OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

Cicerone:
(106 a.C. 43 a.C. )

"LE FINANZE PUBBLICHE DEVONO ESSERE SOLIDE, IL BILANCIO DEVE ESSERE EQUILIBRATO, IL DEBITO PUBBLICO DEVE ESSERE RIDOTTO, L'ARROGANZA DELL'AMMINISTRAZIONE DEVE ESSERE COMBATTUTA E CONTROLLATA, E GLI AIUTI AI PAESI STRANIERI DEVONO ESSERE RIDOTTI AFFINCHÉ ROMA NON FALLISCA. LE PERSONE DEVONO ANCORA IMPARARE A LAVORARE INVECE DI VIVERE CON L'ASSISTENZA PUBBLICA.

La dittatura perfetta avrà sembianza di democrazia. Una Prigione senza muri nella quale i prigionieri non sogneranno di fuggire. Un sistema di schiavitù dove, grazie al consumo e al divertimento, gli schiavi ameranno la loro schiavitù. Aldous Huxley


IL MEGLIO E' NEMICO DEL BENE!!

CONTRA FACTUM NON VALET ARGUMENTUM !!!


QUANTO E’ BELLA GIOVINEZZA CHE SI FUGGE, TUTTAVIA CHI VUOL ESSER LIETO SIA DI DOMAN NON V’è CERTEZZA



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mercoledì 25 novembre 2020

 

MANIFESTAZIONI E SLOGAN!

 

Si celebra oggi 25 novembre la giornata per “”” l’eliminazione della violenza sulle donne””” Ottima idea, ma risultati “ zero assoluto”.

Vi è stata la solita dichiarazione del nostro Presidente della Repubblica  con frasi di rito più o meno scontate!

Ribadisco: risultati “ zero assoluto e periodico “

Mi sarebbe piaciuto sentir dire che le donne che sporgono denunzia contro i loro mariti e conviventi, energumeni e violenti, che alternano violenza fisica e psicologica a richieste di accorato perdono, siano ascoltate e realmente protette. Vi sono casi di reiterate denunzie inascoltate con conseguenze tanto dolorose quanto aspettate. Mi par di sentire la solita litania: la polizia e i carabinieri sono pochi e mal pagati ecc.ecc.

Nel cassettino della memoria emerge una sentenza, con estrema riduzione della pena, per un uxoricida, estremamente violento e conosciuto per tale, ragion per cui la defunta risultò imprudente a mettersi con un tale soggetto. Quindi? Concorso in colpa!

Alle inutili manifestazioni che vorrebbero eliminare il problema si dovrebbero contrapporre alcune modifiche comportamentali e legislative.

Le forze dell’ordine dovrebbero, al ricevimento della prima denuncia da parte  vittima designata - per non considerare la terza, quarta o quinta denuncia – approntare tutte le difese per la donna , difese efficaci almeno al 90%. Il residuo 10% lo lascio all’imponderabile caso o alla mala sorte.

Il femminicida dovrebbe essere sottoposto a giudizio classico e non abbreviato che prevede uno sconto di pena già in partenza; la condanna dovrebbe partire da un minimo di due ergastoli con isolamento diurno per tutta la durata della pena; applicare per questo delitto il dispositivo del 41 bis. Negli Stati Uniti si comminano pene di reclusione a 120 – 180 anni senza possibilità di libertà vigilata! Fare manifestazioni con altoparlanti che informino gli aspiranti femminicidi delle gravi conseguenze nel caso avessero in animo di commettere un tale delitto. A questo punto solo ad un pazzo potrebbe venire in mente di commettere un delitto che lo vedrebbe morto civile per sempre!

Altro che fare manifestazioni per “ eliminare la violenza contro le donne”

Eliminare la violenza contro le donne per decreto!!! Mi viene in mente l’ex presidente dell’Uganda Idì Amin Dadà al quale venne sottoposto il grave problema della disoccupazione nel paese. Il presidente si raccolse nel suo pensatoio e poi per risolvere il problema a lui sottoposto decise di……..emanare un decreto presidenziale con quale…… si proibiva la disoccupazione nel paese !!!!

