OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

La moralità non è propriamente la dottrina del come renderci felici, ma di come dovremo diventare degni di possedere la felicità. (Immanuel Kant )


Cicerone:
(106 a.C. 43 a.C. )

"LE FINANZE PUBBLICHE DEVONO ESSERE SOLIDE, IL BILANCIO DEVE ESSERE EQUILIBRATO, IL DEBITO PUBBLICO DEVE ESSERE RIDOTTO, L'ARROGANZA DELL'AMMINISTRAZIONE DEVE ESSERE COMBATTUTA E CONTROLLATA, E GLI AIUTI AI PAESI STRANIERI DEVONO ESSERE RIDOTTI AFFINCHÉ ROMA NON FALLISCA. LE PERSONE DEVONO ANCORA IMPARARE A LAVORARE INVECE DI VIVERE CON L'ASSISTENZA PUBBLICA.


La dittatura perfetta avrà sembianza di democrazia. Una Prigione senza muri nella quale i prigionieri non sogneranno di fuggire. Un sistema di schiavitù dove, grazie al consumo e al divertimento, gli schiavi ameranno la loro schiavitù. Aldous Huxley

Le regole di maggioranza funzionano solo se si considerano anche i diritti individuali: non si possono avere cinque lupi e una pecora che votano su cosa cucinare per cena. (Larry Flynt)

NON E' UNA COLPA DESIDERARE UN ATTIMO DI PACE ALMENO AL TRAMONTO DELLA VITA. ( JOHN LE CARRE' )

Quando a causa degli anni

non potrai correre, cammina veloce.

Quando non potrai camminare veloce, cammina.

Quando non potrai camminare, usa il bastone.

IL MEGLIO E' NEMICO DEL BENE!!

CONTRA FACTUM NON VALET ARGUMENTUM !!!


QUANTO E’ BELLA GIOVINEZZA CHE SI FUGGE, TUTTAVIA CHI VUOL ESSER LIETO SIA DI DOMAN NON V’è CERTEZZA



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venerdì 17 aprile 2020


FINALMENTE! SI’…. FINALMENTE
Sono le 002 del 17 aprile 2020 ed ho appena finito di vedere LA TRAVIATA in una splendida edizione di trenta anni fa. Dal Teatro alla Scala, Maestro concertatore e direttore d'orchestra Riccardo Muti, regia teatrale e televisiva di Liliana Cavani, scene di Dante Ferretti. Tra gli interpreti principali: Tiziana Fabbricini, Nicoletta Curiel, Antonella Trevisan e Roberto Alagna.
Il commento di un grande critico musicale:

All’alzarsi del sipario finalmente un wow. Scene, costumi, ambiente tutto alla perfezione. Una goduria dimenticata per gli occhi. La regia perfetta, i cantanti e le comparse si sono mossi naturalmente senza alcuna forzatura, le espressione dei visi esattamente come avrebbero dovuto essere. Liliana  Cavani perfetta, insomma un’opera semplicemente perfetta. Finalmente un’opera ambientata perfettamente, lontanissima dalle bestemmie di opere ambientate fuori dal tempo e dallo spazio. Come non si può dimenticare una Tosca in una caserma delle famigerate SS, come una Butterfly in un postribolo giapponese ed altre scempiaggini come ad esempio una recente Turandot mandata in onda con i costumi e le scene degni del film Eyes Wide Shut. Continuo a dire che nei libretti delle opere sono minuziosamente descritti e prescritti scene, costumi, e location ( come si dice ora ).Giuseppe Verdi, pianse ed amò per tutti. Verdì soffrì la morte di due figli a due soli mesi di distanza, quindi la morte della prima moglie Margherita Barezzi di soli 26 anni, dopo altri otto mesi. Questo dolore lo infuse nelle sue opere e questo dolore merita rispetto non sconvolgendo e travisando quanto lui ed i suoi librettisti hanno bene evidenziato.
Grande orchestra, Muti giovanissimo, eccelso maestro concertatore e direttore d’orchestra, Tiziana Fabbricini superba specialmente nei suoi acuti filati e smorzati ( nell’edizione del 1992 la Fabbricini trionfò letteralmente e interpretò Violetta Valery per oltre 150 volte ), gli altri cantanti bravi. Se proprio devo fare un appunto direi che a parte le note romanze facilmente comprensibili le meno note difettavano nella dizione - forse a causa dell'audio imperfetto nella registrazione - ed è stato un peccato la mancanza dei sottotitoli perché in alcuni momenti le emissioni canore erano perfette, ma le parole non si capivano mentre proprio in quei momenti si estrinsecava tutto il patos che giganteggiava nel presente lasciando intravedere sofferenza e speranza per il futuro.  Intensa e struggente la scena finale della morte di Violetta senza eccessi e sbavature. Insomma ieri ho fatto pace con la lirica; occhi, orecchi e cuore si sono abbracciati…. a dispetto del Covid-19 che ha proibito ogni abbraccio !!!

domenica 12 aprile 2020

DAL MIO BALCONE !

