OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

Cicerone:
(106 a.C. 43 a.C. )

"Le finanze pubbliche devono essere solide, il bilancio deve essere equilibrato, il debito pubblico deve essere ridotto, l'arroganza dell'amministrazione deve essere combattuta e controllata, e gli aiuti ai paesi stranieri devono essere ridotti affinché Roma non fallisca. Le persone devono ancora imparare a lavorare invece di vivere con l'assistenza pubblica. »


IL MEGLIO E' NEMICO DEL BENE!!

CHI STA AL POTERE PRENDE I GERMI DEL POTERE ( Massimo Giletti )

QUANTO E’ BELLA GIOVINEZZA CHE SI FUGGE, TUTTAVIA CHI VUOL ESSER LIETO SIA DI DOMAN NON V’è CERTEZZA

Donne e giovinetti amanti, viva Bacco e viva Amore! Ciascun suoni, balli e canti! Arda di dolcezza il core! Non fatica, non dolore!

Due strofe dal " trionfo di bacco ed arianna" di LORENZO de' medici


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domenica 21 giugno 2020

QUANTO E' BELLA LA MIA CITTA'

In una chat dedicata alla squadra di calcio del Foggia Giovanni Cataleta ha scritto l’articolo seguente che mi ha commosso moltissimo risvegliando una delle più crudeli nostalgie. Non tutti conoscono Foggia ed è per questo che inserisco nel mio blog il suo articolo a perenne memoria almeno finché sarò vivo. Ora lo leggo e lo rileggo giusto per alimentare la parte migliore del cuore umano: il sentimento.

Mia cara Foggia, spesso mi capita di pensarti e di essere risucchiato in un vortice di forti emozioni altalenanti. Ci sono i giorni in cui ti penso con amore, altri con nostalgia, alle volte mi capita persino di pensarti con rabbia. Ma ultimamente ho iniziato a guardarti con nuovo punto di vista. Da un po’ di tempo, quando ti penso, sono pervaso da un senso di dispiacere, un sentimento nato da una crescente consapevolezza di quanto tu sia l’esempio emblematico di  quell’atteggiamento feroce e spietato quale il pregiudizio. Mi pare di vederti come vittima discriminata da parte di gente che, senza neanche conoscerti, continua ad offenderti e definirti città brutta, senza alcuna attrattiva e senza storia.
Poco importa se in verità nei tuoi oltre 1000 anni di vita hai avuto la forza di crearti una fiera identità. Magari chi ti definisce brutta non ti ha mai visitata, non può sapere che tu custodisci ben sette opere di Francesco De Mura, un Ecce Homo attribuito a Guido Reni, l’altare della chiesa madre ad opera di Sanmartino, la Ballerina di Botero, la Genesi di Deredia.
Questa gente probabilmente nemmeno è a conoscenza del titolo di merito dell’Unesco di cui si fregia Palazzo Dogana, né tanto meno sa che possiedi edifici dei più grandi architetti del razionalismo italiano: Petrucci, Brasini, Piacentini. Ma certo, si omette pure che tu abbia avuto la collaborazione di Vanvitelli nel tuo palazzo Dogana o ancora si ignorano le grandi opere dell’Ing. Oberty ed i suoi giardini pubblici.
Chi ti disprezza non ha nemmeno idea di quanto sia prezioso il patrimonio delle tue borgate di fondazione del ventennio come Incoronata e Segezia, dei veri e propri esperimenti sociali oltre che d’urbanistica.
Naturalmente si ignora pure la tua biblioteca provinciale, tra le più grandi del meridione per patrimonio librario, custode di un manoscritto autentico del Boccaccio, dei lavori dell'autore del dizionario Zingarelli, delle lettere firmate di Carducci, Croce, Leopardi.
Chi ti offende nemmeno sa che all’interno del territorio comunale foggiano ci sia addirittura un area boschiva protetta di 1000 ettari.
Ma tutto ciò non conta, la gente ha deciso: tu sei brutta e non hai niente di bello da mostrare. Sei brutta soprattutto agli occhi di chi non ti conosce ma ti giudica per sentito dire, magari da miei concittadini che per un non so quale senso di autolesionismo ti disprezzano.
Eppure tu sei una grande, sei riuscita a difendere parte del tuo patrimonio malgrado i terremoti e le guerre, nonostante il grande sacrificio materiale ed umano che hai dovuto pagare soprattutto durante i bombardamenti del 1943 e per i quali hai ricevuto le medaglie al valor civile e militare.
Ma stai tranquilla, falli parlare, chi ti conosce veramente sa quanto vali e quanto tu sia bella . Lasciali sguazzare nella loro ignoranza, tu per me resti sempre, come ti definì Federico II, “urbs regalis et inclita Sedes imperialis”.


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