26 novembre 2020 - ore 23,32

Come dicevo…leggo sul Corriere della Sera un articolo con questo titolo:

VIOLENZA SULLE DONNE

I figli di Marianna Manduca saranno risarciti. Conte: «È la fine di un’ingiustizia»

La donna fu assassinata a 32 anni nel 2007 dal marito dopo aver denunciato per 12 volte le violenze subite dall’uomo. Il premier cita Aldo Moro: «Uno Stato non è veramente democratico se non ha come fine supremo la dignità» 

Altro che processioni per eliminare la violenza. In questi casi la legge dovrebbe essere violenta altro che educativa!!!


lunedì 23 novembre 2020

 

ALETTE DI POLLO AL FORNO

INGREDIENTI: SEI ALETTE DI POLLO – PANGRATTATO:150 R. – PREZZEMOLO; UN CIUFFETTO – MEZZI CUCCHIAINI DI: CURRY,CUMINO,PAPRICA DOLCE E AGLIO IN POLVERE – UOVA: DUE INTERE – SALE E PEPE:QB. – SUCCO DI LIMONE:POCHE GOCCE

TEMPO: 90 MIN – DIFFICOLTA’:FACILE – DOSI PER ¾ PERSONE.

Del pollo come del maiale, non si scarta nulla, ma vi è pur sempre una classifica delle parti. Secondo la mia opinione al primo posto si classificano ex aequo le alette e le sovracoscie, seguono il petto ( ottimo per le cotolette ) ed i fusi. Ogni altra parte è bene eliminarla o utilizzarla per un brodo delicato.

Ho comperato di recente delle ottime alette di pollo assai carnose. Le ho spuntate e le ho divise in due. Fin qui nulla di strano!

In una ciotola ho messo il pangrattato, il prezzemolo tritato, il sale, la puntina di un cucchiaino di cumino, curry, paprica dolce, una presa di pepe ed una più piccola di aglio in polvere. Ho mescolato per bene il tutto. In un'altra ciotola ho rotto due uova intere, ho salato molto delicatamente ed ho aggiunto cinque o sei gocce di succo di limone.

Ho immerso le alette nell’uovo e poi le ho tuffate nella ciotola del pangrattato massaggiandole per bene il modo da far aderire bene il pangrattato. Ho sistemato le alette su una teglia da forno foderata con carta da forno e le ho messe in forno pre riscaldato e ventilato a 200 gradi per una ventina di minuti, dopo di che le ho girate e dopo altri 20 minuti le ho sfornate.

Poca spesa, tanta impresa!

PS. Per utilizzare tutto il pangrattato ho affettato una bella melanzana, l’ho passata prima nell’uovo e poi nel residuo pangrattato infornandola sempre a 200 gradi in forno ventilato per dieci minuti da una parte e dieci minuti dall’altra.

Sic transit gloria mundi ! Per gli alto atesini “ come sono effimere le cose del mondo “ Per tutti aggiungo: “ sì, va bene, ma sono buonissime” !!!!

domenica 22 novembre 2020

                                                

POLENTA COL POLLO

INGREDIENTI: COSCIA E SOVRACOSCIA DI POLLO: 500 GR. – SEDANO, CAROTA E CIPOLLA: 150 GR. CAD. -  OLIO EVO: CINQUE CUCCHIAI – ROSMARINO E SALVIA FRESCHI: UN CIUFFETTO – FUNGHI CHAMPIGNON: 200 GR. – CONCENTRATO DI POMODORO: UN CUCCHIAINO  – VINO BIANCO SECCO: MEZZO BICCHIERE DA VINO -  AGLIO: UNO SPICCHIO – SALE E PEPE: QB. – POLENTA VALSUGANA: UNA CONFEZIONE DA 370 GR. 

TEMPO 90 MIN -  DIFFICOLTA’_ FACILE – DOSI PER ¾ PERSONE.

Avrei voluto inserire una bella foto del piatto completo, ma mi sono mangiato prima il contenuto, in ogni caso fidatevi!!

