OGNI POLITICA DOVRA' PIEGARE LE GINOCCHIA DAVANTI ALLA MORALE.
IMMANUEL KANT

QUANTO E’ BELLA GIOVINEZZA CHE SI FUGGE, TUTTAVIA CHI VUOL ESSER LIETO SIA DI DOMAN NON V’è CERTEZZA

Donne e giovinetti amanti, viva Bacco e viva Amore! Ciascun suoni, balli e canti! Arda di dolcezza il core! Non fatica, non dolore!

Due strofe dal " trionfo di bacco ed arianna" di LORENZO de' medici



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lunedì 12 agosto 2019


LA PARABOLA DELLA PALLA DI NEVE

In quel tempo vi era una montagna piena di alberi lussureggianti, l’aria era tersa e si respirava gradevolmente. Arrivò l’inverno e con esso la candida neve. Dapprima era appena un nevischio, poi si irrobustì e caddero fiocchi bianchi e copiosi. Tutti restarono affascinati dallo spettacolo assai poetico. A causa del peso della neve  da un albero si staccò una pigna che rotolò pian pianino sul piano in discesa. La pigna nel cadere si copri di neve e continuò a scivolare. Nessuno di preoccupò, anzi qualche “villeggiante” meravigliandosi guardava la palla di neve che rotolando acquistava dimensione e velocità. Nessuno comprese il pericolo, anzi additavano ai distratti la palla che scendeva sempre più velocemente. Quando la palla divenne un macigno tutti, proprio tutti, gridarono spaventati sperando nell’aiuto dei volenterosi anch’essi bisognosi di….compagnia! I volenterosi inveivano contro coloro che non si curarono di fermare la palla di neve quando era ancora una pigna, dimenticando che anche loro furono assenti. I volenterosi gridavano sempre più forte mentre la palla rotolava sempre più pericolosamente a valle. I volenterosi gridavano incolpando i villeggianti della prima ora. Gridavano sempre più forte ignorando che nella prima ora essi non c’erano e se c’erano…dormivano. La palla di neve nella veloce discesa incontrò per caso un masso abbastanza grande che ne deviò il percorso e per caso, solo per caso, alcune abitazioni furono salvate e la palla di neve si fermò in riva ad un ruscello sciogliendosi poi un po’ alla volta.
In verità, in verità vi dico che bisognerebbe fermare il pericolo allorquando si palesa e non scaricare le colpe sugli altri quando nel colpevole silenzio non solo non si è gridato al pericolo, ma non lo si è nemmeno raccontato agli amici più intimi!
Raccontata la parabola voglio ora riferirmi a Massimo Cacciari, filosofo impegnato, che vorrebbe chiamare a raccolta tutti gli intellettuali per fermare il pericolo di un nuovo fascismo populista che vede in Matteo Salvini il suo “ conducator “
Salvini, che spesso pronuncia fasi lievemente sconnesse ed utilizza maglie, argomenti e crocifissi inopportuni, non fa altro che interpretare il sentimento di buona parte del popolo italiano che ha giudicato insipiente ignorante e deleterio il comportamento dei governi che fino ad ora hanno menato il torrone sia in da noi che in Europa.
Tutti, proprio tutti vorremmo una comunità europea che fosse prima di tutto giusta nelle decisioni e severa nei confronti di tutti gli Stati ( Germania compresa ) che si comportano come se non appartenessero ad una comunità della quale hanno accettato  trattati e  convenzioni. Avremmo voluto un’Europa che non diventasse un gigante con i piedi di argilla chiamando a farne parte Stati che già in partenza si sapeva che sarebbero stati soltanto “ prenditori “ e basta. Diventare numerosi non significa diventare grandi ed autorevoli, a volte l’esser grandi significa soccombere sotto il proprio peso !
Salvini propone un atteggiamento risoluto nei confronti dell’Europa sottolineando che in fin dei conti, tra ciò che l’Europa ci dà e ciò che in Europa diamo il conto è a nostro sfavore di diciotto miliardi di euro! Salvini promette una flat tax del 15 %, la riforma della giustizia ed altre amenità. Bene. Ma Cacciari e la schiera di professoroni non ci fanno capire conti alla mano ( che hanno sempre ragione e non sono contestabili se esatti )che tali promesse sono inattuabili e fuori luogo la voce grossa verso la Ursula von der Leyen di turno. Gli avversari politici invece scelgono di attaccarlo personalmente ridicolizzandolo, mettendo in evidenza il look, la sua pancia ed altre cosucce del genere dimenticando ciò che fecero al primo Berlusconi che grazie a queste scelte contribuirono egregiamente a farcelo godere per oltre un ventennio! La storia è maestra di vita, ma se gli studenti sono svogliati e distratti non si potrà certamente dare la colpa ai....professori!!!
Caro Cacciari, fatti un esame di coscienza e facci sapere perché non hai gridato quando la….palla di neve cominciava a rotolare, quando era possibile indirizzare diversamente lo sconforto delle genti? Gli intellettuali non sono coloro che commentano la situazione quando è già delineata, dovrebbero essere coloro che vedono lontano, che paventano pericoli, che gridano ad altissima voce verso chi governa con scarsa competenza, con ignavia, per proteggere ed incrementare gli interessi di partito e qualche volta anche personali!
Intellettuali unitevi, fate sentire la vostra voce giusto per dire che siete anche voi colpevoli del primo silenzio e non gettate la croce su chi sembra essere assente o agnostico, chi ora non dice nulla, chi non va a votare perché in democrazia, che tanto vi piace, anche la marea dei non votanti dice qualcosa anzi grida più di voi allo scempio in cui le classi politiche, tutte incluse, ci hanno portato a vivere. Gli astenuti manifestano così la loro disapprovazione e la loro convinzione che nessun partito o movimento sia all’altezza della situazione !

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