OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

QUANTO E' BELLA GIOVINEZZA
CHE SI FUGGE, TUTTAVIA
CHI VUOL ESSER LIETO SIA
DI DOMAN NON V'è CERTEZZA

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lunedì 10 dicembre 2018


FILETTO DI MAIALE AI FUNGHI






INGREDIENTI: FILETTO DI MAIALE: 700 GR. – FUNGHI CHAMPIGNON: 500 GR. – PREZZEMOLO: UN PAIO DI CUCCHIAI RICOLMI – LIQUORE MIRTO: MEZZA TAZZINA DA CAFFE’ – VINO BIANCO SECCO: MEZZO BICCHIERE DA VINO – BURRO: 50 GR. – AGLIO: UNO SPICCHIO – SALE: QB - MIELE MILLEFIORI: DUE CUCCHIAI

TEMPO: 90 MINUTI -  DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER 5 - 6 PERSONE

Affettare i funghi champignon. In una padella anti aderente mettere lo spicchio di aglio diviso a metà ed il burro. A fuoco moderatissimo lasciar sciogliere il burro e versare i funghi champignon cuocendoli a fuoco moderato per una ventina di minuti. Salarli ed a fine cottura aggiungere il prezzemolo tritato. Nel frattempo porre il filetto su un tagliere ed aprirlo a libro ovviamente per il lungo. Una volta aperto, partendo dall’interno verso l’esterno fare la stessa operazione in modo da avere  il filetto come un foglio. Appoggiare la carne su una pellicola o carta da forno. Coprirla con la pellicola e col batticarne stenderla per benino delicatamente. I funghi già tolti dal fuoco devono essere raffreddati. Salare la carne ed aggiungere il restante prezzemolo. Aggiungere a questo punto metà funghi ed aiutandosi con la pellicola sottostante avvolgere la carne su se stessa. Legarla per bene. Consiglio di fare singoli nodi. Nella stessa padella in cui erano stati trifolati i funghi aggiungere l’olio evo e subito dopo l’involtino di carne. Rigirarla spesso per favorire la chiusura dei pori. Bagnarla dapprima con il mirto e dopo un paio di minuti sfumare con il vino bianco.Versarvi sopra il miele e nel forno già caldo a 180 gradi infornare per una ventina di minuti il filetto utilizzando anche il sughetto ed un po’ di vino bianco. Nel corso della cottura in forno se il filetto si asciuga aggiungere un po’ di vino bianco. Togliere dal forno e dopo 30 minuti di riposo affettarlo ed unirlo ai restanti funghi che raccoglieranno anche il sughetto dell’arrosto.

