OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

Cicerone:
(106 a.C. 43 a.C. )

"LE FINANZE PUBBLICHE DEVONO ESSERE SOLIDE, IL BILANCIO DEVE ESSERE EQUILIBRATO, IL DEBITO PUBBLICO DEVE ESSERE RIDOTTO, L'ARROGANZA DELL'AMMINISTRAZIONE DEVE ESSERE COMBATTUTA E CONTROLLATA, E GLI AIUTI AI PAESI STRANIERI DEVONO ESSERE RIDOTTI AFFINCHÉ ROMA NON FALLISCA. LE PERSONE DEVONO ANCORA IMPARARE A LAVORARE INVECE DI VIVERE CON L'ASSISTENZA PUBBLICA.

La dittatura perfetta avrà sembianza di democrazia. Una Prigione senza muri nella quale i prigionieri non sogneranno di fuggire. Un sistema di schiavitù dove, grazie al consumo e al divertimento, gli schiavi ameranno la loro schiavitù. Aldous Huxley

Le regole di maggioranza funzionano solo se si considerano anche i diritti individuali: non si possono avere cinque lupi e una pecora che votano su cosa cucinare per cena. (Larry Flynt)

NON E' UNA COLPA DESIDERARE UN ATTIMO DI PACE ALMENO AL TRAMONTO DELLA VITA. ( JOHN LE CARRE' )


IL MEGLIO E' NEMICO DEL BENE!!

CONTRA FACTUM NON VALET ARGUMENTUM !!!


QUANTO E’ BELLA GIOVINEZZA CHE SI FUGGE, TUTTAVIA CHI VUOL ESSER LIETO SIA DI DOMAN NON V’è CERTEZZA



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sabato 30 gennaio 2021

 LE CODE CON GLI APPUNTAMENTI

Pensavo che fosse finita la procedura delle code fuori dai supermercati e da tanti negozi. Sparite le code all’esterno si sono materializzate all’interno di tantissime strutture. Non parliamo poi dei disagi dello smart working; molti lavorano a casa e molti negli uffici e forse perché ci sono troppe cose da fare con pochi …operai la vigna si secca e dà frutti mediocri!

Ieri sono andato alla posta per spedire un pacchetto e vi era una fila abbastanza lunga. Mi metto in fila ed aspetto il mio turno, aspetto ed aspetto, ma vi erano persone che, innestando la quinta, superavano le tante in coda. Motivo? Avevano preso un appuntamento. E dove era scritto che si poteva prendere appuntamenti? Risultato: dopo due ore sono riuscito a far partire il mio pacchetto che ancora un po’ si sarebbe squagliato!!!!

Disperato devo chiamare  la mia banca, sì lo voglio dire BANCA INTESA – PIAZZA CORDUSIO – MILANO e propriamente il mio gestore. Telefono al numero fisso e suona a distesa, chiamo il suo cell ed una vocina mi informa che “”il numero da lei chiamato non è raggiungibile””. Chiamo il centralino e parte una comunicazione: “”lasciate un messaggio dopo il segnale acustico e sarete chiamati””. Il mio messaggio lasciato era uno di quelli a cui non era possibile replicare ma da passare direttamente all’Arma dei Carabinieri!!

Con l’app della banca prenoto un incontro col gestore per lunedì 1° febbraio alle ore 8,30. Meno male così potrò avere tutte le risposte per le pratiche in corso. Cosa succede? Dopo un paio di giorni ricevo un messaggio col quale mi si annuncia l’incontro con un’altra persona che molto probabilmente non sarà a conoscenza dei precedenti ed alla quale dovrò ripetere tutta la storia dalla caduta dell’impero romano ad oggi!

Tornando a casa dall’ufficio postale passavo davanti alla chiesa dove ero solito ascoltare la Santa Messa, volevo fare un pensierino per entrare e recitare un Ave, Pater Gloria, ma ho temuto di essere fermato sulla soglia da un solerte fraticello che mi avrebbe chiesto: dove va? Scusi ha un appuntamento? Avere un appuntamento con l’Altissimo significa andare a trovarlo laddove siede ragion per cui ho fatto laici scongiuri e me ne sono tornato a casa!

Lunedì 1° febbraio la Lombardia diventerà zona gialla, sì gialla di rabbia !!

lunedì 25 gennaio 2021

 

PALOMBO AL POMODORO CON LINGUINE

INGREDIENTI: PALOMBO: 700 GR. – POMODORI PELATI: 400 GR. – CIPOLLA BIANCA: 300 GR. – SEDANO: UN GAMBO MEDIO  - PREZZEMOLO: UN CIUFFO . - AGLIO: UNO SPICCHIO – OLIO EVO: SEI CUCCHIAI . SALE E PEPE: QB. – LINGUINE: 350 GR.

