OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

domenica 19 agosto 2018

IL PONTE DI GENOVA


L’I.R.I. acronimo de Istituto per la Ricostruzione Industriale venne fondato durante i fascismo nel 1933 ed aveva filiali in quasi tutte le grandi attività industriali come Alfa Romeo, Alitalia, Autostrade, Banca Commerciale Italiana, Banco di Roma, Cofiri, Credito Italiano, Fincantieri, Finelettrica, Finmare, Finmeccanica, Finsider, Finsiel, Italstat, RAI, SME, STET.
Queste società non erano tutte in utile, esse servivano soprattutto per finanziare tutta la politica del così detto “ arco costituzionale “. E si tirava a campare!
Poco prima del 1956 la rete stradale italiana era modestissima, le strade erano provinciali, comunali e per muoversi per pochi chilometri occorrevano diverse ore. Poi arrivò il miracolo con l’Autostrada del Sole che collegava e collega Milano con Napoli passando per Firenze e Roma. Vi era da pagare un pedaggio che veniva corrisposto con grande gioia perché si percorrevano grandi distanze velocemente senza attraversare paesi e città. Ricordo che nel richiedere il pedaggio si promise che una volta ammortizzati i costi il pedaggio sarebbe stato abolito. Promissio boni viri est obbligatio!!! Ma quando mai! I pedaggi hanno avuto aumenti del 400 %!!!!!!!
Si, va bene però vuoi mettere come si viaggia adesso? Stazioni di servizio imponenti, posti di ristoro serviti anche da ristoranti e tante altre comodità. All’inizio non vi erano problemi, i ponti restavano in piedi anche perchè erano appena …nati. Nel corso degli anni la corruzione e l’avidità di guadagno hanno fatto sì che i materiali utilizzati nella costruzione dei ponti e dei viadotti fossero sempre più modesti tanto di assicurare alle ditte appaltatrici anni di manutenzione e ripristino sempre a spese del contribuente. E poco male se queste manutenzioni fossero eseguite a regola d’arte. Ho visto recentemente un ponte i cui piloni si sgretolavano alla semplice pressione di una mano!
La proprietà delle autostrade resta in capo allo Stato ma la gestione e manutenzione è affidata a terzi. E siamo arrivati al disastro di questi giorni.
Il crollo del ponte a Genova probabilmente è stato dovuto ad errori nella progettazione non tanto per la realizzazione quanto per la capacità di accogliere traffico molto più imponente rispetto quello immaginato al momento della costruzione e credo anche perché i materiali usati non hanno tenuto conto di alcuni elementi naturali quale il vento e la salsedine. I Benetton non hanno investito in manutenzione che una scarsissima percentuale degli utili dirottati velocemente e stabilmente nella remunerazione del capitale. Alcuni ponti “ Morandi “ costruiti qua e là sono crollati ed è di ieri la notizia che Clemente Mastella sindaco di Benevento ha chiuso al traffico il ponte “ Morandi “ del suo comune!
Vi era uno studio sulla tenuta degli stralli cioè i tiranti ancorati alle antenne del ponte per sostenerlo. Recentemente si era assodato che proprio gli stralli ceduti erano a rischio tanto che erano state predisposte le opere di consolidamento da farsi però con calma e senza affrettarsi. E’ arrivato prima il crollo con devastazione e morte di tantissime persone purtroppo oggi indicate come numeri: i morti sono 21 – 28 – 38 – 39 – 41-43!!!!!
In questi anni la concessione ai Benetton ( si, va bene Atlantia, e mica è mia !!  ) è stata sempre prorogata gratuitamente ed i pedaggi sono stati sempre aumentati su richiesta dei gestori giustificandone l’aumento per le opere di monitoraggio, manutenzione e ripristino. Incassiamo subito e manuteniamo con comodo!
In conclusione, con i soldi nostri abbiamo costruito  le autostrade, le abbiamo date in concessione quasi gratuita e continuiamo a pagare pedaggi sempre più cari. Pensate è come se depositassimo dei soldi in banca e pagassimo interessi gravosi anziché incassarli. In Italia tutto è possibile.
Dimenticavo sottolineare che ai funerali di Stato sono stati applauditi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, i vigili del fuoco, i soccorritori, Di Maio e Salvini. Vi dice niente tutto ciò?

venerdì 17 agosto 2018

PASTICCIO DI MACCHERONI AL FORNO IN COCOTTE  




INGREDIENTI: MEZZE PENNE: 250 GR. - MOZZARELLA: 200 GR. - RICOTTA:DUE CUCCHIAI COLMI - PROSCIUTTO COTTO:100 GR. - ZUCCHINE:200 GR. - FORMAGGIO GRANA:150 GR. - SALSA DI POMODORO FRESCO E BASILICO:Q.B. - SOTTILETTE KRAFT: 2 - POMODORI PERINI: 1 KGR. . OLIO EVO: TRE CUCCHIAI