sabato 17 novembre 2018

EUTANASIA

Un tema ricorrente è quello della eutanasia, parola che deriva dal greco e formata da thánatos ‘morte’, col pref. eu- buona, quindi morte buona che per similitudine diventa “ dolce morte “.
Forse mi attirerò molti nemici tra coloro che affermano che nessuno di noi è proprietario della propria vita e che ogni vita è degna di essere vissuta. Proprio nell’” esser degna “ che casca l’asino! Coloro che legittimamente sono contro l’eutanasia dovrebbero immaginare l’ammalato in fase più o meno terminale in preda a sofferenze difficilmente governabili, con gli occhi sbarrati rivolti al soffitto, con la bocca aperta in una smorfia satanica, che vorrebbe dire qualcosa, nel caso fosse vigile, non potendolo fare, vorrebbe stringere la mano amica mentre la sua non risponde al minimo comando; l’alimentazione fornita da un sondino naso-gastrico ed i suoi polmoni funzionanti grazie ad una ventilazione indotta. Immaginiamo  che tutto questo orrore si protragga per giorni e mesi! Come poi non considerare il dolore dei famigliari impotenti difronte a tale strazio? Non sarebbe allora meglio attivare una prolungata e profonda sedazione fino alla fine di questa martoriata vicenda umana ?
Vi è poi un aspetto di ordine religioso da considerare. La vita non appartiene all’uomo, essa appartiene a Dio che l’ha dà e la toglie quando vuole! Opinione del tutto legittima e per molti versi condivisa per il credente che fino all’ultimo spera nella clemenza divina. Chi non è religioso cosa fa? Egli non aspetta nient’ altro che la morte liberatrice dalle sue inaudite sofferenze.
Altro aspetto è quello legale e qui sta al legislatore leggersi  bene la grammatica e la sintassi per scrivere una legge chiara che non consenta diverse interpretazioni.
1)  L’eutanasia si richiede allorquando il quadro clinico non solo è decisamente compromesso ma che è causa di indicibili sofferenze che non possono essere ridotte o eliminate. Tale condizione deve essere accertata da un consulto di tre medici, uno dei quali psicologo che verifichi la volontà del malato di porre fine alle sue sofferenze.
2)  L’eutanasia non si applica ai minori ed agli anziani che non si trovino nelle condizione di cui sopra.
3)  L’eutanasia viene eseguita senza provocare altre sofferenze sia pure limitate per il tempo utile per effettuarla.
4)  Coloro che contravvengono a queste disposizioni avranno una condanna a 30 anni di reclusione senza patteggiamento o rito abbreviato.
Sono consapevole che non sempre la dolce morte produce effetti ottimali, ma mi piace immaginare il malato disteso sul letto mentre stringe la mano amica, la sua fronte non è madida di sudore, il suo respiro lieve, i suoi occhi chiusi con il suo ultimo sorriso che nasce e muore sulle sue labbra!
Perché rinunciare a tutto questo solo per affermare la contrarietà all’eutanasia che pretestuosamente si teme venga imposta a minori e vecchi gravemente disabili se mai per alleggerire i costi di una inutile sanità?

domenica 11 novembre 2018


ARRIVANO I SOLDI !!


La Corte di Lussemburgo pretende che il governo debba riscuotere l’ICI relativa al periodo 2006-2011 anche per gli enti non commerciali in capo alla Chiesa.
Organi di stampa hanno scritto che la Chiesa possiede circa 130.000 immobili suscitando lo stupore dei ben pensanti che dimenticano che una volta, poco più di 150 anni fa, la Chiesa deteneva il potere temporale, era uno Stato sovrano,(invaso per altro senza una preventiva dichiarazione di guerra) , possessore di un considerevole patrimonio immobiliare.
Invadere gli Stati sovrani senza una dichiarazione di guerra era un vizio di famiglia piemontese!! Leggi annessione del Regno delle Due Sicilie!!
Per contro sappiamo noi quanti immobili attualmente possiede lo Stato Italiano? Stendiamo poi un velo pietoso sulle ingenti spese che lo stesso sopporta e la scarsissima, ed in alcuni casi nulla, messa a frutto di tale patrimonio. Capisco e mi sembra giustissimo che la Chiesa paghi regolarmente l’ICI sugli immobili non destinati al culto o alle opere caritatevoli, ma tassare le chiese e gli oratori mi sembra una vera esagerazione. Si dice sempre….” Ce lo chiede l’Europa “ ed a volte questo è un vero scudo per auto assolversi! Non è mai colpa nostra, ma di altri !!

Del resto anche nella cattolica Spagna è successo di peggio, infatti La sindaca di Barcellona Ada Colau ha chiesto, ottenendola, la somma di 36 milioni di euro all’ente responsabile della costruzione della celeberrima Sagrada Familia perché costruita senza permessi edilizi ben 136 anni or sono. Se fossi stato io il responsabile della costruzione di tale imponente e celeberrima opera avrei detto: non vi pago, mandate pure le ruspe !!!
Sono sicuro che tra un po’, dopo aver fatto le opportune verifiche catastali ,qualcuno chiederà agli eredi un po’ di milioncini per aver costruito senza le necessarie licenze edilizie il  Colosseo e l’Arena di Verona. Non si sa mai che si possa diminuire in tal guisa il nostro asfissiante debito pubblico!

giovedì 8 novembre 2018


RISOTTO CON TOPINAMBUR E 

FUNGHI CHAMPIGNON


INGREDIENTI: TOPINAMBUR: 250 GR. – FUNGHI CHAMPIGNON:250 GR. – OLIO EVO: SEI CUCCHIAI – PREZZEMOLO: DUE CUCCHIAI – RISO CARNAROLI: TRE TAZZINE DA CAFFE’ -  SALE E PEPE: QB. -  BRODO VEGETALE: 1 LT. – VINO BIANCO SECCO: MEZZO BICCHIERE.

