un’idea e non so ancora se è valsa la pena realizzarla, tentar non nuoce, certo che fa la sua figura se non altro per l’originalità. In ogni caso ecco il procedimento e poi se il gusto giustificherà l’esperimento sarà motivo di riproporla.

COPPA DI POLLO CON PATATE AL FORNO


















INGREDIENTI: UN POLLO PIUTTOSTO GRANDE – TRITO DI AGLIO, ROSMARINO, TIMO: QB. – PATATE: 600 GR. – OLIO: MEZZO BICCHIERE DA VINO – SALE ED UN PIZZICO DI PAPRICA DOLCE. – VINO BIANCO SECCO: UN GOCCIO.

TEMPO: DUE ORE – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER 5 PERSONE

Dopo aver lavato ed asciugato per bene il pollo deporlo su un tagliere ed iniziare l’intervento chirurgico. Con un paio di forbici aprire il petto ed allargarlo in modo da farlo sembrare una ciotola.
Fare con i tre spicchi di aglio, un rametto di rosmarino ed uno di timo ( solo aghi e foglioline ) un tritato finissimo e spargerne un pochino all’interno del pollo, metterci dentro anche un rametto di rosmarino.
Pelare le patate, ridurle in tocchetti, aggiungere un po’ di trito, ungerle per bene con un po’ di olio e versarle all’interno del pollo. Con l’aiuto di uno spago da cucina serrare le zampe, passare il filo sotto al pollo e fare in modo che le due metà non si scompongano. Il tutto deve sembrare una ciotola con all’interno i tocchetti di patate. Fare aderire al pollo i residui del tritato e deporlo in un a teglia da forno, irrorarlo con un po’ di olio ed un goccio di vino. Porre al forno ventilato  a 180 gradi per 90 minuti.

lunedì 7 ottobre 2019

TORTELLINI......MUSSULMANI !



Le mie istruzioni di servizio prevedono che il periodo che va dal 1° ottobre al 15 marzo dell’anno successivo sia tempo favorevole per i ragù di carne e per i tortellini in brodo non disdegnando la stessa fine per i tagliolini all’uovo!
In mattinata, qui a Milano, la temperatura odierna non superava i 18 gradi, faceva quindi frescolino ragion per cui mi è venuto in mente di far partire ufficialmente la stagione dei brodi e dei ragù.
L’idea mi è venuta dalla decisione dell’arcivescovo di Bologna, sua eminenza Matteo Zuppi, di far partecipare alla festa del santo patrono di Bologna San Petronio i mussulmani o coloro che non vogliono mangiare carne sopraffina di maiale facendo gustare loro tortellini privati di ogni………contaminazione suida! Appunto i tortellini di pollo!


Senza mancare di rispetto a Sua Eminenza mi ricordo cosa mi diceva la mia indimenticabile Zia Nerina allorquando voleva indicare una personcina minuta e magrissima; la chiamava “ San Luisin spigazzè “ ( non so se si scrive così )