La mia casa affaccia su due vie e dai miei balconi posso spaziare inquadrando piazze lontane e vie principali. Cosa vedo? Di tutto e di più! In verità poche persone che camminano speditamente quasi a non farsene accorgere. Dove vanno? A fare la lunga fila al supermercato, a portare fuori per i bisogni il povero innocente cagnolino che non ha più tanta pipì da fare perché utilizzato diverse volte al giorno dai suoi padroni per fare i soliti vietatissimi quattro passi. Vi è il solito podista che non vuole rinunciare alla corsetta in divisa d’ordinanza, come se facesse parte di una regolare maratona col numerone apposto sulle terga. Vedo la signora non più giovane che è diretta non so dove, con la mascherina abbassata per poter fumare la sua sigaretta. Vedo altre persone con la mascherina sistemata sulla fronte ed altre sul mento in ogni caso bocca e naso scoperti ad invitare il velocissimo corona virus a dar loro il bacio della morte. Fortunatamente questi fenomeni arrivano senza darsi appuntamento quindi isolatamente e in diverse ore del giorno, ma li osservo dai mei balconi. Io me ne sto rinchiuso rispettando le superiori decisioni non per obbedienza, bensì per aiutare in primis me stesso e poi i miei simili. Ai podisti ed ai perditempo vorrei gridare “ imbecilli statevene  a casa perché grazie a voi la mia reclusione si protrarrà”!!
Mi rendo conto che la reclusione non sia un gran problema per chi possiede una casa grande e comoda, ma coloro che non ne hanno una simile e vivono in tre o quattro in una piccola abitazione la reclusione è un gravissimo problema. Andar fuori per lavoro o per le compere allenta ogni tensione; una boccata d’aria fa sempre bene ed annulla la tensione che genera conflitti e litigate. Non tutte le persone hanno pazienza e tolleranza.
Io stesso e molte persone che conosco si dedicano alla realizzazione di alcune vecchie e gustose ricette da tempo dimenticate, altre si dedicano alla lettura ed altre all’ascolto della musica in tutti i suoi generi. Il computer poi è un grande amico, ti fa aprire una finestra sul mondo e purtroppo ti mette a conoscenza della pochezza della politica fatta di tante promesse, la maggior parte delle quali disattese o di difficile attuazione. Approfondendo questi argomenti mi sento un genio, un grande uomo un vero condottiero e mi chiedo come mai io che non sono un politico e che non possiedo un elevato quoziente intellettivo capisco tante e cose e coloro che dovrebbero essere molto più esperti ed intelligenti di me prendono delle cantonate? Ci sono o ci fanno? Eppure io sono solo con me stesso mentre loro si circondano di esperti di ogni tipo. O gli esperti non sono tali o chi li sceglie non capisce con chi ha a che fare. La nostra barca sta navigando in un mare procelloso, le onde sono altissime e si rischia di affondare. Mi sovviene un aneddoto che mi pare più una barzelletta:” direttore la situazione è seria e stiamo affondando” Il direttore si concentra dando l’impressione che stia escogitando il rimedio, ma dalla sua bocca vien fuori un incredibile sofferto pensiero:” mi raccomando …lentamente”!