In una casseruola anti aderente mettere l’olio ed il trito di sedano, carota e cipolla e cominciare a soffriggere. Dopo una decina di minuti aggiungere un trito fine di salvia, rosmarino ed aglio. Rimestare e continuare a cuocere a fuoco moderato per altri dieci minuti, dopo di che aggiungere le cosce e sovracosce  separate tra di esse. Salare e pepare. Cuocere a fuoco moderato, rimestando spesso per una ventina di minuti. Sfumare col vino bianco secco dopo di che aggiungere i funghi champignon e subito dopo aggiungere il pochissimo concentrato di pomodoro. Aggiungere all'occorrenza un filo di acqua calda.

Nel frattempo portare ad ebollizione un litro e un mezzo di acqua normalmente salata ed aggiungere la polenta valsugana che dopo cinque o sei minuti è bella che pronta!

Versare la polenta su tutta la superficie di una sperlunga ovale allargandola con un cucchiaio di legno bagnato frequentemente con acqua. Fare una specie di incavo all’interno della polenta e versarvi il pollo con il suo intingolo.

Prima di far ciò ho disossato il pollo in modo che l’intingolo fosse formato da straccetti di pollo, funghi champignon con il loro sughetto. Consumare ben caldo.

La prossima volta che preparerò questa ricetta il pollo lo disosserò prima della cottura.


sabato 21 novembre 2020

 

MEGALOMANI IN CUCINA

Vi sono tanti concorsi culinari tipo Master Chef e se ne venisse fuori un altro da chiamarsi Megalomane Chef credo che potrei classificarmi tra i primi dieci!

In casa da diverso tempo siamo solo in tre: mia moglie, Giulia la badante ed il sottoscritto che pur di rapportarsi a parenti e amici si è inventato il ruolo di food blogger, fustigatore di costumi e filosofo a tempo perso. Ça vas sans dire che i miei lettori hanno la possibilità di evitare di ricevere gli avvisi di aggiornamento del blog semplicemente cliccando sul “ qui “ inserito appunto in calce alle mail di avviso. Fatto questo preambolo dico appunto della mia attività odierna in cucina.

Come potete osservare dalla foto il menù di oggi era formato da sformato di patate e cavolfiore, pollo arrosto con patate ed infine pasta al forno con zucchine e scamorza. Le foto sono esplicite e significative!

Come sia possibile divorare questo ben di Dio in un giorno? Ma nemmeno in una settimana visto che siamo solo tre in casa e non si preannunciano visite di commensali!

Non essendo possibile, vuol dire che avrò fatto riserva di cibo per ……eventuali carestie!!

Le ricette del pollo arrosto con patate già l’ho postata il 28 ottobre 2020, quella dello sformato di patate e cavoli l’ho postata il 3 novembre 2020 e quella della pasta al forno con zucchine la posto adesso precisando che è stata eseguita con le sole cose che per caso si trovavano già in casa.

Eccola ! 

PASTA AL FORNO CON ZUCCHINE

INGREDIENTI: PENNETTE RIGATE: 250 GR, - ZUCCHINE:250 GR. – RAGU’ ALLA BOLOGNESE: 180 GR. – SALAMINO STROLGHINO DI PARMA:30 GR. – PROVOLA AFFUMICATA: DUE SOTTILISSIME FETTE – SCAMORZA NORMALE: 150 GR. – FORMAGGIO GRANA: 70 GR. – OLIO DI GIRASOLE PER FRIGGERE: QB.

TEMPO 60 MIN. – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER 5 PERSONE.

Ho tagliato in due per il verso lungo le zucchine e poi a metà riducendole sempre per il verso lungo in fette sottili un paio di mm, le ho infarinate e fritte in olio di girasole mettendole poi su un foglio assorbente per eliminare l’eventuale olio in eccesso.

Nel frattempo ho cotto le pennette rigate in acqua normalmente salata scolandole a otto decimi di cottura.

Ho affettato lo strolghino ricavandone alcune fette sottilissime.

Ho messo in una zuppiera la pasta e l’ho condita col il ragù alla bolognese che pernottava nel mio frigo da qualche giorno. In una pirofila da forno ho versato pochissimo ragù ( perché ce ne era poco in partenza ) ed un filo di acqua, ho aggiunto la metà della pasta, lo strolghino, l’ho ricoperta con le fette di zucchine sulle quali ho messo la provola affumicata e le fette di scamorza. Ho aggiunto parte del grana padano, ho messo alla fine l’altra metà delle pennette rigate e su tutto una generosa spolverata di grana. Ho infornato a 180 gradi in forno ventilato, già riscaldato, per circa 30 minuti curando che la parte superiore della pasta non rosolasse eccessivamente.