Fatto questo preambolo ho voluto vedere come potevano presentarsi i tortellini così fatti e posta la soglia di mangiabilità “cinque” nella scala da uno a dieci devo dire che i tortellini “ mussulmani “ hanno raggiunto il valore di 5,30 non di più.
Per il ripieno ho utilizzato 200 grammi di petto di pollo, 80 grammi di parmigiano grattugiato, un uovo intero, un cucchiaino raso di noce moscata in polvere, un pizzico di sale, un pezzetto di burro.
In un tegamino anti aderente ho messo il burro ed il petto di pollo in pezzi con un pizzico di sale. Ho soffritto il tutto frullandolo subito dopo. In una ciotola ho messo il petto di pollo frullato e tutti gli altri ingredienti stemperando il prodotto con un cucchiaio. Ho regolato di sale ed ho messo in frigo per circa un’ora in modo da permettere all’impasto di consolidarsi.
Ho preparato poi una sfoglia con 120 grammi di farina, un uovo, un pizzico di sale e mezzo guscio di uovo di acqua tiepida. So bene che la quantità di farina per un uovo sia 100 grammi, ma 120 grammi mi sono scappati! Ho impastato fino ad avere un panetto morbido. Con l’apposita macchinetta ho fatto delle lasagne, le ho ridotte in piccoli quadrati, ho appoggiato su di essi una pallina di impasto ed ho fatto i tortellini lasciandoli poi riposare sulla spianatoia per farli asciugare.
Nel frattempo avevo messo a fare il brodo utilizzando un chilo di reale di vitello, odori ( sedano, carota, cipolla, pomodori ed un piccolissimo ciuffo di rosmarino, il tutto messo in acqua in bollore per privilegiare la carne. Il brodo ha cotto per tre ore. Ho passato il brodo attraverso un colino e nel pentolino di raccolta ho cotto i tortellini. Non sono rimasto entusiasta, ma diciamo che per una preparazione urgente ed improvvisa, se mai utilizzando gli ingredienti che già si trovano in casa, non è per niente male! Ora che li ho testati confesso che ogni paragone con quelli tradizionali è improponibile, diciamo che sono due cose diverse. Non so quanti mussulmani si siano convertiti al cristianesimo, ma so quanti bolognesi abbiano deciso di non ricorrere più a questi succedanei dei santi, santissimi tortellini di Bologna!

domenica 6 ottobre 2019

CENTO ANNI DALL'IMPRESA DI FIUME


La storiografia post fascista ci ha sempre parlato di un Gabriele D’Annunzio come scrittore eccezionale, poeta per antonomasia, insomma il “ vate “ e molti altri ne hanno sottolineato le sue non comuni doti amatorie in un certo senso molto eccentriche. Ebbi occasione di visitare il Vittoriale, la sua casa “ esilio “ che Benito Mussolini  gli destinò affinché  si togliesse dalle scatole per dirla in parole povere. Nel Vittoriale echeggia ancora la figura del poeta patriota, si raccontano le sue manie sia a tavola che a letto; dormiva in una camera mortuaria ed a tavola mangiava nei piatti che ricordavano la tartaruga: a tavola non si invecchia! Mai, dico mai da che calpesto il suolo patrio ho sentito della impresa di Fiume se non come l’impresa di un pazzo a capo di un manipolo di legionari poi bombardati e distrutti dalla reale marina militare!
D’Annunzio diede vita alla Repubblica del Carnaro proclamando una carta costituzionale eccezionale per quei tempi, ancora oggi all’avanguardia e molti paesi ancora se la sognano!
Vi riporto i primi sei articoli dai quali potete vedere la grandiosità delle idee generali che mi pare possano essere accostate alla Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino del 1789 (Déclaration des Droits de l'Homme et du Citoyen)della rivoluzione francese.

Ecco i primi articoli della carta costituzionale della Repubblica del Carnaro:

PARTE GENERALE

Art. 1 – La Libera Città di Fiume, col suo porto e distretto, nel pieno possesso della propria sovranità, costituisce unitamente ai territori che dichiarano e dichiareranno di volerle essere uniti, la Repubblica del Carnaro.
Art. 2 – La Repubblica del Carnaro è una democrazia diretta che ha per base il lavoro produttivo e come criterio organico le più larghe autonomie funzionali e locali.
Essa conferma perciò la sovranità collettiva di tutti i cittadini senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di classe e di religione; ma riconosce maggiori diritti ai produttori e decentra per quanto è possibile i poteri dello Stato, onde assicurare l’armonica convivenza degli elementi che la compongono.
Art. 3 – La Repubblica si propone inoltre di provvedere alla difesa dell’indipendenza, della libertà e dei diritti comuni, di promuovere una più alta dignità morale ed una maggiore prosperità materiale di tutti i cittadini; di assicurare l’ordine interno con la giustizia.
Art. 4 – Tutti i cittadini della Repubblica senza distinzione di sesso sono uguali davanti alla legge. Nessuno può essere menomato o privato dell’esercizio dei diritti riconosciuti dalla Costituzione se non dietro regolare giudizio e sentenza di condanna. La Costituzione garantisce a tutti i cittadini l’esercizio delle fondamentali libertà di pensiero, di parola, di stampa, di riunione e di associazione. Tutti i culti religiosi sono ammessi; ma le opinioni religiose non possono essere invocate per sottrarsi all’adempimento dei doveri prescritti dalla legge. L’abuso delle libertà costituzionali per scopi illeciti e contrari alla convivenza civile può essere punito in base a leggi apposite, le quali però non potranno mai ledere il principio essenziale delle libertà stesse.
Art. 5 – La Costituzione garantisce inoltre a tutti i cittadini senza distinzione di sesso, l’istruzione primaria, il lavoro compensato con un minimo di salario sufficiente alla vita, l’assistenza in caso di malattia o d’involontaria disoccupazione, la pensione per la vecchiaia, l’uso dei beni legittimamente acquistati, l’inviolabilità del domicilio, l’habeas corpus, il risarcimento dei danni in caso di errore giudiziario o di abuso di potere.
Art. 6 – La Repubblica considera la proprietà come una funzione sociale, non come un assoluto diritto o privilegio individuale. Perciò il solo titolo legittimo di proprietà su qualsiasi mezzo di produzione e di scambio è il lavoro che rende la proprietà stessa fruttifera a beneficio dell’economia generale.