TEMPO:45 MIN. – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER 3 – 4 PERSONE

Pulire per bene i topinambur e pelarli. Ridurli in piccoli cubetti. In una casseruola anti aderente versare l’olio ed i topinambur cuocendoli per dieci minuti rimestando spesso ed altri cinque minuti con coperchio. Nel frattempo pulire i funghi champignon pelando le cappelle ed affettarli grossolanamente aggiungendoli ai topinambur. Continuare la cottura a fuoco moderato e sfumare col vino bianco. Regolare di sale e pepe. Aggiungere ora il riso e procedere alla cottura come sempre aggiungendo di tanto in tanto un mestolino di brodo caldissimo evitando di cuocere il riso…” in brodo “.
A cottura ultimata aggiungere il prezzemolo tritato fresco e servire dopo un solo minuto di riposo.

mercoledì 31 ottobre 2018

MINESTRA DI CAVOLFIORE E TRIPPA

 “ DANIELE “





INGREDIENTI: TRIPPA:650 GR. – CAVOLFIORE: 1 KGR. – SEDANO, CAROTA E CIPOLLA: 250 GR. CAD. – PASTA TIPO CAVATELLI SECCHI:150 GR. – OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO – PREZZEMOLO: UN CUCCHIAIO TRITATO AL MOMENTO – FORMAGGIO GRANA O PARMIGIANO: 100 GR. – POLPA DI POMODORO: UNA SCATOLA DA 400 GR. – SALE E PEPE: QB. -  BASILICO: UN CIUFFETTO

TEMPO: 90 MINUTI  -  DIFFICOLTA’ – FACILE – DOSI PER 6/7 PERSONE

Con metà degli odori fare un brodo vegetale ed appena giunge a bollore versarvi la trippa ridotta a listarelle evitando la qualità “ foiolo”. Cuocere per circa mezz’ora per togliere odori particolari.
In una padella anti aderente versare le cimette di cavolfiore e soffriggere nell’olio evo per venti minuti a fuoco moderato e rimestando spesso. Fare un tritato con gli odori residui e tenerlo da parte. Aggiungere sale e pepe. Quando le cimette saranno soffritte aggiungere tre bicchieri di acqua calda e continuare la cottura. Prima che l’acqua asciughi aggiungere metà trito di odori, rimestare e continuare la cottura sempre a fuoco moderato. Dopo una decina di minuti aggiungere la polpa di pomodoro. Nel frattempo in una padella anti aderente si saranno versati un filo di olio e gli odori soffriggendoli per cinque o sei minuti dopo di che si sarà aggiunta la trippa scolata dal brodo vegetale.






Ritornando alla padella con il cavolo verificare che non si sia asciugato troppo il prodotto, se mai aggiungere un bicchiere di acqua calda e successivamente la trippa. Altra operazione è quella di procurarsi dei cavatelli cotti in acqua normalmente salata per aggiungerli alla minestra in cottura. 


CAVATELLI

Aggiungere un ciuffo di basilico. Regolare di sale e pepe. Togliere dal fuoco e versarvi il parmigiano grattugiato.





