OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

QUANTO E' BELLA GIOVINEZZA
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lunedì 31 marzo 2014

EURO E DINTORNI


Ciao a tutti,
una prima considerazione di carattere generale.
Luoghi comuni recitano: “ si stava meglio quando si stava peggio “ e “ quando c’era Lui si poteva uscir di casa e lasciar la porta aperta”.
Le difficoltà dell’oggi fanno dimenticare quelle di ieri che ci appaiono come inesistenti o sopportabilissime al contrario di quelle attuali che tentano in tutti i modi di seppellirci. Quando poi il “ c’era Lui “ l’arcano è svelato perché allora la cronaca nera era decisamente ridimensionata, se non del tutto assente, tranne casi gravissimi. Sembrava quindi che tutto filava liscio grazie a Lui ed al suo regime! Due considerazioni non esattamente realistiche, ma pur sempre fascinose ! Oggi le principali reti televisive pubbliche e commerciali dedicano ore ed ore ad esaminare delitti illustrandone tutti i particolari con interviste a madri, spose fratelli ed amici intimi. Alla fine delle trasmissioni ci pare di  essere piombati nel medio evo e certamente non ci sentiamo rasserenati.
Torniamo a noi !
Ho fatto notare più volte che subito dopo l’avvento dell’euro i prezzi sono praticamente raddoppiati, mentre l’Ufficio di Statistica dichiarava che l’inflazione era salita all’1,50 massimo  al 2 %. Evidentemente gli studiosi andavano a fare la spesa in Croazia oppure in Bulgaria!
Ancora oggi nel supermercato sotto casa un chilo di pane appena appena “ non comune “ costa 4,85 euro al chilo pari a 9.390,90 lire!!! Chi può affermare che un tale prezzo sarebbe stato possibile tollerare prima dell’avvento della moneta unica europea? Nel frattempo il costo delle materie prime è sceso e poi noi le paghiamo con l’euro che è notoriamente una moneta fortissima!
Al povero italiano è caduta una mazzata sul cranio, direi duplice mazzata. Una prima  per il raddoppio dei prezzi su tutti i generi alimentari e no ed un’altra per la rendita sui BOT, BTP e compagnia cantante con  interessi  in caduta libera.
Questo è il quadro iniziale che già fa capire dove andrò a parare.
Vivendo nell’oggi si deve necessariamente analizzare da dove siamo partiti per immaginare dove andremo a finire. Il passato spiega il presente ed illumina il futuro. E’ in questa ottica che vorrei sottoporvi alcune considerazioni.
La forza dell’economia di un singolo Stato  risiede nella debolezza della sua moneta. Esempio: dopo la nascita dell’euro il cambio euro-dollaro usa arrivò a 0,80, cioè ci volevano 0,80 dollari per un euro, cioè il dollaro era fortissimo e gli analisti dell’epoca lo vedevano veleggiare attorno ai 0,75 dollari per euro. Dopo la crisi economica e crisi finanziaria che colpirono l’economia USA  l'America si è felicemente ripresa. Come ? Svalutando il dollaro che oggi per essere cambiato con l’euro  ne deve mettere sul piatto ben 1,38 . Noi abbiamo un’economia scassata, quasi in rianimazione ed una moneta fortissima. Quindi anche una persona sprovveduta e di men che mediocre intelligenza comprende che la strada imboccata porterà verso un precipizio più o meno profondo!
Le banche centrali americane, inglesi, giapponesi e cinesi possono all’occorrenza stampare moneta per aiutare l’economia in crisi drenandone poi l’eccesso quando le cose si sono sistemate. Noi non abbiamo questa facoltà. Siamo una moneta unica con attorno gli Stati che pensano solo a se stessi. Una grandissima corbelleria!
Solo un accenno sulla nascita dell’euro la cui nostra adesione venne sollecitata, imposta, consigliata fate voi, dalla Germania. Fare entrare paesi deboli e tra questi l’Italia avrebbe consentito alla Germania di avere una moneta meno forte di quella che le sarebbe capitata qualora fosse rimasta sola nell’euro con alcune consorelle del nord. Il surplus commerciale tedesco e le riforme che loro hanno fatto nel frattempo avrebbero senza alcun dubbio provocato una supervalutazione del marco tedesco con conseguente riduzione delle loro esportazioni. Da parte nostra abbiamo accettato un tasso di cambio che non esito a definire demenziale e che per entrare nell’euro il governo dell’epoca  autorizzò  il Tesoro a porre in essere operazioni notevolissime sui derivati che fecero incassare al momento ingenti somme di denaro a fronte di enormi rischi futuri che poi si sono maledettamente verificati provocando danni consistenti al nostro bilancio.
Dopo gli umilianti sorrisini di Sarkozy e della Merkel già nelle cancellerie si parlava apertamente dell’arrivo di Monti, ma come fare per imporlo? Dichiarando all’Italia una guerra non certo con le armi convenzionali, ma con la finanza. Chi è partito per prima con queste armate finanziarie? La nostra carissima Germania la cui Deutsche Bank tra lo stupore generale prese per prima a vendere titoli di Stato italiani che deteneva unitamente a …….tonnellate di titoli della stessa specie appartenenti alla Grecia, al Portogallo ed alla Spagna.