Oggi, 6 ottobre 2019 ho visto un servizio su RAI 2 dedicato all’impresa di Fiume e vi faccio vedere e sentire una dichiarazione di Giordano Bruno Guerri che in sintesi ci spiega la dimensione dell’impresa di Fiume.





Si è voluto avvicinare D’Annunzio a Mussolini incorrendo in un falso storico di enorme portata, Mussolini non amava D’Annunzio perché temeva che gli togliesse la scena, che potesse fare quella rivoluzione che egli stesso pensava di fare e che poi non fece. Alla fine esiliò il Vate e dette vita alla sua dittatura.
Dalla fine della guerra del 1945 in poi mai nessun uomo politico o di cultura  di destra è stato portato ad esempio , anzi! Quando nacque il Movimento Sociale Italiano che democraticamente ebbe consensi elettorali altrettanto “ democraticamente ” venne messo in un recinto chiamato  “ arco costituzionale “ e lì relegato fin quando Berlusconi non lo…..liberò!
Tutto ciò fa parte del racconto dei fatti temporalmente vicino agli accadimenti, racconti fatti “ ad usum delphini  “. La verità emergerà col tempo, quando i fatti si perderanno nei meandri della memoria, quando i vinti prenderanno coraggio e racconteranno la loro versione assai, assai vicina alla realtà!
Ci sono voluti cento anni per farci capire cosa fece realmente D’Annunzio con i suoi legionari!
Chissà se fra cento anni si racconterà di Conte 1-2-3-4-5-6-7-8, di Renzi, di Di Majo e compagnia cantante!