venerdì 10 aprile 2020


LETTERA APERTA A PAPA FRANCESCO 
Santità, con tutto il rispetto che si deve al Vicario di Cristo in terra, devo dirLe che le riflessioni recitate durante la solitaria Via Crucis di ieri sera mi hanno disturbato e non poco. Ho avuto il desiderio di abbandonare la trasmissione per non sentire parlare per tutte le 14 Stazioni della  Via Crucis solo ed esclusivamente di persone ristrette nelle carceri a seguito non tanto di piccoli furti ma di efferati delitti. Si è raccontato in una atmosfera insolita di silenzio e solitudine delle pene sofferte dai detenuti, delle loro storie sin da quando erano fanciulli, si è altresì raccontato della sofferenza dei famigliari dei detenuti, della vergogna da loro provata nell’essere additati come madre, sorelle e figli del mostro recluso. Santità nulla da dichiarare a proposito delle sofferenze, delle vite definitivamente e totalmente distrutte dagli assassini che, una volta scontata la pena ( scontata anche nel senso di “ avere uno sconto ” perché pena gradatamente ridotta grazie alla bontà del legislatore) tornano a passeggiare sulla piazza del paese con l’assicurazione di un posto di lavoro  ottenuto grazie alle organizzazioni pie di volontariato? Santità, Lei sa dirmi quante organizzazioni umanitarie, cristiane e caritatevoli si occupano o si occuperanno dei famigliari  delle vittime private del coniuge, dei figli a cui sono stati uccisi i genitori? Da noi vige sempre il  “ pro reo “, reo che deve essere riabilitato, ricostruito e riconsegnato ai sui cari! Santità, secondo il mio sommesso parere sarebbe stato sufficiente dedicare ai carcerati solo le riflessioni su un paio di Stazioni della Via Crucis se mai quelle in cui si ricorda la condanna a morte di Gesù, di Pilato che se ne lava le mani. A proposito di Pilato, questo governatore romano che trova Gesù senza alcuna colpa e  tuttavia lo consegna alla folla per la crocifissione non prima di condannarlo ad una dolorosissima flagellazione. Mi domando cosa avrebbe fatto se fosse stato convinto della sua colpevolezza!!
In un’altra riflessione, senza nominarlo esplicitamente, si parla del cardinale  George Pell che l’Alta Corte australiana ha prosciolto all’unanimità  dall’accusa di violenza sui minori e che stava scontando in carcere una condanna a sei anni dopo la sentenza di primo grado del dicembre 2018 e la conferma in appello nell’agosto 2019. Buon per lui. Due condanne sia in prima che in appello potrebbero quanto meno destare qualche dubbio e inserirlo in una riflessione nella Via Crucis mi pare leggermente fuori posto! Infatti........
Santità, solo quattro giorni dopo la Via Crucis con la meditazione riferita, senza nominarlo, all’assoluzione da parte della Suprema Corte australiana ecco la nuova tegola sulla testa dell’almeno “ discutibile “ Cardinale George Pell!!!

Santità, la prossima Via Crucis veda di farsi dare in anticipo le riflessioni, le legga con attenzione e dia disposizione che gli argomenti siano diversificati e non totalmente destinati ai detenuti, alle loro sofferenze credibili, ma causate soltanto dal loro comportamento. Dica loro più o meno parafrasando Giovanni XXIII: “ quando riceverete la visita in carcere dei vostri bimbi date loro una carezza, dite che quella è la carezza del papa”, ma aggiungete anche “ voi piccoli ed innocenti orfani, questa sera sono io che vi accarezzo e che vi benedico come avrebbe fatto vostro padre o vostra madre se fossero ancora lì accanto a voi. Come Vicario di Cristo in terra pregherò per le vittime innanzi tutto e poi anche per i carnefici dopo il loro sincero pentimento per il male commesso. Amen!