Sarebbe stato opportuno aggiungere all’inizio del peperoncino piccante, ma non tutti i commensali l’avrebbero gradito cosicché un filo di olio….santo potrà essere versato direttamente nei piatti in tavola.

lunedì 29 ottobre 2018

COMBATTENTI, REDUCI........ED IMBECILLI

Da che mondo è mondo vi sono sempre  “ combattenti e reduci “ che si riuniscono per ricordare gli anniversari delle vittorie e delle sconfitte ritenute ingiuste e consumate con atrocità commesse  sia da vincitori che le dimenticano sia da vinti che le ricorderanno per sempre. Recentemente la RAI ha trasmesso un documentario molto bello ed interessante su Vienna e gli Asburgo ed ho visto gli onori riservati all’ultima imperatrice Zita  di Borbone-Parma con grande partecipazione di “ combattenti e reduci “.Non parliamo poi della triste fine di Francesco II delle Due Sicilie e ancora di più quella della regina Maria Sofia di Wittelsbach, sua consorte che tra l’altro era sorella della più nota Sissy moglie di Francesco Giuseppe imperatore di Austria ed Ungheria ecc. ecc.. Non parliamo poi dei " combattenti e reduci" che si riuniscono, ancora oggi, per ricordare il generalissimo Josif Stalin che certo non era iscritto all'Azione Cattolica. Nel bene e nel male questi personaggi hanno lasciato dietro di loro una scia di meriti e demeriti dando origine a manifestazioni di rimpianto sempre più diluite nel tempo, ma pur sempre presenti come fiammelle votive a ricordo.
Detto questo non voglio in nessun caso togliere la patina sentimentale alle riunioni commemorative, ma ieri, 28 ottobre 2018, novantesimo anniversario della marcia su Roma a Predappio è andata in scena l’idiozia, l’imbecillità la turpe negazione dell’olocausto consumato ad Auschwitz, negazione che a mio avviso è ancor più grave rispetto alle atrocità inaudite a suo tempo commesse. Una persona, forse è meglio definire solo “ un essere vivente “ indossava una maglietta nera con l’immagine bianca dell’entrata al campo di sterminio di Auschwitz con la dicitura: “Auschwitzland”. 




L’inferno di Auschwitz è diventato per questa ameba un parco dei divertimenti! Mi piacerebbe che un magistrato la incriminasse per concorso  morale in strage. Auguro a questa bipede vivente di udire senza fine e sempre più alte le grida ed i pianti di uomini donne e bambini torturati da altri esseri spregevoli, fino a farla impazzire. E poi finalmente potrò ridere anche io!

domenica 28 ottobre 2018

LONZA RIPIENA AL FORNO

INGREDIENTI: LONZA DI MAIALE: 1 KGR. - SPINACI IN FOGLIA SURGELATI: 300 GR - MORTADELLA: 3 FETTE - FRITTATA: 100 GR. - SALSICCIA: DUE CAPI - FORMAGGIO GRANA: 70 GR. - PISTACCHIO IN POLVERE: UN CUCCHIAINO -  SALE E PEPE: QB. - OLIO EVO: MEZZO BICCHIERE DA VINO - VINO ROSATO: MEZZO BICCHIERE ABBONDANTE - ROSMARINO : UN RAMETTO.


TEMPO: 30 MINUTI PER LA PREPARAZIONE E DUE ORE PER LA COTTURA - DIFFICOLTA': MEDIA -   DOSI PER 7 PERSONE

Porre la lonza su di un tagliere ed eliminare le parti grasse evidenti dopo di che aprirla delicatamente formando una specie di panno sul quale deporre il sale, il pepe e la polvere di pistacchio.



Sulla lonza così stesa deporre le fette di mortadella, la frittata e gli spinaci precedentemente scottati.



Aggiungere il formaggio grattugiato ed i due capi di salsiccia deponendoli all'inizio della lonza.



Arrotolare la lonza evitando che il ripieno fuoriesca e legarla per bene come si vede nella foto.



A questo punto porre al fuoco una padella anti aderente senza aggiungere altro in modo che i pori della lonza si sigillino. Dopo una decina di minuti di cottura a fuoco vivace sfumare con metà vino.

In una pirofila da forno versare l'olio ed il vino residui, il rosmarino e cuocere per venti minuti a 220 gradi rivoltando la lonza dopo dieci minuti.Abbassare i gradi del forno a 120 e cuocere per 90 minuti.

A fine cottura avvolgere la lonza in carta stagnola e lasciarla riposare poco più di mezz'ora per ottenere la distribuzione dei liquidi e renderla così morbida.


Risultato finale chiuso.
Risultato finale aperto.