 

DURA LEX, SED LEX!

Sì, va bene, ma le esagerazioni sono esagerazioni. Per suffragare questo concetto voglio sottolineare tre episodi. Al tempo dell’obbligatorietà dello scontrino la guardia di finanza prese a fare controlli, del resto molto giusti e per un verso anche tardivi. Le tasse pur pesanti e dolorose devono essere pagate, e qui non ci piove !

Un bambino esce dalla drogheria assaporando un lecca lecca ( domanda: quanti anni poteva avere un tale degustatore di profumato zuccherino? ) ed un solerte milite gli si avvicina e non chiede se il lecca lecca fosse buono e di suoi gusto, bensì chiede di vedere lo scontrino. Probabilmente il solerte vigile ha spiegato per una decina di minuti cosa significasse “ scontrino “. Il fanciullino non ha saputo rispondere e probabilmente ha offerto al vigile di assaggiare il suo lecca lecca. Il vigile è entrato nella drogheria, ha multato la gerente e non contento della sua manifestazione di autorità ha multato anche il bambino e per lui il suo papà. Se ricordo bene la multa – non so se pagata – fu di 70 euro! Colpire uno per educarne cento! Vi ricorda nulla questa frase?

Notizia di questi ultimissimi giorni riguarda due belle multe appioppate senza misericordia a due persone.

Nella bergamasca, laddove i paesini sono uno accanto all’altro, una signora di 63 anni lasciava il suo paesello per raggiungere a piedi – quindi vicinissimo al suo  -un altro paese per…udite, udite, dar da mangiare qualche briciola di pane ad infreddoliti piccioni. Ebbene, come se fosse appostato dietro ad un cespuglio salta fuori un vigile e dopo un formale brevissimo interrogatorio appura che la derelitta benefattrice aveva lasciato qualche metro prima il suo paese, cosa questa proibita, e le affibbia una bella multa di 280 euro! ( ho sempre detto che i piccioni sono dannosi !)

Ieri, invece a Como, un senza tetto che da oltre dieci anni abita sotto i portici del Liceo Volta si era recato al suo posto di lavoro situato per terra, ma in una via adiacente, è stato avvicinato da un solerte vigile che costatato che aveva lasciato il suo domicilio sotto i portici del Liceo, cosa questa che confligge contro le disposizioni di legge secondo le quali non si può lasciare il proprio domicilio se non per accertati gravi motivi evidenziati nell’autocertificazione, gli contestava una bella multa di 280 euro se pagata subito o 400 euro se pagata successivamente. Probabilmente il solerte vigile sarà oggetto di indagine medico-scientifica atta a verificare se al posto del cuore avesse un terzo polmone. Staremo a vedere.

Concludendo “dura lex sed lex” ma vi è pur sempre un limite invalicabile considerando poi i trattamenti riservati a chi ha tutto ed a chi non ha niente!

Io e certamente il 99,99% delle persone in casi come questi avremmo volto lo sguardo altrove se mai facendo finta di starnutire giusto appunto per non infierire su persone innocue, già malamente toccate dall’avversa fortuna!


giovedì 19 novembre 2020

 

LE STAGIONI

Chi “deve” trascorrere la maggior parte del tempo in casa non può godere delle gioie dell’inverno, con le montagne imbiancate di candida neve, col profumo del camino acceso che spande nell’aere il sapore e l’odore della legna che brucia! Ci si rannicchia al tepore del chiuso criticando, a ragione, l’insipienza dei programmi della TV. Alcuni si assopiscono ( beati loro ) altri ricordano le primavere e le estati in riva al mare quando passeggiando si ascoltava lo sciabordio delle onde annusandone il profumo. Chissà perché le primavere e le estati ci donano la sensazione dell’immortalità, mentre l’autunno e più ancora l’inverno ci riportano alla morte fredda come la stagione.