LE OPERE BUONE ....PORTANO IN PARADISO, 
LE ALTRE ALL'INFERNO!!
Un sentito grazie a ciò che di brutto esiste dal momento che grazie a lui possiamo apprezzare il bello. Il giudizio tra bello, il dolce, l’alto, il lungo e i loro contrari si può apprezzare per le comparazioni. Come si fa a die che una cosa è bella se non si conosce la versione “ brutta”?
L’8 aprile alle 21.15 è andata in onda Turandot di Giacomo Puccini, proposta nell’allestimento andato in scena nell'aprile 2015 per l’inaugurazione dell'Expo di Milano, con la direzione musicale di Riccardo Chailly e la regia di Nikolaus Lehnhoff, scomparso pochi mesi dopo le recite dell'opera. ( volevo aggiungere un commento sulla sua…dipartita, ma credo di essere un gentleman e mi astengo lasciando però alla vostra immaginazione cosa avrei potuto dire, Parce sepultis!! Siate buoni permettetemi di aggiungere……. morire per morire, ma se fosse morto qualche giorno prima??????? )
Quando si alza il sipario gli spettatori dovrebbero in cuor loro gridare wow, e questo capitava anni or sono. Ora, nella maggior parte dei casi si dice sommessamente: chi c…o sono quelli? Dove stanno andando? Cosa vogliono fare? In questi casi invece che mettere i sottotitoli alle romanze si dovrebbero metter le spiegazione delle boiate che si stanno regalando a caro prezzo agli inconsapevoli spettatori! E dire che per carità di patria o per vicinanza politica i registi, i costumisti ,gli scenografi sono letteralmente  osannati da molti  per la scelta di rompere col passato. Pazienza è la democrazia!
Io non ho retto la visione intera dell’opera e solo ora mi accorgo che anche il maestro Chailly ha voluto…passare alla storia eliminando il finale dell’opera completata da  Franco Alfano utilizzando gli appunti e i motivi ricorrenti dell’opera stessa quando il grande Puccini è morto. E chi si aspettava il grande coro finale è rimasto deluso e forse ha pensato che sarebbe stato meglio andare in pizzeria! Diffidate dei primi della classe!!!!!!!!!
Il 25 aprile 1926, al Teatro Alla Scala, poco prima delle scene finali, le  luci si spensero e  in un silenzio tombale Arturo Toscanini posa la bacchetta e, nel buio in cui è avvolta la sala, si rivolge al pubblico per dire: “Qui finisce l’opera perché a questo punto il Maestro è morto. La morte è stata più forte dell’arte”.
Ieri 9 aprile è andata in scena la Cavalleria Rusticana da Matera, la città dei sassi. Bellissima nella sua immagine notturna con i lampioni illuminati dando l’impressione di essere in un presepe vivente. Anche qui devo fare qualche appunto. Bastava erigere un palco e lì sopra rappresentare l’opera con un minimo di scene. Si è presentata l’opera su di una passerella con curve ad angolo retto sulla quale si alternavano i personaggi. Spettatori ed attori in un tutt’uno, tanto da non capire subito se gli astanti fossero semplici spettatori o comparse . Una buona novità è stata rappresentata da proiezioni in grande scala sulla roccia della chiesa rupestre di Santa Maria di Idris di qualche video come quello di un gigantesco trattore nei campi e dell’arrivo in scena di compare Alfio noto carrettiere che al suo apparire canta:
Il cavallo scalpita, i sonagli squillano, schiocca la frusta. Ehi là! Soffi il vento gelido, cada l'acqua o nevichi, a me che cosa fa? Ed il coro precisa…… O che bel mestiere fare il carrettiere andar di qua e di là!
Ma sulla parete viene proiettato Compar Alfio che arriva su un camion sul cui parabrezza giganteggiava “ ALFIO “ Non sarebbe stato meglio proiettare un bel carretto siciliano con annesso un cavallo super infiocchettato?
La processione della Pasqua avrebbe potuto essere proiettata sempre sulla parete della chiesa invece è apparso in scena un plotone di suorine bianco vestite che in un primo momento avevo preso per fantasmi! Evidentemente il regista o é mussulmano oppure non ha mai visto una processione della settimana santa. Quando la tragedia pare inarrestabile sempre sulla parete arrivano proiettate due figure, un angelo del bene forse San Michele ed un altro del male, forse il diavolo stesso che in un balletto con scambio di posti poi si allontanavano ognuno per la propria strada. Il diavolo ovviamente riappare al termine dell’opera allorquando Turiddu viene  colpito a morte dal coltello di compre Alfio. Altra licenza !
Che dire dei cantanti? Ottimi Santuzza Veronica Simeoni (Santuzza), George Gagnidze (Alfio), Agostina Smimmero (Mamma Lucia), Leyla Martinucci (Lola). Leggermente fuori forma – ad esser buoni - Roberto Aronica (Turiddu). Tutti i cantanti sono stati perfetti nella loro interpretazione scenica, sguardi e movenze perfette !
Volevo inserire alcune foto delle medesime scene, quelle di un tempo, semplicemente quadri e quelle moderne semplicemente vittime di qualche dose di LSD che notoriamente induce allucinazioni acustiche e visive e, in generale, percezioni contorte e distorte della realtà e del tempo. Sono sicuro altresì che gli innovatori non facciano uso di LSD, ma che siano in perenne attività onirica!!!

