OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

QUANTO E' BELLA GIOVINEZZA
CHE SI FUGGE, TUTTAVIA
CHI VUOL ESSER LIETO SIA
DI DOMAN NON V'è CERTEZZA

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mercoledì 9 luglio 2014

LA GERMANIA ABITUATA A STRAVINCERE ED UMILIARE

Oggi mi sento depresso per via della batosta umiliante inflitta dalla Germania al Brasile. La Germania ha disatteso anche lo stile e la magnanimità che i veri campioni devono avere per non umiliare un avversario glorioso depotenziato per l’assenza di due giocatori importantissimi, uno per un grave infortunio ed un altro per squalifica.
Il mondo, a mio avviso, tifava per il Brasile mal sopportando il primo posto conquistato dai teutonici in tutti i campi, politici, economici e sportivi. Quando è troppo è troppo  e non se ne può più!
La conquista dei primi posti in ogni dove, pur se meritata, rode il primitivo apprezzamento per un paese che ha saputo risalire la china abissale nella quale era precipitato durante  la seconda guerra mondiale.
Si dice che in guerra ed in amore tutto è permesso, ma quello che hanno fatto i tedeschi ( non tutti è vero ) supera ogni aberrante immaginazione. Mi chiedo cosa mai sarebbe accaduto se le loro atrocità fossero state compiute da noi italiani, mafiosi e 'ndranghetisti.
L’Europa si sveglia al mattino e guarda a Berlino, porge l’orecchio all’ascolto di ciò che diranno Wolfgang Schäuble - Ministro Federale delle Finanze ed il governatore della Bundesbank Jens Weidmann per non parlare di Angela Merkel. L’Europa è la Germania ed il resto sono solo dei lander posti sotto l’egemonia teutonica. Due o tre paesi del nord dettano legge sui restanti paesi specialmente quelli del sud. Noi sudisti abbiamo colpe terribili per aver creato uno spropositato debito pubblico fatto soltanto per assicurare il consenso ai partiti dominanti che se ne fregarono completamente dell'interesse nazionale. Oggi, nonostante la crisi economica mondiale siamo il paese che in Europa ha il più alto avanzo primario e siamo anche il paese che é ancora largamente al di sotto di quel maledetto 3% nato a Maastricht da padre francese ( leggasi Mitterand ). Nel 2003 la Germania sforò ogni parametro ( chi mai avrebbe potuto impedirglielo e condannarla alle sanzioni?) ma fece le cosiddette riforme volute ed attuate dal cancelliere Gerhard Schröder. Quelle riforme che costarono la testa del cancelliere furono la salvezza della Germania, ma furono largamente impopolari ed impensabili che avrebbero potuto prendere piede in Italia. Colpirono violentemente le tasche dei tedeschi che abituati ad obbedir tacendo accettarono obtorto collo. Niente tredicesima mensilità, salari mini job. Ci sono oggi sette milioni di tedeschi con salario basso, però la disoccupazione è al 5,4 %. Proviamo ad immaginare se ai lavoratori italiani si dicesse via la tredicesima mensilità e salari bassi solo per i nuovi assunti?
Detto questo però il discorso deve essere impostato sul fatto che siamo una comunità ( Comunità Europea ) e che per stare insieme si devono avere politiche fiscali, economiche comuni e che i debiti dei singoli stati devono essere garantiti dall’Europa anche ipotecando beni nazionali. Se ciò accadesse noi saremmo fuori dai nostri problemi ed anche l’Europa ne sarebbe felice, tranne la Germania che perderebbe l’egemonia sul resto dei paesi.
Noi dobbiamo fare le riforme e credo che tutto sommato qualcosa si sta muovendo, ma come è possibile subire i diktat tedeschi quando il popolo italiano è più ricco di quello tedesco e dei suoi vicini di casa del nord? Il patrimonio personale e dello Stato è quattro volte più grande del debito pubblico. Ed allora? Non si vuole aiutare un paese come l’Italia per continuare a fare i propri interessi.
La Germania ci è sempre stata  nemica  dai tempi della prima guerra mondiale, per non parlare poi della seconda guerra mondiale con l’abbraccio mortale di Mussolini ad Hitler. Alla fine della guerra la Germania era divisa in quattro parti ( e lì doveva restare ) ed anche in questa occasione la Germania prosperò con i mercati dell’Est. La Germania divisa e poi riunita per tre quarti, non riconobbe mai la Germania dell’Est come un Stato sovrano per cui il suo commercio con i fratelli dell'Est era considerato interno, ma era la maniera per  fare affari con l’Unione Sovietica ed i suoi satelliti. Agli altri paesi del mondo libero non era concesso.
Poi arriviamo alla unificazione della Germania con il cambio demenziale uno ad uno col marco dell’Est che valeva un sesto di quello della Germania dell’Ovest. E dove sono stati presi i capitali per fare una tale mostruosa operazione? Sui mercati finanziari mondiali cosa questa che ha provocato l’aumento dei tassi di interesse che hanno strozzato gli altri paesi notoriamente prenditori.
Vogliamo pensare a quanta speculazione venne fatta con quel concambio? Chi aveva un quintale di marchi dell’Est si trovò ad averne uno di marchi dell’Ovest e  sestuplicò la sua ricchezza!!
Oggi noi siamo uno dei paesi maggiormente contributori e incassiamo molto meno di quanto paghiamo. Si è stimato che il nostro contributo in una decina di anni sia stato di oltre quaranta miliardi di euro che se fossimo fuori dall’euro sarebbero rimasti nella nostra disponibilità. Non possiamo permettere che politici di alto rango europei ci sbertuccino e ci umilino. Noi dobbiamo essere decisi e determinati a non farci mettere i piedi in faccia. Abbiamo anche la possibilità di usare il diritto di veto, insomma i nostri fratellastri europei devono temere anche la dissoluzione dell’euro.
L’euro è stato costruito esattamente sul marco tedesco. La Germania ha fatto in modo che paesi deboli come la Grecia, la Spagna, l’Irlanda, l’Italia e compagnia cantante entrassero nell’euro per avere un  tasso di cambio elevatissimo per le economie dei paesi deboli, ma bassissimo per la Germania e soci che possono contare sul tasso di cambio favorevolissimo che protegge ed incentiva le loro esportazioni. Credo quindi che un salutare “ tirar la corda “ faccia bene un po’ a tutti. Fuori dall’euro la Germania avrebbe un tasso di cambio più alto del 20 – 25% cosa questa che ridurrebbe proporzionalmente il suo surplus commerciale, mandandola in crisi. A chi venderebbe i suoi  prodotti rincarati del 25%?
E’ lontanissimo il tempo in cui Klemens von Metternich disse   di noi:
“La parola Italia è una espressione geografica, una qualificazione che riguarda la lingua, ma che non ha il valore politico che gli sforzi degli ideologi rivoluzionari tendono ad imprimerle “.
Dobbiamo evidenziare con forza e decisione le nostre eccellenze che, anche in un mare di problemi, pur sempre ci sono, fare la voce grossa e trattare i primi della classe  da pari a pari se vogliamo restare uniti altrimenti ognun per se e Dio per tutti!


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