Nei giorni del covid-19 si leggono sui giornali le morti di personaggi illustri ai quali si assegnava il dono dell’immortalità; qualche amico è partito, un parente lo ha seguito. Mi viene da pensare: ed io? Sì, mi sento bene e mi chiedo come sarà possibile che muoia? Vuoi vedere che ne sarò esentato?(E’ arrivato il momento di consultare uno psicologo !)

Dal balcone della sala della mia abitazione vedevo altissimi alberi lussureggianti, dapprima con le gemme, poi le foglioline di un verde appena accennato, poi il verde robusto ed ora con le foglie vestite di un marroncino sempre più marrone ed infine il distacco dal ramo e la svolazzante caduta a terra. Una similitudine con la nostra vita: si nasce, si cresce e si muore con tanti episodi che si inseriscono nei tempi della crescita. Piante, animali e noi con loro abbiamo un solo comunissimo inevitabile destino!

Mi viene in mente una poesia di Giuseppe Ungaretti, brevissima ma tagliente ed assordante come il tuono col fulmine

“Si sta come

d' autunno

sugli alberi

le foglie.“

Intanto…. Ci si vede alla prossima primavera!

                                         

PASTA E FAGIOLI CON LE COTICHE


PREAMBOLO: Questa mattina a Milano faceva freddo e vi era una nebbiolina. Le previsioni per i prossimi giorni sono di temperature in calo di una decina di gradi. Cosa fare? Mi porto avanti con il lavoro convinto che a queste temperature rappresentano un salvavita pasta e fagioli e brodo ben caldo di carni miste.

Bando alle ciance e cominciamo!

INGREDIENTI: FAGIOLI  CANNELLINI SECCHI: 250 GR. – COTICHE: 200 GR. – SEDANO: DUE COSTE – CIPOLLA BIONDA: UNA MEDIO GRANDE – AGLIO: UNO SPICCHIO – CONCENTRATO DI POMODORO: UN CUCCHIAIO COLMO – BRODO VEGETALE GRANULARE: UN CUCCHIAINO – OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO – VINO BIANCO SECCO: MEZZO BICCHIERE DA VINO – UN CIUFFETTO DI SALVIA. 

TEMPO: DUE ORE – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER “DIVERSE PERSONE “ 

La racconto in prima persona.

La sera precedente ho messo a bagno i fagioli cannellini in acqua tiepida dando loro appuntamento per il giorno dopo.

Questa mattina ho tagliato a fette quadrate la cotenna che non presentava nemmeno un filo di grasso e l’ho messa a lessare in acqua normalmente salata con l’aggiunta di un cucchiaino di brodo vegetale granulare. La cotenna ha cotto per circa 90 minuti.

Ho scolato i fagioli dalla loro acqua notturna, li ho messi in una casseruola di terracotta, li ho coperti di acqua tanto da lasciarli al di sotto di un paio di dita, ho aggiunto la costa di sedano tagliata grossolanamente e lo spicchio di aglio in camicia. Ho cotto i fagioli per circa 90 minuti, forse un po’ di più, fin quando non si sono cotti all'85%. Ho salato i fagioli. Ho tolto i fagioli così come erano nella casseruola anche con la loro acqua di cottura che si era leggermente ristretta.

Nella stessa casseruola di terracotta, ho messo l’olio evo, la cipolla affettata ed uno spicchio di aglio tritato. Ho cominciato a soffriggere. Dopo una decina di minuti ho aggiunto la cotenna ridotta a strisce lasciandola cuocere per una quindicina di minuti. Ho aggiunto il ciuffetto di salvia ed ho sfumato poi col vino bianco. Dopo una decina di minuti ho aggiunto il concentrato di pomodoro, un goccio di acqua calda. Trascorsi altri dieci minuti ho aggiunto i fagioli tenuti da parte irrorandoli con un filo di acqua. Ho continuato a cuocere a fuoco moderatissimo per circa 15 minuti.

Nel frattempo ho cotto in acqua normalmente salata dei tubettini che ho poi unito ai fagioli. Ho aggiunto anche un po’ di acqua di cottura della pasta. Dopo cinque o sei minuti ho spento il fuoco lasciando raffreddare un po’. Li ho serviti conditi con un filo di olio evo ( di quello buono ) aggiungendo poi un pizzico di peperoncino macinato!