martedì 7 aprile 2020

SI RIPARTE? SI' NE SONO CERTO!
Non so quando finirà, ma certamente finirà. La crisi del ’29 credo stia insegnando qualcosa e fra i tantissimi provvedimenti ora ampiamente illustrati e poi – speriamo – tradotti in trasferimenti si potrà gradatamente ripartire. Quante ferite da curare e quante lasceranno segni indelebili sui corpi e sulle menti! La fine intravista di ogni incubo procura di per se stessa una gioia. Dal Papa alla regina Elisabetta II si scandisce la frase: sì, ci riabbracceremo, ci baceremo ci stringeremo gli uni agli altri senza timore di passare a miglior vita, il sole tornerà più luminoso, il mare ci canterà la ninna nanna delle onde che vanno e vengono sulla battigia, il venticello muoverà le piccole foglie e l’aria profumerà di pulito. Dobbiamo solo aspettare, avere la pazienza di chi crede che tutto passerà e forse scopriremo che saremo diventati più “ umani “. Guarderemo con affetto, sì con affetto, il nostro barbiere, il nostro salumiere che non ha chiuso i battenti, ma che ha venduto poco, pochissimo a causa dei pochi soldi in giro; entreremo nel modesto negozio cinese convinti che i titolari nulla hanno a che vedere con il virus cinese; vedremo le strade riempirsi un po’ alla volta di persone che si strapperanno la mascherina dal viso; i giardinetti sotto casa faranno da palcoscenico per le gioiose grida dei bimbi che si dondoleranno sui cavallini di legno, ed infine perché no? le chiese riapriranno i portoni, i fedeli si scambieranno il gesto della pace ed il prete pregherà per i vivi affidando ancora una volta i defunti al Signore; uscendo dalla Messa si passerà per la pasticceria appena aperta per comprare un piccolo vassoio di profumati pasticcini; a casa si potranno vedere programmi televisivi interessanti dimenticando le innumerevoli repliche mandate in onda; si siederanno al desco famigliare genitori e figli, nonni e nipoti e certamente si stapperà una bottiglia di quello buono messo da parte per l’occasione. Insomma la vita riprenderà. Il male assai doloroso di oggi può partorire un bene. Tutti coloro che hanno visto la morte in faccia sono diventati più buoni e generosi verso se stessi e verso gli altri, staremo a vedere, certamente saremo eternamente riconoscenti verso medici, infermieri e sacerdoti che hanno immolato la loro vita nell’assistere tante persone colpite dal terribile virus che, disprezzandolo, non voglio nemmeno chiamare per nome! Mi piace ricordare che molti industriali capitalisti a cui non si riconosceva che un cuore di pietra, hanno donato tanti soldi per la sanità e per un gesto d’amore verso i medici ed infermieri periti come in una guerra. Credo che sia un seme che possa far nascere una imponente quercia di empatica generosità!

domenica 5 aprile 2020


FOCACCIA RIPIENA IN PADELLA

( con quello che si ha in casa )



INGREDIENTI: FARINA 00: 400 GR. – ACQUA: 250 ML O  250 GR. – SALE FINO: UN CUCCHIAIO – OLIO EVO: TRE CUCCHIAI – LIEVITO ISTANTANEO: UNA BUSTINA PANE ANGELI GIALLA – SOTTILETTE DI MOZZARELLA: 8 FETTE – CIMA DI RAPA:300 GRAMMI COTTA – SALSICCIA:DUE CAPI DI QUELLA GRANDE – FUNGHI CARDONCELLI: UNO GRANDICELLO – SALAME PICCANTE: DUE FETTINE – PEPERONCINO: UNA PUNTA

Una focaccia pronta in poco più di 30 minuti è una gradevolissima scoperta. In una zuppiera versare la farina, il lievito istantaneo ed il sale. Rimestare per bene dopo di che aggiungere l’olio evo precedentemente aggiunto all’acqua. Impastare e appena il composto si è leggermente rassodato versarlo su una spianatoia continuando ad impastarlo. Fare una palla e lasciarla riposare sulla spianatoia stessa.


Nel frattempo porre al fuoco una padella anti aderente, aggiungere un filo di olio evo e sbriciolarle dentro la salsiccia privata della pellicina esterna. Ridurre in piccolissimi pezzi il salame piccante ed aggiungerlo alla salsiccia. Cuocere a fuoco moderato. Quando la salsiccia sarà ben rosolata versarvi i pezzetti di fungo, il peperoncino fresco ed infine la cima di rapa. Cuocere fin quando non ci sarà più residuo liquido.


 Porre poi su un piatto per far raffreddare quello che sarà il ripieno.
Torniamo alla pasta. Fare due parti con la pasta che sarà lievemente lievitata. Stendere le singole parti ricavando due sfoglie non molto sottili del diametro che possa andare poi in una padella larga anti aderente. Sul primo strato mettere quattro sottilette e sue di esse il ripieno lasciando liberi i contorni della sfoglia. Su di essa aggiungere le altre quattro sottilette e su tutto la seconda sfoglia di diametro leggermente più piccolo della prima. Rimboccare le sfoglie, fare dei ricamini di chiusura.