venerdì 4 ottobre 2019

LILLI LA ROSSA ED IL SUO PLOTONE DI ESECUZIONE


Vi era il “ Bravo Presentatore “ ed oggi abbiamo  la “ Brava Conduttrice ,Giornalista, Scrittrice ed infine la brava Scostumata” Sì mi riferisco a Lilli la rossa meglio conosciuta con Lilli Gruber che conduce il programma Otto e Mezzo su La 7.
Il suo programmi è un vero e proprio agguato sapientemente organizzato nei minimi dettagli a partire dalla scelta del plotone di esecuzione dei giornalisti chiaramente ostili al convenuto di destra o centro destra che suo malgrado si presta allo spettacolo.
Lilli ,che a volte pare la fotocopia di Barbara D’Urso  con le sue faccine e con i suoi occhioni spalancati, non vede l’ora di dileggiare i suoi ospiti.
Recentemente ha infilzato nuovamente Salvini  mettendo in risalto la sua pancia leggermente debordante dal suo costume da bagno proprio là dove il costume si usa cioè in riva al mare. Lilli la rossa cosa mai pretendeva che Matteo fosse andato ad ammollare le sue carni coperto dal burka? Melius est abundare quan deficere!! Un po’ di pancia non sta proprio male e senza scomodare Cicerone direi “ uomo di panza uomo di sostanza”!
Del resto mentre a Salvini abbondava qualcosa alla Lilli scarseggiava qualcos’altro ovviamente no nel suo ventre, bensì un po’ più in alto dove sono conservate le chiavi delle buone maniere e della educazione!
Dopo aver colpito Salvini nelle sue parti basse Lilli si apprestava a fare la stessa cosa con Giorgia Meloni dandole della sciocchina per le sue argomentazioni sui rapporti con l’Europa  prima durante il Conte 1 ed ora con il Conte 2. Giorgia però non è stata a guardare ed ha subito fulminato la brava giornalista dicendole di non permettersi più di darle della sciocca! Brava Giorgia. Io vorrei dare un suggerimento agli ospiti di Lilli la rossa, ovviamente a quelli di destra o della lega: alzarsi e platealmente lasciare l’intervista usando anche qualche frase ad effetto preventivamente preparata dal momento che gli attacchi della brava giornalista saranno persistenti. Lilli agisce come Sgarbi, molto rumore e tanti ascolti; solo che Sgarbi è un simpaticone e ce l’ha con tutti mentre la brava giornalista non mi è per nulla simpatica e ce l’ha solo con quelli della destra più o meno allargata!
Probabilmente la trasmissione Otto e Mezzo è registrata per cui le rimostranze dei “ colpiti “ non andrebbero mai in onda.
Non resta che additare al pubblico ludibrio il comportamento scorretto, tendenzioso e cafone della brava giornalista !
Tornando brevemente alla pancia di Salvini mi chiedo cosa sarebbe successo se al posto della brava giornalista ci fosse stato un bravo giornalista ed al posto di Salvini ci fosse stata una esponente di sinistra. Apriti cielo, un casino enorme con ricorso alle più alte autorità dello Stato e di tutte le femministe di turno organizzate, sfuse ed in pacchetti!

martedì 1 ottobre 2019


NON AUMENTO LE TASSE, MA DEVI DARMI PIU' SOLDI!

In Italia abbiamo il vezzo di chiamare le cose ricorrendo ai nickname. Il neo nato governo di Giuseppi afferma di non aumentare le tasse ed io gli credo. L’aliquota fiscale resta invariata ad esempio al 40%. Però sono allo studio provvedimenti tali per cui:
1)  Sanità, ticket in base al reddito familiare. (Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio”, così dice Luca 6,20;)
2)   Il ministro Speranza: chi ha di più pagherà di più! Mi sembra giusto, ma si dovrebbero eliminare tutti i rimborsi astronomici per le spese sanitarie degli onorevoli e senatori, tra le quali rientrano quelle delle spa e dei massaggi!
3)   Carte di credito con lo sconto: il «cash back»! Questa è una buona idea; chi paga con carta e bancomat avrà uno sconto sull’IVA. Compro la carne e ricevo uno sconto dell’1% sull’ IVA. Bravissimo, devo però fornirmi di carta di credito e/o di debito pagando una sessantina di euro all’anno alle banche che già pregustano la pietanza!! E la vecchietta semi cieca che va a fare la spesa come fa ad avere lo sconto evitando il possibile aumento dell’IVA perché lei tapina paga in contanti?
4)   Si parla, ma quando si comincia a parlare la “riforma del catasto.” arriva e non certo per farci pagare di meno!
5)   Meno sgravi su sanità e casa a chi guadagna di più ! Il principio è giusto, ma si dovrebbe tener presente che quello che si paga in busta paga per il SSN è già proporzionato all’importo dello stipendio o della pensione. Paghi tanto prima in  compenso ricevi meno sgravi poi! Un bell’equilibrismo!
6)   Si studiano disincentivi che possano far aumentare i risparmi come, ad esempio, il divieto assoluto di cumulo con altri redditi.
In tutto questo casino  il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti pensa bene di togliere il Crocifisso nelle suole sostituendolo con un bel mappamondo, giusto per non disturbare Abdullah Aziz Ben Jussef!
A volte penso di essere un fortunato perché grazie alla mia non più giovane età ho molte probabilità di lasciare….. al dente questo mondo italico! ( ogni riferimento alla mia dilettantistica versatilità in cucina è puramente casuale )!
Alla fin fine devo dire grazie a questo governo che ha mantenuto la parola di lasciare intatta l’aliquota fiscale dimenticando di dirmi che, per vie traverse, ha messo le mani nelle mie tasche per derubarmi ed il bello è che devo dirgli anche “ Grazie Peppini ! ( diminutivo di Giuseppi )
Giuseppi, "Va a ciapà i ratt" !!
Per gli abitanti del Regno delle Due Sicilie: La traduzione letteraria è "vai a prendere i topi"... è un modo piu' "elegante" per mandare l'interlocutore a quel paese.!!!!!

