OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

lunedì 27 febbraio 2017

EUTANASIA

“Fabo è morto alle 11.40: ha scelto di andarsene rispettando le regole di un paese che non è il suo. Questo è stato il laconico messaggio col quale Marco Cappato ha dato l’annuncio della morte di Fabiano Antoniani.
Fabo ha finito di soffrire, è uscito dalla gabbia che era il suo corpo nel quale viveva – si fa per dire – nel buio delle sua cecità e nell’immobilismo che la tetraplegia lo aveva condannato. Aveva quasi 40 anni.
Recentemente a Treviso Dino Bettamin, 70 anni,  malato della terribile malattia SLA ha chiesto di morire e gli è stata somministrata una sedazione profonda e la sospensione di ogni terapia. Così ha posto fine alle sue sofferenze.
Mi sono sempre chiesto come si possa vietare la dolce morte quando ci si trova in presenza di malattie gravissime non governabili dalla medicina e che procurano sofferenze a volte ridotte  ma non di molto? Provate ad immaginare un tetraplegico che avverte un prurito al naso o alla schiena e non poter trovare alcuna possibilità di porvi rimedio autonomamente. Del resto non si può immaginare un’assistenza 24 ore su 24 di una persona pronta a grattargli il naso !
Una tale devastante malattia che non ha possibilità non dico di guarigione ma di controllo della sintomatologia non è di per se stessa idonea a chiedere l’intervento della compassione e della scienza per porvi fine ?
Sul web si possono trovare molti filmati di persone condannate ad una inumana sofferenza ed altre tranquille e riconoscenti  fino a pochi istanti prima di assumere il farmaco antiemetico per evitare crisi di vomito e poi il pentobarbital che conduce a morte in pochissimo tempo e senza sofferenza.
Si possono salutare amici e congiunti, si può anche pensare o recitare una preghiera e poi si parte ! Fine della storia!
Credo che uno Stato laico non dovrebbe avere motivi per non legiferare in proposito. Il benessere dei cittadini dovrebbe essere messo al primo posto. Mi farebbe molto piacere rivolgere al Primo Ministro Paolo Gentiloni Silveri una semplice domanda: lei Sig, Primo Ministro preferirebbe vivere tra atroci sofferenze o porre fine dignitosamente alla sua esistenza ? Se questa domanda la rivolgessero a me non avrei dubbi: vorrei morire dignitosamente!
Vi è poi una questione religiosa. La vita non ci appartiene, è un dono che ci viene dall’Alto ed è Lui che può riprendersela. Per i credenti va bene così, ma per i non credenti, gli atei i mussulmani i buddisti e compagnia cantante?
Lascerei quindi ai singoli cittadini la scelta di compiere l’ultimo passo della propria vita come credono, ovviamente con tutte le garanzie legali, psicologiche e mediche.
La legge dovrebbe poi prevedere punizioni pesantissime per ogni abuso.
Noi italiani siamo primi al mondo per accettare tutto cambiando semplicemente il nome alle cose o alle situazioni. Ad esempio mandare uno al Creatore con una sedazione profonda non è eutanasia, mandarlo invece facendogli ingurgitare una anche piacevole bevanda allora è eutanasia vietata al momento dalle leggi!
La storia della povera Eluana Englaro fu devastante. La poveretta fu spedita al Creatore privandola di ogni alimentazione liquida e solida anche se attraverso un sondino. Le sofferenze non furono certamente lievi. Non sarebbe stato meglio utilizzare quello che la medicina poteva offrire?
Infine vi è anche una questione di costi per la comunità. Provate ad immaginare le spese che lo Stato deve affrontare per un’assistenza efficace e duratura, per i supporti tecnologici per gli ausili domiciliari? Lo so sembra un discorso cinico, ma se queste spese servissero a modificare gli eventi allora ben vengano, ma se non lo sono allora è molto meglio ricorrere all’eutanasia con partecipazione attiva o meno da parte del malato.

1 commento:

  1. Lello hai esposto chiaramente e laicamente i termini della situazione. Concordo pienamente.

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