TEMPO: 90 MINUTI - DIFFICOLTA' - FACILE - DOSI PER 4 PERSONE

Scottare, pelare  i pomodori per preparare una salsa di pomodoro aggiungendo solo tre cucchiai di olio evo,  un pizzico di zucchero poi un pizzico di sale ed infine un ciuffetto di basilico, cuocendo il tutto per una trentina di minuti.
Cuocere in acqua delicatamente salata le mezze penne e scolarle al dente. Ridurre il prosciutto cotto in piccoli dadi e la stessa cosa va fatta con la mozzarella.
Nel frattempo si saranno fritte le zucchine in olio di girasole dapprima leggermente infarinate.
Condire in una zuppiera le mezze penne con parte della salsa di pomodoro, aggiungere i dadi di prosciutto cotto e mozzarella ed infine la ricotta rimestando per bene. Aggiungere parte del formaggio grattugiato ed ancora un pò di salsa.
In una cocotte versare un pò di salsa di pomodoro ed uno strato di mezze penne sulle quali deporre le fette di zucchine  ricoprendole con poca salsa di pomodoro, spolverizzandole poi con un pò di grana grattugiato. Fare un altro strato di pasta, versarvi un pò di salsa di pomodoro e su tutto due sottilette. Ancora qualche cucchiaiata di salsa ed una spolverata di formaggio grattugiato.
Infornare  a 190 gradi per trenta minuti più o meno fin quando si sarà formata una crosticina in superficie.
Il diametro delle cocotte nella foto è di cm. 19 giusto per dare un'idea


mercoledì 15 agosto 2018


SPAGHETTI INCREDIBILI

INGREDIENTI:POMODORI PERINI:N.10 -   FUNGHI CHAMPIGNON:100 GR. – NDUJA: UN CUCCHIAIO COLMO – OLIO EVO: SETTE CUCCHIAI – SALE: QB –AGLIO DUE SPICCHI –FORMAGGIO PECORINO GRATTUGIATO: 50 GR. - SPAGHETTI N. 5: 500 GR.

TEMPO: 60 MINUTI -  DIFFICOLTA’: FACILE  -  DOSI PER 5 PERSONE

Ricavare sei spicchi da ogni pomodoro perino e deporli in una padella anti aderente in cui si sarà versato l’olio. Aggiungere l’aglio e lasciare cuocere delicatamente. Quando l’intingolo si sarà amalgamato per bene aggiungere i funghi champignon tagliati per il verso lungo e con fette alte un paio di millimetri. Continuare la cottura regolando il sale. Pochi istanti prima di spegnere il fuoco aggiungere la nduja e rimestare pere bene in modo che possa inserirsi adeguatamente.
Cuocere la pasta e toglierla al dente tuffandola nella padella. Rimestare bene in modo da far amalgamare il tutto. Cospargere con formaggio pecorino e servire caldi.

venerdì 10 agosto 2018



CHI DI SPADA FERISCE...........

Qualche giorno fa il Granduca di Toscana, leggermente dimezzato, ha comunicato al mondo intero che rientrare presto in gioco sarebbe toccato a lui perché la magistratura aveva nel mirino altri partiti - tipo Lega - per alcune somme di danaro sparite o parcheggiate altrove in barba alle disposizioni di legge. Molti hanno brindato al ritorno del Granduca altri hanno detto “ azz, ancora lui, …ma non dovevamo vederci più? “” Qualcun altro ha pensato “ a volte ritornano “ Insomma come sempre ci si divide tra gli estimatori ( sempre meno ) ed i detrattori, in continua crescita.
Mentre Matteo si stava crogiolando nell'attesa del gran ritorno ecco che il destino gli gioca un brutto tiro.





Sulla  stampa nazionale è apparso un articolo dal titolo:

«I soldi destinati ai bambini africani finiti nei conti di familiari di Renzi» 

Sembrerebbe – ma io non ci credo – che parte dei dieci milioni di dollari donati dall’UNICEF per i progetti dell’associazione Play Therapy Africa destinati ai bambini affamati in Africa, siano transitati – per altro rimanendoci – sui conti privati di una cerchia ristretta di parenti del Granduca, uno dei quali ha acquistato una casa in Portogallo. Un'altra fermata a richiesta dei fondi è stata fatta per finanziare Eventi6, Quality Press Italia e Dot Media, società riconducibili alla famiglia Renzi o a sostenitori della prima ora dell’ex premier.
I pubblici ministeri chiedono all’Unicef di denunciare i parenti del Granduca altrimenti si dovrà procedere solo per un paio di presumibili reati come il riciclaggio ed il reimpiego illecito di fondi.
Un signore che informava l’universo mondo di avere solo una decina di migliaia di euro sul suo debilitato conto corrente stranamente poi ha comperato un'abitazione molto signorile al prezzo di un milione trecentomila euro! Ma questa è solo una pura coincidenza !
Le case per i politici sono pietra di inciampo. Alcune case arrivano a loro ad insaputa dell’interessato, altre in terra straniera provocano indagini e rinvii a giudizio coinvolgendo una  strettissima e compiacente parentela.
Il minimo denominatore comune i questi episodi di accaparramento è la donna intesa come madre, sorella, amante, moglie, cognata ecc. in poche parole: si muovono i soldi ed allora : CHERCHEZ LA FEMME! 