Nel frattempo si è messa una padella antiaderente larga sul fuoco, versarvi un filo di olio e su tutto mettere la focaccia. A fuoco basso cuocere per cinque o sei minuti con coperchio. Dopo questo tempo cercare utilizzando la vostra scienza di rivoltare la focaccia e sempre a fuoco basso cuocere per altri sei minuti.


Rivoltare la focaccia su un piatto largo, attendete una decina di minuti prima di  tagliarla  in due metà e poi come vi garba aggreditela pure.

sabato 4 aprile 2020


LA COMUNICAZIONE........DA RIVEDERE!
Mi piacerebbe che le reti televisive dessero notizie stringatissime, quasi solo titoli o generica illustrazione della situazione. Sapere che i morti sono diminuiti rispetto al giorno precedente poco importa se il numero del giorno si attesta a circa 800 decessi. Sapere che ci sono circa 1.500 guariti e non so quanti nuovi contagiati il cui totale generale si avvicina a 100.000 persone. Mi piacerebbe che la notizia venisse data in questi termini: se non volete morire state a casa; la situazione odierna è simile, peggiore o migliore rispetto a ieri! I numeri non sono indispensabili, nel migliore dei casi trasferiscono angoscia e fatalismo. Prima di questa pandemia il morto sul lavoro generava dolore per la sua famiglia e indignazione per chi avrebbe dovuto proteggerlo e non lo ha fatto. Giustissimo! Ed ora che un’ottantina tra medici ed infermieri, più medici che infermieri, sono morti durante l’espletamento del loro lavoro nessuno o pochissimi ne mettono in risalto il sacrificio? Se le reti televisive vogliono fornire puntuali dettagli sulle giornate campali dovrebbero in primis parlare di queste vittime che ci lasciano mentre tentano con tutte le loro forze di aiutare gli altri senza per altro avere tutta la protezione necessaria. Vittime due volte del corona virus e dello Stato che non ha provveduto a fornire loro i mezzi di protezione come ad esempio mascherine appropriate, tute, guanti e soprattutto l’esser sottoposti a tamponi in modo da provvedere in tempo al loro ricovero se mai a fianco della persona che intendevano curare! Quanti morti! Al 3 aprile 2020 i morti sono 14.681. Proviamo ad immaginarli in uno stadio per vedere una partita? Sarebbe uno stadio quasi pieno! Uno o due morti fanno impressione e generano dolore, quando i morti arrivano a cifre inimmaginabili allora diventano soltanto un numero! Forse si mette in atto un principio di difesa psicologica. Un numero è un numero e basta!
Mi è venuto in mente un campo di battaglia di una volta. Le compagnie del battaglione schierate sul campo, la prima fila soldati con trombe e tamburi, le altre file formate da fucilieri con baionetta in canna. Il comandante dà l’ordine di avanzare, trombe e tamburi suonano, al comando ALT, i fucilieri sparano e molti cadono per il fuoco nemico, cadono come mosche! Le compagnie decimate avanzano e le trombe ed i tamburi si tacciono man mano fino al silenzio totale.
Noi andiamo avanti per combattere questo dannato virus che tanto dolore apporta, i comandanti sono incerti nelle decisioni a  volte contrastanti, comincia a serpeggiare lo scoramento. La nostra difesa è lo stare in casa ed i più lo fanno con grande disappunto pensando che questa sia la sola difesa possibile. E’ stato vietato di uscir di casa e sono state indicate ed elevate contravvenzioni per i disubbidienti; i positivi al virus se fermati rischiano perfino la galera e nonostante ciò si vedono scene come queste a Genova


ed a Napoli

Si sta discutendo in questi giorni se e come impedire la processione di San Gennaro quando sarebbe stato logico ed opportuno dire: la processione è vietata, San Gennaro questa volta capirà!!

E’la guerra! E Dopo? Quando tutto sarà finito come si farà a ripartire? Quante macerie? Quante persone avranno perso tutto? Da chi verranno gli aiuti e soprattutto quanti mascalzoni si inseriranno in questa provvidenza senza averne diritto? Se metaforicamente ( e forse anche senza metafora ) il pane mancherà quante persone scenderanno in piazza? Chi e come fermerà tale protesta? Speriamo di non rivivere la rivolta a Milano del 1628 descritta dal Manzoni con il ricordo dell'assalto al forno delle grucce. .