venerdì 27 settembre 2019


VITTORIO SGARBI CHIEDE AL PAPA DI........


Ieri, 26 settembre 2019, ho sentito “ urlare “ Vittorio Sgarbi “ del quale per altro sono estimatore, la propria filippica contro la sentenza della Consulta che ha promosso secondo lui l’assassinio di Stato. Non sono per nulla d’accordo! Vittorio dovrebbe considerare la sofferenza oltre ogni limite umano di chi non ha speranza, di chi non può ricorrere  alle terapie a volte improponibili,  a volte inutili, per ridurre al minimo sopportabile il dolore lacerante prima di proferire assurde critiche ad una sentenza che reputo legittima ed estremamente umana.
Vittorio intendeva sollecitare Papa Bergoglio a prendere la parola condannando la sentenza della Consulta, dimenticando il principio di “ libero Stato in libera Chiesa “
Il Papa aveva definito il fine vita aiutato da pratiche specifiche come una “ uscita di comodo “! Una uscita di comodo porre fine a dolori lancinanti ed insopportabili, a disabilità estreme come la paralisi progressiva della SLA che spegne il corpo lasciando intatta la mente, quando non puoi fare nulla, nemmeno le piccolissime azioni come grattarsi il naso ?? Qui siamo al masochismo puro!
I medici dicono che sono tali per curare non per ammazzare. In linea di massima è giusto così, anzi chi si comporta al contrario incorre negli strali della legge civile e morale. I medici però sono tali anche per eliminare nei limiti del possibile la sofferenza e quando sono costretti a gettare la spugna devono assistere il paziente nel suo primo interesse. Tutti noi accettiamo, perché non possiamo farne a meno, la malattia, giammai la sofferenza!
Il motto del medico dovrebbe essere curare fin quando possibile ed interrompere con ogni mezzo legale la sofferenza estrema!
Il medico prima di intraprendere la sua professione giura col Giuramento di Ippocrate che al suo inizio recita:

 

Consapevole dell'importanza e della solennità dell'atto che compio e dell'impegno che assumo,

GIURO:

di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento;

di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale;

Oggi leggo sulla stampa che un malato di SLA da quando aveva solo 14 anni, tale signor  Giancarlo Bastianello di Venezia, ora sessantatreenne  ha scritto  al Papa, che avrebbe considerato l’ eutanasia una via di comodo, una lettera che tra l’altro dice. “. Non è una via di comodo. Non lo chiede un malato perché è depresso, ma perché non ce la fa più. Quando il dolore fisico ti fa urlare ma non puoi perché non hai voce e il dolore resta facendoti impazzire. Caro Papa Francesco allora comprendi che c’è un’unica via d’uscita, andartene”!!
Del resto anche Papa Giovanni Paolo II al limite della sofferenza implorava i medici, che si prodigavano per prolungargli la vita, di “ lasciarlo andare “ e non era quella una scelta di comodo!
Non si può parlare di dolore da parte di chi non lo conosce.
La sentenza ha aperto la strada; chi vuole la percorra chi invece vuole soffrire pregando e salmodiando sarà sempre libero di farlo, ma sono assai contento che nel caso avessi bisogno ci sarà sempre qualcuno che possa interrompere la mia estrema sofferenza ponendo fine ad una vita che non ha nulla, proprio nulla di dignitoso!
Si deve morire? Ebbene che ciò accada serenamente e dignitosamente! Dopo tutto e tutti saremo inghiottiti dall’eternità!