Sicuramente saremo indirizzati nei serbatoi dei soldi a qualche persona o organizzazione sottratti ed investiti in....casette al mare!
Per evitare tutto ciò si dovrebbe tornare al baratto! Ma non è possibile. Pazienza !

giovedì 26 luglio 2018


POLPETTE DI ZUCCHINE

INGREDIENTI: ZUCCHINE 700 GR. – CIPOLLA: MEZZA MEDIO GRANDE – UOVA: DUE INTERE – PANE RAFFERMO:250 GR. – PREZZEMOLO: UNA PICCOLA MANCIATA – PANGRATTATO: QB. – FORMAGGIO GRANA: 100 GR. – OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO –SALE E PEPE: QB – (PER GLI AMANTI DEL BRIVIDO UN CUCCHIAINO DI NDUJA CALABRESE ) – MORTADELLA: DUE FETTE

TEMPO: 90 MINUTI – PREPARAZIONE: FACILE – DOSI PER 7 PERSONE

Ridurre in poltiglia la mezza cipolla e versarla in una padella anti aderente in cui è stato messo l’olio. Lasciar appassire dopo di che aggiungere le zucchine passate nella tipica grattugia, aggiungere un po’ di sale e pepe e lasciare stufare. Quando il tutto sarà ben amalgamato togliere dal fuoco e versare il prodotto in una terrina per farlo raffreddare. Ammollare il pane raffermo e strizzarlo energicamente. Aggiungere il pane alle zucchine, le due uova, il prezzemolo tritato finemente, il formaggio grana, la mortadella tritata, il cucchiaino di nduja e rimestare per bene. Se il composto dovesse risultare poco denso allora unire il pangrattato  fin quando si sarà raggiunta la consistenza voluta.
Fare quindi delle polpette, rivoltarle nel pangrattato e friggerle in abbondante olio di girasole utilizzando un recipiente piuttosto alto in modo che le polpette affoghino nell’olio bollente tanto da risultare perfettamente fritte con assorbimento dell’olio quasi nullo.
Queste polpette si possono consumare così come sono tolte dall’olio oppure..sporcate con una delicata salsa di pomodoro fresco

martedì 24 luglio 2018

SERGIO MARCHIONNE

Parce sepulto, ovvero perdona chi è morto, ovvero è inutile continuare ad odiare dopo la morte.
Purtroppo per lui e per i suoi cari Sergio Marchionne ha imboccato il viale del tramonto, il viale del viaggio senza ritorno. Franzo Grande Stevens in un' accorata lettera al Corriere della Sera ha scritto che Sergio Marchionne è rimasto vittima delle sigarette che accendendole in continuazione le accoglieva con la frase “ queste mi portano alla morte “ forse per esorcizzarla, ma sta di fatto che la sua patologia della quale è vittima è proprio quella del cancro ai polmoni in zona apicale, vicinissimo alla aorta e proprio per questo inoperabile o difficilmente operabile a causa degli elevati rischi durante e dopo l’intervento chirurgico. Una statistica pubblicata oggi racconta che 8 casi su dieci di tumore ai polmoni è causato dal fumo di sigaretta, anche passivo.
Ma non è su questo che voglio soffermarmi quanto su come la storia personale, manageriale e clinica di Sergio Marchionne è stata raccontata.
Molti i peana a lui dedicati, ma anche qualche voce fuori dal coro che ha illustrato gli aspetti negativi dell’uomo e del grande indiscutibile manager. La sua dedizione al lavoro, le notti insonni per identificare le strategie più opportune, il pretendere il massimo possibile da tutti senza alcuna distinzione e pretenderlo anche con modi decisamente rudi sono tutte le qualità essenziali dell’uomo. Ha salvato la Fiat azzerando si suoi debiti, la lascia, sia pure con un altro nome, dieci volte più forte di quanto l’abbia trovata e sono proprio questi i risultati che contano di un manager facendolo diventare un grande manager.
Ovviamente poi ci sono i problemi organizzativi di carattere fiscale, vale a dire lo spostamento della sede fiscale di Fca (nata appunto dal “matrimonio” tra Fiat e Chrysler) in Gran Bretagna, la Exor, la finanziaria di famiglia, in Olanda, so allo scopo di pagare meno tasse.
In ogni caso una azienda grande come la FCA non è un ente assistenziale e lo scopo da raggiungere – e raggiunto – è quello di assicurare la massima remunerazione al capitale. Dà fastidio ma è così!
Nel momento della sofferenza dei propri cari non è accettabile che si prendano posizioni contro l’uomo ed il manager mentre è in fin di vita. La correttezza professionale richiederebbe un discreto silenzio e successivamente un equidistante commento sulle doti personali e professionali dell’uomo e poi, ancor più distanziate nel tempo, le considerazioni molto vicine alla realtà per far comprendere tutto il bene ed il male che hanno accompagnato la vita di una persona di indiscutibile valore.
Quando un tale personaggio si appresta a lasciare questa “valle di lacrime” i giornali tutti hanno pronti gli articoli celebrativi e denigrativi, i così detti coccodrilli, pronti ad essere pubblicati con la velocità come quella dei centometristi allo sparo dello starter. In questi giorni si sta esagerando e tutti gli articoli di stampa parlano di un uomo già morto!!.....l’anima del commercio!!!!!

