OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

sabato 3 marzo 2018


NOVE ORE!






Un brevissimo commento sull’appuntato dei carabinieri Luigi Capasso che ha ferito gravemente la moglie, ucciso le figlie per poi suicidarsi. Capasso non era uno stinco di santo, era stato sospeso dal servizio, era stato sottoposto ad indagine psico-fisica, insomma era un soggetto a rischio!
Su un balcone della palazzina dove abitava la famiglia Capasso vi erano i negoziatori per convincere il carabiniere - che era sul  balcone attiguo a desistere dal suo immaginabile gesto. I negoziati da molti ritenuti inutili si sono protratti per ben nove ore. Sfido chiunque a discutere nove ore con una persona in evidente stato confusionale sperando nella sua resa. In casa c’erano le sue bambine non si sa se vive o morte, sarà poi compito del medico legale stabilire se sono passate dal sonno alla morte senza soffrire oppure morire spaventate. Orbene Capasso era sul balcone, non si sapeva  ancora che fine avessero fatte le bimbe, se fossero ancora in vita quindi bisognava in tutti i modi impedire che il Capasso rientrasse in casa per ammazzarle. Se fossero già state uccise si poteva pensare che il Capasso potesse suicidarsi.
Che scenario avrei preferito? Dopo un paio di ore di “ conversazioni “ un tiratore scelto avrebbe dovuto centrarlo alle gambe facendolo stramazzare, le teste di cuoio avrebbero dovuto fare irruzione in casa liberando le bimbe o coprendole pietosamente con un lenzuolo.
Ora non so se il Capasso durante il “ negoziato “ fosse rientrato in casa per uccidere le figlie, in ogni caso il suo rientro dal balcone avrebbe dovuto essere evitato a qualunque costo.
Democraticamente si discuteva e spero che le bimbe fossero già state uccise altrimenti sulla coscienza di chi organizzava la macabra “ tavola rotonda “ vi è la morte di due belle ed innocenti bambine.
A coloro che non sono d’accordo con il mio commento vorrei dire: meglio spedire al Creatore il Capasso sperando di aver fatto in tempo a salvare le sue figlie oppure continuare una estenuante ed inutile conversazione a conclusione della quale costatare la morte delle sue splendide bambine ?
Vero è che con la scienza del poi………….
Vi è poi una considerazione da fare. Si dice sempre che le mogli o le fidanzate debbano denunciare le violenze patite perché poi lo Stato se ne occuperà! In che modo? I recenti casi di cronaca nera evidenziano che dopo la denuncia si prendono – quando si prendono - provvedimenti del tutto inefficaci che nella maggior parte dei casi si estrinsecano in una diffida a non frequentare la casa della vittima prescelta mantenendosi ad una distanza invalicabile di cinquecento metri. Burocraticamente si è a posto, l’avviso è stato consegnato e poi? Poi nulla l’assassino aspetta la vittima per strada oppure sul posto di lavoro e la massacra!
Il denunciato dovrebbe avere il braccialetto elettronico che ne indichi la posizione e appena i limiti di movimento superano quelli prescritti dovrebbe uscire la pattuglia della forza pubblica per assicurarlo alle patrie galere per una decina di anni!!
Molte volte le vittime predestinate non denunciano nulla perché hanno paura che il carnefice diventi più pericoloso mentre chi dovrebbe difenderle si attiene alle leggi molto ma molto permissive!
Per finire vorrei che psicologi,parenti ed amici fossero vicini alla povera madre allorquando inevitabilmente le si dirà che le sue bambine non ci sono più. Per lei chiederei una difficile rassegnazione, quasi impossibile! In questa occasione parlerei per nove o più ore !


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