TEMPO: 60 MIN. – DIFFICOLTA’: FACILE – DOSI PER 5 PERSONE

Il palombo è un pesce adatto per i bambini dal momento che non ha spine, ma una colonna vertebrale liscia. Non ha una carne molto saporita anzi direi priva di sapore ragion per cui ho scelto di salarla e peparla e lasciarla riposare per un paio di ore, meglio tre.

In un padella anti aderente versare l’olio e appena caldo unirvi la cipolla, il sedano finemente tritati, l’aglio in camicia e soffriggere a fuoco moderato. Dopo cinque minuti aggiungere un paio di cucchiai di prezzemolo anch’esso tritato e continuare a cuocere per due minuti, dopo di che aggiungere i pelati disfacendoli con i rebbi di una forchetta, regolare di sale e cuocere per una decina di minuti. Unire a questo punto il palombo e cuocerlo per una ventina di minuti rivoltandolo spesso con un cucchiaio senza sfaldarne i pezzi. Regolare di sale e pepe.

Togliere il pesce dalla padella e riporlo a parte in una zuppiera. Nel frattempo si saranno cotte le linguine che, tolte al dente, saranno tuffate nella salsa. Rimestare per bene ed aggiungere una manciata di prezzemolo tritato al momento. Servire le linguine in un piatto piano mettendoci accanto qualche pezzo di palombo.

 

I GIORNI DELLA MEMORIA 

Il prossimo 27 gennaio si celebrerà la Giornata del Ricordo per non dimenticare le orribili morti causate dal nazismo e dalla pazzia quasi clinica di Adolf Hitler e dei suoi generali. Non ci sono le parole adatte per commentare un genocidio crudele, insensato e terribile. Le povere vittime di ogni età, di ogni etnia, di ogni estrazione sociale hanno incontrato la morte tra atroci ed inenarrabili sofferenze causate dalle camere a gas – dove si moriva dopo lunghissima e dolorosissima agonia – dalla fame, dal freddo e dagli stenti. Nessunissima pietà nemmeno per bimbi in tenera età. Non riesco ancora oggi a pensare che un popolo che annoverava filosofi, scrittori, psicologi e musicisti di eccelso valore abbia potuto fare crescere dei carnefici di tale malvagità che non definisco bestiale per non offendere cani, gatti e simili creature. Dopo i massacri i carnefici tornavano a casa, abbracciavano moglie e figli la cui età e fisicità erano perfettamente sovrapponibili alle povere vittime atrocemente assassinate. Si sedevano a tavola e discorrendo del più e del meno consumavano pasti deliziosi innaffiati con birre del Terzo Reich, andavano a rannicchiarsi nel caldo talamo nuziale rimettendo la sveglia per il giorno dopo per riprendere la mattanza.

Per fare tutto ciò occorre avere nel DNA quello dei più feroci barbari della storia. Hanno voglia a raccontarci i tedeschi che non hanno nulla a che fare con i loro fratelli assassini e carnefici, a dirci che di queste mattanze non ne sapevano nulla. Nella peggiore delle ipotesi sapevano e tacevano per non fare la stessa fine delle povere innocenti vittime favorita anche dalla delazione dei propri famigliari. In ogni caso un popolo esemplarmente micidiale.

Va bene allora ricordare non tanto perché questo non accada più, come in genere si suol dire. Non esiste certezza matematica di questo assunto, arriverà sempre un satana in qualche parte del mondo che per motivi economici, etnici o religiosi mette mano al coltello o al mitra per compiere la stessa orribile mattanza.

La domanda che mi pongo è questa: come mai non ricordiamo se non proprio il 27 gennaio, ma il 28, il 29 o il 30 e perché no il 31 gennaio di ogni anno i morti dei regimi comunisti maggiori? Vi paiono pochi 20 milioni di morti dell’Unione Sovietica, o i 65 milioni di morti della Cina?

Capisco bene che in guerra purtroppo è inutile contare i morti ed il modo con cui la morte è data, si sa  “”à la guerre comme à la guerre””ma quando la mattanza si pratica su civili, donne, bambini e vecchi si commette un delitto che grida vendetta a Dio e che meriterebbe essere ricordato dal momento che la mente umana tende a cancellare, aiutata dal tempo, ciò che le ripugna.