domenica 8 luglio 2018

.......ERCOLINO SEMPRE IN PIEDI




Ieri l’assemblea del fu partito democratico ha deciso di non decidere e rimandare tutto al 2019 così come ha stabilito il Granduca di Toscana che si è messo da parte giusto appunto per prendere la mira e mitragliare i suoi avversari ammutoliti ed increduli.
Più il tempo passa e più mi chiedo chi è mai questo Renzi, chi lo protegge, chi lo sostiene e per quali motivi dato che da sempre vige il “ per niente nessun fa niente “. Ci sono sicuramente enti ed organizzazioni che non possono che nascondersi dietro di lui, dietro al perdente di successo che sta distruggendo il partito nella palese indifferenza o impotenza dei suoi dirigenti a lui contrari.
Nell’assemblea non si è parlato – forse non era la sede adatta – di un esame di coscienza da tutti richiesto, di strategie per riconquistare il minimo sindacale per non sparire del tutto dalla scena politica italiana, si è assistito alla notte dei lunghi coltelli con il Granduca che minacciando gridava ai suoi debolissimi scontenti : ci rivedremo a Filippi e perderete di nuovo. La battaglia delle idee per Renzi è questa: battaglia per eliminare gli avversari non attraverso l’enunciazione di idee per il bene del suo partito e dell’Italia bensì per restare unico e supremo duce di un partito destinato a sopravvivere. Mi sembra la battaglia degli ultimi giapponesi! In genere si dice “ salire sul carro del vincitore “ ma in questa tragicommedia mi sembra più realistica la locuzione “ salire o restare sul carro del perdente. Cui prodest? Vorrei tanto saperlo! Anche il grande Napoleone Bonaparte dopo Lipsia nel 1813 chiese la pace e abdicò andando in esilio all'Isola d'Elba! Non volle o non potè godersi le stupende inarrivabili bellezze dell’isola e della sua dimora costruita come una reggia ritornando poi a Parigi per riprendere il potere fino al 1815 fino alla seconda storica sconfitta di Waterloo dopo di che fu esiliato a Sant’Elena. Taccio dei Grandi del passato più o meno recente che sconfitti una o due volte furono poi esautorati e mandati per sempre in vacanza. Il Granduca di Toscana è immune da queste conclusioni e rimane in pista a muovere le pedine dei suoi sudditi in maniera efficace ed arrogante. 



I sui discreti e tentennanti avversari hanno commentato l’intervento di Renzi all’assemblea di ieri con timidissime parole, quasi a non volerlo minimamente indispettirlo. Il mite Gentiloni si lasciava andare ad un patetico «Imbarazzante, Matteo è stato veramente imbarazzante». ( appena sussurrato ad un paio di amici ); il governatore del Lazio Zingaretti accennava ad un flebile “ questo non ascolta nessuno, questo non cambia mai” ovviamente riferito a Matteo!
Se un paio di “ democratici “ fuori escono dal partito e ne fondano un altro libero ed uguale mi domando perché la parte eternamente soccombente degli avversari politici del Granduca non vanno via anche loro per irrobustire le fila dei liberi ed uguali e polarizzare le anime vaganti di ogni sinistra residuale permettendo in tal modo di facilitare il congresso dei sudditi renziani da celebrare in una stanzetta monolocale e non nell’hotel Ergife considerando il numero dei superstiti. Ci sono stratosferici interessi sia per la permanenza sulla scena polita di Matteo Renzi e sia per i suoi oppositori incapaci di darsi una mossa come si dice in gergo. Da sempre chi vince ha sempre ragione, chi perde va a casa, ma questi concetti non pare possano riguardare la vita politica di Renzi e dei suoi sudditi!