OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

martedì 3 giugno 2014



2 GIUGNO 2014 -  LA FESTA DELLA REPUBBLICA


Ieri, 2 giugno, si è celebrata le festa della Repubblica in sordina con due precisazioni: il servizio della sicurezza affidato e portato a termine dai metronotte e le fantastiche Frecce Tricolori  che hanno sorvolato il sacro suolo della Patria grazie agli sponsor. Poco mancava che tra le scie colorate di bianco rosso e verde si potesse leggere la reclame del formaggino MIO o quella relativa gli assorbenti per signora che finalmente potevano salire in ascensore senza temere il propagarsi di cattivi odori! Nonostante questi risparmi la parata è costata un milione e trecentomila euro! Poi veniamo alla parata. Gli amatissimi carabinieri e corazzieri a cavallo con banda a piedi ed a cavallo, a seguire una sfilata di compagnie in armi alcune molto amate come la Brigata Sassari, i marò del Reggimento San Marco,( applauditissima per via dei nostri marò trattenuti in India ) i paracadutisti del Reggimento Col. Moschin, gli Alpini d’Abruzzo e poi le commoventi le divise della prima guerra mondiale indossate dalle truppe dei nostri giorni. Dei mezzi semoventi ho visto un lince che trasportava il generale di corpo d’armata Mario Moscatelli, un camion  che trasportava un cannone da 149 millimetri impiegato per contenere l’offensiva austriaca sugli altopiani veneti. Ho notato il passo marziale delle crocerossine volontarie, splendide nelle loro bianchissime divise. Durante la sfilata dedicata alla prima guerra mondiale ho ascoltato la banda che suonava la Canzone del Piave che era quella che maggiormente veniva suonata quando ero bambino in occasione delle feste del 24 maggio e del 4 novembre. Ho visto i labari inondati di medaglie di ogni tipo. Ho mentalmente rivisto il film Piccolo Alpino del 1940 che narrava la storia di due ragazzini che vollero a tutti i costi, nonostante la giovanissima età, arruolarsi per combattere il nemico invasore. Uno dei due non sopravvisse, mentre l’altro, incontra il padre disperso nel momento in cui veniva data la notizia dell’armistizio e della vittoria, la sola che interamente ci appartiene!
 Mentre le note del Piave echeggiavano ho pensato anche alla decimazione della Brigata Catanzaro decisa dal generale Cadorna

La Brigata "Catanzaro". ritirata dal fronte dopo le gravi perdite subite il 23 e il 24 maggio del 1917 (che si aggiungevano alle molte migliaia accumulate negli anni precedenti) era stata ricondotta di fronte all’Hermada (oggi monte Querceto, a est di Monfalcone) il 4 giugno. Ritirata nuovamente il 24 giugno, venne accantonata a Santa Maria La Longa, paesino della bassa friulana. Insofferenza e indisciplina cominciavano da tempo a serpeggiare nelle retrovie costipate da migliaia di militari destinati a rimpiazzare i tanti caduti dei reparti più dissanguati. Costoro sapevano che sul Carso - e nella Brigata Catanzaro soprattutto - fatalmente si muore. Speranza non c’è.
Da Brigantino – Il portale del Sud

Ancora oggi nessuno ridà l’onore a quei poveri soldati sconfitti due volte, dal nemico e dagli amici. Pensate, soldati ed ufficiali estratti a sorte, fucilati dai propri compagni e gettati in una fossa comune scavata poco prima della fucilazione alla loro presenza. Quella guerra costò al paese settecentomila morti ed altrettanti feriti. Sarebbe bello che un giorno si riabilitassero quei soldati che provenivano…..stranamente…. dalla Puglia, dalla Calabria, dalla Campania e dalla Sicilia !!!

Ieri ho anche sentito l’urlo di Massimiliano Girone che scandiva: Abbiamo obbedito agli ordini, e mantenuto la parola, quella che ci era stata chiesta e quella che continuiamo a mantenere. Ma siamo ancora qui”.

Mi chiedo ancora come sia stato possibile rimandarli in India dopo la licenza natalizia di due anni fa. Si metteva a rischio la commessa degli elicotteri Agusta? In ogni caso si è fatta la solita figura di cioccolatai. Sarebbe stato molto bello e significativo trattenere i nostri marò e indirizzare agli indiani l’altrettanto significativo gesto dell’ombrello. Per fare questo ci sarebbe dovuto essere un altro governo e tanta determinazione.

Insomma come festa della Repubblica non c’è male !

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