Gli altri hanno seguito l’esempio ed il nostro spread toccò 585 punti. Si fece allora del vero e proprio terrorismo dicendo a noi ed al mondo che si era sul punto di non aver più soldi nemmeno per una tazzina di caffè, che le pensioni e gli stipendi correvano il rischio di non essere pagati e quindi occorreva un salvatore della Patria nella persona del Prof. Mario Monti ben visto in Europa e nel mondo. Re Giorgio I si affrettò a nominarlo senatore a vita ed il nostro chiacchieratissimo ex cavaliere fu costretto a dimettersi cedendo il passo a Monti che venne accolto, baciato ed abbracciato soprattutto dalla Merkel.
Qualcosa voglio aggiungere sul provvedimento Salva Stati 2 che ci obbligò a versare un bel 18% delle somme previste per aiutare gli Stati traballanti. Erano gli Stati traballanti oppure era la Merkel che voleva una tale messe per far si che gli stati beneficiari utilizzassero queste elargizioni per rimborsare i  loro debiti. Questi debiti erano rappresentati dai titoli sovrani di questi Stati traballanti, titoli che erano largamente detenuti dalle banche tedesche nell’ordine del 40% o poco più e delle banche francesi per poco meno. Mentre la nostra esposizione in questi titoli era del 5%.  Si pretese da noi un esborso di un bel 18% per aiutare Germania e Francia nel rientro delle loro esposizioni.
L’Italia versa alla dea Europa più di quanto essa ci ritorna e quando arrivano questi ritorni per inefficienza e corruzione non riusciamo nemmeno a spenderli tutti e corriamo anche il rischio di doverli restituire!
Viva la Germania che ha perso tutte le guerre ed ha vinto tutte le paci !
L’austerità imposta dalla Germania ( sempre lei ) uccide pian pianino tutte le economie dei paesi “ sudisti “ permettendole di fare acquisti sui nostri mercati, prediligendo il detto “ mors tua vita mea “ !
Non so bene se uscendo dall’euro si possa ripartire ed è di oggi l’articolo che riporta le dichiarazioni del primo fautore del nostro ingresso nell’euro, Romano Prodi, che fa nuovamente del terrorismo immaginando scenari apocalittici al contrario di ben quattro premi Nobel che affermano il contrario.
Se la Germania ci volle nell’euro lo fece per fare i propri interessi quindi uscendo o minacciando di uscirne faremo solo i nostri. Non si devono sbattere i pugni in Europa, ma si deve semplicemente dire : cari compatrioti andando di questo passo e col fiscal compact alle porte noi andremo nel burrone quindi o si allentano i provvedimenti austeri oppure siamo costretti a riacquistare la nostra sovranità la cui perdita sta scatenando un putiferio. ( Serenissima Repubblica Veneta )
Il nostro problema è che non si sono fatte le riforme i cui cardini sono la sburocratizzazione e l’eliminazione o la modifica del titolo quinto della costituzione. Il nostro debito, enorme debito non deve spaventare i mercati che sono sempre in cerca di ottima retribuzione. Essi vogliono solo essere sicuri della restituzione delle somme investite ed un maggiore rendimento dei nostri titoli invoglierà loro a fare investimenti in casa nostra. La nostra economia non è poi da terzo mondo ( ancora ) e se otterremo comprensione in Europa dopo aver fatto le riforme potremo ripartire, altrimenti dobbiamo necessariamente tornare a casa nostra, feriti sì, ma non morti. I nostri governanti ci dicono che non siamo come la Grecia, ma si apprestano a colpire stipendi e pensioni come in Grecia sia pure limitatamente, inasprendo le tasse imposte da comuni e regioni e riducendo sempre più la domanda interna. Sui conti correnti affluiscono i risparmi che vengono visti come scudo per gli eventi negativi futuri, la domanda interna si contrae sempre più, la deflazione è alle porte e quindi lo scenario futuro non può che essere deprimente. Evito di immaginare cosa potremmo trovare alla fine della strada !
A maggio ci saranno le elezioni europee e già prevedo una sensibile avanzata degli euro-scettici e del primo partito trasnazionale degli astensionisti. Cosa cambierà in Europa? Quasi nulla perché le decisioni sono prese dalla Commissione e se non si modifica questa non si otterrà nulla. Un esempio: il Parlamento europeo ha deliberato la chiusura di una delle sedi Bruxelles o Strasburgo e non se ne è  fatto nulla. Pensate che ogni settimana  partono da Bruxelles camion con tutti i documenti da portare a Strasburgo che tuttavia si riunisce pochissime volte all’anno mantenendo comunque un costo esorbitante. Naturalmente i documenti ed i camion fanno il viaggio inverso! Questo per indicare che il Parlamento europeo non conta nulla.
Le elezioni di maggio possono solo far capire alla Germania che le cose si stanno sfaldando e che se si vuol riprendere la strada indicata dai padri molte cose e visioni dovranno essere cambiate altrimenti torneremo da dove siamo partiti con sovranità nazionali riconquistate con le monete più o meno forti e se dovranno esser fatti sacrifici questi saranno scelti da noi e non imposti dalla Merkel, inoltre se nel frattempo Matteo Renzi porterà a termine il suo ambizioso programma avremo le riforme che ci permetteranno di riprendere una strada tanto tempo fa interrotta. Io tifo per Renzi e spero che non debba dirci: dai nemici mi guardo io che dagli amici mi guardi Iddio !
A presto

Milano, 31 marzo 2014

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